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Discussione: L'Angolo del Cinefilo - 2014 (1° semestre)

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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2014 (1° semestre)

    ordunque ... eccomi per la chiosa

    è stata una griglia "particolare" (già per il tema "hot") e molto equilibrata

    non mi ricordo una mia griglia senza tris o poker e con una spartizione così equa dei punti

    siete andati un po' in difficoltà su Betty Blue (che ritenevo medio/facile all'inizio) e non su cose di nicchia tipo Caligola o La bestia

    ho cercato di bilanciare film d'autore con film più famosi e "commerciali", con una leggera preferenza per i primi ... oramai mi conoscete


    Lizard ha vinto con una rimonta finale tipo quella azzurra nel mundial spagnolo dell'82

    chi lo ha vissuto capirà subito cosa intendo dire

    adesso vedi tu, se puoi fare la manche ci farà molto piacere altrimenti ... paghi un pegno deciso da Shiny!


    dai, scherzi a parte, facci sapere come sei messo e se te la senti ma sarebbe bello rivederti al timone visto che appari di rado a rallegrarci con la tua presenza

    valuta con calma e facce sapè


    ecco la griglia finale:




    ecco i titoli indovinati:


    A1 - Basic Instinct (1992) di Paul Verhoeven (Shiny)
    A2 - Il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini (Key)
    A3 - Y tu mamá también (2001) di Alfonso Cuarón (Niki)
    A4 - Ecco l'impero dei sensi (1976) di Nagisa Oshima (Lizard)
    B1 - Betty Blue (1986) di Jean-Jacques Beineix (Shiny)
    B2 - Caligola (1979) di Tinto Brass, Bob Guccione e Giancarlo Lui (Shiny)
    B3 - Shame (2011) di Steve McQueen (Niki)
    B4 - Bella di giorno (1967) di Luis Buñuel (Key)
    C1 - Malizia (1973) di Salvatore Samperi (Key)
    C2 - 9 settimane e 1/2 (1986) di Adrian Lyne (Mnemo)
    C3 - La bestia (1975) di Walerian Borowczyk (Lizard)
    C4 - Crash (1996) di David Cronenberg (Lizard)
    D1 - Légami! (1990) di Pedro Almodóvar (wrong)
    D2 - Eyes Wide Shut (1999) di Stanley Kubrick (Lizard)
    D3 - L'amante (1991) di Jean-Jacques Annaud (Niki)
    D4 - Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci (Mnemo)


    ecco i punteggi finali:

    Lizard ---> 4 caselle (8 punti)
    Key ---> 3 caselle (6 punti)
    Niki ---> 3 caselle (6 punti)
    Shiny ---> 3 caselle (6 punti)
    Mnemo ---> 2 caselle (4 punti)
    wrong ---> 1 casella (2 punti)


    ed i miei consueti commenti sui 16 film, per chi fosse interessato

     

    Immagine ridotta

    Bella di giorno (1967) di Luis Buñuel

    Tra i capolavori del grande Maestro di Calanda è forse quello più famoso, anche per la presenza di una celebre icona di bellezza elegante come la Deneuve in un ruolo "scandaloso". Film a due livelli, come la duplice personalità della protagonista: peccato ed espiazione, sesso e religione, moralismo e lussuria, sogno e realtà. Il tono è lieve, l'ironia pungente ed il sesso si fa metafora di una trasformazione interiore necessaria a superare traumi antichi, in accordo allo spirito sovversivo del regista, costantemente volto a sdoganare dogmi e tabù. E' un'opera ammirevole e conturbante, nonchè un modello di erotismo originale, onirico e straniante, superato solo dall'opera ultima del grande regista spagnolo.

