Vedi risultati sondaggio: 17 marzo festa nazionale: si o no ?

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Discussione: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

  1. #11
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    Rispettabilissime opinioni....di Benigni ce ne vorrebbero a iosa anche fosse solo per il fatto che sa arrivare dove altri, luminari o meno, non sanno o non possono fare e penso che meriti rispetto, se non apprezzamento, per la foga e l'amore che ha profuso e trasmesso.

    Il tema era ed e' la festivita' del 17 e non l'analisi che tutti conosciamo dei vizi e delle malefatte del nostro paese e l'intervento dell'attore toscano era lo spunto di partenza.
    Se avessi voluto criticare tutte le storture nostrane probabilmente ci sarebbe voluta un'eternita'.

    Mi spiace leggere nei vostri interventi un velo, manco tanto, di amarezza e, direi, quasi di rabbia che non riesco a capire, una veemenza, a ben guardare, che dovrebbe essere indirizzata altrove.

    Ciao

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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    Esiste gia' una festa nazionale, ed e' il 2 giugno. Festa decorosa, perche' il 2 giugno 1946 i cittadini italiani (allora sudditi sabaudi) decisero mediante referendim popolare la nascita della Repubblica Italiana, che e' la nazione in cui viviamo adesso. Quella e' una festa da rispettare.
    Il 17 marzo 1861? L' esercito sabaudo entro' di forza in Roma allora in mano dello Stato Vaticano. E' stata una guerra, fatta da un re contro un altro capo di stato, e non ha creato l'Italia, ma il Regno Italiano. Fu un fatto storico importante, ma sarebbe come celebrare Giulio Cesare che attraversa il Rubicone entrando di forza in Roma.

    Di Benigni ho gia' parlato. Quello che lui ha fatto e' stata la SUA personale visione della Storia, una visione infarcita di luoghi comuni, una visione che IO non condivido.

    Ovviamente questa e' la mia idea, e non mi sorprendo se ci sia chi la condivide e chi no. Non dobbiamo accettare le idee altrui, ma ne possiamo parlare.

  4. #13
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    Mi sono rifiutato di guardare san remo ovviamente ho della musica italiana un concetto diverso e penso che quei 4 baroni che resuscitano ogni anno per sar remo ne rappresentino il peggio, di conseguenza non ho visto benigni e non ho comunque neanche tanta voglia di vederlo su youtube, oltretutto non sono facile alla commozione quando si parla di nazione italiana, la vedo un po come la vede marco, e da sardo mi sento piu che altro un colonizzato, anche se sono piu italiano io di molti continentali, sono esterrefatto nel vedere che i nostri politici riescono a bisticciare anche su una festa dell'unita', orami mi sono perso anche con le date, festa della liberazione, festa della repubblica, unita', abbiamo piu feste noi di tutti gli altri paesi europei, non ci capisco piu niente, sono daccordo per festeggiarla ci mancherebbe qualsiasi nazione seria lo farebbe, ma che non sia l'ennesima festa utile solo a perdere una giornata lavorativa, la festeggerei andando a lavorare, che non significa declassarla a festa di serie b significa solo che in italia abbiamo bisogno di lavorare, di produrre e non ci possiamo permettere di perdere una sola giornata vista la situazione economica, a festeggiare ci penseranno i nostri politici che sono piui bravi sperando che non spendano troppo

  5. #14
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    mah... io personalmente sarò eternamente grato a Garibaldi di aver dato un bel calcio nel sedere ai borboni (poi sarò anche liberissimo di rinfacciargli di essere stato un mercenario...) così come sarò eternamente grato agli Americani di aver dato un bel calcio nel sedere ai crucchi (poi sarò anche liberissimo di rinfacciar loro di aver ridotto in schiavitù i neri, di aver sterminato i Nativi Americani, di aver sganciato un paio di bombe atomiche...)

    quella di Benigni è filosofia spicciola che fa leva sull'ignoranza, d'altro canto la storia mica ce la insegnano a scuola, e forse ci fa anche comodo non sapere... il fatto che l'italia (e l'ho scritto con la minuscola) si sia unita dopo la spedizione dei mille (e che ci sia un sentimento che ci unisce) viene smentito quotidianente... non ci si può nemmeno vedere tra vicini di casa... per non parlare di alcune pagine nere: i massacri delle foibe, l'eccidio di Porzûs, la strage di Portella della Ginestra...

    adesso come adesso i 150 anni sono un bello slogan ad hoc per ricordare di rinnovare l'abbonamento alla tv...

