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Discussione: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

  1. #2341
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    ancora non ci siamo

    vi azzero il counter e vi dico pure che un film che avete gi nominato in posizione errata
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    Kramer contro Kramer

  4. #2343
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    Giulia

  5. #2344
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    Per completezza...
    Il Padrino

    e con questo vi saluto, buon weekend

  6. #2345
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    ahim

    ancora non ci siamo

    facciamo un attimo il punto della situazione, manca solo il C3 su cui abbiamo detto che:

    - tratto da un romanzo
    - un film degli anni '70
    - ha vinto l'Oscar di miglior film (come tutti quelli della griglia, repetita iuvant )
    - lo avete gi nominato ma nella cella sbagliata

    e infine vi aggiungo anche che:

    - l'attore co-protagonista ha lavorato nel sequel di un film di fantascienza

    vediamo adesso ...
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  7. #2346
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    Non ho capito se l'avete fatto apposta o no, ma vabb

    Il braccio violento della legge

  8. #2347
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    Rien ne va plus !!!

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    Citazione Originariamente scritto da Lizard Vedi messaggio
    Non ho capito se l'avete fatto apposta o no, ma vabb

    Il braccio violento della legge
    ma ceeeeertoooooo!

    ma dico ? ci voleva tanto ?

    se vi rileggete i post precedenti scoprirete che Lizard e Shiny, a un certo punto, hanno risposto "Il cacciatore" e "Il braccio violento della legge" a celle invertite

    va beh dai, capisco che ogni tanto un'empasse generale ci pu anche stare

    bene amici, finalmente ce l'abbiamo fatta!


    ecco a voi la griglia finale:




    ecco i vincitori con i vari titoli indovinati:

    A1 - Il cacciatore (Lizard)
    B1 - Eva contro Eva (ARMA)
    C1 - L'appartamento (Shiny)
    D1 - Il padrino - Parte II (KEY)

    A2 - Balla coi lupi (Mnemo)
    B2 - All'ovest niente di nuovo (Arma)
    C2 - Via col vento (Shiny)
    D2 - Non un paese per vecchi (Lizard)

    A3 - Aurora (Mnemo)
    B3 - Casablanca (ARMA)
    C3 - Il braccio violento della legge
    (Lizard)
    D3 - La calda notte dell'ispettore Tibbs (Lizard)

    A4 - Million Dollar Baby (Key)
    B4 - Lawrence d'Arabia (ARMA)
    C4 - Il silenzio degli innocenti (KEY)
    D4 - Fronte del porto (Shiny)


    ed ecco i punteggi totali: Arma si aggiudica l'unico poker (non ci sono stati tris) e prende un bonus di 10 punti

    Arma ....... 18 punti
    Shiny ....... 8 punti
    Lizard ....... 8 punti
    Keyser
    ....... 6 punti
    Mnemo
    ....... 4 punti


    Arma il legittimo vincitore della griglia "da Oscar" e, quindi, condurr la prossima cine-manche

    ed infine, per coloro che fossero interessati, un mio commento ai 16 film che ho scelto per voi

     

