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Discussione: Dissesto Italia

  1. #1
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    Dissesto Italia

    Ciao a tutti
    Vorrei segnalarvi questo bel documentario multimediale, con video, foto, testimonianze e pareri, sul Tema del dissesto idrogeologico in Italia. E' stato realizzato da un gruppo di reporter e sostenuto dall'associazione confindustriale dei costruttori, da Legambiente, l'ordine degli architetti e quello dei geologi.

    Dissesto Italia

    Il tema è di strettissima attualità, come tutti gli anni d'altra parte. Da geologa penso che in questo paese, oltre a tutte le magagne legate a corruzione, abusivismo e compagnia cantante, ci sia una profonda ignoranza geografica e "geostorica" (passatemi questo termine inventato su due piedi): ci siamo dimenticati dove abitiamo, delle caratteristiche dei nostri paesi, delle nostre campagne (quelle che restano...)

    E parliamoci chiaro, ci si lamenta che in questo paese non si fa nulla, ma se per caso il geologo mette un vincolo da qualche parte, spesso si fa di tutto per farglielo togliere.
    Viviamo in un paese dove si venera il “dio-ingegnere” (e lo dico con tutto il rispetto per gli ingegneri, che fanno un gran lavoro) pensando che la tecnologia possa mettere una pezza a tutto. Invece dobbiamo imparare che in tanti tanti posti purtroppo non si può abitare. Ma questo dà fastidio sentirlo dire…

    Vi lascio il link diretto a qualche immagine contenuta nella pagina web, giusto per dare qualche "asettico" numero
     

    Immagine ridotta

    Comuni a rischio idrogeologico in Italia

    Immagine ridotta

    Popolazione a rischio

    Immagine ridotta

    Imprese a rischio

    Immagine ridotta

    Numero di vittime

    Immagine ridotta

    Costi
    Ultima modifica di Mnemosyne; 07-02-14 alle 12: 03. Motivo: Ortografia

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  3. #2
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    Riferimento: Dissesto Italia

    Citazione Originariamente scritto da Mnemosyne Vedi messaggio
    Viviamo in un paese dove si venera il “dio-ingegnere” (e lo dico con tutto il rispetto per gli ingegneri, che fanno un gran lavoro) pensando che la tecnologia possa mettere una pezza a tutto. Invece dobbiamo imparare che in tanti tanti posti purtroppo non si può abitare. Ma questo dà fastidio sentirlo dire…
    concordo

    io abito a due passi dalla Costiera Amalfitana che è stupenda, unica al mondo ma che, nel corso degli anni, è stata deturpata dalla cementificazione. Il "mostro di Fuenti" è solo il caso più celebre ma ce ne sono tantissimi altri: se ti fai un giro dal mare puoi scorgere una miriade di case, bar, locali, arroccati sulla roccia a strapiombo sul mare. Posizione mozzafiato, certo, ma almeno la metà di questi sono "abusivi" oltrechè pericolosi

    poi quando ci scappa la tragedia sentiamo la solita solfa moralistica per televisione, dura un paio di giorni e poi torna tutto come prima

    poveri noi!
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  4. #3
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    Riferimento: Dissesto Italia

    Beh, diciamoci la verita' oltre le evidenti colpe della classe politica ci sono quelle pure dei cittadini che non guardando tanto per il sottile quando si tratta dei propri interessi sono stati e sono tutt'ora propensi ad ogni tipo di illegalita' pur di concretizzare i loro bisogni.
    Se volessimo indagare le responsabilita' di chi ha permesso certi obbrobri meta' dei sindaci italiani dovrebbe finire in galera !
    Anche per quel che riguarda il dissesto idrogeologico vale la solita regola, si fa per dire, che finanziare lavori di quel genere e' come finanziare la ricerca, cioe' spese i cui frutti si raccolgono solo a lungo termine e che non rendono in voti nell'immediato cosa questa fondamentale per gli interessi particolari di questa o quella formazione politica !
    Quindi meglio spendere in opere faraoniche (ponte di Messina o la Tav), probabilmente inutili, che pero' danno la possibilita' di appalti quindi mazzette, quindi consenso, quindi voti, quindi potere !

    Ed ecco percio' che un thread come questo, interessante e utile, senza colpe di chi l'ha proposto, lo voglio sottolineare, si riduce ad un rendiconto sterile di come stiamo messi, di quello che ci sarebbe da fare, dei danni subiti dalle popolazioni colpite, della classica alzata di spalle di chi addossa la responsabilita' al Padreterno e mai che si possa anche solo sperare in interventi corposi se non quelli dovuti a qualche lungimirante e volenteroso sindaco sostenuto dai suoi concittadini !
    E' deprimente constatare quanto in generale poco ci importi della bellezza del nostro paese e dei nostri immensi beni intendendo con questo non solo quelli artistici ma anche quelli naturali, un patrimonio che potrebbe, questo si, risollevare la nazione Italia per farla diventare finalmente un modello di crescita responsabile.


