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Discussione: Per rinnovare questa povera "italia"

  1. #1
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    Per rinnovare questa povera "italia"

    Sara' per l'umore, sara' per gli ultimi avvenimenti, sara' perche' covavo da tempo di parlarne, ma avevo voglia di sfogarmi un po' scrivendo e buttando giu' qualche riflessione.

    Fatto e' che solo un menefreghista potrebbe sorvolare sulla salute di questo paese e, ne sono convinto, perfino un inguaribile ottimista vedrebbe messe in discussione le sue certezze.

    L'Italia che sprofonda.
    Questo il sunto del mio pensiero al termine d'un periodo che dura da parecchio ma che raggiunge l'apice proprio in concomitanza degli ultimi paurosi avvenimenti...e quasi in senso letterale !

    Parole....

    burocrazia
    tangenti
    assenteismo
    disoccupazione
    disuguaglianza
    furbetti
    mazzette
    corruzione
    illegalita'
    brogli
    mafia
    "a mia insaputa"
    raccomandazione
    ignoranza
    monnezza
    ingiustizia

    ...non ci mancano e all'appello ve ne potrebbero essere altre.

    Ce n'e' per stroncare chiunque !

    Sull'altro piatto della bilancia c'e' rimasto poco da mettere e quand'anche ci venga riconosciuto qualche merito la fiducia nelle nostre possibilita' decade ancora calcolando l'eta' anagrafica generale e quindi nei posti di comando che, in mancanza d'una visione di rinnovamento a breve, fa presagire nulla di buono.

    All'inizio avevo pensato di trasformare questa discussione in un sondaggio ma poi mi sono reso conto che qualunque opzione avessi avuto in mente di proporvi voi sicuramente l'avreste votata.

    Infatti....come non votare un incremento di finanziamenti per la ricerca ?
    Come non essere d'accordo sull'importanza della cultura e quindi del suo sviluppo ?
    Rinnovare la classe politica ? Ma certo, era scontato !
    E riformare la giustizia per una gestione piu' omogenea e anella ? Ci metterei la firma !

    E così via fino l'ultima opzione considerando poi che in "altro" certamente sarebbero venute a galla ulteriori proposte altrettanto fondamentali per un vero rinnovamento del paese.

    Certo, questa mia considerazione e' ben triste poiche' dimostra che tanto ci sarebbe da fare ma che indubbiamente quasi nulla, nel tempo, s'e' fatto !

    Alla fine pero', non volendo sembrare un monologhista ne' un disfattista una proposta me la voglio giocare...."usare la parola" e quindi parlarne; si, parlarne e se possibile discuterne di queste cose senza darle come scontate, quindi rassegnadosi alzando le spalle nella consapevolezza che nulla possa cambiare, che non vi siano speranze.
    Parlare significa scambiare opinioni e scambiare opinioni forma uno spirito critico utile a correggere cio' che invece si riteneva valido o vero.

    Non so se questo thread interessera' ma volevo dire delle cose e l'ho fatto.
    Se qualcuno interverra' ne saro' lieto....se così non sara' mi andra' bene ugualmente convinto di aver usato delle "parole" per uno scopo nobile.


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  3. #2
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    Riferimento: Per rinnovare questa povera "italia"

    Sono disamorato!!!!!!!!!. Ci mancavano soltanto i casini in Vaticano
    Ultima modifica di calaf; 30-05-12 alle 20: 38.

  4. #3
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    Riferimento: Per rinnovare questa povera "italia"

    Ci mancavano soltanto i casini in Vaticano
    vabbé quello è un altro stato

    io credo che la parola ignoranza sia molto esplicativa dell'attuale situazione, poi aggiungo arroganza che con ignoranza vanno a braccetto, infatti è dimostrato che quanto piu si è ignoranti tanto piu si è presuntuosi e arroganti, e poi aggiungo senso di impunita', in italia è un sentimento molto diffuso, sara' anche una nostra colpa culturale e di legislazione ma a certi livelli e per ceti reati sono convinti che possono fare quello che volgio che tanto se li beccano resteranno impuniti.. e le colpe devono essere dimostrate.. e spesso non le ritengono neanche tanto gravi da andare a nascondersi sotto terra... e i processi durani 15 anni, pero' se io rubo un pezzo di prosciuto al mercato vengo ammanettato aggiungo il fascino che gran parte della popolazione prova verso certi personaggi che hanno fatto i soldi e vestono giacca a cravatta e con cui è conveniente fare amicizia a costo di gettare al cesso la propria dignita.

    pero' credo anche che abbiamo vissuto periodi storici ben piu gravi di questo e che ne usciremo, quando non so, magari tra 50 anni, ma il mondo sopravvivera' a questa gente e prima o poi ci sara' un nuovo risorgimento
    Ultima modifica di Rodolfo Tatana; 31-05-12 alle 10: 50.

  5. #4
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    Riferimento: Per rinnovare questa povera "italia"

    Ciao Arma,

    colgo con piacere l'invito a parlarne, come dicevi nell'ultima parte del post, perché vedo interessanti punti di discussione, non tanto in merito alla questione etica, di ciò che si fa e non si fa in questa Italia, quanto alla questione che definisco contemplativa ed esegetica.

