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Discussione: L'Angolo del Cinefilo - 2016 (1 semestre)

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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2016 (1 semestre)

    e andiamo con la chiusura ufficiale di questa lunghissima griglia che, complice la penuria di partecipanti e gli impegni dei pochi-ma-buoni rimasti in lizza, durata quasi un mese

    ma alla fine ce l'abbiamo fatta e questo l'importante

    ecco la griglia finale:


    ecco i 16 titoli indovinati:

    A1 - La frusta e il corpo (1963) di Mario Bava (wrong)
    A2 - Porgi l'altra guancia (1974) di Franco Rossi (Key)
    A3 - L'allenatore nel pallone (1984) di Sergio Martino (Key)
    A4 - Una pistola per Ringo (1965) di Duccio Tessari (wrong)
    B1 - Antropophagus (1980) di Joe D'Amato (wrong)
    B2 - Se sei vivo spara (1967) di Giulio Questi (wrong)
    B3 - La polizia ringrazia (1972) di Steno (Key)
    B4 - Roma a mano armata (1976) di Umberto Lenzi (wrong)
    C1 - Il solco di pesca (1976) di Maurizio Liverani (wrong)
    C2 - Apocalypse domani (1980) di Antonio Margheriti (wrong)
    C3 - Africa addio (1966) di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi (Key)
    C4 - Faccia a faccia (1967) di Sergio Sollima (wrong)
    D1 - Mio caro assassino (1972) di Tonino Valerii (wrong)
    D2 - Quella et maliziosa (1975) di Silvio Amadio (wrong)
    D3 - L'insegnante (1975) di Nando Cicero (Key)
    D4 - Quella villa accanto al cimitero (1981) di Lucio Fulci (wrong)

    ed ecco i punteggi finali:


    wrong ---> 11 caselle + poker (32 punti)
    Key ---> 5 caselle + tris (15 punti)


    vince dunque wrong a cui spetter la guida della prossima manche, il 30 di questo mese o nei giorni successivi


    ed ecco i miei soliti commenti ai 16 film della griglia, per chi fosse interessato


     

    Immagine ridotta

    La frusta e il corpo (1963) di Mario Bava

    Splendido gotico “cromatico” di Bava, purtroppo quasi sconosciuto ai non cinefili, sospeso, come tutto il cinema dell’autore, tra “artigianato” e genialit. Tantissimi i punti di forza: splendide atmosfere, rese memorabili dall’uso espressivo dei colori (una delle ossessioni estetiche del grande regista ligure), uno spudorato coraggio per la tematica sessualmente “scottante”, il sadomasochismo, tra l’altro elegantemente mostrato in soggettiva, utilizzando lo sguardo della vittima/complice, la carismatica presenza scenica del compianto Christopher Lee, che qui ci regala uno dei villain migliori della sua leggendaria galleria. Da riscoprire assolutamente, magari dedicandolo all’orda di ingenui che ritiene che le trasgressioni sessuali sul grande schermo siano “nate” con l’imbarazzante fenomeno delle “sfumature di grigio”. Il genio incompreso di Bava tocca, in questa pellicola, uno dei suoi vertici.

    Immagine ridotta

    Una pistola per Ringo (1965) di Duccio Tessari

    Celebre “spaghetti western” di Tessari, che ha dato vita ad uno dei personaggi pi noti del filone: l’antieroe Ringo, che rese famoso il nostro Giuliano Gemma, bello, elegante e letale, dalla parte del bene ma solo per interesse personale. La violenza “sporca” e amorale, instillata nel genere dai film di Sergio Leone, viene qui ampiamente mitigata da forti spruzzate d’ironia, in accordo al carattere pi bonario del regista genovese. Per quanto sopravvalutato ed un po’ sempliciotto, ebbe un grande successo di pubblico, dando vita al consueto fenomeno degli epigoni “ruffiani”: un patetico elenco di “seguiti”, che poco o niente hanno a che fare con l’originale, che citano il nome di Ringo per attirare il pubblico in sala. Le musiche sono del solito Morricone.

