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Visualizza versione completa : Curiosita' etimologiche



Armandillo
03-01-13, 10: 25
Da quando ho iniziato la mia avventura nel forum ma soprattutto da quando mi deletto nel "Club degli enigmisti" con i vari quiz e passatempi ho avuto a che fare con espressioni e termini sconosciuti o anche molto noti la cui origine pero' mai avevo indagato ed e' stata una sorpresa conoscerne alcuni così da apprezzarne il fascino.
Moltissime parole o frasi che noi usiamo correntemente ci sono in effetti sconosciute, le accettiamo per il loro stretto significato ma non pensiamo mai a come sono nate o al perche' sono nate.

Così ho voluto postarne alcune che mi hanno sorpreso e incuriosito :sisi:

Una cinquantina d'anni fa venne di moda, tra gli studenti, il bastone. Questo bastone non poteva rappresentare, per i giovani, un appoggio, un sostegno; conferiva soltanto una nota di eleganza. Perché allora, dovete sapere, anche i ragazzi del liceo tenevano, secondo le loro possibilità, all'eleganza, e perfino sotto il solleone si marciava in colletto, cravatta e cappello in testa, la famosa paglietta o panamino; e in quanto a levarsi la giacca, sì e no era cosa che si faceva in casa. Altro che brache consunte, camicia aperta sul petto e folte capelliere al vento ! Dunque, si usava il bastone; non proprio a scuola, si capisce, ma a passeggio sì. E una delle frasi spiritose che si usava lanciarsi l'un l'altro era questa che si rivolgeva al compagno che si fosse presentato senza la rituale canna d'India:" Come va che oggi sei imbecille ? ". Quell'altro, imbottito di latino com'erano tutti allora, invece di prendersela sorrideva; perché etimologicamente parlando, imbecille significa "senza bastone". E adesso ve lo spiego.
Dobbiamo risalire ai Greci, i quali, da una radicale bak-, comune a molte parole, foggiarono la parola bàktron, per indicare "il bastone", "la canna". Da bàktron si fece il diminutivo, che diventò bàktérion, "bastoncino". A questo bàktérion, in italiano "battèrio", gli scienziati moderni ricorsero, come tutti sappiamo, per indicare certi microrganismi molto pericolosi per la nostra salute, appunto perché alle loro osservazioni microscopiche essi apparvero come tanti bastoncini. Anche i Latini ricorsero come i Greci alla radicale bak- e crearono la parola bàculum, "bastone", e da questo bàculum il solito diminutivo, bacillum, "bastoncino". Anche bacillum é interessante scientificamente perché, come il suo cugino baktérion, ha dato vita al nostro bacillo, sinonimo appunto di battèrio; e ha dato vita anche al baccello, noto frutto delle piante leguminose che ha, come tutti sappiamo, la forma di un bastoncino. Teniamo dunque conto anche di questo: che il bacillo é il fratello carnale del baccello. Ora accadde questo: quando i Latini vollero creare un aggettivo che esprimesse il concetto di una persona debole, languida, fiacca, ricorsero con la fantasia all'immagine di una persona priva di bastone di appoggio, perché il bastone, ripeto, prima che oggetto di eleganza é oggetto indispensabile a sostenere chi non sta saldo sulle gambe. Presero dunque la parola bacillum, le misero innanzi il prefisso negativo in-, e crearono la parola nuova in-bacillum, che per legge fonetica diventò im-bacillum, e poi, per un'altra legge pure fonetica, si trasformò in imbecillum (lo stesso accadde per esempio in imberbis, "imberbe", composto di in- e di barba). Ed ecco sorgere l'aggettivo imbecillis, col significato appunto di "debole", "fiacco", "languido", e il sostantivo imbecìllitas, "debolezza", "fiacchezza", "languidezza". E, finalmente, ci siamo: trasferendo la parola dal campo fisico, materiale, a quello intellettuale, morale, abbiamo che l'imbecillis é l'uomo "fiacco di mente e di spirito", cioè un buono a nulla, un insulso. E la nostra lingua, foggiando la parola imbecille, le ha assegnato questo senso figurato, che del primitivo bastoncello sembra non avere neppure il più lontano ricordo.
MORALE FINALE: LA PAROLA "IMBECILLE" VIENE PRONUNCIATA CON MOLTA FACILTA' NEI CONFRONTI DI TUTTI, SPESSO IN BUONA FEDE PERCHE' NON NE CONOSCIAMO IL VERO SIGNIFICATO. E' INVECE MOLTO OFFENSIVA, DA OGGI IN POI RISERVIAMOLA A CHI VERAMENTE LA MERITA.

da Peppe Rapa



Paolo Minucci (http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Paolo_Minucci&action=edit&redlink=1) ricorda come nelle aste pubbliche del Magistrato del Sale di Firenze (http://it.wikipedia.org/wiki/Firenze) si adoperassero, come 'segnatempo', delle lunghe candele di sego tinte di verde (http://it.wikipedia.org/wiki/Verde) nell'estremità inferiore: quando la candela arrivava "al verde", l'asta si chiudeva. Da qui era nata l'espressione la candela è al verde, per indicare che il tempo era finito, ma anche essere al verde di denari, che in seguito nell'uso comune si è contratta nell'attuale essere al verde.

L'espressione, che significa 'trascorrere la notte senza dormire' (vedi Vocabolario della lingua italiana Treccani, alla voce notte), secondo quanto segnala Giuseppe Pittàno (Frase fatta, capo ha, Zanichelli), che a sua volta riprende il Quitard (Dictionnaire étimologique, historique et anecdotique des proverbes), risalirebbe al medioevo. All'epoca della cavalleria, infatti, l'aspirante cavaliere, per presentarsi purificato alla solenne cerimonia di investitura, che prevedeva il giuramento nelle mani del signore, la vestizione e la consegna della spada, veniva condotto in una cappella per trascorrervi la notte in preghiera. L'aspirante cavaliere veniva vestito di bianco, a simboleggiare la purezza da attingere, «come i neofiti prima del battesimo» (Pittàno). Il DELI (dizionario etimologico di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, edito da Zanichelli), s. v. notte, registra come prima attestazione scritta in italiano della locuzione notte in bianco il Dizionario enciclopedico italiano della Treccani, datandola 1955; ma già prima del 1952, anno di pubblicazione del romanzo Il visconte dimezzato, Italo Calvino scriveva: «Adesso non voleva pensare, aveva passato la notte in bianco, aveva sonno». Sempre il DELI riporta al 1905 la prima attestazione scritta di notte bianca, espressione sinonima di notte in bianco.
Eddi Volpato





L'origine del termine è incerta; molti dizionari (come lo Zingarelli) la danno per sconosciuta. È però popolare la seguente interpretazione: nell'entroterra del basso Lazio, ai confini con la Campania, intorno al millequattrocento, quando nei comuni del Frusinate o Casertano arrivavano gli abitanti dei villaggi montani delle zone adiacenti, con delle funi arrotolate intorno alla spalla o alla vita, per acquistare il bestiame nelle fiere, questi venivano identificati dagli abitanti locali come quelli "co' 'a fune!" ...Da qui, il termine.

Quest'interpretazione non gode di credito presso gli studiosi di etimologia, che danno come più probabile una derivazione dal latino cabònem (da cabo-onis, "cavallo castrato") oppure dal nome di un centurione romano.

IL NOSTRO LESSICO NON DEVE CERTO MOLTO ALLE LINGUE POLINESIANE, A QUEL GROVIGLIO DI LINGUE E DI DIALETTI PER TANTI ASPETTI ANCOR OGGI AVVOLTI NEL MISTERO DELLA LORO ORIGINE.
TUTTAVIA, UNA PAROLA GLI DEVE, COME MOLTE ALTRE LINGUE EUROPEE, CHE E' D'USO ABBASTANZA COMUNE ANCHE TRA PERSONE DI NON ELEVATA CULTURA: LA PAROLA " TABU' ".
SI DICE CHE E' TABU', PER ESEMPIO, UN DISCORSO, UN ARGOMENTO DA TRATTARSI CON PRUDENZA, ANZI DA NON TOCCARE AFFATTO; E' TABU' UNA PERSONA SULLA QUALE NON SIA LECITO FARE UN PUBBLICO COMMENTO; E' TABU' UNA COSA CHE NON SI POSSA MAI POSSEDERE E NEPPURE SFIORARE CON MANO.
TABU': PAROLA CHE CI VIENE APPUNTO DA QUEI LONTANI ATOLLI, PORTATA IN EUROPA, DA PIU' DI UN SECOLO, DAI NAVIGATORI REDUCI DA ARDIMENTOSE TRAVERSATE, E DIFFUSA RAPIDAMENTE SOPRATTUTTO ATTRAVERSO I ROMANZI AVVENTUROSI DEL VERNE E DEL BOUSSENARD.
IN UNO DI CODESTI ROMANZI, APPUNTO DEL BOUSSENARD, C'E' UNA SCENA DRAMMATICISSIMA IMPERNIATA PROPRIO SU QUESTA PAROLA TABU'.
IL CAPO DI UN DRAPPELLO DI ARDITI PIONIERI, CIRCONDATO DA UN GRUPPO DI INDIGENI POLINESIANI ARMATI DI ASCE E DI FRECCE, SI VEDE ORMAI PERDUTO.
HA TENTATO OGNI MEZZO PER AMMANSIRE QUEI SELVAGGI; IL CERCHIO MINACCIOSAMENTE SI STRINGE.
NON AVENDO ARMI DA FUOCO A PORTATA DI MANO, TENTA COME SOLUZIONE DISPERATA LA MANIERA FORTE, E INCOMINCIA A URLARE E A MINACCIARE A GRAN VOCE VERSO COLUI CHE SEMBRA IL CAPO DELLA MASNADA; POI ADDIRITTURA GLI SI SCAGLIA CONTRO GRIDANDO: "MA PATIENCE EST A' BOUT!", "LA MIA PAZIENZA E' AL LIMITE"; COME DIRE, "E' ORA DI FINIRLA";.
MA NELLO SLANCIO INCIAMPA, TRABALLA, IL BERRETTO DA MARINAIO GLI SCHIZZA VIA, ED EGLI CADE SUL SUO BERRETTO PROPRIO MENTRE RISUONA LA CHIUSA DELLA SUA INVETTIVA: ...EST A' BOUT!
MERAVIGLIA: SUBITO I VOLTI DI QUEGLI INDEMONIATI SI DISTENDONO, ARCHI E FRECCE SI ABBASSANO, IL CERCHIO SI DILATA, E TUTTI SI GETTANO ALLA FINE PRONI A TERRA, FACENDO GESTI DI SACRA DEVOZIONE.
CHE E' ACCADUTO?
E' ACCADUTO CHE L'INVETTIVA, INTESA SEMPLICEMENTE COME TABU', HA RESO SACRO, INTOCCABILE IL BERRETTO DELL'UOMO BIANCO E LA PERSONA STESSA CHE LO PORTAVA.
L'UOMO BIANCO E' DIVENUTO TABU', E SARA' NON SOLO SALVO MA ADORATO COME UN IDOLO.
LA PAROLA IN POLINESIANO SI PRONUNCIA PIANA, TABU', E SIGNIFICA SACRO, INTANGIBILE, SEVERAMENTE INTERDETTO.
UNA COSA, UNA PERSONA TABU' DIVENTA SACRA, INTOCCABILE.
UNA INTOCCABILITA' CHE DERIVA DAL TERRORE CHE ISPIRANO PRESSO CERTI POPOLI PRIMITIVI ALCUNI ATTI ESSENZIALI DELLA VITA UMANA, COME IL CONCEPIMENTO, LA NASCITA, LA MORTE; E CERTI FENOMENI NATURALI, COME L'ACQUA E IL FUOCO, E LE PERSONE STESSE, INVESTITE DI UNA SUPERIORE AUTORITA'.
I CAPI, GLI STREGONI, I CADAVERI SONO TABU', E TABU' DIVENTA TUTTO CIO' CHE VIENE A CONTATTO CON ESSI.
LA PAROLA TABU' SI OPPONE A "NOA", CHE SI RIFERISCE A TUTTO CIO' IL CUI USO E CONTATTO E' LIBERO A CHIUNQUE E SENZA DANNO.
LA VIOLAZIONE DEL TABU' E' GRAVISSIMO SACRILEGIO, CHE NON PORTA CON SE' VERE E PROPRIE SANZIONI PUNITIVE, MA CASTIGHI BEN PIU' GRAVI, SOPRANNATURALI, COME LE MALATTIE, LA PAZZIA, LA MORTE.
IL TERMINE, RACCOLTO LA PRIMA VOLTA DAI VIAGGIATORI INGLESI, SI TRASFORMO' IN TABOO, CHE PER I FRANCESI DIVENNE TABOU.
NOI LO PRENDEMMO DALLA FRANCIA, E ALLA FRANCESE PRONUNZIAMMO TRONCO, " TABU' ".
IN CONCLUSIONE: MEGLIO " TABU' " O " NOA " ?

MEDITATE GENTE, MEDITATE.
da Peppe Rapa

Curiose sono le voci sull’origine della parola: secondo alcuni infatti, sarebbe nata per un errore di spelling. Nel 1839 nel Massachussets in un lungo articolo pubblicato sul Boston Morning Post compare per la prima volta questa parola. Si parlava di un personaggio che diceva “o.k.” per abbreviare “all correct”, ovvero “tutto giusto”, scrivendolo però in un inglese scorretto, ovvero “oll korrect”. Si trattava di un errore di spelling del tutto comprensibile se si pensa che all’epoca in pochi sapevano leggere e scrivere. In alcuni paesi del mondo però rimane la convinzione che ad inventare questa ormai usatissima parola non siano stati gli americani. Nella lingua di Aristotele per esempio, “ola kala” voleva proprio dire “tutto bene” e anche i greci abbreviavano questa espressione in “OK”. In tedesco invece, “ohne Korrektur” significa “nessuna correzione” e l’acronimo è ancora una volta lo stesso. Gli americani tornano però a rivendicarne le origini dicendo che durante la guerra di secessione americana nei bollettini dal fronte, sarebbe stata usata l’abbreviazione “0k” ovvero “zero” (che può essere pronunciato anche “o”) “killed”, per indicare “zero uccisi”.
Insomma, nonostante rimangano dei dubbi sulle effettive origini di questa parola, non ci sono dubbi sul fatto che si tratti di una delle parole più utilizzate tutti i giorni in tantissimi paesi del mondo.
Sara Mariani



L’espressione ‘perdere le staffe’ viene dalla particolarità di alcuni pantaloni da uomo… perché, anticamente, erano allacciati con un tipo speciale di bretelle, le staffe, appunto… Che, una volta perse… Insomma: l’espressione vuol dire ‘trovarsi in balìa di tutto’…

Deriva dal latino volgare "scorpius" (scorpione) con riferimento ad una macchia di inchiostro caduta sulla bianca carta che ne riproduceva le sembianze.

la "borsa" inteso come luogo di contrattazione commerciale deriva dal nome della famiglia Van-der-Beurse (che tra l'altro aveva, comme stemma, tre borse) che aveva adibito il proprio palazzo a sede di scambi commerciali.

