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Discussione: L'Angolo del Cinefilo - 2013 (2 semestre)

  1. #3261
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2013 (2 semestre)

    wrong, non ti preoccupare, qui possiamo aspettare

    se anche non dovessi farcela per domani non abbiamo fretta

    nuovo giro di aiuti, dovrebbe essere quello decisivo





     




    per coloro che hanno la vista corta (come me ) eccovi il link all'immagine originale

    LINK



    qundi vi ricordo che:


    1) max. 3 tentativi a testa prima del mio nuovo intervento

    2) max. 4 film indovinati da ogni utente, dopo di che scatta la "panchina"

    3) sono tutti film diretti da un attore o meglio un attore che ha fatto anche il regista


    ok?




    occhio agl indizi!


     

    - tutti i film della griglia sono diretti da registi diversi
    - tutti i registi sono di sesso maschile
    - non ci sono film diretti da Orson Welles, Clint Eastwood o Woody Allen
    - i registi di D5 e di E2 sono stati "nominati" nei tentativi errati
    - i film A2 ed E2 hanno diversi collegamenti tra di loro


    A2 - premiato ad un importante festival europeo/no USA/candidato a 4 Oscar/genere storico-biografico/regista (che qui anche attore protagonista) vincitore di Oscar in carriera

    E2 - coproduzione internazionale/la figura che si vede nel frame non un essere umano/anni '90/film pluricandidato agli Oscar/regista (che qui anche attore protagonista) pluricandidato agli Oscar in carriera




    Non ci sono titoli giusti nominati in posizione sbagliata (sono proprio del tutto errati)

     

    A Beautiful Mind
    A Dangerous Method
    Amore all'ultimo morso
    Appaloosa
    Argo
    Assassination Tango
    Attack the Block - Invasione aliena
    Balla coi lupi
    Braveheart
    Charlot - Chaplin
    Codice d'onore
    Confessioni di una mente pericolosa
    Dogma
    Dracula - Morto e contento
    Frailty - Nessuno al sicuro
    Frankenstein di Mary Shelley
    Gente comune
    Gli spietati
    Grido di libert
    Harlem Nights
    Hoffa: santo o mafioso?
    I due volti della vendetta
    Il mio grosso grasso matrimonio greco
    In mezzo scorre il fiume
    Innamorati Cronici
    Into the wild
    Io e Annie
    John Rambo
    L'uomo che sussurrava ai cavalli
    L'uomo senza volto
    La stanza del figlio
    Le idi di marzo
    Le tre sepolture
    Leoni per agnelli
    Lo straniero senza nome
    Mac
    Match Point
    Million dollar baby
    Mr. Beaver
    Music Graffiti (That thing you do!)
    Mystic River
    Noi credevamo
    Non ti muovere
    Per sesso o per amore?
    Potere Assoluto
    Quarto potere
    Sorgo rosso
    The great debaters - Il potere della parola
    The Town
    Un eroe borghese
    Uomini e topi
    Vallanzasca - Gli angeli del male


     

    A1 - Easy Rider (1969) di Dennis Hopper (Key)
    A3 - Dead Man Walking - Condannato a morte (1995) (wrongway)
    A4 - La prima volta di Jennifer (1968) di Paul Newman (wrongway)
    A5 - Ogni cosa illuminata (2005) di Liev Schreiber (Lizard)
    B1 - La promessa (2001) di Sean Penn (Key)
    B2 - Apocalypto (2006) di Mel Gibson (Nikita)
    B3 - Lama tagliente (1996) di Billy Bob Thornton (wrongway)
    B4 - Romance & Cigarettes (2004) di John Turturro (Nikita)
    B5 - La battaglia di Alamo (1960) di John Wayne (Shiny)
    C1 - La morte corre sul fiume (1955) di Charles Laughton (Key)
    C2 - Terra di confine - Open Range (2003) di Kevin Costner (wrongway)
    C3 - Interview (2008) di Steve Buscemi (Shiny)
    C4 - Good Night, and Good Luck. (2005) di George Clooney (Mnemo)
    C5 - Quiz Show (1994) di Robert Redford (wrongway)
    D1 - Gone Baby Gone (2007) di Ben Affleck (wrongway)
    D2 - Reds (1981) di Warren Beatty (wrongway)
    D3 - Zona di guerra (1998) di Tim Roth (wrongway)
    D4 - Pollock (2000) di Ed Harris (Nikita)
    D5 - Romanzo criminale (2005) di Michele Placido (Key)
    E1 - La guerra dei Roses (1989) di Danny DeVito (Key)
    E3 - Tourne (2010) di Mathieu Amalric (Nikita)
    E4 - Viaggio in Inghilterra (1993) di Richard Attenborough (wrongway)
    E5 - Bronx (1993) di Robert De Niro (Nikita)



    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

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  3. #3262
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2013 (2 semestre)

    Mah... ho spulciato un po' e non trovo corrispondenze

    1) E2 - Hamlet (1996)

  4. #3263
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    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    1) E2 - Hamlet (1996)
    esatto!

    la figura "non umana" che si vede nel frame lo spettro del padre di Amleto quando appare a suo figlio

    adesso manca solo A2, il pi difficile, ero sicuro che sarebbe rimasto per ultimo

    per, con gli aiuti che ho dato, e ragionando anche sulla connessione con la E2 appena svelata, non dovrebbe essere difficile arrivare alla soluzione

    questo post non azzera il counter

    'notte
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  5. #3264
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    salve



    1) A2 - Enrico V (1944)

  6. #3265
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    Les jeux sont faits !!!