  6. #15
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    Citazione Originariamente scritto da Armandillo
    di Benigni ce ne vorrebbero a iosa anche fosse solo per il fatto che sa arrivare dove altri, luminari o meno, non sanno o non possono fare e penso che meriti rispetto, se non apprezzamento, per la foga e l'amore che ha profuso e trasmesso.
    Benigni a me piace anche, ma quanto fa pura satira politica, anzi in quel caso potrebbe andarci piu' pesante che è tutto meritato, pero'.. ho anche provato a guardalo su YT, devo dire che vista anche l' ora mi sono addormentato.. le emozioni quali piangere? Di quelle mi bastano i motivi personali e non per suscitarle, non è uno show sulla storia d' Italia che puo' farmele uscire, Benigni dovrebbe solo farmi ridere, pero' a Sanremo, che non guardo da anni come non guardo piu' la rai, non c'è riuscito.

    Poi sul compenso di 250mila euro chiesto e dato in beneficienza stendiamo un velo, dovevano risollevare sanscemo no? Tutti i motivi son buoni per far pagare un canone che per la pietà che si vede non meriterebbe un centesimo.

  7. #16
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    buondì

    discussione davvero molto interessante

    dico la mia, sperando di non "offendere" la sensibilità di nessuno. L'intento non è, ovviamente, questo quanto quello di discutere

    capitolo Benigni:

    conosco bene, artisticamente, il comico toscano sin da quando faceva il ragazzaccio vulcanico dalla lingua tagliente insieme a Renzo Arbore, con una satira becera che spesso sfociava nell'invettiva e nel sensazionalismo scandalistico programmatico.
    Adesso tutti lo conoscono da (e per) "La vita è bella", film che (come molti, forse, ricorderanno) non ho mai amato: lo considero ruffiano della peggiore specie, populista perchè costruito ad hoc per piacere a tutti e totalmente inverosimile nella superficiale ed irritante ricostruzione storica. Già so che i (tanti) fans del film mi diranno che trattasi di favola e non di opera biografica, ma allora perchè utilizzare proprio l'Olocausto ?

    La risposta è nel "sensazionalismo scandalistico programmatico" di cui sopra

    Insomma, Benigni è bravo come comico ma è assolutamente sopravvalutato, imho, ed i suoi "difetti" sono gli stessi del suo film più famoso e celebrato. Trovo, personalmente, assai triste (ma perfettamente in linea con la deriva dei tempi) che debba essere un Benigni a declamare, e pretendere di insegnare, la cultura o i sentimenti patriottici in Italia. E questo perchè la sua rilettura della storia e dell'arte è, chiaramente, superficiale, edulcorata, manichea, retorica, per non dire "manipolata"

    tra le altre cose la cultura si impara a scuola, sui libri, si può anche imparare qualcosa al Cinema (ma dipende che film ti vedi ), ma non la si impara certo in televisione (il mezzo più manipolato ed in cattiva fede che possa esistere)

    so già che mi farò dei "nemici" , ma questa è la mia opinione su Benigni, pura e semplice.

    capitolo Storia:

    non sono uno storico ma qualcosa la conosco perchè ho letto abbastanza del periodo risorgimentale. La mia posizione è molto vicina a quella di Marco che, come sempre, non la manda a dire ma va dritto al cuore del problema

    c'è ben poco da essere fieri su politici e governanti italiani, questa è una cosa che accomuna tutte le epoche storiche

    le eccellenze italiane sono altrove: arte, cultura, scienza, ed una volta anche nel calcio