Potrà apparire incredibile, ma la parola scuola che per la massima parte dei giovani suona come lavoro, sudore, pena, sonno perduto, ansie e a volte scapaccioni, in origine significava esattamente il contrario: riposo, ozio, tempo beato lontano da ogni fatica e preoccupazione. Scuola deriva infatti dal greco scholé, che vale appunto "riposo"; e questo perchè in antico gli uomini, i soli che si dedicassero agli studi essendone le donne scrupolosamente escluse, finchè avevano muscoli sani eran dediti alle cure delle armi o dei campi. Perciò quei pochi momenti liberi che potevano dedicarsi all'esercizio della mente erano considerati un riposo piacevole, uno svago ristoratore. Ora, questo nome di scuola ci dà la possibilità di parlare di quella particolare scuola che noi chiamiamo ginnasio. E' anch'essa parola di origine greca, gymnàsion che era sì una scuola, ma dove non si insegnava a leggere, a scrivere, a pensare, ma solo a saltare, a correre, a fare alla lotta e ai pugni. Il ginnasio era infatti, per i Greci antichi, una palestra all'aperto dove i giovani addestravano i loro muscoli, il loro corpo. E l'origine della parola gymnàsion spiega bene questa particolare sua funzione: deriva da gymnòs, che significa "nudo"; e questo perché quei baldi giovani si esercitavano nei loro giochi atletici in abito assolutamente adamitico. Ma successe poi questo: che sotto il porticato che di regola circondava questo ginnasio, convennero anche maestri e filosofi che provvedevano, dopo i salti e le corse e il pugilato, all'addestramento spirituale di quei giovani. Il nome finì così con l'indicare anche la palestra della mente; tanto che, nell'umanistico Rinascimento, la parola ginnasio fu scelta per indicare il luogo dove si insegnava greco e latino, e della corsa e della lotta si perdette il ricordo, e naturalmente anche del nudo.

da Peppe Rapa

Viene dal latino liber, che voleva dire "libro" ma in origine era il nome che si dava alla scorza interna dell'albero, quella scorza che serviva per formare le tavolette su cui si scriveva.

Perché di uno che fugge si dice che "scappa"? Perché in origine, per fuggire più rapidamente, ci si liberava della "cappa" (mantello) che quasi tutti portavano. "Scappare", dunque, etimologicamente, significherebbe "liberarsi del mantello".

La parola "coprifuoco" ha una storia leggendaria. Nel Medioevo, al calar del giorno, la campana del borgo suonava il coprifuoco per avvertire i cittadini che dovevano coprire il fuoco con la cenere per evitare gli incendi. Nella costruzione delle case all'epoca abbondava l'uso del legno ed era molto facile che il fuoco si propagasse pericolosamente con una scintilla. Poi la parola assunse un significato diverso: nei paesi che erano sotto la minaccia di guerre o rivoluzioni interne, il coprifuoco indicava che i cittadini, dopo una certa ora, dovevano ritirarsi nelle loro case per evitare disordini e turbolenze.

Al tempo di Roma antica colui che aspirava a una carica pubblica compariva in pubblico indossando una toga candida: per questo, lo chiamavano, qualche volta non senza ironia, candidatus.

La parola nasce da armadium e nell'antichità era il luogo dove si conservavano le armi. Questo mobile, dove oggi riponiamo abiti e biancheria, era dunque il ripostiglio per archi e frecce. In origine l'armadio non era altro che una cavità nel muro e rozzamente divisa in scaffali da assi di legno. Solo più tardi divenne un vero e proprio mobile. Presso i Romani negli armadi si conservavano i ritratti di antenati scolpiti nella cera. Nel Medioevo gli armadi servivano soprattutto per custodire i libri (il vestiario e la biancheria si conservava in grossi cassettoni). Il XVIII secolo arricchì di fregi i mastodontici armadi e più tardi ancora si applicarono gli specchi sulle ante. L'armadio poi divenne più basso, senza fregi e celava lo specchio all'interno... mentre oggi abbiamo sostituito l'armadio con le cabine armadio.

la parola "assassino" deriva dalla parola hashashin, il mangiatore di hashish, che era il nome dei membri di una setta medioevale sciita, agli ordini di un certo Vecchio della Montagna, che secondo le cronache dei Crociati da un lato, e di Marco Polo dall’altro, si drogavano con l’hashish prima di commettere assassini o azioni militari.
Una tecnica poi mutuata da vari eserciti moderni, ad esempio quello statunitense in Vietnam e in Iraq. Secondo altre versioni l’hashish veniva invece consumato durante gli intervalli fra le azioni militari, oppure somministrato alle vittime.

Il termine ’’moneta’’ deriva dal latino ’’monere’’ cioè ’’ammonire’’. Nel tempio romano della Dea Giunone, detta ’’l’ammonitrice’’, era situata la zecca dell’Impero. Per questo gli oggetti che uscivano da quel santuario venivano chiamate ’’monete’’.

L’origine del termine ’’pettegola’’ è molto starno. Deriva da ’’peto’’, per allusione ad un’incontinenza verbale di chi è pettegolo. Insomma dar del pettegolo a qualcuno
è come dirgli che ’’scureggia maldicenze’’.

La parola deriva dal nome del IV Conte di Sandwich, giocatore d'azzardo talmente accanito che pur di non dover abbandonare il tavolo da gioco si faceva preparare per pranzo i panini che poi presero il suo nome. I Bresciani usano il termine "maloamen" per dire che qualcuno è un poco di buono.

Piccola etimologia sul “vaf*******lo”. Non si tratta -come spesso si crede: “vai a fare in c**o”-, bensì di ‘vaffa'+'c**o’; il vaffa era il palo che si utilizava in epoca medioevale per impalare. quando diciamo a qualcuno “vaf******lo” gli stiamo augurando di morire con un palo, proprio lì.


Perché si dice “infinocchiare” per significare il “dare una fregatura” ? Oggi se si va in birreria con mezza chiara si mangiucchiano patatine, noccioline, olive ed anacardi. Gli osti romani invece, quando ancora c’erano le osterie, insieme al quartino avevano l’usanza di servire da sgranocchiare del finocchio che ha la proprietà di pulire bocca e predisporla in modo tale che qualunque vino bevuto a seguire sembra buonissimo, inclusi quelli di bassa qualità o annacquati.

Deriva da francese “cravate” che sta per “croata”. Nome attributo ad una sorta di sciarpetta che indossavano in battaglia per meglio riconoscersi nella mischia le truppe croate che nel 1600 combattevano in Francia.
Oggi la cravatta si indossa nelle più svariate occasioni, sia quotidiane che di circostanza. A retaggio dell’uso originario è praticamente d’obbligo nelle riunioni di una qualche importanza, nei consigli di amministrazione per esempio, o nelle gare d’appalto, e quant’altro del genere, tutto molto paludato e chic insomma. A dire, gli odierni campi di battaglia d’occidente, dove silenziosamente, tra un sorriso, una stretta di mano, un caffè ed un pasticcino capita si consumino, a volte, carneficine inenarrabili.

Per i veneti, i denari sono gli "schei": al tempo del regno Lombardo-Veneto circolavano i kreuzer, monete austriache, sul retro delle quali era scritto "scheidemunze". Non conoscendo la pronuncia precisa del tedesco, il gioco fu presto fatto.

indica quella parte dell'autovettura antistante il guidatore. Ha mutuato senza variazioni il suo nome dalla quella parte della carrozza a cavalli antistante il vetturino, il cruscotto appunto, dove si teneva la "crusca" per i cavalli.

Ed infine....

Composizione, dal greco, di “ètymos” (ragione delle parole) e “logia”, da “logos”, discorso, ragionamento. Etimologia significa pertanto un discorso, un ragionamento sul perché, sulla ragione delle parole, indagare sul loro vero senso.
Le parole, sembra suggerire l’etimo dell’etimologia, hanno sempre un perché, come dire, a prescindere. Una volta create e pronunciate vivono di quella vita propria tutta loro costruita con tutto ciò di cui, nel bene e nel male, le carichiamo noi che le inventiamo e scriviamo e pronunciamo.


Beh, interessanti no ?! :hap

Se ne conoscete altre saro' lieto di leggerne.

:bai

calaf
05-01-13, 16: 02
Anche vacillare ha origini derivate da imbecille.
Scheidemunze ha un significato analogo a scellino, centesimo ecc. ossia parte dell'unità monetaria corrente.
Munze vale moneta e scheide mandorla che era un disegno presente nel retro delle monete della repubblica veneta individua in tedesco anche il genitale femminile.
http://digilander.libero.it/redazione_blog/emoticons/336.gif

Armandillo
25-01-13, 14: 26
:bai

Ne aggiungo una che ho trovato solo oggi:

Secondo la tradizione, che risale al XVI secolo, Martino era abate del monastero di Asello. Volendo abbellire la sua abbazia, decise di apporre sul portale principale un cartello di benvenuto che recitasse: "Porta patens esto. Nulli claudatur honesto" ossia "La porta sia aperta. A nessuna persona onesta sia chiusa" (oppure anche "Porta, rimani aperta. Non chiuderti a nessun uomo onesto").

La frase era bella e ospitale ma chi esegui' l'incisione, nello scriverla, mise il punto dopo la parola nulli anziche' dopo esto.

L'iscrizione divenne cosi': "Porta patens esto nulli. Claudatur honesto" ossia "La porta non sia aperta a nessuno. Sia chiusa alle persone oneste".

Per l'errore commesso, Martino venne sollevato dalla carica di abate, perdendo cosi' la cappa, cioe' il mantello, che di tale dignita' era simbolo.

A ricordare l'errore di Martino provvide il suo successore, che fece correggere l'iscrizione errata, completandola con la frase "Uno pro puncto caruit Martinus Asello (o Ob solum punctum ...)" ossia "Per un unico punto Martino perse Asello" che e' il corrispondente latino del modo di dire molto diffuso nella lingua italiana e radicato nella memoria orale che e' per l'appunto "Per un punto Martin perse la cappa".

La frase "Per un punto Martin perse la cappa" viene, quindi, citata oggi per indicare la perdita, per una disattenzione, di qualcosa d'importante e di desiderato.

Fonte (http://www.parlandosparlando.com/view.php/id_1139/lingua_0/whoisit_1)

iaia
26-01-13, 17: 52
Bello. Alcuni li sapevo, altri no, un paio li sapevo diversi.
Aggiungo:
Furbo di sette cotte. Le sette o tre cotte sono le cotture o le distillazioni necessarie per avere un prodotto raffinato. Lo zucchero andava cotto, i liquori distillati.

Povero in canna. I poveri bussavano alle case per chiedere l'elemosina. Per evitare di ricevere al suo posto in testa... il contenuto dei vasi da notte... bussavano con una canna, quindi un bastone, così da tenersi lontani dalle finestre.

Armandillo
27-01-13, 21: 25
Leggi 1 scopri 3 :sisi....

Nei mesi scorsi Tuttolibri invita i suoi lettori a indicare la parola piu' amata e quella piu' odiata. Nell' inchiesta furono coinvolti anche alcuni "addetti ai lavori". Ritrovo tra le mie carte un appunto, relativo alla risposta che diede il poeta Valerio Magrelli: "Amo la parola "pupilla" per la sua affascinante avventura etimologica". E passato parecchio tempo e ho sempre rinviato l' occasione di poter essere anch' io partecipe di quell' avventura. Adesso colmo la lacuna. La scoperta, tutto sommato, e' abbastanza semplice: "pupilla" e' un vocabolo latino, diminutivo di "pupula", a sua volta diminutivo di "pupa", che significa chiaramente "bambola". Ma che cosa c' entrano le bambole con l' apertura di forma circolare situata al centro dell' iride? La risposta dell' etimologia e' la seguente: l' immagine che si vede riflessa nell' occhio e' molto rimpicciolita, cioe' figuratamente assume le dimensioni di una bambola rispetto al corpo umano che la bambola simboleggia e rappresenta. Dunque, "pupilla" sarebbe sinonimo di "bambolina" o, in senso peggiorativo, di "pupattola". La questione ha dato origine a studi molto seri. Lo dimostra il fatto che un famoso linguista come Carlo Tagliavini scrisse un saggio dal titolo "Di alcune denominazioni della pupilla". E chiaro che non sostituiremo, nemmeno mentalmente, "pupilla" con "bambola" o "bambolina". Cadrebbero versi che appartengono al patrimonio della letteratura. Come nel secondo canto del Paradiso di Dante: "Per la natura lieta onde deriva . la virtu' mista per lo corpo luce . come letizia per pupilla viva". O, secoli dopo, in "Cocotte" di Gozzano: "E' vero che tu sei una cocotte?" . Perdutamente rise e mi bacio' . con le pupille di tristezza piene". O in "Xenia" di Montale: "...sapevo che di noi due . le sole vere pupille, . sebbene tanto offuscate, . erano le tue". L' intenzione non era quella di offrire sinonimi, ma di dare un' ulteriore prova di quanto sia bella o tortuosa, chiara o imprevedibile, la storia della parola. Nel caso di "pupilla" . non ho difficolta' ad ammetterlo . c' entra anche la simpatia per questo termine cosi' legato alla perenne magia dello sguardo. L' etimologia, del resto, offrirebbe occasioni quotidiane d' intervento. Nelle cronache dell' operazione chirurgica affrontata dal Papa, e' stato usato tante volte il sinonimo "pontefice" per evitare fastidiose ripetizioni. Ma "pontefice", nel suo senso piu' remoto, significava propriamente "colui che fa costruire il ponte sul fiume", con riferimento alla nascita dei villaggi di palafitte. Esempio, come si notera' , di un' etimologia che ha perduto, attraverso i millenni, il suo valore originario per assumerne un altro. Stesso discorso per la parola "crisi", la piu' usata, la piu' mutevole di questi tempi, appunto, di crisi. Vogliamo tentare un elenco sicuramente imperfetto? Crisi di governo, crisi istituzionale, crisi economica, crisi industriale, crisi commerciale, crisi energetica, crisi di coscienza, crisi della coppia, crisi cardiaca, crisi nervosa, crisi mistica, crisi del romanzo, del teatro, del cinema... Ebbene, la parola deriva dal greco "krisis" che vuole dire scelta, giudizio, decisione, cioe' significati diversi da quello che, di secolo in secolo, la parola e' venuta assumendo. Evviva, dunque, "pupilla" che resta incrollabilmente fedele alle sue origini e continua a far spuntare bambole nei nostri occhi.

di Giulio Nascimbeni

iaia
27-01-13, 21: 50
Che bello!

Armandillo
29-01-13, 23: 28
:bai

Ecco un'altra parola molto usata...

