Avevamo sentito di attacchi massicci, rivolti contro altri social network, contro l'Associated Press, contro il New York Times, tutti siti che potevano contare su migliaia di utenti o "followers".
Ora la stessa Alpitour ha comunicato ai suoi 120.000 "amici" su Facebook che la sua pagina è stata violata e sono stati aggiunti annunci malevoli, che possono aprire la strada a malware in grado di penetrare nei computer degli utenti ed impadronirsi di dati importanti, tipo le credenziali di accesso o il numero di codice della carta di credito.
L'attacco sarebbe iniziato la sera dell'11 settembre e per prima cosa i malintenzionati si sarebbero impadroniti delle credenziali degli amministratori del profilo.
Tutti, soprattutto, sono d'accordo sul fatto che il fenomeno degli attacchi alle grandi aziende sia solo all'inizio, come conferma il +900% del 2012 rispetto al 2011; trend in via di conferma anche quest'anno.

Così la pensa ad esempio Andrea Zapparoli Manzoni, esperto di riferimento del Clusit, l'associazione italiana per la sicurezza informatica, per i social network: "Questa dinamica di attacco - ha detto l'esperto all'Ansa - , che sfrutta la notorietà di un marchio famoso per colpire i suoi utenti, si sta diffondendo sempre più per la sua relativa facilità e per gli alti guadagni che consente ai cyber criminali, ed interessa ormai anche l'Italia".
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