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Discussione: OSCAR 2014: notizie, curiosit, pronostici

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    Riferimento: OSCAR 2014: notizie, curiosit, pronostici

    aggiorno la discussione perch ho visto 3 film di quelli in odore di premi

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    The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese

    Martin Scorsese ritorna trionfalmente a quella ispirazione cinica e ardita dei suoi film migliori con questa commedia nera rutilante, acida, sboccata e senza freni. Pi che un film sul mondo finanziario, come alcuni hanno voluto vedere, un grottesco ritratto antropologico al vetriolo che rappresenta in modo volutamente superficiale l'elemento cardine del sogno americano, l'uomo che si fa da s, spingendolo verso vette di follia e sregolatezza nichilista allo scopo di sezionarlo, per mostrarne la debolezza, il lato oscuro, con un lucido intento iconoclasta. Da sempre il grande regista italo americano, pi che alle problematiche sociali, interessato all'uomo, baricentro e motore del suo cinema. Ed maestro nel raccontare, sempre in forma di parabola ascesa/caduta, un percorso di vita "straordinario", costantemente al limite e profondamente amorale. Come in Goodfellas, di cui questo film ricalca fedelmente la struttura, veniamo catapultati in un mondo parallelo di personaggi avidi e spietati, che vivono "al massimo" calpestando tutto e tutti per soddisfare il proprio ego smodato, dispersendosi nel vizio e finendone travolti. Questo mirabolante pamphlet del nuovo millennio non intende disegnare in profondit i personaggi, mira invece a spingere forte sull'acceleratore dell'eccesso, della satira, della rappresentazione istericamente sovreccitata di questi "squali" della finanza che sbranano la vita a grandi morsi, tra fiumi di denaro, lusso sfrenato, sesso e droga. E come ogni satira che si rispetti anche questa tende all'astrazione, alla schematizzazione mimetica dei rapporti, con una lucidit ed un controllo assoluto della materia narrativa che lascia ammirati. Il tono semiserio e la palese eccessivit di alcune scene sono funzionali al raggiungimento di questa irridente sospensione simbolica, che trova pieno compimento nel finale ambiguo e profondamente amaro.

    Dal punto di vista registico siamo di fronte ad un capolavoro: per l'elegante confezione estetica, per il rigoroso controllo di una storia "esplosiva", per il senso del ritmo che si attua in un montaggio frenetico, ma straordinario, che fa letteralmente "volare" le tre ore di durata, per i continui cambi di registro nel passare da scene "baraonda" a momenti riflessivi con dialoghi sferzanti. E come non citare i tanti virtuosismi tecnici: primi piani espressivi, campi lunghi, carrellate forsennate, fino ad una scena del finale (in cui gli agenti FBI mostrano al protagonista un importante biglietto) che ci regala una splendida profondit di campo, di wellesiana memoria. A parer mio l'Oscar alla regia 2014 dovrebbe essere assegnato a Scorsese di diritto.

    Ed infine il cast, da applausi: Di Caprio offre un'interpretazione "bigger than life", di notevole impatto e sempre sul filo dell'overacting, ma il sorprendente Jonah Hill, che gli fa da spalla e contraltare, gli tiene testa egregiamente. Fanno sorridere le critiche mosse da alcuni nei confronti della rappresentazione affascinante di questi ambigui personaggi visto che il film una satira ispirata a fatti e figure reali che intende narrare, con caustico cinismo, gli stravizi del capitalismo. Non capisco perch questi moralisti si scandalizzino tanto per un film e non per quello che, tutti i giorni, vediamo attraverso i mezzi d'informazione, che poi l'oggetto di critica della pellicola. Ben tornato Martin, finalmente!

