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Discussione: La parata della discordia

  1. #1
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    La parata della discordia

    Da ragazzino, occhi al cielo, ero affascinato dal passaggio di tutte quelle formazioni aeree e facevo la spola con la tv per vedere sfilare carri armati e militari.

    Da grandicello, negli anni della contestazione, mi rifiutavo di guardare la parata e la ritenevo un ridicolo sfoggio di forza militare oltre l'inutile spreco di soldi pubblici.

    Ora, da vecchio, in questi ultimi anni e nella forma attuale, ho invece apprezzato il ripristino di questa manifestazione non tanto per l'esibizione in se, quanto per il suo significato simbolico di unificazione nazionale.
    Ho compreso lo sforzo di Napolitano, in questa Italia individualista, tendente a restituire o meglio ricostruire per quanto possibile un minimo comune denominatore che faccia partecipi gli italiani della loro storia e dei loro valori patriottici.

    A questo proposito ritengo, fuori dal coro e della maggioranza degli italiani contrari, che sia stata una decisione saggia non sospendere la parata, pur alleggerita, in un momento particolare di scollamento sociale sia per la crisi, sia per l'evento sismico, sia per le ultime laceranti vicende giudiziarie.

    Se poi e' vero che i soldi erano gia' stati stanziati, e non ho motivo per non crederlo, l'aver risparmiato ulteriormente ha dato un segnale di comprensione riuscendo al contempo di mantenere lo spirito aggregante della manifestazione.

    Se la disaffezione verso il mondo politico e' sacrosanta, se quella verso alcune istituzioni e' giustificata, se alcuni simboli popolari sono caduti nella melma, se un senso di smarrimento sociale pervade ognuno di noi, penso che isolarsi e dividersi sia pericoloso e peggiori una possibile e sperabile ripresa e se una parata, anche per pochi momenti, riesce a farci sentire parte importante del nostro paese, beh, benvenga !


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    Riferimento: La parata della discordia

    Arma,come sempre trovi e usi le parole giuste

  4. #3
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    Riferimento: La parata della discordia

    Mi trovo ancora una volta a discutere di una cosa a cui si possono dare molte accezioni e sulla quale ho avuto pareri contrastanti nel corso del tempo.

    In particolare, a proposito di feste e di parate, mi ricordo del terremoto in Giappone dell'anno scorso, seguito a ruota da una festa nazionale, mi pare fosse la Festa della Liberazione. in quel caso ebbi molto da ridire su quella festa, anche perché nutro un discreto astio nei confronti della Liberazione di cui si lodano solo i lati evidentemente positivi e benefici (sono del Sud Italia). Senza entrare nel merito delle cause del mio astio, mi arrabbiai perché avrei voluto che quei soldi fossero stati spesi per aiutare le popolazioni nipponiche, e per protesta pubblicai su facebook una foto emblematica dei danni e della miseria che aveva portato il terremoto con in trasparenza una bandiera italiana. Venne ignorata da tutti.

    Riflettei sulla mia presa di posizione dopo un po' e mi ammorbidii, anche perché mi accorsi che il Giappone era il Giappone e l'Italia è se stessa, sebbene sarebbe bello vedere un più grande spirito di coesione fra i popoli. Immaginate se solo i Paesi dell'Ue stanziassero una colletta per l'Emilia?

    Tornando in topic dopo questa digressione, dico subito che io non credo alle parate e alle feste come momento che riesce ''a farci sentire parte del nostro Paese''. Trovo semplicemente assurdo il fatto che trecentosessanta giorni all'anno si disprezza quello che di cattivo c'è nel nostro Paese (e sono il primo) e durante i festeggiamenti si faccia ricorso all'idea platonica di una sorta di unità nazionale che è già da sé insita nelle trame sociali del contesto in cui viviamo. Voglio dire: non lottiamo mica per l'Indipendenza? o un'ennesima Liberazione? Io non vivo, nella vita di tutti i giorni, nemmeno un momento di discrepanza sociale, linguistica, storica, culturale con coloro con cui mi rapporto, che sono tutti miei connazionali. Se non c'è questo scarto, qual è il motivo del mio desiderio panico? Io non trovo nulla di realmente integrativo.

