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Discussione: Germania:figli pirati, donna deve pagare 50.000 euro

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    Germania:figli pirati, donna deve pagare 50.000 euro

    Una donna di Colonia, che non capisce nulla di computer e che quindi ancora meno avrebbe potuto sapere qualcosa della tecnologia P2P, è stata lo stesso ritenuta responsabile e condannata a pagare in quanto non avrebbe controllato efficacemente i figli. Ossia vietare loro a parole di scaricare materiale illegale non è sufficiente per la legge, poi nei fatti, bisognava controllare il loro operato altrimenti essendo essi minori, risponde chi ha la patria potestà, in questo caso la madre.
    La vicenda, come detto, è avvenuta a Colonia dove in seguito ad accuse di case discografiche risultava che le loro opere coperte dal copy-right erano messe in condivisione tramite una rete che faceva capo ad un indirizzo IP, quello appunto della donna.
    La signora, subito ha detto di non sapere usare il computer ma di avere molti figli e che forse uno di essi era responsabile.
    A questo punto, l’abbonato, ossia la madre è stata denunciata da quattro case discografiche con l’accusa che circa 1000 brani musicali erano stati messi a disposizione sul suo collegamento.
    La Corte d’appello di Colonia ha deciso che, anche se la donna non ha effettuato le infrazioni e anche proibito l’uso di reti di condivisione file, i genitori hanno anche la responsabilità di monitorare il comportamento dei loro figli, o di adottare misure per garantire che venga bloccata sul computer la possibilità di scaricare materiale illegale. Ciò considerato, la Corte si è pronunciata a favore delle società discografiche.
    La sentenza riguardava il risarcimento per l’infrazione stabilito dal giudice a 50 euro a brano che moltiplicato per i 1000 file musicali danno un valore di 50.000 euro.
    Ma non è finita qui, infatti, il gesto del figlio è costato realmente caro alla donna condannata inoltre a pagare 2615 euro per l’avvocato della parte avversa, 1368 per il giudice e le spese procedurali altre 2615 per il suo avvocato.
    Che dire? Sicuramente conveniva molto di più che comprassero i brani musicali magari da Itunes dove se anche avessero comprato 1000 brani, questi le sarebbero costati molto meno.
    Conviene in ogni caso i genitori seguano meglio i loro figli e non si fidino solo della loro parola ma ogni tanto controllino se ci sono o no cartelle condivise sul computer e che cosa contengano.
    Fonte http://torrentfreak.com/
    Ultima modifica di janet; 23-01-10 alle 00: 39.

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    Riferimento: Germania:figli pirati, donna deve pagare 50.000 euro

    Se il mestiere di genitore era difficile prima come sempre lo e' stato, ora e' inevitabile una maggiore attenzione fuori e, come si vede, anche in casa !

    La medesima situazione avveniva con i numeri telefonici "proibiti" qualche anno indietro ed ora si e' spostato sul pc sia per quanto riguarda il filtro di informazioni web sia per i programmi di file sharing.

    Purtroppo la legge non ammette l'ignoranza nemmeno ad evidenti difficolta' di conoscenza informatica e questo mette in risalto anche il gap generazionale sempre maggiore tra nuove tecnologie e genitori in deficit comunicativo e questo, come visto, si puo' pagare molto caro !!

    Non vedo soluzioni facili; eliminare il pc non sarebbe saggio, bloccare l'accesso a determinati programmi richiede l'intervento d'un esperto ogni volta, controllare i ragazzi 24 ore su 24 e' un'impresa impossibile...educare ed informare mi sembrano le uniche vie perseguibili

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