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Discussione: Vivere l'handicap

  1. #11
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    Riferimento: Vivere l'handicap

    Citazione Originariamente scritto da LadyHawke Vedi messaggio
    Non so quanto Roberta sia consapevole come tu immagini della sua condizione... quanto è cosciente dell'imbecillità umana e di quanto solo uno sguardo può ferire: io spero che la sua naturale curiosità e innocenza alle situazioni del mondo l'abbia risparmiata almeno da questo e che come un'altra ragazza down che conosco, se è serena è anche dolcissima
    Ti ringrazio Lady per cio' che hai espresso che rivela ben piu' della comune sensibilita' per questo problema.
    La consapevolezza di mia sorella e' un interrogativo che mi e ci portiamo dietro dalla sua nascita.
    Nel tempo ho imparato a riconoscere cio' che la infastidisce (urla o voce alta, litigi e la frenesia di movimenti troppo confusionari) e cio' che le aggrada (dolcezza, scherzetti, il parlare in tono dimesso) ma mai sono riuscito ad individuare se fosse consapevole della sua condizione.

    Sono pessimista al riguardo perche' anche da informazioni ricevute si puo' paragonare il suo cervello a quello di un bambino d'una certa eta', comunque sempre bambino.
    Questo, come felicemente hai detto, l'ha protetta dalle brutture citate...il resto l'ha fatto la famiglia.
    A me basta così, sapendo che la sua futura vita comportera' ancora altri ostacoli e che non potra' mai godere di un amore privato, del matrimonio, di una vita come noi la conosciamo.

    Parlarne serve anche se l'impresa e' ardua perche' solo la conoscenza puo' riuscire laddove vi sono grosse mancanze, o peggio, pregiudizi.

    Il mio post, i vostri interventi possono contribuire ad intaccare quei muri di gomma di cui parlavi e tentare di far breccia prima di tutto nella coscienza di ognuno.

    Grazie

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  3. #12
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    Riferimento: Vivere l'handicap

    Purtroppo la nostra società è malata e questo è uno degli elementi che maggiormente palesano questo stato d'animo, ma non è una novità.

    Vivere insieme ad una persona malata, down, permette di aprezzare il dono della vita che molto spesso ci disgusta, la odiamo, quando invece ci sono persone che sono state meno fortunate di noi.

    Ma penso che lo stesso uomo o donna down per vivere deve avere una grande forza di volontà e determinazione e credo che non ci sia peggior umiliazione per loro nel sentirsi commiserati. Questo perchè anche con tutti i loro problemi sono esseri umani come noi, della nostra stessa razza, specie. Niente di più, niente di meno.

    Questa premessa mi è servita per avvicinarmi al problema maggiore che non è il "provare pena" verso un down, ma il disgusto, l'odio ingiustificato verso queste persone che si traduce in violenza fisica e psicologica. Questo a causa della fobia del "diverso" che si esprime sia riguardo al colore della pelle, piuttosto che le scelte di natura sessuale, che mediante questi insani gesti.

    Ma è una questione di cultura del Paese che se non viene cambiata in tempo prenderà sempre più piede come purtroppo sta accadendo. Ed in termini pratici si è arrivati addirittura a storcere il naso di fronte a persone che vivono nello stesso nostro Stato, ma in regioni diverse.

    Beh d'altronde invece che progredire, regrediamo sempre più ed il fatto triste è che alla maggior parte delle persone va bene cosi, anzi. Se sei un "tollerante" (molto forzato questo termine in un contesto del genere), allora diventi automaticamente l'eccezione, sei visto in maniera incredula, stupita ed alla fine, vai a far parte automaticamente delle persone "diverse".

    Ma se c'è ignoranza e prevenzione, caratteri prettamente medievali, tra la popolazione attuale, come cresceranno i giovani? Con quali valori? Verrà insegnato loro di non essere tolleranti verso le persone diverse? Beh ricorderei che c'è già stata una guerra per questo.. Una guerra mondiale.. E a quanto pare non è bastato bruciarsi la mano per capire..

    per la volontà di aver voluto condividere con noi tutto questo.


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