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Visualizza versione completa : OSCAR 2014: notizie, curiosità, pronostici



Strider
16-01-14, 11: 52
Oggi pomeriggio saranno annunciate le Nominations agli Oscar 2014 :sisi

in attesa di conoscerle, incrociando le dita per il nostro La grande bellezza di Sorrentino (fresco di globo d'oro :ghgh), apro questa discussione per discutere di tutto quanto attiene all'argomento del titolo :eye

sono sicuro che ci saranno diversi utenti interessati :ghgh :hap


e intanto Sly (http://img28.imageshack.us/img28/5905/9etk.jpg) ha preso la sua 31° nomination ai Razzie Awards :lol:

:fleurs

Mnemosyne
16-01-14, 12: 16
Sugli Oscar te lo dico più tardi :eye Intanto discutiamo dei Razzies (http://en.wikipedia.org/wiki/34th_Golden_Raspberry_Awards) :bgg2
Io faccio il tifo per un "cappottone" della famiglia Smith & associated in After Earth :lol:

shiny
16-01-14, 13: 01
"After Earth" è l'asso pigliatutto :lol: temo che anche "The Lone Ranger" finirà coi suoi bei lamponi in bacheca, ma che vogliamo dire di Lady Gaga? Razzie ad honorem... :ghgh

Strider
16-01-14, 14: 53
ecco le nomination, appena uscite: :eye


Miglior film
American Hustle
Captain Phillips
Dallas buyers club
Gravity
Her
Nebraska
Philomena
12 years a slave
The wolf of wall street

Miglior attrice protagonista
Amy Adams - American Hustle
Cate Blanchett - Blue Jasmine
Sandra Bullock - Gravity
Judi Dench - Philomena
Meryl Streep - I segreti di Osage County

Miglior attore protagonista
christian bale - American Hustle
bruce dern - Nebraska
leonardio dicaprio - The wolf of wall street
chiwetel ejifor - 12 Anni Schiavo
matthew mcconaughey - Dallas Buyers Club

Miglior regista
David O. Russell - American Hustle
Alfonso Cuaron - Gravity
Alexander Payne - Nebraska
Steve McQueen - 12 years a slave
Martin Scorsese - The wolf of Wall Street

Miglior sceneggiatura originale
american hustle
blue jasmine
dalls buyers club
her
nebraska

Miglior sceneggiatura non originale
before midnight
philomena
12 years a slave
the wolf of wall
captain phillips

Miglior film straniero
the broken circle breakdown
la grande bellezza
il sospetto
the missing picture
omar

Miglior film d’animazione
croods
cattivissimo me 2
ernest & celestine
frozen
si alza il vento

Miglior attrice non protagonista
Sally hawkins - Blue Jasmine
Lupita Nyong’o - 12 Years a Slave
Jennifer Lawrence - American Hustle
Julia Roberts - I segreti di Osage County
June Squibb - Nebraska

Miglior canzone originale
alone yet not alone
happy - cattivissimo me 2
let it go - frozen
the moon song - her
ordinary love - mandela

Miglior attore non protagonista
Barkhad Abdi - Captain Phillips
Jonah Hill - The Wolf of Wall Street
Bradley Cooper - American Hustle
Jared Leto - Dallas Buyers Club
Michael Fassbender - 12 Anni Schiavo

shiny
16-01-14, 14: 59
Grazie Strider, ne manca qualcuna ma ok...

Raissumendo in soldoni:
American Hustle e Gravity ---> 10 nominations
12 years a slave ---> 9
Nebraska, Dallas Buyers Club e Captain Phillips ---> 6
The Wolf of Wall Street e Her ---> 5
Philomena ---> 4

al resto briciole e molti oscar "prenotati"

A più tardi per un approfondimento a sensazione :eye

EDIT: lista completa (PDF) (http://cdn.media.oscar.abc.com/media/2014/pdf/2014/nominees.pdf?v2)

Strider
16-01-14, 15: 15
commento a caldissimo e velocissimo:

mi fa piacere per Scorsese, non mi aspettavo la Bullock, per il resto tutto più o meno come immaginavo (Sorrentino compreso)

come pronostico veloce credo che 12 years a slave vincerà i premi pesanti ma occhio a Cuaron regista :ghgh

per gli attori credo che McConaughey e Blanchett vinceranno senza problemi

per i non protagonisti non saprei ma mi piacerebbero Fassbender (che è bravo) e la Nyong’o o la Squibb :ghgh

Mnemosyne
16-01-14, 18: 00
Velocemente posso dire ben poco...
Mi stupisce un po' Gravity, soprattutto per la candidatura della Bullock. Sarà che quel film non mi ha fatto impazzire, però...

Dei film candidati a miglior film ne ho visti al momento solo due, quindi non posso giudicare, anche se Nebraska a parte, perché non lo conosco, sono o tutti film che voglio/ho voluto andare a vedere :sisi
Invece mi piace che ci siano tutti e quattro i protagonisti di American Hustle, veramente in forma (o fuori forma :ghgh) e bravi :sisi

C'è da chiedersi se come al solito l'Academy sarà politically correct nella distribuzione premi (e quindi, così sulla carta, 12 years a slave la farà da padrone) o cosa :m: Di sicuro mi sembra che siano sensibili ai dimagrimenti forzati :lol: Sarà invidia :ghgh

Io, con buona pace di wrong :ghgh, faccio il tifo per Di Caprio, perché quel ragazzo (complice secondo me anche la nostra voce italica) non riesce a togliersi di dosso l'aura di quello "bello che vuol fare l'impegnato" e che puntualmente non considerano.

:bai

shiny
16-01-14, 19: 38
Allora vediamo se a mente fredda e con la lista completa sotto mano riesco a fare qualche considerazione/pronostico/auspicio :oo2

Partiamo dalle cose certe. Le sorprese sono poche. L'esclusione dei Coen era nell'aria e un film pur buono come "Rush" è uscito troppo presto, a dimostrazione che se punti ai premi devi arrivare in sala in autunno inoltrato. La longa manus di Oprah questa volta non è scesa sull'Academy, forse per non pestare i piedi all'altro film coloured "12 anni schiavo".
Ciò detto si profila l'ennesima annata spezzatino, senza un vero asso pigliatutto ma con diversi film che riceveranno 3-4 statuette. Di solito questo è sinonimo di annata non memorabile, almeno negli ultimi anni.

Sui film si può dir poco, non ne è uscito mezzo in Italia!! :lol:
"American Hustle" è il classico film tutto cast e script ma senza vere "punte" rischia il floppone e su 10 nominations di raccogliere quindi solo briciole; se esistesse la categoria Miglior Primo Tempo "Gravity" si porterebbe a casa tutti i premi :bgg2 ma non c'è e rimane un film sopravvalutato. Io però vedo Cuaròn favorito per la regia :sisi e sicuramente il comparto tecnico è il più agguerrito, musica compresa (Steven Price dovrebbe spuntarla sugli altri veterani, e se premiano "Her" chiudo definitivamente ogni rapporto con l'Academy; e diciamo anche che John Williams arriva a 49 nominations!!!)
"Philomena" e "Captain Phillips" credo siano lì solo per far numero, mentre "Nebraska" di Alexander Payne porterà a casa sicuramente qualcosa.
Tra gli attori questa volta tifo anch'io Di Caprio, un po' perchè McConaughey non mi è mai piaciuto e poi perchè sarebbe anche ora che si accorgessero che Leo ha una carriera che va molto oltre a "Titanic", nessuno alla sua età può vantare quella filmografia e quel livello di collaborazioni. Vorrei sottolineare una frase detta da Leo durante la premiazione dei Globes e riferita a Bruce Dern, rivolgendosi alla platea ha detto "guardatelo in Nebraska, c'è molto da imparare": grande stile non c'è che dire.
Tra le attrici vedo grande favorita Cate Blanchett anche se Amy Adams mi è piaciuta molto.
Tra i non protagonisti Jared Leto sfida Fassbender e per me vince il primo, tra le donne pronostico la Nyong'o ad aumentare il bottino di "12 anni schiavo"

Gli U2 hanno già in tasca l'Oscar per la canzone, a meno che la Disney non faccia loro lo sgambetto! (con "Frozen", di cui hanno scelto la canzone più brutta). Dopo aver visto Bryan Adams battuto da una teiera con la voce incerta della signora in giallo mi aspetto di tutto!! :lol:
E non vorrei dire ma quest'anno ad Angela Lansbury verrà conferito l'Honorary Award... corsi e ricorsi.

Tra i cartoni c'è una bella lotta. "Frozen" è il favorito anche se "Cattivissimo Me 2" ha vinto per ora la battaglia al botteghino. Io premierei sempre Miyazaki, ma io purtroppo non sono là a scegliere :triste

Rimane "La Grande Bellezza". Beh, vista la cinquina è il grande favorito. Dovesse perdere sarebbe onta nazionale :shock
Peccato solo che quest'anno non ci siano altri nomi italiani

Nei prossimi mesi avremo modo di farci un'idea migliore di quello che sarà vedendo i film nominati, spalmati da qui a marzo. E vedremo se, come credo, "12 anni schiavo" sarà davvero eletto miglior film del 2013.