    Immagine ridotta

    Il Decameron (1971) di Pier Paolo Pasolini

    Straripante adattamento pasoliniano del capolavoro letterario di Boccaccio, di cui il regista-poeta adatta 7 novelle ambientandole in un ambito geografico partenopeo, ma astraendole in un contesto idilliaco che ha la vitalità travolgente del modello ideale più che il freddo rigore del trattato storico. Primo capitolo, e vertice assoluto, della così detta "trilogia della vita" è un'opera verace che della vita coglie, e celebra, istinti, sapori ed umori con una leggerezza d'animo ed una spontaneità che trova nel sesso il suo massimo tripudio. Contrariamente a quanto alcuni hanno sostenuto, il film ha anche un chiaro messaggio "politico": il sesso è un potente atto di libertà individuale, è l'elemento giocoso e gioioso grazie al quale le classi più umili traggono soddisfazione dalla vita, a discapito del potere moralista uniformante dei nobili e della Chiesa. Ebbe parecchi guai con la censura ma fu un enorme successo di pubblico, originando il così detto genere erotico "boccaccesco" ed una miriade di pessime copie. Pasolini compare anche come attore nei panni di un pittore allievo di Giotto. Dal punto di vista filosofico e filologico è l'esatta antitesi del Salò, opera ultima del regista poeta.

    Immagine ridotta

    Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci

    Ritratto decadente e malinconico, ma incredibilmente sincero, di un'ossessione sessuale che trova senso e compimento in un appartamento vuoto e "chiuso", al riparo dal mondo esterno, dalle sue regole e dai suoi moralismi. L'appartamento del film è un non luogo interiore, in cui morale, ragione e conformismo non possono entrare ma restano chiuse fuori. Qui tutto è possibile e non ci sono nè regole nè buone maniere: i due amanti sono figure archetipe di un mondo istintuale e selvaggio che il mondo cerca di reprimere e tenere nascosto. Ma sono loro ad essere chiusi dentro o è la società ad essere chiusa fuori ? Film scandalo per eccellenza, divenuto (suo malgrado) il simbolo della pedante ottusità della censura, ha dato a Bertolucci la fama mondiale ed ha reso eterni i due amanti, la giovane Schneider ed il vecchio Brando, come tante altre celebri coppie storiche prima di loro. Non sempre equilibrato e non sempre lucido, è un film che vive di vita propria, fatto di eccessi e di scompensi tutti giocati sulla metafora dentro/fuori alla base del suo intimo dilemma. Le parti ambientate "dentro" l'appartamento sono straordinarie per forza espressiva e valenza sovversiva, già solo per le vertigini morali che provocano, e dietro l'apparente volontà provocatrice aleggia sinistro il senso di morte in accordo ad un binomio vecchio quanto l'uomo. Le parti ambientate "fuori" sono meno convincenti, chiaramente ispirate alla Nouvelle Vague che è sempre stata un riferimento per il regista italiano nel suo periodo "Godard". Opera manifesto di un'epoca, densa di contenuti e simbolismi che ancora oggi divide e fa discutere. Memorabili l'interpretazione di Brando, che cannibalizza il film, e le musiche di Gato Barbieri.

    Immagine ridotta

    Malizia (1973) di Salvatore Samperi

    Commedia scollacciata di un regista che pretendeva di essere provocatorio ma inclinava soprattutto alla pruderie, come dimostrarono ampiamente i suoi film successivi. Gli elementi di satira di costume in Malizia sono materiali di riporto delle grandi commedie siciliane di Germi, eppure il film ebbe un successo sensazionale perché solleticava il voyeurismo degli spettatori e le loro fantasie/ricordi di amori ancillari. Ovviamente buona parte del successo fu altresì dovuto alla carica erotica di Laura Antonelli, al top del suo fascino negli anni '70, che grazie a questo film diventò una "campionessa" delle commedie erotiche dell'epoca. Il successo economico del film fu tale che Samperi girò subito un clone analogo, Peccato veniale (1974), naturalmente ancora con la Antonelli, anche questo di buon successo. Nel panorama colorito e di bassa lega della "commedia sexy" all'italiana degli anni '70, costituita in generale da autentici "Z-movies", questo film di Samperi è, probabilmente, il rappresentante di maggior qualità artistica. Da segnalare la sempre splendida ed inconfondibile fotografia di Vittorio Storaro.

    Immagine ridotta

    La bestia (1975) di Walerian Borowczyk

    Rilettura licenziosa del mito della bella e la bestia, sotto forma di dramma erotico che attenua la scabrosità della trama con toni surreali ed inserti onirici estetizzanti che virano nell'idillio panico, a cui si contrappone la bestia che è, al tempo stesso, orrore arcano, desiderio inconfessabile e, quindi, forza liberatrice degli istinti primari. Film profondamente figlio di quegli anni '70 in cui la tendenza all'eccesso e alla provocazione erano il pane quotidiano. Fece scandalo per certe scene indubbiamente forti ma ottenne un buon successo di pubblico ed un discreto consenso dei critici. In Italia fu inopinatamente bollata come pellicola pornografica e destinata ai circuiti "a luci rosse", in cui ben presto emerse la palese incongruenza della scelta. E' forse l'opera più famosa di Borowczyk, regista polacco ossessionato dall'erotismo di derivazione sadiana.

