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Discussione: ISTAT: un ragazzo su cinque non studia e non lavora

  1. #11
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    Riferimento: ISTAT: un ragazzo su cinque non studia e non lavora

    Non direi che è il caso di fare di tutta l' erba un fascio, troppi casi del genere conosco bene per dire semplicemente che "gli italiani non vogliono piu fare certi lavori".
    Io sono d'accordo con Kirk ci sono amici che hanno tantissime ferie non godute per la paura che al ritorno si ritrovino un extracomunitario al loro posto, soprattutto nelle piccole imprese e poi a voi risulta che l'esercito di baby-sitter e badanti sono tutte regolarmente segnate ? A me sembra proprio di no, quindi ci sono ancora frange dove il lavoro nero è altissimo, quindi sempre meno gente a pagare pensioni e soprattutto sanità di cui tutti usufruiscono ed il deficit cresce

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  3. #12
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    Riferimento: ISTAT: un ragazzo su cinque non studia e non lavora

    Citazione Originariamente scritto da Kirk Vedi messaggio
    Attenzione!! Questo è quello che pensano tutti e in molti casi è vero, ma come la mettiamo su quei datori di lavori che preferiscono, anche in tempi di crisi, assumere uno straniero piuttosto che un italiano? Non sono casi rari, non parlo di baby sitter in particolare, spesso gli immigrati sono piu' disposti a correre rischi e infrangere le norme rispetto agli italiani, perche' questo è cio' che conviene al datore di lavoro.
    E' vero...il lavoro sommerso e' enorme perche' il lavoratore italiano costa molto e tanti datori, soprattutto in agricoltura ed edilizia, si rivolgono altrove ma e' altrettanto vero che in certe zone d'Italia non si trova chi voglia intraprendere attivita' "sacrificata" come gli infermieri, per esempio !

    Così e' anche per quelle mansioni legate al lavoro pesante o generalmente giudicate umilianti.
    In particolare nel nord del paese sono stati costretti a richiamare molti immigrati per lavori di fattoria o comunque lavori usuranti.

    Non generalizzo ma e' un dato di fatto in continuo aumento.

    Il fatto stesso che ragazzi grandicelli vivano ancora in casa dei genitori incide molto sulle loro scelte e lo "spirito di sacrifico" alberga sempre meno !

    Ciao

  4. #13
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    Riferimento: ISTAT: un ragazzo su cinque non studia e non lavora

    una cosa su cui credo tutti siano daccordo è che trovare un lavoro, di qualsiasi tipo sia piu difficile oggigiorno rispetto a 40 anni fa, piccolo esempio mio padre a 24 anni lavorava in un petrolchimico, è scappato via...poteva permettersi di lasciare un lavoro pericoloso perchè aveva diverse alternative, fare l'insegnante a scuola avendo il diploma o entrare in un'altra industria, aveva alternative sebbene non si sia sbattuto piu di tanto a cercarle ne aveva raccomandazione, mio nonno era minatore, mio bisnonno era minatore...

    Io non posso fare il minatore perchè le miniere sono chiuse, io non posso fare l'insegnante perchè oggigiorno servono laurea e concorso etc..etc..io non posso lavorare in una industria perchè le industrie non assumono piu da anni, anzi licenziano mettono in cassa integrazione, chiudono, a parita' di sbattimento io ho meno possibilita' di mio padre e di mio nonno sebbene abbia studiato il triplo di loro, questo è un dato di fatto

    Il lavoro ci sarebbe, basta guardarsi intorno, farsi un giro nel proprio paese, ce ne sarebbero di cose da fare!! anche la cassa integrazione per me è assolutamente immorale, pagare la gente per stare a casa, li mettessero a pulire il paese, curare giardinetti, tappare buchi nelle strade, aiutare nelle associazioni di volontariato etc..una sorta di servizio civile almeno..il problema è che manca una intelligenza capace di organizzare la manodopera libera e spasso tra i bar in un progetto utile alla comunita' che non significhi solo sperpero di soldi o mero assistenzialismo, come invece funzionano mobilita', cassa integrazione, e lavoratori socialmente (in)utili

    Riprendendo il discorso sul settore edilizio e l'agricoltura, è vero che la nostra giovane generazione cresciuta da illusioni tipo posto fisso in ufficio sia un po difficile che si svegli come d'incanto e accetti un posto di lavoro faticoso e magari in nero dopo essersi fatto 13 anni di scuola obbligatoria e magari 5-6-7 di universita, perchè si credeva appunto che dopo tanto sudato studio potesse arrivare una qualche occasione meno faticosa e piu attinente alla preparazione fatta fin da piccolo (verso cui ti hanno incanalato i genitori), è ovvio che se io cresco invece figlio di pastore o di muratore e ho lasciato gli studi a 15 anni questo tipo di approccio al lavoro mi diventa decisamente piu facile, è altrettanto vero che oggigiorno è impossibile trovare un lavoro a tempo indeterminato per chiunque, un lavoro che ti metta in tasca non dico molto ma almeno 1000 euro assicurazione e contributi compresi senza la sorpresa del licenziamento da un giorno all'altro (forse è troppo?) di qualsiasi lavoro si tratti.