    sono sempre stato contrario alle riletture edulcorate, retoriche ed "eroiche" della storia, solitamente vengono fatte per imbonire il "popolo". Non esistono eroi assoluti (ed in generale i veri eroi si possono contare sulle dita di una mano) perchè non esiste la sola luce ma c'è sempre anche il lato oscuro. Il bello del Risorgimento fu il fervore popolare, quello sì spontaneo e genuino, che indubbiamente è esistito nei ceti bassi. Sul resto stendiamo un velo pietoso, come al solito vi sono pochi potenti che muovono le pedine e mandano al massacro i "poveracci" per raggiungere i propri scopi (politici, economici, personali). Ed una volta scacciato il vecchio padrone ne prendono, rapidamente, il posto. Manzoni lo diceva per lo "straniero" ma il principio è universale. Mi piace spesso citare questo spezzone del grande Sergio Leone
     





    c'è più vis politica (sincera) qui che in mille discorsi di Benigni


    capitolo festa dei 150 anni dell'Unità d'Italia:

    io penso che la festa sia giusta come concetto e come principio. Viviamo in un'epoca strana, di pericolosa deriva culturale ed ideologica, di inquietante menefreghismo egoistico. Sembra che tutti pensino solo al divertimento personale, alle "gioie" del consumismo mentre tutto va a rotoli, ma tanto a noi non ci tocca perchè abbiamo la macchina, il cellulare, la Tv in alta definizione, il computer e ci facciamo i weekend fuori

    si, lo so, adesso sto facendo retorica anch'io
     






    E' importante recuperare certi valori e quello di unità nazionale, che invero non c'è mai stato, è uno di questi

    Non basterà di certo una festa a farlo ma bisogna pur partire da qualcosa ed un atto istituzionale ed ufficiale mi sembra pertinente. Come molti hanno già detto l'Italia è stata fatta, adesso bisogna fare gli italiani. Da quello che si sente in giro siamo ancora all'inizio di questo processo di costruzione

    personalmente sono orgoglioso di essere italiano, per le eccellenze dette prima e per certi valori genuini ancora riscontrabili nella gente comune, per fortuna c'è ancora qualcosa da salvare. Come padre sono molto preoccupato per quello che sta accadendo nell'età del "benessere", soprattutto per la deriva culturale e per il disinteresse generale verso i temi importanti. Penso che la strada sia quella di tenere in vita i valori alti e semplici: cultura (libri), onestà, educazione, attaccamento al lavoro ed alla famiglia, ....

    su questo ognuno può e deve fare il suo nel proprio piccolo e nel proprio quotidiano, a casa propria e con le persone che conosce.

    E ora mi fermo perchè sto divagando senza meta
    Ultima modifica di Strider; 20-02-11 alle 11: 10.
    "Per quel che mi riguarda Morricone è il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che è la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  8. #17
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    Citazione Originariamente scritto da Strider Vedi messaggio
    ... Il bello del Risorgimento fu il fervore popolare, quello sì . Mi piace spesso citare questo spezzone del grande Sergio Leone ...
    Che tra l'altro la frase finale è presa dal Gattopardo, del nostro grande Giuseppe Tomasi di Lampedusa, romanzo che scrisse negli anni '50 ed è ambientato nella Sicilia borbonica ai tempi dello sbarco dei mille: "tutto cambia per rimanere lo stesso", cito a memoria (eccellente anche l'adattamento cinematografico, come ricorderai), una delle mie frasi preferite perché a distanza di 150 anni continua a rispecchiare perfettamente la realtà italiana. Gli italiani dovrebbero leggere di più e guardare meno la tv. O almeno, non dovrebbero usare la tv per istruirsi. La tv al massimo può fare informazione, quella italiana ormai fa solo pena.

    Ma Strider, io ci andrei cauto con il dire che il Risorgimento fu un momento di fervore popolare. La gente che scendeva in piazza a quei tempi (e non è che ce ne fosse molta) non lo faceva per la riunificazione dell'Italia, ma per protestare contro governanti corrotti. Pensi poi forse che in Sicilia i Savoia siano stati meglio dei Borboni? L'unico a capirlo al tempo forse fu il repubblicano Mazzini, che fu tacciato di utopia, anche se dall'altre parte dell'oceano gli Stati Uniti erano ormai una Repubblica da più di cento anni (ma non voglio fare paragoni, sono due situazioni completamente diverse)
    Ultima modifica di MarcoStraf; 20-02-11 alle 12: 57.