    Aurora (Sunrise), 1927 di F.W. Murnau
    Immagine ridotta


    Dopo essere stato sedotto da una femme fatale di citt, un campagnolo decide di annegare la moglie, in modo da sbarazzarsene, ma sul pi bello, non ne in grado. Arrivati in citt, i due si riconciliano e trascorrono momenti sereni e allegri che rievocano una seconda luna di miele. Sul tragitto di ritorno, vengono colti da una burrasca, e la moglie risulta dispersa. Viene poi tratta in salvo da un pescatore, e infine l'Uomo e la Donna si dichiarano amore con il sorgere del sole. Primo film di Murnau in terra americana, e il risultato strepitoso: un film espressionista tedesco girato a Hollywood. La prima parte del film puro noir, a tratti terrificante, paradossalmente in qualche frangente anche pi di Nosferatu. Il corpo centrale del film invece si caratterizza per un cambio netto di tono, da commedia tipicamente hollywoodiana mentre il finale apparentemente tragico si risolve con un happy ending ancora nel classico stile americano. La fotografia sublime, come il montaggio calibrato alla perfezione, mentre si trovano pochissime didascalie per essere un film muto: effettivamente la potenza delle immagini parla benissimo da s. La sequenza dove il marito viene "abbracciato" dallo spirito maligno dell'amante tanto visionaria quanto stupefacente. Insomma, la visionariet di Murnau al servizio di una storia di riconciliazione "universale" in un film che mescola la ricerca espressionistica dell'immagine controllata, dallo stile tipicamente tedesco, con la drammaturgia melodrammatica tipicamente hollywoodiana, dando vita ad una delle massime vette del cinema muto. Vinse tre Academy, tra cui miglior film, alla prima cerimonia degli Oscar del 1927 in cui esistevano due categorie distinte: miglior film e produzione artistica e miglior produzione (in cui vinse "Ali" di William A. Wellman). Queste due categorie furono abolite gi dall'anno successivo per dar vita a quella unica ed attuale di Miglior Film. Una menzione speciale alle musiche di Hugo Riesenfeld che ormai formano un corpo unico con questo capolavoro di Murnau, che compare anche in un breve cameo nel finale del film. Quest'opera viene anche ricordata per l'enorme quantit di pellicola girata (Murnau era anche un tecnico molto preparato ed esigente ed era famoso per le sue continue sperimentazioni sulle immagini), poi pesantemente ridotta in fase di montaggio.

    All'ovest niente di nuovo (All Quiet on the Western Front), 1930 di Lewis Milestone
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    Straordinario capolavoro anti-miltarista, fu il primo film a dipingere la guerra in modo "realistico" ovvero scevra dell'enfasi retorica, eroica e mistificatrice, tipica del cinema hollywoodiano. Per questo motivo divenuto un manifesto del pacifismo ed ha dato vita ad un nuovo filone di war movies poi seguito dai pi grandi registi (Kubrick, Coppola, Malick, ...). Unisce sapientemente l'ampio respiro delle grandi battaglie, tradotto in immagini di grande spettacolarit per i tempi, con la forza pungente della denuncia e l'intimismo drammatico dei dialoghi tra i giovani protagonisti. E' un film di illusioni spezzate e di speranze disattese: la guerra non eroismo, n un alto dovere dell'uomo, solo un orrore senza fine che abbrutisce e mortifica la dignit umana. E' uno dei primi 5 war movies di sempre, superato solo da "Apocalypse Now" ed "Orizzonti di gloria". Vinse due oscar: film e regia. Ha avuto un mediocre ed inutile remake, ad opera di Delbert Mann, nel 1979.

    Via col vento (Gone with the Wind), 1939 di Victor Fleming
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    Tratto dall'omonimo romanzo di Margaret Mitchell, premio Pulitzer nel 1937, il kolossal per eccellenza e, probabilmente, il film americano pi famoso di ogni tempo. Opulento e grandioso in ogni suo aspetto, la lunghezza in primis, ha ambizioni da affresco storico e di costume ma l'anima di un melodramma classico, a volte un po' melenso. Il personaggio principale di Rossella O'Hara una delle icone del cinema classico hollywoodiano e contiene una carica di ambiguit e di "debolezza" coraggiosa per quei tempi. Il film compare praticamente in tutte le classifiche cinematografiche all-time ed , ancora oggi, il maggior incasso americano di sempre, secondo la classifica che tiene conto del numero di biglietti venduti. Fu diretto da Victor Fleming (per certi versi il James Cameron degli anni '30), ma contribuirono anche Cameron Menzies, George Cukor e Sam Wood (non accreditati). La Guerra civile, che infiamm il Sud degli Stati Uniti, lo sfondo per le sconfitte sentimentali di Rossella in eterna lotta tra la sua personalit viziata ed egoista e la ricerca dell'amore ideale.Contiene due tra le frasi pi celebri della storia del cinema: "Francamente me ne infischio!" e "Dopotutto, domani un altro giorno!". Vinse 8 premi Oscar tra cui film, regia, sceneggiatura e le due attrici, Vivien Leigh e la nera Hattie McDaniel, prima afro-americana a ricevere un Academy Award. La fama e l'alone di leggenda sorto intorno a questo film sono ben superiori al suo effettivo valore.

