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Discussione: Diritti dei consumatori: la garanzia biennale beni di consumo nuovi

  1. #1
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    Diritti dei consumatori: la garanzia biennale beni di consumo nuovi

    ”immagineCiao a tutti!

    Come promesso quì su CT apro questo articolo/guida, che chiedo sia messa in evidenza, perché spesso non si conosce a fondo i diritti dei consumatori sanciti per legge sugli acquisti di beni e servizi in Italia, anche se in realtà è una direttiva europea e quindi vale sul tutto il territorio della Comunità Europea con alcuni distinguo dettati dalle legge nazionali. Vi parlerò dei diritti e delle modalità per esercitarli. In particolar modo per prima cosa parlerò della garanzia, "questa sconosciuta", di 2 anni inderogabile. Iniziamo a dire chi sono i protagonisti di questa "storia" (in parole povere):

    il consumatore: è un cittadino italiano "privato", quindi non un azienda, un ente o una cosiddetta "persona giuridica". Insomma senza partita IVA;
    il venditore: l'operatore professionale italiano (questò sì con partita IVA) che vi ha venduto il bene, ed è colui che è l'unico responsabile verso il consumatore sia nel primo che nel secondo anno
    il produttore
    : la cosiddetta "casa madre", ovverosia chi materialmente ha "costruito" il bene, o servizio.

    Devo anche indicarvi quali sono le definizioni indicate nel Codice del Consumo (di seguito CdC):
    BENI DI CONSUMO: qualsiasi bene mobile, anche da assemblare, tranne:
    1) i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalità dalle autorità giudiziarie, anche mediante delega ai notai;
    2) l'acqua e il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantità determinata;
    3) l'energia elettrica;

    CONTRATTI OGGETTO DEL CDC
    :
    1) contratti di vendita beni di consumo
    2) contratti di permuta e di somministrazione nonché quelli di appalto, di opera e tutti gli altri contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre

    CONSUMATORE: la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta;

    VENDITORE
    : qualsiasi persona fisica o giuridica pubblica o privata che, nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, utilizza i contratti (vedi sopra)

    PRODUTTORE: il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunità e qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio o un altro segno distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto; il rappresentante del fabbricante se quest'ultimo non è stabilito nella Comunità o, qualora non vi sia un rappresentante stabilito nella Comunità, l'importatore del prodotto; gli altri operatori professionali della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attività possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti;

    I BENI DI CONSUMO NUOVI
    La prima parte riguarderà i beni di consumo (mobili non immobili) nuovi: esempio un PC. Così iniziamo ad avere le idee più chiare sui nostri diritti.

    Ci sono tipi diversi di garanzie:
    1) garanzia convenzionale (o commerciale)
    2) garanzia di conformità (o legale) INDEROGABILE
    3) estenzione di garanzia, quasi sempre a pagamento, che estendono le garanzie predenti.

    1 - GARANZIA CONVENZIONALE O COMMERCIALE

    La garanzia cosiddetta convenzionale, o commerciale, è quella che è data dal produttore (o comunque chi la offre) con le condizioni di garanzia scritte spesso sul prodotto o sul sito internet (pubblicità).Precedentemente era l'unica garanzia che c'era. Attualmente alcuni produttori (non ho sottomano dati statistici) hanno allineato questa garanzia con quella legale, ma generalmente ha meno diritti o costi per il consumatore. In questo caso le parti in causa sono il consumatore e il produttore (rare volte anche da altro interlocutore).

    Questa garanzia contrattuale, non legale è:
    - facoltativa, ma se offerta diventa vincolante per chi la propone - essendo contrattuale può avere dei costi per chi la esercita, una durata e ambito territoriale scelta dal produttore. Devono essere indicati nelle condizioni di garanzia
    - vale per TUTTI i compratori, quindi non solo per i consumatori ma anche per tutti gli altri compratori, come per esempio professionisti, enti, società etc.
    - cumulativa, ovverosia che si aggiunge a quella legale (che invece è INDEROGABILE, Art. 128 CdC)
    I riferimenti normativi per questa garanzia sono l'articolo 1519 septies del codice civile e l'articolo 133 del CdC.

