Ascoltando la storia di Federico Perna il pensiero va subito a Stefano Cucchi, in quanto anche Federico è morto nelle mani dello stato, ossia quello stato che avrebbe dovuto punirlo per la sua pena ma anche curarlo.
Questo ragazzo, della provincia di Latina e tossicodipendente da 14 anni, aveva accumulato tutta una serie di condanne che lo avrebbero tenuto dentro fino al 2018.
Era però malato di cirrosi epatica e di epatite C ed era rimbalzato in tutta una serie di carceri ed era finito a Poggioreale in una cella di undici metri quadrati ed è lì che è morto l'8 novembre, dopo una settimana che sputava sangue in circostanze ancora tutte da chiarire.
La madre dice Mio figlio non doveva stare in carcere. Lo scorso anno, attraverso il nostro avvocato, Camillo Autieri, abbiamo presentato tre referti di medici legali e primari ospedalieri e abbiamo chiesto l’incompatibilità carceraria. Ma le istanze sono state tutte rigettate dai magistrati di sorveglianza”.

“Ora abbiamo fatto richiesta per conoscere le motivazioni”, conferma il legale. Per tenere buono Federico in cella, denuncia la famiglia, gli venivano somministrate pesanti dosi di psicofarmaci e tranquillanti.
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