    Immagine ridotta

    Ecco l'impero dei sensi (1976) di Nagisa Oshima

    Disturbante apologo sul sesso inteso come forma estrema di possesso (e, quindi, di potere) e sulla sua prossimità alla morte, se spinto ai limiti. Famoso film scandalo giapponese, evidentemente influenzato da suggestioni sadiane di matrice francese, che ha la forma, simbolica, di un novello manuale delle trasgressioni erotiche. Nonostante le situazioni "scabrose" la messa in scena è algida, asettica, mai compiaciuta, una sorta di ineluttabile rituale rappresentato con elegante distacco, esteticamente più vicino alla pittura che al cinema, confermando l'indubbio talento figurativo del regista Oshima, perennemente attratto dalla sperimentazione sulle immagini. Ed il contrasto tra la rigida "etica" stilistica e la totale amoralità delle situazioni narrate è il punto di forza dell'opera, che ne sancisce l'indubbio status autoriale. In Italia fu massacrato dalla censura e la versione integrale si è resa disponibile solo negli anni '90. E' una tappa obbligata di qualunque itinerario nel cinema erotico d'autore.

    Immagine ridotta

    Caligola (1979) di Tinto Brass, Bob Guccione e Giancarlo Lui

    Truce commistione di sesso, sangue e perversioni attraverso le pagine di Svetonio, riadattate da Gore Vidal, sulla vita del più controverso e feroce imperatore romano. E' passato alla storia come una delle produzioni più travagliate della storia del cinema, con una sarabanda di versioni e vicissitudini giudiziarie: fu girato a Roma nel medesimo set di Cleopatra, rinnegato dallo sceneggiatore Vidal e diretto da Tinto Brass, poi licenziato dal produttore Bob Guccione per evidenti incompatibilità artistiche. Guccione prese in mano il film e stravolse, in fase di montaggio, la versione di Brass con l'aiuto di Giancarlo Lui. Brass fece causa alla produzione e vinse, con il risultato che, in paesi differenti, iniziarono a circolare versioni diverse del film. Fatto a pezzi dalla censura italiana, con condanna a 4 mesi per uno dei produttori e distruzione di tutte le copie, uscì nuovamente nel 1984 con un altro titolo (Io, Caligola) ed una ennesima versione, di lì a poco anch'essa sequestrata. La versione più vicina a quella integrale è disponibile in home video in lingua inglese con una durata di 156 minuti, mentre in Italia continua a circolare la release del 1984 di 86 minuti. Nonostante il grande cast (Malcolm McDowell, Peter O'Toole, Helen Mirren, Maria Schneider poi sostituita da Teresa Ann Savoy) ed alcune collaborazioni eccellenti (Danilo Donati alle scenografie) il film, in qualsivoglia versione, è una fiera malsana di kitsch, violenza e depravazione, con un accento greve incline all'erotismo "godereccio", alla maniera di Brass. Un vero peccato perchè alcune trovate visive sono geniali e, in altre mani, se ne poteva trarre un film migliore, pari all'ambizione iniziale. Per nostalgici dello stracult proibito di casa nostra.

    Immagine ridotta

    Betty Blue (1986) di Jean-Jacques Beineix

    Melodramma erotico a tinte forti che racconta le stagioni di un amore con registri e toni cromatici diversi, passando dal fiammeggiante al plumbeo, dal sensuale al tragico. Nonostante qualche eccesso e qualche schematismo è accattivante, conturbante e struggente proprio come la sua protagonista, una Béatrice Dalle bravissima e bellissima. Grande successo di pubblico e critica in Francia dove è uscito con il ben più suggestivo titolo 37°2 le matin, ovvero la temperatura corporea media di una donna incinta al momento del risveglio. Dal punto di vista emotivo è un'esperienza intensa ed indimenticabile.

