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Discussione: CINEMA - I premi OSCAR 2010: discutiamone insieme ...

  1. #51
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    Riferimento: CINEMA - I premi OSCAR 2010: discutiamone insieme ...

    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    però mi cade spesso su film che ritengo grandiosi .
    Sai che sono un bastian contrario a prescindere. E come ho cercato (malamente) di spiegare, a me non me ne frega una cippa di come il mondo considera un film (e tu lo sai ). Non mi spello le mani per qualcosa che tutti ritengono fenomenale se proprio non mi piglia. E questo è dovuto, secondo me, esclusivamente a gusti personali. Stesso discorso vale per tutte le forme artistiche. Faccio due esempi.

    1. Il signore degli anelli. I miei genitori si misero in testa di andare a vederlo "perché dicono tutti che è bello". Ho passato un'ora a convincerli che non gli sarebbe piaciuto, in quanto molto poco amanti del fantasy. Risultato: gli ha fatto letteralmente schifo.

    2. Arte moderna (Kandinskij & c.). C'è chi la adora e chi come me proprio non la capisce e non riesce ad apprezzarla. Chi ha ragione? Penso nessuno dei due.

    Non apprezzare una pellicola (o apprezzarla quando tutti la snobbano) non vuol dire non comprendere l'importanza o la valenza tecnica della stessa e di chi (soprattutto) l'ha messa insieme.
    Quindi non ho paura di dire che certe cose di Kubrick proprio non mi piacciono

    Ecco, temo di farvi venire un coccolone

    p.s. Andre, ci hanno considerato per un sacco di tempo "gemelli". Per fortuna non lo siamo.

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  3. #52
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    Citazione Originariamente scritto da Mnemosyne Vedi messaggio
    ... Quindi non ho paura di dire che certe cose di Kubrick proprio non mi piacciono ...
    e fai bene, quello e' il nocciolo della critica.
    Sapessi quanti pietre che devo schivare quando dico che non mi sono mai piaciuti film come Matrix (tutti i tre) o Kill Billy, o registi come Tarantino o Scorsese (tanto per citare i piu' famosi) . Non vedo proprio perche' devo ammettere qualcosa se non sia vero.

  4. #53
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    Riferimento: CINEMA - I premi OSCAR 2010: discutiamone insieme ...

    Direi che passato il primo periodo in cui tutti parlano della notte degli Oscar (chi ha vinto e chi no, chi ha fatto il migliore e peggiore discorso, chi ha avuto il piu' bello e piu' orrendo vestito) e adesso che il rumore si e' placato si ha un po' piu' di tempo, a freddo, di parlare (e discutere assieme, come il titolo del 3d) degli Oscar 2010

    Ne mio primo intervento in questa discussione dissi che quest'anno mi interessava ben poco. Continuo a restare del mio parere: il 2009 e' stato un anno povero, cinematograficamente parlando, certo abbiamo visto dei bei film e belle interpretazioni, ma niente di eccezionale. Il 2009 e' stato l'anno di Avatar, ossia della solita "Camerunata" (il che non e' necessariamente una offesa). Avatar, un film senza infamia ne' gloria, un successo dovuto a una storia stupida che non ha causato cattive reazioni da parte di nessuno gruppo (a parte la Chiesa Romana Cattolica, ma quando mai quella ha reazioni positive), una regia "furba", una recitazione inesistente che non fa discutere, e effetti speciali a go'go', incluso il mal-di-auto tre dimensionale. La gente continuera' a parlare di Avatar finche' il nuovo Camerun verra' fuori con effetti speciali ancora piu' spettacolari, e il film finira' nel dimenticatoio.

    Perche' quindi non ha vinto? Questa secondo me e' la domanda interessante. Tutti i critici che ho letto erano concordi: dovrebbe vincere Hurt Locker, vincera' Avatar. Avatar aveva tutte le carte in tavola per il perfetto Oscar piglia-tutto, invece e' stato un flop a Hollywood. Significa forse che Hollywood sta cambiando tendenza?

    Per rispondere bisogna secondo me andare ad analizzare due fatti, correlati tra loro: chi ha vinto al suo posto, e la storia del mondo di Hollywood.

