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Atlas_77
13-01-10, 16: 17
Terremoto devastante, migliaia di morti ad Haiti

Una scossa di magnitudo 7 devasta il paese e la capitale Port-au-Prince. I soccorritori: "In migliaia ancora sotto le macerie". Dall'Italia parte un team della Protezione civile. Il Papa: "Serve la generosità di tutti". Un testimone: "Tutto distrutto, funziona solo skype". Appelli e messaggi su Twitter e Facebook. Un'italiana: "Urla dalle macerie, è notte nera"


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Haiti, una videocamera di sorveglianza riprende la prima scossa


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Fonte:
www.ilgiornale.it (http://www.ilgiornale.it/esteri/violento_terremoto_haiti_e_inferno_migliaia_sotto_ macerie_mille_morti/port_au_prince-crolli-caraibi-haiti-sisma-terremoto-feriti-morti/13-01-2010/articolo-id=413282-page=0-comments=1)

Lo Zio T
13-01-10, 18: 30
Purtroppo queste catastrofi sono delle vere e proprie tragedie di livello mondiale, dove l'essere umano dimostra ancora una volta l'impotenza di fronte alla forza della Natura.

I paesi poveri come Haiti e via dicendo sono quelli maggiormente a rischio, o meglio, dove è facile che il numero di morti raggiunga un numero molto alto, per via della mancanza di edifici solidi, strumenti in grado di prevedere un terremoto prima del tempo e via dicendo. é sconvolgente come queste persone e non solo vivono in miseria e povertà e questo rattrista ancora di più in quanto le istituzioni possono e devono far di più in situazioni come queste e soprattutto per cercare di prevenire, per quanto sia possibile, questi eventi catastrofici.

Posso solo essere vicino alle vittime ed alle famiglie di questa tragedia, augurandomi che dalle ceneri esca fuori il minor numero possibile di morti e che da questa esperienza tutti incomincino a farsi un'esame di coscienza e comportarsi di conseguenza.

:bai

Armandillo
13-01-10, 19: 33
Povera gente....piove sul bagnato !!!
Prima immediata riflessione quando ho letto la notizia.
Che dire ?
La natura da', la natura prende....qualche volta ci sembra ingiusta, ma non bisogna dimenticare che l'uomo ci mette molto del suo e spesso, troppo spesso, con presunzione ed arroganza !
Ciao

vane
13-01-10, 19: 47
Secondo il Premier sarebbero più di 100mila i morti. (http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_13/terremoto-haiti-migliaia-sotto-le-macerie_ca13ade0-000d-11df-b35f-00144f02aabe.shtml?fr=plgol0)

Che dire, avevo sentito del terremoto ma non immaginavo che ci potessero essere tutti questi morti. Scopro ora che, oltre ad essere tra i Paesi più poveri del mondo è il più povero del continente americano, quindi senza l'aiuto della comunità internazionale si rischia un'ecatombe considerando che oltre ai morti ci sono quelli che devono ancora essere estratti dalle macerie e i sopravvissuti, che dovranno ricostruire una vita già povera. Con quali soldi?

Atlas_77
14-01-10, 00: 53
Mamma mia ragazzi, qua (http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo470977.shtml) TGCom addirittura porta 500.000 morti:cry3, praticamente la mia regione ...:triste

Marco89
14-01-10, 10: 18
la mamma della familia dove vengo ospitato qui in inghilterra, lavora alla oxfam (che fa carita' per tutto il mondo).
anche ad Haiti avevano uno "stabilimento", anche esso crollato e la maggiorparte dello staff e' morto..

i sopravvissuti, che dovranno ricostruire una vita già povera. Con quali soldi?
infatti, quel poco che avevano e' stato distrutto...

shiny
14-01-10, 15: 58
Purtroppo queste catastrofi sono delle vere e proprie tragedie di livello mondiale, dove l'essere umano dimostra ancora una volta l'impotenza di fronte alla forza della Natura.

I paesi poveri come Haiti e via dicendo sono quelli maggiormente a rischio, o meglio, dove è facile che il numero di morti raggiunga un numero molto alto, per via della mancanza di edifici solidi, strumenti in grado di prevedere un terremoto prima del tempo e via dicendo.

Giusto per fare chiarezza e fuori da qualsiasi retorica, un terremoto di magnitudo dell'ordine del 7° grado Richter se avvenisse in Italia non farebbe 100.000 morti ma molti molti di più. Un terremoto di questo tipo avrebbe cancellato L'Aquila dalla faccia della terra altro che piantarci le tende una settimana dopo!
Per chi non è avvezzo ai numeri il terremoto di Haiti è 3000 volte più forte di quello in Abruzzo, quello in Indonesia del 2004 era un 9.2 Richter di infiniti ordini di grandezza più violento. La Richter è una scala esponenziale, non decimale.

Usciamo dal luogo comune che solo i paesi poveri sono i più a rischio, il nostro Bel (?) Paese da questo punto di vista è terzomondista. E poi c'è chi vuol costruire un ponte dove si è registrato il più violento terremoto che il nostro paese ricordi... magari il ponte regge (dubito fortemente) ma le due città che collega? il "genio" italico è stupefacente...

Ciò detto la situazione di Haiti è catastrofica, spero che il mondo si mobiliti: la solidarietà va oltre il profitto.

Armandillo
14-01-10, 17: 58
Usciamo dal luogo comune che solo i paesi poveri sono i più a rischio

Giusto, ma obiettivamente bisogna riconoscere che dove c'e' poverta' ci sono case fatiscenti (case....baracche, capanne), sicuramente gli edifici non li hanno costruiti antisismici, c'e' spesso mancanza di organizzazione e informazione e quindi quando un evento naturale d'una certa portata si abbatte in questi luoghi la catastrofe e' assicurata.

Altro discorso riguarda la volonta' di chi dovrebbe rendere piu' sicure possibile determinate aree e qui il discorso si fa ampio coinvolgendo il profitto e gli interessi a scapito della responsabilita' e a questo proposito noi non ci facciamo mancare nulla !!! :triste

Lo Zio T
14-01-10, 20: 13
Usciamo dal luogo comune che solo i paesi poveri sono i più a rischio, il nostro Bel (?) Paese da questo punto di vista è terzomondista.
Nei Paesi povere c'è maggiore possibilità che il numero di morti sia elevato per via delle condizioni in cui vivono, la mancanza di edifici solidi e di misure di sicurezza valide. Ma la mancanza di soldi e la negligenza delle varie dittature che hanno preso il potere nel corso degli anni hanno portato a rendere quest'episodio naturale una vera e propria catastrofe.

