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Discussione: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

  1. #1031
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    Velocissimo, rimando tutti i commenti a quando avr un po' pi di tempo. Complimenti al gatto e alla volpe , nascondere film del genere un'impresa riuscita benissimo. Indovinarli... pure

    Da un grande regista all'altro, oh mamma mia, mi devo ripassare tutto Hitch!!!
    Conosco bene molti suoi film ma sono colpevolmente arruginito sulle immagini... sono a rischio figuraccia

    Provo e corro a studiare
    D2 - Marnie

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  3. #1032
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    C2 - Nodo alla Gola

  4. #1033
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    D4 - Il delitto Perfetto?

    Grande Stridy


  5. #1034
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    Stridy
    per il counter butto l

    1)D3 = la finestra sul cortile

  6. #1035
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    A4 - Notorious - L'amante perduta

  7. #1036
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    B2 = Psyco

  8. #1037
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    ciao a tutti!
    su Hitchcock dovrei difendermi anch'io,vediamo..

    A2-Notorious,l'amante perduta

  9. #1038
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    Buongiorno

    Purtroppo ieri sera non ho studiato il rischio figuraccia perci rimane altissimo
    C1 - Rebecca, la prima moglie

  10. #1039
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    Riferimento: L'Angolo del Cinefilo - 2011 (1 semestre)

    buongiorno

    vedo che siete ferrati sul "mago del brivido" anche se qualcuno deve ripassare un po' meglio la materia

    6 colpi a segno!

    Citazione Originariamente scritto da prescy Vedi messaggio
    C4 - L'uomo che sapeva troppo
    Citazione Originariamente scritto da keyser_soze60 Vedi messaggio
    A1-Gli uccelli
    Citazione Originariamente scritto da shiny Vedi messaggio
    D2 - Marnie
    Citazione Originariamente scritto da prescy Vedi messaggio
    C2 - Nodo alla Gola
    Citazione Originariamente scritto da Atlas_77 Vedi messaggio
    D4 - Il delitto Perfetto?
    Citazione Originariamente scritto da keyser_soze60 Vedi messaggio
    A2-Notorious,l'amante perduta
    e sia Ale sia Key sono gi in odore di TRIS

    ma il bello viene adesso

    ecco per voi la griglia hitchcockiana aggiornata:

     





    e poi un mio breve, ma dovuto, commento ai primi film indovinati, estratto da recensioni e biografie scritte ai tempi del Ciak su P2P :

     


    Gli uccelli (The birds, 1963)
    Dopo il successo planetario di "Psyco", Hitchcock impiega tre anni per tornare sul grande schermo, ma lo fa con un altro immenso capolavoro: "Gli uccelli" (The Birds, 1963), che io ritengo secondo solo allo straordinario, insuperabile ed elegantissimo "Vertigo - La donna che visse due volte". Quando il mondo intero si aspettava un nuovo "shocker" sul tipo del precedente, l’autore ancora una volta spiazza tutti con un film unico, indefinibile come genere ( un thriller, ma anche un film fantastico in bilico tra esoterismo e metafisica), perfetto nella costruzione della tensione e davvero pieno di sequenze straordinarie (tutte quelle degli attacchi degli uccelli, ma soprattutto l’inquadratura "dal cielo" del totale del paese con la pompa di benzina in fiamme, con lo schermo che si riempie gradatamente di gabbiani in attesa di colpire nuovamente). Sono sequenze inimitabili (infatti questo uno dei film pi ammirati del grande Maestro inglese, ma meno soggetto ad imitazioni), che denotano una maestria non solo tecnica ma ideativa e visionaria. Assolutamente geniali sono anche la completa mancanza di spiegazioni sulle cause della rivolta degli uccelli ed il finale angosciante e sospeso. Invece tipici di Hitchcock appaiono il contrasto tra la ferocia degli attacchi e la apparente innocuit degli uccelli, e i sottili contrasti psicologici tra i diversi personaggi (ambiguamente inquietante quello della madre del protagonista).

    "Gli uccelli" segna l’apice della carriera del "mago del brivido": nessun suo film successivo raggiunger mai pi questi livelli. Ma, d'altra parte, stiamo parlando di livelli da capogiro: siamo ai vertici del Cinema.
    Tratto da un racconto breve di Daphne Du Maurier (dal quale prende per solo l'idea di base), "Gli uccelli" un film a se stante nella straordinaria carriera di Hitchcock, quasi indefinibile come genere ed autentico caposaldo dell'horror a venire, nonch creatore del fortunato filone "animali assassini", che avr poi tanto successo dagli anni '70 in poi. E' un film dai due volti: dopo un inizio classico (ed elegantissimo), che introduce i personaggi e presenta i luoghi dell'azione, si procede con un costante crescendo di tensione e di patos attraverso una incredibile sequenza di scene madri, che trova il suo culmine in quella dei corvi che attaccano la scuola di Bodega Bay. Pur non spiegando niente dello strano fenomeno naturale, Hitchcock ci mostra gli uccelli killer come creature arcane, che attendono nell'ombra prima di colpire, quasi come demoni letali che annunciano un'apocalisse su vasta scala. Il finale stesso, indimenticabile nella sua lucida follia visionaria, sembra portare questo latente ed allucinato messaggio. Sono sicuro che tutti lo avete visto, ma se ci fosse qualche "ritardatario" lo invito assolutamente a colmare il vuoto.
    Voto: 10