    In partcolare, senza sviscerare una ad una le parole che hai elencato, è evidente che nel Paese verte un clima di illegalità o quantomeno di immoralità diffusa, derivata dall'intento di favorire se stessi o propri famigliari, amici, all'interno della giungla competitiva in cui tutti i settori di applicazione (commerciali, amministrativi...) si sono trovati col passare degli anni, anche a causa dell'UE, della globalizzazione e comunque della sovrastruttura che chiamiamo sistema.
    In una lotta del genere, dalla quale è evidente che non ci possiamo tirare fuori, è prerogativa naturale, direi istintiva, delle persone, tirare quanta più acqua si può al proprio mulino, o al mulino dei propri figli, dei propri conoscenti, di qualcuno che si è sicuri che poi ci favorirà, e così via. Con questo, non voglio assolutamente giustificare tali comportamenti, solo cercando di dare una spiegazione in senso lato a quell'immoralità che se non lede direttamente qualcuno, s'è fatta norma.
    Noto poi una tendenza, rispetto agli anni passati (da molto passati) del modo di porsi delle persone nei confronti di un ideale, sia esso politico, sociale, filosofico... più precisamente, sta scomparendo il pretesto ideologico oggetto di temperie rivoluzionarie all'interno di una società (e citerei gli anni '60, per dirne una). Paradossalmente, in una società globalizzata, si restringe il gruppo di persone che si tenta di favorire, come dicevo prima, a vantaggio dell'individualità.

    Per quanto concerne invece la sfera politica, cos'è essa se non, stando al significato primigenio, l'amministrazione della cosa pubblica attraverso il canale della burocrazia? E cos'è la burocrazia se non una serie di norme scritte, strutturatesi nel corso dei secoli, che cercano di mediare tra il codice etico a cui la legge si attiene e i cittadini privati stessi? Credo che la politica odierna sia molto lontana da un'arringa da foro a Roma Antica o le riunioni plebiscitarie nell'agorà della Grecia prima di Cristo, patria, per'altro, della politica in senso stretto. In quel tipo di burocrazia, era senz'altro maggiore la possibilità di controllare i microcosmi all'interno dei quali si muove l'individuo canalizzandosi nella società. Ascoltare le esigenze di tutti all'interno di un contesto così sovrastrutturato è un'utopia, e non vedo come potrebbe non esserlo.
    Certo, è possibile varare provvedimenti sociopolitici in grado di soddisfare le esigenze di parte dei malcontenti, ma nel contesto di difficoltà economica e debiti pubblici stellari in cui verte il Paese in questo momento non dev'essere cosa facile, sebbene sarebbe richiesta un po' di correttezza da parte di tutti, questo sì

    Goethe diceva: La vita appartiene ai viventi, chi vive deve essere preparato ai cambiamenti.
    Dovere comune, mezzo gaudio? A voi l'ardua sentenza...



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    Citazione Originariamente scritto da Rodolfo Tatana Vedi messaggio
    pero' credo anche che abbiamo vissuto periodi storici ben piu gravi di questo e che ne usciremo, quando non so, magari tra 50 anni, ma il mondo sopravvivera' a questa gente e prima o poi ci sara' un nuovo risorgimento
    Corsi e ricorsi storici, Giambattista Vico
    Ultima modifica di ma39; 31-05-12 alle 15: 16.

  6. #5
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    Riferimento: Per rinnovare questa povera "italia"

    Citazione Originariamente scritto da ma39 Vedi messaggio
    Noto poi una tendenza, rispetto agli anni passati (da molto passati) del modo di porsi delle persone nei confronti di un ideale, sia esso politico, sociale, filosofico... più precisamente, sta scomparendo il pretesto ideologico oggetto di temperie rivoluzionarie all'interno di una società (e citerei gli anni '60, per dirne una).
    E' vero, ai nostri tempi (credo di poterlo dire ) c'erano dei punti di riferimento o comunque si credeva in qualcosa pur considerando che ci si illudeva di alcune certezze, ma a questo s'e' giunti piu' tardi.
    Ora i modelli sono cambiati adeguandosi al mondo circostante inteso nel senso globale ma credo che il passaggio sia avvenuto senza guida e quindi fraintendendo determinati valori forse, questa, conseguenza proprio di quel periodo "rivoluzionario" in cui i figli, per antagonismo, hanno interpretato volutamente una strada opposta a quella intrapresa allora dai genitori.

    Tra le ragioni che possono spiegare i nostri atteggiamenti forse c'e' anche la nostra natura storica di nazione "occupata" che ha impedito la costruzione d'un vero spirito patriottico comune generando generazioni di individualisti con le conseguenze che gia' hai citato.
    Ragionare come singolo infatti accentua il carattere egoistico privilegiando e sottolineando proprio quei valori tutt'ora in auge come successo, ricchezza, visibilita' e potere che in se stessi non sarebbero in assoluto negativi se non fosse che per raggiungerli s'e' stati e si e' disposti a calpestare il prossimo.