Innanzitutto, il termine è di origine francese. Sia etimo.it (http://www.etimo.it/?term=rango) che il DELI concordano che deriva dal francese antico rang, che a sua volta arriva da una radice germanica hring… Non è che ora vi suoni un qualche campanello? Quella radice è la stessa che in inglese ha portato a “ring”, sia nel senso originario di “anello” (come del resto il Ring tedesco che è anche la tangenziale, quindi una strada tutto intorno a una città) che in quello pugilistico di recinto che racchiude i due figuri che se le danno di santa ragione. Andando ancora più indietro, Schwartzman dà la radice indoeuropea (s)ker-, dal significato di “piegare, girare” (No, “sciare” non deriva da questa radice… non tutte le etimologie riescono col buco). Insomma, originariamente il rango era un assemblea di persone che si riuniva in cerchio: nel francese arcaico si usa il termine “renc”. E come ha fatto il significato a slittare da un cerchio, simbolo di uguaglianza, a un ordinamento ben preciso? Beh, non so se crediate alle favole, ma è ovvio che la Tavola Rotonda di re Artù era tutto meno che ugualitaria. Più prosaicamente, quando nelle assemblee iniziavano a esserci troppe persone, non ci si disponeva più in un unico cerchio, ma in cerchi concentrici: e come è naturale il cerchio interno (“the inner circle”, direbbero gli inglesi) era quello che contava di più. A questo punto il gioco è quasi fatto: dopo che il rango è passato a indicare qual era il cerchio relativo, non c’era più bisogno di avere un cerchio, ma si poteva passare alle file, soprattutto nel senso militare. In inglese, “rank and file” significa letteralmente “rows and columns”, cioè righe e colonne; da rang è anche arrivato il termine “ranger”, letteralmente “colui che mette in rango”, oltre che “arrangiamento”, sempre nel senso di mettere in ordine… e con un passaggio dallo spagnolo “rancho” anche il rancio che viene dato ai soldati.
Tornando alla parola italiana, l’ingresso nella nostra lingua è relativamente recente: solo nel 1677 il Magalotti (http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Magalotti_%28letterato%29) introdusse il termine nel significato letterale di “schiera, riga”, mentre il significato traslato di “grado, condizione sociale” era già stato attestato da alcuni decenni. Questo per quanto riguarda il significato comune.
Anche in matematica il termine è relativamente recente, e arriva direttamente dall’inglese rank accennato sopra. Il suo significato più comune è quello di rango di una matrice (quadrata), che corrisponde al massimo numero di vettori linearmente indipendenti tra quelli che compongono la matrice: il significato di “ordinamento” rimane molto in sottofondo, e lo si intravvede solo perché solo una matrice di rango massimo può essere invertita. In realtà si parla di rango anche in geometria algebrica e nei gruppi di Lie, ma qui stiamo andando sull’ipertecnico, e non saprei nemmeno spiegarlo in poche parole… ma forse un qualche PresConsMin un’idea ce l’avrebbe!

Fonte (http://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2012/12/28/parole-matematiche-rango/)

iaia
02-02-13, 21: 07
Valgono i modi di dire stranieri?

être enfant de la balle

Essere figlio d'arte.


at the drop of a hat

Immediatamente. Qualsiasi cosa che si fa "at the drop of a hat" la si fa... prima che il cappello arrivi a toccare terra.
:bai

Armandillo
02-02-13, 23: 46
Valgono i modi di dire stranieri?

Certamente, ma sarebbe piu' interessante anche una descrizione dell'origine del "modo di dire" :sisi

iaia
03-02-13, 14: 16
Eh, questo è più difficile, devo fare ricerche.

Eccomi con l'enfant de la balle:
Dictionnaire de l'argot des typographes, d'Eugène Boutmy (1883)
Balle (Enfant de la), S. m. Ouvrier compositeur dont le père était lui-même typographe, et qui, depuis son enfance, a été élevé dans l'imprimerie. L'origine de cette expression, qui est passée dans la langue vulgaire, est assez peu connue. Elle vient de ce que, avant l'invention des rouleaux, on se servait, pour encrer les formes, de tampons ou balles.

Pare si tratti di quei tipografi che essendo figli di tipografi fin dall'infanzia sono cresciuti in tipografia, imparando l'arte fin dalla più tenera età e quindi in modo perfetto.
Prima dell'invenzione dei rulli inchiostratori sembra che l'inchiostro si spargesse sulle matrici tramite "balles".

DROP OF A HAT
"Dictionary of Cliches" by James Rogers (Wings Books, Originally New York: Facts on File Publications, 1985)."
Acting readily or on some single signal. In the 19th century it was occasionally the practice in the United States to signal the start of a fight or a race by dropping a hat or sweeping it downward while holding it in the hand. The quick response to the signal found its way into the language for any action that begins quickly without much need for prompting."

Agire prontamente. Nel XIX secolo a volte il segnale di avvio di una battaglia era semplicemente l'atto di fare cadere un cappello. L'azione iniziava immediatamente, senza bisogno di conferme. Pare che abbia avuto origini precedenti, in Irlanda.
Altre fonti citano semplicemente il fatto che un cappello portato via dal vento non dà preavvisi, quando vola via lo fa immediatamente.

Mi permetto di citare il gioco "candela" non so se lo facevate o come lo chiamavate.
Tutti i bambini si siedono in cerchio rivolti verso l'interno. Chi sta sotto gira all'esterno del cerchio con il cappello in mano. Con aria indifferente lo lascia cadere dietro ad uno dei bambini seduti e inizia a correre nel verso in cui stava camminando. Il bambino seduto deve alzarsi e iniziare a correre nella direzione opposta, entrambi devono cercare di arrivare a rioccupare il posto. Sembra strano ma la vittoria non è scontata.

Andiamo ora sulla Candela.

A volte Il gioco non vale la candela.
Espressione usata quando durante il gioco d'azzardo la vincita era talmente bassa da non bastare nemmeno a pagare la cifra necessaria per l'acquisto della candela.
C'è la versione religiosa, Il santo non vale la candela. Quando un santo non è prodigo con i miracoli e non conviene nemmeno accendergli una candela per chiedere una grazia.

Ma l'aiuto non si chiede solo ai santi. Piloti e navigatori possono invocare il Mayday, rigorosamente ripetuto tre volte per evitare fraintendimenti Mayday - Wikipedia, the free encyclopedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Mayday)

The Mayday callsign originated in 1923 by Frederick Stanley Mockford (http://www.collectiontricks.it/wiki/Frederick_Stanley_Mockford) (1897–1962).[4] (http://www.collectiontricks.it/#cite_note-4)[citation needed (http://www.collectiontricks.it/wiki/Wikipedia:Citation_needed)] A senior radio officer at Croydon Airport (http://www.collectiontricks.it/wiki/Croydon_Airport) in London (http://www.collectiontricks.it/wiki/London), Mockford was asked to think of a word that would indicate distress and would easily be understood by all pilots and ground staff in an emergency. Since much of the traffic at the time was between Croydon and Le Bourget Airport (http://www.collectiontricks.it/wiki/Le_Bourget_Airport) in Paris (http://www.collectiontricks.it/wiki/Paris), he proposed the word "Mayday" from the French m’aider. "Venez m'aider" means "come help me".

Nel 1923 Frederick Stanley Mockford inventò questo modo per richiedere aiuto in caso di emergenza. Scelse Mayday per l'assonanza con il francese Venez M'aider, venite ad aiutarmi.

:bai

Armandillo
03-02-13, 18: 32
Ecco la mia odierna :sisi

Perche' si dice...acqua in bocca ?

Tacere accuratamente su qualcosa, conservare bene un segreto.
Si racconta che all'origine di questo detto ci sia una geniale trovata di un confessore. Una donna molto devota, ma afflitta da un ostinato vizio di maldicenza, gli si rivolse chiedendo un aiuto drastico. Le preghiere non servivano, i buoni propositi al momento non sfumavano. E il fantasioso guaritore d'anime offrì alla donna il suo rimedio empirico: le diede infatti una boccetta d'acqua di pozzo e le suggerì di metterne due gocce sulla lingua ogni volta che si fosse sentita la voglia di dir peste di qualcuno. E poi tenere solo la bocca ben chiusa, finchè la tentazione non fosse passata. Funzionò, probabilmente.

iaia
05-02-13, 20: 57
Ho visto che manca un modo di dire. Ha senso questa mancanza, perché il suo significato è molto noto.

Piantare in asso
Il caro Teseo si approfittò di Arianna e del suo famoso filo, che gli servì per trovare la via d'uscita dal labirinto di Cnosso dove era entrato per uccidere il Minotauro. Dopodiché finse di portarla con sè verso Atene ma dopo averla fatta addormentare l'abbandonò, figli compresi, sull'isola di Nasso. La piantò in Nasso.
Pare che la "fanciulla" si consolò presto con Dionisio, ma nulla di certo si sa riguardo la sua sorte, che potrebbe essere stata ben più tragica.

iaia
06-02-13, 07: 44
L'espressione generica Pennies on the dollar si intuisce che si usa quando si acquista o si svende qualcosa ad un prezzo molto ridotto, sottolinea il molto senza specificare di quanto.
L'uso deriva da un modo semplificato di esprimere le percentuali sia di sconto che di maggiorazione. Invece di dire che un certo prodotto ha il 30% di sconto si può dire: "70 cents on a dollar" se invece si deve pagare un tasso del 10 % si dice "$1.10 on a dollar"

etymology - What does it mean to "pay X on the dollar"? - English Language and Usage (http://english.stackexchange.com/questions/29716/what-does-it-mean-to-pay-x-on-the-dollar)

Armandillo
10-02-13, 22: 22
Alcune curiosita' nella stretta attualita'...

BALLOTTAGGIO - Ripetizione delle elezioni per individuare il vincitore. A Firenze, nell'epoca di Dante Alighieri, i Priori si riunivano per deliberare sui problemi delle diverse cooperazioni, Per votare le diverse opzioni, venivano usate le castagne (che in Firenze vengono chiamate ballotte).

BANCA - Dal franco bank, indicava in origine una panca con spalliera; successivamente fu denominato banco il sedile di legno; nel '300 il tavolo dei negozi, nel '500 il tavolo da lavoro degli artigiani. Il banco verso il Quattrocento raccoglieva e prestava denaro.

CANDIDATO – Deriva dal latino candidatum, che significa imbiancato. Nell'antica Roma, in periodo elettorale, l’aspirante a cariche pubbliche, per farsi notare, girava per il Foro avvolto in una toga bianca, resa ancor più brillante da una sostanza gessosa, che lo faceva appunto apparire imbiancato (candidato).

FISCO – Deriva dal latino fiscus, il paniere di giunchi in cui si ponevano i formaggi ad asciugare; in epoca romana gli esattori lo utilizzavano per raccogliere i tributi.

iaia
12-02-13, 17: 14
Mi sono sempre chiesta l'etimologia di ABIGEATO
Deludente. Significa semplicemente "spingere innanzi".
Così la parola indica il furto di bestiame semplicemente perché per rubarlo lo si spinge da un'altra parte.
Deludente!

iaia
18-02-13, 14: 08
Quando ero piccola mi avevano spiegato che essere "pacifici come tre lire" significava starsene tranquilli, perché la monetina da tre lire non esisteva, quindi essendo sicuramente falsa nessuno l'avrebbe spesa. Per quello se ne stava tranquilla.
Ora ho trovato una diversa interpretazione.
A quanto pare tre lire al giorno ai tempi della nascita del modo di dire era considerato un ottimo stipendio, tale da garantire la perfetta tranquillità.

Armandillo
03-03-13, 18: 54
Un modo di dire che non conoscevo

Avvocato del diavolo

Dal latino advocatus diaboli. Si dice di chi, a fini puramente dialettici, cerca ogni argomento, anche il più capzioso, per contestare una tesi. Deriva dal nome popolarmente dato al “promotore della fede”, ossia all’avvocato concistoriale, che, nei processi di canonizzazione, ha il compito di sollevare tutte le obiezioni possibili affinché, confutate queste oltre ogni dubbio, sia dimostrata la santità di colui che ci si propone, attraverso il processo, di elevare all’onore degli altari.

iaia
14-03-13, 20: 43
OBTORTO COLLO significa malvolentieri, ma pare che il collo c'entri veramente con l'origine di questa locuzione.
Quando i romani persero la guerra contro i sanniti, furono costretti a sfilare sotto un giogo di lance chinando così il capo di fronte ai vincitori.

Armandillo
16-03-13, 18: 38
Un modo di dire molto usato:

seminare zizzania

Zizzania è un nome generico per erbe infestanti spontanee nocive soprattutto alle coltivazioni di grano, poiché s'intrecciano alle sue radici e le trascinano con sé quando si tenta di estirparle. Per questo la zizzania è stata presa a simbolo della discordia.

Quindi


mettere discordia, aizzare gli uni contro gli altri; nuocere a qualcuno, per lo più suscitando discordie dannose.
Viene dalla parabola evangelica (Matteo XII, 24-30) in cui si narra di un uomo che per danneggiare un nemico seminò zizzania nel suo campo di grano.

marcella36
25-03-13, 16: 24
L'espressione «Nun c'è trippa pe' gatti» da che deriva?
«Da un provvedimento del sindaco Ernesto Nathan (Roma). Nel 1907, appena eletto, si accorse che nel bilancio comunale figurava l'uscita "“frattaglie per gatti"” destinata al mantenimento dei felini che difendevano dai topi i documenti custoditi negli archivi capitolini. Nathan la eleminò, dicendo che da quel momento i gatti avrebbero dovuto fare il loro lavoro e quindi nutrirsi di ratti.
Se i mici fossero morti di fame, sarebbe stata la miglior prova che quel capitolo di spesa era inutile».

iaia
25-03-13, 20: 43
Giusto! Se gli danno la trippa poi ronfano, altro che cacciare i topi!

Armandillo
26-03-13, 00: 49
Grazie Marcella :sisi

Seguo il tuo esempio con un altro modo di dire romano:

tre ppiggne e 'na tenaja

Questa espressione, "tre pigne e una tenaglia", equivale ad "essere tirchi". A spiegare il senso della metafora è G.G.Belli, in una delle sue note:

"Si suol dire agli avari, imperocché la pigna cede a stento il suo frutto, e la tenaglia ritiene fortemente ciò che ha già preso."

Quindi, attenti a non mostrarvi troppo poco inclini a pagare, ad offrire cibi o bevande, ecc.: correreste il rischio di essere bollati col marchio d'infamia di tre ppiggne e 'na tenaja!

Armandillo
13-06-13, 18: 33
Ne ho trovata un'altra molto comune:

fare man bassa, cioe' razziare tutto il possibile e deriva dalla antica locuzione "mani a basso" con cui il comandante di un esercito indicava alle truppe di saccheggiare ogni cosa a portata di mano.
Qualcuno prospetta anche il significato di adoperare le mani per "abbassare" la ricchezza, di qualsiasi tipo, di chiunque.

:bai

Armandillo
17-06-13, 12: 41
Un "modo di dire" prettamente romanesco:

nun sapé a cchi ddà li resti

Il significato di questa espressione è "non essere più in grado di gestire la situazione", profferito da chi è oberato da un numero eccessivo di richieste, di clienti, di impegni, ecc., a cui teme di non riuscire a fare fronte.
Sembra che l'origine derivi dall'uso che una volta era proprio dei garzoni di macelleria, di trasportare gli scarti della bottega ad una qualche discarica (magari il più vicino monnezzaro); durante il percorso, gli strati meno abbienti della popolazione seguivano e circondavano il carretto pieno di ossa, rigaglie e quant'altro, mendicando quegli stessi scarti. La frase in oggetto, cioè "non sapere a chi dare i resti", viene attribuita all'ignaro garzone, il quale vuoi per la disperazione di vedersi continuamente attorniato dalla folla di pezzenti, vuoi per la sgradita responsabilità di dover scegliere a chi, fra molti, elargire quel "ben di Dio", si sarebbe espresso in questi termini. Oggi, per fortuna, il suo uso è limitato alla metafora.

(si ringrazia Elisabetta Anastasio per le fonti storiche)

iaia
17-06-13, 15: 00
Mi piacerebbe conoscere da cosa deriva l'espressione "pane sordo" per indicare il pane magari non troppo fresco e mangiato da solo,
Le spiegazioni trovate in rete (pane sardo) non mi convincono.
Grazie.

