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Visualizza versione completa : Eugenio Scalfari, la colpa dell'ignoranza è di internet



janet
19-01-14, 15: 09
Fa molto discutere in rete un articolo apparso sull'Espresso, in cui Eugenio Scalfari, quasi rispondendo ad Umberto Eco, che aveva commentato la scarsa conoscenza mostrata da alcuni utenti durante un quiz televisivo, arriva alla conclusione che tutta la colpa delle scarse conoscenze storiche o di altre materie, in alcuni giovani anche universitari è di internet e dei nuovi mezzi tecnologici.
Qui il video che postato su Youtube ha suscitato tanti commenti

http://www.youtube.com/watch?v=JiDr7dicFC4

Il fatto interessante è però che proprio il fatto che questo video sia stato postato su Youtube, provocando oltre ad ilarità anche sdegno,lo ha poi, reso noto ad Eco e all'opinione pubblica.
Eco, infatti, parla di un fattore generazionale e dice anche che ora, proprio nell'epoca di internet "questo appiattimento del passato in una nebulosa indifferenziata" non dovrebbe avere giustificazioni. Quindi Eco, ha un parere del tutto positivo di internet.
Invece Scalfari è di tutt'altro avviso,dice che la memoria artificiale esonera gli utenti della rete da ogni responsabilità, essi non hanno bisogno di ricordare, gli basta il click.

inoltre il fatto che sia possibile entrare in contatto, sempre tramite il click con tutti gli abitanti del mondo, porta ad "amori solitari" in quanto l'individuo, non uscendo più in realtà, si isola.
La rete poi, avrebbe modificato sempre secondo Scalfari il pensiero, riducendo al minimo la parola scritta, ad esempio anche il papa si serve di Twitter e comunica con le altre persone utilizzando 140 caratteri.
Questo bloccherebbe il pensiero interattivo che c'è fra pensiero e la parola scritta.
I giovani leggono le notizie attraverso la rete ossia leggono poche parole ed anche il loro pensiero è anchilosato.
La malattia è preoccupante e segna un passaggio d'epoca.

Questo il sunto dell'articolo di cui si parla in rete e qui (http://www.webnews.it/2014/01/17/internet-ignoranza/)una risposta che a me è piaciuta, perchè non sono un autore ma non credo che senza internet avrei letto e scritto tanto, proprio perchè non è che tutti ma proprio tutti debbano essere scrittori o giornalisti per scrivere e sicuramente chi prende i soldi ogni parola che scrive non può capire e non conoscerà mai la bellezza della condivisione gratuita e disinteressata dell'informazione.

Armandillo
19-01-14, 16: 42
Da quel che ho potuto leggere l'argomento oltre ad essere attuale e' anche oggetto di studi e non sempre le teorie sembrano essere univoche.
Qui (http://www.youtube.com/watch?v=jq7P2P3AC34) si trovano dei video molto interessanti che riguardano i "nativi digitali" (http://it.wikipedia.org/wiki/Nativo_digitale) le persone cioe' nate e cresciute nell'era digitale, i giovani di cui si parla negli articoli citati.
Aggiungo anche il link (http://www.youtube.com/watch?v=hYabfH_Fj3k) ad un video di Superquark dove si parla di loro in rapporto all'insegnamento.
Se avete un po' di tempo libero vi consiglio di guardarli :sisi

Per quel che mi riguarda, a parte l'aver perso la mano per lo scritto in corsivo, l'uso massiccio del computer mi ha indotto e spinto alla conoscenza molto piu' d'una volta, una conoscenza ad ampio raggio direi, ma comprendo anche che il mio atteggiamento nei riguardi della rete possa aver avuto un impatto molto diverso da quello di chi nella rete e' nato !
Mi sento ignorante ?
Sono piu' ignorante di prima ?
No, non credo ma dico anche che probabilmente l'aver vissuto ed appreso in tempi passati aiuta ad avere un approccio con queste nuove tecnologie che sia, come dire, piu' sereno e selettivo.

Apprendimento e conoscenza sono i temi tutt'ora sotto analisi e da cio' che ho capito dai video hanno i loro "pro" ed i loro "contro" senza che questo permetta con certezza di prevederne lo sviluppo futuro.