    Se queste osservazioni sono valide, cambiare direzione e' impresa quantomeno di lunghissima durata e richiederebbe una seria autocritica se non un ripensamento ad ogni livello iniziando, io penso, dalla famiglia fulcro di qualsiasi societa'.
    Mi rendo conto che parlare di famiglia di questi tempi puo' far sorridere ma se e' vero che da lì e' iniziata una "controrivoluzione" generazionale sempre da lì forse e' possibile ripartire, senza indottrinamenti ma con la consapevolezza di esperienze fallite.

    Iniziare dal "piccolo" per cambiare il "grande" se e come e' vero che una vita e' fatta da particolari.


  7. #6
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    Riferimento: Per rinnovare questa povera "italia"

    io sto passando una fase in cui sono proprio incavolata di brutto, non con solo i vari politici ma proprio con gli italiani in toto, tutti tirano a campare e a fregare il prossimo, cominciando dal fatto che ad esempio la mia cattedra al lavoro è stata divisa in tre persone che non fanno niente. Capisco la necessità di lavorare ma poi bisognerebbe farlo, essere produttivi. Ad una che si è presa sette ore e mi ha telefonato a casa per sapere se prolungavo la malattia, perchè non si sapeva organizzare con la bambina piccola, le avrei voluto dire, certo che torno, anche se non sto ancora bene perchè ho responsabilità e due quinte e se stavi in un lavoro privato, come cavolo facevi ? Ho lasciato perdere, tanto nel mondo del tutto dovuto e del fregare e basta non mi avrebbe capito, anzi mi avrebbe preso per pazza.
    Quindi è meglio tacere ma questa "POVERA italia" come dice Armandillo è così proprio per colpa di tanti italiani e se non cambiano cervello andremo sempre peggio.

  8. #7
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    Riferimento: Per rinnovare questa povera "italia"

    Citazione Originariamente scritto da janet Vedi messaggio
    Quindi è meglio tacere ma questa "POVERA italia" come dice Armandillo è così proprio per colpa di tanti italiani e se non cambiano cervello andremo sempre peggio.
    Quando discuto di politica e sono adirato sono solito dire:"Ci meritiamo cio' che abbiamo" indicando soprattutto la classe politica.
    E' indubbio che ci sono tutta una serie di comportamenti deprecabili,vizi e furbizie tipicamente italiani dovuti ad una spirale maligna che prevedeva agevolazioni in cambio di voti ed una volta entrati nel circolo era difficile, perche' molto comodo, uscirne.

    Credo pero' che i recenti scandali a livello politico e le notizie di quali e quante risorse abbiano gestito negli anni passati possano costituire almeno una attenuante nei confronti della gente che in buona fede credeva in un ideale e sperava che i suoi rappresentanti potessero risolvere i suoi problemi.

    Anni ed anni di malgoverno e ladrocini hanno, come dire, fatto leva proprio su quei bisogni inducendo anche la piu' irriducibile delle persone ad "adeguarsi" al malvezzo generando così frotte di individualisti avulsi da qualsiasi sentimento di solidarieta' sociale ed altruismo.
    Piu' chi di dovere se ne fregava piu' la gente chiedeva supporto e piu' ne riceveva innescando il giro vizioso.

    Ora, recuperare una situazione di assoluta illegalita' com'e' quella attuale cercando di ripristinare regole ormai dimenticate e' oggettivamente complicato poiche' s'e' radicata la mentalita' quale ti riferivi e sradicarla senza conseguenze non pare possibile.

    Un esempio potrebbe essere quello riguardante gli statali.
    Tutti sappiamo o abbiamo testimonianza di cosa voglia dire "burocrazia".....per inciso nata proprio per agevolare gli "amici" (IMHO)... per cui un documento deve fare un giro macchinoso quando basterebbe magari un paio di uffici per assolverlo, ma intervenire ora mietendo posti inutili, e ce ne sono, vorrebbe dire comunque creare difficolta' in tante famiglie non per forza di assenteisti e così si potrebbe ragionare per altri ambiti.
    Credo che se dovessimo fare un bel ripulisti in tutte le categorie, tra assenteisti, raccomandati, posti inutli o doppi, mascalzoni veri e papponi d'ogni genere, di lavoratori onesti quanti ne rimarrebbero ?
    In un certo senso, per assurdo, si farebbe prima ad azzerare tutto e ricominciare d'accapo !

    E' un bel problema.

    Cambiare mentalita' si puo' ma ci vuole tempo e soprattutto ci vuole l'esempio ; se io voglio pretendere dagli altri il rispetto delle leggi devo essere il primo ad ottemperarle proprio per non concedere la minima scusante all'eventuale trasgressore.
    Per dirla con il mio linguaggio di operaio, se in una squadra qualcuno zoppica tutto si ripercuote sugli altri lavoratori e come minimo i tempi si allungano o il lavoro viene fatto male !
    Ecco, così dovrebbe forse apparire la nostra societa', come una compatta squadra che opera per il bene di tutti e dove tutti fanno onestamente il proprio dovere....ma questo suona come un sogno.


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