Armandillo
17-06-13, 18: 30
Mi piacerebbe conoscere da cosa deriva l'espressione "pane sordo"

Forse questa spiegazione (http://forum.corriere.it/scioglilingua/05-05-2008/mangiare_pane_sordo_e_pane_scordato-1060971.html) potrebbe soddisfare la tua curiosita' :sisi

iaia
17-06-13, 18: 34
L'avevo vista. Non ero convintissima, ma in effetti di migliori non ce ne sono.
:thx

marcella36
17-06-13, 19: 03
Nel dialetto siciliano: "mangiari pani scurdatu", mangiare pane scordato, dimenticato - come già trovato da Arma
In altro file ho trovato che per verificare la cottura del pane, non basta verificarne l’aspetto, è necessario colpirlo con le dita per sentire il rumore, se questo è sordo vuol dire che è cotto.
Nel dialetto bresciano Pane sordo vuol dire pane senza companatico.
La mia curiosità non è soddisfatta, credo che continuerà a cercare.

iaia
18-06-13, 06: 57
Non solo in dialetto bresciano, qui a Milano si dice, e non solo a Milano
Grazie!

iaia
18-06-13, 22: 47
Ho letto che Entusiasmo deriva da "en tou tzeou asmos"... essere nel respiro di dio. nel senso che la divinità parlava attraverso la persona

Armandillo
11-08-13, 23: 13
Essere "culo e camicia", in senso metaforico, significa essere in strettissimi rapporti così come lo erano le camicione indossate anticamente che raggiungevano, in lunghezza, appunto le parti piu' intime del corpo.

:bai

marcella36
11-08-13, 23: 52
E' vero ed avevano una striscia con bottoncino in cima si abbottonava alla parte davanti. doveva essere poco agevole e comodo.

Armandillo
12-08-13, 14: 51
"Il mattino ha l'oro in bocca".....perche' ?

Ecco:

il detto deriva da un'antica tradizione siciliana. La notte precedente la festa di fidanzamento della figlia maggiore in una famiglia, questa nascondeva nella bocca di uno dei "mascheroni" delle fontane del paese uno dei gioielli, solitamente d'oro, donatile dalla nonna materna. La mattina successiva le ragazze nubili del paese andavano a caccia del gioiello (che secondo la convinzione popolare avrebbe condotto a un rapido fidanzamento), con diritto a tenerlo per sè. Ovviamente, chi si alzava prima aveva maggiori possibilità di trovare il gioiello nella bocca del "mascherone" della fontana prescelta.

iaia
12-01-14, 15: 23
Agapanthus, il fiore dell'amore.
:angel:Iaia oggi è romantica.:fleurs


Il suo nome deriva dal greco agàpe che significa amore disinteressato, fraterno, forte, smisurato, amore divino e incondizionato, penso perché i suoi numerosi fiori sorretti da un unico stelo robusto. Sono dapprima avvolti in un'unica brattea che poi si apre, e fioriscono riuniti in una infiorescenza a ombrello.
La pianta è perenne e allo stesso tempo delicata, come dovrebbe essere l'amore.
ànthos significa fiore.

http://www.fioridiaia.altervista.org/albums/esta/11%2007%2004%20Agapanthus.JPG

marcella36
12-01-14, 15: 37
Essere romantici fa bene a tutto.
La foto inserita è bellissima. complimenti

iaia
12-01-14, 16: 43
Grazie! Attorno si intravedono la Yucca, la Gaillardia aristata, l'Eringium planun, il Clinopodium, l'Avocado, ...

Armandillo
13-01-14, 11: 30
Masochismo

Non conoscevo la sua origine ed ora l'ho trovata:

il nome deriva da Leopold von Sacher-Masoch, giornalista, romanziere e scrittore austriaco.
Questi scrisse molti romanzi di cui famosi furono quelli a carattere erotico in cui descrisse quella che fu in seguito chiamata parafilia (http://it.wikipedia.org/wiki/Parafilia) da un celebre psichiatra e di cui lui soffrì fino a costringerlo in manicomio.

:bai

iaia
13-01-14, 13: 12
...Leopold von Sacher-Masoch, ...
:bai
Pensa se avesse avuto una parafilia per la torta Sacher! Il mondo sarebbe più dolce.

Armandillo
20-01-14, 17: 32
Dare il pilotto

Una espressione molto usata che sta a significare "dare assillo", "dare il tormento" e deriva direttamente dal verbo "pilottare" usato per indicare l'azione di farcitura di polli e similari.
Trasferendo tale azione sull'essere umano prende appunto il significato di "pressare", "opprimere".

Andy86
20-01-14, 17: 51
Penso di essermi reso conto che l'espressione cià o cha, che spesso precede l'azione nella frase:

cià, cosa facciamo?
cià che vado.
cià che faccio

Sembra non esistere o non avere alcun significato particolare. Sbaglio.

Armandillo
20-01-14, 18: 00
Se non e' una ulteriore semplificazione di "ciao" sicuramente e' un termine in voga tra i giovani come tanti che negli anni si sono succeduti (es. tutte le frasi precedute da "bella"....bella ciao...bella che si fa ?)
Personalmente non l'ho mai ascoltato e neanche dai giovani che conosco quindi potrebbe anche essere usato solo in certe localita'....non mi stupirei.

:bai

Andy86
20-01-14, 18: 26
Propendo per l'ultima ipotesi, poiché mi risulta che lo usino anche i vecchi. :sisi

Un po come ma và, che in sostanza vuol dire ma no... ma và, lascia stare, e di recente ho scoperto essere un espressione dialettale.

iaia
20-01-14, 18: 35
Il pilotto non l'avevo mai sentito.

Cià si usa più come: dai, diamoci una mossa, forza! che come saluto

iaia
20-01-14, 23: 16
Zanotta presenta ?Cià ch?el fèm? | Design & Contract (http://designandcontract.com/zanotta-presenta-cia-chel-fem/)

Armandillo
22-01-14, 23: 02
Oggi due parole molto usate dal significato similare e scusate :ehmm se uso certa terminologia ma non potevo fare altrimenti quindi utilizzero' degli asterischi:

vanvera e ca**o di cane

- Vanvera

"Parlare a vanvera" significa "parlare a casaccio" senza riflettere e senza stare attenti a quanto si dice o si fa, a casaccio, come viene viene.
"L'espressione compare per la prima volta nel 1565 in un testo dello storico fiorentino Benedetto Varchi e significa dire cose senza senso o senza fondamento. Sulla sua provenienza si sono fatte molte ipotesi. Alcuni studiosi, ad esempio, fanno notare che la radice di vanvera assomigli a quella di vano. Altri ritengono che la parola derivi dal "gioco della bambàra", una locuzione, forse di origine spagnola, con la quale s'intendeva una perdita di tempo.
Origini contrastanti. E se a rinforzare questa tesi c'è il fatto che in certe zone della Toscana si dica proprio "parlare a bambera", alcune contraddizioni cronologiche e altri piccoli indizi sembrerebbero smentirla seccamente. Per questa ragione, oggi gli etimologisti sono più propensi a credere che vanvera sia una variante di fanfera, una parola di origine onomatopeica che vuol dire "cosa da nulla": fanf-fanf, infatti, riproduce il suono di chi parla farfugliando e, appunto, senza dire niente di sensato. (Tratto da Focus.it (http://www.focus.it/cultura/storia/perche-si-dice---parlare-a-vanvera--_C39.aspx) )"

- Ca** di cane

Parlare o fare a "ca** di cane", cioe' si dice di azione o attività eseguita malamente, a casaccio, con imperizia, maldestramente, in modo sconclusionato, senza criterio.
L'origine sembra ignota ma molti fanno notare che forse il termine puo' derivare dall'incapacita' o dalla difficolta' che tale animale mostra durante l'accoppiamento nel quale l'organo suddetto e' adoperato appunto maldestramente.

:bai

iaia
22-01-14, 23: 23
Arma, se ci fai caso le espressioni che alludono ai genitali maschili sono spesso negative.

Armandillo
22-01-14, 23: 50
Arma, se ci fai caso le espressioni che alludono ai genitali maschili sono spesso negative.

Vero e non posso non concordare con la "negativita'" dato che il corpo maschile per quanto aitante non puo' essere paragonato a quello femminile.
Credo poi che i significati in senso negativo derivino anche da retaggi culturali per cui l'uomo "deve essere maschio, rozzo e puzzare" la donna invece "pura, delicata e profumata".
Poi penso anche che i riferimenti molto negativi legati all'organo maschile abbiano da sempre tale connotazione visto che e' l'uomo a "fare dei guai" e che e' sempre lui a definire, involontariamente, il sesso del nascituro che come sappiamo, in antichita' assumeva molta importanza giacche' una femmina, quindi sinonimo di iattura, non avrebbe potuto contribuire al lavoro nei campi.

:notte::bai

Andy86
23-01-14, 13: 05
puo' derivare dall'incapacita' o dalla difficolta' che tale animale mostra durante l'accoppiamento nel quale l'organo suddetto e' adoperato appunto maldestramente.

Diciamo che però c'è lo zampino dell'uomo.
Se si accoppiassero cani di uguali dimensioni non ci sarebbero sicuramente problemi.
Poi c'è chi pensa di poter accoppiare un meticcio con un san bernardo e non capisce perché non riesce a prendere la mira... :ghgh

Armandillo
26-01-14, 13: 11
Buonanotte al secchio !

Modo per dire "lasciamo stare", "lasciamo perdere" la cui origine sembra contrastante.
C'e' chi la riferisce alla perdita di un secchio legato malamente che finisce in un pozzo e c'e' chi pensa fosse legato all'antica abitudine di salutare il secchio, posto accanto al letto, dopo aver esplicato i propri bisogni augurandosi di non doversi piu' alzare per farlo.

iaia
28-01-14, 20: 35
Gatta da pelare

Copio tal quale da qui (http://pulcinella291.forumfree.it/?t=60815217)

L'espressione <avere una brutta gatta da pelare> significa doversi impegnare in un compito arduo e di difficile soluzione.Il modo di dire si riferisce all'antica consuetudine di usare la pelle del gatto selvatico, molto simile al soriano domestico e oggi specie a rischio di estinzione in Italia, per farne pellicce, e alla difficoltà di catturare l'animale, sfuggente e furbo, senza rovinare il manto. L'uso del termine (gatta) deriva dall'uso della lingua antica (tuttora diffuso al sud) di indicare al femminile il felino, senza determinazione di sesso (come ad esempio <la lince> o la <pantera>).

iaia
11-02-14, 20: 58
Succubi e Incubi
Provate a leggere a pag. 149

il velo che ricopre le tenebre - gerardo guerra - Google Libri (http://books.google.it/books?id=-EBOAgAAQBAJ&pg=PA148&dq=incubus+gerardo+guerra&hl=it&sa=X&ei=hE36Uue0Gsag7Aas6YCoAg&ved=0CDMQ6AEwAA#v=onepage&q=incubus%20gerardo%20guerra&f=false)
pagina 149

:bai

---------- Post Unito alle 21: 59 ----------

Calma e gesso
Questo modo di dire deriva dal gioco del biliardo.
Per le mosse particolarmente difficili il giocatore si prende del tempo per studiare la situazione, strofinando la "punta" della stecca con l'apposito gessetto.

Armandillo
12-02-14, 11: 39
Fare la cresta

Questo noto modo di dire si riferisce all'uso di taluni poco onesti di profittare di una situazione di spesa ricavandoci qualcosa sia in denaro che in altri beni.
Sembra che la frase derivi dalla espressione "fare l'agresto", cioe' produrre un vino agro ricavandolo dai chicchi d'uva acerbi separati durante la vendemmia.
Pare che dei lavoratori stagionali chiamati a giornata per la vendemmia staccassero di nascosto alcuni acini maturi per unirli ai propri acini acerbi che, invece, era consentito cogliere.

Andy86
12-02-14, 13: 35
Interessante storiella. :sisi

Noi diciamo "fare la cresta" quando si fa credere ad altri di aver speso di più per tenersi il resto... ad esempio arrotondando la spesa fatta per qualcun altro. :ghgh

Armandillo
12-02-14, 14: 02
Noi diciamo "fare la cresta" quando si fa credere ad altri di aver speso di più per tenersi il resto... ad esempio arrotondando la spesa fatta per qualcun altro. :ghgh

Esatto...come riportato nel mio primo rigo ma non solo...puoi far credere di aver comprato, che so, le 10 pere ordinate ed invece risparmiando ce ne prendi 11 e una te la tieni :sisi

marcella36
12-02-14, 14: 27
Che esperti crestaroli! E' cosa di altri tempi o lo fate ancora?
Vi invidio, non ne ho mai avuto il coraggio. Pavida non onesta.

Andy86
12-02-14, 14: 47
Io non l'ho mai fatto, anche perché mia nonna la cresta ce la metteva lei a suon di mance, quindi non ne avevo bisogno.

Armandillo
12-02-14, 17: 26
Che esperti crestaroli! E' cosa di altri tempi o lo fate ancora?

Nel mio caso era una cresta "autorizzata" :ghgh

Armandillo
13-02-14, 15: 40
Topinambour

L'etimologia di questa parola che rappresenta un tubero usato nella cucina (detto anche patata americana o carciofo di Gerusalemme o rapa tedesca) avrebbe origini diverse infatti il nome in italiano, francese e piemontese deriverebbe dal termine portoghese topinambor che e' il nome di una tribu' indigena del Brasile mentre in inglese il nome (carciofo di Gerusalemme o Jerusalem artichoke) e' stato storpiato dall'italiano "girasole" (appunto artichoke) , pianta simile appartenente alla stessa famiglia, per il suo sapore leggermente aspro.

iaia
13-02-14, 16: 33
Il nome scientifico è helianthus tuberosus, in pratica "girasole tuberoso" Esiste la varietà spontanea che (almeno dalle mie parti) rallegra con i fiori gialli gli incolti e i bordi delle strade ma non è consigliabile consumare i tuberi. Quello che coltivo io è una varietà commestibile che diventa molto alta e raramente fiorisce.

iaia
26-02-14, 13: 31
Il tirapiedi....

A quanto pare il tirapiedi era l'assistente, spesso il figlio, del boia. Oltre a seguirlo per imparare i trucchi del mestiere si aggrappava ai piedi dell'impiccando accelerandone la dipartita.

Tirare per i piedi significa augurarsi la morte di qualcuno nella speranza di beneficiare presto della sua eredità o di poter assumere l'incarico che occupa

Armandillo
26-02-14, 17: 58
Grazie...ma se non sbaglio l'avevo gia' postata questa :sisi

calaf
26-02-14, 19: 11
Rif. 52

Fare la cresta

Pare che derivi anche dal fatto che le monete auree antiche non avessero la zigrinatura del bordo introdotta posteriormente.
Fatto stà che c'era chi ne approfittava facendo la cresta. A riprova ci sarebbe il fatto che la moneta sterlina corrente (pound) valesse 20 scellini mentre la sterlina oro di primo conio (ghinea) 21.

iaia
26-02-14, 19: 53
Mr. Armandillo, chiedo perdono!

Andy86
26-02-14, 20: 46
Rif. 52

Fare la cresta

Pare che derivi anche dal fatto che le monete auree antiche non avessero la zigrinatura del bordo introdotta posteriormente.
Fatto stà che c'era chi ne approfittava facendo la cresta. A riprova ci sarebbe il fatto che la moneta sterlina corrente (pound) valesse 20 scellini mentre la sterlina oro di primo conio (ghinea) 21.

Non ho capito... nel senso che aggiungevano la zigrinatura, detta cresta, facendola somigliare ad altra moneta di maggior valore? :m:

marcella36
27-02-14, 10: 44
La moneta d'oro fin dai tempi antichi (monete romane per esempio) non avevano zighirinatura, per questo si poteva limarle tutt'intorno per ricavare dell'oro da riusare. la zighirinatura fu inventata proprio per evitare la limatura (cresta)

iaia
27-02-14, 11: 11
Quindi man mano che le limavano diventavano più piccole!

Andy86
27-02-14, 13: 31
Quindi man mano che le limavano diventavano più piccole!