  9. #18
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    Armandillo contro tutti vedo

    Mi e' sempre piaciuto discutere di ogni argomento e di confrontare le mie idee, le mie vedute con quelle degli altri, soprattutto se contrarie alle mie e questo per verificare se vi fossero verita' nascoste o sfuggite per ignoranza o inesperienza.

    Ho letto tutti i post ed ho colto commenti precisi e veritieri ma anche convinzioni che non condivido...e questo rientra nel dialogo civile.

    Io mi accontento di essere in compagnia col Capo dello Stato e non perche' sia tanto ingenuo da aver dimenticato chi siamo stati e chi siamo tutt'ora, ma per assonanza di sentimenti, seppur farciti di luoghi comuni, nell'intento di scuotere coscienze sopite.

    Questa credo sia la cosa fondamentale in un clima di divisioni che, al contrario, tende a contrapporci gli uni agli altri e che non porta da nessuna parte !

    Certo, probabilmente l'effetto sortito non mutera' le cose ma meglio dell'inerzia e della rassegnazione lo sara' !

    Ringrazio infine ognuno per il contributo dato al thread che mi conferma ancora una volta come il tema sia delicato e induca a riflessioni complesse ed articolate.


  10. #19
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    A proposito della festa del 17 comunque spiego perche' ho votato si.. anche se poi nessuno pensera' a quel giorno del 1861..
    Ma io perche' devo celebrare una Repubblica il 2 giugno?? Repubblica è bene e Regno è male? Non credo, basta guardare i Regni europei oggigiorno, è vero che per il dopo della fine seconda guerra, 2 feste come la Liberazione e la Repubblica son troppe rispetto ad altri paesi, dove al massimo si arriva 2 feste nazionali, i Re e i regnanti in genere nel mondo occidentale non sono e non erano quelli che gestivano il popolo, ma lo erano i capi di stato, cosi' è per Spagna, Inghilterra, Olanda, Belgio Svezia ecc. ecc., dunque visto che tutti di solito indicono la festa nel giorno dell' unione, perche' no??

    Che poi abbiamo avuto re da 2 soldi è un altro discorso, ma perche' festeggiare la Repubblica perche' ha vinto un referendum, non ha senso, se è festa il 2 giugno che lo sia anche il 17 marzo.

    E anche prima della guerra non era il Re che ci comandava, ci sono Repubbliche che è meglio non prendere d' esempio..

  11. #20
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    Riferimento: 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia

    Citazione Originariamente scritto da MarcoStraf Vedi messaggio
    Ma Strider, io ci andrei cauto con il dire che il Risorgimento fu un momento di fervore popolare. La gente che scendeva in piazza a quei tempi (e non è che ce ne fosse molta) non lo faceva per la riunificazione dell'Italia, ma per protestare contro governanti corrotti.
    più che altro lo facevano per disperazione e per ... fame

    come diceva l'insigne intellettuale del '700, Vincenzo Cuoco, nel suo "Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799": il popolo si muove solo per bisogno, una cosa del genere più o meno

    E' altresì evidente che i potenti e gli affabulatori di turno riescono spesso, ahimè, a sfruttare questi "bisogni", irretendo le masse e "muovendole" a loro vantaggio , quasi sempre ad un prezzo altissimo (per le masse, si intende! )

    però, da tante cose che ho letto (e da fonti diverse), esisteva davvero quel "fervore" popolare di cui tanto si vagheggia, cantato da poeti, musicato dal Verdi ed oggi rimpianto dagli idealisti. Magari non era patriottismo in senso lato, sicuramente la spinta maggiore era quella che ho detto prima, ma in associazioni "clandestine" come la Carboneria o la Giovane Italia c'era davvero un sentimento sincero e genuino di "unirsi" per ribellarsi ad un nemico comune. Che poi fosse manipolato dall'alto questo si sa e fa parte delle crudeli "leggi" della storia

    nè voglio dire che fosse "coscienza di nazione" visto che non l'abbiamo neanche adesso dopo 150 anni, purtroppo ...
    Ultima modifica di Strider; 20-02-11 alle 14: 35.
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