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Discussione: Riflessioni sul P2P oggi

  1. #11
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    Riferimento: Riflessioni sul P2P oggi

    Citazione Originariamente scritto da Andy86 Vedi messaggio
    Solo non capisco cosa centri il cloud con le lobby (a parte il discorso che i tuoi file sono sui pc di altri).
    Certe nuove tecnologie (per parlare dell'ambito informatico) per prendere piede hanno bisogno della compiacenza/approvazione delle lobby.
    Insomma l'obiettivo era eliminare o ridurre il P2P e non potevano farlo con la censura o i blocchi, perchè avrebbe scatenato una reazione da parte nostra. Meglio agire con l'introduzione di nuovi servizi e, con la scusa che sono fatti per migliorare la nostra esperienza, intanto raggiungono il loro obiettivo di annullare il P2P.

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  3. #12
    L'avatar di francesco bat
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    Riferimento: Riflessioni sul P2P oggi

    Secondo me non è stato pianificato la fine del p2p in questo modo ma più che altro è stato un occasione per le grandi lobby di investire su profitti realizzati da questi metodi come youtube, grooveshark (pace all'anima sua) e simili.
    La crisi nel settore è più ampia di quello che si crede e non è solo il p2p il problema ma anche ad un grande disinteresse generale alla musica e al cinema che negli ultimi tempi ha investito tutti.
    Del resto oggi l'avvento dei smartphone e tablet che hanno fatto cadere anche la vendita dei pc, ha generato il tutto in ogni caso una riduzione globale dei p2p oltre che alle vendite della musica in generale.
    Forse sono proprio i tempi cambiati in tutto dove i p2p sono superati, ma anche il business della musica è stato superato.
    Potrebbe essere la volta buona di mettere fine a questo mercato e renderlo definitivamente gratuito e i cantanti camperebbero di soli lives e abolendo i diritti di autore (ma voi ci pensate che su miliardi di canzoni sulla faccia della terra non ci sia qualcuno che inconsciamente ha fatto un brano gia realizzato da qualcun'altro ? Vedete il caso di Michael Jackson e Albano, LOL ).
    Ciao
    Francesco bat

  4. Il seguente utente concorda / ringrazia francesco bat per questo post

    Andy86 (04-11-16)

  5. #13
    L'avatar di Genzo83
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    Riferimento: Riflessioni sul P2P oggi


    Quando utilizzavo il P2P per file che in realtà non avevo il diritto legale di scaricare, mi giustificavo dicendo che i prezzi erano troppo elevati, e che ciò non consentiva la libera diffusione della cultura -sia essa sotto forma di musica, film o quant'altro.
    Ora come ora lo utilizzo solo per i file più rari; per il resto, volendo essere coerenti con la dichiarazione alla prima riga, preferisco pagare pochi spicci per un servizio legale e celere.
    Sbaglio? Forse sì, e sono pronto a cambiare parere.
    Sta di fatto che ero un acceso sostenitore del P2P già all'epoca del vecchio forum, ed ero, prima ancora di essere un downloader, un vero e proprio uploader. Il mio PC stava acceso giorno e notte per consentire anche agli altri di scaricare ciò per cui avevo "sudato", dopo giorni e giorni di download.

    Ma dopo anni ho un punto di vista più strutturato anche sul discorso "diritti d'autore". A tal proposito ciò che mi disturbava, come già ho detto, erano i prezzoni degli album musicali e dei film, per me all'epoca proibitivi. Ed era ciò che mi impediva di rispettare il lavoro degli altri.
    Per il resto credo che il sapere intellettuale debba avere la stessa dignità del lavoro manuale. Chiedereste mai ad un architetto di regalarvi un progetto o di condividere il frutto del suo lavoro gratuitamente?
    Non è una provocazione la mia, ma solo una riflessione, visto che siamo in tema.
    Il punto è che sin quando i diritti d'autore li puoi rispettare pagando un prezzo onesto, non ci vedo nulla di male (anche se ciò comporta una diminuzione dei file condivisi su Emule o altri) a "piegarsi" alle nuove tecnologie (vedi Netflix o Spotify).
    Infatti, ora come ora, si abbassano i prezzi delle varie distribuzioni (musicali o altro) che sono alla portata di tutti, e lievitano quelli dei concerti, manco stessi andando a vedere Dio in persona che si manifesta per mostrarmi quanto sbagli ad essere ateo.

    Se ben ricordate nel vecchio forum dedicato al P2P era vietato anche solo accennare ad un download illegale, e ciò comportava molto spesso il ban. Questo perché (non so se con un minimo di ipocrisia) dicevamo che il P2P era prima di tutto una piattaforma per la condivisione di lavori personali, materiale datato e non coperto da diritti d'autore, e visto così continua ad essere uno strumento eccezionale senza paragoni.
    Ora cosa è cambiato? Abbiamo sdoganato il download illegale solo perché non abbiamo più giustificazioni per non rispettare i diritti d'autore? Non diciamo più che il primo fine del P2P è quello di diffondere i suddetti documenti?

