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Discussione: Comprereste il kit della "buona morte" ?

  1. #1
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    Comprereste il kit della "buona morte" ?

    Ciao,
    esordisco con quella domanda perche' in questi giorni la morte di DJ Fabo ha fatto tornare a galla un doloroso, delicato ma importante tema: l'eutanasia.

    Piu' di una volta ne ho scritto qui sul forum ma penso non sia mai abbastanza e credo che, nonostante il tema sia angoscioso, valga la pena di rifletterci se cio' non e' gia' avvenuto ascoltando vari talk sull'argomento.

    Personalmente, ma lo dissi, sono per il diritto di ognuno di decidere dove, come e quando porre fine alla propria vita.

    Non voglio far riferimento alla politica ipocrita ma solo alle coscienze di noi tutti sia che si sia coinvolti a livello familiare ma molto piu' se non lo si e'.

    Non voglio quindi riferirmi alla morale o all'etica ma solo alla propria visione di vita dignitosa quella, per intenderci, che non preveda eccessiva sofferenza ne' quella che si affida a qualcuno per l'incapacita' assoluta di autogestirsi.

    Assistere infatti all'impossibilita' di frenare l'inarrestabile decadimento fisico e psichico di un proprio caro in fase terminale e' una angoscia insopportabile e lo e' molto spesso solo per chi circonda l'ammalato poiche' questi quasi sempre non possiede piu' la facolta' di rendersene conto !
    Quindi e' giusto pretendere una "buona fine" o anche "la fine" ?
    Si, lo e' se quella vita non puo' piu' considerarsi tale, se si dipende solo dagli altri per qualsiasi cosa, se si ha coscienza di vivere come una pianta, di vegetare.

    La morte fa paura e' vero benche' assieme alla nascita sia l'altra unica sicurezza della nostra vita ma la teme chi vive, male o bene, molto meno quando non si e' in grado di accoglierne i valori e la bellezza.

    Non c'e' fede, non c'e' politica, non c'e' morale e non c'e' etica di fronte ad una fase terminale ma deve esserci solo amore, quello dei propri cari e nessuno ma proprio nessuno dovrebbe frapporsi tra la volonta' dell'individuo e la sua liberta' di decidere la propria sorte.

    Io il kit, se ne avro' la possibilita' e la necessita', lo comprero' non tanto per contrasto all'immobilita' delle istituzioni quanto come segno della mia liberta' di decidere.

    Se volete sarei felice di ascoltare l'idea che vi siete fatti.


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  3. #2
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    Riferimento: Comprereste il kit della "buona morte" ?

    Fino a qualche anno fà avrei risposto subito di si, ma purtroppo nel maggio 2014 una mia cugina, 40 anni, si è ammalata di cancro e ho avuto modo di assisterla in tutto il lungo calvario della malattia fino alla sua morte nell'ottobre 2015. Ho condiviso i momenti di speranza quando il primo ciclo di chemio sembrava aver debellato la malattia e i momenti di disperazione quando invece la "bestia" è ricomparsa. Eppure nemmeno nelle ultime settimane quando ormai era chiaro che non avrebbe vinto la battaglia, l'ho mai sentita esprimere il desiderio che la morte ponesse fine alle sue sofferenze fisiche, per fortuna alleviate dai medicinali, e morali. Si è spenta serenamente circondata dalla sua famiglia.
    Dopo questa esperienza non sono più così convinta che sia giusto porre fine alla propria vita in caso di malattia terminale.
    Il caso del DJ Fabo però è diverso perchè la sua prospettiva di vita in condizioni che tutti abbiamo visto poteva anche essere lunga e quindi, magari avendo molti dubbi,capisco e accetto la sua scelta.
    Concludendo io non lo comprerei il kit, ma mi pare giusto lasciare libere le persone di fare la proprio scelta.

  4. #3
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    Riferimento: Comprereste il kit della "buona morte" ?

    Comprendo bene la situazione che hai citato Maty e la rispetto così come rispetto qualsiasi opinione al riguardo ma chiedere che si lasci appunto la liberta' di scelta credo sia sacrosanto.

    Mia madre ormai da 6 anni e' ricoverata per demenza senile che come sappiamo e' incurabile e progredisce sempre piu' e col tempo porta ad una vita vegetale ma per fortuna con demenza celebrale e dico per fortuna perche' almeno non si ha coscienza dello stato in cui si vive.
    Ho scritto "vive" ma non e' così !
    Quella non e' piu' vita e' vegetare in attesa della fine che puo' essere anche lontana nel tempo.

    In questi anni frequentando quel centro ho visto casi anche peggiori, persone o per meglio dire corpi, non di piu', imboccati, lavati, assenti, inermi, inconsapevoli, incoscienti, fuori appunto da quella che noi fortunati riteniamo "vita" ed allora perche' non dare a loro o ai loro cari la possibilita' di terminare quel calvario ?

  5. #4
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    Riferimento: Comprereste il kit della "buona morte" ?

    Ciao,
    in un'argomento come questo la cosa più giusta è proprio che si abbia la libertà di scegliere e nessuno può permettersi di dire "Ha fatto male" o "Ha fatto bene", al massimo si può dire "Io avrei fatto...". E' assurdo che nemmeno alla fine di quel calvario che oggi giorno chiamano "vita" uno non è ancora LIBERO di decidere come concludere la sua esistenza, sempre che la voglia concludere, se vuole continuare, anche a costo di soffrire ma magari circondato dall'affetto dei propri cari o anche solo, si perchè c'è anche chi vorrebbe passare i suoi ultimi giorni da solo in santa pace... sarà libero di fare come XXX vuole?

    Tra l'altro giusto per essere un po cinico/materialista, se uno vuole morire perchè non è più disposto a soffrire a causa della malattia che ha lo Stato ci guadagna, si ci guadagna perchè ogni malato ha un costo per la sanità pubblica, invece no, come al solito abbiamo uno Stato che da una parte ti dice "Non fumare che fa male" e appena ti giri trovi sempre lo stesso Stato che ti dice "Vuoi le sigarette? io le vendo e ci guadagno".
    Ultima modifica di Pegaso; 03-03-17 alle 04: 58.
    Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora, ma dal secondo giorno il leone è morto e la pecora ha ancora novantanove giorni da vivere... quindi?

  6. #5
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    Riferimento: Comprereste il kit della "buona morte" ?

    Vorrei aggiungere solo qualche altra riflessione.
    L'Italia e' un paese di vecchi, vecchi lavoratore (over 50), vecchi pensionati e poi ci sono i disabili.
    Sono le categorie piu' deboli, quelle insomma se non altro per anagrafe piu' soggette a problemi di salute ma contemporaneamente sono quelle vessate e poco assistite e, fateci caso, se poco poco si tocca il tasto "eutanasia" o "testamento biologico" ecco che le coscienze sopite per tutti gli altri problemi insorgono erigendo un muro di indifferenza o peggio di contrasto ovviamente solo per tutelare i loro interessi elettorali o di altro tipo !

    Ci si riempe la bocca di Europa ma solo per cio' che fa comodo.
    Quasi tutti gli stati europei hanno normative piu' o meno estensive e comunque sono stati in grado di discutere e di legiferare ma da noi no ed allora quello che rimane e' la buona volonta' di qualche medico responsabile che rischiando in proprio di fronte alla grande sofferenza celatamente porre in essere l'ultimo atto.

    Cosa resta quindi alla fine ?
    Resta quel kit, rimedio terribile e al contempo benedetto, e resta la solitudine di chi lo ha acquistato con i suoi dubbi, i suoi timori, la sua coscienza.

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