    Come Hollywood continui a vivere e fare la sua storia e' la parte cruciale. Non hanno mai vinto film politici o politicizzati, o almeno non hanno mai vinto film di cui un fetta del pubblico americano possa avere un forte sentimento negativo. Il classico esempio la sconfitta di un grande film come Brokeback Mountain: il mondo americano non e' ancora aperto alla comunita' omosesuale, ecco quindi che Brokeback viene nominato (in questo modo Hollywood accontenta la parte "liberale" della popolazione) ma vince invece Crash, un film "politico" ma non di parte, il cui messaggio sociale accontenta un po' tutti: i vari problemi della nostra societa' che ci fanno vivere sempre piu' all'interno del nostro mondo, specialmente quando ci sentiamo "protetti" all'interno delle proprie auto, ma che ci estranea sempre di piu' da tutto il resto. Ed ecco che quando qualcosa di inaspettato succede, ecco che quando "dobbiamo" interagire con il mondo che non e' il "nostro", succedono i pasticci. E' un messaggio universale, senza tempo. Un bel film, non lo nego, a me e' piaciuto, la cui vittoria a prima vista poteva sembrare una "svolta" per Hollywood (che in genere preferisce grossi polpettoni a film indipendenti), in realta' e' quello che Hollywood vuole: fare parlare di se' e continuare cosi' la sua corsa verso sempre piu' fama, e quindi verso sempre piu' soldi.

    Il paragone Brokeback/Crash si rispecchia con Avatar/Locker. Come per Crash, possiamo dire che la vittoria di Hurt Locker e' una vittoria "furba" di Hollywood. Dare al "suo" pubblico (quello che spende soldi per andare a riempire le sale cinematografiche) qualcosa a cui pensare e qualcosa a cui discutere. Hurt Locker e' un film ambientato in Iraq, a prima vista non rispecchia quindi lo standard Hollywoodiano del film "apolitico". Ma Hurt Locker e' un film ambientato in Iraq, non e' un film sull'Iraq. La differenza e' sostanziale. Il film, come tutti i film di guerra che hanno vinto a Hollywood, non discute affatto se la guerra in Iraq sia o giusta o sbagliata, non pone nel tavolo nessuna discussione sul dobbiamo o no restare a combattere in Iraq. Come il grande Cacciatore di Cimino (nessun paragone cinematografico, non resisterebbe) e' un film sui soldati e sul pericolo della guerra, e' un film psicologico su come la guerra influenza la natura dei personaggi, e su come i personaggi reagiscono diversamente, a seconda del loro carattere, alle avversita' della guerra. Dimentichiamoci quindi il messagio politico in Locker: non esiste, al suo posto soldati che cercano di sopravvivere e, nella buona natura americana, esplosioni a raffica.

    Questo per quando riguarda il "migliore" film. Una mossa "furba" di Hollywood che da' modo alla stampa di parlare di se'. Per quanto riguarda il resto, nessuna sorpresa di rilievo. In questo 3d abbiamo un po' discusso sulla vittoria della Bullock, che sara' stata una sorpresa per il pubblico italiano, ma non per quello americano (e ho cercato, non troppo bene a parere mio, di fare capire le diversita'). Tutto il resto e' solo spettacolo. E' il solito messaggio che ogni anno Hollywood trasmette, in maniera perfino non troppo sublimale, al "suo" pubblico: The Show Must Go On, comprate biglietti senza lamentarvi del prezzo assurdo, perche' "noi" vi diamo il meglio, e potrete cosi' tornare a un anno da adesso a quardare la notte degli Oscar, sempre diversa e sempre la stessa, e discutere dei "nuovi" film ... sempre gli stessi

  5. #54
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    Riferimento: CINEMA - I premi OSCAR 2010: discutiamone insieme ...