    Citazione Originariamente scritto da Nikita Vedi messaggio
    1) A2 - Enrico V (1944)
    esatto!

    dunque tocca a Niki indovinare il titolo pi difficile della griglia, il capolavoro di Laurence Olivier

    le connessioni tra l'Enrico V di Olivier e l'Hamlet di Branagh sono tante ed evidenti

    1) sono entrambi tratti da tragedie di Shakespeare
    2) sono del medesimo genere, tragedia storica
    3) sono entrambi film britannici, il secondo in coproduzione
    4) Branagh, considerato dai pi l'erede di Olivier, ne ha fatto un "remake" (come regista e protagonista) nel 1989
    5) Invece Olivier ha fatto la sua versione di Amleto nel 1948 (regista e protagonista) con la quale ha vinto l'Oscar come attore
    6) Branagh ha interpretato Olivier nel recente Marilyn (2011) di Simon Curtis


    ci risentiamo pi tardi, nella pausa pranzo, per aggiornamenti finali, punteggi e commenti ai film della griglia

    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  7. #3266
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    eccomi a voi

    ecco la griglia finale:




    ecco i titoli indovinati:

    A1 - Easy Rider (1969) di Dennis Hopper (Key)
    A3 - Dead Man Walking - Condannato a morte (1995) (wrongway)
    A2 - Enrico V (1944) di Laurence Olivier (Nikita)
    A4 - La prima volta di Jennifer (1968) di Paul Newman (wrongway)
    A5 - Ogni cosa illuminata (2005) di Liev Schreiber (Lizard)
    B1 - La promessa (2001) di Sean Penn (Key)
    B2 - Apocalypto (2006) di Mel Gibson (Nikita)
    B3 - Lama tagliente (1996) di Billy Bob Thornton (wrongway)
    B4 - Romance & Cigarettes (2004) di John Turturro (Nikita)
    B5 - La battaglia di Alamo (1960) di John Wayne (Shiny)
    C1 - La morte corre sul fiume (1955) di Charles Laughton (Key)
    C2 - Terra di confine - Open Range (2003) di Kevin Costner (wrongway)
    C3 - Interview (2008) di Steve Buscemi (Shiny)
    C4 - Good Night, and Good Luck. (2005) di George Clooney (Mnemo)
    C5 - Quiz Show (1994) di Robert Redford (wrongway)
    D1 - Gone Baby Gone (2007) di Ben Affleck (wrongway)
    D2 - Reds (1981) di Warren Beatty (wrongway)
    D3 - Zona di guerra (1998) di Tim Roth (wrongway)
    D4 - Pollock (2000) di Ed Harris (Nikita)
    D5 - Romanzo criminale (2005) di Michele Placido (Key)
    E1 - La guerra dei Roses (1989) di Danny DeVito (Key)
    E2 - Hamlet (1996) di Kenneth Branagh (Shiny)
    E3 - Tourne (2010) di Mathieu Amalric (Nikita)
    E4 - Viaggio in Inghilterra (1993) di Richard Attenborough (wrongway)
    E5 - Bronx (1993) di Robert De Niro (Nikita)


    ed ecco i punteggi finali:

    wrongway --> 9 caselle + poker = 18 + 7 = 25 punti
    Key --> 5 caselle + tris = 15 punti
    Nikita --> 6 caselle = 12 punti
    Shiny --> 3 caselle = 6 punti
    Lizard --> 1 casella = 2 punti
    Mnemo --> 1 casella = 2 punti


    il vincitore della manche wrong a cui spetta il timone della prossima, quando vuoi


    ed infine il mio commento ai 25 film della griglia, per chi fosse interessato:

     

    Immagine ridotta

    Enrico V (1944) di Laurence Olivier

    Capolavoro di Olivier, qui in doppia veste di regista e attore protagonista, che si ispira alla tragedia di Shakespeare ambientata durante la Guerra dei Cent'anni tra Inghilterra e Francia. E' un'opera maestosa e solenne a due livelli scenici: alterna infatti le preziose immagini in interni, in un teatro dove si rappresenta l'Enrico V, alle grandiose scene in esterni nella campagna francese. Insuperabile per tono epico, grandezza della visione e senso dello spettacolo. La magia del colore in technicolor conferisce un vigore espressivo ed eroico che ha fatto epoca, cos come sono straordinarie scenografie, musiche e costumi. Ebbe 4 nominations ma vinse solo un Oscar "speciale" per il suo demiurgo. E', probabilmente, il pi grande film britannico mai realizzato. Rifatto nell'89 da Kenneth Branagh, "scudiero" naturale di Olivier, in una versione pi esigua, ruvida e oscura.


