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Visualizza versione completa : Editoria sempre più in crisi, Elkann, nuovi tagli alla Stampa



janet
03-04-14, 17: 47
Non ho bisogno di vedere i dati dell'editoria perchè siamo, al lavoro, pieni di copie gratuite cartacee di un'infinità di testate e pregati di prenderle giornalmente ma la gran parte di noi, sopratutto per questioni di tempo, non lo fa e la maggior parte delle copie intonse va al macero.
Mi dispiace però, sopratutto la crisi della Stampa, un giornale, come si ricorderà bene anche Zovin che fra i pochi sopratutto a quei tempi in Italia, forniva un'informazione scientifica di qualità.
Sembra che anche quest'anno il quotidiano, dopo il passivo di 13 milioni del 2013, rischi di chiudere con una perdita di 4 o 5 milioni.
John Elkann sta, quindi, minacciando il direttore Mario Calabresi ed i giornalisti, dicendo che o s'imbocca la strada del pareggio di bilancio o ci saranno nuovi tagli.
Già in base alle proiezioni, relative al primo trimestre 2014 c'è stato un calo delle vendite del 3-4% e una diminuzione degli introiti pubblicitari del 14%.
E' già stata quasi del tutto ridimensionata la concessionaria PubliKompass, con oltre il 70% dei dipendenti, ossia 179 persone, messe in mobilità.
La Stampa, già in stato di crisi, finirà a settembre il pre-pensionamento dei 32 giornalisti già previsti. Ma questo, allo stato attuale non può più bastare sopratutto a causa della diminuzione dei lettori e dei proventi pubblicitari.
Si parla, quindi di un esfoliazione del quotidiano e della cancellazione dell'indennità di trasferta per i giornalisti.
Speriamo, però, che un giornale di valore venga aiutato a sopravvivere e non debba sottostare solo alle regole degli utili.

Pegaso
04-04-14, 22: 10
Ciao Janet non ho capito se hai espresso una tua opinione o se hai riportato una notizia.

janet
04-04-14, 23: 13
un pò tutte e due Pegaso la notizia (http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/03/editoria-la-scure-di-elkann-su-la-stampa-pareggio-o-nuovi-tagli/937346/)c'era davvero e mi dispiace per la Stampa ma erano anche considerazioni legate un pò al post postato in Tecnologia.
Ora molti politici sono stati o continuano ad essere anche blogger ed in molti scrivono sul web ma la generazione dei messaggini ha provocato anche una moltitudine di studenti con un lessico estremamente limitato che neanche riescono più a capire i libri di testo.
Oltretutto il web ha un altro problema il fatto che nulla è per sempre e siamo noi stessi testimoni di quanta roba di valore sia scomparsa insieme a P2P Forum. Insomma è proprio un bene che le copie cartacee non si leggano più ?
Che i libri digitali sostituiscano quelli cartacei ?
Se vedessi benefici, dal momento che amo molto la tecnologia abbraccerei del tutto il digitale ma non ne sono più molto convinta proprio perchè, giornalmente, vedo più danni che benefici.

Pegaso
04-04-14, 23: 31
Ho capito cosa intendi e sono in parte d'accordo con te, anche se la Divina Commedia la posso leggere sia in formato cartaceo o in digitale e il suo contenuto è sempre quello. Forse la differenza è cosa si legge più che in quale formato.
Per i giornali invece secondo me devono essere trattate come tutte le altre attività, se io come imprenditore non sono capace (per qualsiasi motivo o scusante io passa avere), di far andare avanti la mia ditta in un'attimo mi trovo costretto a chiudere e non vedo perchè invece un giornale deve essere mantenuto dallo Stato/partiti (cioè con soldi nostri e vanno ad aumentare i nostri costi).
C'è anche da dire che come un libro cartaceo può essere distrutto da incendi, acqua ecc... o salvato grazie a fotocopie e simili, anche il digitale può perdersi per in un secondo per disgrazia di una formattazione avventata, un'hdd rotto ma può anche salvarsi grazie a un backup preventivo, a programmi per il recupero dei dati persi...
Riassumendo, secondo me non fa la differenza il tipo di supporto che si usa, ma cosa leggi... alla fine anche quando c'era solo il cartaceo non erano tutti super letterati. ;)

janet
05-04-14, 01: 40
Sono perfettamente d'accordo con quanto dici ma siamo ancora la società di "uomini e donne" proprio perché la condivisione ed il modo di esprimersi veloce del web affascina, abbiamo visto tutti servirsene, da Letta al Renzi che twittava "Letta stai sereno", alle trasmissioni con il lancio dei loro hashtag.
Ma cosa sono se ci pensiamo bene? Le stesse opinioni che si potrebbero esprimere sul tempo, ossia senza vera informazione.
E' come se si facesse leggere una poesia di autore magari senza spiegare il periodo storico, le motivazioni psicologiche o sociali che hanno portato l' artista a produrla.
Alla fine chi l' ha letta in quelle condizioni senza magari capire il dramma umano di chi l' ha prodotta ricaverà' assolutamente poco dalla lettura e a me sembra che quest' epoca sia proprio questo, magari si produce tanto su internet ma nel tempo, questo periodo porterà' al nulla.
Tutti i messaggini magari verranno cancellati per far spazio e buona parte delle nuove generazioni avranno solo perso tempo a scriverli.
Se avessero impiegato lo stesso tempo anche nella lettura di un quotidiano al giorno, o di un libro forse negli anni conserverebbero il ricordo.
ma ti assicuro che è' una battaglia persa in partenza perché il primario interesse delle giovani generazioni e ' sempre e comunque l' occhiata al telefono ed ai messaggi su Whatsapp e su gli altri social network.

Armandillo
05-04-14, 23: 35
Non leggo piu' i quotidiani gia' da molto tempo e se c'e' crisi in editoria penso che si debba porre l'argomento "qualita'".
Qualita' dell'informazione e qualita' dei giornalisti che la praticano.
Non conosco bene l'attuale situazione delle testate ma ho orecchi e cervello per capire quanto poco sia veramente libera e professionale la stampa in Italia.
Penso che se un giornale e' in crisi di vendite la colpa non la si puo' dare al lettore che non compra o ai mezzi alternativi di informazione.
Di questi va tenuto conto, certo, ma andrebbe fatto uno sforzo per dare alla gente piu' verita' ma non di quella che la stessa preferirebbe avere !

janet
06-04-14, 13: 24
Non conosco bene l'attuale situazione delle testate ma ho orecchi e cervello per capire quanto poco sia veramente libera e professionale la stampa in Italia
non è che Benedetti dietro a Repubblica cartacea sia diverso da quello dietro Repubblica on line, poi le fortune in TV o sul web, secondo me, poco dipendono dalla qualità.
Stavo pensando per assurdo al libro presentato sulla 7 della figlia di Fuxsas intitolato proprio "La figlia di..." ma se sta ragazza fosse stata la figlia di un metalmeccanico, il libro sarebbe lo stesso stato pubblicato ?
Il concetto di qualità infatti, non dovrebbe essere indirizzato e le giovani generazioni dovrebbero essere portate a capire e riconoscere la vera qualità, non le mode.