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Discussione: Quando l'eta' non conta

  1. #1
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    Quando l'eta' non conta

    MILANO - Non ci sono dubbi, deve andare in pensione. Ha versato quarant’anni di contributi e per la sua categoria, quella degli insegnanti, non esistono deroghe. Guido Panseri, professore di storia e filosofia al liceo classico Berchet (amatissimo da intere generazioni di allievi ed ex allievi), a settembre dovrà lasciare cattedra, studenti e colleghi.....continua

    Fonte

    di Annachiara Sacchi


    Dopo aver letto l'articolo non ho potuto fare a meno di fare delle considerazioni e pormi delle domande anche su altri aspetti della nostra societa'.

    L'Italia invecchia, le nascite sono in calo ormai da parecchio tempo e gia' da un po' si discute sulla vetusta' dei nostri governanti a partire dal Capo dello Stato fin giu' ai dirigenti di enti pubblici, universitari e via discorrendo.

    A parte critiche specifiche, si imputa loro di non essere al passo degli altri paesi e di essere legati troppo a interessi passati insomma, per dirla senza calcare la mano, di non essere piu' in sintonia con il paese reale e con i suoi bisogni.

    Come se non bastasse l'eta' pensionabile sembra destinata a crescere nel futuro contro ogni logica che vorrebbe un ricambio piu' moderno con fresche generazioni in grado di interpretare meglio le esigenze del cittadino.
    Contro questa necessita' si ergono steccati talvolta palesemente interessati, talvolta conditi di riferimenti ad una presunta saggezza del "vecchio", talvolta spinti dal bisogno estremo di contenere supposti costi sociali.

    Si discute, ci si confronta e intanto il gap tra generazioni aumenta alla pari dell'aumento della disoccupazione giovanile.

    La notizia si inserisce in questo discorso in modo dirompente, quasi anacronistico, che ho interpretato non tanto legandomi all'affetto dimostrato nei confronti di questo professore, ma quanto alla evidentemente comprovata capacita' di insegnamento ancora vivace, valida ed entusiasmante.

    Quindi mi sono interrogato chiedendomi: quando una persona ha il diritto-dovere di lasciare il suo incarico ?
    E di conseguenza...se si dimostra ancora una grande capacita' e voglia di dare, e' giusto essere obbligati a lasciare ?

    Certo, c'e' la legge che parla chiaro, ma e' valida proprio per tutti ?
    Maliziosamente qualcuno potrebbe fare paragoni ben piu' "elevati" in quanto a livello di responsabilita' e non si potrebbe dar loro torto !!!

    Forse quegli studenti rimarranno delusi e non saranno accontentati ma di certo hanno dichiarato apertamente che quando la passione e le capacita' riescono a regalare stimoli e conoscenza, quel pezzo di carta con foto e data di nascita conta ben poco !

    Voi, come la pensate ? ...sempre se vi va...

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  3. #2
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    Riferimento: Quando l'eta' non conta

    Penso che nell'ambito dell'insegnamento ci dovrebbe essere un check-up periodico del corpo insegnanti, soprattutto dal punto di vista psicologico e psichiatrico e attitudinale.

    Ci sono prof che passati i 50 cominciano a straparlare e altri che anche a 90 anni sono lucidi più che ventenni.

    La legislazione italiana dovrebbe prevedere tutti i casi, compreso quello in cui il prof impazzisca o abbia periodiche crisi di panico, magari dovute a vicende famigliari come è accaduto nella mia scuola.

    La cosa sconvolgente è che mentre se vuoi entrare nell'esercito, nei carabinieri ecc. devi fare test pesantissimi, colloqui con psicologi e compagnia bella, molto spesso ci ritroviamo in situazioni assurde (come il prof di un mio amico che ogni tanto minacciava di buttarsi fuori dalla finestra).

    Invece col sistema attuale prof meritevoli e pieni di esperienza vengono mandati a casa mentre si mantengono dei pazzi, che danneggiano la delicata situazione degli alunni, in un età dove si è molto fragili rispetto a queste cose.

  4. #3
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    Riferimento: Quando l'eta' non conta

    Citazione Originariamente scritto da Ricky Vedi messaggio
    La legislazione italiana dovrebbe prevedere tutti i casi, compreso quello in cui il prof impazzisca o abbia periodiche crisi di panico, magari dovute a vicende famigliari come è accaduto nella mia scuola.
    Grazie per la risposta.
    A cio' che dici non avevo pensato...mi hai fatto venire in mente che quando frequentavo (tanto tempo fa ) c'era in classe un prof etichettato come "maniaco" che evidentemente aveva attenzioni troppo apparenti verso l'altro sesso !

    Non conosco l'attuale sistema di selezione per scuole ed istituti, ma credo che si dovrebbe imporre una maggiore considerazione delle caratteristiche primarie atte all'insegnamento anche sotto il profilo psicologico.