    2 - GARANZIA LEGALE O DI CONFORMITA' DI 24 MESI

    Direi questa è la garanzia che più ci preme e che più ci dà dei diritti. Dopo l'approvazione del CdC, che ha recepito la direttiva della Comunità Europea n.99/44, è stata istituita la garanzia di conformità, o legale. Il concetto introdotto è di una semplicità imbarazzante: il venditore deve consegnare il prodotto con tutte le caratteristiche "promesse" dal venditore, insomma "conforme alla promessa" ecco perché si chiama garanzia di conformità.
    In legalese "Il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita" (Art.129 comma 1 CdC). Questa garanzia vale 2 anni dalla consegna del bene (art. 132 CdC). Sembra talmente semplice, che anche un bambino potrebbe applicarlo... e invece no. Questo perché ci sono, a mio giudizio, anche delle ambiguità normative, ma per ora non ci soffermiamo su questo aspetto.

    Andiamo a dettagliare questa "conformità" dettata dall'articolo 129 del CdC:
    a) sono idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo: esempio se compro una laser mi aspetto che stampi delle pagine senza macchie di inchiostro

    b) sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello: se c'è scritto compatibile con Ubuntu 10.04 lo deve essere

    c) presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull’etichettatura. Esempio se un pc con le stesse caratteristiche per fare una determinata operzione ci mette "abitualmente" un certo tempo, non è conforme che il bene acquistato ci metta il doppio.

    d) sono altresì idonei all’uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti. Esempio: se il consumatore viene assicurato dal venditore che con quel determinato router può andare su internet con quella compagnia telefonica con il suo pc con Ubuntu 11.

    Quando è che NON c'è difetto di conformità (insomma non vale la garanzia): se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto non poteva ignorarlo con l’ordinaria diligenza o se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore. Esempio: se si compra una laser, magari ad un prezzo scontato, e c'è espressamente scritto che il led dell'accensione non funziona, oppure manca il CD oppure è priva della porta parallela. Oppure un notebook dove è scritto che NON è compreso il sistema operativo. Oppure siamo noi che istruiamo il venditore a fare una particolare installazione o montare un particolare accessorio che modifica la conformità del bene di consumo acquistato.

    Una cosa importante, sopratutto nell'ambito tecnologico, è che c'è difetto di conformità (in legalese: equiparato) anche se è "colpa" dell'installazione quando:
    1) quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita ed è stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità.
    2) nel caso in cui il prodotto, concepito per essere installato dal consumatore, sia da questo installato in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione. Esempio classico un PC con il sistema preinstallato ma senza le istruzioni per completarne l'istallazione e NON cancellare la partizione di servizio per il ripristino del sistema.

    Come sopra detto l'unico responsabile, secondo la legge, è il venditore. Non il produttore, ma il venditore. E' quì che c'è, a mio giudizio, l'ambiguità della legge: il responsabile è il venditore, che però non è in grado di riparare personalmente (e gratuitamente savo patti contrari) il prodotto non conforme ma deve farlo riparare, generalmente, dal produttore.

    Il venditore ha comunque il diritto di regresso (art.131 CdC) verso il distributore:
    Citazione Originariamente scritto da CdC
    1. Il venditore finale, quando è responsabile nei confronti del consumatore a causa di un difetto di conformità imputabile ad un’azione o ad un’omissione del produttore, di un precedente venditore della medesima catena contrattuale distributiva o di qualsiasi altro intermediario, ha diritto di regresso, salvo patto contrario o rinuncia, nei confronti del soggetto o dei soggetti responsabili facenti parte della suddetta catena distributiva.
    2. Il venditore finale che abbia ottemperato ai rimedi esperiti dal consumatore, può agire, entro un anno dall’esecuzione della prestazione, in regresso nei confronti del soggetto o dei soggetti responsabili per ottenere la reintegrazione di quanto prestato.
    In parole povere il consumatore deve chiedere solo ed esclusivamente al venditore, che è deve essere l'unico suo interlocutore. Poi, se vuole o se non ha patti contrari, il venditore può rivalersi del suo distributore che a sua volta si può rivalere sul produttore/importatore.

    Un po' arizigogolata, poco semplice e forse è per questo che qualcuno non ottempera alla legge (sbagliando). La modifica della normativa sarebbe semplice: la garanzia di conformità non la dovrebbe anticipare il venditore ma la dovrebbe operare direttamente il produttore. Ma questo attualmente non avviene. Attendiamo variazioni.