Poi se vogliamo fare un discorso più aproffondito , bisogna anche considerare che ci sono luoghi, città, soggetti frequentemente a terremoti, proprio perchè si trovano in zone del nostro Pianeta dove c'è grande attività sismica, come la cintura di fuoco del Pacifico, tanto per fare un'esempio. Ed in alcuni casi i terremoti sono quasi quotidiani.

Quindi è chiaro che se capitasse un'attività sismica in un Paese non soggetto a terremoti la catastrofe potrebbe essere maggiormente giustificabile (anche se le misure di sicurezza ci devono essere sempre e comunque), rispetto a quella di Haiti che è nello stesso tempo:

- Paese che ha già subito altri terremoti nel passato.
- Luogo dove l'attività sismica e viva da tanto tempo.

Quindi ancora a maggior ragione i governi, dittature dovevano prendere misure di sicurezza idonee cosa che non è avvenuta, perchè sfruttando la povertà e la debolezza della popolazione se ne sono fregati.

Il nostro Paese (senza bel) ha dimostrato palesemente di essere sprovveduto di fronte ad eventi del genere, come dimostrato dal terremoto dell'Abruzzo e anche il crollo della chiesa di San Giuliano e da questo punto di vista (come poi hai detto anche te) è povero.

Magari non povero di soldi (almeno in paragone con Hiati), ma di:

- Spirito di iniziativa e consapevolezza dei rischi possibili delle zone a rischio sismico.
- Mancanza di volontà (tradotto: negligenza) nel prendere misure di sicurezza valide.

Quindi anche un Paese non povero economicamente, senza uno Stato all'altezza della situazione non può sfuggire alle tragedie naturali. Però, per applicare le misure di sicurezza necessarie, ci vogliono investimenti economici da parte dello Stato e da questo non si sfugge.

Poi è chiaro che gli elementi da considerare sono molteplici e non li ho evidenziati a dovere.

Infine, concludo dicendo che in qualsiasi Stato prima di prendere una misura di sicurezza nei confronti dei cittadini (se viene preso) ci deve sempre scappare il morto (i) ed anche i fenomeni naturali non fanno eccezione di fronte a questa triste quanto stupida regola.

:bai

Eres
14-01-10, 20: 18
Davvero un disastro spaventoso, ma anche questo almeno in parte annunciato. manca qualsiasi organizzazione di soccorso. Però una considerazione voglio farla, magari stupida ma inevitabile, mi chiedo perchè in un paese dove a gennaio ci sono 34 gradi all'ombra vi siano così tante costruzioni in cemento e pure mal fatte. Si spera che almeno nella ricostruzione si cambino completamente sistema e materiali, molto più leggeri :bai

shiny
14-01-10, 21: 09
Giusto, ma obiettivamente bisogna riconoscere che dove c'e' poverta' ci sono case fatiscenti (case....baracche, capanne), sicuramente gli edifici non li hanno costruiti antisismici, c'e' spesso mancanza di organizzazione e informazione e quindi quando un evento naturale d'una certa portata si abbatte in questi luoghi la catastrofe e' assicurata.


Va bene allora mi fate parlare da geologo...
1) un terremoto non si può in alcun modo prevedere, scordatevi i sistemi di allarme (e se sentite dire il contrario non ci credete)
2) baracche e capanne sono più sicure di un palazzo in cemento (sembra un paradosso ma non lo si vuol capire, i giapponesi costruivano le case di legno e carta per un motivo... la paglia però sarebbe meglio)
3) un terremoto NON uccide. Il terremoto è di per se stesso un evento non pericoloso (o meglio, non omicida). Il 99% delle vittime viene uccisa dai crolli, non dalla scossa sismica.
4) i paesi a rischio sismico devono attuare una politica di attenuazione del rischio, il che non vuol dire combattere i terremoti ma contenere le perdite. Su questo aspetto non esistono governi buoni o cattivi ma solo governi superficialmente inoperosi. Noi siamo una Repubblica, viviamo in democrazia e abbiamo i fondi, ma dal punto di vista del rischio sismico siamo messi molto peggio di Haiti. Abbiamo una "dorsale sismica" che attraversa l'intero paese, 40 milioni di persone coinvolte; quindi la nostra popolazione è 10 volte superiore e le infrastrutture non sono di migliore qualità.
5) paesi con secolare esperienza antisismica hanno dovuto recentemente rivedere i piani di prevenzione. Sempre in Giappone dopo i disastri del terremoto di Kobe del 1995 si è dovuto ristudiare tutto il piano per la costruzione antisismica, il precedente era insufficiente. Se ne sono accorti pagando con 6000 morti.
E noi? Il terremoto di Haiti è molto simile a quello di Messina del 1908 e sappiamo com'è andata (anche se allora fu più grave lo tsunami successivo). Dopo 100 anni la situazione non è mica migliorata. Ricordo che la scuola di San Giuliano era NUOVA, l'ospedale de L'Aquila era NUOVO (30 anni per farlo ma di fatto nuovo), se i tempi tra la progettazione e la costruzione di un'opera sono dell'ordine dei 20-30 anni avete idea di quante specifiche di sicurezza scadano in quel frangente? Strutture "nuove" sono già obsolete prima di essere inaugurate.

Muoiono persone di continuo e non impariamo mai. Costruiamo male e in posti sbagliati e non si smette di farlo; aumentano anzi le pressioni a livello locale per avere permessi di cosrtruzione, per avere meno restrizioni nei PGT, anche quando l'evidenza sconsiglierebbe a tutti di proseguire nei progetti.

Faccio un paradosso rimanendo come esempio nel messinese: noi saremmo in grado di costruire un palazzo antisismico perfettamente resistente a forti terremoti, e probabilmente lo piazzeremmo nel bel mezzo di un torrente! Salvo dal terremoto quindi ma esposto all'alluvione.... questa è la prevenzione che si fa in ambito italiano.
Un altro paradosso che è però realtà: il piano d'evacuazione in caso di eruzione del Vesuvio prevede(va) , ma non mi pare sia cambiato, che la popolazione trovasse rifugio un po' più lontano... a Sarno e Quindici. Non faccio ironia, ragionate da soli.