    Casablanca (Casablanca), 1942 di Michael Curtiz
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    Capolavoro assoluto del cinema classico americano, uno dei rari casi in cui il successo di pubblico ed i premi si sposarono con una straordinaria qualit artistica. Film mito e di culto, il cui fascino ammaliante e la cui eleganza sopravvivono intatti ancora oggi, senza aver perso un grammo della propria forza. Costruito su solide basi, la straordinaria sceneggiatura firmata Epstein-Koch (per alcuni la migliore mai scritta per il cinema), uno struggente affresco su un'epoca perduta, un raffinato melodramma dai toni trattenuti e vanta una memorabile galleria di personaggi di cui la coppia di divi protagonisti (Humphrey Bogart ed Ingrid Bergman) sono solo la punta dell'iceberg. Vinse "solo" tre Oscar (film, regia e sceneggiatura) ma ne meritava assai di pi. Il personaggio di Rick Blaine, interpretato da Bogart con la consueta carica di sensualit e "maledettismo", uno dei pi famosi della storia del cinema. Indimenticabile anche la frase, pronuciata dalla luminosa Bergman, "suonala, Sam. Suona... Mentre il tempo passa" su cui poi Woody Allen costruir un film omaggio nel 1972 ("Play It Again, Sam"). Usc durante la seconda guerra mondiale e la sua forte carica anti-nazista uno dei tanti valori aggiunti dell'opera. E' una tappa imprescindibile di qualunque itinerario nel cinema classico. Tra i film vincitori di Oscar uno dei pi belli in assoluto.

    Eva contro Eva (All About Eve), 1950 di Joseph L. Mankiewicz
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    Un'affermata attrice teatrale di grande successo accoglie come sua allieva una collega pi giovane e di grande ambizione. In breve questa dimostra di possedere non solo il talento ma anche la scaltrezza necessaria per farsi largo nel difficile mondo dello spettacolo e prender il posto della prima. Calibrata commedia nera sul mondo del teatro e sui valori effimeri dello star system, costruita interamente sull'eterno dualismo tra allievo e maestro. Sapiente direzione degli attori ed ottima costruzione dei personaggi, tutti egregiamente tratteggiati con fervida ambiguit. Tra le due attrici protagoniste (Bette Davis ed Anne Baxter), entrambe bravissime, spicca George Sanders, premiato con l'Oscar come non protagonista. In questo film il garbo e l'eleganza della commedia americana anni '50 viene contaminato dal perfido cinismo tipico del noir. Da segnalare una bellissima Marilyn Monroe in un ruolo secondario. Vinse 6 Oscar, fu un grande successo di pubblico e critica ed il romanzo ispiratore venne adattato anche per la radio ed in versione musical. Ha influenzato molti film successivi, ad esempio il recente e truculento "Black swan" di D.Aronofsky.

    Fronte del porto (On the Waterfront), 1954 di Elia Kazan
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    Intenso dramma di denuncia sociale, dai forti risvolti politici, firmato da Elia Kazan, che afferm definitivamente il suo "allievo" Marlon Brando come stella di prima grandezza del firmamento hollywoodiano. Possiede i toni del noir ed il piglio del cinema d'impegno, sebbene appaia evidente la formazione anti-comunista del regista che qui si leva pi di un sassolino dalla scarpa. Ma, nonostante alcune forzature ideologiche un po' strumentali, l'antieroe perdente di Brando buca lo schermo ed il fosco intreccio tra malavita, sindacati corrotti ed autorit compiacenti funziona alla perfezione avvincendo lo spettatore fino al finale edificante. Pregevoli la fotografia e le musiche di Bernstein. Vinse 7 Oscar tra cui film, regia, sceneggiatura, fotografia e Brando, qui in un'interpretazione davvero ammirevole.

    L'appartamento (The Apartment), 1960 di Billy Wilder
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    Un impiegato adulatore e ruffiano fa carriera compiacendo i suoi capi, ai quali presta il proprio appartamento per le loro scappatelle amorose extra coniugali. Ma tutto si complica quando la donna di cui segretamente innamorato finir, a sua volta, nell'alcova. Commedia briosa ed amara, a tratti irresistibile nel suo mix tra frizzante energia e crudele cinismo, uno dei tanti capolavori di Billy Wilder. Straordinaria la coppia di interpreti protagonisti, Shirley MacLaine e Jack Lemmon, incredibilmente non premiati dall'Accademy. La commistione tra comicit e dramma, tipica di Wilder, qui portata alla massima valenza espressiva. Lo sguardo pi maturo e sereno del grande autore di origine polacca si vede e si sente. E' una delle pi belle ed intelligenti commedie americane di sempre, che sa anche farsi metafora di temi sociali, come la solitudine individuale nelle grandi metropoli. Vinse 5 Oscar nel 1961.