    TERMINI E DURATA DELLA GARANZIA DI CONFORMITA'
    Come abbiamo detto il venditore è responsabile "quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene". Per poter avvalersi del proprio diritto il consumatore DEVE (pena la decadenza) denunciare al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.
    La denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o lo ha occultato. Quindi nel caso voi avete riscontrato un difetto e per 2 mesi lo avete utilizzato senza denunciarlo al venditore, dopo il difetto non viene riconsociuto dalla legge. Quindi nel caso il difetto sia riscontrato prima della scadenza della garanzia biennale ci sono comunque altri 2 mesi di tempo per denunciarlo. Difatti il termine massimo per l'azione diretta per far valere i proprio diritti (non dolosamente occultati dal venditore) è di 26 mesi.

    Importante anche un comma per evitare alcune "furberie" per non far valere i nostri diritti (art.134 CdC):
    È nulla ogni clausola contrattuale che, prevedendo l’applicabilità al contratto di una legislazione di un Paese extracomunitario, abbia l’effetto di privare il consumatore della protezione assicurata dal presente paragrafo, laddove il contratto presenti uno stretto collegamento con il territorio di uno stato membro dell’unione europea. In parole povere non possono dirti che il prodotto non è europeo e quindi "non vale la garanzia" se lo hai comprato, esempio, in Italia .

    COSA FARE SE RISCONTRATE IL DIFETTO DI CONFORMITA

    Ora, se abbia riscontrato questo malefico difetto di conformità il consumatore ha questi diritti (art.130 CdC comma 2 e seguenti), presi direttamente dal CdC:

    2. al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, a norma dei commi 3, 4, 5 e 6, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto, conformemente ai commi 7, 8 e 9.

    3. Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro.

    4. Ai fini di cui al comma 3 è da considerare eccessivamente oneroso uno dei due rimedi se impone al venditore spese irragionevoli in confronto all’altro, tenendo conto:
    a) del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformità;
    b) dell’entità del difetto di conformità;
    c) dell’eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.

    5. Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.

    6. Le spese di cui ai commi 2 e 3 si riferiscono ai costi indispensabili per rendere conformi i beni, in particolare modo con riferimento alle spese effettuate per la spedizione, per la mano d’opera e per i materiali.

    7. Il consumatore può richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti situazioni:
    a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;
    b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui al comma 5;
    c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore. 8. Nel determinare l’importo della riduzione o la somma da restituire si tiene conto dell’uso del bene.

    9. Dopo la denuncia del difetto di conformità, il venditore può offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i seguenti effetti:
    a) qualora il consumatore abbia già richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma 5, salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto;
    b) qualora il consumatore non abbia già richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo.

    10. Un difetto di conformità di lieve entità per il quale non è stato possibile o è eccessivamente oneroso esperire i rimedi della riparazione o della sostituzione, non dà diritto alla risoluzione del contratto.

    Vorrei soffermarmi sul comma 7: non vi possono chiedere le spese di spedizione! Il resto mi sembra abbastanza chiaro ... nonostante alcuni termini in legalese (e quindi non chiari) sugli aggettivi quali "notevole" o "congruo".

    La prima parte è finita, spero sia un po' chiarificatrice, ma comunque aggiungerò ulteriori informazioni nel caso, tempo permettendo.

    Nel prossimo post (o discussione se gli admin scelgono diversamente) parlerò di diritto di recesso e cosa fare nel caso non sia attuata la garanzia biennale da parte del venditore. Poi parleremo anche dei servizi e dei beni usati. E ... occhio ai diritti! Non facciamoci prendere in giro.

    Ora ne sappiamo un po' di più, quindi facciamoli valere i nostri sacrosanti diritti.