Però siamo avvantaggiati noi , noi abbiamo i soldi... peccato solo che il buon senso non si compri al supermercato!!

E con questo chiudo, aspettando un commento di Mnemo...

Un saluto

Armandillo
14-01-10, 23: 32
Shiny la tua esposizione non fa una grinza...mi congratulo per la preparazione !
Non penso che cio' che ho affermato nel post sia discorde da quanto hai asserito; con "eventi" mi riferivo anche a maremoti, alluvioni, inondazioni e quant'altro
Circa la poverta', beh, una cosa e' avere le risorse necessarie, un'altra e' utilizzarle o saperlo fare !
Se quelle risorse ti mancano non esiste volonta' che tenga...non ti pare ?
:bai

P.S. Visto che hai una buona preparazione circa l'argomento perche' non posti piu' spesso , sarebbe interessante :sisi

MarcoStraf
14-01-10, 23: 40
... Per chi non è avvezzo ai numeri il terremoto di Haiti è 3000 volte più forte di quello in Abruzzo, quello in Indonesia del 2004 era un 9.2 Richter di infiniti ordini di grandezza più violento. La Richter è una scala esponenziale, non decimale. ...
Dove hai preso quei numeri?
Prima di tutto, la scala Richter e' logaritmica (per il resto hai ragione, le grandezze misurate in tali scale variano esponenzialmente)
Ma i numeri sono sbagliati. La scossa dell'Abruzzo era di 6,3 della scala Richter, quindi la differenza (in ampiezza) della scossa in Haiti e' di un solo fattore 5 (ossia 10 elevato a 0,7, considerando per la scossa di Haiti in valore Richter di 7) Il terremoto dell'Indonesia del 2004 era di 9.2, quindi era circa 160 volte piu' grande di quello di Haiti (ossia 10 elevato alla 2,2)

Sono comunque perfettamente in accordo con i cinque punti del tuo ultimo messaggio

shiny
15-01-10, 01: 14
Dove hai preso quei numeri?
Prima di tutto, la scala Richter e' logaritmica (per il resto hai ragione, le grandezze misurate in tali scale variano esponenzialmente)
Ma i numeri sono sbagliati. La scossa dell'Abruzzo era di 6,3 della scala Richter, quindi la differenza (in ampiezza) della scossa in Haiti e' di un solo fattore 5 (ossia 10 elevato a 0,7, considerando per la scossa di Haiti in valore Richter di 7) Il terremoto dell'Indonesia del 2004 era di 9.2, quindi era circa 160 volte piu' grande di quello di Haiti (ossia 10 elevato alla 2,2)

Semplice necessità di farsi capire in maniera immediata, senza ricorrere alla matematica stretta... Ti ringrazio delle puntuali correzioni (esponenti e logaritmi mi son sempre stati indigesti :tong2), ma diciamo che il succo discorso non cambia poi molto... :eye , sempre di enorme "schicchera" si tratta.

Se poi vogliamo entrare nel dettaglio, il valore di magnitudo non segue la matematica pura: un terremoto di magnitudo 7 è diverso da un altro 7 per fattori ambientali, e questo vale ancor di più per valori superiori a 8. Non spiego il perchè ma a tal proposito da tempo si è cambiato il metodo di misurazione con una nuova scala (che per inciso non è più la Richter). Sento usare ancora la Mercalli, accontentiamoci degli "errori" nella Richter.

Parlando di energia (e non di magnitudo) i valori sono molto più simili a quelli che ho dato io, senza formule particolari, l'incremento è di circa mille volte per ogni 2 step Richter... il tutto approssimato. Il resto è accademia, per capirci basta e avanza. :fleurs


Shiny ...mi congratulo per la preparazione !
C'è chi ne sa di più, non è propriamente il mio campo...
E lungi da me criticare i vostri messaggi :eye volevo solo puntualizzare certe magagne nostrane che alla luce di queste tragedie spesso e volentieri vengono sottaciute o peggio minimizzate


P.S. Visto che hai una buona preparazione circa l'argomento perche' non posti piu' spesso , sarebbe interessante :sisi
Guarda, lo farei volentieri e non solo per questi argomenti, anzi... però avevo seri problemi di navigazione in p2p forum che, compatibilmente col poco tempo a disposizione, mi impedivano di farlo. CT è un po' più snello e reattivo, ho qualche minuto in più da spendere e adesso ci riesco :bgg2

Tornando all'attualità, contiamo su pronti aiuti per Haiti e che la sua popolazione non venga abbandonata dopo poche settimane...

:fleurs a tutti

Atlas_77
15-01-10, 01: 56
Per chi non è avvezzo ai numeri il terremoto di Haiti è 3000 volte superiore a quello dell'Abruzzo

Scusa shiny, però lessi stasera che fosse 30 volte e non 3000 ... ciò non toglie, come dici tu, che avrebbe raso al solo L'Aquila. Anch'io vivo in zone a rischio (Lucania, ricordate l'Irpinia, ... avevo 3 anni, quindi non possso ricordarmi bene ... ma da quello che mi hanno raccontato i miei, è stata una tragedia :cry3.. noi, lontani 100 km. dall'epicentro ... un terremoto del genere (6,9 Richter), fare danni così lontano ... forse perchè, come dici tu ...


un terremoto di magnitudo 7 è diverso da un altro 7 per fattori ambientali
... per esempio il mio paese è stata costruita su una collina d'argilla ...che tutto sommato dovrebbe essere adatta, poichè come dicono LORO propaga bene le onde sismiche ... ma non hanno calcolato il fatto che è una superficie più soggetta a frane ... è quindi non edificabile.
Lontanamente posso immaginare, cosa sia accaduto ad Haiti, ma non vorrei viverla quella situazione ... anche se lo devo temere.
:bai

Mnemosyne
15-01-10, 08: 23
aspettando un commento di Mnemo...

Un commento lo farò, ma non immediatamente: ho bisogno di tempo per mettere in ordine le idee e ora non ne ho (ho una carta di fattibilità geologica da finire :aargh).