    Immagine ridotta

    9 settimane e 1/2 (1986) di Adrian Lyne

    Erotico di culto degli anni '80, di cui incarna fedelmente il rampantismo spudorato degli yuppies, è una storia di sesso sfrenatamente libertina costruita con sagacia, attraverso immagini patinate (secondo lo stile del regista), un ritmo incessante, una soundtrack di grande impatto e due protagonisti di indubbio appeal. Rourke, all'apice del suo fascino maledetto, non può che ammirare estasiato, come tutti noi, la sensualità straripante di Kim Basinger, la cui malia erotica inonda lo schermo. L'erotismo psicologico, ben più sottile e conturbante, insito nella storia viene cannibalizzato dalla frenesia affabulatrice del mostrare, tipica dell'imbonitore Lyne. Ma la sequenza dello striptease è memorabile. You can leave your hat on ...

    Immagine ridotta

    Légami! (1990) di Pedro Almodóvar

    Commedia erotica frizzante che nasconde un'anima drammatica sotto una coltre irriverente. Il "ragazzaccio" di Ciudad Real si diverte a tratteggiare personaggi teneri e cinici, verso cui si può provare empatia e disgusto allo stesso tempo, ma il suo chiaro intento polemico è quello di dissacrare il tranquillizzante conformismo dei così detti "normali" nel rapporto di coppia. Attraverso una varietà di toni e di registri narrativi, tra situazioni estreme e sprazzi di humour nero, il film assume i connotati di una parabola onirica sull'appagamento ossessivo dei desideri. E, come sempre, quando Almodovar riesce a limare i suoi eccessi, come nella prima parte, il piacere dello spettatore è garantito. Incisiva colonna sonora di Ennio Morricone.

    Immagine ridotta

    L'amante (1991) di Jean-Jacques Annaud

    Dal celebre romanzo di Marguerite Duras, Annaud, di nuovo alla prese con un adattamento eccellente, ha tratto un film visivamente imponente (favorito dalla bellezza degli scenari naturali e dalle atmosfere vintage) ma debolmente convenzionale nella rappresentazione della tensione erotica tra l'inesperta "lolita" francese e l'agiato playboy cinese. Infatti il regista francese sceglie un approccio più diretto e carnale nel raccontare la relazione sessuale tra i due amanti, rispetto alle pagine della Duras, finendo per stonare con la pomposa raffinatezza dello stile. Eppure, visti i due attori protagonisti, perfetti nei rispettivi ruoli, c'erano tutte le premesse per un film di maggiore personalità.

    Immagine ridotta

    Basic Instinct (1992) di Paul Verhoeven

    Thriller pruriginoso, improbabile nell'intreccio ed interamente costruito su un artefatto sensazionalismo che cerca di giocare con lo spettatore con continui maldestri ribaltoni per nascondere quello che, invece, è chiaro fin dall'inizio. Verhoeven ha la mano pesante e si vede: molta carne a cuocere (in tutti i sensi) ma l'erotismo è ben altra cosa. Però Sharon Stone è bravissima, oltre che bellissima, e la scena dell'accavallo vale più del resto del film per la beffarda tensione erotica che riesce a costruire.

    Immagine ridotta

    Crash (1996) di David Cronenberg

    Ennesima declinazione, in forma perversa e disturbante, del mito di Eros e Thanatos. Quest'opera estrema, controversa già per concezione, potente e agghiacciante, bellissima e terribile, costituisce il punto di non ritorno della poetica di Cronenberg sull'esplorazione della mente umana e sulla mutazione della carne. Mutazione che qui assume, simbolicamente, la forma "metallica" della carrozzeria di un automobile, dilaniata da un incidente, una sorta di prolungamento meccanico del prorio io disturbato alla ricerca disperata del piacere. Si può odiare questo film ma non se ne può negare l'alta valenza simbolica, il fascino oscuro e la capacità di indagare con feroce lucidità mondi sotterranei che la gente "normale" sceglie di non vedere. Nel suo delirio masochista di morte e perversione è una delle opere di maggiore impatto degli anni '90. O si sale a bordo o si scende, nessun compromesso è possibile.