    Lawrence d'Arabia (Lawrence of Arabia), 1962 di David Lean
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    Uno dei pi grandi film storici di sempre, sicuramente tra i pi conosciuti e premiati. Kolossal "enorme" sotto ogni punto di vista, dai grandi spazi all'ampio respiro epico, esalta lo splendore della sua fotografia nei panorami mozzafiato del deserto arabico, autentico protagonista del film. Accurata la ricostruzione storica, sociale ed ambientale, sontuoso cast di attori con Peter O'Toole ed Omar Sharif sugli scudi, celeberrima la colonna sonora di Maurice Jarre, indissolubilmente legata al film ed alle sue ambientazioni. Forse un po' troppo lungo, a volte prolisso, ma era la moda dei tempi. Sette premi Oscar ma nessuno al ricchissimo cast.

    La calda notte dell'ispettore Tibbs (In the Heat of the Night), 1967 di John Ball
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    In una piccola citt del Mississippi un tutore della legge borioso, ignorante e razzista deve collaborare, suo malgrado, con un collega ispettore di colore, mandato dai federali. Saranno faville. Poliziesco atipico e non convenzionale, dalle atmosfere malsane e dalle grandi motivazioni sociali: il tema portante il razzismo, non solo quello arrogante dello sceriffo protagonista ma, soprattutto, quello strisciante, e ben pi pericoloso, che cova sotto la cenere del perbenismo americano. Non tutto funziona a dovere, ad esempio l'antinomia tra i due protagonisti , a volte, un po' troppo "effettistica" ma il film resta un valido esempio di poliziesco impegnato. Tra l'ispettore misurato di Sidney Poitier ed il vulcanico sceriffo di Rod Steiger, l'Oscar and all'attore bianco, qui al top del suo innato istrionismo. Gli oscar totali furono 5, per un film forse poco conosciuto ma da recuperare.

    Il braccio violento della legge (The French Connection), 1971 di William Friedkin
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    Il padre dei polizieschi d'azione, "sporchi e cattivi", che ebbero tanto successo negli anni '70. Insieme al "Dirty Harry" di Siegel ed a "Il giustiziere della notte" di Winner ispir totalmente (in molti casi ai limiti del plagio) il famigerato "poliziottesco" italiano. Non il miglior film di William Friedkin ma la scelta delle ambientazioni di strada "autentiche", i forsennati inseguimenti ed i personaggi "ruvidi" hanno fatto scuola per il genere. Cinque premi Oscar: film, regia, sceneggiatura, montaggio e Gene Hackman attore protagonista. Da segnalare anche la buona prova del compianto Roy Scheider, come spalla del protagonista, e di Fernando Rey nei panni del "cattivo". Un film profondamente figlio della sua epoca, della quale , oggi, degno rappresentante.