    Penso che alla base di un evento del genere l'unica cosa di cui si ci deve far carico è la memoria, il ricordo (che in alcuni casi, perché no, possa spronare a informarsi: l'ignoranza è tanta soprattutto nelle giovani generazioni a cui si ci affida! -a chi ci si affida?- Vi affidate ancora?-) di quello che è stato. Il ricordo è funzionale solo a se stesso, e la trovo davver una gran cosa, a dispetto di ciò che si pensa. Non è prerogativa dell'uomo procrastinare sempre sulla stessa storia.



    Ps. Voglio spendere anche due parole sul titolo che hai dato al thread, Arma. Lo trovo estremamente appropriato, bravo! Dà un'accezione che mi sembra abbracci appieno il significato di quello che ho detto :P
    La discordia rimanda a cose che non vanno nello stesso verso e che, in un certo qual modo, contrastano tra di loro, proprio come vedo rivestito il perbenismo di coloro che si ammantano della festa con uno spirito patriottico che, seppur sentitissimo, non porta a una vera, concreta conseguenza sul piano pratico (non c'è pragmatismo); e poi il verso opposto (il segno opposto, direbbero i matematici) di chi si tira fuori dal vortice, più o meno coerente con se stesso.
    Ultima modifica di ma39; 02-06-12 alle 11: 38.

  5. #4
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    Riferimento: La parata della discordia

    io sono indifferente, nelsenso che dal punto di vista finanziario non sara' una parata a cambiare le cose, ieri per il papa a milano hanno speso 13 milioni, non è na parata che rappresenta lo spreco, sono le decine e decine di parate e di feste e di celebrazioni che si tengono tutto l'anno, sempre conditi da grandi discorsi di unita' nazionale, di coesione etc..etc.. sarebbe ora che i politici la smettessero di parlare e cominicassero a fare; non sopporto le ghirlande i fiori i fasti e le alte uniformi le auto blu le guardie del corpo e i ricevimenti sobri con 200 camerieri, credo che diano un significato che è l'esatto contrario di quello che i politici vorrebbero rappresentare a parole, sarebbe ora di darci un taglio si puo' festeggiare la repubblica e l'unita' e la liberazione etc.. in maniera decisamente piu seria e parsimoniosa delle risorse pubbliche sopratutto in un momento come questo dove loro continuano come storicamente sanno fare a noi chiedono altri 2 centesimi di accisa sulla benzina che sono 2,4 iva compresa che diventano 4 considerando fattori di tipo internazionale, davvero la gente non ne puo' piu, questi vivono fuori dalla realta'

  6. #5
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    Riferimento: La parata della discordia

    Grazie Ma39, soprattutto per la sincerita'.

    Discordia.
    Allo stesso modo in cui hai ben argomentato la tua opinione sul significato e sull'utilita' di una parata "una tantum" al fine di riunire gli animi patriottici si potrebbe dire di questa "discordia" anch'essa "una tantum" se vista come demagogica giustificazione a fronte di mille altre cose che si sarebbero dovute fare per "risparmiare" soprattutto a livello politico.
    Avrei voluto vedere ben altre polemiche della Lega o dell'Idv per una drastica riduzione dei costi della politica.

    Circa il valore della parata attuale posso solo esprimere, come ho fatto nel post, cio' che sento dal profondo vedendo la rassegna e ricordando la storia senza retorica poiche' senza essa non esisterebbe l'Italia così com'e' con pregi e difetti.
    Probabilmente non sara' un paio d'ore di sfilata a cambiare la testa degli italiani ma di fronte a tanta ignoranza e pericolose deviazioni (vedi chi pensa che l'Olocausto e' stata una montatura), di fronte ad un rinnovato disamore per cio' che rappresentiamo che talvolta rasenta il disprezzo penso che ogni opportunita' di riflessione sul passato e sul presente debba essere colta con spirito, se possibile, autocritico ma non denigratorio.

    A rassegna terminata inoltre mi sembra di poter dire che la sobrieta' e' stata ottenuta ed ha pervaso la parata con il pensiero rivolto a chi vive il dramma del sisma e se qualcuno ha sentito stimoli di vicinanza e solidarieta' credo che cio' rimarra' nella sua mente e forse smuovera' la sua coscienza.