Scherzi a parte datemi tempo fino all'ora di pranzo, poi vi rispondo

:bai

Strider
15-01-10, 11: 43
La discussione è interessante ed ho letto con molta attenzione tutti i vostri post. Peccato che l'occasione sia così tragica :cry3 ma, d'altro canto, se si parla di terremoti vuol dire che.....:cry3

Io ho vissuto sulla mia pelle il terremoto in Campania (23/11/1980 ore 19.34, un momento indimenticabile della mia vita :shock) e lo ricordo come se fosse ieri. Grazie a Dio la mia famiglia non ebbe grossi danni nè fisici nè materiali, però alcuni amici o conoscenti non furono altrettanto fortunati. Le sensazioni provate durante e subito dopo la scossa (che se non erro fu un 7 Richter o giù di lì), quel silenzio irreale, quegli sguardi di terrore, quel senso di attesa e di sconforto resteranno eternamente "scolpiti" nella mia memoria.

Alla fine ce la cavammo con "poco", 3-4 notti in macchina, qualche lieve danno materiale e tanta paura ma il senso di morte e di disperazione che aleggiava tutto intorno era così forte che ancora non può essere dimenticato. Da allora mi fa sempre un certo effetto quando capitano queste immense tragedie e la sola cosa che posso dire è quella di cercare di aiutare le povere vittime, in tutti i modi possibili. Anche con poco, in base alle rispettive possibilità, ma anche quel poco può essere tanto in momenti del genere.

Concordo con tutto quello che ha detto Shiny ed aggiungo che, dalle mie parti, nulla è cambiato :ohoh

purtroppo lo scempio che è capace di combinare l'uomo (per incapacità o disonestà) è sempre assai peggiore delle catastrofi naturali. L'Italia è uno dei paese più a rischio (in tutti i sensi) dal punto di vista sismico, speriamo sempre in bene per tutti ....

:fleurs

Mnemosyne
15-01-10, 15: 25
Eccomi qua. Ho cercato di riordinare le idee, gli spunti di questa discussione sono molteplici, interessanti e se portano anche solo a stimolare la nostra curiosità per informarci e capire meglio il mondo su cui viviamo saranno serviti a qualcosa.

Prima di tutto volevo sottolineare (anche da parte di Shiny, che si fa prendere dalla solita incxxxxxtura da geologo in questi frangenti) che è FONDAMENTALE non dimenticarsi di Haiti, perché oggi è toccato a loro, ieri a noi (L’Aquila), l’altro ieri ai cinesi (Sichuan 2008). Domani a CHIUNQUE: le zone sismicamente tranquille del pianeta sono ben poche, sono i cosiddetti cratoni, Ovest Australia, Siberia, Nord Canada e Groenlandia, Sahara meridionale e Africa centro-meridionale (esclusa Rift Valley) Amazzonia e Artide. Poco abitabili, direi.
Per questo motivo, perché siamo TUTTI sulla stessa barca (alla deriva direbbe qualcuno) quoto in pieno cioò che dice Strider:

Da allora mi fa sempre un certo effetto quando capitano queste immense tragedie e la sola cosa che posso dire è quella di cercare di aiutare le povere vittime, in tutti i modi possibili. Anche con poco, in base alle rispettive possibilità, ma anche quel poco può essere tanto in momenti del genere.



ci sono luoghi, città, soggetti frequentemente a terremoti, proprio perchè si trovano in zone del nostro Pianeta dove c'è grande attività sismica, come la cintura di fuoco del Pacifico, tanto per fare un'esempio. Ed in alcuni casi i terremoti sono quasi quotidiani.
Zio togli il quasi. A questo proposito buttate un occhio al sito dell’INGV (Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia). A questo link (http://cnt.rm.ingv.it/earthquakes_list.php) c’è l’elenco dei terremoti di questo mese ad esempio. Lì potrete trovare anche la scheda dell’evento (http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2210555640/event.php); vi suggerisco anche un articolo (http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_15/zattera_movimento_e84ab6e2-01a6-11df-866a-00144f02aabe.shtml) che ho letto su Corriere.it che è un po’ semplicistico ma chiarisce alcune dinamiche.

Il mio commento parte dai 5 punti di Shiny.


1) un terremoto non si può in alcun modo prevedere, scordatevi i sistemi di allarme (e se sentite dire il contrario non ci credete)
Signori, questa è la realtà dei fatti: allo stato attuale delle conoscenze un terremoto NON si può prevedere.
Non voglio però escludere a priori che la ricerca non riesca a trovare una soluzione al problema,in fondo la teoria della tettonica a zolle è solo degli anni ’70. Però, PERO’, non è detto che una possibile previsione possa essere attendibile al 100%. Vi faccio un esempio relativo ai vulcani: un vulcano tipo Vesuvio potrebbe dare dei segnali premonitori qualche mese prima di eruttare, più che sufficienti ad evitare un’altra Pompei. Ma non è detto che poi erutti veramente. Vi faccio una domanda e vi chiedo di pensarci bene e rispondermi/vi sinceramente: se qualcuno vi dicesse lascia la tua casa perché tra qualche mese un terremoto/un’eruzione la spazzerà via, voi ve ne andreste? (p.s. questo è il vero problema del piano di evacuazione del Napoletano, convincere più di 1.000.000 di persone ad andarsene lasciando tutto).



2) baracche e capanne sono più sicure di un palazzo in cemento (sembra un paradosso ma non lo si vuol capire, i giapponesi costruivano le case di legno e carta per un motivo... la paglia però sarebbe meglio)
3) un terremoto NON uccide. Il terremoto è di per se stesso un evento non pericoloso (o meglio, non omicida). Il 99% delle vittime viene uccisa dai crolli, non dalla scossa sismica.
Vero. Le costruzioni giapponesi tradizionali utilizzano un incastro pilastro/trave particolarmente elastico e resistente, antisismico. E non l’hanno inventato dopo il 1995. Ma se ne è perso l’uso, infatti:

5) paesi con secolare esperienza antisismica hanno dovuto recentemente rivedere i piani di prevenzione. Sempre in Giappone dopo i disastri del terremoto di Kobe del 1995 si è dovuto ristudiare tutto il piano per la costruzione antisismica


4) i paesi a rischio sismico devono attuare una politica di attenuazione del rischio, il che non vuol dire combattere i terremoti ma contenere le perdite. Su questo aspetto non esistono governi buoni o cattivi ma solo governi superficialmente inoperosi.
E qui casca l’asino. Perché più o meno tutto il mondo è paese. Ovviamente, dove la povertà e l’ignoranza (nel senso letterale del termine) sono alte è più alta la vulnerabilità.