:bai

Strider
17-01-14, 12: 01
intanto sono usciti i vincitori dei Critics’ Choice Movie Awards 2014 che, di solito, sono considerati molto attendibili per capire quale sarà la tendenza agli Oscar :ghgh

nella maggior parte dei casi i premi non differiscono di molto per le categorie "maggiori"

eccoli qua:

MIGLIOR FILM
12 anni schiavo
MIGLIORE ATTRICE
Cate Blanchett / Blue Jasmine
MIGLIORE ATTORE
Matthew McConaughey / Dallas Buyers Club
MIGLIOR REGISTA
Alfonso Cuarón / Gravity
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Spike Jonze, / Her
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
John Ridley / 12 anni schiavo
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Lupita Nyong’o / 12 anni schiavo
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Jared Leto / Dallas Buyers Club
MIGLIOR CAST
American Hustle
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Frozen - Il regno di ghiaccio
MIGLIOR FILM STRANIERO
Blue Is the Warmest Color
MIGLIOR DOCUMENTARIO
20 Feet from Stardom
MIGLIOR COMMEDIA
American Hustle
MIGLIORE GIOVANE ATTRICE
Adele Exarchopoulos / Blue Is the Warmest Color
MIGLIOR FILM D’AZIONE
Lone Survivor
MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM D’AZIONE
Sandra Bullock / Gravity
MIGLIORE ATTORE IN UN FILM D’AZIONE
Mark Wahlberg / Lone Survivor
MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA
Amy Adams / American Hustle
MIGLIORE ATTORE IN UNA COMMEDIA
Leonardo DiCaprio / The Wolf of Wall Street
MIGLIOR FILM DI FANTASCIENZA / HORROR
Gravity
MIGLIOR MONTAGGIO
Alfonso Cuarón, Mark Sanger / Gravity
MIGLIORE FOTOGRAFIA
Emmanuel Lubezki / Gravity
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Gravity
MIGLIORE SCENOGRAFIA
Catherine Martin (Production Designer), Beverley Dunn (Set Decorator) / Il grande Gatsby
MIGLIORI COSTUMI
Catherine Martin / Il grande Gatsby
MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE
American Hustle
MIGLIORE COLONNA SONORA
Steven Price / Gravity
MIGLIOR CANZONE
“Let It Go”, Robert Lopez and Kristen Anderson-Lopez, Frozen
JOEL SIEGEL AWARD
Forest Whitaker
LOUIS XIII GENIUS AWARD
Julie Delpy, Ethan Hawke, Richard Linklater


qui hanno preferito La vita di Adele a La grande bellezza :sisi

ma, come detto ieri nel CineQuiz, il film francese agli Oscar non ha partecipato per motivi di regolamento legati alla data di uscita nel suo paese

secondo me i primi 8 premi di quest'elenco saranno i medesimi anche agli Oscar :sisi :hap

Strider
20-01-14, 10: 40
Ieri ci sono stati i Producers Guild Awards 2014, ovvero il premio assegnato dai produttori al miglior film dell'anno :sisi

di solito questo è un altro forte indicatore della tendenza dell'Academy, visto che, quasi sempre, l'Oscar al miglior film va nella stessa direzione del premio dato ai PGA

ebbene, quest'anno, per la prima volta in assoluto, c'è stato un clamoroso ex-aequo tra 12 years a slave e Gravity :shock

non era mai successo prima e questo fatto, unito al risultato dei GG e dei Critics’ Choice Movie Awards (che hanno "separato" il premio al miglior film da quello alla regia), aumenta l'incertezza sull'esito dell'Oscar più ambito

a questo punto sembra un gioco a due quasi alla pari, anche se io coltivo un'irrazionale speranza/simpatia per il film di Scorsese :ghgh (che dal trailer mi pare fortissimo :eye)

ma l'esperienza mi fa credere che 12 years a slave vincerà il miglior film e Cuaron la regia :boh

Strider
04-02-14, 15: 39
aggiorno la discussione perchè ho visto 3 film di quelli in odore di premi :ghgh

http://redazione.finanza.com/files/2014/01/wolf-of-wall-street.jpg
The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese

Martin Scorsese ritorna trionfalmente a quella ispirazione cinica e ardita dei suoi film migliori con questa commedia nera rutilante, acida, sboccata e senza freni. Più che un film sul mondo finanziario, come alcuni hanno voluto vedere, è un grottesco ritratto antropologico al vetriolo che rappresenta in modo volutamente superficiale l'elemento cardine del sogno americano, l'uomo che si fa da sè, spingendolo verso vette di follia e sregolatezza nichilista allo scopo di sezionarlo, per mostrarne la debolezza, il lato oscuro, con un lucido intento iconoclasta. Da sempre il grande regista italo americano, più che alle problematiche sociali, è interessato all'uomo, baricentro e motore del suo cinema. Ed è maestro nel raccontare, sempre in forma di parabola ascesa/caduta, un percorso di vita "straordinario", costantemente al limite e profondamente amorale. Come in Goodfellas, di cui questo film ricalca fedelmente la struttura, veniamo catapultati in un mondo parallelo di personaggi avidi e spietati, che vivono "al massimo" calpestando tutto e tutti per soddisfare il proprio ego smodato, dispersendosi nel vizio e finendone travolti. Questo mirabolante pamphlet del nuovo millennio non intende disegnare in profondità i personaggi, mira invece a spingere forte sull'acceleratore dell'eccesso, della satira, della rappresentazione istericamente sovreccitata di questi "squali" della finanza che sbranano la vita a grandi morsi, tra fiumi di denaro, lusso sfrenato, sesso e droga. E come ogni satira che si rispetti anche questa tende all'astrazione, alla schematizzazione mimetica dei rapporti, con una lucidità ed un controllo assoluto della materia narrativa che lascia ammirati. Il tono semiserio e la palese eccessività di alcune scene sono funzionali al raggiungimento di questa irridente sospensione simbolica, che trova pieno compimento nel finale ambiguo e profondamente amaro.

Dal punto di vista registico siamo di fronte ad un capolavoro: per l'elegante confezione estetica, per il rigoroso controllo di una storia "esplosiva", per il senso del ritmo che si attua in un montaggio frenetico, ma straordinario, che fa letteralmente "volare" le tre ore di durata, per i continui cambi di registro nel passare da scene "baraonda" a momenti riflessivi con dialoghi sferzanti. E come non citare i tanti virtuosismi tecnici: primi piani espressivi, campi lunghi, carrellate forsennate, fino ad una scena del finale (in cui gli agenti FBI mostrano al protagonista un importante biglietto) che ci regala una splendida profondità di campo, di wellesiana memoria. A parer mio l'Oscar alla regia 2014 dovrebbe essere assegnato a Scorsese di diritto.

Ed infine il cast, da applausi: Di Caprio offre un'interpretazione "bigger than life", di notevole impatto e sempre sul filo dell'overacting, ma il sorprendente Jonah Hill, che gli fa da spalla e contraltare, gli tiene testa egregiamente. Fanno sorridere le critiche mosse da alcuni nei confronti della rappresentazione affascinante di questi ambigui personaggi visto che il film è una satira ispirata a fatti e figure reali che intende narrare, con caustico cinismo, gli stravizi del capitalismo. Non capisco perchè questi moralisti si scandalizzino tanto per un film e non per quello che, tutti i giorni, vediamo attraverso i mezzi d'informazione, che è poi l'oggetto di critica della pellicola. Ben tornato Martin, finalmente!

Voto: 4,5 stelline su 5


http://static.screenweek.it/2013/12/4/dallas-buyers-club-teaser-poster-germania_mid.jpg
Dallas Buyers Club (2013) di Jean-Marc Vallée

Dramma biografico che tratta con maturità e distacco temi scottanti e sempre attuali: la malattia (l'AIDS), le discriminazioni, le ingiustizie sociali e lo strapotere "mafioso" delle grandi case farmaceutiche che mirano al proprio interesse economico più che alla salute pubblica. Tutte cose già viste ma il merito del film è quello di evitare i facili moralismi, la tentazione del sentimentalismo e la consueta retorica americana sul "cattivo" che abbraccia, suo malgrado, un percorso di espiazione finendo per redimersi. Questi rischi vengono, in buona parte, evitati grazie a dei personaggi ruvidi, detestabili, deboli e profondamente veri. E', essenzialmente, un film d'attori: bravo Matthew McConaughey nel ruolo dello spregevole protagonista, encomiabile per il grande impegno fisico profuso (un dimagrimento di oltre 20 chili) e per una prestazione di evidente partecipazione emotiva. Ma è addirittura straordinario Jared Leto, nei panni del travestito Rayon, che ci offre una performance incredibilmente variegata ed intensa per sguardi, atteggiamenti, cambi d'umore, alternando momenti intimisti ad altri sopra le righe: praticamente l'Oscar di non protagonista è già suo di diritto. E' anche un film "furbo" perchè è evidente la sua progettazione con intento "acchiappa-premi" ma resta, senza dubbio, ben sopra la media, credibile e toccante.

