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Discussione: [GUIDA] Concetti di base per l’uso dei programmi di grafica

  1. #1
    [GUIDA] Concetti di base per l’uso dei programmi di grafica
    Andy86 non è in linea
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    Autore: Andy86 pubblicato il 08-03-19 ore 18: 40

    Premessa:
    Confesso fin da subito, tanto lo capireste, che ho pensato a creare questa guida per dare un aiuto agli amici del cine/geoquiz che si sbattono per creare le loro cosi dette “griglie”.

    Tuttavia non è mia intenzione presentare un tutorial passo-passo finalizzato al raggiungimento di un unico scopo (la griglia), ma piuttosto una specie di “manuale” che presenti alcune tecniche “del mestiere”, ovvero come sfruttare meglio i software grafici utilizzando alcune funzionalità un po’ più avanzate (vedrete che in realtà saranno semplicissime) per ottenere magari gli stessi risultati di sempre, ma con meno “problemi” e più “vantaggi”.

    Non mi dilungo oltre che già la guida sarà lunga, cominciamo.


    1 – Usare i livelli (Layers)
    Perché usare i livelli? Pensate per un momento ad un programma di grafica vettoriale, come ad esempio libreoffice, in cui potete trascinate più oggetti (es. clip-art) all’interno della stessa pagina e muovere/ridimensionare singolarmente ogni clip-art fino ad ottenere il risultato desiderato, quindi immaginate che ogni clip-art sia un livello all’interno di Gimp, Jasc o PS: vi siete fatti una prima idea di come sia possibile correggere singole parti di una vostra “composizione” senza doverne toccare delle altre.

    Vediamo con un esempio pratico come creare e modificare un livello. Supponiamo di partire da una nuova immagine (lo sfondo bianco tecnicamente è già un livello inserito di default e nominato “sfondo”) e voler inserire le successive come livelli: con Gimp il modo più semplice di farlo è prelevare l’immagine (anche dal browser) e trascinarla nell’elenco dei livelli:

    Immagine ridotta


    Bene, Gimp ha appena creato in automatico un nuovo livello, ma per il momento lo sfondo vi apparirà ancora bianco: niente panico, il livello è stato inserito sotto quello denominato sfondo, per cui appare coperto (come se aveste preso un foglio bianco e lo aveste posato sopra una fotografia) e non si vede.

    Per ordinare i livelli potete usare le due freccettine in basso (le ho sottolineate in blu nella figura 1) oppure sempre il drag and drop, trascinando il livello su e giù nell’elenco. Posizionate lo sfondo al di sotto di tutti i livelli e farà il suo lavoro di sfondo.

    A questo punto molto probabilmente vi servirà ridimensionare solo il livello (frame) e non tutta l’immagine, niente di più facile: potete selezionare “ridimensiona livello” dal menù “livello” oppure usare lo strumento ridimensiona dagli strumenti a destra che agisce selettivamente. Nella prossima figura ho già inserito, spostato e ridimensionato altri livelli per mostrare meglio il concetto di avere più livelli separati:

    Immagine ridotta


    Ora dovreste avere un’idea un po’ più chiara su cosa sono i livelli e averne compreso i maggiori vantaggi, comunque dopo ci tornerò su perché ancora non ho parlato di come spostarli e allinearli.


    2 – Salvare in un file di progetto (.xcf, .psp)
    A questo punto del lavoro diventa piuttosto essenziale salvare i progressi per non perdere il lavoro fatto, ma vi sarete sicuramente resi conto che salvare un’immagine allo stato attuale non ha proprio senso, perché poi non potremo più modificare la posizione degli oggetti sullo schermo: risolviamo il problema alla radice, salviamo il lavoro in un file di progetto che mantiene inalterato lo stato del lavoro (quindi ritroveremo i livelli così come sono quando lo riapriremo e potremo continuare a spostarli e modificarli singolarmente) in questo modo verrà comodissimo salvare il lavoro ogni tanto (ctrl + s) e poterlo riprendere comodamente da dove lo avete interrotto, senza doversi preoccupare di salvare solo modifiche che siano definitive.