Ho usato questo termine volutamente, perché il RISCHIO, generico, è dato dal prodotto tra la PERICOLOSITA’ (la probabilità che un fenomeno accada in un determinato spazio con un determinato tempo di ritorno) la VULNERABILITA’ (l'attitudine di un determinato elemento a sopportare gli effetti legati al fenomeno pericoloso, ad esempio nel caso di rischio sismico la capacità di un edificio a resistere all'effetto dello scuotimento) e il VALORE che l'elemento esposto al pericolo assume in termini di vite umane, economici, artistici, culturali o altro.



L'Italia è uno dei paese più a rischio (in tutti i sensi) dal punto di vista sismico
Infatti. Questa è la mappa di zonazione rischio sismico in Italia (http://zonesismiche.mi.ingv.it/documenti/mappa_opcm3519.pdf). E non solo: questa l’ho trovata sul sito dell’APAT, dati del 2003.
http://www.apat.gov.it/site/_images/Rischio_idrogeologico.jpg
Parlo di casa mia: Lombardia, comuni a rischio 914 su 1546 (60%).


Muoiono persone di continuo e non impariamo mai. Costruiamo male e in posti sbagliati e non si smette di farlo; aumentano anzi le pressioni a livello locale per avere permessi di costruzione, per avere meno restrizioni nei PGT, anche quando l'evidenza sconsiglierebbe a tutti di proseguire nei progetti.
Ho visto cose che voi umani non potreste mai immaginare...Io con 'sta gente ci lavoro tutti i giorni! C’è chi chiede “di spostare il limite” (di un’area di esondazione n.d.r.) perché lì c’è il progetto di sistemazione della scuola media. C’è chi dice “dottore, non posso accettare questo programma di indagini perché costa troppo, non rientra nel budget di progetto della scuola, non riesco a pagare gli arredamenti poi” (scuola materna, edificio strategico rilevante, D.D.U.O. Regione Lombardia 19904 del 2003). C’è chi dà l’incarico per gli studi geologici a supporto della pianificazione territoriale alla fine di tutto il lavoro degli architetti e ti dice “sa com’è, sarebbe un po’ urgente, gli urbanisti hanno quasi finito” e a te danno al massimo 2 settimane. C’è chi ha ottenuto permessi per costruire lato torrente tanto carino quando c’è il sole quanto spaventoso appena fa 2 gocce d’acqua. C’è chi ti dice “esagerati! Qua non è venuto giù niente da non so quanto!” e una settimana dopo trovi l’articolo sul giornale dell’ennesima frana da quel versante.
Devo continuare?


noi saremmo in grado di costruire un palazzo antisismico perfettamente resistente a forti terremoti, e probabilmente lo piazzeremmo nel bel mezzo di un torrente! Salvo dal terremoto quindi ma esposto all'alluvione.... questa è la prevenzione che si fa in ambito italiano. Solo una parola: Vajont. E la diga è ancora lì, bella come il sole.



dalle mie parti, nulla è cambiato :ohoh
Non solo dalle tue, purtroppo.


un terremoto di magnitudo 7 è diverso da un altro 7 per fattori ambientali,
...primo dei quali la distanza tra ipocentro ed epicentro. Inoltre, all’energia sprigionata da un sisma, dobbiamo aggiungere l’amplificazione dell’onda dovuta agli effetti di sito: effetti di instabilità dovuti alla attivazione/riattivazione di aree franose, effetti topografici in corrispondenza di creste rocciose o orli di scarpata, effetti di cedimento e/o liquefazione dei terreni dove ho terreni fini (Antonio trasferisciti, per favore) e saturi d’acqua. Per questo motivo uno stesso evento sismico può avere effetti differenti e più o meno gravi a seconda del contesto ambientale.

Ora la smetto, penso di avervi annoiato a sufficienza.
Vorrei solo che dal dolore e dalla sofferenza si imparasse qualcosa. Sinceramente, sono stanca di fare la Cassandra. :triste

Asterix, Lady perdonatemi per il post lunghissimo!:fleurs
:bai

http://zonesismiche.mi.ingv.it/
http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/consultazione_005.html
http://esse1-gis.mi.ingv.it/s1_en.php?restart=0

Atlas_77
15-01-10, 16: 00
:bai Mnemo e tutti Molto Interessante la tua puntualizzazione


(Antonio trasferisciti, per favore)

Da 10 anni, mi sono trasferito a 5 km in aperta campagna, in una sorta di piccolo altopiano. Non che qui sia più sicuro, però so che l'unica cosa che mi cadrebbe in testa è solo il soffitto della mia casa ... forse avremmo più possibilità di salvarci.
Stanno messi più male forse la Roxy che abita in pieno centro nello stesso paese (Paese in passato, martoriato dalle frane ... Tra l'altro, proprio lo scorso anno, s'è creata una crepa, esattamente a metà, su una strada principale, in pendenza, ... crepa che la percorreva longitudinalmente per metà del suo percorso, un centinaio di metri ... l'ho vista ed era abbastanza profonda ... [avvisaglia di una nuova frana?] ... tutto poi risolto con una veloce colata di cemento, per chiudere la spaccatura ... tsk ...) e Stridy ( Stridy, volevo puntualizzare anche che il terremoto dell'80 (6,9 Richter), dalle mie parti ha fatto per fortuna pochissime vittime, ma molti, moltissimi danni).
In Italia cmq. non stiamo nè meglio, nè peggio di altri. Forse per ora siamo solo più fortunati ... fortunati nel senso che una tale scossa non ci colpisce da 30 anni.