    Immagine ridotta

    La morte corre sul fiume (1955) di Charles Laughton

    Un gioiello purtroppo misconosciuto ma trattasi di capolavoro. Sapientemente diretto dall'attore Charles Laughton, alla sua prima ed unica regia, un thriller affilato che vira nella favola horror di onirica atmosfera e di raffinata suggestione. Omaggia (e rilegge) l'espressionismo tedesco, con alcune sequenze visionarie di enorme fascino simbolico, e critica apertamente il fanatismo religioso di certi strati sociali statunitensi. Memorabile interpretazione di Robert Mitchum che d vita ad uno dei migliori villain cinematografici di sempre. Film di culto per cinefili, fu un clamoroso, quanto immeritato, flop commerciale.


    Immagine ridotta

    La battaglia di Alamo (1960) di John Wayne

    Kolossal Western prodotto, diretto e interpretato dall'icona John Wayne che vide in questo progetto la summa di una carriera fondata sulla mitologia dell'eroismo edificante. E' un film agiografico, manicheo e capzioso nella rilettura romanzata ed unilaterale della storia ma ha il respiro potente della grande avventura epica e le imponenti scene di battaglia sono, ancor'oggi, un grande spettacolo cinematografico. Non aggiunse nulla all'epopea della vecchia frontiera e fu un totale disastro commerciale. Resta per una tappa obbligata per i fans di Wayne e del western oleografico dell'epoca d'oro. Vinse un oscar per il sonoro su 7 nomination.


    Immagine ridotta

    La prima volta di Jennifer (1968) di Paul Newman

    Buon esordio registico di Paul Newman che dirige la moglie, Joanne Woodward, in questo psico-dramma acuto e raffinato tratto da un romanzo di Margaret Laurence. Il film, interamente costruito sulla buona performance della Woodward, un intenso inno all'individualismo ed all'affermazione di s a discapito delle impaccianti convenzioni sociali, familiari e psicologiche, sulla scia dei movimenti "liberal" del suo tempo.


    Immagine ridotta

    Easy Rider (1969) di Dennis Hopper

    Film mito, manifesto di una generazione di sognatori disperati, un viaggio epico e malinconico verso la libert, della quale diventa inno accorato e definitivo. L'alienato Hopper dirige con piglio sicuro un cast sontuoso (Peter Fonda, Jack Nicholson, Karen Black ed il regista stesso) in questo road movie in cui l'incanto dei paesaggi si contrappone al disagio interiore ma incornicia la tensione spirituale. Il viaggio dei riders verso il colorato Carnevale di New Orleans quello di un'intera generazione verso il proprio (crudele) destino. L'evidente sottotesto "politico", seppur di grana grossa, ha la forza selvaggia di un'ammaliante utopia. Premiato a Cannes come migliore opera prima, la visione di un sognatore (sconfitto) dedicata ai sognatori.


    Immagine ridotta

    Reds(1981) di Warren Beatty

    Basato sul racconto autobiografico I dieci giorni che sconvolsero il mondo del giornalista John Reed, americano comunista, ne narra l'ultimo periodo di vita sullo sfondo sanguinoso della "Rivoluzione d'ottobre" in Russia. Abilmente diretto dal suo protagonista, Warren Beatty, in piena guerra fredda, ammirevole per obiettivit di cronaca e dovizia della ricostruzione. La forza incendiaria delle idee rivoluzionarie che travolsero la Russia (e il mondo) si specchia nella burrascosa storia d'amore tra Reed e la Bryant (Diane Keaton). Film a volte disomogeneo ma sempre lucidamente onesto e assai potente nell'epilogo russo. Su 12 nomination agli Oscar 1982 vinse 3 premi: Beatty alla regia, Stapleton attrice non protagonista e la fotografia del nostro grande Vittorio Storaro.


    Immagine ridotta

    La guerra dei Roses (1989) di Danny DeVito

    Divertente commedia nera, tratta dal romanzo omonimo di Warren Adler, e diretta dall'inquieto DeVito che si ritaglia anche il ruolo di serafico narratore di questo melodramma coniugale iper-realista che sfocia nel grottesco. Bravi e magnetici i due protagonisti, Michael Douglas e Kathleen Turner, che assecondano con pugnace tensione il disegno del regista. A un certo livello il film pu essere letto come un perfido epitaffio dello yuppismo anni '80. Grande successo di pubblico.


    Immagine ridotta

    Viaggio in Inghilterra (1993) di Richard Attenborough

    Melodramma tenue, autunnale e sussurato, liberamente tratto da un racconto autobiografico del personaggio protagonista, lo scrittore C.S. Lewis (Hopkins). Prima di diventare un film per il cinema fu anche un'opera teatrale ed uno sceneggiato televisivo. L'austero Attenborough eredita l'impianto teatrale e lavora per sottrazione nel tratteggiare questa storia d'amore con pregevole confenzione estetica. Sembra un film alla maniera di Ivory per direzione, atmosfere e cast.


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    Bronx (1993) di Robert De Niro

    Scritto dall'attore Chazz Palminteri, che partecipa anche al film, diretto e interpretato da De Niro, un racconto di formazione, violento e teso, sulla realt di strada dei quartieri italo-americani di New York che il regista conosce alla perfezione. Il piccolo Calogero, italo-americano del Bronx, deve scegliere tra l'esempio quotidiano del padre, onesto lavoratore, e quello del boss locale, che lo tenta con le chimere di una vita facile ma sotto l'egida del crimine. Malgrado l'evidente intento moralistico ha la sua forza in un cast notevolmente ispirato in cui spiccano Palminteri ed il giovane protagonista, Lillo Brancato da Bogot, italiano d'adozione.