    Immagine ridotta

    Africa addio (1966) di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi

    Con la consueta formula, sospesa tra bieco sensazionalismo e cruda morbosit, Jacopetti e Prosperi confezionano uno dei “mondo movie” pi famosi, probabilmente il “migliore” di questo genere, controverso e discutibile, ma di grande successo negli anni ’60 e ’70. Evidentemente orientato verso un pubblico di nicchia dallo stomaco forte, un feroce ritratto della nuova Africa, carico di scene atroci (con gli immancabili falsi furbescamente spacciati per veri) ed intriso di una riprovevole nostalgia del colonialismo, fedeli al motto “si stava meglio quando si stava peggio”. Il voyeurismo giornalistico dell’opera, tipico del genere “mondo”, evidente come il notevole impegno produttivo profuso e l’amore degli autori per il continente nero. Peccato per che si tratti di un’Africa da cartolina, un mondo atavico e ideale, mitizzato dall’elaborazione nostalgica dei registi.

    Immagine ridotta

    Faccia a faccia (1967) di Sergio Sollima

    Solido western psicologico, a mio avviso il suo migliore, del compianto Sergio Sollima, recentemente scomparso. Interamente costruito sull’incontro-scontro tra due personaggi apparentemente agli antipodi, un insegnante ed un bandito, trova la sua forza nella notevole interpretazione dei due carismatici protagonisti, Tomas Milian e Gian Maria Volont, tra cui brilla il secondo per l’abile capacit di rappresentare una trasformazione interiore attraverso una finissima gamma di frasi ed espressioni. Il viaggio introspettivo negli oscuri recessi dell’animo umano diventa lo scenario principale di questo western nero, a cui alcuni, con una certa capziosit, hanno anche voluto attribuire un sottotesto “politico”, per l’annosa contrapposizione tra intellettuali e proletari di fronte all’azione violenta.

    Immagine ridotta

    Se sei vivo spara (1967) di Giulio Questi

    Insolito, famigerato e censurato western gotico d’autore, porta alla massima esasperazione gli stilemi del genere attraverso l’esplicitazione inusitata della violenza, bilanciando per il tutto con atmosfere oniriche ed inserti surreali che virano verso la crudele “favola” archetipa e saranno poi ripresi da Jodorowsky. Per le truci sequenze splatter cadde sotto gli strali della censura, al punto che ne esistono moltissime versioni, tutte sforbiciate e con titoli diversi, e soltanto nel 2004 stato possibile recuperarne l’edizione originale integrale di 117’. Non un prodotto per tutti, ma ha i suoi meriti ed un “unicum” nel panorama dello “spaghetti western”. Tarantino ne ha omaggiato la scena iniziale, con Tomas Milian che esce dalla tomba dove era stato sepolto vivo, nel secondo capitolo di “Kill Bill”.

    Immagine ridotta

    La polizia ringrazia (1972) di Steno

    Viene unanimemente considerato come il capostipite del “poliziottesco” italiano ed anche uno dei suoi migliori esponenti in assoluto (per molti il migliore). Notevolmente influenzato dal celebre “Dirty Harry” (1971) di Don Siegel, trae spunti dalla cronaca italiana reale (in particolare dall’omicidio Pinelli e da quello Calabresi) ed esprime perfettamente il senso di smarrimento di un periodo oscuro, a cavallo tra i movimenti del ’68 e l’avvento dell’eversione terroristica che diede vita ai sanguinari “anni di piombo”. E’ un film solido, dominato dalla violenza e dal ritmo incalzante, con alcune sequenze d’azione egregiamente realizzate. Questa insolita e riuscita digressione di Steno (Stefano Vanzina), regista tipico della commedia comica nostrana, nelle atmosfere cupe del poliziesco all’italiana anche uno dei vertici della sua carriera registica. Nel cast spiccano Enrico Maria Salerno e Mariangela Melato. Belle le musiche di Stelvio Cipriani, una delle pi celebri soundtrack del “poliziottesco”.

    Immagine ridotta

    Mio caro assassino (1972) di Tonino Valerii

    Inquietante e sottovalutato giallo, diretto con mano sicura da Tonino Valerii, “allievo” prediletto di Sergio Leone. Suspense e brividi sono garantiti, anche grazie all’efficace score musicale di Ennio Morricone, non manca qualche scena di forte effetto splatter (in accordo agli stilemi del genere) e l’intreccio, particolarmente complesso, regge discretamente, sebbene la risoluzione finale sia, come al solito, un po’ macchinosa ed inverosimile. Tra Dario Argento ed Agatha Christie, il regista abruzzese mette in piedi uno dei pi riusciti esponenti dello “spaghetti thriller”, non disdegnando un discreto approfondimento psicologico dei personaggi principali. Il film principalmente conosciuto, dai cultori del genere, per l’efferato delitto con la sega elettrica circolare.

