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Visualizza versione completa : Apertura negozi giorni festivi: libera, controllata o vietata ?



Armandillo
25-04-13, 14: 41
E' una faccenda annosa mai risolta.
Non tutti sono d'accordo, anzi, per ragioni diverse, le opinioni divergono e diventano inconciliabili pur mantenendo una loro valida giustificazione.
L'Europa da tempo ha liberalizzato; le associazioni dei consumatori mettono in guardia dal pericolo che si profitti dei lavoratori; nel commercio ci sono divisioni tra chi e' localizzato nei centri storici e chi in periferia, tra grande e piccolo dove il piccolo negozio di periferia non ne trarrebbe giovamento; la Chiesa poi ne ricava un danno non dichiarato (IMHO) e si dice contrario perche' si creano conflitti sociali e in famiglia si perde il "senso della domenica di riposo".

Insomma, in questo paese che vuole rimanere provinciale ognuno auspica solo cio' che gli fa comodo infischiandosene degli altri ma soprattutto negandosi scelte europee moderne....siamo europei...ma a modo nostro !
Bisogna dire pero', ad onor del vero, che tutto cio' che sta dietro alla discussione in termini di contratti di lavoro, tutele del medesimo, localizzazioni, controlli, mobilita' e quant'altro, induce a pensare ad un quadro dissestato da regolarizzare e regolamentare.

Voi come la pensate ?

:bai

Informazioni sulle normative (http://impresa-stato.mi.camcom.it/im_42/alberti.htm) italiane ed europee

MarcoStraf
25-04-13, 16: 24
Non vedo perché tutti debbano per forza chiudere la domenica.
Esistono già professioni in cui si lavora sette giorni alla settimana, 24 ore al giorno. Ospedali, caserme, vigili del fuoco, fornerie, cartiere, non chiudono mai e i lavoratori operano in turni regolati. Come mai la Chiesa non si lamenta con loro?

janet
25-04-13, 19: 51
a prescindere che io trovo molto utili i centri commerciali, aperti, alcuni fino alle dieci di sera, quindi spesso vado proprio a fare acquisti la domenica, mi chiedo a che servirebbe un negozietto aperto tutto il giorno festivo dove entrano due clienti.
Insomma ci dovrebbe essere una liberalizzazione degli orari, in base alle esigenze della clientela in loco.

jacklostorto
25-04-13, 20: 30
:thxArma
quando ero alle dipendenze della ditta e lavoravo 6 giorni su 7 fino a tardi, mi avrebbe fatto comodo un negozio aperto di domenica per fare la spesa,non ero ancora ammogliato,e invece purtroppo alle feste non ce n'era uno aperto,oggi ben venga l'apertura domenicale anche se per me sarebbe ininfluente.

Pegaso
25-04-13, 20: 30
E' anche vero che il negozietto che magari ci lavora solo il titolare o quasi se non chiude in queste occasioni non ha mai modo di farsi almeno un giorno di riposo, ma dall'altra parte se chiude e i centri commerciali o catene tengono aperto, lui automaticamente perde dei potenziali clienti (già se ne perdono durante i normali giorni lavorativi). E' anche vero che sarebbe corretto che ognuno sia libero di scegliere come comportarsi. Insomma non è facile dire che è giusto uno o l'altro, se si guardano tutti i punti di vista, si può vedere che c'è un po di verità in tutte e due le parti.

janet
27-04-13, 15: 50
il problema è che inesorabilmente siamo tutti trascinati verso i centri commercial o i supermercati io sarei morta se non ci fossero.
L'idea della commessa che ti alita sul collo e ti fa fretta o ti vuole aiutare spingendoti verso i prodotti più cari, mi porta a non scegliere i grossi negozi del centro.
A me piace tantissimo fare compere, come penso ad una grande moltitudine di donne sopratutto per la ricerca.
Ormai i grossi supermercati credo che come la maggior parte degli italiani non posso più permettermeli, quindi di solito verso le 14-15 quando esco dal lavoro, vado in questi discount e compro quello che mi serve ma anche altri prodotti che, non essendo reclamizzati costano di meno, li provo e faccio una mia personale black list.
E' ovvio che un discorso completamente diverso vale per i negozi dei centri d'arte e turistici in genere, apposta avevo detto che in base alla clientela si dovrebbe avere la possibilità di scegliere il proprio orario.