  5. #4
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    Riferimento: Dissesto Italia

    Ros ne ho viste e ne vedo di ogni. E in questo caso non c'è nord o sud che tenga: ogni regione ha le sue belle magagne.
    La cosa che mi preoccupa è che vedo in me e in tanti miei colleghi la rassegnazione del "tanto non cambierà mai nulla". Sabato scorso ho visto Mario Tozzi in una trasmissione del pomeriggio sulla Rai; non sono stata lì ad ascoltare tutto il dibattito perché a me non dice nulla di nuovo, ma mi ha fatto tristezza vedere un professionista che viene chiamato per spiegare le cose e non viene ascoltato. Anzi peggio: gli si dice "sì sì hai ragione, MA..." Quando l'ho sentito dire "E allora arrendiamoci" ho spento la tv.

    Quando avete tempo guardatevi i video contenuti in quella pagina, sono diretti, comprensibili, senza paroloni.
    Io spero sempre che non rimangano parole al vento, ma giusto oggi sul lavoro ci hanno comunicato che "fino alla prossima previsione di bilancio non si sa se e quanti soldi ci sono per aggiornare il piano di emergenza comunale". E fuori piove

    ---------- Post Unito alle 13: 57 ----------

    Arma, mi hai tolto le parole di bocca...

  6. #5
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    Riferimento: Dissesto Italia

    Quando ho visto il nuovo topic aperto da Mnemo ho subito pensato "si è messa a predicare nel nulla"

    Scrive uno sfiduciato, uno che in questo paese fatto di consociativismi, maneggiamenti e favori tra "amici degli amici" ormai non crede più.

    Citazione Originariamente scritto da Armandillo Vedi messaggio
    oltre le evidenti colpe della classe politica ci sono quelle pure dei cittadini che non guardando tanto per il sottile quando si tratta dei propri interessi sono stati e sono tutt'ora propensi ad ogni tipo di illegalita' pur di concretizzare i loro bisogni.
    Purtroppo è la società che non offre alcun vantaggio al cittadino onesto, anzi l'illegalità (e l'abusivismo è solo un aspetto) risolve spesso molti problemi, in primis le lungaggini burocratiche e i costi spaventosi degli incartamenti.
    Non c'è interesse a percorrere le normali vie legali se non c'è alcun vantaggio. E questo vale per tutto, dalla fattura dell'idraulico all'acquisto di una casa. E chissenefrega di dove (e come) è costruita, tanto se succede qualcosa è colpa di qualcun'altro, mica mia.

    Se volessimo indagare le responsabilita' di chi ha permesso certi obbrobri meta' dei sindaci italiani dovrebbe finire in galera !
    Tempo fa ho sentito una cosa aberrante, che legava la crisi economica all'andamento dell'edilizia: secondo certi soloni "un paese non cresce se non cresce l'edilizia pubblica e privata". E sarebbe anche vero in uno Stato che offra ancora spazi e opportunità di sviluppo ai propri abitanti, ma nel nostro staterello asfittico economicamente, stroncato dal cattivo cemento la buona edilizia recupera l'esistente e non costruisce (male) il nuovo.

    Io ho la fortuna di avere ancora qualche fazzoletto di verde attorno (tra agricolo e parco) ma vedo ogni giorno un fiorire di capannoni, quanto necessari poi visto che ogni giorno chiude un'attività? E infatti molti restano lì per anni, simulacri incompleti di ciò che dovrebbe essere il motore della crescita. E intanto i centri storici cadono a pezzi.
    Avete mai fatto caso allo stato pietoso dei terreni lungo le ferrovie? Le favelas sono più pulite e confortevoli.
    Volete costruire? Rimodernate l'esistente e riqualificate il territorio.

    Quanto al dissesto è duro dirlo e ancora più difficile farlo ma interi paesi andrebbero spostati. La logica urbanistica del passato prevedeva la costruzione dei centri abitati vicino all'acqua per necessità, con tutti i rischi del caso.
    In pianura il rischio si chiama alluvione, in zone rilevate si aggiungono frane e smottamenti.

    per quel che riguarda il dissesto idrogeologico vale la solita regola, si fa per dire, che finanziare lavori di quel genere e' come finanziare la ricerca, cioe' spese i cui frutti si raccolgono solo a lungo termine e che non rendono in voti nell'immediato cosa questa fondamentale per gli interessi particolari di questa o quella formazione politica !
    Quindi meglio spendere in opere faraoniche (ponte di Messina o la Tav), probabilmente inutili, che pero' danno la possibilita' di appalti quindi mazzette, quindi consenso, quindi voti, quindi potere !
    Questo è precisamente il punto cruciale. Spendere per la prevenzione comporta un esborso notevole per benefici a lunga scadenza e non prettamente economici. In Italia si è sempre fatto così: chi specula lo fa sulle tragedie. Sulle emergenze si guadagna e tanto perchè purtroppo a botta calda è più difficile dire di no alla mungitura economica.
    Il problema è che poi i tanti soldi spesi i problemi non li risolvono, anzi chi lavora in quel campo non vuole risolverli. Chi si sottrarrebbe volontariamente una enorme fonte di guadagno?
    Ben venga il terremoto, tanto ci danno i soldi per rifare case e scuole e noi ci facciamo pure la cresta sull aricostruzione. E se crollano? Eh bè, il nostro è un paese a rischio...