  7. #6
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    Riferimento: La parata della discordia

    Citazione Originariamente scritto da Armandillo Vedi messaggio
    Grazie Ma39, soprattutto per la sincerita'.
    Onore e piacere :D

    Citazione Originariamente scritto da Armandillo Vedi messaggio
    Circa il valore della parata attuale posso solo esprimere, come ho fatto nel post, cio' che sento dal profondo vedendo la rassegna e ricordando la storia senza retorica poiche' senza essa non esisterebbe l'Italia così com'e' con pregi e difetti. [...] di fronte ad un rinnovato disamore per cio' che rappresentiamo che talvolta rasenta il disprezzo penso che ogni opportunita' di riflessione sul passato e sul presente debba essere colta con spirito, se possibile, autocritico ma non denigratorio.
    Ma senza dubbio! In effetti, se consideriamo l'intento e anche la sua effettiva attuazione, ci troviamo di fronte ad un evento che si propone di promuovere valori fondamentali che stanno alla base di quello che oggi è l'ordinamento politico italiano. La festa è ''della Repubblica''. Ci troviamo, cioè, di fronte alla celebrazione di quello che ci si auspica sia un sistema all'interno del quale sussista un discorso del viver civile e in cui siano rispettati i diritti costituzionali che sanciscono la libertà dell'uomo. Non c'è atto più nobile di questo, nel suo proposito etico, a prescindere dal fatto che l'Italia verta in quella situazione d'illegalità di cui si parla nell'altro thread (li trovo estremamente correlati). Oltretutto, so bene quanto profondamente senti questa minestra di valori, e questo è giustissimo ed è bello: il discorso è, come dicevo, quanto questo ''alto sentire'' può essere canale d'integrazione all'interno di una società in cui già si è integrati sulla base di quei valori? Quanto di altro c'è nella parata oltre alla memoria di quei valori, di quella contingenza etica? Abbiamo davvero bisogno di questo fervore nazionalistico rinnovato ogni anno?

    Voglio dire, io non discuto i propositi, quanto l'effettiva utilità comune (ché di comunanza si parla) dell'espletamento di quei propositi.

    Citazione Originariamente scritto da Armandillo Vedi messaggio
    A rassegna terminata inoltre mi sembra di poter dire che la sobrieta' e' stata ottenuta ed ha pervaso la parata con il pensiero rivolto a chi vive il dramma del sisma e se qualcuno ha sentito stimoli di vicinanza e solidarieta' credo che cio' rimarra' nella sua mente e forse smuovera' la sua coscienza.
    Non l'ho vista, ma mi fa piacere che sia stato così

    Arma!

  8. #7
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    Riferimento: La parata della discordia

    Citazione Originariamente scritto da ma39 Vedi messaggio
    il discorso è, come dicevo, quanto questo ''alto sentire'' può essere canale d'integrazione all'interno di una società in cui già si è integrati sulla base di quei valori? Quanto di altro c'è nella parata oltre alla memoria di quei valori, di quella contingenza etica? Abbiamo davvero bisogno di questo fervore nazionalistico rinnovato ogni anno?
    Comprendo.
    Rispondendo alla seconda tua domanda dovrei dire di no poiche' parata o meno (ricordo che e' stata sospesa da Scalfaro) l'inno non si canta e non ho visto quest'impeto patriottico crescere nel tempo.
    Canale d'integrazione ? Forse puo' funzionare per chi se ne sia dimenticato.
    Rodolfo, con la concretezza che lo contraddistingue, faceva riferimento al "fare" ed e' indubbio che messaggi positivi in quel senso darebbero uno stimolo d'appartenenza piu' immediato ed incoraggiante.

    Cio' che mi chiedo e' come mai queste polemiche sia nate solo ora.
    Il sisma ?
    Non ci credo, mi sembra piu' una contestazione al sistema nella sua interezza piu' che alla parata.
    I costi ?
    Dimezzati i militari che hanno sfilato, niente mezzi motorizzati, niente cavalli, niente Freccie Tricolori, niente suoni sotto il palco ma solo tamburi, niente bandiera sul Colosseo e gonfaloni delle zone terremotate issate al palco d'onore piu' omaggi ai soccorritori.
    Mi sembra ci sia poco da criticare.