Ecco la lista dei più devastanti terremoti italiani

Val di Noto, Sicilia e Calabria (11 gennaio 1693), 7.5 Richter (60.000 morti)
Messina e Reggio Calabria (28 dicembre 1908), 7.1 Richter (130.000 morti)
Avezzano, Abruzzo (13 gennaio 1915), 7.0 Richter (33.000 morti)
Carinzia a nord del Friuli (25 gennaio 1348), 6.9 Richter (10.000 morti)
Irpinia e Basilicata (8 settembre 1694), 6.9 Richter (6.000 morti)
Calabria e Sicilia (5 febbraio 1783), 6.9 Richter (50.000 morti)
Basilicata e Campania (16 dicembre 1857), 6.9 Richter (12.000 morti)
Irpinia e Basilicata (23 novembre 1980), 6.9 Richter (2.914 morti)
Calabria (27 marzo 1638), 6.8 Richter (>10.000 morti)
Nicastro (oggi Lamezia Terme), Calabria (8 settembre 1905), 6.8 Richter (557 morti)

9 su 10 sono capitati a Sud

Strider
15-01-10, 16: 24
Ringrazio Mnemo per il suo intervento, molto preciso e completo :fleurs

molte cose già le sapevo ma non così nel dettaglio e poi una "rinfrescata" non fa mai male in materia...

certo, pensare di vivere su una "zattera galleggiante" che da un momento all'altro può "esplodere" di energia distruttiva non è incoraggiante :ohoh
ma questa è la Natura, che non guarda in faccia a nessuno e va, al tempo stesso, ammirata, rispettata e temuta :sisi

ma è sul rispetto che proprio non ci siamo....manco se la cosa non riguardasse sempre noi! bah! :ohoh

E' incredibile la capacità dell'uomo di dimenticare in fretta anche le cose più terribili e poi ricominciare tutto come nulla fosse, perseverando negli stessi errori. Sempre a proposito del terremoto che colpì Campania e Basilicata nel 1980 ricordo tutto lo schifo che ci fu dopo: speculazioni, imbrogli, tantissimi "squali" che si sono arricchiti sulle spalle della povera gente, soldi elargiti in modo scriteriato e disonesto a chi non ne aveva diritto, persone realmente colpite e danneggiate che hanno avuto poco o niente....insomma un vero macello!

Ho appena finito di vedere un filmato sulla situazione di Haiti, una cosa straziante! Speriamo che gli aiuti funzionino e che si possano ancora salvare dei superstiti. E che nessuno sciacallo si approfitti di questa povere gente, queste cose mi fanno vergognare di appartenere al genere umano :bsh

un saluto a tutti :bai

Mnemosyne
15-01-10, 16: 44
Tra l'altro, proprio lo scorso anno, s'è creata una crepa, esattamente a metà, su una strada principale, in pendenza, ... crepa che la percorreva longitudinalmente per metà del suo percorso, un centinaio di metri ... l'ho vista ed era abbastanza profonda ... [avvisaglia di una nuova frana?] ... tutto poi risolto con una veloce colata di cemento, per chiudere la spaccatura ... tsk ...)
Molto probabilmente sì, indice sicuramente di deformazione e instabilità (non serve una laurea per capirlo) e ovviamente il “sistema di monitoraggio” è il solito!
Vi mostro un esempio: le immagini inserite nello spoiler si riferiscono alla faglia più importante dell’Etna, l’unica sismogenetica (dell’Etna, non della Sicilia!), la faglia della Pernicana. E’ quella, per intenderci, che ha causato il terremoto che c’è stato un paio di mesi dopo quello di San Giuliano.
http://www.laportadeltempo.com/Italia/400x297faglie.jpg
http://www.ct.ingv.it/Ufvg/RischioVulcanico/Fig06.jpg
http://lh5.ggpht.com/_v2kl84y6bEc/SeOPmyCGeoI/AAAAAAAABJw/DaNjowtbJcw/Etna+046.jpg
La strada nella foto è quella che da Linguaglossa va verso l’Etna, la rimettono a posto più o meno tutti gli anni. Nella zona c’era un campeggio. Sopra la faglia ovviamente. La casa nella foto è la cosa più assurda che io abbia mai visto. La storia (che pensavo fosse una leggenda metropolitana) me la raccontò un mio professore in università: due cugini decisero di costruirsi casa in campagna (abusiva perché è nel parco regionale dell’Etna), una fu costruita interamente da un lato della faglia e quando l’ho vista io nel ’99 era ancora intera, ha solo il muro di cinta un po’ “svirgolo”, l’altra fu costruita esattamente sulla faglia e quello è il risultato. Causa? Il malocchio (sic!).



9 su 10 sono capitati a Sud
Questo è dovuto alla conformazione geologica del nostro paese. Le regioni più pericolose sono il Friuli, l’Abruzzo, la Calabria e i Monti Iblei in Sicilia.

Poi entrano in gioco le speculazioni come ha giustamente indicato Strider. E lì c’è da mettersi le mani nei capelli.

Atlas_77
15-01-10, 17: 01
Già ... il Sud, paese di catastrofi ... e mafie. I Soldi per la rinascita finiscono inevitabilmente nelle mani delle oganizzazioni mafiose del nostro Bel?paese. Come si sa che i soldi dei terremoti di messina, reggio calabria e irpinia, sono finiti nelle mani rispettivamente, Cosa nostra, ndrangheta e camorra.
Speriamo non succeda ciò ad Haiti, ma sono convinto che ci sia anche lì. Noi abbiamo la nomea di mafiosi e ladri, ma tutti i paesi hanno i loro criminali

shiny
15-01-10, 17: 27
Visto che c'è chi ne sa più di me? Sapevo che se scatenavo la "bbestia" non si fermava più :ghgh
Grazie a Mnemo per la marea di dati e per l'innato dono della sintesi :eye ma adesso credo che le idee siano più chiare un po' a tutti

Abbiamo detto abbastanza, poi più di tanto non ci è possibile fare.

Per Haiti possiamo sperare che funzioni la macchina dei soccorsi sia a breve che a lungo termine (ma la conta delle vittime sarà molto alta), di sicuro ci saranno speculazioni e ruberie (purtroppo) ma lasciatemi un po' del mio solito cinismo: Haiti era già un paese abbandonato a se stesso, senza alcun interesse e già depredato di quel poco che aveva; credo che ci sia poco da rubare ancora che non sia dovuto agli eventuali aiuti esteri... e questo sarebbe oltremodo squallido e infame.

Speriamo non accada.

:fleurs

Armandillo
15-01-10, 18: 58
Grazie a Mnemo per la marea di dati e per l'innato dono della sintesi :eye ma adesso credo che le idee siano più chiare un po' a tutti

Non potevo non ringraziare Mnemo :thx e tutti gli altri interventi !!
L'argomento e' senza dubbio interessante e credo che l'opera meritoria di Shiny e Mnemo sia stata proprio quella di spiegare in maniera piu' semplice possibile materie cosi' complesse.