    Immagine ridotta

    Porgi l'altra guancia (1974) di Franco Rossi

    Bud e Terence stavolta sono due improbabili missionari, vanno all’estero (centro America) e tornano indietro nel tempo (fine del 1800), ma la formula sempre la stessa: tante botte, tanta simpatia e qualche risata. E’ uno dei film meno gettonati della loro fortunata filmografia ma riscosse, comunque, un grande successo di pubblico: fu, infatti, il terzo incasso della stagione 1974-75, subito dietro il fenomeno “Fantozzi” e “L’esorcista” di Friedkin. Nonostante una certa ripetitivit delle situazioni la mitica coppia comica italiana era ancora all’apice del successo popolare e bastavano i loro nomi sul manifesto per far breccia nel cuore del pubblico.

    Immagine ridotta

    Quella et maliziosa (1975) di Silvio Amadio

    Pruriginoso filmetto erotico travestito da dramma familiare ed interamente costruito sul fascino di Gloria Guida, in una delle sue interpretazioni pi “generose”. Secondo i cultori del genere contiene la sequenza pi conturbante in assoluto della nostra filmografia “scollacciata” degli anni ’70: l’incontro “ravvicinato”, sull’autobus affollato, tra la Guida e Castelnuovo. Per i fans dell’attrice , ovviamente, un must.

    Immagine ridotta

    L'insegnante (1975) di Nando Cicero

    Commedia sexy becera e grossolana, ricca di momenti trash e di comicit “da caserma”, ma la sua parte erotica, disegnata sul corpo “appetitoso” della Edwige nazionale, ha colpito l’immaginario degli adolescenti del tempo per la perentoriet delle scene “hot”. Il fascino della Fenech, per l’occasione maliziosa professoressa, regge le fila di una nutrita e variopinta squadra di caratteristi, abituali per questo tipo di produzioni di bassa lega.

    Immagine ridotta

    Roma a mano armata (1976) di Umberto Lenzi

    Quest’energico “poliziottesco” di Umberto Lenzi, fu la risposta del regista toscano al grande successo di “Roma violenta” di Girolami dell’anno precedente. Il film si avvale delle due maggiori star del momento: Maurizio Merli, nei panni del commissario Tanzi (nuovo personaggio creato dopo la “morte” di Betti), e Tomas Milian, nei panni del gangster Vincenzo Moretto, detto “il gobbo”. Il clich , ovviamente, sempre lo stesso: violenza ruvida, azione frenetica, personaggi grossolani, messa in scena truce, dialoghi scontati. Bollato dalla critica, fu un grande successo di pubblico grazie al “mestiere” di Lenzi ed all’appeal dei due protagonisti-antagonisti, la cui rivalit palpabile and ben oltre la finzione scenica, come documentato in diverse interviste a “Stracult” dallo stesso regista. Il personaggio del “gobbo” sar poi ripreso da Milian nel successivo “La banda del gobbo” (1977), sempre diretto da Lenzi, che rimasto famoso per la nascita del personaggio di “monnezza”, uno dei cavalli di battaglia del popolare attore cubano.

    Immagine ridotta

    Il solco di pesca (1976) di Maurizio Liverani

    Ammiccante, fin dal titolo, commistione tra commedia sexy ed erotismo a sfondo femminista, con vaghe pretese di satira goliardica sui fermenti ideologici che infiammarono i giovani negli anni ’70. Dedicato al fondo schiena femminile, il vero oggetto di culto della trama, un pasticcio inconcludente e verboso, in cui persino l’erotismo naufraga nella sua maldestra pretenziosit. Per fortuna c’ la Guida, che regala pi di un brivido (caldo) nelle scene bollenti.

    Immagine ridotta

    Antropophagus (1980) di Joe D'Amato

    Celebre b-movie ultra-splatter, un horror a basso costo, greve, “sporco” e “cattivo”, diretto dal controverso D’Amato/Massaccesi. Ha una vasta schiera di ammiratori, tra i fans delle pellicole “gore”, per alcune sequenze violente di dubbio gusto e di fortissimo impatto cruento. E’ tuttora uno dei pi noti film “maledetti”, bandito in diversi paesi e destinato ai percorsi “underground” per la sua natura morbosamente exploitation, costruita sullo shock visivo che prende allo stomaco. Al di l della sopravvalutata, ma inevitabile, fenomenologia che lo ha sempre accompagnato, fin dalla sua uscita nelle sale, bisogna riconoscergli almeno un merito: la notevole caratterizzazione data al mostruoso cannibale protagonista dall’imponente Luigi Montefiori (al secolo George Eastman), autore anche della sceneggiatura. E’ uno degli splatter italiani pi famosi all’estero e la sua anima decisamente trash lo ha reso, nel tempo, un piccolo “cult” per gli appassionati dei generi estremi.