    Voto: 4,5 stelline su 5


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    Dallas Buyers Club (2013) di Jean-Marc Valle

    Dramma biografico che tratta con maturit e distacco temi scottanti e sempre attuali: la malattia (l'AIDS), le discriminazioni, le ingiustizie sociali e lo strapotere "mafioso" delle grandi case farmaceutiche che mirano al proprio interesse economico pi che alla salute pubblica. Tutte cose gi viste ma il merito del film quello di evitare i facili moralismi, la tentazione del sentimentalismo e la consueta retorica americana sul "cattivo" che abbraccia, suo malgrado, un percorso di espiazione finendo per redimersi. Questi rischi vengono, in buona parte, evitati grazie a dei personaggi ruvidi, detestabili, deboli e profondamente veri. E', essenzialmente, un film d'attori: bravo Matthew McConaughey nel ruolo dello spregevole protagonista, encomiabile per il grande impegno fisico profuso (un dimagrimento di oltre 20 chili) e per una prestazione di evidente partecipazione emotiva. Ma addirittura straordinario Jared Leto, nei panni del travestito Rayon, che ci offre una performance incredibilmente variegata ed intensa per sguardi, atteggiamenti, cambi d'umore, alternando momenti intimisti ad altri sopra le righe: praticamente l'Oscar di non protagonista gi suo di diritto. E' anche un film "furbo" perch evidente la sua progettazione con intento "acchiappa-premi" ma resta, senza dubbio, ben sopra la media, credibile e toccante.

    Voto: 3,5 su 5


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    I segreti di Osage County (2013) di John Wells

    Altro film d'attori (anzi d'attrici), sotto forma di psico-dramma familiare, di incredibile perfidia e d'impianto teatrale. E', quindi, un film molto parlato, con dialoghi taglienti e cattivi che mira a distruggere l'istituzione familiare: una sorta di "Parenti serpenti" trasposto nelle immense pianure dell'Oklahoma, con una serie di colpi di scena non proprio imprevedibili. Notevole il contrasto tra la solarit delle ambientazioni esterne e la tetra oscurit della casa, che si sovrappone all'anima nera di quasi tutti i personaggi. Il ruolo della Streep, brava ma un po' troppo leziosa, sicuramente quello pi difficile e con maggiori rischi di scivolamento nella macchietta per i toni estremi del personaggio: una madre malata, rancorosa, arida, in bilico costante tra l'ignobile e l'infantile. Meglio la Roberts, nel ruolo della figlia maggiore, disillusa, ferita e dal cuore indurito dalle vicende familiari, che ci offre una performance di grande maturit espressiva. E' un film tetro dove i deboli soccombono e i miserabili restano da soli ed in cui, paradossalmente, lo slancio pi "vitale" quello del capofamiglia, nostalgico poeta, che si attua in un gesto di morte. Opera non banale, inquietante ma freddamente accademica.

    Voto: 3,5 su 5


    tirando le somme dopo queste 3 visioni:

    a questo punto io darei l'Oscar alla regia a Martin Scorsese ma continuo a pensare che la spunter Cuaron

    per il miglior film sar dura che possa vincere un film trasgressivo e politicamente scorretto come The wolf, quindi continuo a puntare su 12 years a slave, che non ho ancora visto ma mi pare il classico film "da Oscar"

    per gli attori, in base a ci che ho visto, dico che Blanchett e Leto sono sicuri al 100% e lo meritano


    anche McConaughey lo d vincente al 99% perch il dimagrimento fa sempre il suo effetto sui giurati per c' anche il wolf-DiCaprio che ha fatto cose egregie , direi che quel piccolo 1% di speranza suo

    sulla non protagonista continuo a dire Lupita Nyong’o (al buio, a sensazione) in attesa di vedere il film di McQueen. A meno che la Roberts ...
    Ultima modifica di Strider; 04-02-14 alle 16: 45.
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    ho visto un'altro dei film in lizza

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    Nebraska (2013) di Alexander Payne

    Road movie lento e malinconico, come il suo straordinario protagonista, che procede sul filo ambivalente di chiaro e scuro, commedia e dramma, gentilezza e cinismo. Il verista Alexander Payne, da sempre interessato alle relazioni umane, realizza il suo film migliore, con stile rigoroso ed asciuttezza dei toni, pur senza rinunciare a meravigliosi lampi di sincera umanit che si esplicano ora nei momenti "comici" ora in quelli accorati. Il viaggio attraverso la provincia americana, immensa e desolata, diviene, come al solito, metafora di un sincero percorso interiore per inseguire un sogno e rinsaldare il rapporto tra un padre, vecchio e svagato, ed un figlio, premuroso e gentile. Il tuffo nei ricordi sar doloroso nel mettere a nudo rimpianti, fallimenti e la squallida realt di una famiglia di miserabili opportunisti, ma la luce del film tutta nella magia di quel rapporto, padre-figlio, compassionevole ed autentico, che si rafforza a mano a mano che il sogno del vecchio svanisce. Bravissimi gli attori (Bruce Dern, June Squibb, Will Forte) nel tratteggiare personaggi fragili, smarriti, sinceri, ora detestabili ora toccanti, ma sempre efficacemente misurati e in armonia col tono del film. Senza mai eccedere o deviare nel sentimentalismo, Payne ci abbaglia col bianco e nero di questa "favola" gentile che percorre sentieri romiti e trova il suo pieno compimento nella sequenza finale, sul furgone, in cui il giovane figlio "si abbassa", guardando il vecchio padre da un punto di vista dimenticato, dal basso, con lo sguardo incantato del bambino che vede nel genitore un gigante, un eroe, un modello, grazie a cui interrogarsi sul proprio cammino. Bello, garbato, toccante, da vedere.