    Non me ne vogliate, non vorrei essere polemico, non è mia intenzione. Però io non vedo questi nuovi servizi come il frutto di un complotto per strapparci di mano il P2P. Li vedo in primis come il frutto di un'evoluzione tecnologica, che ha in parte soppiantato qualcosa che a torto o a ragione sta diventando in parte obsoleto (se parliamo di P2P per scaricare album e film).

    So che il mio punto di vista può essere molto diverso da quello della maggioranza qua dentro, ed io rispetto assolutamente il vostro modo di vedere. Come detto sono sempre pronto a cambiare idea. Però la mia riflessione, dopo questo papiro, è giunta al risultato che vi ho esposto.
    Ultima modifica di Genzo83; 09-11-16 alle 02: 34.

  6. #14
    L'avatar di Andy86
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    Riferimento: Riflessioni sul P2P oggi



    Non sai quanto vedrei bene uno Steam per la musica e i film. Però per favore non parlarmi di spotify.

    Che poi, al di là del discorso social/privacy, se per continuare a sentire devo pagare un abbonamento, alla lunga ho pagato di più che comprare i singoli album che mi interessano, quindi alla faccia di abbassare i prezzi.

    Per non parlare poi dell'hd, c'è roba che soltanto per vie traverse trovi in hd, perché con i servizi pienamente legali o streaming o niente perché se no uno se lo può copiare, e siccome magari le adsl italiane un vero streaming hd non lo reggono, allora niente hd.

    Oltretutto sulle serie tv vige la regola del tutto o niente, nel senso che se hai una pay-tv e una serie che ti piace va sulla pay-tv concorrente sei punto e da capo, paghi ma non vedi.

    Tra l'altro, per come la vedo io, posso capire che si lamenti della pirateria uno che vende/guadagna pochissimo, ma nel contesto attuale spesso fatico a capire la differenza tra un cantante e un calciatore...
    «Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione;
    un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato.
    » (A. Einstein)

  7. #15
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    Riferimento: Riflessioni sul P2P oggi

    Posso capire in parte il discorso. Nel senso che se ti fai l'abbonamento ad una pay tv o simili, e quello che ti interessa in un dato momento non è presente nel catalogo, te lo procuri diversamente (io stesso, da abbonato a Netflix mi comporto allo stesso modo). E ci sta tutto, perché non si possono spendere fior di soldi in abbonamento.
    Tuttavia avere un abbonamento ed usufruire di un vasto catalogo è già qualcosa, un passo avanti per rispettare i diritti d'autore senza scaricare indiscriminatamente qualunque cosa.
    La quantità di serie che sono costretto a guardare in maniera alternativa è davvero irrisoria. E la quota che pago è davvero ridicola in confronto a quanto dovrei spendere mensilmente per comprare i DVD di tutte le serie che mi piacciono.
    La differenza principale, in tutto ciò, sta nel fatto che 10 anni fa dovevo scaricare qualsiasi tipo di serie TV se volevo guardarla. Ora, se posso, ricorro a metodi legali. Anche perché vorrei stare il più tranquillo possibile.

    In relazione al discorso che i cantanti sono piuttosto pagati, non si può negare. Ed questo il motivo per cui uso Spotify in versione base. Non scarico più musica al contrario di prima, perché non ne sento il bisogno ed ho quello che mi serve. Ma è una questione che riguarda me, probabilmente tu avrai esigenze particolari, non saprei.
    Inoltre, se proprio vogliamo dirla tutta, le case discografiche sono private e non vanno avanti con finanziamenti pubblici. Quindi se ti piace quello che sfornano, bene; in caso contrario nessuno ti obbliga a pagare una cifra che ritieni inadatta, e la questione finisce qua, proprio perché non si tratta di soldi pubblici.

    Se poi si preferisce scaricare un album, ok, ma resta comunque il fatto che quando lo si fa non si sta dando dando importanza alla proprietà intellettuale. E quando ci si sente autorizzati a farlo per i big (perché magari pensiamo che guadagnino uno sproposito e se lo meritino), poi finisce che si scarica qualunque cosa.
    Bando alle ipocrisie: tantissime persone, anche tra i possessori del mulo, scaricano libri di scrittori emergenti perché non vogliono spendere 10 euro in libreria. Oppure downloadano l'album del gruppo locale anziché supportarlo economicamente.

    Quindi per me è ok il P2P e non lo rinnegherò mai. Però gli eccessi storpiano anche in tal senso.

    Abbiate pazienza, è la mia vena di articolista freelancer che per guadagnare vende i diritti d'autore ai committenti, che parla. Il discorso della proprietà intellettuale, dunque, mi tocca da vicino.
    Per quanto mi riguarda sarebbe bello poter comprare tutto originale: libri, dischi e DVD. Però non me lo posso permettere.
    Ma almeno un piccolo abbonamento (nel caso delle serie TV) non cambierà il mio status economico.

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