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    Quiz Show (1994) di Robert Redford

    Ritratto compito e puntiglioso di un'America ingenua ed ottimista, prossima ad un brusco risveglio per la fine del Sogno a lungo cullato. Diretto da Redford in maniera garbata ed edificante, si avvale di un cast ( John Turturro, Ralph Fiennes) perfettamente funzionale alla vicenda narrata. Lo scandalo del famoso quiz televisivo "Twenty-One" negli anni '50, truccato per favorire i concorrenti di maggiore appeal, caus una notevole crepa sul candido muro dell'America, terra delle opportunit. Il tono forse troppo pacato per un'opera di denuncia civile ma la ricostruzione storica di esemplare accuratezza. Bello ma non sufficientemente incisivo.


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    Dead Man Walking - Condannato a morte (1995) di Tim Robbins

    Film a tesi che ribadisce, ribaltandolo, l'occhio per occhio alla base del giustizialismo americano attraverso una semplice equazione logica: se terribile e disumana fu la colpa, altrettanto lo sar il castigo attraverso un omicidio legalizzato. L'attore Tim Robbins dirige con mano sicura questo dramma carcerario che scava nel profondo delle coscienze, attraverso il rapporto umano tra una suora (Susan Sarandon), che assiste spiritualmente un condannato a morte (Sean Penn) negli ultimi giorni del suo tragico percorso. La repulsione e la diffidenza iniziale divengono comprensione e piet di fronte all'orrore ineluttabile del castigo. Il finale, girato in modo documentaristico, il culmine del crescendo emotivo ed intende provocare lo shock nello spettatore: obiettivo raggiunto attraverso la minuziosa esibizione del barbaro rituale di cui nulla ci viene risparmiato. Dal punto di vista recitativo un film impeccabile, i due protagonisti sono perfetti e la Sarandon fu premiata con l'Oscar. Per il pur nobile intento didascalico, perseguito con cinica ferocia visiva, penalizza non poco la libert espressiva e quindi il valore artistico dell'opera. Da mostrare ai sostenitori della pena capitale.


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    Hamlet (1996) di Kenneth Branagh

    Tra i film dell'attore regista britannico questo era senza dubbio il pi inevitabile. Progetto enorme, sentito ed ambizioso per un film fiume di 4 ore che riporta sullo schermo (per la prima volta in questo modo) il testo integrale della pi famosa tragedia di Shakespeare. L'adesione alla prosa del bardo totale in un'operazione di pedissequa "venerazione" ma, dal punto di vista formale, Branagh attua un'autentica e coraggiosa rivoluzione utilizzando una messa in scena energica, frenetica, coloratissima, con i tempi di un action movie ed una costante oscillazione tra pessimo e sublime. Il risultato un film eccessivo, diseguale, spesso incerto e con cadute di stile, ma tracimante di personalit e di esuberanza visiva che, nei momenti pi riusciti, non pu lasciare indifferenti. Cast imponente in cui, pi dell'Amleto ossigenato di Branagh, spicca la sensuale Ofelia di Kate Winslet. Tutto si pu dire di Branagh, istrione forsennato sulle orme di Shakespeare e di Olivier, ma non che manchi di coraggio o di carattere. Con tutti i suoi difetti un film da vedere, anche solo per motivi didattici.


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    Lama tagliente (1996) di Billy Bob Thornton

    Intenso "elogio" della follia in una storia cruenta e disperata di un'America di anime dannate, provinciale e cinica, che ha barattato la sua innocenza con l'utopia consumistica. In questo scenario di degrado morale, illustrato con asciutto rigore dal bravissimo Billy Bob Thornton (regista, attore e punta di diamante del cinema indipendente d'oltre oceano), gli unici che ancora conservano la purezza interiore sono i semplici o i "diversi". Il rapporto che si instaura tra il ritardato Karl, rimesso in libert dopo un orribile delitto familiare, ed il piccolo Wheatley di quelli che scaldano il cuore, sinceramente e senza alcun moralismo di maniera. Film splendido, da non perdere, incredibilmente misconosciuto, che conferma che la qualit del cinema USA risiede ormai nelle opere "indipendenti". Premiato con un Oscar alla sceneggiatura per il poliedrico Thornton.


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    Zona di guerra (1998) di Tim Roth

    Oscuro dramma familiare diretto senza enfasi, ma asetticamente e con sorprendente maturit espressiva, da Tim Roth che porta in scena temi scabrosi e disturbanti quali incesto e pedofilia. E' un film tetro, crudele, a tratti insostenibile, sebbene la maggior parte delle scene scioccanti siano "fuori fuoco". L'estrema durezza del contenuto, che provoca inevitabili vertigini morali anche nel pubblico pi scafato, sublimata, almeno in parte, dalla mancanza di morbosit (giusta la scelta di mostrare il film attraverso gli occhi dell'adolescente Tom, uno dei figli della sfortunata famiglia) e dall'evidente sguardo pietoso del regista nei riguardi delle vittime (similmente a quanto avviene nel Sal di Pasolini). La "war zone" del titolo non un luogo geografico ma un inferno interiore, una discesa negli abissi pi tenebrosi dell'animo umano. Il film un autentico pugno allo stomaco, chiaramente sconsigliato ai pi sensibili. Da segnalare nel cast una dolente e dimessa Tilda Swinton ed un luciferino Ray Winstone nello scomodo ruolo del padre orco.