    Immagine ridotta

    Eyes Wide Shut (1999) di Stanley Kubrick

    Opera ultima, e controversa, di uno dei massimi Maestri della settima arte, Stanley Kubrick, improvvisamente scomparso pochi mesi prima dell'uscita del film. E' liberamente tratto da Traumnovelle (1925), in italiano Doppio Sogno, di Arthur Schnitzler, scoperto da Kubrick attraverso il regista Max Ophuls, da lui molto ammirato, che aveva tratto La ronde dall'opera dello scrittore austriaco. In Traumnovelle Schnitzler, ispirandosi alle teorie rivoluzionarie del suo contemporaneo Freud, afferma il valore del sogno come momento supremo di manifestazione dell'inconscio, nel quale si spezzano le catene delle convenzioni, della morale e dei falsi perbenismi. Il grande merito di Schnitzler fu quello di cogliere e raccontare, nell'arte, le incoffessabili pulsioni sessuali (anche quelle più estreme) della sua società repressa. Eyes Wide Shut, come Traumnovelle, si svolge in un'atmosfera da sogno e questo spiega la vicenda straniante, le sue situazioni improbabili, il senso di minaccia incombente ma etereo, i personaggi conturbanti, la tentazione sempre dietro l'angolo, il mistero che sembra avvolgere tutto. E tutto sotto l'ala "protettrice" delle teorie di Freud che vedono il sogno come un momento di libertà e di autentica rivelazione dell'inconscio. Quindi il film di Kubrick è tutto un sogno, o meglio un sogno ad occhi aperti, come il titolo stesso dice chiaramente. Kubrick, nella sua trasposizione dalla Vienna post asburgica alla New York moderna (il maggiore simbolo della decadenza dei nostri tempi), rimpiazza la grande valenza provocatoria del racconto origine con un erotismo audace, ma algido. Da cui la scelta della Kidman, simbolo vivente della bellezza fredda e "distante". Senza rinunciare a mostrare o a suggerire, Kubrick rimane alquanto fedele a Traumnovelle, adattando il tutto ad una diversa percezione delle cose imposta dalla differenza di epoca storica. Ecco quindi i desideri segreti, il sesso mercificato, le maschere che coprono le convenzioni sociali o il compromesso di falsità su cui si basa il quotidiano rapporto di coppia. Ma va anche detto che se Traumnovelle è un racconto breve e semplice nella struttura, Eyes Wide Shut è un apologo potente, enorme e sontuosamente impaginato. E' così denso di richiami culturali, implicazioni psicanalitiche, sociali ed antropologiche che ad ogni visione successiva se ne possono cogliere aspetti nuovi e diversi. Le dicerie sorte intorno alla lavorazione di questo film e la prematura morte del regista ne hanno aumentato l'aura misteriosa, santificandolo a prescindere. Di certo non è il miglior Kubrick ma è la degna conclusione di una carriera straordinaria.

    Immagine ridotta

    Y tu mamá también (2001) di Alfonso Cuarón

    Road movie che attraversa un Messico selvaggio e bellissimo, vitale e desolato, proprio come questo film di Cuarón che celebra, attraverso eccessi e trasgressioni, la fine dell'adolescenza ma anche la caducità della vita. La consueta metafora del viaggio come percorso spirituale si accosta alla vicenda di due amici adolescenti (Julio e Tenoch), in piena tempesta ormonale, che accompagnano la bella Louisa, trentenne infelicemente sposata, verso una fantomatica località balneare che neanche loro conoscono. L'intento dei due ragazzi è chiaro ma le dinamiche del viaggio riserveranno qualche sorpresa. Un film duro, a tratti greve, ma che disegna uno spaccato realistico delle inquietudini giovanili senza la pretesa di lanciare messaggi o di fornire risposte per un cinema "nudo e crudo" dal retrogusto amaro.

    Immagine ridotta

    Shame (2011) di Steve McQueen

    Ritratto disperato di un "sex addict" dalla doppia vita: di giorno professionista impeccabile ed elegante, di notte consumatore compulsivo di sesso sfrenato in tutte le sue forme: reale, virtuale, mercenario, occasionale. Michael Fassbender è bravissimo a dar vita a questo personaggio torbido e tormentato, pieno di pulsioni nascoste e divorato sia dal fuoco della libido che dal senso di colpa: la vergogna del titolo. Un personaggio ruvido ed ambiguo, per il quale l'irruzione nella routine quotidiana della sorella, fragile e vitale, sarà l'elemento scatenante di una serie di "cambiamenti". Il regista Steve McQueen sceglie ancora una volta una situazione sordida ed opprimente (con evidenti echi di Bret Easton Ellis) e la porta in scena con uno stile tanto freddo quanto ricercato, lasciando agli attori il compito di trasmettere le "emozioni" al pubblico. E' un ritratto sconsolante dell'opulenta società occidentale, dedita all'edonismo, in preda al disvalore e consumata dalla solitudine esistenziale. Il sesso è qui inteso come un atto meccanico, disperato, agghiacciante. E' meno potente del precedente Hunger ma ugualmente scioccante.





    pace e bene
    "In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo, nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival." (Bud Spencer)

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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2014 (1° semestre)

    Goal! Goal! Tardelli!