    Immagine ridotta

    Apocalypse domani (1980) di Antonio Margheriti

    Stravagante miscela di generi di Antonio Margheriti: horror, zombie, war-movie, cannibal, Vietnam, poliziesco d’azione, con labili ambizioni di denuncia sociale sulla spinosa questione dei reduci dalla “vergognosa” guerra nel sud Est asiatico. L’ambientazione americana, il cast internazionale, i buoni effetti speciali di “Giannetto” De Rossi ed il mestiere del regista gli conferiscono un appeal da cult movie in forte odore di sopravvalutazione. Invero un minestrone un po’ caotico che, tra eccessi truculenti e cadute di stile, procede per accumulo di situazioni, ma non riesce mai ad elevarsi realmente al di sopra della sua dimensione di energico b-movie. In ogni caso ha i suoi fans accaniti, tra cui il solito Tarantino.

    Immagine ridotta

    Quella villa accanto al cimitero (1981) di Lucio Fulci

    Agghiacciante horror di Fulci, tra i suoi migliori in assoluto, che combina abilmente le consuete morbosit splatter tipiche dell’autore, con un sinistro senso del macabro, che gioca con le paure ancestrali dell’infanzia, come quella dell’uomo nero nascosto in cantina. Il risultato una favola nera, spaventosa e sanguinaria, che pone anche un’insolita attenzione alla psicologia dei personaggi. Fulci riesce stavolta a controllare i suoi manierismi ed il “gore”, seppur abbondante, non deborda dalla trama ma ne resta al servizio. Il finale crudele il suggello definitivo ad un’opera che rappresenta una delle colonne portanti dell’horror italiano. Girato in Massachusetts con un cast anglofono (invero non tutto all’altezza), vanta schiere di ammiratori anche all’estero ed stato spesso omaggiato dal cinema di genere d’oltre oceano.

    Immagine ridotta

    L'allenatore nel pallone (1984) di Sergio Martino

    Celebre commedia colorita, per alcuni di culto, costruita sulla naturale simpatia di Banfi e su situazioni di impudente veracit, alcune delle quali esilaranti. Si oscilla costantemente tra il divertente, il trash, il greve ed il patetico, ma il personaggio dello sfigato allenatore di provincia dal nome pittoresco, Oronzo Can, rimasto in un certo immaginario popolare. Fatto a pezzi dalla critica ma promosso dal pubblico, un tentativo un po’ svogliato di rivitalizzare la nostra commedia “ruspante”, ormai avviata sul viale del tramonto dopo il declino inesorabile della sua versione “scollacciata”, di cui lo stesso Lino Banfi fu tra i protagonisti pi attivi insieme alle varie liceali, dottoresse, professoresse, e via discorrendo. Ha avuto un seguito inutile e palesemente ridicolo nel 2008.






    un saluto circolare e BUONA PASQUA a tutti quanti
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2016 (1 semestre)

    ciao!

    mi associo ai vostri auguri pasquali e li ricambio a voi e alle vostre famiglia :-)
    come ho detto ieri io ci sono oggi e poi torno il 30,mercoledi

    Paolo

  4. #583
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    ...faccio partire la nuova manche... vediam come si evolver...

    trattasi di...

     

    Indovina il Fotogramma

    ed eccovi il primo frame: (click sull'immagine per ingrandirlo)

     




    Riepiloghi: (click sulle immagini per ingrandirle)

     




     



    p.s.: ovviamente avete a disposizione i soliti 5 tentativi a testa prima di ogni mio intervento con indizi o azzeramento counter...



  5. #584
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    wrong



    1) The Wolf of Wall Street
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    1) Lo sciacallo - The Nightcrawler

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    2) Showgirls

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    ciao a tutti e buone fatte feste :-)

    1)The departed - Il bene e il male

  9. #588
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    ciao Key e bentornato

    3) Una notte da leoni
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  10. #589
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    ciao Stridy,grazie :-)

    2)Il grande Lebowski

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    4) Little Miss Sunshine
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