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Discussione: Cinema e morfologia

  1. #1
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    Cinema e morfologia

    Forse il titolo vi parra' strano ma l'ho scelto, magari sbagliando, per una mia curiosita' che da tempo volevo soddisfare e dato che qui, nel forum, ci sono utenti esperti di cinema sicuramente se ne potra' parlare con dati piu' concreti.

    Dunque, si tratta dell'importanza o dell'influenza delle caratteristiche somatiche e fisiche nella scelta di un ruolo o comunque nel catalogare un certo attore o una certa attrice per interpretare predominanti personaggi filmici quasi come tipologia esemplare appartenente a un preciso cliche'.

    Diro' di piu'....parlo di quei casi in cui lo spettatore (e qui entro nella parte) gia' al primo colpo, guardando l'attore in questione ancor prima che reciti, "sente" che questi agira' e si comportera' come ci si aspetta da individui con tali fattezze a tal punto che nel tempo, queste ultime, risultino persino soverchianti qualsiasi ruolo l'attore interpreti.

    Faccio un nome e posto una immagine che ritengo esempio classico:


    Jack Palance, un grande caratterista dallo sguardo particolare che mi incuteva soggezione e anche quando sorrideva lasciava trasparire un "non so che" di cattiveria congenita
    Magari erano solo mie impressioni ma come lui o almeno similmente poi ho trovato altri attori il cui volto faceva presagire ruoli ben definiti....faccio dei nomi....

    ....Ernest Borgnine


    o Richard Widmark


    o ancora Klaus Kinski



    Certo tre grandi attori ma anche tre "figure" che mai ricordo di aver visto interpretare qualche ruolo lontano da quello che "esteriormente" esprimevano.

    Non so se nel cinema questo sia un limite per un attore....di cattivi o comunque particolari tipologie ce n'e' sempre .... ne' so se esistono esempi assolutamente contrapposti, ovvero di attori che non convincerebbero in ruoli come i loro, ma ritengo che in effetti possedere un certo sguardo, un certo viso, porti inevitabilmente a percorrere vie predefinite, cliche' collaudati di sicuro effetto.

    Dopo questa mia esposizione da semplice spettatore mi piacerebbe se qualcuno ne parlasse ...io aspetto

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  3. #2
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    Riferimento: Cinema e morfologia

    interessante discussione, siccome non amo molto il cinema datato mi ricordo ancora bene "Intervista con il vampiro" in cui c'erano sia Brad Pitt che Tom Cruise, che rappresentavano bene gli eroi bellocci e magari "oscuri". Non so se mi spiego credo che ogni cosa abbia la sua evoluzione, compreso il cinema, per cui ora l'immagine del vampiro è diversa magari dal passato e la serie televisiva, fa stragi.
    La stessa cosa si potrebbe dire per Richard Gere che ricordiamo in "Pretty woman" ma ha poi sempre più o meno rappresentato quei ruoli.
    C'è però da dire anche che in Italia, il successo può derivare anche dalla voce del doppiatore, ad esempio Sylvester Stallone, mio fratello che lo sente con voce originale, non lo può soffrire perchè secondo lui, parla come il "monnezza" nelle caratterizzazioni di Tomas Milian .

  4. #3
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    Riferimento: Cinema e morfologia

    ciao

    Arma per la discussione e per la bella galleria di volti, tutti a loro modo indimenticabili

    è evidente che l'aspetto fisico influisca molto sulla carriera di un attore e sui personaggi che interpreterà, pensate ad un Arnold Schwarzenegger nel fiore degli anni ... cos'altro mai avrebbe potuto interpretare ?

    però io penso che un vero grande attore debba saper andare oltre la sua fisicità ed interpretare ruoli a lui poco consoni

    certo non tutti ci riescono in modo degno, però molte delle più grandi interpretazioni della storia del cinema sono nate in questi casi. E' anche una tipica tendenza degli Oscar quella di premiare attori o attrici che si "trasformano": imbruttendosi, ingrassando, o calandosi in personaggi molto lontani dalla loro immagine tipica.

    credo anche che, per un attore, questa possa essere una sfida professionalmente molto stimolante oltre che un cimento per il proprio talento

    tra gli esempi che tu hai citato, penso a Klaus Kinski che ha fatto praticamente sempre ruoli da villain: assassino, psicopatico, vampiro, bounty killer, nazista, tiranno o comunque un personaggio "particolare" e sopra le righe. Si dirà: e con quella faccia che altro poteva fare ?

    però, proprio per questo fatto, io non l'ho mai ritenuto un grandissimo attore

    mi piace citare un caso contrario, ovvero quello del grande Henry Fonda un tipico esempio di "buono" tranquillizzante. E' entrato nell'immaginario collettivo in questo modo sia grazie al suo aspetto sia grazie ai ruoli edificanti che ha solitamente interpretato.

    Grande fu lo stupore quando il nostro Sergio Leone lo volle come coprotagonista del suo ultimo spaghetti western, il nostalgico C'era una volta il West, nel ruolo di un cattivo duro, lercio e spietato che, addirittura, nella sua prima scena non esita a far fuori un ragazzino per non lasciare testimoni delle sue malefatte. Questa fu una grande sfida, per il regista romano e per l'icona hollywoodiana, ed un notevole shock per il pubblico abituato a vederlo in ben altri ruoli. Però il risultato fu notevole e la performance di Fonda di grande spessore, perchè Fonda era un grande attore

    non so quanti sanno che Quentin Tarantino, che sta lavorando al suo ultimo film (Django Unchained) che sarà uno spaghetti western "riveduto e corretto", ha voluto Leonardo DiCaprio nel ruolo del cattivo. Forse per emulare, quasi 50 anni dopo, il suo idolo Sergio Leone ? secondo me è molto probabile

    e vedremo quali saranno i risultati ...