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    Pollock (2000) di Ed Harris

    Accurata biografia sul geniale e controverso pittore americano, Jackson Pollock, divenuto famoso per la tecnica astratta chiamata action painting, mediante la quale la pittura viene gettata quasi "casualmente" sulla tela attraverso un'enfatizzazione fisica dell'atto stesso. Straordinario il lavoro fatto da Harris, sia come regista che come attore, per calarci totalmente nell'universo di quest'artista tanto creativo quanto tormentato. Coinvolgente il realismo nelle scene di pittura e nel fervido rapporto con l'amata Lee Krasner (Marcia Gay Harden, premiata con l'Oscar), autentica musa ispiratrice dell'arte di Pollock. Il film ha contribuito ad accendere i riflettori sull'artista, non molto conosciuto in Europa.


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    La promessa (2001) di Sean Penn

    Diretto da Sean Penn e tratto dal romanzo omonimo di Friedrich Drrenmatt, con l'azione trasportata dalla Svizzera alle montagne del Nevada, un thriller anomalo e trattenuto, ben confenzionato e splendidamente recitato dal mostro sacro Nicholson, che quando tiene a freno il suo innato istrionismo garanzia assoluta di qualit. La crime story quasi un pretesto per celare il vero cuore della vicenda: il dramma di un uomo solo che non accetta la vecchiaia e l'inevitabile tramonto della sua vita e cerca di opporvisi, nella sua ultima indagine, con ossessiva determinazione investigativa. La caccia al killer, genialmente tenuto sempre fuori fuoco, l'ultimo ruggito di un vecchio leone stanco ma non domo. Per certi versi la pellicola accostabile al successivo, e superiore, Zodiac di Fincher. Con questo film Sean Penn compie un passo decisivo nella sua maturazione registica ed pronto a realizzare il suo capolavoro.


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    Terra di confine - Open Range (2003) di Kevin Costner

    Ritorno al western di Costner, con un film diverso dal precedente pluripremiato Dances with Wolves: meno imponente, meno epico, meno riflessivo ma pi fedele alla tradizione fordiana dei grandi spazi come anelito di libert e del duello finale come inevitabile catarsi purificatrice. E' un western tradizionale, manicheo, puro ed intenso, con uomini duri che lottano ancora per difendere un antico senso dell'onore di fronte al nuovo che avanza impudente ed inarrestabile. Unico tocco stilistico innovativo nello shootout finale, violento e frenetico, alla maniera del moderno action americano. Cast sontuoso e da applausi, in cui spicca Robert Duvall che consegna ai posteri un'altra interpretazione memorabile. Per nostalgici appassionati della vecchia frontiera classica.


    Immagine ridotta

    Romance & Cigarettes (2004) di John Turturro

    Coloratissimo musical sentimentale prodotto dai Coen e diretto da Turturro, con un cast all-stars ed una frivola leggerezza che fa da collante ad una storia di amori e tradimenti. Tanta ironia, tante canzoni, dialoghi pungenti e tocchi surreali per un film che diverte piacevolmente, senza rinunciare ad una latente vena malinconica. Bravissimi gli attori, Gandolfini, Sarandon, Buscemi, ma la procace e disinibita rossa di Kate Winslet buca lo schermo pi di tutti gli altri.


    Immagine ridotta

    Good Night, and Good Luck. (2005) di George Clooney

    Eccellente opera seconda di Clooney regista che dimostra di essere assai pi bravo dietro, che davanti, alla macchina da presa. Girato in stile classico, con una solida sceneggiatura, una splendida fotografia in bianco e nero ed un cast ispiratissimo (con un David Strathairn da applausi), un'asciutta e rigorosa requisitoria in favore della libert (di stampa) e contro l'oligarchia del potere. La battaglia, civile e morale, combattuta dal coraggioso giornalista Ed Murrow (Strathairn) contro l'ottusit ideologica del famigerato senatore McCarthy fu una delle pagine pi buie della storia americana. Raffinato ed incisivo, interamente costruito sui primi piani, parla del passato ma con un occhio anche al presente. E' il miglior film di Clooney: quello che rester.