    Marco, ho letto con molta attenzione la tua analisi sulle "tendenze" dell'Accademy e l'ho trovata molto interessante

    d'altra parte tu sei italo-americano, vivi negli USA da tanti anni e quindi puoi ben giudicare il fenomeno in prima persona e dal di dentro

    voglio giusto aggiungere alcune considerazioni sparse che mi vengono in mente partendo dai tuoi pensieri:

    L'Accademy è storicamente poco coraggiosa e sempre attenta al conformismo dei tempi vigenti, questo lo dicono i fatti. I film che solitamente vincono agli Oscar sono i film spettacolari o i grandi kolossal o i grandi successi di botteghino. Spesso le tre componenti che ho citato finiscono per coesistere nel vincitore

    più in generale vincono quasi sempre film "tranquillizzanti", politicamente corretti, edificanti o, nei casi peggiori, retorici, buonisti, populisti
    basta scorrere la lista dei vincitori, io sono partito dagli anni '70, per rendersene conto

    I motivi sono diversi e tu ne hai analizzati alcuni nel tuo intervento: ci sono motivi sociali, culturali e politici ma anche esigenze dello showbiz: gli Oscar sono un premio popolare, tradizionalista e devono necessariamente catturare le attenzioni della maggioranza degli spettatori.

    Questi sono i motivi che hanno fatto puntualmente ignorare dall'Accademy autori straordinari (ma "uomini contro") come ad esempio Kubrick, Welles fino al più recente Robert Altman.

    Ci sono state però delle felici eccezioni... poche, ma ci sono state

    procedendo all'indietro nel tempo direi:

    - "Non è un paese per vecchi" (2008): film non eccelso ma "particolare", cupo e pessimista, non certo una pellicola tipica da Oscar

    - "Crash - Contatto fisico" (2006): bel film, corale ed impegnato più socialmente che politicamente (come tu hai fatto giustamente notare). Un film alla Altman, ma privo della forza caustica e pungente del "diabolico" Robert. La sua vittoria denota una certa furbizia nel cavalcare orientamenti liberal di maniera e di facciata ed aumenta (o almeno lo ha fatto per me) il rammarico per le mancate vittorie degli Altmaniani "Nashville", "America oggi" o "Radio America" . Sulla non vittoria di "Brokeback Mountain" concordo con le tue valutazioni quando parli di pregiudizi, ma (come forse ricorderai) io non sono tra i sostenitori della pellicola e non l'ho mai ritenuta più che un buon film. Personalmente vedo Crash nettamente superiore, per ampiezza di respiro e spessore metaforico.

    - "Million Dollar Baby" (2005): un capolavoro, perfetto esempio di dramma classico senza tempo che affronta temi universali, ma anche scottanti (ed attuali) problemi morali. Il consueto tono elegante e garbato di Eastwood rende il film "insospettabile" e fa quasi passare in sordina la sua vittoria. Ma è una pellicola coraggiosa e la sua vittoria è un punto a favore dell'Accademy.

    - "American Beauty" (2000): la critica sociale elegante ma sferzante di Sam Mendes conquistò tutti e l'Accademy dimostrò un bel coraggio nel premiare un film del genere (splendido a parer mio), che irride e fa a pezzi diversi fondamenti della società americana (e non solo): la famiglia in primis ma anche i dogmi militaristici non se la passano bene

    - "Schindler's List" (1994): qui per me c'è poco da dire: capolavoro assoluto! Posso anche concordare che è un film costruito a tavolino per piacere, scioccare e commuovere (visto il tema), ma lo stile, le atmosfere, le musiche, la fotografia, le interpretazioni sono Cinema con la C maiuscola

    - "Gli spietati" (1993): film crepuscolare, violento, iper-realista e definitivo. Va ancora oltre gli stilemi degli "spaghetti western" e riesce ad essere, "oggi", celebrazione malinconica e requiem accorato della mitologia del vecchio West. E' la parola fine di un certo tipo di cinema ed è giusto che l'abbia scritta Eastwood. Premio obbligatorio, più che coraggioso.