Spesso parliamo di cose che non conosciamo bene o per nulla ed ora, dopo questa lezione di geologia forse ci rendiamo conto dell'importanza del "sapere" come conoscenza di per se e come arma per difenderci da chiunque voglia abbindolarci.
Il mio invito a discorrerne piu' spesso aveva il senso di promuovere quelle capacita' che ognuno possiede nel suo ramo proprio per ampliare i nostri ristretti confini mentali.
Sarebbe bello se molti esponessero il loro sapere per farne godere chi non ce l'ha o chi non ha potuto averlo !

Quindi congratulazioni ancora per queste vere iniezioni di cultura :bai

Atlas_77
16-01-10, 02: 14
A 5 giorni dal sisma, sono molti i sopravvissuti che hanno perso tutto e vagano fra le macerie. A Port Au Prince, manca tutto: elettricità, acqua, cibo, farmaci. Si trovano cadaveri ovunque.
"Forse potrebbero essere 200.000" ha riferito il Ministro dell'Interno Bien-Aime: "Finora recuperati 50.000 corpi ma si presume che i morti saranno tra i 100.000 e i 200.000, anche se il numero esatto, non lo sapremo mai."

Dark Angy
16-01-10, 16: 37
e ora, oltre a questa disgrazia, quei poveracci dovranno stare attenti dagli sciacalli, dalla false istituzioni che offrono aiuto, ma poi non fanno niente...e ogni volta e' la stessa storia...R.I.P.

vane
19-01-10, 02: 22
Ho appena letto questa, sono senza parole.

Lussuosa nave da crociera sbarca ad Haiti: cocktail in spiaggia e sport acquatici per i passeggeri (http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_18/haiti_nave_crociera_ketty_areddia_c7cfbf6a-0422-11df-9eeb-00144f02aabe.shtml?fr=plgol0)

Sono sbarcati in un'isola che ha appena avuto oltre 100mila morti (e chissà quanti ne moriranno nei prossimi giorni e nelle prossime settimane) e si mettono a fare sci nautico e shopping?

Meno male che qualcuno si è rifiutato di scendere per rispetto di chi, già povero, ha perso tutto quel poco che aveva (ma soprattutto ciò che non potrà mai tornare indietro o non si potrà ricostruire, la vita delle persone care decedute), però altri hanno avuto la meravigliosa idea di far finta di nulla e divertirsi.

Altro che disgustoso, non trovo parole per definirli, a partire da chi comanda la nave da crociera, che forse poteva evitare Haiti. E' vero che i passeggeri hanno pagato per quell'itinerario ma non si può ignorare un così grave dramma che coinvolge un'intera nazione. Non si possono nemmeno immaginare centinaia di migliaia di morti. E' un numero troppo grande.

E' vero che tutti noi proseguiamo la nostra vita, ridiamo e fondamentalmente tragedie così lontane ci toccano fino ad un certo punto (a parte forse per chi ha già vissuto drammi simili e quindi in parte li rivive), finché non andiamo sul posto è difficile rendersi conto di quanto sia infernale adesso Haiti, però...cavolo quelli sono sbarcati lì!

Già quell'isola è poverissima, quindi già di norma si dovrebbe far fatica a divertirsi quando si è circondati dalla povertà assoluta (non è come vedere un barbone per strada...lì sono tutti poveri). Oggi è ancor più difficile, bisogna avere il cuore di pietra o essere persone veramente gelide, come dei robot per riuscire ad ignorare quel che sta accadendo lì. Quando un paese è così scosso (letteralmente) da una tragedia nazionale anche le zone meno colpite o che non hanno avuto morti ne risentono, è inevitabile. E quei turisti fanno finta di nulla. Bah.

MarcoStraf
19-01-10, 02: 46
vane, il problema e' tutto da discutere.

Innanzi tutto la nave si e' fermata anche per sbarcare generi di prima necessita'. Secondariamente, e' stata anche accettata dal governo locale, dicendo che tutto aiuta a portare aiuti, anche finanziari, e anche per ricordare che l'isola esiste ancora. Inoltre, la nave e' a 50 chilometri dall'epicentro, sarebbe come dire che quando e' avvenuto il terremoto nell'Abruzzo i turisti a Roma avrebbero dovutro andare a casa. Haiti vive molto sul turismo, e non vuole che la gente se ne allontani.

Rimane il problema del "cattivo gusto". Ma e' difficile definirlo. Il terremoto NOn e' stato causato da quei turisti, che non ne hanno colpa. Molti di loro hanno risparmiato una vita per un biglietto non rifondibile (lo so, sto organizzando una crocera per le mie vacanze quest'anno), e hanno avuto la sfortuna di scegliere Haiti (che costa poco), se avessero scelto le Bahamas nulla sarebbe successo. E poi non sono certo loro soli in crocera. In questo momento c'e' gente in tutto il mondo che vive nella lussuria, cosa dire di loro?

Ti diro', a giugno se tutto va bene saro' in vacanza nella Polinesia francese. E' il sogno della mia vita, e saro' la' per il mio 50esimo compleanno. Se dovesse succedere qualcosa quando sono la', cosa faro'? Ci sara' un sacco di considerazioni da tenere conto, e vedro' di valutare al meglio.

vane
19-01-10, 11: 44
Se la nave ha portato aiuti allora ha un senso la sua presenza, però Marco io non riesco a capire come ci si possa divertire in questa situazione. E' vero che non sono nell'epicentro del terremoto, però sono ospiti di un Paese che ha appena perso centinaia di migliaia di morti, per questo sono disgustata.

E' giusto far ripartire il turismo e anzi sarebbe la cosa migliore portare turisti lì per portare soldi, però io non riuscirei a divertirmi su un suolo, in un Paese che se prima era in ginocchio adesso è moribondo.

Ti faccio un esempio, quando, mesi fa, un vagone-cisterna pieno di gas deragliò e saltò in aria a Viareggio in tv si parlava di come anche di come tutti in città fossero scossi e del clima che c'era. Non so quanti morti ci furono in totale, ma se 20-30 morti fanno questo cosa possono fare oltre 100mila morti? E' come se in Italia buttassero una bomba atomica su una città. O se il Vesuvio desse vita ad una delle sue eruzioni devastanti e colpisse una parte delle città e dei comuni che sono sorti nelle sue vicinanze. Come fai a non farti coinvolgere almeno un po', anche se sei lontano?