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    Romanzo criminale (2005) di Michele Placido

    Fatti e misfatti, amori e passioni, amicizie e tradimenti della famigerata banda della Magliana che, negli anni '70, scal i vertici del potere della mala romana, intersecando la sua storia sanguinosa con mafia e terrorismo stragistico, dando vita al periodo pi oscuro della repubblica italiana. E' difficile, specialmente in Italia, fare un film sulla criminalit senza scadere nei tipici, imperdonabili difetti della cinematografia di questo tipo: romanzare i fatti, creando alibi o giustificazioni sociali, o finendo addirittura per tracciare un'agiografia dei criminali, scelta tanto discutibile quanto pericolosa. Placido, regista sanguigno e disordinato, e non esente dai difetti detti prima, qui riesce, almeno in parte, ad evitarli grazie ad una minuziosa ricostruzione storica, ambientale e politica e ad una precisa scelta di campo: ispirarsi ai modelli eccellenti del poliziesco americano (Friedkin innanzi tutto) ma strizzando anche l'occhio a Leone. Buon cast corale (con Favino e Rossi Stuart sopra le righe ma anche la dark lady della Mouglalis notevole per sex appeal) per una storia nera narrata con buon ritmo e sufficiente acutezza psicologica. Alla fine non tutto quadra, ad esempio il film troppo lungo e sfilacciato, ma la prova pu considerarsi superata per quella che va considerata, senza dubbio, l'opera pi matura del regista pugliese. Dal medesimo romanzo ispiratore di Giancarlo De Cataldo stata tratta l'omonima serie tv di grande successo.


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    Ogni cosa illuminata (2005) di Liev Schreiber

    Brillante esordio registico di Liev Schreiber che mette in scena un romanzo autobiografico Jonathan Safran Foer che racconta di un viaggio, geografico e spirituale, da questi compiuto per ricostruire la memoria storica di un villaggio ebreo in Ucraina, spazzato via dalla furia nazista, in cui il nonno sopravvisse prima di emigrare in America. Schreiber riesce a fare un film sfavillante, garbato ed anche incredibilmente colto per la sua continua oscillazione tra stili e registri narrativi diversi: tragedia storica, ironia intelligente, con dei notevoli tocchi di surrealismo. Bravi gli attori, tra cui Elijah Wood trapiantato dalla Contea ai luminosi campi dell'Ucraina, a recitare con l'espressivit del volto pi che con le parole. Il film di Schreiber una piccola, originale perla ingiustamente passata in sordina.


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    Apocalypto (2006) di Mel Gibson

    Grande avventura epica, violenta ed iper-realista, in perfetto stile Gibson: radicale, cruento, inattendibile ma estremamente curato dal punto di vista visivo. Con tutti i suoi difetti il miglior film del regista americano per il possente respiro avventuroso che lo sostiene. Ma impossibile tacere delle tantissime esagerazioni "all'americana" e dei numerosi strafalcioni storici in esso contenuti. Come al solito il "realismo" di Gibson unilaterale e di maniera pi che di sostanza. La discutibile scelta di mostrare solo gli aspetti pi sanguinosi e primitivi della cultura Maya (ignorando del tutto le loro conquiste in campi come astronomia, architettura ed ingegneria) costarono accuse di "colonialismo" al controverso regista. Al di l degli evidenti difetti rimane un avvincente spettacolo cinematografico da vivere tutto d'un fiato con notevole sospensione dell'incredulit.


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    Gone Baby Gone (2007) di Ben Affleck

    Notevole esordio registico di Ben Affleck con una sordida storia di criminalit bostoniana, tratta da un romanzo di Dennis Lehane, autore anche di Mystic River da cui Clint Eastwood ha tratto un film straordinario. Il grande cast (Morgan Freeman, Ed Harris, Casey Affleck, Amy Ryan e Michelle Monaghan) al servizio di una storia di reietti messa in scena con lucido realismo da Affleck senior. In una realt che sembra dominata da corruzione e degrado morale il finale spiazzante (e, invero, un po' forzato) pone lo spettatore davanti ad un ostico bivio morale. L'ultima inquadratura dimostra che Affleck regista sa il fatto suo e vale molto di pi di (Ben) Affleck attore.


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    Interview (2008) di Steve Buscemi

    Raffinata commedia degli inganni, d'impianto teatrale e di tagliente spessore, remake di un film olandese dello sfortunato Theo van Gogh, tragicamente scomparso nel 2004. Il sardonico Mr.Pink/Buscemi porta in scena l'eterna antinomia maschio-femmina per raccontare, in un film-intervista girato in digitale, la necessit della menzogna in un mondo fondato sull'apparire e sul non essere. Due personaggi apparentemente inconciliabili, un cinico giornalista in declino (Buscemi) ed una starlette televisiva snob e viziata (Sienna Miller) si "scontrano" in un'intervista che presto deborda e trascende i suoi intenti divenendo una sorta di gioco lessicale al massacro un cui soltanto uno pu rimanere in piedi. Nel pieno rispetto dell'unit di tempo e di luogo, l'azione (o meglio il dialogo) avviene tra continui capovolgimenti e colpi di scena, in cui ognuno dei due gioca le sue carte con perfida strategia, finendo per avvolgere lo spettatore in questo sottile duello psicologico. Bravissimi i due interpreti, con una Miller che dimostra di avere anche del talento al di l del fisico mozzafiato. E' un film putroppo sconosciuto ma bellissimo, intelligente e affilato come una lama di rasoio per la sua capacit di riflettere sui temi illustrati. Da non perdere.