:ghgh... o la moglie piena o la botte ubriaca. :tong2

calaf
27-02-14, 17: 04
Marcella ha dato un'ottima interpretazione ed aggiungerei che pare che anche il termine usura derivi da questa truffaldina attività.

Andy86
27-02-14, 19: 25
:bai

si dice spesso "Puzzare (o sudare) come un caprone", ma pochi sanno che i maschi di capra puzzano non perché sudano, ma perché si orinano sul pizzetto, e non lo fanno perché sono dei vuncioni, ma per tenere lontane le vipere. Eh, già... l'odore da fastidio anche a loro... :ghgh

iaia
27-02-14, 20: 56
Ma va? E le vipere non danno fastidio alle capre femmine?
Perché le femmine non puzzano come i maschi.

Andy86
27-02-14, 21: 07
Non so, son cose che mi raccontava mio nonno, però se le capre in natura vivono in greggi misti, penso che l'odore tiene lontani i predatori da tutto il gregge, non solo dal singolo esemplare. :m:

iaia
27-02-14, 21: 22
Giusto, sarà così. La puzza non è poca, e si sente a distanza!

Armandillo
27-02-14, 22: 01
Andy perche' non posti dove hai pescato quella informazione ?

Io sapevo che si dice "puzza come una capra" e non "come un caprone"; poi mi piacerebbe sapere come fa a urinare sul pizzetto :shock, a meno che non si intende che dopo aver urinato si strofina il muso :boh...ma anche qui io sapevo che quell'atto, simile per altri animali, e' usato per attirare le femmine durante il periodo degli amori :boh

iaia
27-02-14, 22: 10
Io so per averlo annusato da lontano che il caprone puzza di più!
Non era in gregge, era disperso. Il gregge intero puzzava meno del caprone!

Andy86
27-02-14, 22: 35
Andy perche' non posti dove hai pescato quella informazione?

Come dissi un post fa, son cose che mi raccontava mio nonno, però in un parco-zoo mi è capitato di vedere un maschio di capra che si urinava addosso e se la faceva proprio addosso, cioè si accovacciava e il suo "coso" puntava verso l'alto... e puzzava veramente tanto.
forse poi in quell'occasione mi raccontarono questa cosa delle vipere.

Armandillo
18-03-14, 13: 29
Questo e' davvero particolare :sisi

Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysilio gogogoch e' il nome di un comune del Regno Unito nella contea gallese di Anglesey.

Il significato del toponimo deriva dalla citazione elogiativa della chiesa di St. Mary e di St. Tysilio ed è riassumibile come di seguito:
Llanfair [St. Mary's Church] / pwill / gwyngyll [of the white hazel] / goger [near] / y chwyrndrobwll [the rapid whirlpool] / llantysilio [and the church of St. Tysilio] ag ogo goch [with a red cave].
Quindi in lingua inglese il toponimo completo corrisponderebbe a: [I]St. Mary's Church in the hollow of the white hazel near the rapid whirlpool and the church of St. Tysilio with a red cave.

Che tradotto con Google Traduttore significa:

Chiesa di Santa Maria nella cavità del nocciolo bianco, vicino al rapido idromassaggio e la chiesa di San Tysilio con una caverna rossa

marcella36
18-03-14, 14: 08
E poi si dice che la lingua inglese è sintetica!

Andy86
18-03-14, 14: 11
:bai e :shock

Qui (http://books.google.it/books?id=czULgD76zpYC&pg=PA296&lpg=PA296&dq=grotte+rosse+s.+tysilio&source=bl&ots=eyuQvFKicg&sig=_tx0_AWoRwVbjcgqZgfRWy6SH08&hl=it&sa=X&ei=8lIoU7S8LaL9ywO88oHoDA&ved=0CDwQ6AEwAQ#v=onepage&q=grotte%20rosse%20s.%20tysilio&f=false) e qui (http://thefamilycompany.it/2012/03/22/una-sbirciatina-ad-uno-dei-villaggi-piu-lunghi-del-mondo/) ci sono due traduzioni che mi sembrano decisamente migliori di quella automatica di google. :sisi

iaia
18-03-14, 16: 45
E questo dovrebbe essere il più lungo
Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapiki maungahoronukupokaiwhenuakitanatahu - Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapiki maungahoronukupokaiwhenuakitanatahu)
Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapiki maungahoronukupokaiwhenuakitanatahu
Hanno proprio niente da fare... Lu e Rho, cos'hanno che non va? :ghgh

marcella36
18-03-14, 17: 31
Nel sito, indicato da iaia, in fondo sono citati altri nomi di località o laghi. Sono curiosità che sicuramente invitano i turisti che girano in quei luoghi a farci una tappa, anche la possibilità di vincere un primato potrebbe essere uno scopo.
Per noi italiani questo non serve, ogni luogo sia pur piccolo ha il suo perché.

iaia
18-03-14, 18: 26
Sì, dicono che li hanno allungati apposta per prendersi il primato! e se lo rinfacciano a vicenda...

Armandillo
23-03-14, 14: 05
Film

Questa parola e' una voce inglese dell'anno Mille e che vuol significare una "membrana di origine animale o vegetale" e che nel tempo e' stata adottata per il cinema col significato di "pellicola" e quindi come supporto per immagini in sequenza.

"Nel significato cinematografico questo è uno dei (parecchi) casi in cui l’americano è diverso dall’inglese. In Gran Bretagna un film per il cinema o la televisione si può chiamare film (e una sala cinematografica cinema) ma negli Stati Uniti si dice motion picture (abitualmente abbreviato in picture) o più spesso movie. “Andare al cinema” si dice going to the movies e un cinema è un movie theater. Sembra che l’uso di film e cinema stia un po’ ritornando anche in America, ma movie rimane il termine più diffuso." Fonte (http://www.gandalf.it/home.htm)

Inizialmente in italiano la parola film venne intesa al femminile e quindi si diceva "la film" ma poi

"L'uso della parola inglese con il significato di produzione cinematografica deriva da un acronimo italiano: la Fabbrica Italiana Lamine Milano che nel 1920 produsse le prime emulsioni cinematografiche, l’azienda venne poi ribattezzata Ferrania, dal nome del luogo in cui era ubicata la sede storica ( la Ferrania Technologies è tuttora attiva)
Nel 1923 la FILM presenta a Torino il primo cortometraggio con pellicola sviluppata direttamente in positivo." Fonte (http://www.cinemalia.it/index.php)

:bai

Andy86
01-04-14, 19: 08
:bai

CHOCABECK

Questa parola, diventata famosa con la canzone di Zucchero, ha un etimologia recente.

In dialetto infatti significa letteralmente "agita" (choca, voce del verbo chocà, agitare) e "becco" (beck), e si riferisce al rumore che producono i polli quando hanno fame, agitando il becco, appunto.

Nel linguaggio comune si usa(va) definire "choca-beck" chi dice "ho fame, ho fame" (ad esempio chiedendo di continuo se è pronto), ma non aiuta a far da mangiare.

In senso metaforico può anche apostrofare chi parla di qualcosa e non fa nulla per realizzarlo.

Armandillo
16-04-14, 11: 22
Piantare in asso

La locuzione esatta è "piantare in Nasso".
Essa deriva dalla storia mitologica in cui Teseo, dopo aver ucciso il Minotauro grazie all'aiuto della sorellastra del mostro, la bella principessa Ariadne, piantò la fanciulla innamorata, mentre questa dormiva, sull'isola di Nasso. Da ciò il detto "piantare in Nasso" divenuto poi "piantare in asso".

Fonte (http://www.parolata.it/index.htm)
Il significato è: abbandonare, fuggire da qualcuno.

Andy86
17-04-14, 21: 10
Tagliaborse

Aggettivo con cui si è soliti definire un ladro, deriva dal fatto che nell'antichità i borsellini erano sacchetti di stoffa detti "borse", e i ladri del tempo, per scipparle, ne tagliavano i lacci con cui erano fissate alla cintura del proprietario, oppure praticavano un "taglio" sul fondo attraverso il quale fuoriusciva il denaro e alleggerivano letteralmente il malcapitato, poiché le monete erano interamente d'oro, e quindi molto pesanti, tanto che senza si era notevolmente più leggeri.

[...] egli è qua un malvagio uomo che m'ha tagliata la borsa con ben cento fiorini d'oro [...] (Boccaccio)

Armandillo
18-04-14, 12: 33
Tagliaborse

In un certo senso il termine si puo' ancor oggi applicare :sisi
Quando ero ragazzo lavorai con amici che avevano la licenza per le bancarelle e quindi, come e' logico, avemmo a che fare anche con le borsaiole le quali usavano posizionare una lametta, di quella da barba, tra due dita e con tocco incredibilmente rapido e preciso, accarezzandola, tagliavano la borsa di plastica contenente la spesa ma anche il borsellino, quindi impadronendosene.
Stesso sistema usato dagli uomini sui mezzi pubblici per tagliare le tasche posteriori dei pantaloni....quindi attenzione :sisi

:bai

iaia
18-04-14, 13: 58
Non c'entra con la discussione, ma può essere utile diffondere l'ultima moda dei furti dalle mie parti.
Target: donne che salgono in auto.
Le donne hanno l'abitudine di gettare la borsa sul sedile del passeggero prima di salire.
Arriva "la spalla," personaggio rassicurante e simpatico, che chiede un'informazione.
La donna in questione si volta per rispondere e il complice prende la borsa dal sedile del passeggero.
Mentre la malcapitata si volta spariscono entrambi.
Allertate le vs. conoscenti...

Andy86
18-04-14, 17: 17
:bai

Purché non salti fuori che è una bufala all'americana, come la famosa del cloroformio (http://www.attivissimo.net/antibufala/cloroformio/cloroformio.htm), d'accordo sulla segnalazione. :hap

Armandillo
18-04-14, 17: 38
:bai

Purché non salti fuori che è una bufala all'americana, come la famosa del cloroformio (http://www.attivissimo.net/antibufala/cloroformio/cloroformio.htm), d'accordo sulla segnalazione. :hap

Quale bufala :nono e' cosa risaputa invece :sisi
Addirittura c'e' stato un periodo in cui con quel sistema sfasciavano il finestrino dell'auto con un martelletto, di quelli per rompere i vetri, e arraffavano qualunque cosa fosse poggiata sul sedile del passeggero o anche su quelli posteriori !
Gia' che ci sono un consiglio per le signore...la borsetta a tracolla deve essere sempre con l'apertura verso il corpo e non all'esterno :sisi

iaia
18-04-14, 18: 22
Niente bufala. Un amico vigilantes in un supermercato me lo stava raccontando e nel frattempo succedeva ad una cliente appena uscita.
Non è stata colpa mia, lui è vigilante all'interno, non nel parcheggio.

Andy86
18-04-14, 18: 29
Addirittura il martelletto sul vetro della macchina, e per di più distraendoti quando l'hai già aperta... questa si che mi puzza di bufala/diceria.:ghgh

Dicevano che spaccavano i vetri se lasciavi cose visibili da prendere, ma quando la macchina era chiusa, mentre con quel sistema attaccano quando hai già aperto la macchina, altrimenti capisci che non ha senso.

Ognuno racconta a modo suo le cose che gli sono state a sua volta raccontante, e non a pappagallo, per questo le voci girando tendono naturalmente a modificarsi, e da sempre girano versioni verosimili di qualunque cosa, per questo preferisco prendere con le pinze questo genere di notizie. :sisi

Anche perché, come insegna Paolo Attivissimo, essendo cose che stimolano l'interesse personale/collettivo alimentano la voglia di far sapere e girano più facilmente.

Anzi, per unire i due casi, come dicono spesso gli istruttori di difesa personale, chiamare aiuto gridando "al fuoco" è più efficace, perché il pericolo collettivo riguarda tutti e si attirano così più testimoni.

-----------------

Edit: iaia ti ho saltato il post, se sei testimone oculare mi fido. :sisi

iaia
18-04-14, 18: 48
Testimone oculare. E nonostante questo spesso lancio ancora la borsetta!

marcella36
18-04-14, 19: 52
Lanciare la borsetta o la borsa di lavoro è tipico per donne e uomini.
Mi domando che viaggia con lo sportello del passeggero senza sicura, se si è soli in macchina?

Buona Pasqua a tutti.

Andy86
18-04-14, 19: 58
Buona pasqua

Vero, meglio chiudere le porte quando si viaggia, la verso si chiude da sola sopra i 20 all'ora, molto comodo.
Il fatto è che se ti "adescano" appena hai aperto la macchina, visto che ormai tutte le macchine sono centralizzate, si aprono tutte le portiere contemporaneamente, e la sicura per i bambini ha effetto solo dall'interno.

iaia
18-04-14, 20: 52
Chiudere mentre si viaggia però non è consigliabile perché in caso di incidente rende difficoltosa l'estrazione degli occupanti.



http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/download/file.php?id=18182
"Pelargonio" è il nome di alcuni tipi di piante simili al geranio, comunemente li chiamiamo tutti geranio, però esistono gerani e pelargoni.
Il nome pelargonio deriva dal greco "pelargos" (cicogna), perchè il seme assomiglia al becco della cicogna.

Armandillo
19-04-14, 09: 52
Addirittura il martelletto sul vetro della macchina, e per di più distraendoti quando l'hai già aperta... questa si che mi puzza di bufala/diceria.:ghgh

...e due ! :tap

Andy sei giovane ed e' normale che alcune "dicerie" ti sembrino assurde....ma non lo sono e per inciso il sistema del martelletto e' stato usato e forse si usa ancora.
Spesso accadeva che due ladruncoli in moto si avvicinassero all'auto, fatta oggetto in precedenza, in attesa di una sosta come potrebbe essere quella al semaforo e con agilita' sfondassero il vetro posteriore con un solo colpo sottraendo l'oggetto posto sui sedili.
Addirittura c'e' stato un periodo (puoi controllare) in cui a Napoli miravano ai Rolex di automobilisti che poggiavano il braccio sul finestrino mentre guidavano.
L'uso del martelletto poi non e' criticabile visto che lo stesso lo potevi/puoi trovare sui tram, sulle metro, nei caseggiati (ascensore), negli uffici, ecc....e' un semplice ed efficace sistema per rompere senza mettere in pericolo l'incolumita' di chi agisce o si trova nelle vicinanze.

:bai

Andy86
19-04-14, 13: 58
Ah, in moto che non puoi aprire la portiera ok, è già più realistico. Mi faceva storcere il naso il fatto di farlo quando aprire la portiera sarebbe stato molto più semplice.

Il problema è che pur essendo giovane ne ho sentite talmente tante che poi capisci che, come dice un famoso proverbio (parafrasato):
<< crederci è bene, ma non crederci è meglio. >>.

Quella del vetro l'ho sentita tante volte (senza il dettaglio del sistema utilizzato, martelletto o altro) ma sulle macchine parcheggiate chiuse in grossi parcheggi non curati, in quanto più facile che aprire le portiere.

iaia
19-04-14, 19: 50
Guarda Andy, pur di guadagnare senza sudare ne inventano una nuova ogni minuto.
Chiaro che non tutto è vero.
Alcune persone inventano modalità di rapina, nel senso che fingono di essere stati derubati per coprire spese inconfessabili come ingenti perdite al gioco o simili, e anche questa è una forma di furto, ma nella maggior parte dei casi i furti sono veri.