Voto: 3,5 su 5


http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/i-segreti-di-osage-county_locandina.jpg
I segreti di Osage County (2013) di John Wells

Altro film d'attori (anzi d'attrici), sotto forma di psico-dramma familiare, di incredibile perfidia e d'impianto teatrale. E', quindi, un film molto parlato, con dialoghi taglienti e cattivi che mira a distruggere l'istituzione familiare: una sorta di "Parenti serpenti" trasposto nelle immense pianure dell'Oklahoma, con una serie di colpi di scena non proprio imprevedibili. Notevole il contrasto tra la solarità delle ambientazioni esterne e la tetra oscurità della casa, che si sovrappone all'anima nera di quasi tutti i personaggi. Il ruolo della Streep, brava ma un po' troppo leziosa, è sicuramente quello più difficile e con maggiori rischi di scivolamento nella macchietta per i toni estremi del personaggio: una madre malata, rancorosa, arida, in bilico costante tra l'ignobile e l'infantile. Meglio la Roberts, nel ruolo della figlia maggiore, disillusa, ferita e dal cuore indurito dalle vicende familiari, che ci offre una performance di grande maturità espressiva. E' un film tetro dove i deboli soccombono e i miserabili restano da soli ed in cui, paradossalmente, lo slancio più "vitale" è quello del capofamiglia, nostalgico poeta, che si attua in un gesto di morte. Opera non banale, inquietante ma freddamente accademica.

Voto: 3,5 su 5


tirando le somme dopo queste 3 visioni:

a questo punto io darei l'Oscar alla regia a Martin Scorsese :clap :forgive :sisi ma continuo a pensare che la spunterà Cuaron :ohoh

per il miglior film sarà dura che possa vincere un film trasgressivo e politicamente scorretto come The wolf, quindi continuo a puntare su 12 years a slave, che non ho ancora visto ma mi pare il classico film "da Oscar" :ghgh

per gli attori, in base a ciò che ho visto, dico che Blanchett e Leto sono sicuri al 100% e lo meritano :sisi


anche McConaughey lo dò vincente al 99% perchè il dimagrimento fa sempre il suo effetto sui giurati :ghgh però c'è anche il wolf-DiCaprio che ha fatto cose egregie :shock, direi che quel piccolo 1% di speranza è suo

sulla non protagonista continuo a dire Lupita Nyong’o (al buio, a sensazione) in attesa di vedere il film di McQueen. A meno che la Roberts ... :ohoh

Strider
10-02-14, 11: 00
ho visto un'altro dei film in lizza :ghgh

http://img856.imageshack.us/img856/2627/5dz8.jpg
Nebraska (2013) di Alexander Payne

Road movie lento e malinconico, come il suo straordinario protagonista, che procede sul filo ambivalente di chiaro e scuro, commedia e dramma, gentilezza e cinismo. Il verista Alexander Payne, da sempre interessato alle relazioni umane, realizza il suo film migliore, con stile rigoroso ed asciuttezza dei toni, pur senza rinunciare a meravigliosi lampi di sincera umanità che si esplicano ora nei momenti "comici" ora in quelli accorati. Il viaggio attraverso la provincia americana, immensa e desolata, diviene, come al solito, metafora di un sincero percorso interiore per inseguire un sogno e rinsaldare il rapporto tra un padre, vecchio e svagato, ed un figlio, premuroso e gentile. Il tuffo nei ricordi sarà doloroso nel mettere a nudo rimpianti, fallimenti e la squallida realtà di una famiglia di miserabili opportunisti, ma la luce del film è tutta nella magia di quel rapporto, padre-figlio, compassionevole ed autentico, che si rafforza a mano a mano che il sogno del vecchio svanisce. Bravissimi gli attori (Bruce Dern, June Squibb, Will Forte) nel tratteggiare personaggi fragili, smarriti, sinceri, ora detestabili ora toccanti, ma sempre efficacemente misurati e in armonia col tono del film. Senza mai eccedere o deviare nel sentimentalismo, Payne ci abbaglia col bianco e nero di questa "favola" gentile che percorre sentieri romiti e trova il suo pieno compimento nella sequenza finale, sul furgone, in cui il giovane figlio "si abbassa", guardando il vecchio padre da un punto di vista dimenticato, dal basso, con lo sguardo incantato del bambino che vede nel genitore un gigante, un eroe, un modello, grazie a cui interrogarsi sul proprio cammino. Bello, garbato, toccante, da vedere.

Voto: 4 stelline su 5


Sicuramente non vincerà nulla dei premi "pesanti", forse ha qualche speranza per la sceneggiatura o la Squibb non protagonista, ma comunque conferma una buona qualità media dei film in concorso :sisi

Lo Zio T
12-02-14, 18: 27
"The Wolf of Wall Street" non mi ha impressionato più di tanto, onestamente. Nulla da eccepire sulla solita recensione inappuntabile di Strider, però non riesco a vederlo al di là di un buon intrattenimento, forse perchè fuorviato dalla moltitudine di scene "estreme" (non è una critica, visto che spesso si tende a dimenticare che DiCaprio interpreta un personaggio "reale", non fittizio).
Comunque voglio precisare che si tratta di un genere che non è molto nelle mie corde, quindi, per carità, il mio giudizio conta quello che conta. Anzi, sono rimasto meravigliato dall'essere riuscito a vederlo senza sentire il peso della sua durata (e questo è indubbiamente un merito, visto che tre ore non sono spiccioli).

Al contrario, ho gradito abbastanza "Captain Phillips" e non soltanto per il motore della tensione che accompagna lo spettatore per tutta la durata della pellicola. A trasformare il film in una storia "potente", in grado di colpire lo spettatore, inserendolo pienamente nel "dramma" di Phillips sono stati principalmente due fattori.
Il primo fattore è la linea che separa buoni e cattivi, un confine sottile dove pure gli "antagonisti", ossia i pirati somali, il "male", presentano umanità, disperazione (elemento valorizzato anche dalla loro "inesperienza" nel gestire determinate situazioni, ad esempio quando uno di loro si ferisce a causa dei vetri lasciati per terra, piuttosto che le continue liti) tutti sentimento che portano a commettere crimini per uno scopo, non per il "gusto di farlo" o perchè sono degli "sporchi somali", criminali. Questo ovviamente non li giustifica, ma permette di andare al di là del proprio naso nella riflessione su questo episodio o comunque a stigmatizzare a tappeto.
Il secondo fattore è rappresentato dal finale, elemento che mi è piaciuto moltissimo:

Hanks crolla, psicologicamente, stremato dalla tensione, dal caldo e dall'assenza di acqua. Diventa umano, non più lo stucchevole eroe senza macchia e senza paura, perfetto e robotico, il "macho" della situazione. E' una persona comune, che nonostante il suo spiccato senso del dovere e le sue abilità strategiche (nonchè il sangue freddo) non può non cedere di fronte al reale pericolo di perdere la propria famiglia. Da quando scrive sul foglio, alla famiglia stessa, inizia una sequenza sconvolgente, che unisce il cinismo con cui i pirati vengono eliminati all'esplodere di tutti i sentimenti di Phillips, che aveva represso fino a quel momento. E trovo che in quegli ultimi 10-15 minuti il film è diventato veramente Grande, a completamento di tutta l'ora e mezza precedente di preparazione, che trova quindi il suo senso ed il vestito perfetto per non renderlo un classico thriller/azione.

Nota finale sugli attori: concordo sull'ottima interpretazione di DiCaprio, capace di mostrare una vastità espressiva notevole. Efficace anche nei primi piani (soprattutto quelli di inizio pellicola) dimostra duttilità e capacità di dare vita alla personalità che il suo personaggio deve dimostrare. NOn so se è da oscar, visto che "Dallas Buyers Club" devo ancora visionarlo, ma non credo che sia tanto lontano. E sempre rimanendo in tema, trovo scandalosa l'esclusione di un magistrale Tom Hanks.

