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Visualizza versione completa : Accordo segreto fra Verizon e RIAA?



janet
23-01-10, 00: 31
Nel 2008 La RIAA fece un importante annuncio dicendo che era loro intenzione non perseguire più i singoli file-sharer ma di aver già intrapreso un’altra strada prendendo accordi con alcuni grandi ISP in modo che essi potessero agire al suo posto, inviando ai loro clienti avvisi d’infrazione e poi anche disconnettendo i recidivi.
Allora il discorso della RIAA sembrò poco chiaro e molto in fieri ma alla luce di quanto scrive CNET sembra che almeno un grande ISP, Verizon da mesi stia facendo quanto proposto dalla RIAA.
Bobbi Henson portavoce della Verizon, ha dichiarato che da aprile stanno mandando e-mail avvertendo i clienti che tramite il loro indirizzo IP si sono compiute infrazioni.
Secondo essi questo sistema è risultato molto efficace in quanto molte volte l’intestatario del contratto ignora che tramite la sua connessione si stia facendo qualcosa d’illegale, trattasi di una connessione wireless aperta o di figli e parenti che scaricano a sua insaputa.
In ogni caso dice Bobbi Henson che dopo un primo avviso, la maggior parte delle persone interviene efficacemente per evitare che la sua connessione possa essere utilizzata per il download di file protetti dal copy-right.
Come poi i clienti risolvano il problema non è chiaro forse passano ad un altro ISP, oppure usano sistemi che permettano loro una navigazione anonima, oppure passano a soluzioni legali.
Ad esempio un utente riportato da CNET (http://news.cnet.com/?tag=hdr%3bbrandnav)e che vuole rimanere anonimo, una volta ricevuto l’avviso dalla Verizon ha deciso per la legalità dicendo: “With Netflix at $10 a month, it’s not worth it for me to risk a possible big fine. I’m going legit.”
Bobbi Henson ha anche parlato di pochi casi in cui la Verizon ha disconnesso gli utenti recidivi, dicendo proprio “Abbiamo tagliato fuori alcune persone” ma ha insistito sul fatto che sono veramente pochi i clienti che continuano a scaricare materiale illegale dopo il primo avviso.
Solo che al contrario del filtraggio attuato da Comcast dovuto come sempre detto a problemi d’intasamento banda e non a violazioni del copy-right, qui ci troviamo di fronte ad una reale applicazione della “three strikes law”.
C’è da chiedersi quanti altri ISP, oltre la Verizon abbiano stretto accordi segreti con la RIAA.
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