    Insomma, mi risulta difficile dare una risposta certa alle tue domande e quindi rispondo con i miei sentimenti ora piu' maturi di quando ero piccolo e ammiravo quel bel circo o di quando adolescente volevo contestare per partito preso.....a me ed ai miei familiari che l'hanno vista ha parlato di un paese che dovrebbe credere di piu' in se stesso nonostante tutto, di un paese che ne ha prese da tutti ma che ne e' uscito, di un paese meglio considerato all'estero che in casa propria, di un paese che avrebbe delle grandi potenzialita' ed infine di un paese in cui tanta gente ha perso la vita per permetterci ora di parlare, criticare e contestare.
    Retorica ?
    Si, ma sana


  9. #8
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    Riferimento: La parata della discordia

    Se io sto attento a non comprarmi le scarpe e vado in giro con quelle rotte perchè devo tirare la cinghia e come dicono "loro" fare uno sforzo per uscire da questo schifo perchè non lo si fa anche su grande scala?
    Per carità non parlo solo di questa parata (che non ho mai visto e non guarderò), ma alla fine è sempre lo stesso il discorso, un'eccezione di qui, un'eccezione di la... e senza contare quello che c'è dopo la parata, cene, incontri di qui e di la e intanto la mano la mettono sempre nel NOSTRO portafoglio.
    Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora, ma dal secondo giorno il leone è morto e la pecora ha ancora novantanove giorni da vivere... quindi?

  10. #9
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    Riferimento: La parata della discordia

    a me personalmente della parata non importava niente negli anni passati pensa ora, questa discussione, mostra un' intenzione alla fine di considerare le cose sempre e comunque dal punto di vista positivo che io non vedo. Una voglia intrinseca di digerire un boccone amaro. Ora la gente che la pensa così, magari una volta sarà stata pure sulle barricate, ma gli anni e l'età poi fanno passare la voglia di lottare e secondo me, sempre e comunque appare, mi sbaglierò, mah.
    Ci sono invece dei segni molto positivi tipo la quasi morte dei partiti storici ed anche il fortissimo astensionismo alle elezioni, che dimostrano chiaramente, uno, come buona parte delle nuove generazioni alla fine, vogliono essere loro in primis a condurre i giochi, due, che c'è tanta ma tanta gente che la botte, da tutte le parti la guarda,la vede sempre mezza vuota. Quindi, come loro, considero assolutamente buttati i soldi per la parata ed anche per altre celebrazioni che spero non si facciano proprio mai più. Quei soldi, potevano benissimo essere devoluti pro Emilia oppure per aiutare le tante famiglie e le aziende in difficoltà. Dice sempre mia madre sono le piccole spese che vuotano il borsellino e questa non era tanto una piccola spesa, solo inutile.

  11. #10
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    Riferimento: La parata della discordia

    Citazione Originariamente scritto da janet Vedi messaggio
    Ci sono invece dei segni molto positivi tipo [...] il fortissimo astensionismo alle elezioni, che dimostrano chiaramente, uno, come buona parte delle nuove generazioni alla fine, vogliono essere loro in primis a condurre i giochi
    Questo non è affatto vero. L'astensionismo è un atto che dimostra la più corrusca ignavia verso quella che è l'amministrazione della cosa pubblica (e quindi proprio di chi si astiene), palesando mancanza di interesse, ignoranza (nel proprio significato più puro: è evidente che se mi tiro completamente fuori da qualcosa di cui dovrei fare evidentemente parte, io e scelgo di non conoscere, e non conosco a priori e quindi, a mio avviso, ne è sminuito il mio diritto di poter usufruire di quella contingenza. In breve: se il voto è il mio contributo all'opinione pubblica che sceglie come amministrare se stessa, perché me ne devo lavare le mani?).
    E, come si fa a condurre i giochi se non si prende per nulla voce in capitolo? Una persona che non vota non esiste elettoralmente, sarebbe assurdo pensare di poter condurre i giochi se si sta più zitti di un baco. Al massimo uno va e butta una scheda bianca, questo è un modo per dire non mi va bene nessuno. Se non vado a votare dico mi va bene ciò che sceglierà la gente.

    Il secondo punto è che, Janet, dicendo così scardini le norme basi del costituzionalismo. Se ciascuno facesse come dici, non esisterebbe la politica, ed è una cosa sbagliatissima e antitetica allo stesso sistema nel quale si propone di agire. Vero è che è corrotta eccetera, ma non si può pensare di abolirla, dai...

    Citazione Originariamente scritto da janet Vedi messaggio
    Quei soldi, potevano benissimo essere devoluti pro Emilia oppure per aiutare le tante famiglie e le aziende in difficoltà.
    Risparmiamo pure sulle olive e rendiamo tutto a chi ne ha bisogno
    Ultima modifica di ma39; 07-06-12 alle 16: 25.

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