Armandillo
28-04-13, 12: 43
Ho avuto a che fare anni fa con centri commerciali avendoci lavorato e il contrasto con i classici negozi nasce dalla tipologia di permessi e da quella circa le merci vendibili.
Nel tempo ho assistito ad una guerra con parecchi colpi bassi ed alla quale si inseriva prepotente il problema dell'impiego contrattuale dei lavoratori del settore.
Lo dico perche' una delle lamentele circa l'apertura libera proviene proprio da lì.
Il fatto che non vi sia chiarezza implica molto spesso un vero e proprio ricatto verso commesse/i sottopagati o in nero.
Sovente il piccolo negoziante si sacrifica lavorando con familiari o personalmente rinunciando ai dipendenti mentre nei grandi centri questo e' difficile e se mancano controlli e regole certe nascono poi contestazioni.

Credo di poter dire che in Italia l'abitudine al negozietto di fiducia sotto casa e' mutevole poiche' talvolta lo spostarsi nel traffico implica un sacrificio che spesso non vale la candela.
Ora, con la crisi, e' piu' facile trovare negozi aperti anche nel quartiere e debbo dire che spesso personalmente mi ha fatto comodo il "cinese" che vende di tutto :sisi

Purtroppo ci vorra' del tempo per adeguare questo paese dove i mezzi hanno orari poco europei, i musei sono chiusi ed il commercio avviene prevalentemente con le consuetudini che conosciamo.

:bai

MarcoStraf
28-04-13, 16: 54
Il problema dei contratti di lavoro non è il solo. Anche ammesso di avere serie regole e che vengano poi fatte rispettare, il piccolo negozio non può competere con i prezzi dei grandi centri, che possono comprare in più grandi quantità e quindi rivendere a prezzi minori, vedi cosa succede con amazon.
Il piccolo negozio deve quindi adattarsi per sopravvivere, e cercare di offrire quello che la grande catena non può fare. Prodotti di ottima qualità. Buon servizio con la clientela. Pagamenti flessibili offrendo credito. Avere un rapporto più personale con i clienti. Orari flessibili per accomodare i clienti locali. In altre parole, il responsabile del negozio non deve solo cercare di vendere, ma di "parlare" con i clienti, ascoltare le loro richieste e bisogni a adattarsi, cose che le catene e i grandi centri non possono fare.

janet
28-04-13, 17: 18
Come al solito Armandillo e Marco ammiro la vostra volontà di vedere le cose a 180 gradi ma è una caratteristica secondo me principale degli utenti di questo forum, che alla fine non si fossilizzano solo nel loro punto di vista e mostrano una voglia di dialogare che dovrebbero avere anche i nostri politici.
Sono d'accordo con Armandillo, anch'io utilizzo il negozietto dei cinesi e ho notato che alcuni cominciano ad avere anche commesse italiane, una capacità imprenditoriale che dovremmo imparare da loro.
Per il fatto dei musei hai perfettamente ragione, ci sono poi posti stupendi anche dal punto di vista scientifico a Roma, tipo il planetario o l'orto botanico in cui bisogna prenotarsi mesi prima. La maggior parte dei ragazzi li visitano con le scuole ma da soli o con la famiglia non ci vanno.
Bisognerebbe che questi luoghi fossero più disponibili, altrimenti andiamo tutti al Louvre come dice Crozza, dove al secondo posto come visitatori ci sono proprio gli italiani.

iaia
28-04-13, 17: 30
E' un grande problema. Spesso la libertà di scelta non è libertà, perché i piccoli negozi proprio non ce la fanno a scegliere di avere orari pari ai centri commerciali. Quindi sì, sei libero di aprire o chiudere, ma se apri giorno e notte finisci col chiudere per sempre, o per troppe spese o per esaurimento dei titolari e se chiudi... finisci col chiudere per sempre.
Io non frequento i piccoli negozi e poco anche i centri commerciali, compero davvero pochissimo.
Penso più a chi lavora che a chi compera, quindi ai piccoli negozianti che non ce la fanno più e ai dipendenti dei centri commerciali sfruttati all'inverosimile in turni assillanti.

Armandillo
28-04-13, 18: 00
Il sapersi adattare, anzi, direi plasmare, alla situazione contingente dovrebbe essere una caratteristica propria degli italiani...e forse in qualche caso lo e' e cio' che dici Marco e' sacrosanto ma se anche ci si adegua puntando sulla qualita' purtroppo si viene strozzati magari dagli affitti (altissimi) e dalle tasse :boh ragione per cui vediamo che ogni giorno chiudono molti negozi.