Strider
25-02-14, 22: 47
ho visto il favorito dai pronostici per l'Oscar di miglior film :ghgh


http://imageshack.com/scaled/large/132/5jd3.jpg
12 anni schiavo (2013) di Steve McQueen

Dopo l'intenso Hunger e lo scandaloso Shame, McQueen firma il suo progetto più ambizioso, cimentandosi con un doloroso dramma storico, tratto da una storia vera ed inerente ad uno dei due grandi "peccati originali" della storia americana: lo schiavismo (l'altro è lo sterminio dei nativi). Il risultato è un affresco personale crudele, agghiacciante, quasi insostenibile nelle scene più violente, ma mai compiaciuto, mai gratuitamente enfatizzato anzi a volte "mitigato" dallo stile ricercato del regista che, ancora una volta, si dimostra bravissimo nella composizione delle immagini e nella ricerca dell'inquadratura che tracci un punto di vista personale e diverso. Un po' ingabbiato dagli schemi hollywoodiani che un progetto di tale portata comporta, McQueen fa il suo film più classico ma non raggiunge mai il vigore espressivo e l'indignazione rabbiosa di Hunger, che resta la sua opera migliore. Ancora una volta è il corpo umano, vilipeso, maltrattato, il territorio primario dell'esplorazione del regista inglese e, ancora una volta, non ci vengono risparmiate scene di incredibile violenza attraverso la sua tecnica preferita: il piano sequenza insistito. Quello che però manca è la capacità di elevarsi oltre l'accumulo di orrori per sublimare i tragici eventi verso un punto di vista più alto e distaccato, necessario per trasformare una drammatica requisitoria in lucida critica storica, che sappia riflettere sugli errori del passato e sulle cause che li generarono. Nel cast spiccano un feroce Fassbender (attore feticcio del regista) ed una sorprendente Lupita Nyong'o, favorita numero uno per l'Oscar di attrice non protagonista. Un po' posticcio ed ingombrante il cameo di Pitt nel ruolo di un liberale abolizionista canadese.

Voto: 3,5 su 5


a questo punto mi resta da vedere solo Her di Spike Jonze tra i film in corsa per l'Oscar

confermo l'idea che 12 anni schiavo vincerà la statuetta di miglior film visto il tema trattato :sisi

Strider
01-03-14, 12: 11
ci siamo quasi, la notte fatidica si avvicina :ghgh

mi espongo (al ludibrio ? :bgg2) con il mio pronostico sulle categorie che più mi interessano (e mi competono) :bgg2



Miglior film
12 years a slave (ma tifo per The wolf :ghgh)


Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett - Blue Jasmine


Miglior attore protagonista
Matthew McConaughey - Dallas Buyers Club


Miglior regista
Alfonso Cuaron - Gravity (ma tifo in modo sfegatato per Martin :ghgh)


Miglior sceneggiatura originale
Nebraska


Miglior sceneggiatura non originale
12 years a slave


Miglior film straniero
La grande bellezza (se così non fosse sarebbe una clamorosa sorpresa a questo punto)




Miglior attrice non protagonista
Lupita Nyong’o - 12 Years a Slave


Miglior attore non protagonista
Jared Leto - Dallas Buyers Club



e vediamo quanti ne prendo :lol:

shiny
03-03-14, 00: 07
Ok, ormai ci siamo, mancano poche ore alla cerimonia di premiazione e mi unisco anch'io al gioco dell'"Indovina chi vince"

Nelle ultime settimane sono riuscito a recuperare la visione di un paio di altri candidati e se trovo il tempo proverò a dire la mia nei prossimi giorni.
Nel frattempo pubblico qui sotto le mie previsioni per tutte le categorie (tranne documentari e corti), vediamo quante ne prendo :oo2

A grandi linee le avevo già espresse tempo fa e non ho cambiato idea; "12 Anni Schiavo" per me è il favorito ma anch'io ho preferito di gran lunga Scorsese (e anche "American Hustle"); rinnovo il mio tifo per Di Caprio ma so che non vincerà...
Ah, ho finalmente visto "La Grande Bellezza" e posso dire tranquillamente che è un film sopravvalutatissimo: a parte una messa in scena sontuosa e qualche invenzione registica è un film che naviga a vista, inanellando quadri decadenti di altalenante qualità e ritmo (insopportabile e ridicola tutta la parte della "Santa", ancor più grave dato che è in quel quadro che si sviluppa il messaggio dell'intero film). Mezz'ora in meno e tanta (ma tanta) modestia in più l'avrebbero reso migliore. Gli daranno l'Oscar... teniamocelo, perchè è regalato. Ringrazino Roma e la sua (quella sì) Grande Bellezza.


Ho dato ben 7 statuette a "Gravity", forse troppe (e non mi è nemmeno piaciuto :lol:), ma dal punto di vista tecnico non ha rivali
:bai

http://imageshack.com/a/img691/4922/dsgs.jpg

NOTA: il ballot è di libero utilizzo e direttamente scaricabile dal sito ufficiale dell'Academy (oscar.com)

shiny
03-03-14, 06: 02
E 7 furono...
In una serata di indicibile piattezza nessuna sorpresa. I favoriti hanno vinto tutti, Sorrentino compreso.
Da parte mia ho sbagliato solo due pronostici: la sceneggiatura originale (Spike Jonze) e la canzone originale (come sempre il cartone di turno e le sue canzoncine prevalgono sui grandi...)

E adesso a nanna per un paio d'ore :notte:

http://imageshack.com/a/img28/4047/xcvq.jpg

Strider
03-03-14, 12: 05
finalmente visto "La Grande Bellezza" e posso dire tranquillamente che è un film sopravvalutatissimo: a parte una messa in scena sontuosa e qualche invenzione registica è un film che naviga a vista, inanellando quadri decadenti di altalenante qualità e ritmo (insopportabile e ridicola tutta la parte della "Santa", ancor più grave dato che è in quel quadro che si sviluppa il messaggio dell'intero film). Mezz'ora in meno e tanta (ma tanta) modestia in più l'avrebbero reso migliore. Gli daranno l'Oscar... teniamocelo, perchè è regalato. Ringrazino Roma e la sua (quella sì) Grande Bellezza.

tutto sommato ci troviamo :sisi

forse io sono un tantino più indulgente in questo momento e cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ovvero i lati positivi del film :ghgh :eye


per il resto tutto come da copione, nessuna sorpresa, aspetto di vedere anche Her (che comunque era in lista) per farmi un'idea definitiva e rimando ai prossimi giorni ulteriori commenti


contento per Sorrentino, dispiaciuto per uno dei suoi ispiratori :ghgh (Scorsese) ma me l'aspettavo :triste :tap

shiny
03-03-14, 13: 00
tutto sommato ci troviamo :sisi

forse io sono un tantino più indulgente in questo momento e cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ovvero i lati positivi del film :ghgh :eye

Il bicchiere mezzo pieno lo vedo anch'io ed è il talento innegabile di Paolo Sorrentino :clap, che sa usare la macchina da presa come pochi nel nostro paese. Però da un film che vince l'Oscar mi aspetto un po' di più, soprattutto da parte dello script.
Il punto debole de "La Grande Bellezza" è la sceneggiatura che tratteggia scene splendide e personaggi molto interessanti e non li sviluppa, non li amalgama, non dà loro corpo (se non estetico). E anche lì, non tutto fila liscio. Io trovo la prima parte del film molto valida e i pochi dialoghi sono molto belli (eccezionale il monologo contro l'"amica" radical-chic comunistoide), bravissimi gli attori a cominciare da Servillo, ma mi piace moltissimo il personaggio di Verdone, un po' meno la Ferilli perchè il plot non dà seguito al suo personaggio. La "Santa" l'avrei volentieri fatta rotolare dalle scale... non mi pare una gran scelta affidare ad un personaggio così totalmente fuori luogo la chiave interpretativa del film (sempre che ce ne sia una al di là dell'elogio della decadenza).

Detto ciò, bravo Sorrentino, se lo merita :clap ma la prossima volta cambi sceneggiatore :lol:


Come ho già detto il resto della cerimonia è stato di un piattume imbarazzante e non solo nel prevedibilissimo andamento dei premi.
Show piatto, senza sussulti, senza gag (due stantie, con la pizza in sala e l'immancabile di questi tempi basata sulla moda del "selfie"), poca musica ma di qualità (tranne la canzone che ha vinto :ghgh), nesusna coreografia o numero sul palco, solo uno stillicidio di presentazioni e pubbilcità. A spezzare i tempi ogni tanto arrivava qualche clip celebrativa di un genere, peccato che fosse sempre avulsa dal contesto.
Ho contato 4 standing ovation, di cui solo una per i premiati (per la Nyong'o), le altre per i musicisti, in primis gli U2, e poi per una commossa Bette Midler che ha chiuso l'In Memoriam col suo pezzo simbolo "Wind beneath my wings". La carrellata dell'In Memoriam era purtroppo molto nutrita e con grandi nomi, tra i quali anche il nostro Riz Ortolani.

Ancora non capisco la scelta dell'Academy di consegnare gli Onorary Awards con una cerimonia separata e presentare tutto con una breve clip: hanno tolto una grande fetta alla parte emozionale dello show. Basta vedere l'attenzione della platea per l'ingresso sul palco di Sidney Poitier (attualmente l'attore vincitore più anziano ancora in vita con i suoi 87 anni); è sempre toccante (e un po' morboso) vedere questi miti consumati dal tempo, ma ho sempre apprezzato l'orgoglio e la consapevolezza che dimostrano nel sapere di appartenere ad una macchina che li rende virtualmente immortali. E' il cinema con la sua magia più grande.