    Sono davvero contento di aver portato a casa questa strana manche, anche se accade in un momento delicatissimo per la mia carriera cinematografica

    Però mi avete convinto, dopo una vittoria così sul filo del rasoio, non posso non provare a proporne una mia. Davvero non avrei mai pensato di poter vincere, soprattutto per come era cominciata. Ma tant'è
    Insomma, proverò a inventarmi qualcosa, ma non vi prometto niente prima di domani.
    Dovrei anche chiedervi un paio di cose. Per esempio, a quanto ho capito imageshack non lo utilizzate più. Che sito potrei utilizzare per caricare i frame?

    E grazie a Strider per questa fantastica griglia, questa volta ti sei sbizzarrito più del solito

  4. #3923
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2014 (1° semestre)

    Citazione Originariamente scritto da Lizard Vedi messaggio
    Insomma, proverò a inventarmi qualcosa, ma non vi prometto niente prima di domani.
    va bene anche lunedì, di solito nel weekend non gioca nessuno al cinequiz

    Citazione Originariamente scritto da Lizard Vedi messaggio
    Dovrei anche chiedervi un paio di cose. Per esempio, a quanto ho capito imageshack non lo utilizzate più. Che sito potrei utilizzare per caricare i frame?
    io adesso sto usando questo:

    imgur

    e mi trovo abbastanza bene

    non so se lo sai ma da tempo c'è l'incubo di Google Search by Image che, data un'immagine, ti trova i siti in cui compare e quindi sgama molti frame dei nostri quiz

    sarebbe meglio postare frame "puliti" ovvero a prova di Google anche se qui nessuno di noi imbroglia

    fa' con calma, noi non andiamo di fretta
    "In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo, nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival." (Bud Spencer)

  5. #3924
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2014 (1° semestre)

    ciao

    purtoppo per causa impegni mi son persa la fase finale della griglia di Stridy

    faccio tanti complimenti a Lizard che ha vinto alla grande anche se di poco


    aspettiamo tutti la tua manche adesso

    buon weekend

  6. #3925
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    Ok, vada per lunedì Magari riesco anche prima.
    In quanto a google, basta controllare se risulta lì o ci sono anche altri siti appositi?

  7. #3926
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    Ti dico che google è più che sufficiente Vedrai che nervoso

  8. #3927
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    bravo Lizard e grazie a Fox,sempre interessanti le tue griglie e i tuoi cinecommenti :-)

  9. #3928
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    Citazione Originariamente scritto da Mnemosyne Vedi messaggio
    Ti dico che google è più che sufficiente Vedrai che nervoso
    Ho fatto un paio di tentativi adesso.. che scocciatura

  10. #3929
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    felicissimo per Lizard

    io ho timbrato solo il cartellino, poi non ci ho pensato più su perché avevo il timore che se disgraziatamente fosse accaduto quanto da poco successomi nel geoquiz se mai fosse capitato anche di qua mi sarebbe rugato ancor di più il non poter mettere in piedi niente...

    Citazione Originariamente scritto da Stridy
    In Italia fu massacrato dalla censura e la versione integrale si è resa disponibile solo negli anni '90.
    ce l'ho! ce l'ho!

     




    Citazione Originariamente scritto da shiny
    Di "Betty Blue" una delle cose che è rimasta è senz'altro la musica di Gabriel Yared
    ce l'ho! ce l'ho!

     




    (che poi quest'ultimo insieme a quello di Buñuel lo usai nella griglia delle "Femmes Fatales" )


  11. #3930
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2014 (1° semestre)

    Guarda, io a un certo punto ho detto basta e di google me ne frego: a volte trova frame insignificanti, mentre quelli importanti sembra ignorarli, misteri dell'informatica e dell'indicizzazione.

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