    C'è un buco nell'asfalto? Da noi si manda l'omino con la pala a buttarci dentro un po' di catrame e ghiaia che al primo camion si stacca e sfonda decine di parabrezza...
    C'è un fiume che tracima ogni volta che piove? Una ruspa e due muratori, alziamo un po' l'argine facciamo due saltini in cemento e il gioco è fatto. La prossima volta la case intorno non solo avranno l'acqua al soffitto ma pure più violenta.
    E ma certi fenomeni mica si possono prevedere...
    Se costruisci in mezzo ad un torrente io ti dico che prima o poi l'acqua ci passerà, se mi fai interi quartieri industriali nelle golene vedrai che prima o poi saranno sotto metri d'acqua e fango.

    E poi giù a piangere.

    E' deprimente constatare quanto in generale poco ci importi della bellezza del nostro paese e dei nostri immensi beni intendendo con questo non solo quelli artistici ma anche quelli naturali, un patrimonio che potrebbe, questo si, risollevare la nazione Italia per farla diventare finalmente un modello di crescita responsabile.
    Ci importa poco perchè non ce ne viene in tasca nulla. Alla diffusa ignoranza in merito si aggiunge l'atavico desiderio del proprio tornaconto.
    Un volta c'era il "contadin 'gnorante" al quale potevi proporre tutta la tecnologia del mondo e far mandar giù diversi rospi: generalmente le cose andavano bene ma al primo intoppo si invocava la calamità impronosticabile.
    Oggi la quasi totalità della popolazione è ignorante. A differenza di un tempo le informazioni ci sono ma sono convinto che il numero di quelli che filmano le disgrazie col telefonino per mettere i video su YouReporter siano molti di più che quelli desiderosi di far veramente qualcosa in merito. Poi l'informazione ti liquida la cosa come "evento eccezionale". Ma se capita 7-8-10 volte all'anno forse tanto eccezionale non è. Oppure tu cronista sei eccezionalmente stupido.
    E in genere a sto punto parte lo scarica-barile delle responsabilità che è il mezzo migliore per seppellire ogni polemica dato che tra i milioni di enti coinvolti l'eco si smorza a punto tale che ci si dimentica subito di ciò che è accaduto.

    Il tempo è il più grosso "smorzatore di enfasi" e ce lo insegna Natura stessa dato che Lei per prima utilizza lo scorrere del tempo per celarci certi aspetti del nostro Pianeta. Sta proprio al geologo riportare alla luce ciò che il tempo occulta nel paesaggio e denunciarne le minacce intrinseche.
    Novella Cassandra mio caro geologo finirai inascoltato. Marco Paolini nel meraviglioso racconto del Vajont ha scritto una battuta memorabile: "licenziarono i geologi perchè è dimostrato che demoralizzano la truppa!"
    Son passati 50 anni e la truppa ancora si deprime.

    E allora hai voglia a dire che gli argini van puliti, che i pendii vanno messi in sicurezza, che i fondali van dragati, che le case necessitano di nuovi criteri di costruzione... purtroppo non c'è un decreto legge che consenta di porre rimedio senza sporcarsi le mani o investire tanti soldi senza rubarli. E su questo ultimo punto sono molto molto perplesso: è molto demoralizzante per la truppa aprire il portafoglio a fondo perduto senza intascarsi un centesimo.


  7. #6
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    Aggiungo una cosa.
    Come per tutte le altre professioni, c'è geologo e geologo: c'è quello che lavora bene (o quantomeno vorrebbe farlo) e gli chiedono di azzerarsi la parcella e c'è lo squalo che pur di acaparrarsi un lavoro scende a qualsiasi compromesso.

  8. #7
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    Mentre ringrazio Mnemosine per il video debbo dire che grazie anche alle chat dei giochi sono sempre in collegamento con persone del Canada, degli Stati Uniti e di altre persone del mondo e non è' che loro sono messi meglio. C ' e' gente con tempeste di neve tali che sono giorni che non esce di casa. come ha giustamente fatto notare Travaglio qui un po' di pioggia ci fa sempre trovare impreparati perché' le strutture sono quelle che sono, per colpa di politici sempre incapaci e disonesti.
    quello che voglio dire e' che nonostante tante altre parti del mondo abbiano climi ben più sfavorevoli dei nostri, siamo quelli che ci lamentiamo di più' tenendoci i politici che abbiamo e alla fine,tutti tirando a campare.
    il peggior problema e' proprio questo.

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