Poco spazio all'orchestra, quest'anno affidata al grande compositore e orchestratore Wiliam Ross: ottimi arrangiamenti ma brani talvolta fuori contesto.

Alla fine dopo 3 ore e mezza resta ben poco, accontentiamoci del successo italiano (ma Sorrentino non è showman come Benigni e il suo discorso non resterà nella storia, nonostante Maradona :ghgh) e della messe di premi di "Gravity" che con 7 premi senza la statuetta di miglior film entra nella storia e si piazza dietro "Cabaret" in questa particolare classifica di best losers.

:bai

Strider
03-03-14, 14: 36
Il bicchiere mezzo pieno lo vedo anch'io ed è il talento innegabile di Paolo Sorrentino :clap, che sa usare la macchina da presa come pochi nel nostro paese. Però da un film che vince l'Oscar mi aspetto un po' di più, soprattutto da parte dello script.
Il punto debole de "La Grande Bellezza" è la sceneggiatura che tratteggia scene splendide e personaggi molto interessanti e non li sviluppa, non li amalgama, non dà loro corpo (se non estetico). E anche lì, non tutto fila liscio. Io trovo la prima parte del film molto valida e i pochi dialoghi sono molto belli (eccezionale il monologo contro l'"amica" radical-chic comunistoide), bravissimi gli attori a cominciare da Servillo, ma mi piace moltissimo il personaggio di Verdone, un po' meno la Ferilli perchè il plot non dà seguito al suo personaggio. La "Santa" l'avrei volentieri fatta rotolare dalle scale... non mi pare una gran scelta affidare ad un personaggio così totalmente fuori luogo la chiave interpretativa del film (sempre che ce ne sia una al di là dell'elogio della decadenza).

mi trovo su tutto e se rileggi i miei commenti sul film o su Sorrentino vedrai che ho detto più o meno le stesse cose in passato :ghgh

la parte finale è, indubbiamente, il punto debole del film che invece nella prima parte ha dei momenti alti ed ispirati, mentre i cali sono meno clamorosi. Personalmente ho trovato straordinaria tutta la scena della passeggiata notturna nei misteriosi e sfarzosi palazzi romani, inaccessibili al mondo dei comuni mortali a meno che non si conosca il "custode delle chiavi", una sorta di figura "mitologica" che ben si accosta a quest'idea di mondo antico, immobile e opulento che è Roma nell'immaginario collettivo.

Sorrentino sceneggiatore non vale Sorrentino regista, lo dico da tempo, quindi il nostro (che di talento ne ha tanto e potrebbe dare belle soddisfazioni al nostro povero cinema) dovrebbe limitarsi alla regia ed affidarsi ad una "buona penna" :sisi :eye per fare quel salto di qualità definitivo. Imho


riflettendo sugli ultimi 3 film italiani vincitori di Oscar (Mediterraneo, La vita è bella, La grande bellezza) ritengo che il film di Sorrentino sia il migliore del lotto perchè risiede in una categoria cinematografica ben più artistica, ricercata e visionaria. Come forse già sapete ho sempre trovato il film di Benigni un clamoroso caso di ruffianeria sopravvalutata, di quelle che fanno la felicità delle marche di fazzoletti usa e getta :lol:

Eres
04-03-14, 11: 53
Sinceramente che avesse o meno vinto l'oscar non me ne sarebbe importato nulla, vittoria o meno, non cambia il valore del film. Come già scrissi tempo fa, questa è un'opera unica nel panorama cinematografico italiano e mondiale. Secondo me va molto al di là dei film a cui è stato associato. Un errore da evitare assolutamente con questo film, è quello di vederlo una sola volta. Questo è un film che richiede almeno due visioni. Altrimenti non si riesce ad entrare nel suo mondo e ad apprezzarne i contenuti fino in fondo. Poi senza sprecare troppe parole, per non finire in un banale esercizio di pura critica fine a se stessa, la bellezza del film, come sempre, dipende da gusti e sensibilità di personali.
Per me ha strameritato il premio ed è il miglior film degli ultimi anni, italiano di sicuro. IMHO

Armandillo
04-03-14, 13: 41
Non ho visto il film quindi giudizi personali non ne posso dare.
Ho ascoltato vari commenti in tv tendenti, ora per l'uno ora per l'altro, a sottolineare dei passaggi in cui uno ci vedeva un omaggio alla bellezza italica e l'altro una critica per una bellezza ormai deteriorata e perduta.
In piu' sembra che anche la politica si sia impadronita di questo trionfo strumentalizzandolo.
Da cittadino italiano io sono fiero di questo successo :sisi come lo sarei per chiunque mostri le proprie capacita' ed il proprio ingegno a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, delle qualita' d'un popolo purtroppo bistrattato spesso per colpe altrui.

Strider
04-03-14, 14: 31
Non ho visto il film quindi giudizi personali non ne posso dare.
ma come non l'hai visto ? ma se me l'hai pure indovinato ??????? :lol: :bgg2 :fleurs


In piu' sembra che anche la politica si sia impadronita di questo trionfo strumentalizzandolo
come al solito. Non ti curar di loro ... :eye :bgg2


Arma, guardati il film e poi ne riparliamo :sisi

io stasera non lo vedrò su Canale 5 (per principio e perchè non reggo le pause pubblicitarie), ma potrebbe essere un'occasione per togliersi la curiosità per chi non l'ha ancora visto. Di sicuro la massa resterà molto delusa, perchè magari si aspetta il classifico film da Oscar retorico e strappalacrime tipo La vita è bella :ghgh



Questo è un film che richiede almeno due visioni
concordo, la seconda visione aiuta a cogliere parecchie perle registiche che possono sfuggire la prima volta :sisi

In ogni caso se un film divide per me è sempre un buon segno :ghgh

Eres
04-03-14, 17: 42
In piu' sembra che anche la politica si sia impadronita di questo trionfo strumentalizzandolo.
Questo è l'aspetto più triste di tutta la vicenda. Ma purtroppo nel bene e nel male siamo in Italia. E poi abbiamo la classe politica più indecente del mondo.
Per rispondere anche a Strider, voglio aggiungere che per me il finale è assolutamente il punto più alto del film, perché rappresenta la logica conclusione della sua storia e dei suoi contenuti. Assolutamente coerente, il migliore, forse l'unico possibile della vicenda. Perché la Grande Bellezza non e solo un film sui costumi e sull'arte, ma ben altro, rivolgendosi innanzitutto alla sensibilità e ai sentimenti più profondi dell'imperfetto animo umano. Se non si apprezza appieno anche il finale, i casi sono due; o non si è in grado di capire appieno il significato e i messaggi del film, oppure è il caso di rivederselo :ghgh
Voglio ricordare solo un paio di scene come esempio, quando Jep a letto con Ramona, le chiede se vede il mare sul soffitto, ma questa volta il mare non c'è. E lei pur affermando di vederlo, non lo vede, non può vederlo. A differenza della scena dove il protagonista è solo a letto e il mare sul soffitto si vede eccome. Seconda scena; dove Jep e Ramona si raccontano la loro prima esperienza amorosa, notare la differenza profonda tra le due storie e il modo di sentirle, viverle e raccontarle. È un altro messaggio tipico della Grande Bellezza. Questi sono solo due piccoli esempi, ma fondamentali per comprendere i messaggi e i reali contenuti del film.
Ma gli esempi sarebbero decine. È un film da vedere con molta attenzione, direi da centellinare, con la mente e col cuore.

Strider
04-03-14, 20: 23
Eres, ti assicuro che io il film l'ho visto, rivisto e soppesato bene :sisi

per me il cinema è una cosa molto seria e ne ho un tale rispetto da non dare mai giudizi superficiali o affrettati, quindi sono pienamente convinto di ciò che dico: il finale non mi è piaciuto, tutta la faccenda della santa è debole e appare posticcia rispetto al tono del film. Il film è bello ma incompiuto, come tutte le opere di Sorrentino, perchè non bastano un'eccellente regia ed uno stile sontuoso (come quelli del nostro) a risolvere tutti i problemi di sceneggiatura. Questa è la mia opinione al riguardo. :hap

Eres
04-03-14, 21: 02
No, sinceramente la vicenda della santa non la trovo posticcia. Mi sembra piuttosto inquadrata bene, per completare e dare lo spunto finale al protagonista e al film. Come non trovo posticcia la figura ridicola dell'alto prelato e tutto il resto. Questo non è un film che si può etichettare o rinchiudere in canoni prestabiliti, ma è un grande affresco dei tempi moderni, come dell'animo umano, ci può stare tutto e il contrario di tutto. Come ho già detto, l'importante quando si guarda questo film, è porre la massima attenzione ad ogni scena, ad ogni fotogramma, poi ognuno lo filtra coi propri gusti e la propria sensibilità.

shiny
04-03-14, 21: 30
Me ne sarei stato anche in un cantuccio a godermi la discussione non fosse che questa frase mi tira decisamente in ballo


Se non si apprezza appieno anche il finale, i casi sono due; o non si è in grado di capire appieno il significato e i messaggi del film, oppure è il caso di rivederselo :ghgh

Detto che qualsiasi film bello o brutto che sia si presta a diverse visioni, quel "non si è in grado di capire" mi sembra quantomeno inopportuno. Ci vorrebbe la proprietà di linguaggio di Gambardella per smontare a dovere un'affermazione chiaramente figlia di presunzione intellettuale. Io non ho tale proprietà perciò me ne guardo bene dal farlo, segnalo che per quanto mi riguarda tutti sono in grado di capire tutto.