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    Tourne (2010) di Mathieu Amalric

    Un impresario in declino (Amalric), con troppi fallimenti alle spalle (non solo professionali), cerca il riscatto portando in giro per la Francia una compagnia di burlesque, perlopi composta da donne americane, "generose" e incontenibili. Amalric, ex "bullo" del cinema francese, dopo essersi affermato come attore si gioca anche l'ambiziosa carta della regia con questa variopinta commedia itinerente, in bilico tra vitalit e malinconia. Non tutto gira a dovere ma il film ha slancio ed estro creativo che si concretizza in un finale da applausi. Premiato a Cannes per la regia.


    un saluto circolare, nella speranza che vi siate divertiti
    Ultima modifica di Strider; 27-11-13 alle 15: 42.
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  8. #3267
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    E bravo Strider...
    Ho letto quasi tutti i tuoi commenti e concordo sostanzialmente su tutto. Ma "Viaggio in Inghilterra" non te lo passo
    Trattasi di una delle due sole pellicole che mi ha causato profondo abbiocco alla visione in sala (un evento per me intollerabile e rarissimo, anche di fronte alle pi grosse ciofeche); film IMHO insopportabile, lentissimo, con un Hopkins irritante e una Winger che rif (male) se stessa.
    La regia di Attenborough di un calligrafico abbacinante, peggio del peggior Ivory.
    Per me una porcheria, poi oh, evidentemente c' a chi piace

    Quanto alla manche, ho gi detto della mia difficolt con le immagini deformate e a posteriori al 99% potrei confermarti che la Mouglalis non stiracchiata l'avrei riconosciuta subito ; so che per praticit ognuno ha certi automatismi nella creazione delle griglie, ma ritengo opportuno che nell'Angolo del Cinefilo ci sia come punto di partenza imprescindibile il rispetto delle pellicole (la critica personale qui non c'entra), e il formato per me molto importante.
    La griglia in s non era tra le pi difficili, anche se il parco titoli era immenso.
    La distinzione attore/regista spesso complicata, Strider ha giustamente escluso Allen, Eastwood e Welles, ma lo stesso discorso poteva valere per Cassavetes, De Sica, Moretti, lo stesso Benigni, o esempi pi recenti e meno di qualit come Favreau. Olivier e Branagh sono due "demiurghi" tuttofare, ho fatto fatica a considerarli inseribili nella griglia.

    In via pi generale in corso un fenomeno strano che sta colpendo le griglie (tutte, musicali, normali o super che siano): un gioco nato per essere ecumenico sta vedendo ormai vere e proprie egemonie da parte di singoli. Il che ancora pi strano se si pensa che la griglia ha un regolamento pensato per limitare le "stragi" di titoli. In effetti ho sempre considerato la griglia come l'unico gioco capace di contenere le indubbie capacit dei singoli (capacit che ammiro e invidio). Non pi cos? E se s, per quale motivo? Cosa c' di sbagliato?

    Beh, di sbagliato credo nulla, se non il metro con cui si valuta la difficolt della griglia: un "Indovina il F..." deve cercare di essere ostico per mattere in difficolt i pi bravi, ma le griglie non ne hanno bisogno. Ponendo una scala di valori di difficolt da 1 a 5 se si tarano tutti i titoli a livello 5, i pi bravi daranno le loro risposte, siederanno in panca e ritorneranno pi o meno al punto in cui avevano lasciato, perch per tutti gli altri la manche era troppo complessa. Mettere pi titoli abbordabili (non facili, medi) in griglia pi democratico, perch il pi bravo da le sue risposte e aspetta, gli altri pure, e al rientro (a logica) dovrebbero rimanere i titoli difficili per tutti.

    Al solito la percezione di difficolt soggettiva ma quando si preparano le manche (e parlo per me) forse meglio andare per sottrazione: vi faccio un esempio che mi riguarda e chiudo. Preparare una griglia su Morricone, oltre all'ambizione del progetto, ha due ulteriori grosse difficolt: l'estrema popolarit dei pezzi e la certezza che tra di voi c' almeno uno che ne sa tanto. Come evitare di avere una griglia tappezzata di locandine di Mulholland Drive senza scadere nel banale il mio attuale dilemma...

    Al solito cerco di essere costruttivo, non so se ci riesco ma almeno ci provo

    Un saluto

  9. #3268
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    tranquillo Shiny che, in tanti anni, ti sei guadagnato sul campo la franchigia di critica costruttiva

    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    "Viaggio in Inghilterra" non te lo passo
    eh, tu e la tua morosa siete allergici ad Ivory & co.

    scherzi a parte, di Attenborough avrei messo altro, ma Gandhi lo avevo gi usato in un Invisibile e Quell'ultimo ponte lo hai usato tu

    tra Chaplin e Shadowlands ho una leggera preferenza per il secondo, per cui ve lo siete dovuto sorbire

    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    ritengo opportuno che nell'Angolo del Cinefilo ci sia come punto di partenza imprescindibile il rispetto delle pellicole (la critica personale qui non c'entra), e il formato per me molto importante.
    ti d ragione, per le prossime griglie vedr come ovviare al problema. Spero solo di non dover stravolgere troppo gli strumenti ormai collaudati che ho imparato ad usare