    dalle mie parti puoi trovare lavoro in tempo di elezioni nelle province e nei comuni, puoi chiedere l'elemosima al comune che magari ti prende per 3 mesi a pulire le strade in estate (300 euro), puoi trovare lavoro in un bar o ristorante a 25 euro al giorno per qualche giorno la settimana, in nero, lavorando 10 ore, puoi fare il manovale a 30 euro, puoi darti alla pulizia delle case per 5 euro l'ora, puoi fare la badante per 500 euro al mese, si per 500-600 euro, perchè quanto credete che possa offrire una vecchina che ha 800 euro di pensione per farsi lavare il sedere? ma sono solo modi di arrangiarsi e di farsi sfruttare che durano poco, non ti assume nessuno, è impossibile assumere persone visto quanto costa il lavoro, e non tanto quello che entra in tasca al lavoratore piuttosto quello che entra in tasca allo stato, troppe tasse.

    Un aiuto in vigna mi servirebbe, mi faccio un mazzo cosi', se dovessi pagare una persona in maniera onesta gli dovrei dare 35-40 auro al giorno, tagliare l'erba potare concimare zappare, per la vendemmia vogliono 50 euro, ma se io ci tiro fuori 5000 euro l'anno da quel terreno sono forse in grado di pagare qualcuno che mi aiuti? e le mie giornate di lavoro chi me le paga? e la benzina per arrivarci e le macchine e i diserbanti e trattamenti e recinzioni etc..etc..ma sarei forse in grado di avere un dipendente? assolutamente no, ma ecco la soluzione italiana, lavoro in nero per centinaia di migliaia di extracomunitari che si fanno il mazzo per 5-10 euro al giorno vendemmiando raccogliendo pomodori e mele, loro si accontentano perché quei soldi li mandano a casa dove valgono qualcosa di piu, schiavismo insomma, ma "mi consenta" () simili condizioni di lavoro un italiano moderno che ha conosciuto l'illusione del benessere non puo' accettarlo in questo contesto

  5. #14
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    Riferimento: ISTAT: un ragazzo su cinque non studia e non lavora

    Il problema è che anche se lavori ti cambiano le carte in tavola, ad esempio parlo per la mia categoria che per tre anni sarà senza contratto e senza scatti questo vuol dire una perdita netta di 3000 euro lorde l'anno, mentre gli altri costi aumenteranno anche questo è immorale, voglio dire non assumono, non pagheranno le pensioni e non ti danno neanche quello che ti serve per sopravvivere nel frattempo devi lavorare, ecco il perchè del nero e dell'arte di arrangiarsi all'estremo

  6. #15
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    Riferimento: ISTAT: un ragazzo su cinque non studia e non lavora

    Questi nostri pensieri sono rappresentativi di una amara realta' e chi ci legge probabilmente sara' tentato di voltarsi o cambiare pagina !
    Credo pero' che per quanto crude possano essere queste parole debbano scuotere l'apatia che talvolta regna sovrana per chi si contenta di dormire sugli allori...e sono tanti purtroppo !

    Se si puo' intravedere uno spiraglio di ottimismo questo si puo' solo manifestare traendo il succo dalle esperienze passate di ognuno di noi cercando quanto meno di non ripeterne gli errori.

    Con questo spirito brevemente racconto la mia storia.

    Sono diplomato e di cio' ringrazio il sacrificio dei miei genitori che pero' mi rendo conto di non aver ripagato...almeno pienamente.
    Lavoro infatti in una cooperativa, quindi lavoro pesante e senza prospettive.

    A suo tempo, dopo il diploma, come accade tutt'ora, passai quella fase critica della scelta futura con l'immancabile domanda:"E ora ?"
    Beh, quella domanda ha ricevuto risposte sotto forma di lavori saltuari di vario genere non potendomi permettere aiuti esterni.
    Poi la classica prassi....concorsi, domande, poi ancora concorsi e poi ancora domande !

    Il tempo passava e il grosso errore di non aver seguito le orme paterne e' sfociato in altre esperienze di breve durata.
    Il passo successivo e' stato quello di piegarmi alla realta' che mi veniva offerta e senza pensarci troppo e non volendo/potendo trasferirmi altrove sono entrato a far parte dell'attuale societa' in cui lavoro.

    Sia ben chiaro che non schifo questo posto, per me, che sono oltre gli "anta e piu'", questo rappresenta un posto in banca !
    E' il mio lavoro che svolgo al meglio e non me ne vergogno....pero' e' indubbio che ripensando al mio passato mi rendo conto di tante occasioni perdute o non sfruttate sia per mancanza di volonta' che per essermi adagiato e accontentato di quel che avevo.

    Non accontentatevi ragazzi !!!

    Scoraggiarsi e cadere nella trappola della rassegnazione uccide le speranze !

    Ciao

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