    Il padrino parte II (The Godfather, Part II), 1974 di Francis Ford Coppola
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    Due anni dopo il primo capitolo della saga mafiosa della famiglia Corleone, Francis Ford Coppola firma un altro capolavoro, caso unico nella storia del cinema di premio oscar vinto dall'originale e dal seguito. Il film porta avanti due linee narrative in parallelo: la vicenda di Michael, che scala le gerarchie del crimine a caro prezzo, e quella del suo giovane padre, Vito, dallo sbarco in America all'arrivo a Little Italy, fino all'ascesa nella malavita newyorkese. E', quindi, sia un sequel che un prequel, due film in uno. La pellicola ancora pi lunga, ambiziosa e grandiosa rispetto al primo capitolo e ci che perde in compattezza, guadagna in molteplicit dei temi e dei livelli di lettura. Va detto, chiaramente, che il primo episodio resta, anche se di poco, superiore perch pi snello, conciso e praticamente perfetto sotto ogni punto di vista. Cos come va detto che la parte in flashback della giovinezza di Vito (egregiamente interpretato da Robert De Niro) ben superiore alla vicenda di Michael, un po' troppo ingarbugliata e pretenziosa. Ma i momenti di grande cinema si sprecano, in entrambe le parti, il cast , come sempre, sontuoso e Coppola riesce ad elevare il tutto ad una sorta di tragica mitologia, in cui il romanticismo nostalgico del primo capitolo lascia definitivamente il posto alla sconfitta interiore che deriva dal peso del potere e dalla fine di un sogno, non solo americano. Il personaggio di Michael Corleone, nella sua ascesa/caduta e nella sua sofferta spietatezza, assume i contorni di un titanico tiranno, schiacciato dal peso del cruento mondo che deve sostenere, per amore della Famiglia. Questo film il punto di non ritorno del gangster movie: da qui in poi si potr solo fare peggio. Sei premi Oscar: film, regia, scenaggiatura, scenografie, De Niro e le splendide musiche del grande Nino Rota, affiancato da Carmine Coppola.

    Il cacciatore (The Deer Hunter), 1978 di Michael Cimino
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    Tre amici, operai di mestiere e con l'hobby della caccia, partono per la guerra in Vietnam dopo il matrimonio di uno dei tre. Fatti prigionieri da Vietcong senza scrupoli sono costretti a giocare alla roulette russa per compiacere i loro aguzzini che scommettono accanitamente su chi vive e su chi muore. Riusciranno a fuggire, in modo rocambolesco, e torneranno a casa. Ma le loro vite non saranno mai pi quelle di prima. Il triste capitolo del Vietnam, tra i pi tragici della storia americana recente, ci ha regalato film meravigliosi, alcuni di essi sono tra i pi grandi war movie di ogni tempo. "Il cacciatore", capolavoro dello scomodo Michael Cimino, tra questi, superato, probabilmente, solo da "Apocalypse Now" di Coppola. E' un film allucinato dal forte fascino oscuro, interamente costruito sui contrasti: ad una prima parte lenta che dilata volutamente i tempi per approfondire la psicologia dei personaggi, ne segue una tragica e frenetica, una sorta di incubo rituale in cui la vita e la morte sembrano toccarsi, separate da una linea sottile. Pi che l'inferno del Vietnam, che resta fuori fuoco, ci viene mostrato l'inferno che scoppia nell'animo umano dopo la caduta negli abissi, morali, pi profondi. Le terribili scene della roulette russa sono entrate, a pieno diritto, nella storia del cinema e nell'immaginario collettivo. Cimino riesce a trasformare una tragica epopea degli umili in un inappellabile apologo della sconfitta: di una nazione, di un sogno e dell'uomo. Cinque Oscar e straordinaria interpretazione di Christopher Walken, che sopravanza il pur ispirato resto del cast, nella performance della vita, quella che rester.

    Balla coi lupi (Dances with Wolves), 1990 di Kevin Costner
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    Da un romanzo di Michael Blake, Costner ha tratto questo film lungo, epico, naturalista, intriso di struggente misticismo, che riflette dolorosamente sulla storia americana e sulla crudele distruzione dei nativi. Rielabora, criticamente, l'antico mito di Pocahontas e, celebrando incanto e bellezza di quel mondo primitivo, cerca di esplorare le radici dell'odio che lo spazzarono via. E' un western atipico, a met strada tra un idillio epico ed una lenta ballata romantica, un film non perfetto, perch non sfugge al manicheismo tipico di ogni impostazione a tesi, ma anche un'opera di grande fascino densa di momenti poetici e di autentico incanto celebrativo. Profondamente lontano dai western neri e crepuscolari alla Eastwood, si insinua nella scia di quel filone (forse nato dal senso di colpa), molto in voga negli anni '70, che smitizz il West per schierarsi apertamente dalla parte degli "indiani". Di questo filone ricordiamo, ad esempio, opere come "Piccolo grande uomo" , "Un uomo chiamato cavallo" ed il cruento "Soldato blu", tutti del 1970. Ma il film di Costner va oltre, preferendo la meditazione all'azione, il silenzio al frastuono e lasciando parlare le immagini pi delle parole. Sette premi Oscar per un western unico nel suo genere.

    Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs), 1991 di Jonathan Demme
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    Il secondo adattamento cinematografico dei romanzi di Thomas Harris (dopo il "Manhunter" di Mann del 1986) ci regala uno dei thriller pi belli, famosi e celebrati di tutti i tempi. Interamente costruito sulle atmosfere "malate" e sul "quid pro quo" tra i due straordinari protagonisti, un horror psicologico dal meccanismo perfetto di sontuosa impaginazione estetica. Pieno di dialoghi memorabili e di sequenze ad effetto, mantiene lo spettatore incollato alla sedia attraverso un viaggio/indagine a due livelli: nella mente del serial killer e nell'animo dell'inquieta protagonista, la recluta FBI Clarice Starling. Memorabile interpretazione di Anthony Hopkins che ha reso il suo Hannibal Lecter uno dei cattivi pi famosi ed "amati" del grande schermo. Pi dello spietato killer a cui si d la caccia, Buffalo Bill, o della tormentata Clarice Starling, che vuol catturare i "mostri" per allontanare i demoni del suo animo, Lecter l'autentico protagonista del film, ed in questa scelta risiede il maggior merito del regista, Jonathan Demme, e la chiave dell'enorme successo del film. Cinque Oscar "pesanti" ed un enorme successo mondiale per un must degli psico-thriller. Ha avuto tre mediocri "seguiti", ma solo il predecessore ("Manhunter") vale quanto, e forse pi, del nostro.

    Million Dollar Baby (Million Dollar Baby), 2004 di Clint Eastwood
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    Straordinario e struggente film del "vecchio leone" Clint Eastwood, qui anche attore. Uno dei rari esempi di pellicola del nuovo millennio per cui si pu usare il termine di "capolavoro" senza storcere il naso. E' costruito come un'opera a due livelli, in cui la seconda parte ribalta la prima, spiazzando totalmente lo spettatore, anzi mettendolo KO, tanto per usare il linguaggio del pugilato. La prima met ha i connotati eroici e sofferti del film sportivo, dove sudore, impegno e sofferenza possono significare rivalsa sociale e riaffermazione della dignit umana. E' un film sul pugilato, ma nuovo ed audace perch ne esplora il lato femminile che si incastona sui sensi di colpa di un rapporto padre-figlia andato in malora. La seconda parte, straziante, commovente, atroce, ma sempre lucida ed asciutta, una riflessione sul dolore, sulla vita, sulla morte e su enormi temi esistenziali, morali e religiosi. Eastwood ne esce vincitore, come al solito, insieme a tutto il cast in cui spicca un'intensa Hilary Swank, e consegna ai posteri una pellicola indimenticabile che pu far discutere ma che non lascia indifferenti. Ammirevole la capacit del vecchio regista di trattare ed amalgamare cos tanti temi, forse troppi per un film solo, con cos elevato rigore stilistico. Quattro premi Oscar e tanti personaggi che lasciano il segno, colpendo dritti al cuore.

    Non un paese per vecchi (No Country for Old Men), 2007 di Ethan Coen, Joel Coen
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    Da un fosco romanzo di Cormac McCarthy, i fratelli Coen ci regalano una delle loro opere pi riuscite e mature, un noir di profonde suggestioni, dove la solarit degli ambienti va in contrasto con l'oscurit dei contenuti. Amara riflessione sul degrado morale e sulla caduta di un mondo, quello americano, ormai dominato dal sangue e dalla violenza. I Coen sono, come al solito, bravissimi a coniugare un cinema che cita il classico ma che rimanda al nuovo, alternando momenti di riflessione, anche astratta, ad improvvise esplosioni di violenza che ribaltano il punto di vista e scioccano lo spettatore. Sapientemente costruito come uno stilizzato gioco dell'eccesso, con il grottesco sempre dietro l'angolo, la pellicola si erge, anche, a requiem di quel sistema morale e di quella fetta di sincera umanit, incarnate dal dolente personaggio dello sceriffo ("vecchio" e fuori luogo), egregiamente interpretato da Tommy Lee Jones. E se il killer sovrumano di Javier Bardem procede per accumulazione iperbolica, questi gli fa da contraltare e si muove per sottrazione di illusioni, lasciando per una forte impronta etica sulla vicenda. E' un film non banale, assai pi complesso di quello che potrebbe apparire, che miscela con notevole rigore formale momenti di azione spettacolare a profonde riflessioni intimistiche. Quattro premi Oscar in un'annata in cui l'Academy ha dimostrato, finalmente, del coraggio. E non poco.



