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Visualizza versione completa : Maggioranza due volte battuta sull'abolizione delle provincie



janet
25-03-14, 17: 30
La strada del governo Renzi, mentre a parole sembrava tutto così facile, appare molto in salita .
Ad esempio, la riforma delle Provincie proposta da Delrio è andata due volte sotto alla Commissione Affari Costituzionali al Senato e la riforma, approdata poi a Palazzo Madama dovrà essere approvata, con scadenza tassativa, entro le 18 di domani.
Intanto, solo per 4 voti, non è passata la pregiudiziale di anticostituzionalità presentata dagli esponenti del Movimento Cinque Stelle, contro la legge taglia-provincie. Infatti tale pregiudiziale è stata rigettata solo con 115 no, contro 112 sì, mentre il governo Renzi, dovrebbe contare al senato su una maggioranza di 169 senatori.
La legge, poi, fa acqua da tutte le parti, in quanto le vecchie giunte provinciali rimarranno in carica per un altro anno, senza elezioni e la effettiva diminuzione partirà dal 1 gennaio 2015.

La brutta figura del governo, battuto in due emendamenti negli affari Costituzionali è stata provocata dall'assenza del senatore Mario Mauro ed il PD invece, sta stringendo le file, proprio per evitare una bocciatura della legge al senato.
Intanto il Ministro Madia, sta alzando un altro polverone, che riguarda la riforma della Pubblica Amministrazione.
Infatti, il ministro ha detto: " Non è detto che verranno coinvolti i sindacati, bisognerà vedere se si avrà tempo".
Il piano della Madia, porterebbe a risolvere gli 85.000 esuberi con pre-pensionamenti per poter aprire la strada ai giovani sopratutto, però con incarichi a termine.

Dallo stesso PD però, si levano voci che contrastano con quanto detto dallo stesso Renzi,anzi Cuperlo ha dichiarato: " “Faccio fatica a comprendere la polemica con le parti sociali: è un errore ritenere che ogni filtro tra potere e popolo sia un ostacolo da abbattere. Obama qualche anno fa disse che l’America senza i sindacati sarebbe stata una nazione più povera. Non era un omaggio alla concertazione ma un’idea della democrazia“.
Insomma una vera e propria lotta contro il tempo con attacchi sia da parte della Confindustria, che dei sindacati, che degli alleati di governo.

Armandillo
25-03-14, 18: 23
La "casta" resiste.
Il cambiamento spaventa ed ognuno e' attaccato al suo orticello.
Credo che il percorso ad ostacoli di Renzi a questo punto abbia come meta quella da un lato di ottenere consenso per le prossime elezioni europee di maggio e dall'altra almeno riuscire a compiere la riforma elettorale.
Se fosse così questi soli due obiettivi gli permetterebbero poi di giocarsi tutto il resto senza dover per forza allearsi alla destra e quindi dover cedere ai ricatti palesi e non.
Ormai penso che si renda conto di non poter raggiungere tutti gli obiettivi com'era nelle sue intenzioni, quindi portare a casa un parziale successo lo porrebbe al riparo dalla figuraccia.
La "casta" trasversale intanto cerca di tappare i buchi salvaguardando parte dei suoi interessi e così avvalora le tesi di quanti (Grillo) pensano che veramente dovrebbero "andarsene tutti a casa" per poter metter mano ad un sistema corrotto fin nelle viscere.

Ma quanto potra' aspettare la gente ?
Il segnale delle elezioni francesi e della deriva anti-europea dovrebbe essere tenuto in considerazione, ma sembra che non importi o che comunque sia necessario di piu' tutelare i propri privilegi :boh
Sicuramente se continuano di questo passo l'astensione raggiungera' i massimi storici e la distanza dalla politica sara' tale che quando ci sara' permesso di votare si avranno sorprese.

Pegaso
27-03-14, 07: 47
Alla fine mi sa che è sempre la vecchia storia, belle parole, belle promesse, ma quando bisogna fare dei veri cambiamenti togliendo le poltrone/soldi da sotto il loro c... non se ne fa niente.