Armandillo
08-05-14, 12: 36
:bai

Oggi una parola che ho adoperato tantissime volte ma della cui origine non mi ero mai interessato e siccome proprio poco fa l'ho adoperata riporto la sua origine:

Nel significato di 'addormentarsi, specialmente con riferimento al pisolino pomeridiano', la voce dell'italiano regionale laziale e campano appennicarsi svela i suoi debiti rispetto al termine dialettale campano appennecarse e alla base dialettale laziale e marchigiana pennecà, nonché al sostantivo pènneca, sempre d'area mediana, 'sonnellino pomeridiano'. Il diminutivo pennichella 'breve sonnellino pomeridiano' e il più raro pennichetta sono ormai entrati a pieno titolo nella lingua italiana (attestazioni letterarie in Antonio Baldini, Riccardo Bacchelli, Alberto Moravia e via via giù per li rami nella narrativa contemporanea). Scriveva Manfredi Porena, citato in Paolo Zolli, Le parole dialettali, Rizzoli: "Al buon romano piace anche d'inverno schiacciare il suo sonnellino post-prandiale, o, come si diceva e dice ancora, fare una pennichella". Mentre pennichella trova stabile collocazione, ormai, nei dizionari della lingua italiana, appennicarsi sembra ancora fortemente marcato in senso diatopico e non è accolto dai lessicografi. La forma pennecà presuppone un latino parlato *PENDICULARE (derivato da PENDERE) 'essere sospeso, inclinarsi in un verso'. Chi dorme seduto, in effetti, "pende" in avanti o indietro, oppure verso uno dei due lati. La voce allude appunto al movimento declinante e oscillatorio del capo in chi sta per addormentarsi in una posizione poco agevole.

Fonte Treccani, Carlo Proietti

iaia
08-05-14, 13: 37
Bello. Ma lo fate solo d'inverno?
(sai che a Milano non si dorme mai!)

Armandillo
08-05-14, 13: 49
Bello. Ma lo fate solo d'inverno?
(sai che a Milano non si dorme mai!)

No no, la pennichella assomiglia alla "siesta" messicana :bgg2 quindi d'estate, quando fa caldo e non si puo' uscire, e' assai indicata.
Normalmente si usa farla dopo pranzo, cosa che per me e' parecchio fastidiosa perche' bisognerebbe muoversi per meglio digerire :sisi
Comunque la fa chi puo' permetterselo...finche' lavoravo il dopo pranzo che mi aspettava era peggiore della mattinata !

Andy86
08-05-14, 14: 08
:bai

Vero, a Milano la tradizione di dormire dopo pranzo non è così sentita come al sud (dove i negozi aprono alle 18 e di pomeriggio è considerato divieto di rumore, come fosse notte) però mio nonno il pisolino ("sugnet" lo chiamava lui) l'ha sempre fatto.


perche' bisognerebbe muoversi per meglio digerire :sisi

Io invece se mi muovo dopo aver mangiato pesante digerisco più a fatica e per questo odio lavorare a stomaco troppo pieno... però ovviamente anche se dormo non digerisco, ho sempre pensato fosse quello il motivo per cui dopo pranzo si dorme seduti.

iaia
08-05-14, 14: 12
Ah, non avevo letto bene... "piace ANCHE d'inverno"... non piace d'inverno

Armandillo
08-05-14, 14: 15
Vero, a Milano la tradizione di dormire dopo pranzo non è così sentita come al sud (dove i negozi aprono alle 18

Mi sembra tardi...di norma ma proprio al massimo aprono alle 17:00 :sisi


Io invece se mi muovo dopo aver mangiato pesante digerisco più a fatica e per questo odio lavorare a stomaco troppo pieno

Infatti dopo mangiato si dovrebbe fare una passeggiata leggera per aiutare a digerire e per evitare la sonnolenza dovuta alla digestione.
Comunque c'e' chi ormai s'e' abituato e il pisolino non inficia la digestione.
Io quando so che devo lavorare pesantemente mangio molto leggero oppure mangio uno snack dolce per assumere zuccheri...lavorare a stomaco pieno e' assurdo !

Andy86
08-05-14, 14: 26
Mi sembra tardi...di norma ma proprio al massimo aprono alle 17:00 :sisi

Beh... sai... in salento al mese d'agosto ci sono in giro turisti fino oltre mezzanotte e al pomeriggio invece chi non dorme è in spiaggia... per cui aprono quando ci sono clienti. :ghgh



lavorare a stomaco pieno e' assurdo !

Stra-:quot

marcella36
08-05-14, 15: 06
Quando vi leggo rimango interdetta: quante differenze annotate fra "nord-milano" e "sud-salento" In Italia come nel resto del mondo gli usi dipendono dal clima che determina abitudini di ogni tipo. Io sono romana, ma non ho mai avuto l'abitudine del riposino, troppo indaffarata.
Mi è tornato in mente il mio Papà, che nel breve intervallo che si concedeva dopo il pranzo, prima di tornare al lavoro, si sedeva in poltrona e accendeva la radio, in un attimo s'appennicava. Mi è capitato di disturbare questo momento di relax, spegnevo la radio perché non lo disturbasse. Immancabilmente e immediatamente si risvegliava, un po' imbronciato. E' tardi ormai, ma chiedo ugualmente il suo perdono.

Andy86
08-06-14, 19: 44
:bai

Spezzare una lancia in favore di qualcuno.

Pare che il modo di dire derivi dal fatto che i cavalieri medievali potevano combattere al posto di qualcun altro, e quando lo facevano spezzavano quasi sempre la loro lancia (che era di legno), per cui l'avevano spezzata per conto di qualcun altro.

ps: vi consiglio questo sito: www.perchesidice.it (http://www.perchesidice.it/perche-si-dice-avere-le-braccine-corte/) ci sono molte spiegazioni interessanti sui modi di dire.

Armandillo
08-06-14, 22: 22
Satira ovvero genere artistico di forma molteplice che sfrutta il mezzo della comicità e dell'ironia con diversi fini.

Sembra derivi dal nome di una pietanza ricca e variegata che anticamente si offriva agli dei.
La traslazione della parola in "saturo" poi' definì un tipo di dramma in cui musica, danza e improvvisazione argomentavano temi storici ed etici.
Col tempo questo tipo di intrattenimento si trasformo' assumendo un carattere propenso all'arguzia e alla malizia destinata soprattutto ai vizi umani trattati con pungente sarcasmo usando qualsiasi genere artistico proprio come lo era quel cibo così ricco di ingredienti.

Armandillo
20-06-14, 13: 58
Mentre giocavo qui su CT ho utilizzato l'espressione "domanda delle cento pistole" che spesso avevo sentito e di cui pero' non conoscevo il significato, ma ora lo so :sisi

Sembra che il termine "pistola" si riferisse in verita' non all'arma ma alla alternativa denominazione dello "scudo d'oro", la moneta, per cui dire "faccio la domanda delle cento pistole" equivale alla piu' nota espressione "faccio la domanda da 1 milione di dollari", una domanda talmente difficile che la sua risposta, se data, avrebbe meritato una ricompensa così elevata. :hap

iaia
20-06-14, 14: 07
E qui c'è la storia sul perché alcune monete d'oro vennero chiamate "pistola"
Pistola (moneta) - Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Pistola_(moneta))

Armandillo
29-06-14, 10: 57
2926
Questa e' una antica insegna di barberia ma sapete perche' e' così ?

L'ho scoperto solo ora :boh...un tempo i barbieri erano anche dei chirurghi quindi i colori rosso e blu dell'insegna rappresentavano rispettivamente il sangue arterioso e quello venoso mentre il bianco spesso associato rappresentava il colore delle bende o delle garze.

Poi, siccome sono curioso, non capivo perche' il sangue venoso fosse rappresentato in blu quando si sa che e' del medesimo colore di quello venoso...beh, solo per distinguerli si e' scelto il blu dato da una illusione ottica che fa apparire le nostre vene appunto di colore blu :sisi

iaia
01-07-14, 08: 28
Ma pensa!
A me ricorda i barbershop quartet
https://www.youtube.com/watch?v=I-4FtBjjelA

Poi mi sono ricordata una cosa... da noi c'erano i sarti-barbieri. Chissà se in realtà, già che ti tagliavano il vestito e la barba facevano anche qualche piccolo intervento. Sempre di tagliare si tratta.

Armandillo
02-07-14, 09: 46
Anche se non c'entra con l'etimologia mi pareva interessante postare qui, senza dover aprire una discussione apposita, una curiosita' di cui sono venuto a conoscenza solo ora :sisi

La guida a sinistra o a destra

Le motivazioni storiche che hanno portato alla scelta di uno dei due sensi di marcia sono probabilmente legate alle abitudini dei cavalieri medievali e alle modifiche imposte successivamente da Napoleone. In pratica fino alla Rivoluzione Francese in tutta l'Europa era consuetudine per un viaggiatore che incontrava qualcuno proveniente dalla direzione opposta, a piedi o a cavallo che fosse, spostarsi sulla sinistra in modo tale da poter sfoderare la spade con la mano destra, in caso di necessità. Inoltre in Francia la consuetudine voleva che gli aristocratici viaggiassero con le loro carrozze velocemente sulla sinistra della strada mentre il popolo era costretto a mantenere la destra. I rivoluzionari imposero un cambiamento a quasta abitudine e nel 1794 venne introdotta a Parigi una legge che stabiliva di tenere la destra, ovvero il lato del popolo. Con l'ascesa di Napoleone e la conquista di gran parte dell'Europa vennero esportati e imposti gran parte dei costumi francesi tra i quali il senso di marcia a destra. Secondo alcuni storici Napoleone scelse il lato destro perchè era mancino. Ovviamaente gli inglesi non si adeguarono ai costumi dei nemici e successivamente diffusero le proprie abitudini alle colonie conquistate. Negli Stati Uniti prevalsero le consutudini delle colonie francesi, olandesi, spagnole e portoghesi rispetto a quelle inglesi.

Fonte (http://www.impariamocuriosando.it)

marcella36
03-07-14, 10: 58
Ratafia
la Ratafia è un liquore più o meno alcolico di frutta zucchero e alcool o vino, macerati al sole.
E' presente con qualche variazione in diverse regioni italiane, in Portogallo e altri nazioni.
Era consuetudine berlo dopo aver definito un qualche accordo, sia commerciale sia politico o sociale. La frase del brindisi era:
"Pax rata fiat" La pace sia ratificata.
Con l'andare del tempo questa frase contratta diventò il nome del liquore, assumendo a seconda dei luoghi piccole variazioni come rataffiat, o Ratafià.
chi lo volesse preparare può guardare la ricetta in che mangiamo?

Armandillo
13-07-14, 10: 06
Caterva

Una parola spesso usata ed usata male..."una caterva di un qualcosa"...inteso come quantita' piu' che qualita'
Invece proprio a quest'ultima e' riferita in quanto gli antichi romani indicavano in particolare con questa parola le "massicce e disordinate orde dei barbari" confrontandole con le "ordinate" legioni romane.
La parola quindi e' passata ad indicare un disordinato mucchio di cose.

iaia
20-07-14, 12: 05
Perdere la trebisonda

La frase perdere la trebisonda è un'espressione che si utilizza per indicare la sensazione di essere smarriti, disorientati o confusi, analogamente al modo di dire perdere la bussola. Trebisonda, per chi non lo sapesse, è una città turca di origini antichissime che si affaccia sul Mar Nero. Da sempre costituisce un importantissimo punto di riferimento visivo per le navi che attraversano il tratto di mare antistante la città. Anticamente, quando non c'erano i moderni strumenti di aiuto alla navigazione, perderne la localizzazione poteva voler dire andare incontro a naufragi o collisioni sulle coste circostanti. Da qui si diffuse il famoso detto.

Fonte (http://www.impariamocuriosando.it/content/perche-si-dice-perdere-la-trebisonda)

Armandillo
20-07-14, 18: 31
Boicottare

Impedire, anche con mezzi violenti, l'esercizio di un'attività altrui, questa la sua definizione.

"Boycott era amministratore terriero di una contea irlandese appartenente a tale lord Erne. Questo Boycott era uno stronzo: pagava i suoi lavoratori meno del pattuito e vessava come poteva i suoi dipendenti. Inutile dire che era odiato da tutti, ma la risposta collettiva ai suoi comportamenti fu delle migliori: i braccianti iniziarono a rifiutarsi di lavorare le terre che gestiva.
Così in poco tempo le tenute andarono in malora e Boycott fu licenziato."

Fonte (http://unaparolaalgiorno.it/)

marcella36
20-07-14, 19: 16
E ben gli stette!!!
E' bello conoscere la provenienza delle delle parole, in questo modo pronunciandole in un discorso hanno un significato più pieno

Armandillo
21-07-14, 10: 35
E' bello conoscere la provenienza delle delle parole, in questo modo pronunciandole in un discorso hanno un significato più pieno

Verissimo...per fortuna il nostro vocabolario e' unico al mondo e ci sono parole adatte ad ogni occasione :sisi
Credo sia affascinante conoscerne l'origine proprio perche' da' carattere ad una parola e usandola possiamo esprimere stati d'animo e sentimenti con piu' precisione

:bai

iaia
21-07-14, 19: 45
Primo Levi, ne "L'altrui mestiere" scriveva:
"Abbiamo una responsabilità, finché viviamo: dobbiamo rispondere di quanto scriviamo, parola per parola, e far sì che ogni parola vada a segno."

Armandillo
22-07-14, 14: 17
:bai a tutti

Volendo postare una nuova parola di cui non ero certo della presenza ho ritenuto fare un elenco di tutte quelle gia' prodotte...

Abigeato
Acqua in bocca
Agapanthus
Armadio
Assassino
At the drop of a hat
Avvocato del diavolo

Ballottaggio
Banca
Boicottare
Borsa
Buonanotte al secchio

Cafone
Calma e gesso
Candidato
Caterva
Ca**o di cane
CHOCABECK
Coprifuoco
Cravatta
Crisi
Cruscotto
culo e camicia

Dare il pilotto
domanda delle cento pistole

Entusiasmo
Essere al verde
Etimologia
Etre enfant de la balle

Fare la cresta
Fare la cresta 2
fare man bassa
Film
Fisco
Furbo di sette cotte

Gatta da pelare
Ginnasio
guida a sinistra o a destra

Il gioco non vale la candela
Il mattino ha l'oro in bocca
Il santo non vale la candela
Imbecille
Incubi
Infinocchiare
insegna di barberia

Libro

mangiari pani scurdatu
Masochismo
Mayday
Moneta

Nun c'è trippa pe' gatti
nun sapé a cchi ddà li resti

OBTORTO COLLO
Ok

Pacifici come tre lire
Passare la notte in bianco
pennichella
Pennies on the dollar
Per un punto Martin perse la cappa
Perdere la trebisonda
Perdere le staffe
Pettegola
Piantare in asso
pistola
Pontefice
Povero in canna
Pupilla
Puzzare (o sudare) come un caprone

Rango
Ratafia

Sandwich
Satira
Scappare
Schei
Seminare zizzania
Sgorbio
Spezzare una lancia in favore di qualcuno.
Succubi

Tabu'
Tagliaborse
tirapiedi
Topinambour
tre ppiggne e 'na tenaja

Vacillare
Vaf*****lo
Vanvera

...in questo modo sara' piu' semplice per tutti verificare :sisi
Ovviamente saro' grato a chiunque aggiorni tale elenco.
:bai

iaia
22-07-14, 18: 28
Lapalissiano:
ovvio. E' spiegato tutto qua
Lapalissiano in Vocabolario ? Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/lapalissiano/)

Armandillo
23-07-14, 12: 20
@Iaia

Non vorrei sembrarti pedante o pignolo ma credo che riportare solo il link alla parola ne diminuisca l'impatto per chi legge.
Magari basterebbe un piccolo sunto, quanto basta per dare l'idea del significato così che il lettore si trovi davanti subito poche ma precise righe senza bisogno di andarle a cercare :hap
Non vorrei che col tempo questo spazio diventi solo un elenco di link !

iaia
23-07-14, 14: 30
Ho sempre paura di accuse di copiare :ehmm

Armandillo
23-07-14, 14: 52
Ho sempre paura di accuse di copiare :ehmm

Mica le conosco a memoria...:hap....l'abbiamo fatto tutti, chi piu' chi meno e non bisogna preoccuparsene.
Come hai visto normalmente io riporto anche la fonte quando la spiegazione e' lunga altrimenti la gestisco con parole mie.