Un conto è immaginarlo, un altro è viverlo. Se lo vivi, se ti rendi conto di com'è la situazione non puoi divertirti. A Roma ovviamente capita spesso di vedere barboni, ma il loro numero è comunque esiguo rispetto al numero dei cittadini "benestanti", quindi si mimetizzano. Andare ad Haiti, andare nelle favelas brasiliane, andare nei villaggi africani....lì sei circondato dalla povertà, come fai a divertirti? Io questo intendo, se Haiti già prima era un Paese in difficoltà figuriamoci ora e anche a 50-60km di distanza secondo me l'eco dei 100mila morti è forte. Delle bodyguard e una spiaggia privata secondo me possono isolarti dalla situazione fino ad un certo punto.

Ognuno ha la propria sensibilità, però per me chi è sceso e riesce a divertirsi non ce l'ha per niente. Anche solo per rispetto, ci si dovrebbe limitare magari a visitare il luogo e semmai spendere soldi per aiutarli. Però altre attività ludiche per me sono fuori luogo in questo preciso momento.

:bai

MarcoStraf
19-01-10, 16: 42
... Andare ad Haiti, andare nelle favelas brasiliane, andare nei villaggi africani....lì sei circondato dalla povertà, come fai a divertirti? ...
no vane, nei posto dove vanno le crociere non si e' circondati dalla poverta'. Le favelas sono dovunque, ma se vai in vacanza in Brasile o in Argentina non le vedi. Eppure ci sono. La poverta' c'e' dovunque, non per questo uno non deve pensare anche a divertirsi. Se fai un safari in Africa sei circondato dalla poverta', ma la gente laggiu' e' molto contenta di ricevere turisti perche' sa che il turismo porta soldi. Andresti forse in un cinema, una dscoteca, un bar o un qualsiasi ritrovo che e' di fronte a un ospedale? Certamente (lo avrai gia' fatto) Eppure l'ospedale e' un luogo di sofferenza dove quitidianamente muoiono e soffrono decine o centinaia di persone. Quando hai una dena sontuosa a casa con amici o famiglia penso forse ai senza tetto e nullatenenti che soffrono la fame a due passi da casa tua (e sono certo che ce ne sono)? Il discorso sarebbe diverso se la nave sarebbe arrivata a Port Au Prince, o avesse attraccato davanti a macerie.

Vane, ti assicuro che quando ho letto la notizia la mia prima sensazione e' stata esattamente come la tua: indignazione. Ma poi ho letto (come avrete capito leggo molto) e ho capito che non e' tutto cosi' bianco su nero. Ci sono livelli di grigio, e occorre valutare di caso in caso. Sensibilita' significa anche sapere allo stesso divertirsi e essere consci di quello che ci circonda. Riflettere. E magari tornare a casa dalla crociera e fare una donazione a una associazione di carita'.

Leggiti la discussione dell'episodio sul huffingtonpost:
http://www.huffingtonpost.com/2010/01/18/luxury-cruise-ship-docks_n_427247.html
c'e' gente che dice lo stesso che diciamo noi due, prendi per esempio questo (il neretto lo ho aggiunto io)
One thing that most people don't look on is how this decision was made. The U.N. Special Envoy of the Government of Haiti, Leslie Voltaire, told RCCL that the revenue Haiti would generate from upcoming cruise calls would be critical to its recovery. Along the line, if the company was to go to a different port of call all the pallets that they bring would not get there.. they have ships going there more than three times a week so that is three times more goods that are going to the Haitian people. I am not saying that people should go tanning and enjoy themselves but it something to think that each person has to make their own decision on how they should enjoy their vacation on the specified island.

silverado
19-01-10, 17: 36
devo essere sincero: appena letta la notizia avevo lo stesso stato d'animo di vane ma le parole di marco mi sono sembrate molto convincenti.
ciò che può far rabbia è, ovviamente, l'immagine di un cocktail bevuto a poca distanza da chi ha perso ogni cosa e non ha nemmeno acqua da bere, figuriamoci una pina colada con ombrellino...
ma la realtà è che quotidianamente ci troviamo davanti a scene del genere seppur di minore gravità e comunque questo non impedisce di compiere gesti quotidiani fatti di sprechi e (in proporzione) eccessi.
quando ci fu il terremoto ad assisi io ero a perugia per gli studi universitari. sebbene la gravità del dramma fu sensibilmente minore quanto alle vittime continuai la vita di sempre, fatta anche di pizze e birre ai pub. e si parla di una distanza di una 20ina di chilometri.
personalmente ritengo, quindi, che in questi casi se c'è una spiccata sensibilità interiore ci si comporterà empaticamente evitando, ad esempio, di cercarsi divertimenti per rispetto al dramma che si è compiuto vicino a sé ma se manca questa sensibilità non è giusto pretenderla.

Armandillo
20-01-10, 21: 38
Il primissimo pensiero guardando, la sera, le immagini di quella tragedia e' stato: "Io sono qui, al sicuro, sto cenando, sto bevendo e di fronte a me c'e' una catastrofe immane con migliaia di morti e tantissimi che non hanno piu' nulla !!"

Ancora con quel boccone in bocca riflettevo sulle situazioni della vita che ci costringono ad essere nostro malgrado cinici e superficiali quando non vorremmo esserlo....come ha detto Marco....uno strano atteggiamento che visto da fuori potrebbe essere interpretato per menefreghismo.

Il peso della sensibilita' d'ognuno ne determina le reazioni che possono variare moltissimo e seconda anche di vicissitudini personali.
Riguardo la notizia riportata da Vane e' la stessa cosa.
Gia' nei giorni seguenti hanno parlato delle spiagge turistiche dalla parte opposta dell'isola confrontando, con immagini, il dramma dell'est e la rilassatezza della vita ad ovest senza per altro marcare il fatto come scandaloso o insensibile.
Poi, si sa, interrompere il flusso economico derivante dal turismo, credo, sarebbe stato aggiungere fuoco alle fiamme danneggiando le entrate di quel paese ora che di risorse ne occorrono a iosa.
La stessa cosa accadde per lo tsunami che fece stragi e dove forte fu la spinta, nonostante tutto, a ricostruire per continuare ad accogliere il turismo unico sostentamento.
:bai