La critica di un film è sempre un fatto soggettivo, proprio per questa ragione ormai da anni evito di valutare le pellicole nei loro aspetti più controversi (nel senso che danno adito a diverse interpretazioni) e mi baso quasi esclusivamente su ciò che OGGETTIVAMENTE si può valutare. E un film di tali aspetti ne offre molti, anche se i più non lo ammettono (o semplicemente non li vedono :ghgh).

L'arte è soggettiva, la tecnica no. E un film è un compromesso di arte e artigianato.

"La Grande Bellezza" è un ottimo film, con una struttura molto particolare, che avanza presentando i suoi scenari come le sale di un museo, in qualcuna ci sono dei capolavori (e come quasi sempre in un museo sono all'inizio), in altre opere meno valide. Lo script purtroppo perde colpi nel finale, perchè affida la tesi all'incontro con un personaggio estraneo, estremo e francamente ridicolo (e la carrellata di casi umani è lunga nelle due ore del film!); cala anche il ritmo tanto che la durata dell'ultimo quadro è decisamente più lunga dei precedenti e in genere non è mai buon segno.
Strider lo scrisse subito nella sua vecchia recensione e a distanza di mesi a visione molto fresca mi sento di confermarlo. Non sempre abbiamo la stessa linea di pensiero :ghgh

Poi c'è il resto. Perchè "La Grande Bellezza" è meglio di tanto cinema? Perchè è ben girato, ben interpretato, magnificamente fotografato, egregiamente montato e, perchè no, anche efficacemente musicato (con un lavoro più di ricerca che di composizione, ma funziona).
Zoppica qua e là solo in sceneggiatura e soprattutto nella seconda parte. Merita l'Oscar? Alla luce di ciò che c'era quest'anno in gara sì. E' un film memorabile? Francamente no. E' il miglior film italiano del nuovo millennio? E' opinabile, ma di certo sta ai primi posti.

Giusto perchè una nuova visione non fa mai male, riguardate "Il Divo" e soppesatelo, centellinandone ogni aspetto. Sorrentino il suo capolavoro l'ha già fatto.

Col massimo rispetto, io film ne ho visti a migliaia, ne ho commentati diversi e accetto ogni punto di vista, però non mi permetto di dire a chi è in disaccordo con me su un film che lo fa perchè non lo capisce... Magari è vero :ghgh, ma la spocchia me la tengo nel cassetto ché si fa sempre una figura migliore.
Non ce l'ho con Eres ma la frase IMHO è molto infelice :ohoh e c'entra poco o nulla con la critica al film di Sorrentino.

Eres
04-03-14, 21: 49
Non sono un critico di cinema, per fortuna aggiungo, non mi interessa giudicare il film sotto questo aspetto. Se hai letto i miei post sul film, ho parlato solo di contenuti, messaggi, sensazioni ed emozioni che ci regala. Il resto sinceramente non mi interessa per niente. Trovo infelice piuttosto, solo chi guarda un film soprattutto dal lato tecnico :ghgh

shiny
04-03-14, 22: 00
Non sarai un critico, probabilmente fai lo psicologo, perchè ora grazie a te so di essere limitato intellettivamente ed anche infelice.
Onestamente nemmeno io mi spiego come io riesca a sopravvivere con questa aridità di spirito e di interessi...

Tu non hai giudicato il film, hai giudicato chi lo guarda :leg1:




...non posso perdere tempo a fare cose che non mi interessano...

Strider
05-03-14, 11: 06
Per me ha strameritato il premio ed è il miglior film degli ultimi anni, italiano di sicuro. IMHO
il premio lo ha meritato ma, imho, non è il miglior film italiano degli "ultimi anni". Se ci riferiamo al nuovo millennio gli ritengo superiori La meglio gioventù di Giordana, Gomorra di Garrone, Nuovomondo di Crialesi e Il divo dello stesso Sorrentino.

Questi quattro che ho citato li ritengo più "compiuti" ed equlibrati, poi dopo metto La grande bellezza



Questo non è un film che si può etichettare o rinchiudere in canoni prestabiliti, ma è un grande affresco dei tempi moderni, come dell'animo umano, ci può stare tutto e il contrario di tutto.
essenzialmente è un film sul vuoto, sul male di vivere, sulla solitudine e la noia esistenziale. Dietro la facciata mondana, ricca, colta e snob c'è tanto malessere interiore, delusione, disperazione, senso di fallimento. "I trenini non portano da nessuna parte", Jep è uscito troppo spesso la sera e la sua vita è volata via in un lampo, nel finale lui invidia quelle "belle persone" semplici che trascorrono la routine domestica guardando la tv e volendosi bene. Dietro l'opulenza barocca, apparentemente immobile ed immutabile di una certa elite borghese, ci sono solo rovine, c'è solo il vuoto. Perchè, senza radici, senza legami, senza una vita di relazione pro-attiva ed altruistica non si costruisce niente, ma si spreca la propria vita su un'effimera illusione edonistica di bellezza che svanisce con un battito di ciglia.

Inutile sottolineare come tutto questo sia lontanissimo dall'essere originale, sono cose che abbiamo già visto e rivisto (o letto e riletto) mille volte. Ciò che lo rende bello ed interessante è il come viene raccontato ed ecco che lo stile tutto soccorre, la forma nobilita il contenuto al punto da divenire "contenuto" essa stessa :sisi

In tal senso sta l'importanza dell'aspetto tecnico in un film perchè Sorrentino è un regista di grande talento, che riesce a raccontare storie altrimenti banali in modo artistico, rendendole più interessanti di quello che sono. E come lo fa ? attraverso la tecnica: immagini, fotografia, montaggio, movimenti di macchina, inquadrature, musiche, luci. E, non ultima, la recitazione degli attori, vedi il fido Servillo (bravissimo!) o il soprendente Verdone.

Senza l'aspetto tecnico è impossibile giudicare in modo compiuto un'opera cinematografica, non se ne potrà mai tracciare una valutazione oggettiva. Se ti vuoi soffermare alle sole emozioni allora tutto si riduce ad un discorso personale, soggettivo, legato alla propria sfera emotiva ed al proprio percorso di vita.

Dire che un film è bello perchè mi emoziona serve a poco in una discussione aperta con altre persone (un forum). E' un fatto, punto. Ma non serve ad alimentare una discussione perchè è una cosa meramente soggettiva e quindi non giudicabile in un contesto collettivo.


E poi, fammi capire una cosa: perchè dici "Non sono un critico di cinema, per fortuna aggiungo" ? cosa ti hanno fatto i critici di cinema ? :m:

wrongway
06-03-14, 00: 51
debbo premettere che apprezzo sia la "difesa a spada tratta" del film in sé da parte di Eres :fleurs sia le critiche mosse al film da altri :sisi

detto ciò, spendo i miei due cent :ohoh :ghgh su "La grande bellezza", Sorrentino, gli oscar, e il "cinema italiano"...

sarebbe bello poter esprimere un giudizio su di un film basandomi esclusivamente sulla visione dello stesso... io nella quasi totalità delle volte non ci riesco: :ehmm questo accade o perché ho visto altri films diretti dallo stesso regista, o perché ne ho visti altri interpretati dagli stessi attori, o perché il film volente o nolente rimanda ad altre pellicole (anche se solo dicessi che il film in questione è "il migliore di...", comunque finirei con il relazionarlo ad altri)

ora io Sorrentino lo conosco sin dal suo primo film, e so che Sorrentino non è nato Sorrentino, ma ci è diventato (per fare degli esempi: neanche Kubrick "filmicamente" è nato Kubrick, ma ci è diventato, mentre Lynch, i Coen, Michael Mann and so on erano già Lynch, Coen, Mann...)

apro uno spoiler per render ancor meglio l'idea, ma che si può tranquillamente saltare:


i fratelli Coen nei loro primi 5 films avevano sviluppato uno stile ipercinetico che aveva trovato il suo culmine formale in "Crocevia della morte" - l'essere pappa e ciccia con Sam Raimi non era un caso - poi con "Fargo" hanno scoperto il dolly e quei grandi spazi che avrebbero raggiunto l'apoteosi con "Non è un paese per vecchi" (toh! :shock anche loro come Wenders anni addietro avevano trovato John Ford :forgive ) ma tutto ciò li aveva messi nel frattempo in condizione di realizzare il "film perfetto", ovvero quel "Il grande Lebowski", summa della loro arte :oo2


Sorrentino con "L'uomo in più" aveva esordito positivamente, tuttavia in esso non c'era nulla che avrebbe fatto supporre che quel regista sarebbe diventato una delle punte di diamante del cinema nostrano. Con "Le conseguenze dell'amore" aveva iniziato a disegnare le sue traiettorie, però l'alone glaciale che avvolgeva l'intero film le aveva ovattate, per l'appunto attenuandole. È con "L'amico di famiglia" che iniziamo a vedere il Sorrentino che conosciamo oggi, e che con "Il divo" prima, e con "This Must Be the Place" poi, a parer mio è sfociato in qualcosa di fine a se stesso... :tap da lì il mio "non se Sorrentino è, o ci fa..." che ho gettato altrove...