    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    La distinzione attore/regista spesso complicata, Strider ha giustamente escluso Allen, Eastwood e Welles, ma lo stesso discorso poteva valere per Cassavetes, De Sica, Moretti, lo stesso Benigni, o esempi pi recenti e meno di qualit come Favreau. Olivier e Branagh sono due "demiurghi" tuttofare, ho fatto fatica a considerarli inseribili nella griglia.
    vero, non sempre facile. Diciamo che mi sono affidato alla mia valutazione personale (opinabile, chiaramente): per me Cassavetes, De Sica, Moretti sono prima registi e poi attori

    Benigni ... va beh, lasciamo perdere

    Olivier stato troppo grande come attore ed ha diretto pochi film, quindi lo vedo prima attore e poi regista. Branagh si d parecchio da fare ed ha una inquieta creativit, ma non mi ha ancora convinto del tutto come regista, quindi lo vedo prima attore

    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    in corso un fenomeno strano che sta colpendo le griglie (tutte, musicali, normali o super che siano): un gioco nato per essere ecumenico sta vedendo ormai vere e proprie egemonie da parte di singoli. Il che ancora pi strano se si pensa che la griglia ha un regolamento pensato per limitare le "stragi" di titoli. In effetti ho sempre considerato la griglia come l'unico gioco capace di contenere le indubbie capacit dei singoli (capacit che ammiro e invidio). Non pi cos? E se s, per quale motivo? Cosa c' di sbagliato?
    secondo me la "colpa" maggiore che stiamo (io e wrong) facendo delle maxi griglie, una volta con le 3x3 o 4x4 il "cannibalismo" dei singoli veniva gioco forza ridotto

    diciamo che una dimensione ridotta e dei titoli (o frame) pi semplici ridurrebbero questo effetto. Ma non dimentichiamoci di Google Search by Image

    io scelgo sempre frame che non vengono rilevati, anche nelle griglie, e questo mi riduce un po' il campo di scelta




    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    Preparare una griglia su Morricone, oltre all'ambizione del progetto, ha due ulteriori grosse difficolt: l'estrema popolarit dei pezzi e la certezza che tra di voi c' almeno uno che ne sa tanto. Come evitare di avere una griglia tappezzata di locandine di Mulholland Drive senza scadere nel banale il mio attuale dilemma...
    speriamo di non fare una clamorosa figura di ...

    Ultima modifica di Strider; 27-11-13 alle 16: 08.
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  10. #3269
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    Citazione Originariamente scritto da Strider Vedi messaggio
    eh, tu e la tua morosa siete allergici ad Ivory & co.
    Io non sono allergico ad Ivory, ma ad un certo Ivory (il pi recente, diciamo, tutto estetica e tempi morti ma senza contenuto). Mnemo pi talebana in questo senso, le fa schifo proprio...

    Citazione Originariamente scritto da Strider Vedi messaggio
    secondo me la "colpa" maggiore che stiamo (io e wrong) facendo delle maxi griglie, una volta con le 3x3 o 4x4 il "cannibalismo" dei singoli veniva gioco forza ridotto

    diciamo che una dimensione ridotta e dei titoli (o frame) pi semplici ridurrebbero questo effetto. Ma non dimentichiamoci di Google Search by Image
    Paradossalmente ho attaccato il mio commento ad una delle griglie meno squilibrate degli ultimi tempi, perch alla fine Wrong l'ha vinta ma non stravinta, Niki e key hanno dato molte risposte ma dopo diversi aiuti. Poi possiamo anche dire che essendo questa una manche e non uno special ci sta che abbia un degno vincitore, a scapito dell'originale spirito della griglia.
    Ma nella variante classica la dimensione della griglia a mio avviso c'entra in parte; pu influire sui numeri ma non sulle proporzioni. Siamo pochi e gli squilibri sono pi evidenti ma sostanzialmente una griglia 4x4 o 4x5 dovrebbe aver un vincitore con 6-7 titoli, e gli altri a dividersi equamente il resto. Quando uno supera le 10 caselle dovrebbe suonare l'allarme che il tabellone forse era troppo sbilanciato.

    Sottolineare l'aspetto Google importante, io non ci ho avuto ancora a che fare ma Mnemo mi ha dimostrato che molto potente Effettivamente proporre frames facili dribblando uno strumento del genere non per niente agevole.

    speriamo di non fare una clamorosa figura di ...
    Questo dipender dal mio grado di cattiveria e poi sto vagliando diverse ipotesi. Ci vorr parecchio tempo per fare una cosa decente.
    Stay tuned!


  11. #3270
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    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    alla fine Wrong l'ha vinta ma non stravinta
    perch sul finale si "ritirato"

    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    Poi possiamo anche dire che essendo questa una manche e non uno special ci sta che abbia un degno vincitore, a scapito dell'originale spirito della griglia.
    vero! volevo dirlo prima ma mi sono dimenticato

    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    Sottolineare l'aspetto Google importante, io non ci ho avuto ancora a che fare ma Mnemo mi ha dimostrato che molto potente Effettivamente proporre frames facili dribblando uno strumento del genere non per niente agevole.
    ti assicuro che ci esci pazzo da non credere

    rileva dei frame che non diresti mai


    per i film famosi o recenti davvero arduo dribblarlo

    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

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