    "Per quel che mi riguarda Morricone è il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che è la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  5. #4
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    Riferimento: Cinema e morfologia

    Mi risulta che i registi, ne ho frequentato uno molto impegnato, scelgono il cast degli interpreti: sia di primo piano che caratteristi con molta cura ancor prima della stesura definitiva del copione.Un regista plasma la sua creatura e gli trasfonde la sua anima ed il suo talento similmente ad uno scultore.
    Più d'una volta l'ho visto impelagarsi in defatiganti trasferte anche all'estero per strappare un impegno anche ad un non attore purchè avesse caratteristiche aderenti al personaggio che aveva in mente.
    I cosidetti caratteristi sono tali perchè sfruttano tali loro prerogative e talvolta sono anche talentuosi in quel solo ambito.
    Peraltro ad esempio il grande Marty Feldman come potrebbe discostarsi dai ruoli che gli vengono assegnati.
    Marty Feldman.jpg
    Gli attori di rango spesso mal sopportano l'interpretazione reiterativa del personaggio che gli ha dato fama.
    Di proposito non voglio far nomi ma i veri attori si sentono tali quando vengono chiamati ad interpretare indifferentemente i ruoli più disparati possibile per la loro proteiforme abilità di calarsi nella parte.
    Ne conosco uno, non è Celentano, che dopo aver in uno schetch imitato uno scimmione lo chiamavano solo per interpretare tale ruolo e, ancor giovane, ha optato per un altro mestiere.
    Diversamente da quanto taluni pensano, l'arte della rappresentazione è molto difficile ed anche se talune ...ine possono in determinate occasioni assurgere a notorietà hanno quasi sempre deprimenti risvegli.

  6. #5
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    Riferimento: Cinema e morfologia

    Citazione Originariamente scritto da janet Vedi messaggio
    mi ricordo ancora bene "Intervista con il vampiro" in cui c'erano sia Brad Pitt che Tom Cruise, che rappresentavano bene gli eroi bellocci e magari "oscuri". Non so se mi spiego credo che ogni cosa abbia la sua evoluzione, compreso il cinema, per cui ora l'immagine del vampiro è diversa magari dal passato e la serie televisiva, fa stragi.
    Ho visto quel film e concordo sul fatto che una evoluzione del personaggio sia inevitabile anche se c'e' da dire che quel tipo di vampiro, a mio modo, perdeva un po' l'aspetto del classico cattivo per avvicinarsi alla tipologia del "fascino" nascosto che irretisce....ma magari questo era proprio nelle intenzioni del regista.

    Citazione Originariamente scritto da Strider Vedi messaggio
    però io penso che un vero grande attore debba saper andare oltre la sua fisicità ed interpretare ruoli a lui poco consoni
    Probabilmente nel passato la colpa di ripetitivi cliche' e' stata anche dei produttori/registi...ma non me ne intendo, potrei sbagliare....comunque e' vero che i vari Dustin Hoffman, De Niro, Al Pacino ed altre star hanno saputo calarsi nei personaggi con il loro talento mentre una volta, quei caratteristi citati, erano appunto forse limitati dal loro aspetto o non hanno saputo o potuto osare rischiando di interpretare ruoli poco credibili

    Citazione Originariamente scritto da calaf Vedi messaggio
    Peraltro ad esempio il grande Marty Feldman come potrebbe discostarsi dai ruoli che gli vengono assegnati.
    Vero, anche lui rientrava in quella cerchia di caratteristi legati all'aspetto....una condanna forse o forse anche mancanza di coraggio.

    Comunque dal mio punto di vista credo che pur limitati certi attori siano stati, o sono, piu' bravi di tanti attori "normali" che frequentano lo schermo un po' come nel teatro avviene con quelle "spalle" veramente giganti che, se non fossero esistiti, il ruolo del protagonista non avrebbe potuto esaltare come con la loro presenza.


  7. #6
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    Riferimento: Cinema e morfologia

    Il mio modesto punto di vista: ci sono tre categorie di caratteristi: quelli per forza di cose a causa del loro aspetto fisico, quelli che fin dall'inizio della loro carriera sono sempre stati chiamati per fare lo steso ruolo, e infine quelli che non sanno fare altro.

    Per gli ultimi non c'e' nulla da dire, sono solo attori mediocri e si vedono i loro limiti appena sono chiamati a fare qualcosa d'altro. Cio' nonostante, fanno la loro parte, ed e' meglio che non facciano altro.
    Anche per i secondi non c'e' molto da dire, un nano rimane un nano e non puo' fare altre parti.
    Quelli per cui mi dispiace sono i secondi. Molti di loro sono ottimi artisti, che purtroppo non vengono valutati abbastanza specie adesso in cui la cinematografia e' solo "business", non importa fare un "bel" film, l'importante e' che venda, e quindi sia registi che produttori non vogliono correre rischi, sanno che al pubblico piace l'attore X per quel tipo di ruoli, e quindi non lo chiamano per interpretarne altri.

    Per fortuna ci sono registi che hanno occhio (e soldi). Prendi per esempio Woody Allen, che scelse Owen Wilson per Midinight in Paris, non certo una interpretazione da Oscar, ma che ha dimostrato le potenzialita dell'attore. Un esempio italiano e' Silvio Orlando che e' riuscito a dimostrare di essere un vero attore e non solo una caricatura da vignetta televisiva (consiglio caldamente la visione di "Fuori dal mondo", un film premiato dieci volte in concorsi italiani e internazionali)

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