"La grande bellezza" stilisticamente continua sulla falsariga dei suoi ultimi lavori, quindi dal punto di vista, mi si conceda la ripetizione, prettamente "visivo", può sconcertare

(uno che conosco, e che non aveva idea di chi fosse Malick, nel guardare "The Tree of Life" mi sussurrò: "devo farmi dare l'indirizzo del suo spacciatore" :lol: )

...a me, invece Sorrentino oramai non mi sorprende più... :boh

ora Roma io la conosco da Milanese :ghgh nel senso che ci sono stato in gita alle superiori, e l'ho (ri)girata in films come "Roma" di Fellini, "Caro diario" di Moretti, "Gente di Roma" di Scola, e un'infinità di altri... alla cartolina patinata della nostra capitale sorrentiniana, preferirei infinitamente che Carax mi (ri)spedisse quella della sua, ritratta ne "Gli amanti del Pont-Neuf" :angel:

quello che invece ho trovato realmente stimolante nel film è puramente soggettivo, anzi addirittura "fisico" :ohoh nel senso che mi ha fatto star male a mo' di cattiva digestione! :shock :lol: e non è cosa da tutti... :ghgh (mi è successo con pellicole "estreme" come Irréversible, Trainspotting, o L'isola di Ki-duk)

per quel che riguarda gli oscar, sussiste il problema già sottolineato di che cosa d'altro ci fosse in competizione... io ho solo visto "Il sospetto", con Vinterberg, ahilui, che vive con la spada di Damocle di "Festen" sulla cucuzza :tap mentre spero di vedere "Omar" di Abu-Assad del quale apprezzai "Paradise Now" (in ambo i casi comunque ritengo che non ci fosse storia...) quindi il peso specifico della statuetta rimane puramente simbolico

infine il "cinema italiano": Clooney una volta disse che era costretto a girare "certi" films, per poterne finanziare altri (ovvero recitare in "porcate", per poi proporre qualcosa che fosse di qualità) ...ora, se fossi sicuro che con i soldi fatti con i vari zalone, soliti idioti, aldo giuan & giacom, muccini, moccia, virzì, etc. poi si realizzassero pellicole di maggior spessore, la cosa la riuscirei a digerire meglio :tap (è sempre un fattore di pancia :lol: indi scorta di Alka-Seltzer, Maalox, etc. :ghgh ) ma il forte dubbio che non sia così, mi rimane... :tap non sarà mica per via dei vari contributi statali e dell'unione europea a cui è costretto ad accedere chi fa del cinema come si deve (e ahinoi non solo? :tap)

Eres
06-03-14, 10: 36
Non sarai un critico, probabilmente fai lo psicologo, perchè ora grazie a te so di essere limitato intellettivamente ed anche infelice.
Onestamente nemmeno io mi spiego come io riesca a sopravvivere con questa aridità di spirito e di interessi...

Tu non hai giudicato il film, hai giudicato chi lo guarda :leg1:
...non posso perdere tempo a fare cose che non mi interessano...
No, ho giudicato solo il film e le sensazioni che mi ha dato, punto.
Non credo di avere scritto nulla di infelice come hai detto tu, da quella parola ho preso spunto per risponderti, nulla di più.
Non prendertela, nulla di personale.

Mnemosyne
06-03-14, 12: 49
E adesso dico la mia :ghgh E parto riportando il commento di uno dei miei contatti di Facebook :lol:

La grande bellezza è come la corazzata potemkin.

Ecco, io non sono così drastica :ghgh Il film non mi è dispiaciuto e ho apprezzato molto l'irrealtà di una Roma semivuota accompagnata dai cori classici :hap
Ma stringi stringi? Probabilmente faccio parte della schiera degli ottusi :bgg2
Per me, e parlo proprio a livello personale, non pretendo di convincere nessuno, il senso di tutto il film sta racchiuso in due cose: il discorso fatto da Jep all'amica comunistoide e al fatto che i personaggi principali fossero tutti NON romani e da Roma se ne sono andati.

Che cosa ha convinto the ammericans a mollare la statuina? L'arcano per me sta qua (altro commento su fb di un mio amico):

Nonostante un grandissimo Tony Servillo e nonostante delle ottime intuizioni il film mi pare solo una zoppicante parodia del miglior Fellini. Dopo l'Oscar tutti a salire sul carro dei vincitori ma io purtroppo non cambio idea. Bravissimo Sorrentino a vendere il prodotto agli americani. Come vendere frigoriferi agli eschimesi

Detto ciò, non lo boccio, anzi, ma sinceramente sono totalmente d'accordo con quanto scritto da Shiny e da Strider :sisi


L'arte è soggettiva, la tecnica no. E un film è un compromesso di arte e artigianato.


Se ti vuoi soffermare alle sole emozioni allora tutto si riduce ad un discorso personale, soggettivo, legato alla propria sfera emotiva ed al proprio percorso di vita.

Dire che un film è bello perchè mi emoziona serve a poco in una discussione aperta con altre persone (un forum). E' un fatto, punto. Ma non serve ad alimentare una discussione perchè è una cosa meramente soggettiva e quindi non giudicabile in un contesto collettivo.

In particolare prendo spunto da queste due frasi per fare una considerazione. Io ho guardato La grande bellezza con l'occhio a un continuo confronto con La vita di Adele, che ha "scippato" Cannes al primo.
Ebbene, Shiny lo sa, ma anche Strider penso, ho preferito di gran lunga Sorrentino a coso, Kechiche. :ghgh La tecnica, l'artigianato di Kechiche, la trovo inutilmente ossessiva, mentre Sorrentino lo trovo più poetico. Adesso faccio un confronto che venite a cercarmi per menarmi :ghgh : le riprese di Roma di Sorrentino le ho trovate paragonabili ai ritratti di Malick in The tree of life (film che ha vinto il mio personale premio "e quindi?" :lol:)

Comunque chi ha capito tutto di questa storia è Key :oo2 :

Non comprendo tutto questo "chiacchericcio" che la gente fa, chi s'indigna,chi si sconcerta,chi si scandalizza,in fondo è solo un film,una rappresentazione romanzata della realtà secondo l'occhio del regista

:bai

p.s. poi parliamo dei film confezionati ad hoc per attirare premi :eye

Strider
06-03-14, 14: 38
Ma stringi stringi? Probabilmente faccio parte della schiera degli ottusi :bgg2
il punto sta qui, carissima Viviana, ed è questo che dovrebbero capire (ma mi rendo conto che non è facile) tutti quelli che bandiscono il cinema d'autore per partito preso: non sempre la visione di un film si deve tradurre in uno "stringi stringi", non sempre un fillm deve essere latore di un messaggio chiaro o di una morale condivisibile. Questo ragionamento lo si può applicare al mainstream, al cinema inteso come intrattenimento/spettacolo e capisco perfettamente che la maggioranza delle persone, che guardano al cinema come ad un mezzo di evasione con cui trascorrere due ore "liete", cerchino questo.