Su questo discorso poi s'innesta anche quello concernente la mobilita' che, almeno nella capitale ma immagino anche in altri grandi centri, non e' problema da poco.
Essendo i centri commerciali situati quasi sempre oltre la periferia obbligano l'uso dell'auto con conseguenze talvolta non prevedibili (a Roma ce ne sono stati diversi esempi !) ed ecco che allora avere a portata di mano occasioni commerciali nell'ambito del quartiere sarebbe una soluzione gradita proprio per quella attitudine amicale di cui Marco parlavi.

Io, se fossero aperti, anche risparmiando qualche euro di meno, sarei propenso ad uscire, prima di tutto, evitando l'auto, e magari con la scusa della passeggiata approfitterei per qualche compera :sisi

Il sondaggio vedo propendere per lasciare una libera scelta, anche da me votata, ma ci sono dei punti per cui credo ci sia bisogno di informare:

- con i nuovi contratti di assunzione la domenica viene considerata alla pari degli altri giorni; questa possibilita' e' stata concessa ai gestori in cambio di nuove assunzioni...che non ci sono state !
- il responsabile del negozio quasi sempre gestisce a suo piacimento gli orari dei dipendenti
- spesso i dovuti turni di lavoro non vengono rispettati per cui molti lavoratori saltano parecchie giornate festive ed altri nessuna
- nell'Italia delle disparita' uomo-donna poi, ancora una volta, ragazze/donne sposate come al solito soggette anche al lavoro casalingo e alla gestione dei figli si vedono obbligate alla distanza dalla famiglia con gli inevitabili problemi (e forse qui si inserisce la critica della Chiesa)

La mia compagna e' appunto una commessa e quindi su alcuni punti sono sensibile piu' di altri che non soffrono del disagio e delle ingiustizie che in questo articolato mondo hanno fatto e fanno il buono e il cattivo tempo profittando anche della situazione di crisi generale.

:bai

Strider
29-04-13, 19: 43
molto interessante questa discussione :sisi

io guarderei la questione da due punti: quello del consumatore e quello di colui che lavora nel settore.

Dal punto di vista del consumatore trovo molto utile la situazione attuale, con supermercati e centri commerciali praticamente "sempre" aperti :sisi

la società è cambiata e le regole del consumismo si sono adeguate di conseguenza per massimizzare i profitti, certo, ma questo va anche a vantaggio di molti consumatori. Una volta la famiglia tipo italiana era monoreddito, col marito che lavorava e la moglie che stava a casa a crescere i figli e badare alle faccende. In questo modo il negozio che chiudeva alle 20 (magari alle 19 al Nord Italia) e restava chiuso la domenica e nei festivi andava bene.

Adesso se si lavora (ahimè) di solito si lavora in due. Con il nuovo modello societario si deve (anzi si dovrebbe :triste perchè il lavoro oggi è più difficile da trovare) lavorare in più. Ci sono molti più lavori nel settore privato con orari non rigidi, tantissimi fanno abitualmente tardi al lavoro e c'è meno tempo per fare la spesa negli orari "normali". Io che ho sempre lavorato nel privato e che abitualmente sto in ufficio fino alle 20 (in media), ricordo ancora la prima volta che andai negli USA (era il 1998) e rimasi piacevolmente colpito dagli orari "flessibili" dei centri commerciali, aperti anche alle 22 o alle 23. Nel giro di una decina d'anni la cosa è arrivata anche da noi e, personalmente, la trovo utile per il modello familiare attuale. Io faccio quasi sempre la spesa la sera tardi (dopo le 21) o la domenica (caos permettendo). In pratica sono costretto a fare così visti gli orari di lavoro.

E' ovvio che, per chi lavora nel settore, le cose potrebbero essere diverse, specie dal punto di vista del personale di "manovalanza" spesso sfruttato, mal pagato e con pochi diritti. Immagino che non faccia piacere a nessuno lavorare a Natale, a Pasqua o la domenica senza il dovuto tornaconto economico. Sotto questo aspetto bisogna migliorare e fare di più, la politica deve fare di più, perchè il lavoro deve sempre essere rispettato, tutelato ed onorato nel giusto modo.

Quindi, passando al sondaggio, io direi di lasciare la libertà di scelta a patto di tutelare i diritti e la dignità degli addetti ai lavori :sisi

:bai