:bai

iaia
24-07-14, 21: 32
Indefesso è colui che non si arrende mai e continua ad impegnarsi senza mai arrendersi.
Attualmente viene apostrofato di essere "più fesso che inde"... ma in origine era proprio instancabile: in - defessus

Andy86
26-07-14, 14: 43
La parola pedigree, intesa come albero genealogico (di solito usata per gli animali), deriva dal francese "pied de grue", letteralmente "piedi di gru", in quanto prima dell'invenzione dei diagrammi, gli alberi genealogici erano disegnati con linee rette biforcate, assomigliando alle impronte di una gru. Fonte -> Il Pied de Grue - Le Origini (http://www.mfionline.it/il-pied-de-grue.html)

Armandillo
30-07-14, 12: 49
Convitato di pietra

Nel significato piu' attuale designa una persona assente la cui presenza pero' aleggia sui presenti e che e' nei pensieri di tutti ma non viene mai nominato.

L'origine risale ad una antica leggenda per cui un giovane poco morigerato passeggiando inciampo' in un teschio prendendolo a calci e deridendolo lo invita paradossalmente ad una cena.
Lo scheletro pero' si presenta davvero alla cena nel terrore generale ed invita a sua volta a cena il giovane gaudente a questo punto immaginando una sua prematura dipartita.
Da questa leggenda e' stata tratta una commedia, "Don Giovanni o Il convitato di pietra", nella quale si intesse il contrasto tra morale umana e legge divina.

Andy86
31-07-14, 12: 53
:bai

S. Lucia è il giorno più corto che ci sia.

In realtà S.Lucia, il 13 dicembre, non è il giorno più corto dell'anno, lo è invece il cosidetto solstizio d'inverno (ved. sotto), 21 o 22 dicembre.
Questo detto pare derivi dal fatto che il calendario Giuliano calcolava l'anno solare in 365 giorni e 6 ore esatte, anziché 5 ore e 48 minuti, per cui ogni 29 febbraio venivano recuperate 24 ore (6 per ognuno dei quattro anni), recuperando così 48 minuti in più ogni quattro anni, con il risultato che dopo qualche secolo il solstizio d'estate cadeva proprio nel giorno di Santa Lucia: la rima ha fatto il resto.

Per risolvere il problema nel calendario gregoriano gli anni "bisestili" secolari tondi con le prime due cifre che non sono divisibili per quattro non sono bisestili, in pratica ogni quattro secoli ci sono tre anni bisestili in meno rispetto alla "precedente edizione", in questo modo ci si rimette a pari.

fonte -> Perché Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia? - Sapere.it (http://www.sapere.it/sapere/strumenti/domande-risposte/di-tutto-un-po/santa-lucia-giorno-piu-corto-che-ci-sia.html)

Solstizio

La parola solstizio deriva dalla locuzione latina "solis statio", che significa che il "sole sta", cioè rimane lì dov'è, ne' sale ne' scende.
Ovvero il giorno prima scende e quello dopo sale e viceversa.

Armandillo
31-07-14, 21: 40
:bai

Palombaro

Dopo aver seguito su Superquark un servizio dedicato al "palombaro" m'e' venuta la curiosita' di capirne il significato e, cosa che forse mi sentivo, in effetti la sua origine risulta alquanto misteriosa come qui (http://www.hdsitalia.com/articoli/26_palombaro.pdf) viene riportato.
Ho dato il link in quanto trattasi di lettura lunga ma molto interessante :sisi

Armandillo
08-08-14, 12: 26
Pietra di paragone

Noi attualmente interpretiamo questo modo di dire quando vogliamo confrontare un qualcosa che ci e' noto con un altro qualcosa che ci e' ignoto.

Il paragone e' l'antico nome di una pietra, la pietra di Lidia o diaspro, che veniva utilizzata dai mercanti del regno di Lidia, poiche' leggermente abrasiva, per determinare quanto oro era contenuto nelle monete di allora.

Infatti anche a quei tempi c'era la contraffazione che rendeva non sicuro lo scambio e la compravendita per cui occorreva trovare una soluzione che garantisse l'affidabilita' del commercio.
Questi signori scoprirono che sfregando la moneta contro questa pietra restava su di essa una piccola traccia d'oro e dal colore di quest'ultimo potevano determinarne il quantitativo avendo prima provveduto a "tararlo" con una moneta d'oro campione.

Abigeato
Acqua in bocca
Agapanthus
Armadio
Assassino
At the drop of a hat
Avvocato del diavolo

Ballottaggio
Banca
Boicottare
Borsa
Buonanotte al secchio

Cafone
Calma e gesso
Candidato
Caterva
Ca**o di cane
CHOCABECK
Coprifuoco
Convitato di pietra
Cravatta
Crisi
Cruscotto
culo e camicia

Dare il pilotto
domanda delle cento pistole

Entusiasmo
Essere al verde
Etimologia
Etre enfant de la balle

Fare la cresta
Fare la cresta 2
fare man bassa
Film
Fisco
Furbo di sette cotte

Gatta da pelare
Ginnasio
guida a sinistra o a destra

Il gioco non vale la candela
Il mattino ha l'oro in bocca
Il santo non vale la candela
Imbecille
Incubi
Indefesso
Infinocchiare
insegna di barberia

Libro

mangiari pani scurdatu
Masochismo
Mayday
Moneta

Nun c'è trippa pe' gatti
nun sapé a cchi ddà li resti

OBTORTO COLLO
Ok

Pacifici come tre lire
Palombaro
Passare la notte in bianco
pedigree
pennichella
Pennies on the dollar
Per un punto Martin perse la cappa
Perdere la trebisonda
Perdere le staffe
Pettegola
Piantare in asso
Pietra di paragone
pistola
Pontefice
Povero in canna
Pupilla
Puzzare (o sudare) come un caprone

Rango
Ratafia

S. Lucia è il giorno più corto che ci sia
Sandwich
Satira
Scappare
Schei
Seminare zizzania
Sgorbio
Solstizio
Spezzare una lancia in favore di qualcuno.
Succubi

Tabu'
Tagliaborse
tirapiedi
Topinambour
tre ppiggne e 'na tenaja

Vacillare
Vaf*****lo
Vanvera

iaia
04-01-15, 23: 13
Prendere Roma per Toma

Finalmente ho trovato da cosa deriva questo modo di dire.

Il significato è confondersi, capire una cosa per un'altra.

Origine:
La parola Toma deriva da un detto latino "promittere Romam et omnia", cioe' "promettere Roma e tutto il resto". L'uso popolare ha deformato
et omnia in Toma. Lo scambio di iniziali tra Roma e Toma giustifica il significato di travisamento, di confusione.
Trovato su https://it.groups.yahoo.com/neo/groups/proverbi-newsletter/conversations/topics/14

Andy86
05-01-15, 00: 04
:bai

Interessante. Credo che la fonte originale sia questa: Etimologia : promettere; (http://www.etimo.it/?term=promettere)

iaia
05-01-15, 00: 07
Giusto! Chissà come si è passati dal "promettere" al "capire" o "prendere"

Armandillo
16-01-15, 13: 50
Testa o croce

Questo semplice metodo che tutti conoscono risale all'antichita' e appartiene a tutte le culture che adoperavano una moneta sulle cui due facce erano rappresentati appunto una testa ed una croce oppure, per altri paesi, due diverse raffigurazioni.
L'origine sembra risalire all'antica Grecia in cui nacque un passatempo per ragazzi che adoperavano una conchiglia con un lato verniciato in nero e l'altro lasciato bianco a rappresentare rispettivamente la notte ed il giorno.

Andy86
16-01-15, 14: 53
Ciao

Questo saluto sembra derivato dal veneziano Sciavo (con la sc di scalpello e la v quasi muta, letteralmente 'schiavo'), inteso in forma di cortesia come "servo vostro", che perde la S in seguito all'acquisizione da parte di altri dialetti.

iaia
17-01-15, 23: 48
Ad maiora! è una locuzione latina, a volte tuttora usata nei brindisi, che si traduce letteralmente con «Verso cose più grandi!» per augurare al festeggiato «ancora più grandi successi»

Armandillo
05-02-15, 17: 52
Granchio

L'etimologia di granchio, noto crostaceo, proviene dal latino cancer (cancrum) e alle successive variazioni in crancrus.
La parola ha dato anche il nome a quello che conosciamo come tumore o cancro per via dall'analogia tra le ramificazioni della malattia e la forma delle zampe del granchio.
Infine il modo di dire "prendere un granchio", nel senso di sbagliare, ha origini dirette con la pesca in quanto se la lenza tocca il fondo del mare puo' capitare che abbocchi appunto un granchio che poco vale e che spesso puo' danneggiare la lenza stessa.

:bai

Armandillo
14-02-15, 13: 23
:bai a tutti e auguri agli innamorati :fleurs

Oggi San Valentino si regalano fiori ma sapete perche', soprattutto per le rose, vanno regalati in numero dispari ?

Qui viene spiegato (http://www.leitv.it/giardinieri-in-affitto/fiori-e-piante/perche-le-rose-si-regalano-sempre-dispari/)

iaia
14-02-15, 13: 54
Ma no! Le rose si regalano a dozzine, non a numero dispari... :boh

Armandillo
14-02-15, 13: 56
Ma no! Le rose si regalano a dozzine, non a numero dispari... :boh

Solo il giorno del matrimonio :sisi
Oggi ho trovato mazzetti pronti di mimosa con 5 rose rosse :boh

iaia
14-02-15, 14: 02
Mah, si vede che voi siete più tirchi, a Milano le rose vanno a dozzine... :oo2

Armandillo
14-02-15, 14: 06
Mah, si vede che voi siete più tirchi, a Milano le rose vanno a dozzine... :oo2

No Iaia, io da sempre so che le rose ed altri fiori si regalano in numero dispari ma solo oggi mi sono chiesto il perche' :boh e mi sembra che la spiegazione del link sia abbastanza valida:


Pari è sinonimo di pigrizia emotiva. Il numero dispari invece comporta una scelta, la richiesta di una quantità precisa alla quale ci si aspetta che si abbia attribuito un significato che venga colto dal destinatario. Questo è ciò che insegna il galateo.

EDIT:

Qui (http://blog.libero.it/CulturaGenerale/10608206.html) ho trovato una spiegazione piu' convincente :sisi

iaia
14-02-15, 14: 25
Se vi venisse voglia di regalarmi 12 rose fate pure, non mi offendo. Ma anche 8.
Basta che siano a stelo lungo, così con l'eccedenza di stelo posso fare delle talee... :ghgh

marcella36
15-02-15, 10: 22
Le rose mi sono sempre state regalate da mio marito ad iniziare dal giorno seguente al matrimonio! Ieri san Valentino ho ricevuto una pianta di rose color corallo rosa, è qui vicino a me! Noi non festeggiamo sempre san Valentino ed è stata una sorpresa!
Mi ricordo di aver ricevuto 21 rose per il ventunesimo anniversario.
Grazie ad Arma per la spiegazione quella dei confetti non la conoscevo.

Armandillo
08-03-15, 18: 09
:bai

Pecunia non olet

Una locuzione latina che si puo' tradurre con "il denaro non ha odore" o meglio "il denaro non puzza" (quest'ultima piu' moderna).
Ha origine nell'antica Roma dove sembra che fosse citata da Vespasiano per risposta alla critica del figlio Tito che lo aveva accusato di tassare l'urina prelevata nei vespasiani (gli allora gabinetti pubblici) dai conciatori che la usavano appunto per conciare le pelli.

Svetonio racconta che Tito per sfidare il padre Vespasiano tiro' delle monete nel bagno. Il padre le raccolse e dopo averle odorate pronuncio' la suddetta locuzione. :hap


Abigeato
Acqua in bocca
Ad maiora
Armadio
Assassino
At the drop of a hat
Avvocato del diavolo

Ballottaggio
Banca
Boicottare
Borsa
Buonanotte al secchio

Cafone
Calma e gesso
Cancro
Candidato
Caterva
Ca**o di cane
CHOCABECK
ciao
Coprifuoco
Convitato di pietra
Cravatta
Crisi
Cruscotto
culo e camicia

Dare il pilotto
domanda delle cento pistole

Entusiasmo
Essere al verde
Etimologia
Etre enfant de la balle

Fare la cresta
Fare la cresta 2
fare man bassa
Film
Fisco
Furbo di sette cotte

Gatta da pelare
Ginnasio
Granchio
guida a sinistra o a destra

Il gioco non vale la candela
Il mattino ha l'oro in bocca
Il santo non vale la candela
Imbecille
Incubi
Indefesso
Infinocchiare
insegna di barberia

Libro

mangiari pani scurdatu
Masochismo
Mayday
Moneta

Nun c'è trippa pe' gatti
nun sapé a cchi ddà li resti

OBTORTO COLLO
Ok

Pacifici come tre lire
Palombaro
Passare la notte in bianco
Pecunia non olet
pedigree
pennichella
Pennies on the dollar
Per un punto Martin perse la cappa
Perdere la trebisonda
Perdere le staffe
Pettegola
Piantare in asso
Pietra di paragone
pistola
Pontefice
Povero in canna
Prendere Roma per Toma
Prendere un granchio
Pupilla
Puzzare (o sudare) come un caprone

Rango
Ratafia

S. Lucia è il giorno più corto che ci sia
Sandwich
Satira
Scappare
Schei
Seminare zizzania
Sgorbio
Solstizio
Spezzare una lancia in favore di qualcuno.
Succubi

Tabu'
Tagliaborse
Testa o croce
tirapiedi
Topinambour
tre ppiggne e 'na tenaja

Vacillare
Vaf*****lo
Vanvera

iaia
19-04-15, 18: 31
A bizzeffe
Pare che l'espressione "a bizeffe" derivi dal fatto che gli alti magistrati romani (http://www.sapere.it/enciclopedia/R%C3%B3ma.html) facessero mettere due volte (e non una sola) la parola fiat, “da fare” a una supplica che veniva approvata senza riserve e con favore unanime.

La ripetizione della parola "fiat" veniva abbreviata in “FF”, cioè biseffe, da qui l'origine di “bizzeffe”.
C'è anche però chi sostiene che la parola derivi dal termine arabo bizzaf, che significa “molto”.

Spiegazione trovata qui
Perché si dice ?a bizzeffe?? - Sapere.it (http://www.sapere.it/sapere/strumenti/domande-risposte/di-tutto-un-po/perche-si-dice-bizzeffe.html)

Armandillo
24-04-15, 17: 22
Reggere il moccolo

Questo modo di dire si riferisce al ruolo che una terza persona puo' svolgere nel tentativo di agevolare un rapporto amoroso.
Anticamente il ruolo era rivestito dal servo piu' fedele che teneva un lume durante i rapporti amorosi e la voce "moccolo" deriva da "moccio" (che esce dal naso) per similitudine alla mollezza della cera dei piccoli lumini una volta in uso.

:bai

iaia
27-04-15, 17: 29
A parasanghe

Non avevo mai sentito questo dotto modo di dire
« ...a parasanghe» «superare di molte parasanghe...»