  5. #4
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    Riferimento: Quando l'eta' non conta

    Penso sia veramente un peccato che avendo raggiunto il massimo periodo lavorativo si debba lasciare un'attività svolta con evidente passione e capacità. è un peccato per i futuri studenti che non avranno modo di essere acco,pagnati e indirizzati nello studio da così bravo insegnante.
    Per l'insegnante in questione sicuramente sarà doloroso, ma sicuramente avrà modo di organizzare la sua vita laboriosa con la possibilità, avendo l'intero stipendio come pensione, scrivendo, creando un circolo letterario o altro sicuro di essere seguito dai tanti che lo stimano e da altri che lo vorranno conoscere e avranno modo in molti di godere delle sue conversazioni.
    Com'è strana la vita, un professore non vuole lasciare la cattedra, l'insegnamento ai giovani, dopo 40 anni ha ancora "voglia" e molti, molti altri insegnanti si ammalano di stress per l'ansia che provoca l'insegnamento ai giovani.
    Io personalmente parteggio per il professore, mi dispiace per quelli che la professione fa ammalare, ma forse non sono così preparati per insegnare a giovani menti in continua e velocissima evoluzione, forse sono invecchiati così tanto dentro da non sentire l'emozione di vedere negli occhi e nei volti dei suoi allievi lo sguardo e l'atteggiamento particolare che si assume quando un argomento nuovo è ben palesato a loro. La meraviglia di un /uno, unico) insegnante che non vuole lasciare l'insegnamento e degli studenti che ancora anelano le sue spiegazioni, la meraviglia c'è perché è solo uno contro tanti troppi stressati insegnanti che scaldano la cattedra e spengono o non sanno far nascere la voglia e il piacere di sapere.

  6. #5
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    Riferimento: Quando l'eta' non conta

    Premetto che di anni ne ho quasi 50, e se vado avanti cosi' prevedo di lavorare ancora per altrettanti :)

    La legge che "forza" il pensionamento a una certa eta' va bene con la politica "largo ai giovani", che poteva avere senso in Italia cinquanta anni fa in pieno baby boom, adesso sinceramente con una nazione a crescita zero (immigranti a parte) non ha alcun senso. Come pure ha poco senso forzare il pensionamento per "mancanza di attributi", poiche' si dovrebbero istituire organismi per decidere "chi e come" si e' ancora abili nel fare il proprio lavoro, e chi sa come vanno le cose in Italia sa benissimo come alla fine il figlio dell'avvocato a cui qualcuno deve un favore continuera' a insegnare anche con l'alzhaimer (ho detto "avvocato" solo per fare un esempio)

    Ma leggi a parte, chi e' costretto al pensionamento e si sente ancora giovane, non e' detto che debba appendere le scarpe al chiodo, chiudersi in casa, relegarsi di fronte alla televisione e non fare piu' nulla. Io ho amici che a piu' di settanta anni continuano a lavorare, in proprio, continuando a fare quello che sanno fare, mettendo a profitto la propria conoscenza e la loro esperienza. Molto piu' arzilli di molti ventenni di mia conoscenza che non sanno che picchio fare della loro vita e si lamentano perche' non trovano lavoro.

  7. #6
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    Riferimento: Quando l'eta' non conta

    Citazione Originariamente scritto da MarcoStraf Vedi messaggio
    La legge che "forza" il pensionamento a una certa eta' va bene con la politica "largo ai giovani", che poteva avere senso in Italia cinquanta anni fa in pieno baby boom, adesso sinceramente con una nazione a crescita zero (immigranti a parte) non ha alcun senso.
    Concordo...ma e' il rovello maggiore...anche nel mio piccolo mondo lavorativo "anziano" e' tutt'ora sinonimo di serieta' ed impegno e l'eta' media non a caso e' sempre piu' alta perche' impegni faticosi allontanano piu' i giovani che gli "anta".
    Pero', se i posti non si liberano mi chiedo quale futuro ci aspetta !!
    Noi stessi critichiamo per avere persone troppo "out" in posti chiave della societa' soprattutto se il confronto e' con altri paesi europei e oltre oceano e invidiamo coraggio e apertura di vedute promettenti, talora audaci e innovative !

    Citazione Originariamente scritto da MarcoStraf Vedi messaggio
    Come pure ha poco senso forzare il pensionamento per "mancanza di attributi", poiche' si dovrebbero istituire organismi per decidere "chi e come" si e' ancora abili nel fare il proprio lavoro
    Ecco, magari la soluzione potrebbe stare qui !
    Un nuovo sistema che possa affiancare la saggezza dell'esperto con la freschezza d'idee del giovane...una specie di ritorno al "discepolo" e al "maestro"


  8. #7
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    Riferimento: Quando l'eta' non conta

    Armandillo propone: Un nuovo sistema che possa affiancare la saggezza dell'esperto con la freschezza d'idee del giovane...una specie di ritorno al "discepolo" e al "maestro"
    Sapessi com'è difficoltoso che per esempio una giovane donna accetti in campo lavorativo di seguire l'imput di una donna più esperta per età ed esperienza. anche se di idee moderne e innovative. La gelosia, il timore del confronto prendono il sopravvento anche se è ben indicato che il :::Futuro spetta alla giovane.
    Provare per credere

  9. #8
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    Riferimento: Quando l'eta' non conta

    Citazione Originariamente scritto da marcella36 Vedi messaggio
    Sapessi com'è difficoltoso che per esempio una giovane donna accetti in campo lavorativo di seguire l'imput di una donna più esperta....
    Ah se ti comprendo !!!
    Non sono giovane ed esperienze del genere le affronto quasi tutti i giorni, ma non vedo vie d'uscita !
    Personalmente e' con l'esempio e il duro lavoro che dimostro la validita' d'una idea o d'un comportamento...e senza aspettarmi nulla in cambio !

    Mi resta una piccolissima soddisfazione quando vedo che l'esempio e' servito e, se viene, accolgo ben volentieri parole di stima.

    Probabilmente tanti anni di "rilassatezza"...chiamiamola così....hanno prodotto guasti difficilmente recuperabili e quando i nodi giungono al pettine trovare una soluzione risulta impresa ardua.


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