    - "Il cacciatore" (1979): capolavoro assoluto di Michael Cimino! Più che un film sulla guerra (e sul Vietnam) è un film sugli effetti di essa su chi l'ha fatta, ma anche su chi l'ha vissuta da lontano, aspettando a casa. E' una pellicola generazionale di un decennio straordinario dal punto di vista cinematografico (e non solo), allucinata ed inquietante, che alterna momenti estremamente dilatati a sequenza feroci e memorabili, rimaste per sempre nell'immaginario collettivo. Probabilmente è il film più nefasto ed agghiacciante che abbia mai vinto l'Oscar di miglior film. Superato solo, a mio avviso, da "Apocalypse Now" di Coppola, il più grande film sul Vietnam mai realizzato, che però non vinse il premio, l'anno successivo.

    - "Qualcuno volò sul nido del cuculo" (1976): altro capolavoro assoluto degli anni '70, giustamente celebrato ed amato da tutti. Anche qui gran coraggio dell'Accademy nel premiarlo: non è esattamente un film "politico" ma è feroce nel suo attacco al potere ed alle sue logiche reazionarie. Da notare come nel 1975 i 5 candidati fossero: "Qualcuno volò sul nido del cuculo", "Nashville", "Barry Lyndon", "Quel pomeriggio di un giorno da cani" e "Lo squalo" . Ovvero 4 capolavori assoluti più il quinto che è comunque un capolavoro del suo genere. Scelta davvero difficile, ma i film di Forman, Altman, Kubrick e Lumet erano tutti "politicamente scorretti" . Insomma il 1976 fu un anno glorioso per le scelte dell'Accademy.

    qui mi sono fermato con la mia analisi a ritroso, giusto per dire che, a volte, l'Accademy ha fatto anche cose "giuste"

    ed anche i film di Oliver Stone (notoriamente un uomo contro) come "Platoon", "JFK" o "Nato il 4 luglio" sono stati o candidati o premiati (il primo). Va però detto che il sanguigno Stone utilizza comunque uno stile mainstream, che indulge spesso in facili spettacolarizzazioni
    Quindi, se non sempre lo sono i temi o i toni, quanto meno il linguaggio è nelle corde tipiche degli Oscar.

    In questo gioco delle alternanze e delle "imprevedibilità" risiede gran parte del fascino dei premi Oscar, non capita spesso ma, a volte, succede...

    "Per quel che mi riguarda Morricone è il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che è la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  6. #55
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    Riferimento: CINEMA - I premi OSCAR 2010: discutiamone insieme ...

    C'è una cosa che mi sento di aggiungere agli ultimi esaurienti messaggi di Marco e Stridy , molto spesso l'Academy tende a spalmare la statuette per accontentare le diverse major.(succede sovente in annate incerte, quando non c'è un film che "ammazza" la rassegna, come l'anno di Crash ad esempio)
    L'Oscar segue l'opinione popolare (ma l'Academy è veramente popolare? ) ma anche e soprattutto le ragioni dello show-business: una statuetta spesso rilancia le pellicole e porta nuovo pubblico nelle sale attirato dalla pubblicità e ovviamente muove nuovo denaro.
    Chi si trova a giudicare, e premiare, se stesso generalmente non è autolesionista

    Negli anni novanta il brand Disney-Miramax era talmente potente da costituire l'asso pigliatutto di più edizioni con film tutt'altro che memorabili; negli anni '40-'50-'60 era il cinema legato agli Studios a dominare ciclicamente con musical e spettacoloni alla Ben-Hur (pensate a produttori demiurghi come David O. Selznick o Mike Todd) , questi anni 2000 assomigliano invece dal punto di vista meramente produttivo agli anni '70 (i risultati però sono decisamente diversi... ). Case di produzione grandi o piccole fanno sempre a gara per avere una statuetta nel palmarès e l'Academy ogni anno puntualmente obbedisce...

    Per fare questo tourbillon di assegnazioni si usano i premi tecnici e la cosa mi ha infastidito oltremodo in anni in cui gli omaggi a tavolino riguardarono le categorie a me più care, quelle musicali. Ci ho fatto il callo e ancora oggi non mi perdo una cerimonia, in fondo è spettacolo e a me piace anche così
    E poi da buon amante di "tutto ciò che sta dietro a un film" apprezzo anche questi aspetti molto meno romantici.

    'notte

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