Eres
19-01-14, 18: 14
No. Forse internet potrà anche essere un po' caotico, ma la reale causa dell'ignoranza sono i mass media, giunti ormai a livelli impresentabili, specialmente in alcune nazioni, Italia tra queste.

calaf
19-01-14, 19: 56
La conoscenza è il frutto dell'apprendimento e l'apprendimento dalla voglia di sapere.
La tecnologia ha solo incrementato i mezzi, le modalità e le fonti a cui attingere, limitate un tempo alla memoria ed ai testi.
In definitiva in tutto il mondo (e non solo in italia) non sono aumentati gli ignoranti ma le persone sono attratte da molteplici interessi per molti più importanti dell'erudizione.
Per chi ha frequentato la Scuola prima degli anni novanta è vivo il ricordo per l'odio dei discenti per le date degli avvenimenti storici.

janet
19-01-14, 20: 14
io credo che esistano tanti intellettualoidi di sinistra con la puzza sotto il naso che hanno fatto il loro tempo e debbano andare a casa, ad esempio Umberto Eco parla del tempo in cui per esercitare la memoria, si facevano imparare le poesie a memoria, anche senza che ai discenti fossero chiari i contenuti, allora, perchè non una pagina dell'elenco del telefono ? Sopratutto, se poi, non deve rimanere nulla di utile al ragazzo ma un puro esercizio di memoria e basta.
Anche Alberto Asor Rosa sul Manifesto si scaglia contro Renzi parlando addirittura (http://www.corriere.it/cultura/14_gennaio_19/alberto-asor-rosa-padiglione-grasso-differenze-antropologiche-77a89742-80d7-11e3-a1c3-05b99f5e9b32.shtml)di "differenza antropologica".
Come aveva fatto tanti prima nei confronti di Berlusconi e anzi, sempre per marcare una distanza antropologica, invitava la sinistra e recuperare la superioritas , il senso di superiorità, l’orgoglio della propria identità.

Armandillo
20-01-14, 11: 55
Un'idea me la sono fatta per cui penso che tutto il discorso abbia origine dall'aspetto anagrafico e non dal livello culturale di questo o quell'altro.
L'Italia e' un paese vecchio, molto vecchio e per tanti anni c'e' stato un forte calo delle nascite per cui il divario generazionale s'e' ampliato e proprio quando il progresso tecnologico ha subito un'impennta notevole in un certo senso tagliando fuori forse definitivamente anche chi aveva provato ad entrare in quel mondo.
Si e' creato un baratro incolmabile per tanti "vecchi" che pur sforzandosi non sono riusciti per incapacita' ad entrare in una visione del mondo così slegata dal passato e dalle sue classiche forme di apprendimento.
Gia' in altro thread avevo espresso questo concetto di "limite mentale" di cui personalmente mi sono reso conto ed aggiungo che secondo me ci sono anche aspetti psicologici dietro che incidono sull'atteggiamento di costoro nei riguardi di una "cosa" che non comprendono e che sanno di non poter "controllare".
L'anziano diviene intollerante, sospettoso ed in parte invidioso poiche' sa bene che il traguardo finale si e' avvicinato per cui alza barriere e concentra il suo pensiero sul passato di cui ha certezze e che lo consola.
Questo comportamento per me non fa differenze sociali o appunto culturali, e' proprio dell'eta' matura, neuronale direi, e per quanto noi si dica loro non potra' mai cambiare perche' queste nuove concezioni di cui si parla nell'articolo non riescono a penetrare in una mente ormai impermeabile.

Ovviamente qualche eccezione esiste perche' la natura le ha dotate di qualita' fuori dalla norma oppure perche' le loro esperienze di vita le ha portate a contatto con nuove realta' oppure ancora perche' gia' prima orbitavano nel campo delle tecnologie.
La "differenza antropologica" credo sta anche in cio' che ho espresso e di cui sono convinto assertore e non da ora.

Eres
20-01-14, 14: 51
Aggiungo a corollario del mio precedente post, ma che sono invece i media i veri colpevoli, servono per diffondere ignoranza e spazzatura, è il loro unico scopo.

janet
20-01-14, 16: 14
Sono d'accordo con Eres e chiaramente anche con Armandillo che ha dato una risposta molto logica ma indubbiamente che fa cadere le braccia.
Anche perchè alcune persone anziane e prendo come esempio Marcella che conosciamo tutti, non solo hanno capito l'importanza delle nuove tecnologie ma sono da esempio e da sprone a tutti, con la loro saggezza.
Quindi pensare che invece, ci siano persone che odino il nuovo, solo proprio perchè è nuovo, non fa piacere sentirlo.
Per quello che riguarda la Stampa ma anche quella on line e qui la colpa è principalmente di Google, si dovrebbe puntare sopratutto alla qualità dell'informazione.
A me, per esempio che piace principalmente leggere di tecnologia, debbo ammettere che siamo in una fase in cui con il click e la ricerca non si ottiene nulla, in quanto l'80% dei risultati postati per primi, hanno articoli scadenti.
Ora, a me risulta che la maggior parte degli adolescenti, usi Youtube e non so quanto lì l'informazione possa essere cambiata ma certo, non per dare ragione a coloro che odiano internet, che il percorso iniziato tramite i forum ed anche il vecchio nostro e quello attuale, si è ad un certo punto stoppata e frantumata in una miriade di blogs, un percorso che proprio non mi piace.