    Voto: 4 stelline su 5


    Sicuramente non vincer nulla dei premi "pesanti", forse ha qualche speranza per la sceneggiatura o la Squibb non protagonista, ma comunque conferma una buona qualit media dei film in concorso
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  4. #13
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    "The Wolf of Wall Street" non mi ha impressionato pi di tanto, onestamente. Nulla da eccepire sulla solita recensione inappuntabile di Strider, per non riesco a vederlo al di l di un buon intrattenimento, forse perch fuorviato dalla moltitudine di scene "estreme" (non una critica, visto che spesso si tende a dimenticare che DiCaprio interpreta un personaggio "reale", non fittizio).
    Comunque voglio precisare che si tratta di un genere che non molto nelle mie corde, quindi, per carit, il mio giudizio conta quello che conta. Anzi, sono rimasto meravigliato dall'essere riuscito a vederlo senza sentire il peso della sua durata (e questo indubbiamente un merito, visto che tre ore non sono spiccioli).

    Al contrario, ho gradito abbastanza "Captain Phillips" e non soltanto per il motore della tensione che accompagna lo spettatore per tutta la durata della pellicola. A trasformare il film in una storia "potente", in grado di colpire lo spettatore, inserendolo pienamente nel "dramma" di Phillips sono stati principalmente due fattori.
    Il primo fattore la linea che separa buoni e cattivi, un confine sottile dove pure gli "antagonisti", ossia i pirati somali, il "male", presentano umanit, disperazione (elemento valorizzato anche dalla loro "inesperienza" nel gestire determinate situazioni, ad esempio quando uno di loro si ferisce a causa dei vetri lasciati per terra, piuttosto che le continue liti) tutti sentimento che portano a commettere crimini per uno scopo, non per il "gusto di farlo" o perch sono degli "sporchi somali", criminali. Questo ovviamente non li giustifica, ma permette di andare al di l del proprio naso nella riflessione su questo episodio o comunque a stigmatizzare a tappeto.
    Il secondo fattore rappresentato dal finale, elemento che mi piaciuto moltissimo:

     
    Hanks crolla, psicologicamente, stremato dalla tensione, dal caldo e dall'assenza di acqua. Diventa umano, non pi lo stucchevole eroe senza macchia e senza paura, perfetto e robotico, il "macho" della situazione. E' una persona comune, che nonostante il suo spiccato senso del dovere e le sue abilit strategiche (nonch il sangue freddo) non pu non cedere di fronte al reale pericolo di perdere la propria famiglia. Da quando scrive sul foglio, alla famiglia stessa, inizia una sequenza sconvolgente, che unisce il cinismo con cui i pirati vengono eliminati all'esplodere di tutti i sentimenti di Phillips, che aveva represso fino a quel momento. E trovo che in quegli ultimi 10-15 minuti il film diventato veramente Grande, a completamento di tutta l'ora e mezza precedente di preparazione, che trova quindi il suo senso ed il vestito perfetto per non renderlo un classico thriller/azione.


    Nota finale sugli attori: concordo sull'ottima interpretazione di DiCaprio, capace di mostrare una vastit espressiva notevole. Efficace anche nei primi piani (soprattutto quelli di inizio pellicola) dimostra duttilit e capacit di dare vita alla personalit che il suo personaggio deve dimostrare. NOn so se da oscar, visto che "Dallas Buyers Club" devo ancora visionarlo, ma non credo che sia tanto lontano. E sempre rimanendo in tema, trovo scandalosa l'esclusione di un magistrale Tom Hanks.