    Notorious, l'amante perduta (Notorious, 1946)
    Un altro capolavoro del Maestro inglese "Notorious, l’amante perduta" , una spy-story ambigua e sottilmente morbosa e, insieme, una storia d’amore diventata leggendaria (al pari di quella di "Casablanca"). Con subdolo cinismo e raffinata perfidia, il regista narra la vicenda di una donna spregiudicata, che si innamora dell’agente segreto incaricato di convincerla a sedurre il capo di una organizzazione di spie naziste. L’uomo, pur ricambiandola, spinge l’amante a sposare l’avversario, restando ambiguamente diviso tra gelosia e dovere. Ricco di sottigliezze psicologiche nel disegno dei personaggi (memorabile anche il "cattivo" Claude Rains, elegante e disperatamente innamorato della moglie infedele e traditrice) e di un insolito lirismo sentimentale, il film sfrutta l’intreccio spionistico per creare la consueta, inimitabile suspense hitchcockiana. Celebre il piano sequenza che, riprendendo quello di "Giovane e innocente", scende dall’alto del salone della festa fino al particolare della mano della protagonista che nasconde la chiave rubata al marito per consegnarla all’amante, ma restata altrettanto famosa la scena del lungo bacio tra Cary Grant e Ingrid Bergman (raramente il cinema ha saputo rendere cos intensamente il mix di sintonia sentimentale ed attrazione erotica tra due persone innamorate).
    Voto: 10


    Nodo alla gola (Rope, 1948)
    Questo uno dei suoi film pi famosi, soprattutto per le ardite e pretenziose tecniche registiche utilizzate, sebbene non venga generalmente annoverato tra i suoi capolavori. Come gi accaduto con il precedente "Prigionieri dell’oceano" ("Lifeboat", 1944), che si svolge su una scialuppa in mare, Hitchcock sceglie di ambientare l’intera pellicola in un unico ambiente (una stanza, stavolta), rispettando l’omonima pice teatrale ispiratrice ("Rope" di Patrick Hamilton, a sua volta liberamente ispirata ad un reale fatto di cronaca nera).

    Ma le aspirazioni tecniche e stilistiche del grande regista vanno ben oltre l’unit di luogo: egli, come rimarcato anche da Truffaut, intende rispettare anche le unit di tempo e di azione (i famosi tre canoni della poetica aristotelica) facendo cos coincidere, durante la narrazione, il tempo reale a quello cinematografico. In pratica l’azione che avviene nella finzione (tra le 19.30 e le 21.15 di una stessa giornata) si sovrappone esattamente con il tempo reale durante le riprese. Per ottenere questo, Hitchcock decise di girare il film in un unico e continuo piano sequenza e con audio in presa diretta, portando cos alla massima esasperazione artistica la tecnica registica divenuta famosa grazie all’uso rivoluzionario di Orson Welles nel capolavoro assoluto "Quarto Potere" ("Citizen Kane", 1941).

    Questo fatto implic l’abolizione completa del montaggio. Il geniale regista inglese dovette ricorrere a diversi espedienti per riuscire in questa ambiziosa "sfida": infatti, all’epoca, una bobina poteva contenere al pi 10 minuti di pellicola e quindi, per consentire i cambi di rullo, Hitchcock ricorre ad effetti simili a dissolvenze, come zoomare su un oggetto a sfondo scuro o far passare qualcuno con una giacca nera davanti all’obiettivo, prima di ricollegarsi al rullo successivo. Questi espedienti visivi danno l’idea del continuo temporale ambito dal regista, anche se, per i limiti tecnici degli anni ’40, la pellicola venne di fatto girata in 10/11 piani sequenza effettivi.

    Questo originale ed assolutamente unico cimento tecnico registico (per alcuni un trionfo di stile, per altri un inutile ed artificioso vezzo narcisistico) il principale motivo per cui il film diventato famoso, passando, ovviamente, alla storia. Bisogna dire, invero, che non tutte le transizioni sono perfettamente riuscite (specialmente guardando il film oggi) e che, a volte, la tecnica usata danneggia alcuni dialoghi ed inficia l’illuminazione della scena. Proprio quello delle luci fu il problema maggiore della sfida registica voluta da Hitchcock: infatti, in diverse scene, la luce reale del momento non era adatta alle esigenze tecniche della sequenza e questo costrinse a rigirarle in un momento pi appropriato.