Armandillo
20-01-14, 18: 21
Sono d'accordo con Eres e chiaramente anche con Armandillo che ha dato una risposta molto logica ma indubbiamente che fa cadere le braccia.

Le braccia cadono ma e' così.
Ho 58 anni, ho il pc da circa 26 anni, ho Internet da 5 anni eppure quando mi trovo in compagnia con ragazzi giovani che smanettano smartphone o Ipad ed usano il linguaggio "digitale" mi sento escluso.
Mi rendo conto "de visus" del tempo trascorso e della differenza di freschezza che c'e' tra me e loro !
Se questo accade a me posso immaginare quale imbarazzo possa creare a chi la materia non l'ha mai masticata....due galassie lontanissime !
Sono due mondi che non si parlano e, peggio ancora, non si conoscono e non si capiscono e questo si riflette in ogni ambito politica compresa (basta pensare alle recenti campagne elettorali di Bersani e Renzi !)
Se un politico non sa parlare alle nuove generazioni come puo' pensare di ottenerne consenso ?
Chiudo l'argomento.


Per quello che riguarda la Stampa ma anche quella on line e qui la colpa è principalmente di Google, si dovrebbe puntare sopratutto alla qualità dell'informazione.

Per quanto riguarda i media il discorso credo sia piu' complesso perche' subentrano interessi di parte, mancate riforme e latitanza di professionalita'.
Invece il punto lo punterei sulla scuola e sulla universita'.
Se la societa' e' invecchiata lo sono anche tutte le sue istituzioni e la scuola non fa eccezione.
Non sono un addetto del settore (Janet ne potrebbe parlare) pero' penso che anche lì il gap generazionale abbia provocato danni e se un professore anziano, e ce ne sono, non e' in grado di adeguare conoscenze e metodi all'attualita' quale beneficio ne ricaveranno i suoi allievi ?

Tutto questo discorso nato dalla diatriba Scalfari-Eco penso si debba interpretare non tanto come questione personale quanto come occasione di riflessione per un argomento che interessera' soprattutto il futuro del mondo giacche' il progresso e' inarrestabile e gettare colpe a destra e sinistra non serve, ma la comprensione ed oculate correzioni invece si.

janet
21-01-14, 15: 04
Non sono un addetto del settore (Janet ne potrebbe parlare) pero' penso che anche lì il gap generazionale abbia provocato danni e se un professore anziano, e ce ne sono, non e' in grado di adeguare conoscenze e metodi all'attualita' quale beneficio ne ricaveranno i suoi allievi ?
Hai perfettamente ragione Armandillo e lì altro che 150 euro se non ci fosse la legge sui pensionamenti troppi soldi andrebbero risparmiati perchè fra lo stipendio appena si entra e quello dei sessantenni oltre 400 euro ci sono.
Invece si taglia alle famiglie, ormai si è scesi a tre ore distribuite gratuitamente come corsi di recupero, dal momento che è stato tagliato al massimo il fondo per il funzionamento dei vari istituti.
Troppi problemi, come avrai notato Armandillo del mio lavoro parlo sempre meno, già mi mangio il fegato tutti i giorni, perchè avere rapporti e contatti o proporre cambiamenti ad un gruppo per la maggior parte dai 60 anni in su non è affatto facile.

silverado
22-01-14, 11: 48
è sempre la stessa storia: colpevolizzare lo strumento e mai chi lo adopera; per cui è colpa dei videogiochi se gli adolescenti sono violenti, è colpa delle armi se ci sono gli omicidi e via discorrendo. la colpa non è mai del mezzo, ma di come lo si usa. se internet servisse solo per andare su facebook non sarebbe certo colpa della piattaforma ma di colui che la usa in tale, limitato, modo.
da poco tornato dal viaggio di nozze a new york mi è rimasta impressa una scena molto suggestiva: nella (bellissima) "new york public library" c'erano tantissime persone di tutte le età che consultavano libri con davanti tablet e portatili, perfetto connubio tra "antico" e moderno.
conclusione? c'è solo una cura contro l'ignoranza e non sono né i libri né internet ma la curiosità e la voglia di ammettere e superare i propri limiti conoscitivi.

janet
22-01-14, 16: 30
Sono perfettamente d'accordo con Silverado anche perchè un'altra notizia ed altri pianti in rete di coloro che non trovano lavoro, mi hanno portato a riflettere, ossia il fatto che i cinesi e sopratutto la middle class cinese non viene più in Italia in vacanza perchè mancano persone che conoscano il cinese nelle strutture e non tutte sono equipaggiate con connessioni internet.

Si parla tanto di riqualificazione del lavoro, di corsi per i disoccupati ma attivare più corsi di lingue, no ? Ora per l'expo 2015 i politici dicono che si aspettano un milione di visitatori cinesi e porca la miseria, servirà pure chi parla questa lingua