    Nota: i file di progetto non salvano la cronologia degli annullamenti, per cui non potrete più tornare indietro con ctrl+z dopo aver ricaricato il vostro salvataggio, ma potete comunque ripetere le operazioni all’inverso sfruttando il fatto che le varie “parti” restano modificabili (i livelli possono essere anche eliminati singolarmente per sostituire solo uno o alcuni frame lasciando inalterati gli altri).

    Ancora non ho menzionato i livelli di testo, ma anche questi rimangono salvati come tali e possono essere modificati come tali, quindi sarà facilissimo correggere un errore di battitura individuato alla riapertura di un file salvato, così come avviene, p.es., in un file word.

    Gimp (dalla versione 2.8) salva automaticamente in .xcf dal menù file → salva, mentre salva in .png/.jpg e altro dal menù file → esporta. Per Paint Shop Pro il formato è il .psp, ma non sono informato circa la procedura di salvataggio.


    3 – Uno strumento utile per allineare i livelli: le guide.
    Di solito la prima cosa che viene in mente per aiutarsi ad allineare i vari livelli è usare una griglia magnetica, tuttavia voglio proporvi un sistema un po’ più personalizzabile di una griglia fissa: le guide magnetiche.

    Sostanzialmente si tratta di “linee” di riferimento a cui il software, come per la griglia, aggancia automaticamente i livelli mentre li spostate; in pratica invece di tutta la griglia inserite solo le righe che vi servono, secondo me rende tutto più semplice e meno incasinato, anche quando le righe sono più d’una.

    Per inserirle si fa click sul righello (orizzontale o verticale secondo l’orientamento che volete dare alla linea) e si trascina, come se voleste spostare il righello, all’interno dell’area di disegno, quindi si rilascia. È possibile comunque continuare a spostare le guide dopo averle rilasciate tramite lo strumento sposta.

    Per togliere una guida si esegue esattamente l’operazione opposta.
    Per trascinare una guida inserita è necessario aver selezionato lo strumento sposta in modalità “preleva un livello o una guida”.

    Vediamole all’opera con un'immagine:
    Immagine ridotta


    Pensate come vi verrà facile posizionare le immagini sull’area di disegno usando le guide magnetiche, e non dovete nemmeno togliere le guide quando avete finito, perché queste sono, come per la griglia, non “stampabili”, anzi, potete lasciarle lì e usarle per un progetto analogo, sarebbe altro lavoro risparmiato.


    4 – I livelli di testo e i gruppi di livelli
    Prima ho accennato al fatto che i livelli di testo restano liberamente modificabili anche dopo il salvataggio se usate i file di progetto (vedi punto 2), ora approfondiamo la cosa.

    Ogni volta che inserite del testo con l’apposito strumento Gimp (e così la quasi totalità dei software) inserisce un nuovo livello di tipo testo, che si differenzia dagli altri livelli proprio perché contiene del testo e non dati bitmap. A parte questo i livelli di testo si comportano esattamente come gli altri, ad eccezione del solo ridimensionamento dei margini che va fatto con lo strumento testo e non con lo strumento scala.

    I livelli di testo supportano comunque le modifiche apportate con tutti gli altri strumenti, ma questo significa che il livello testo verrà convertito in un livello bitmap e non sarà più possibile modificarlo come testo, per tanto sconsiglio di procedere in questa direzione a meno di voler ottenere risultati particolari (non mi dilungherò sulle possibilità).

    Comunque prima di ricorrere a quanto sopra ci sono altri “trucchi” che possono essere sfruttati per ottenere effetti semplici senza perdere la possibilità di fare ulteriori modifiche. La maggior parte di questi riescono meglio se si usa il raggruppamento dei livelli. Per raggruppare due o più livelli si crea un nuovo gruppo e si trascinano i livelli sopra o all’interno del gruppo (vedi figura 4).

