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Visualizza versione completa : I misteri della mente umana



Armandillo
21-07-13, 19: 21
“Voglio una vita da disabile”. A parlare è una rara malattia mentale... continua (http://ilmondodilena.tgcom24.it/2013/07/19/voglio-una-vita-da-disabile-a-parlare-e-una-rara-malattia-mentale/)


Strano, molto strano questo disturbo mentale (http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://en.wikipedia.org/wiki/Body_integrity_identity_disorder&prev=/search%3Fq%3DBody%2BIntegrity%2BIdentity%2BDisorde r%2Bwiki%26biw%3D1158%26bih%3D890) :shock
Non ne avevo mai sentito parlare e dopo aver letto l'articolo, cercando di tenere la mente aperta, senza pregiudizi, non posso che ammettere e tentare di comprendere le grandi difficolta' di chi dovra' prendere decisioni a riguardo quando se ne presentera' l'occasione.
Gli interrogativi sono molti e penso sia un tormento gia' il solo agire sperando di essere nel giusto.
Un caso questo dove il confine tra giusto e arbitrario e' molto labile ed inevitabilmente si cade nella sfera etico-morale lasciando perlomeno interdetti.
Accontentare il suo disturbo o lasciare che comunque se lo autoinfligga ?

Una domanda me la sono posta e senza risposta: cosa accadrebbe dopo una eventuale operazione...proseguirebbe comunque il disturbo o si placherebbe ? :boh

Cosa ne pensate ?

marcella36
22-07-13, 10: 12
Ho cercato di leggere e considerare con la "mente aperta" ho vagliato ipotesi. Il mio convincimento è che questa persona vada curata per il suo desiderio di autolesionismo. Non credo che un'operazione che la porti all'invalidità le possa essere di n qualsiasi giovamento, troppe sono le implicazioni del "dopo". Lo specialista che la opererebbe è troppo caro? Lo credo bene, io lo arresterei e processerei per avere una condanna per lesioni gravi.
Questa signora sicuramente soffre, me ne dispiace, va curata, perché possa apprezzare il dono di una vita senza menomazioni. Dovrebbe impegnare il suo tempo libero alle cure di veri disabili, vedere le sofferenze di costoro e dei loro cari. Provi a rendersi utile.

iaia
01-08-13, 08: 51
Purtroppo avevo già sentito parlare molti anni fa (quando studiavo psicologia) di queste persone che scelgono di procurarsi l'invalidità mantenendo intero il corpo (recisione del midollo spinale) oppure facendosi amputare gli arti o altro ancora, tipo inserendo una quantità di piercing o facendosi modificazioni "estetiche" tali da stravolgere la funzionalità del corpo.
Forse conoscendone una di persona capirei il dramma che vivono ma così a distanza non riesco ad essere comprensiva.
Non so cosa pensare, se lo fanno per mancanza di problemi o perché hanno qualcuno altrettanto disturbato che promette di prendersi cura di loro "dopo".
La signora dell'articolo forse avrà visto delle persone affaccendarsi per aiutare la zia ammalata e nel suo cervello da bambina di 4 anni (mai cresciuto) ha visto la disabilità come il modo per avere tutti attorno a coccolarla. Forse era una bambina poco seguita o maltrattata che anelava affetto ed attenzioni o forse era egoista come è comune esserlo a 4 anni e non ne aveva mai abbastanza.
Spero che oltre al costo dell'intervento siano addebitati a loro anche i costi per il dopo: attrezzature per disabili ed assistenza personale e medica.
Questo però apre altri problemi. Ci sono molti modi per procurarsi danni fisici, non solo questo così plateale. Fumo, alcool, droghe, guida pericolosa, dieta inadeguata, il non lavarsi i denti... Allora anche tutti i problemi fisici che ci procuriamo da soli dovrebbero non essere coperti dal servizio sanitario.

marcella36
01-08-13, 11: 21
Reputo giuste le considerazioni espresse da iaia, ma necessiterebbe più misura, a parer suo anche la donna che cade dalle scarpe con i tacchi troppo alti dovrebbe pagarsi lastre e riduzione di frattura…
La donna di cui si parla è apparentemente una persona in piena salute, tranne per la sua psiche malata gravemente. Questa turbe va curata, e con decisione, così come si cercherebbe di agire per un maniaco suicida.
La spesa pubblica, nel caso venisse esaudita la sua richiesta, non può e non deve interessarsi della “nostra donna” sarebbe un insulto incommensurabile per chi soffre d’ invalidità di qualsivoglia origine.
La cura e l’interessamento umano per la sua forma di pazzia sono dovuti anche per un senso di misericordia. Questo è quanto io penso giusto e ragionevole.

Armandillo
01-08-13, 19: 05
Ammetto che non sia facile comprendere fino in fondo questo particolarissimo tipo di patologia.
Quella povera donna non e' che "vuole togliersi uno sfizio" ma crede fermamente che solo una condizione di disabilita' la possa soddisfare sotto ogni punto di vista !
E' una alterazione mentale che indubbiamente va curata ma che offre risvolti molto delicati poiche' la persona in questione, in teoria, andrebbe sorvegliata di continuo per far sì che non nuoccia gravemente alla sua salute.

Giusto ieri l'altro un collega mi ha raccontato di un fatto a lui accaduto tempo fa in cui un individuo e' stato investito dalla macchina che guidava.
Solo l'onesta' di un testimone lo ha salvato da eventuali provvedimenti giacche' e' venuto fuori che questo individuo era appunto un soggetto labile mentalmente con desiderio autolesionista noto sia agli agenti intervenuti che all'ASL di competenza e quel giorno si era gettato contro l'auto per farsi investire !!

La mente umana e' un vero mistero e nei suoi meandri si annida di tutto e di piu' !

Ciao