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Visualizza versione completa : Attacco alla liberta' di internet: il tribunale di Milano condanna dirigenti Google



MarcoStraf
25-02-10, 01: 14
Demoralizzante quando le uniche notizie italiane che la stampa straniera riporta sono cosi' tristi
Ecco la notizia, riportata da Repubblica
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/24/news/condanna-video-2409480/
e dal New York Times (da dove la ho saputa)
http://www.nytimes.com/2010/02/25/technology/companies/25google.html?ref=global-home

Entrambi i giornali riportano la notizia come una sconfitta della liberta' di parola su internet. Come il tribunale di Milano sia arrivato a un giudizio cosi' drastico (sei mesi di reclusione con la condizionale a tre dirigenti la cui unica colpa e' stata di fare il loro lavoro) si puo' giustificare solo con una completa ignoranza in materia di internet, o per la mancanza di una legislazione flessibile (le nostre leggi in fatto di privacy vennero fatte molto prima dello sviluppo di siti come YouTube) o per una manovra prettamente politica (potere controllare l'informazione che arriva ai cittadini)

Le condizioni con cui Google permette di postare video sono chiare: i video non sono controllati (impossibile a causa della mole del materiale postato), spetta ai visitatori riportare video illegali che vengono cosi' eliminati da Google (come e' avvenuto in questo caso) Paolo Brini, uno dei responsabili del gruppo per la liberta' su internet Movimento ScambioEtico, ha detto che sarebbe come accusare un postino che consegna un pacco contenente materiale illegale. Non e' il servizio postale responsabile di cosa viene inviato, lo e' chi lo invia. Se il tribunale di Milano ritiene i dirigenti Google responsabili, significa che considerano quindi illegali le condizioni di youtube, e quindi non mi stupirei se chiedesse la chiusura (o la censura) del servizio YouTube in Italia (come avviene in Cina)

Il centinaio di commenti lasciati sul New York Times sono unanimi: e' una aberrazione, e quello che mi ha stupito e' che nessuno parla apertamente contro l'Italia per se, ma solo di questo triste episodio (Google ha detto di ricorrere in appello, ma sinceramente la vedo male)

Ma il problema non e' tanto la notizia per se, quanto le possibili implicazioni.
Con una stampa italiana controllata praticamente da una mano sola (il governo, nelle mani del nostro Primo Ministro e della sua famiglia) non mi stupisce affatto che molti dei lettori del New York Times paragonino la notizia al Grande Fratello di Orwelliana memoria.
Non e' la liberta' Google a essere minacciata.
E' la nostra liberta' di informazione.

Armandillo
25-02-10, 19: 00
si puo' giustificare solo con una completa ignoranza in materia di internet, o per la mancanza di una legislazione flessibile (le nostre leggi in fatto di privacy vennero fatte molto prima dello sviluppo di siti come YouTube) o per una manovra prettamente politica (potere controllare l'informazione che arriva ai cittadini)

Il caso in questione in un certo senso mi riguarda da vicino avendo una sorella down e la mia reazione quando in tv, l'anno scorso, fecero vedere il filmato del ragazzo picchiato per divertimento fu di rabbia incontenibile verso gli esecutori....non verso chi aveva proposto il video !!

Ora, la privacy e' divenuto mezzo di lotta politica e sospetti come quelli riportati da Marco sono certo autorizzati.
Quindi delle tre possibilita' senz'altro indicherei l'ignoranza e l'interesse politico.
Mesi fa una proposta di legge (commenti (http://www.repubblica.it/tecnologia/2009/03/09/news/internet_ecco_la_legge_carlucci_uno_scudo_per_il_d iritto_dautore-1823568/)) li evidenziava entrambi e l'arretratezza culturale rispetto internet in piu' casi si e' palesata proprio in chi dovrebbe gestire questo grande mezzo e il patrimonio di conoscenze che rappresenta.

Pur conoscendo da poco la rete una idea me la sono fatta: si deve accettare cosė com'e', col brutto e il bello, perche' e' nella stessa esistenza dei due che si esprime la liberta' !

Nascondere cio' che "non aggrada" o che "non sta bene" e' esercizio di etica morale antiquata e colpevole di presunzione.

Certo, non dico che evidenti reati non debbano essere perseguiti...dico che chi di dovere deve provvedere alla nostra tutela cercando i criminali che si macchiano di nefandezze con tutti i mezzi di cui dispone educando, piuttosto, l'utente al piu' corretto approccio d'una simile potenzialita' mediatica.

Barricarsi dietro vetusti concetti dimostra miopia e moderno ostracismo....quando ben piu' gravi e importanti misfatti sembrano non ottenere la medesima attenzione !!! :triste

:bai