  5. #14
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    ho visto il favorito dai pronostici per l'Oscar di miglior film


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    12 anni schiavo (2013) di Steve McQueen

    Dopo l'intenso Hunger e lo scandaloso Shame, McQueen firma il suo progetto pi ambizioso, cimentandosi con un doloroso dramma storico, tratto da una storia vera ed inerente ad uno dei due grandi "peccati originali" della storia americana: lo schiavismo (l'altro lo sterminio dei nativi). Il risultato un affresco personale crudele, agghiacciante, quasi insostenibile nelle scene pi violente, ma mai compiaciuto, mai gratuitamente enfatizzato anzi a volte "mitigato" dallo stile ricercato del regista che, ancora una volta, si dimostra bravissimo nella composizione delle immagini e nella ricerca dell'inquadratura che tracci un punto di vista personale e diverso. Un po' ingabbiato dagli schemi hollywoodiani che un progetto di tale portata comporta, McQueen fa il suo film pi classico ma non raggiunge mai il vigore espressivo e l'indignazione rabbiosa di Hunger, che resta la sua opera migliore. Ancora una volta il corpo umano, vilipeso, maltrattato, il territorio primario dell'esplorazione del regista inglese e, ancora una volta, non ci vengono risparmiate scene di incredibile violenza attraverso la sua tecnica preferita: il piano sequenza insistito. Quello che per manca la capacit di elevarsi oltre l'accumulo di orrori per sublimare i tragici eventi verso un punto di vista pi alto e distaccato, necessario per trasformare una drammatica requisitoria in lucida critica storica, che sappia riflettere sugli errori del passato e sulle cause che li generarono. Nel cast spiccano un feroce Fassbender (attore feticcio del regista) ed una sorprendente Lupita Nyong'o, favorita numero uno per l'Oscar di attrice non protagonista. Un po' posticcio ed ingombrante il cameo di Pitt nel ruolo di un liberale abolizionista canadese.

    Voto: 3,5 su 5


    a questo punto mi resta da vedere solo Her di Spike Jonze tra i film in corsa per l'Oscar

    confermo l'idea che 12 anni schiavo vincer la statuetta di miglior film visto il tema trattato




    Ultima modifica di Strider; 25-02-14 alle 22: 52.
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  6. #15
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    ci siamo quasi, la notte fatidica si avvicina

    mi espongo (al ludibrio ? ) con il mio pronostico sulle categorie che pi mi interessano (e mi competono)



    Miglior film
    12 years a slave (ma tifo per The wolf )


    Miglior attrice protagonista
    Cate Blanchett - Blue Jasmine


    Miglior attore protagonista
    Matthew McConaughey - Dallas Buyers Club


    Miglior regista
    Alfonso Cuaron - Gravity (ma tifo in modo sfegatato per Martin )


    Miglior sceneggiatura originale
    Nebraska


    Miglior sceneggiatura non originale
    12 years a slave


    Miglior film straniero
    La grande bellezza (se cos non fosse sarebbe una clamorosa sorpresa a questo punto)




    Miglior attrice non protagonista
    Lupita Nyong’o - 12 Years a Slave


    Miglior attore non protagonista
    Jared Leto - Dallas Buyers Club



    e vediamo quanti ne prendo
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  7. #16
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    Ok, ormai ci siamo, mancano poche ore alla cerimonia di premiazione e mi unisco anch'io al gioco dell'"Indovina chi vince"

    Nelle ultime settimane sono riuscito a recuperare la visione di un paio di altri candidati e se trovo il tempo prover a dire la mia nei prossimi giorni.
    Nel frattempo pubblico qui sotto le mie previsioni per tutte le categorie (tranne documentari e corti), vediamo quante ne prendo

    A grandi linee le avevo gi espresse tempo fa e non ho cambiato idea; "12 Anni Schiavo" per me il favorito ma anch'io ho preferito di gran lunga Scorsese (e anche "American Hustle"); rinnovo il mio tifo per Di Caprio ma so che non vincer...
    Ah, ho finalmente visto "La Grande Bellezza" e posso dire tranquillamente che un film sopravvalutatissimo: a parte una messa in scena sontuosa e qualche invenzione registica un film che naviga a vista, inanellando quadri decadenti di altalenante qualit e ritmo (insopportabile e ridicola tutta la parte della "Santa", ancor pi grave dato che in quel quadro che si sviluppa il messaggio dell'intero film). Mezz'ora in meno e tanta (ma tanta) modestia in pi l'avrebbero reso migliore. Gli daranno l'Oscar... teniamocelo, perch regalato. Ringrazino Roma e la sua (quella s) Grande Bellezza.