    spero che vi siate divertiti con questa grigliata e adesso cedo il timone ad Arma

    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  9. #2348
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    Davvero una bella griglia Strider
    Mi rendo conto per che ho visto davvero pochi film tra quelli che hai scelto, c' ancora tanto che devo vedere.
    In ogni caso ho letto le recensioni dei film che ho visto e ti faccio come al solito i miei complimenti, sempre un piacere leggere i tuoi commenti
    Ora sono curioso di vedere la nuova manche di Arma, a cui faccio i complimenti, stato decisamente il pi bravo
    Nel frattempo vado a colmare la mia ignoranza guardando un film



    P.S. Mica l'ho capito se per l'ultimo film da indovinare avete sparato titoli ad ammuzzum cos per fare o con un motivo preciso
    Anche io c'ho messo un p a capirlo, ma alla fine era chiaro che c'era un solo titolo possibile. Vabb, chiss.
    Ultima modifica di Lizard; 23-03-12 alle 23: 35.

  10. #2349
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    Ros della griglia che Shiny aggettivo' come interessante ma che per me e' stata anche un equilibrio perfetto, un esempio di come dovrebbero essere

    Premessa:
    io frequento da poco il Cinequiz ma per quel poco che ho seguito ho notato la propensione per films di autore, premiati o comunque opere d'arte di spessore e lo stesso si puo' dire per tutte le manche presentate.
    Come sapete sono un novellino in questo campo e se non capita qualche films d'epoca, come nella griglia di Ros, anche con la buona volonta', l'impresa mi si presenta assai ardua percio', dopo aver riflettuto, vorrei cogliere questa rara opportunita' di conduzione per una manche "democratica" presentando ancora una griglia (abbiate pazienza) in cui ho lavorato non poco tenendo conto delle mie scarse conoscenze

    Ho parlato di "democratica" poiche' presumo () che forse qui l'esperienza dei nostri "mostri" conti qualcosa meno e quindi sia al livello di tutti i giocatori !

    Beh, detto questo vi presento un......

     


    Gia'.....quelli che vedete sono frames di films "spazzatura", quelli che non vedreste mai e che probabilmente mai avete veduto e che, come in premessa, spero non conoscano i nostri esperti

    Per formarla ovviamente ho letto qualcosa in rete e dato che ne esistono a centinaia, se non migliaia, il dubbio di non aver scelto quelli piu' appropriati m'e' venuto, quindi ho pensato, dove fosse il caso, di abbondare con gli indizi qualora la manche si presenti piu' ostica del previsto.....e magari vi divertirete pure....chissa' ?!

    Circa le regole direi di permettere in via straordinaria 5 tentativi a testa invece di 2 sempre con la presunzione che siano films "impossibili"....ma potreste smentirmi....lasciando inalterata la "panchina" e i punteggi (io avrei dato di piu' in questo caso )

    Che dire, spero di saper condurre con equilibrio ma se cos non fosse perdonatemi

    Ultima cosa.....se per caso vi fossero delle obiezioni o dei suggerimenti prima di partire vi pregherei di farli presente

    Buon gioco


  11. #2350
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2012 (1 semestre)

    buon weekend ragazzi

    Arma della manche e complimenti per l'idea, davvero originale

    e io che credevo di aver visto di tutto nei cinequiz

    personalmente sono poco ferrato sul trash, a parte quello italiano che credo (credevo?) di conoscere abbastanza bene

    ma qui non riconosco proprio nulla cos a prima vista

    comunque immagino che sar divertente, anche perch una cosa nuova

    personalmente 5 tentativi mi sembrano troppi, vanno un po' contro lo spirito della griglia perch favoriscono l'effetto chat

    per valuta e decidi tu liberamente, tu solo conosci l'effettiva difficolt dei film che hai scelto e poi abbiamo sempre detto di lasciare ampia discrezionalit al conduttore

    provo con la prima cosa che mi viene in mente

    B4 - The toxic avenger
    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

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