Però, se parliamo di arte, la cosa è diversa e la sua fruizione non va sempre di pari passo con la comprensione ma, piuttosto, con un'esperienza immersiva che può essere di varia natura. Altrimenti che cosa sarebbero le forme d'arte irrazionali e d'avanguardia ? vedi ad esempio il surrealismo che, grazie a Bunuel, ha avuto un forte ascendente anche sul cinema.

vogliamo parlare dei film di Lynch, ad esempio ? :oo2 :lol:


Che cosa ha convinto the ammericans a mollare la statuina? L'arcano per me sta qua
secondo me due cose:

1) gli americani vanno matti per Fellini, per il suo modo surreale e fantastico di rappresentare la realtà italiana. Questo film, forse furbescamente, prende direzioni simili a quella concezione di cinema :ghgh

2) la concorrenza era poca roba a quanto leggo, premettendo che io non ho ancora visto gli altri film :m:


e poi diciamo pure che La grande bellezza è un buon film, molto curato, con una grande regia e delle immagini potenti. Altrimenti sembra che stiamo parlando di Mediterraneo :oo2 :lol:



Adesso faccio un confronto che venite a cercarmi per menarmi :ghgh : le riprese di Roma di Sorrentino le ho trovate paragonabili ai ritratti di Malick in The tree of life (film che ha vinto il mio personale premio "e quindi?" )
ma hai ragione :sisi

ultimamente Sorrentino gioca un po' a fare il Malick, guarda questa inquadratura qui sotto tratta da La grande bellezza:

http://imageshack.com/scaled/large/19/xc10.jpg

se non è Malick questo :eye


ma, credo, che non ci sia nulla di male: stiamo parlando di un grande Maestro, uno dei migliori in assoluto nel racconto per immagini e ci sta che un giovane promettente regista che aspiri in alto ne sia influenzato :sisi


comunque, prima o poi, ti devi rivedere The tree of life :sisi

io l'ho rivalutato (finale banale a parte) e, forse, lo farai anche tu :ghgh

Mnemosyne
06-03-14, 15: 18
Ma pensa che volevo usarlo per il cinequiz :ghgh ma sarebbe durata ancora meno de Il lato positivo :lol:

Per il resto...adesso dico un po' di cose random, in maniera sicuramente confusa.
Di sicuro come dici tu l'arte va al di là di un messaggio esplicito e diretto, o almeno non è solo quello. E di sicuro ciò che arriva al fruitore finale è diverso per ognuno e strettamente personale. Per questo motivo ci sono opere che a me commuovono, mi emozionano e ad altri nulla e viceversa. Per lo stesso motivo non discuto le emozioni che il film ha suscitato in Eres, ma non mi sento "menomata", né ritengo di non averlo capito, se a me non ha dato lo stesso. Vale ovviamente per tutte le forme d'arte: io ad esempio ho seri problemi con la letteratura russa, non la reggo proprio, ma non mi sogno certo di dire che Tolstoij "fa schifo".

Qui allora entra in gioco secondo me il fattore "tecnica": se uno padroneggia la propria arte si vede. L'abilità nel creare qualcosa si vede. Ci sono canoni oggettivi tramite i quali si può valutare tale abilità e per quanto riguarda il cinema io mi affido al vostro giudizio, io faccio parte delle "bestie" :lol:
Grazie all'esperienza puoi renderti conto quando la tecnica sopperisce a qualche mancanza, mascherando furbescamente qualcosa. Tiro in ballo sempre il solito esempio letterario (oddio, letterario...): quelle schifezze di libri di Brown hanno capitoli cortissimi, in modo da mascherare il fatto che le sue storie hanno uno sviluppo lentissimo. E' una furbata: il lettore alla fine dice me lo sono mangiato il libro, ma in realtà non è vero.
Ed è questo ciò che critico principalmente al film di Malick, tanto che è famosa la proiezione a pizze invertite e nessuno se ne è accorto. Dai, vuol dire che in questo caso c'è qualcosa che non va :eye

Mi fermo qua per ora, ho altre cose da dire, ma il tempo è tiranno :sisi

Strider
06-03-14, 15: 57
Ma pensa che volevo usarlo per il cinequiz
hai fatto bene a non usarlo, secondo me non arriverebbe a 10 tentativi. Anche se poi t'è andata male comunque :bgg2



io ad esempio ho seri problemi con la letteratura russa, non la reggo proprio, ma non mi sogno certo di dire che Tolstoij "fa schifo".
perfetto! il nocciolo della questione sta tutto qui :sisi :eye



Ed è questo ciò che critico principalmente al film di Malick, tanto che è famosa la proiezione a pizze invertite e nessuno se ne è accorto. Dai, vuol dire che in questo caso c'è qualcosa che non va :eye
bah, sono sempre stato scettico su questa notizia. E poi bisogna capire che tipo di pubblico fosse, se era gente accorsa per vedere il bel Brad Pitt è abbastanza "normale" che ci abbia capito poco, che si sia annoiata prestando poca attenzione (o magari dormendo) e quindi non si sia accorta di nulla. La struttura non lineare del film non aiuta molto in tal senso, se lo si guarda in modo superficiale e distratto.

Mi ricordo quando vidi in sala The Master (che a me è piaciuto un sacco), direi che circa l'80% del pubblico pensava ad altro: chi ha lasciato la sala, chi parlava, chi giocava col telefono, chi sbuffava, chi sonnecchiava :wall

e il film di Malick mi sembra mediamente ben più ostico di quello di P.T. Anderson :oo2

Armandillo
06-03-14, 16: 14
Bella discussione :sisi ed io, spettatore alle prime armi, azzardo un parallelo: giudicare un film da Oscar e' come porsi davanti ad un Miro' e un Caravaggio ?
Il "non critico" ammirera' il Caravaggio scartando il Miro' perche' nell'immediato incomprensibile.
Il critico, allenato e studioso, sara' in grado invece di cogliere l'arte in ambedue le opere.

Come ho gia' detto "La grande bellezza" non mi e' dispiaciuto ma non sono stato in grado di cogliere altro se non il tema conduttore e alla domanda che mi ero fatto - e' da Oscar ? - (leggo che anche Mnemo se l'e' posta) credo che la risposta piu' convincente sia stata quella che ho ascoltato in tv da, credo, un esperto, il quale poneva l'accento sull' immenso amore-invidia che all'estero hanno del nostro paese.
L'amore per i luoghi così unici che l'Italia offre, con la sua arte, con la sua gente e soprattutto con la sua storia....nel bene e nel male.
Un set ideale per approfondire argomenti così delicati come la vita e la morte che altrove sarebbe impossibile.
L'ambiente, Roma in questo caso, indolente, romantica ma anche cruda e ipocrita ben si prestava a fare da co-protagonista alla pellicola e, come ho avuto modo di dire, non penso che un film così lo avrebbero potuto girare altrove.
Non sono un fanatico della mia citta' ma se si doveva parlare "del tutto e del nulla" quale migliore location che questa citta' ruffiana e al contempo splendida ?

:bai

Mnemosyne
06-03-14, 18: 16
Qua ragazzi rischiamo di aprire il vaso di Pandora e saturare di Ot questo thread :lol:

Sposto l'attenzione su un altro argomento attinente, invece :sisi
Allora dei vari film in lizza per i premi vari me ne mancano diversi, quindi non posso molto fare confronti, però mi pongo un dubbio: ma perché per vincere qualcosa si deve per forza fare "drammoni" su temi più o meno scottanti? Io ho visto 12 schiavo e l'ho trovato bello e interessante, mi sono piaciuti Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender e
Lupita Nyong'o (loro due soprattutto), ma sinceramente non ho trovato da meno Scorse con The Wolf of Wallstreet e Di Caprio (che vince ufficialmente il premio Toto Cutugno :lol:)
Sembra sempre che debba essere premiata la sofferenza o il politically correct :boh o in mancanza di questi, il convenzionale.
E' pur vero che nel corso degli anni ci sono stati degli sprazzi di novità (premio per Il ritorno del Re, anche se l'ho inteso come cumulativo di 3 anni)

Strider
06-03-14, 20: 10
ma perché per vincere qualcosa si deve per forza fare "drammoni" su temi più o meno scottanti? Sembra sempre che debba essere premiata la sofferenza o il politically correct :boh o in mancanza di questi, il convenzionale.
perchè questa è l'America (anzi questa è l'Academy che ne costituisce una rappresentanza "artistica" e famosa): una società perbenista, conformista, arrivista, edificata sulla violenza, che vive all'ombra di grandi Sogni e di alcuni peccati originali :ghgh


quest'anno una scelta coraggiosa sarebbe stata The wolf of Wall Street che è l'apoteosi del politicamente scorretto ma è anche un illuminato compendio di grande regia, di tecnica sopraffina e di recitazione incisiva. Ma era ovvio, vista la mentalità americana, che vincesse un drammone realistico su uno dei suddetti peccati originali.

Negli ultimi anni scelte coraggiose ed in controtendenza rispetto a quanto detto sono state The artist e, soprattutto, Non è un paese per vecchi: noir cupo e violento che tutto è tranne che politicamente corretto. Però va anche detto che quell'anno il classifico film "da Oscar" non c'era tra i 5 candidati. Anche American beauty fu una scelta eccellente che combinò coraggio e qualità, ma siamo andati già più indietro.


Diciamo, quindi, che la tendenza è questa ma, a volte, ci sono le eccezioni. Ma, in fondo, va bene così perchè gli Oscar rappresentano un certo tipo di cinema nell'immaginario collettivo, è quella la loro tradizione. Per fortuna ci sono anche i Festival che danno risalto ad un altro tipo di pellicole, più ricercate o d'elite. Insomma la scelta è ampia e per tutti i gusti, per fortuna :ghgh