    Sui gruppi possono essere usati tutti gli strumenti di “trasformazione”, come sposta, ruota e scala, le modifiche verranno applicate in automatico a tutti i livelli del gruppo, così diverrà semplicissimo spostare o ridimensionare più livelli contemporaneamente. Lo stesso effetto, in caso si tratti di voler agire una singola volta, ad esempio per ridimensionare tutti i frame contemporaneamente, si può ottenere inserendo la catenella (vedi figura 4).

    Non posso invece essere utilizzati gli strumenti di “disegno” come pennelli e matite, in quanto il gruppo non è un livello in più su cui disegnare, ma, come detto, applica in automatico le modifiche a tutti i livelli appartenenti ad esso e in questo caso non ha proprio senso farlo. Con la catenella inserita invece gli strumenti funzionano, ma agiscono solo sul livello attivo.

    Esempio pratico: immaginiamo di voler ombreggiare un testo, la cosa più semplice consiste nel duplicare il livello testo (verrà creato un livello testo identico, come fare copia-incolla di una casella di testo su office) poi inserire i due livelli in un nuovo gruppo, cambiare il colore di uno dei due livelli in nero, metterlo sotto all’altro e scostarlo leggermente (secondo la direzione in cui si vuole proiettare l’ombra):

    Immagine ridotta


    Ora vi chiederete cosa centra creare un gruppo di livelli nell’esempio sopra, semplice: ogni volta che si vorrà spostare il testo così creato basterà spostare il gruppo di livelli e l’ombra si sposterà insieme al testo, rimanendo però sempre modificabile successivamente (basterà modificare entrambe i livelli di testo).


    5 - le maschere di livello
    Come ultimissima cosa, resistete, accennerò a una funzionalità ancora più avanzata: le maschere di livello.

    Cosa fanno le maschere, qui fare un esempio si fa complicato quindi andiamo al sodo: vi è mai capitato di esservi accorti troppo tardi di aver cancellato una parte di qualcosa ed essere costretti a rifare tutte le operazioni effettuate dopo quella cancellazione per sistemare l’errore? Ebbene, le maschere di livello sono concepite proprio per risolvere questo genere di problemi. Ovviamente le potenzialità che ne derivano sono molto più ampie, ma io, con gran sollievo delle vostre meningi, mi limiterò a descrivere quest’ultima.

    Semplificando le maschere di livello agiscono su un livello in modo simile ad una gomma ma mantenendo traccia di tutte le cancellature (come se la gomma fosse un pennello, che poi è proprio lo strumento che andremo ad utilizzare) in modo da poterle cancellare a loro volta, sostituendole quindi con quello che c’era sotto (immaginate di cancellare una persona da una foto con il bianchetto e poi toglierlo senza lasciare tracce).

    Per creare una maschera di livello in Gimp (ma credo che anche per gli altri software il procedimento sia molto simile) si clicca con il pulsante destro su un livello, che diverrà automaticamente attivo, dal menù contestuale si seleziona “aggiungi maschera di livello” e si clicca su OK nella finestra che appare (per ora ci interessa solo la modalità classica, ovvero opacità totale).

    A questo punto con la maschera di livello attiva (vedi figura 5) usiamo lo strumento pennello come una gomma, il nero cancella e il bianco annulla. Come detto vi verrà facilissimo correggere errori commessi durante una cancellatura senza richiamare l’immagine originale.

    Immagine ridotta



    6 – conclusioni
    E qui mi fermo, altrimenti da guida diventa un libro.
    Spero di essere riuscito a far passare il messaggio che usando i programmi in un certo modo ci si può solo guadagnare in tempo e facilità.
    Naturalmente qui ho presentato solo degli esempi semplificando il più possibile senza voler entrare nel ventaglio delle infinite possibilità che offrono gli strumenti presentati.
    Se poi avete semplici domande o dubbi epocali chiedete o postate pure in calce alla guida e cercherò di rispondervi meglio che posso (anche critiche purché costruttive e suggerimenti per migliorare sono accettati).
    Mi raccomando se condividete la guida linkate la fonte.
    Ultima modifica di Andy86; 08-03-19 alle 18: 47. Motivo: sono precisino
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    Grazie Andy, spero di riuscire a mettere in pratica i tuoi consigli perchè su alcune cose "sò de coccio"

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