    L’effetto finale comunque soddisfacente, considerando che il film ha 60 anni, e l’intento, nonch lo sforzo eseguito, sono ammirevoli. Per riprendere il film Hitchcock utilizz un Dolly montato su rotaie (perch la tecnica adottata necessitava di grande mobilit della camera) e, con l’ingegnoso ed artigianale sistema degli "stacchi" detto prima, riusc ad ottenere la sensazione del continuo temporale.
    Al di l delle capriole registiche, il film contiene molti elementi tipici del regista quali il delitto visto come "atto estetico" fine a se stesso per infrangere la banalit del quotidiano, il vagheggiamento del crimine perfetto e, soprattutto, il voyeurismo. A un certo livello, l’intera concezione dell’opera come flusso temporale ininterrotto di 80’ pu essere letta come un immenso atto voyeuristico compiuto dall’autore (che consiste nell’osservare l’azione senza mai staccare o interrompere lo sguardo). Gi dalla prima inquadratura il film ha la chiarissima impronta stilistica del "mago del brivido": esso si apre con una vista panoramica della citt, per poi puntare su una finestra, scostarne idealmente le tende chiuse per mostrarci l’interno della stanza che sar teatro dell’azione (gi qui con un chiarissimo atto di voyeurismo di cui Hitchcock ci rende complici). Nella stanza assistiamo alla parte finale del delitto, commesso da Brandon Shaw e Philip Morgan ai danni dell’amico David, utilizzando la corda del titolo originale. Il corpo di David viene poi nascosto in una cassapanca che funger da macabro tavolo per le vivande nella festa che si svolger in quella stanza di l a poco. Fin dall’inizio si capisce che siamo di fronte ad un giallo atipico: infatti, gi dalla prima scena ci vengono svelati gli assassini e sappiamo dove viene nascosta la vittima. Ci stabilisce una singolare ed atipica "complicit" tra lo spettatore ed i colpevoli del delitto, non priva di suggestioni morbose, e costruisce un meccanismo ardito di suspense inversa, perch siamo noi gli unici a conoscere la verit, pur non potendola rivelare ai personaggi che vediamo interagire con i colpevoli. Il senso dell’intreccio giallo diventa quindi non pi scoprire chi l’assassino, ma se questo riuscir a farla franca e chi riuscir, eventualmente, a scoprire dove nascosto lo scomparso David.

    Le personalit dei due assassini si rivelano molto presto: Brandon (John Dall) quello con l’ego maggiore, cinico, elegante, presuntuoso ed espone le sue deliranti teorie ("l’omicidio un’arte per pochi eletti") con assoluto fanatismo. Philip (Farley Granger) invece l’anello debole della catena, ansioso, insicuro, chiaramente soggiogato dalla personalit del complice: dimostra fin da subito di avere paura del terribile atto commesso e spesso non riesce a celare il suo nervosismo, a differenza di Brandon che vuole invece quasi sfidare il destino per auto compiacersi ed alimentare il proprio ego. In questa estetica del delitto senza alcun movente, ma come mero atto gratuito di compiacimento e di autoaffermazione, molti hanno voluto vedere influenze delle teorie superomistiche di Nietzsche e di quella ideologia nazista da cui il mondo si era appena liberato. Alcuni dettagli, svelati dal regista in modo estremamente morigerato (visti i tempi), inducono a supporre una relazione omosessuale tra Brandon e Philip, il che spiegherebbe molto meglio il rapporto morboso che si evince dai loro dialoghi. Alla festa che si terr di l a poco, con la cassapanca sempre al centro della scena, partecipa anche il professor Rupert Cadell (un James Stewart un po’ meno brillante del solito), uomo di grande intuito ed intelligenza, nonch vecchio mentore di Brandon. Il film ha una struttura chiaramente teatrale ed consigliatissimo a chi ama pellicole di questo tipo: i dialoghi sono brillanti e spesso con tocchi di quell’impagabile humour macabro in cui Hitchcock era maestro. Lo sfrontato Brandon mette in atto un perverso gioco intellettuale con il suo ex professore: da un lato sembra quasi sfidarlo a svelare il delitto, dall’altro pare cercarne l’approvazione ed il consenso per aver compiuto un atto che sancisce cos palesamente la sua “superiorit”. E nello sferzante dialogo tra Brandon e Cadell, tra battute pungenti e declamazioni fanatiche, si intuisce anche una vaga eco di responsabilit del professore sulla formazione delle teorie deliranti del giovane Shaw. La tensione mantenuta costante grazie al pungente dialogo tra i due uomini, a cui si alternano le preoccupazioni per il mancato arrivo di David da parte del padre o della ragazza Janet. E mentre Philip, sempre pi a disagio, si rifugia nell’alcol e sembra spesso sul punto di vacillare, l’arguto professore, insospettito dall’assenza di David, ma anche intimorito dalla spavalda esibizione di ego di Brandon, pare quasi "ritrattare" e cercare una giustificazione alle sue antiche teorie filosofiche, definendole come mere elucubrazioni teoriche. In questa concessione buonista, probabilmente dovuta per i tempi, il film perde per un tantino di forza drammaturgica e la tensione sembra allentarsi.