    Buoni acquisti garantiti a tutti!
    Ultima modifica di Kirk78; 17-01-12 alle 18: 13. Motivo: Mi ha tutto sformattato.. scusate se ne ho lasciate alcune

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    Riferimento: Diritti dei consumatori: la garanzia biennale beni di consumo nuovi

    ottimo intervento Kirk, come hai detto tu stesso per salvare molti dal "legalese"

  4. #3
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    Riferimento: Diritti dei consumatori: la garanzia biennale beni di consumo nuovi

    Ahhhh... quant'era che aspettavo

    Attualmente alcuni produttori (non ho sottomano dati statistici) hanno allineato questa garanzia con quella legale, ma generalmente ha meno diritti o costi per il consumatore. In questo caso le parti in causa sono il consumatore e il produttore
    A me risulta che comunque l'acquirente finale ha sempre come referente il venditore finale che è quello che "sul campo" deve occuparsi della gestione della garanzia, e diventa ambiguo quando poi asserisci che "l'unico responsabile, secondo la legge, è il venditore. Non il produttore, ma il venditore"


    esempio se compro una laser mi aspetto che stampi delle pagine senza macchie di inchiostro
    Ovviamente . Ma come fa il venditore/produttore a stabilire se in quei 2 anni l'acquirente non ha stampato 5000 pagine al mese invece delle 2000 per le quali la stampante è stata concepita e quindi la meccanica è andata a farsi benedire non per difetto di conformità ma per incuria?

    Esempio se un pc con le stesse caratteristiche per fare una determinata operzione ci mette "abitualmente" un certo tempo, non è conforme che il bene acquistato ci metta il doppio.
    Parlando di PC, hai mai provato a spiegarlo a quelli che hanno la tray bar mezza piena di programmi in esecuzione automatica?


    E' quì che c'è, a mio giudizio, l'ambiguità della legge: il responsabile è il venditore, che però non è in grado di riparare personalmente
    L'ambiguità allora è doppia, perché il venditore può non essere in grado (come nel caso degli ipermercati), ma spesso è anche impossibilitato, perché pur essendo riconosciuto dalla legge italiana come responsabile della garanzia, non è riconosciuto dal produttore e rimane fra l'incudine e il martello. Esempio classico, il notebook/PC "di marca" riportato al venditore con l'hard disk guasto: io venditore non posso riparare l'hard disk perché il produttore non mi fornisce nessun pezzo di ricambio, e rischio pure di far decadere io stesso la garanzia se il produttore si accorge che ho aperto la macchina… Il venditore è costretto a rimandare l'oggetto al produttore diventando responsabile di riparazioni e tempistiche che non ha nessuna possibilità di gestire.


    Il venditore ha comunque il diritto di regresso (art.131 CdC) verso il distributore:
    Ovvero come far sbranare un moscerino da una tigre del Bengala


    Per poter avvalersi del proprio diritto il consumatore DEVE (pena la decadenza) denunciare al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto
    Intanto ci sarebbe da capire come si fa a stabilire la veridicità dei due mesi, e poi manca il termine temporale opposto, ovvero che (se sbaglio correggimi): salvo prova contraria il difetto di conformità è ritenuto presente all'origine se si manifesta entro sei mesi, per cui si evince che oltre quel termine è il consumatore che lo deve provare… come non si sa


    Il resto mi sembra abbastanza chiaro ... nonostante alcuni termini in legalese (e quindi non chiari) sugli aggettivi quali "notevole" o "congruo"

    .... salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro.
    .... e riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta
    .... la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore
    .... Un difetto di conformità di lieve entità
    Non mi sembrano affatto cose da sottovalutare, perché alla fine possono essere proprio le basi per una controversia: in tutti questi anni (la legge è in vigore dal 2002) possibile che non ci sia stato un decreto attuativo o delle sentenze in merito che quantifichino almeno a grandi linee questi termini?


    Infine c'è una casistica di cui nessuno mai parla, rimanendo in ambito semitecnologico: batterie, alimentatori o di altri beni facilmente deteriorabili dall'uso (hai presente il giocatore incallito che si accanisce sulla tastiera?)
    Hanno davvero delle garanzie limitate? Io non sono riuscita a trovarlo scritto da nessuna parte se non dai produttori, puoi informarti meglio?

    E che mi dici di quei produttori che continuano ad indicare 12 mesi di garanzia sui loro siti e sui loro prodotti? E' legale?

    Dum differtur, vita transcurrit

  5. #4
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    Riferimento: Diritti dei consumatori: la garanzia biennale beni di consumo nuovi

    Grazie del "pepe" cara LadyHawke. Rispondo più dettagliato in seguito, ma comunque come ho detto per me la legge è da cambiare.
    Avete pensato con metterlo il rilievo?

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