    Ho dato ben 7 statuette a "Gravity", forse troppe (e non mi nemmeno piaciuto ), ma dal punto di vista tecnico non ha rivali




    NOTA: il ballot di libero utilizzo e direttamente scaricabile dal sito ufficiale dell'Academy (oscar.com)
    Ultima modifica di shiny; 03-03-14 alle 00: 12.

  8. #17
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    E 7 furono...
    In una serata di indicibile piattezza nessuna sorpresa. I favoriti hanno vinto tutti, Sorrentino compreso.
    Da parte mia ho sbagliato solo due pronostici: la sceneggiatura originale (Spike Jonze) e la canzone originale (come sempre il cartone di turno e le sue canzoncine prevalgono sui grandi...)

    E adesso a nanna per un paio d'ore


  9. #18
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    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    finalmente visto "La Grande Bellezza" e posso dire tranquillamente che un film sopravvalutatissimo: a parte una messa in scena sontuosa e qualche invenzione registica un film che naviga a vista, inanellando quadri decadenti di altalenante qualit e ritmo (insopportabile e ridicola tutta la parte della "Santa", ancor pi grave dato che in quel quadro che si sviluppa il messaggio dell'intero film). Mezz'ora in meno e tanta (ma tanta) modestia in pi l'avrebbero reso migliore. Gli daranno l'Oscar... teniamocelo, perch regalato. Ringrazino Roma e la sua (quella s) Grande Bellezza.
    tutto sommato ci troviamo

    forse io sono un tantino pi indulgente in questo momento e cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ovvero i lati positivi del film


    per il resto tutto come da copione, nessuna sorpresa, aspetto di vedere anche Her (che comunque era in lista) per farmi un'idea definitiva e rimando ai prossimi giorni ulteriori commenti


    contento per Sorrentino, dispiaciuto per uno dei suoi ispiratori (Scorsese) ma me l'aspettavo
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  10. #19
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    Citazione Originariamente scritto da Strider Vedi messaggio
    tutto sommato ci troviamo

    forse io sono un tantino pi indulgente in questo momento e cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ovvero i lati positivi del film
    Il bicchiere mezzo pieno lo vedo anch'io ed il talento innegabile di Paolo Sorrentino , che sa usare la macchina da presa come pochi nel nostro paese. Per da un film che vince l'Oscar mi aspetto un po' di pi, soprattutto da parte dello script.
    Il punto debole de "La Grande Bellezza" la sceneggiatura che tratteggia scene splendide e personaggi molto interessanti e non li sviluppa, non li amalgama, non d loro corpo (se non estetico). E anche l, non tutto fila liscio. Io trovo la prima parte del film molto valida e i pochi dialoghi sono molto belli (eccezionale il monologo contro l'"amica" radical-chic comunistoide), bravissimi gli attori a cominciare da Servillo, ma mi piace moltissimo il personaggio di Verdone, un po' meno la Ferilli perch il plot non d seguito al suo personaggio. La "Santa" l'avrei volentieri fatta rotolare dalle scale... non mi pare una gran scelta affidare ad un personaggio cos totalmente fuori luogo la chiave interpretativa del film (sempre che ce ne sia una al di l dell'elogio della decadenza).

    Detto ci, bravo Sorrentino, se lo merita ma la prossima volta cambi sceneggiatore


    Come ho gi detto il resto della cerimonia stato di un piattume imbarazzante e non solo nel prevedibilissimo andamento dei premi.
    Show piatto, senza sussulti, senza gag (due stantie, con la pizza in sala e l'immancabile di questi tempi basata sulla moda del "selfie"), poca musica ma di qualit (tranne la canzone che ha vinto ), nesusna coreografia o numero sul palco, solo uno stillicidio di presentazioni e pubbilcit. A spezzare i tempi ogni tanto arrivava qualche clip celebrativa di un genere, peccato che fosse sempre avulsa dal contesto.
    Ho contato 4 standing ovation, di cui solo una per i premiati (per la Nyong'o), le altre per i musicisti, in primis gli U2, e poi per una commossa Bette Midler che ha chiuso l'In Memoriam col suo pezzo simbolo "Wind beneath my wings". La carrellata dell'In Memoriam era purtroppo molto nutrita e con grandi nomi, tra i quali anche il nostro Riz Ortolani.