    Hitchcock per ci regala, da par suo, alcuni momenti memorabili che regalano autentica suspense: come la governante, inquadrata in primo piano per tutta la scena, che sparecchia la tavola-bara e vuole poi mettere dei libri nella cassapanca dopo averla liberata dall'ingombro. Ma anche quando il prof. Cadell trova il cappello dello scomparso David e legge le iniziali su di esso, mentre una voce fuori campo nomina casualmente il cognome del padre del ragazzo. Insomma la tensione regge ed il film avvince, sia per la maestria di Hitchcock che per la bont dei dialoghi. Una pellicola rivoluzionaria e non da tutti amata allo stesso modo, sicuramente non il miglior film di Hitchcock ma veramente innovativo (per stile e tecnica) e di grandissimo fascino estetico. E' uno dei miei preferiti del grande maestro inglese. Assolutamente da riscoprire.
    Voto: 8,5


    L'uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much, 1956)
    L’unico remake di un suo film Hitchcock lo realizza nel 1956. "L’uomo che sapeva troppo" una nuova versione della pellicola inglese del ’34, migliore della precedente e resa pi affascinante dal mutamento delle locations, dall’uso del colore, da diversi aggiustamenti della vicenda, e dalla superiore qualit della regia (l’autore stesso affermava che il film inglese era l’opera di un dilettante di talento, quello americano invece era l’opera di un professionista). Memorabile la suspense della arcinota sequenza del concerto all’Albert Hall, ma ci sono numerose altre scene da ammirare, a partire da quella dell’assassinio di Daniel Gelin, travestito da arabo, nel mercato di Marrakesh. Premio Oscar alla canzone “Que sera sera” di Jay Livingstone e Ray Evans.
    Voto: 8,5


    Marnie (Marnie, 1964)
    "Marnie" un film di transizione, ancora pieno di motivi di interesse, soprattutto nel disegno psicologico dei due protagonisti (lei una cleptomane sessualmente frigida per un terribile trauma infantile, lui un milionario deciso a riabilitarla ma, soprattutto, a possederla) e per qualche scena di elaborata suspense (come quella in cui la protagonista, dopo un furto, si toglie le scarpe per non farsi sentire dalla donna delle pulizie, ma poi una scarpa le cade con un forte rumore. Non succede niente e lei scappa, solo dopo si capisce che la donna delle pulizie sorda). Ma un film in cui la stanchezza incipiente traspare dalla incapacit di aggiornarsi tecnicamente (i fondali finti sono ormai troppo desueti per un autore abitualmente tanto interessato alla tecnica) e dall’eccessivo peso dato alla psicanalisi, in particolare nel laborioso scioglimento finale dell’intreccio. Notevoli le interpretazioni dei due protagonisti, Tippi Hedren e Sean Connery.
    Voto: 7


    Il delitto perfetto (Dial M for Murder, 1954)
    Se in "Io confesso", tratto da un lavoro teatrale, il regista dissimula efficacemente tale origine, ne "Il delitto perfetto" la derivazione teatrale viene quasi ostentata. "Il delitto perfetto" un film di cos smaliziata abilit, che il regista si compiace quasi di esibirla, intessendo nel contesto della vicenda perfide annotazioni sul rapporto matrimoniale, sull’infedelt, sulla natura fittizia delle apparenze e sulla continua possibilit del loro ribaltamento. Un divertimento d’autore, che si traduce nel divertimento dello spettatore. Va rilevato che il film fu originariamente girato in 3D, cio con una novit tecnica dell’epoca (poi caduta in disuso, ad onta di ripetuti tentativi successivi) per una visione tridimensionale. Straordinario il continuo gioco di ribaltamenti e l'intreccio degli indizi che spiazzano lo spettatore (nonostante il piano criminoso si dispieghi apertamente sotto i suoi occhi) e lo portano a mutare i propri sentimenti per i vari personaggi.
    Voto: 8,5


    "Per quel che mi riguarda Morricone il mio compositore preferito e quando parlo di compositore non intendo quel ghetto che la musica per il cinema ma sto parlando di Mozart, di Beethoven, di Schubert." (Quentin Tarantino)

  11. #1040
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