    Ancora non capisco la scelta dell'Academy di consegnare gli Onorary Awards con una cerimonia separata e presentare tutto con una breve clip: hanno tolto una grande fetta alla parte emozionale dello show. Basta vedere l'attenzione della platea per l'ingresso sul palco di Sidney Poitier (attualmente l'attore vincitore pi anziano ancora in vita con i suoi 87 anni); sempre toccante (e un po' morboso) vedere questi miti consumati dal tempo, ma ho sempre apprezzato l'orgoglio e la consapevolezza che dimostrano nel sapere di appartenere ad una macchina che li rende virtualmente immortali. E' il cinema con la sua magia pi grande.

    Poco spazio all'orchestra, quest'anno affidata al grande compositore e orchestratore Wiliam Ross: ottimi arrangiamenti ma brani talvolta fuori contesto.

    Alla fine dopo 3 ore e mezza resta ben poco, accontentiamoci del successo italiano (ma Sorrentino non showman come Benigni e il suo discorso non rester nella storia, nonostante Maradona ) e della messe di premi di "Gravity" che con 7 premi senza la statuetta di miglior film entra nella storia e si piazza dietro "Cabaret" in questa particolare classifica di best losers.

    Ultima modifica di shiny; 03-03-14 alle 13: 05.

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    Il bicchiere mezzo pieno lo vedo anch'io ed il talento innegabile di Paolo Sorrentino , che sa usare la macchina da presa come pochi nel nostro paese. Per da un film che vince l'Oscar mi aspetto un po' di pi, soprattutto da parte dello script.
    Il punto debole de "La Grande Bellezza" la sceneggiatura che tratteggia scene splendide e personaggi molto interessanti e non li sviluppa, non li amalgama, non d loro corpo (se non estetico). E anche l, non tutto fila liscio. Io trovo la prima parte del film molto valida e i pochi dialoghi sono molto belli (eccezionale il monologo contro l'"amica" radical-chic comunistoide), bravissimi gli attori a cominciare da Servillo, ma mi piace moltissimo il personaggio di Verdone, un po' meno la Ferilli perch il plot non d seguito al suo personaggio. La "Santa" l'avrei volentieri fatta rotolare dalle scale... non mi pare una gran scelta affidare ad un personaggio cos totalmente fuori luogo la chiave interpretativa del film (sempre che ce ne sia una al di l dell'elogio della decadenza).
    mi trovo su tutto e se rileggi i miei commenti sul film o su Sorrentino vedrai che ho detto pi o meno le stesse cose in passato

    la parte finale , indubbiamente, il punto debole del film che invece nella prima parte ha dei momenti alti ed ispirati, mentre i cali sono meno clamorosi. Personalmente ho trovato straordinaria tutta la scena della passeggiata notturna nei misteriosi e sfarzosi palazzi romani, inaccessibili al mondo dei comuni mortali a meno che non si conosca il "custode delle chiavi", una sorta di figura "mitologica" che ben si accosta a quest'idea di mondo antico, immobile e opulento che Roma nell'immaginario collettivo.

    Sorrentino sceneggiatore non vale Sorrentino regista, lo dico da tempo, quindi il nostro (che di talento ne ha tanto e potrebbe dare belle soddisfazioni al nostro povero cinema) dovrebbe limitarsi alla regia ed affidarsi ad una "buona penna" per fare quel salto di qualit definitivo. Imho


    riflettendo sugli ultimi 3 film italiani vincitori di Oscar (Mediterraneo, La vita bella, La grande bellezza) ritengo che il film di Sorrentino sia il migliore del lotto perch risiede in una categoria cinematografica ben pi artistica, ricercata e visionaria. Come forse gi sapete ho sempre trovato il film di Benigni un clamoroso caso di ruffianeria sopravvalutata, di quelle che fanno la felicit delle marche di fazzoletti usa e getta
    Ultima modifica di Strider; 03-03-14 alle 14: 39.
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

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