La parasanga era una misura di lunghezza usata dagli antichi persiani, lunga 6300 metri.

iaia
15-06-15, 13: 20
Mi fa un baffo

Ho trovato diverse interpretazioni, ma quella che più mi pare logica è questa:


L’espressione colloquiale di registro medio-basso ‘fare un baffo’ è una locuzione di sapore ironico affermatasi sui giornali umoristici verso la fine del ventennio fascista con il significato, tutt’ora conservato, di ‘infischiarsene, ostentare sicurezza davanti a una minaccia’; si basa sull’impiego di un’immagine espressiva legata a una piccola quantità o a un’entità dall’importanza trascurabile (‘baffo’, appunto), simile ad altre impiegate in espressioni simili, spesso di livello basso o familiare, come ‘non importare un fico’ e altre.


Trovata qui:
Dubbi sull?italiano? Risponde il linguista » linguista - Blog - Repubblica.it (http://linguista.blogautore.repubblica.it/2010/10/01/dubbi-sull%E2%80%99italiano-risponde-il-linguista/comment-page-37/)

Armandillo
11-07-15, 15: 55
Mancia o dare la "mancia"

I pareri sono discordanti anche se proprio l'altra sera, ascoltando Benigni recitare la Divina Commedia, sembrerebbe che questa derivi dalla parola francese "manche", cioe' manica, che nel Medioevo veniva offerta come dono dalle dame ai cavalieri che s'erano distinti nei tornei.
In seguito dato che i servi non ricevevano una paga ma solo vitto e alloggio e dato che l'unico abito che avevano consumava per prime proprio le maniche, i padroni presero l'abitudine di offrire appunto una "mancia" per dar loro la possibilita' di comprare maniche nuove.

Dal latino invece "mancia" deriverebbe da "mano" con significato esteso di "regalo".
Infatti sempre nel Medioevo le maniche delle tuniche arrivavano fino a coprire la mano e il "regalo" o "mancia" si intendeva come ricompensa dei servizi ricevuti tant'e' che prese anche il nome di "buonamano".

Elenco voci:


A bizzeffe
A parasanghe
Abigeato
Acqua in bocca
Ad maiora
Armadio
Assassino
At the drop of a hat
Avvocato del diavolo

Ballottaggio
Banca
Boicottare
Borsa
Buonanotte al secchio

Cafone
Calma e gesso
Cancro
Candidato
Caterva
Ca**o di cane
CHOCABECK
ciao
Coprifuoco
Convitato di pietra
Cravatta
Crisi
Cruscotto
culo e camicia

Dare il pilotto
domanda delle cento pistole

Entusiasmo
Essere al verde
Etimologia
Etre enfant de la balle

Fare la cresta
Fare la cresta 2
fare man bassa
Film
Fisco
Furbo di sette cotte

Gatta da pelare
Ginnasio
Granchio
guida a sinistra o a destra

Il gioco non vale la candela
Il mattino ha l'oro in bocca
Il santo non vale la candela
Imbecille
Incubi
Indefesso
Infinocchiare
insegna di barberia

Libro

mancia o dare la mancia
mangiari pani scurdatu
Masochismo
Mayday
Mi fa un baffo
Moneta

Nun c'è trippa pe' gatti
nun sapé a cchi ddà li resti

OBTORTO COLLO
Ok

Pacifici come tre lire
Palombaro
Passare la notte in bianco
Pecunia non olet
pedigree
pennichella
Pennies on the dollar
Per un punto Martin perse la cappa
Perdere la trebisonda
Perdere le staffe
Pettegola
Piantare in asso
Pietra di paragone
pistola
Pontefice
Povero in canna
Prendere Roma per Toma
Prendere un granchio
Pupilla
Puzzare (o sudare) come un caprone

Rango
Ratafia
Reggere il moccolo

S. Lucia è il giorno più corto che ci sia
Sandwich
Satira
Scappare
Schei
Seminare zizzania
Sgorbio
Solstizio
Spezzare una lancia in favore di qualcuno.
Succubi

Tabu'
Tagliaborse
Testa o croce
tirapiedi
Topinambour
tre ppiggne e 'na tenaja

Vacillare
Vaf*****lo
Vanvera

Armandillo
20-07-15, 17: 43
Grattachecca

Riporto dalla FONTE (http://forum.corriere.it/scioglilingua/13-09-2011/la-grattachecca-e-il-cazzimbocchio-per-il-dr-cimino-1874662.html) la spiegazione che mi sembra esaustiva così com'e' e quindi e' inutile copiarla e poi incollarla ma ne valeva la pena perche' curiosa :sisi

Armandillo
13-12-15, 18: 25
ABRACADABRA

Una parola che abbiamo tutti ascoltato spesso senza interrogarci sulla sua origine.
Non sapevo che fosse la parola piu' usata universalmete così com'e', senza traduzione :shock

Di seguito riporto due siti in cui se ne parla dato che a tutt'ora la sua origine resta sconosciuta:

1 (http://www.agendalugano.ch/episodes/417/le-origini-della-parola-magica-abracadabra)
2 (http://www.latelanera.com/misteriefolclore/misteriefolclore.asp?id=323)

Buona lettura

marcella36
14-12-15, 04: 16
:thx Grazie Arma, molto interessante, ho letto con piacere.

iaia
14-12-15, 10: 47
Ciao, Marcella! E' un po' che non ti vedo. :fleurs

iaia
25-06-16, 12: 40
Voi date un nome alle dita dei piedi?
Qualcuno l'ha fatto!
L'Accademia della Crusca ha studiato queste denominazioni alternative, ma senza attribuire loro una valenza scientifica.
I nomi delle dita dei piedi | Accademia della Crusca (http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/nomi-dita-piedi)
:bai

marcella36
25-06-16, 18: 18
Simpatica questione e interessante nel suo genere, a pensarci io seguo la nomenclatura come suggerito dall'articolo. Grazie

Andy86
25-06-16, 18: 20
:shock

Io uso solo alluce e mignolino.
E ho sentito spesso chiamare "pollicione" il primo.

iaia
25-06-16, 20: 47
Vero? Li ho sempre sentiti definire tramite il numero.
Non è esattamente una "curiosità etimologica" visto che queste denominazioni non sono state accettate ufficialmente, ma è senza dubbio una curiosità.

Armandillo
31-07-16, 15: 49
:bai

Grazie Iaia e non fa nulla se il thread riguarda l'etimologia, anzi, forse proporro' di variare il titolo in "Curiosita' ed etimologia" così da poter tranquillamente inserire discussioni piu' stimolanti :sisi

Io come tantissimi tranne l'alluce non ho mai nominato gli altri ne' ne li ho sentiti nominare da medici o specialisti ne' ho trovato spiegazione per questo :boh se non quella, un po' dal sapore antico, di chi considerava e forse considera ancora i piedi come un argomento quasi tabu' per cui conobbi una persona che prima di nominarli chiedeva sempre scusa :sisi e pensare che invece si dovrebbero considerare mooolto importanti giacche' la loro salute si riflette in modo diretto su quella generale del nostro corpo anche se non puo' esserci un paragone con le nostre mani !
Chissa'....forse il fatto che tocchino la nuda e cruda terra e' considerato meno importante eppure, se ci si pensa, proprio il rimanere eretti ha dato all'essere umano una caratteristica veramente unica !

Armandillo
01-08-16, 13: 11
:bai

Alla mia sorellona, come a tutte le femmine :tong2, piace la bigiotteria ma spesso esagera e capita che indossi tre o quattro anelli e vari braccialetti :sisi
La mia compagna ma non solo allora la apostrofa dicendo: "Mi sembri la Madonna Addolorata ! "

Io, ignorante in materia, pensavo fosse un detto di quelli un po' insensati ed invece la curiosita' mi ha spinto ad indagare ed ho scoperto che, al contrario, c'e' una vera radice e riguarda le feste della Madonna Addolorata con relative processioni dove i fedeli oltre ad accompagnarla per le vie del paese spesso la adornano con catene e gioielli vari in grande abbondanza per cui il detto acquista un senso :sisi

iaia
02-08-16, 18: 28
Bentornato!

Armandillo
19-09-16, 17: 32
:bai

Oggi m'e' capitata sotto mano l'origine di "mettere le corna" e "cornuto" ed e' stata una interessante lettura quindi ve la propongo :sisi

Mettere le corna/Cornuto (http://cultura.biografieonline.it/perche-si-dice-mettere-o-avere-le-corna/)

iaia
27-09-16, 20: 10
Possiamo aggiungere il modo di dire che recentemente ho citato in un gioco.
Uscire o essere fuori dai gangheri
Il ganghero è una parte fondamentale della cerniera che sostiene le imposte.
Probabilmente come l'imposta se esce dai gangheri non è stabile, così la persona che è fuori dai gangheri non è più retta dalla razionalità ma è in preda all'ira. Mah.

Armandillo
30-11-16, 18: 14
Annaspare

Una parola che si usa di frequente ad indicare un gesto confuso di chi, per esempio, cerca un appiglio oppure di chi si trova in difficolta' nuotando o ancora di chi prova gesticolando di farsi capire.
Beh, il verbo deriva da un antico gesto: quello di chi arrotolava il filo sull'aspo !
Un verbo che si potrebbe dire onomatopeico che invece di provenire da un suono deriva da un gesticolare proprio delle antiche tessitrici.
Questa parola dimostra ancora una volta il legame con le nostre tradizioni, una eredita' culturale per una lingua straordinaria che a differenza delle altre possiede un patrimonio lessicale che nel tempo ha saputo adattarsi ad ogni situazione arricchendosi sempre piu'.

iaia
18-01-17, 16: 52
Secondo il vocabolario Treccani, (sìgaro in Vocabolario - Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/sigaro/)) l'etimologia della parola Sigaro è incerta.
Pare che derivi dallo spagn. cigarro, di origine incerta (secondo alcuni, da una voce indigena dell’America Centr. (zizar, della lingua maya), che significa «fumare»; secondo altri, dallo spagn. cigarra «cicala»

Armandillo
18-01-17, 17: 24
A ufo

Ecco una parola il cui significato vuol dire "gratuitamente" che non deriva direttamente da un termine antico ma da una sigla, Auf (ad usum fabricae operis), ed era posta sul materiale edilizio ed artistico destinato alla Fabbrica di San Pietro, ente della Basilica del Vaticano, e si riferisce alla mancanza del dazio che quelle merci avrebbero dovuto pagare.

A bizzeffe
A parasanghe
A ufo
Abigeato
Abracadabra
Acqua in bocca
Ad maiora
Annaspare
Armadio
Assassino
At the drop of a hat
Avvocato del diavolo

Ballottaggio
Banca
Boicottare
Borsa
Buonanotte al secchio

Cafone
Calma e gesso
Cancro
Candidato
Caterva
Ca**o di cane
CHOCABECK
ciao
Coprifuoco
Convitato di pietra
Corna/cornuto
Cravatta
Crisi
Cruscotto
culo e camicia

Dare il pilotto
domanda delle cento pistole

Entusiasmo
Essere al verde
Etimologia
Etre enfant de la balle

Fare la cresta
Fare la cresta 2
fare man bassa
Film
Fisco
Furbo di sette cotte

Gatta da pelare
Ginnasio
Granchio
grattachecca
guida a sinistra o a destra

Il gioco non vale la candela
Il mattino ha l'oro in bocca
Il santo non vale la candela
Imbecille
Incubi
Indefesso
Infinocchiare
insegna di barberia

Libro

mancia o dare la mancia
mangiari pani scurdatu
Masochismo
Mayday
Mi fa un baffo
Moneta

Nun c'è trippa pe' gatti
nun sapé a cchi ddà li resti

OBTORTO COLLO
Ok

Pacifici come tre lire
Palombaro
Passare la notte in bianco
Pecunia non olet
pedigree
pennichella
Pennies on the dollar
Per un punto Martin perse la cappa
Perdere la trebisonda
Perdere le staffe
Pettegola
Piantare in asso
Pietra di paragone
pistola
Pontefice
Povero in canna
Prendere Roma per Toma
Prendere un granchio
Pupilla
Puzzare (o sudare) come un caprone

Rango
Ratafia
Reggere il moccolo

S. Lucia è il giorno più corto che ci sia
Sandwich
Satira
Scappare
Schei
Seminare zizzania
Sgorbio
Sigaro
Solstizio
Spezzare una lancia in favore di qualcuno.
Succubi

Tabu'
Tagliaborse
Testa o croce
tirapiedi
Topinambour
tre ppiggne e 'na tenaja

Uscire o essere fuori dai gangheri

Vacillare
Vaf*****lo
Vanvera

iaia
28-01-17, 14: 35
Doppia curiosità, la prima etimologica: (da Wikipedia)
Il nome generico Gorilla fu introdotto dallo scienziato francese Isidore Geoffroy Saint-Hilaire (https://it.wikipedia.org/wiki/Isidore_Geoffroy_Saint-Hilaire) prendendo ispirazione dal greco (https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_greca_antica) (Γόριλλαι) Górillai, una popolazione di donne selvagge e pelose della Libia[1] (https://it.wikipedia.org/wiki/Gorilla#cite_note-montanari-1)(termine che allora indicava l'Africa (https://it.wikipedia.org/wiki/Africa) conosciuta a ovest del Nilo (https://it.wikipedia.org/wiki/Nilo)) citata da Annone (https://it.wikipedia.org/wiki/Annone_il_Navigatore) nel VI secolo a.C. (https://it.wikipedia.org/wiki/VI_secolo_a.C.)...

Seconda curiosità: queste donne pelose, si riproducevano per gemmazione?

Armandillo
28-01-17, 17: 03
Padre di famiglia

E' una locuzione molto usata che generalmente identifichiamo come un uomo che si dedica alla famiglia con spirito di abnegazione e talvolta viene associato ad un poveruomo che fatica appunto per gestire al meglio i propri consanguinei.

Molti non sanno, me compreso, che il termine deriva dal latino "pater familias", appunto "padre di famiglia", che indicava il custode delle memorie degli antenati e del "fuoco domestico" (lares) ovvero degli dei della famiglia e disponeva degli averi della famiglia (casa, bestiame, campi, ecc...)....in conclusione il vero capo-famiglia.

Per i romani il "buon padre di famiglia" era il modello dell’uomo, non solo libero e fornito di piena capacità (sui iuris) e, quindi, possibile capo di una particolare aggregazione di soggetti, ma anche consapevole dell’importanza della propria posizione e delle proprie azioni.

Per il nostro ordinamento, invece, il modello del buon padre di famiglia indica l’uomo medio; peraltro, nell’art. 1176, co. 2, c.c. il legislatore ha precisato che «nell’adempimento di obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata», richiedendo in tal caso una diligenza specifica.

Andy86
28-01-17, 19: 36
Seconda curiosità: queste donne pelose, si riproducevano per gemmazione?

Leggendo tutto il paragrafo pare che tale popolazione fu descritta da Annibale nel resoconto dei suoi viaggi, e sulla pagina wiki inglese di tale Annibale si trova il paragrafo (tradotto) inerente a tale descrizione:


In its inmost recess was an island similar to that formerly described, which contained in like manner a lake with another island, inhabited by a rude description of people. The females were much more numerous than the males, and had rough skins: our interpreters called them Gorillae. We pursued but could take none of the males; they all escaped to the top of precipices, which they mounted with ease, and threw down stones; we took three of the females, but they made such violent struggles, biting and tearing their captors, that we killed them, and stripped off the skins, which we carried to Carthage: being out of provisions we could go no further.

Quindi i maschi c'erano, meno, ma c'erano.

Sulla wiki italiana, ma senza apparente fonte, dice anche:

Alcuni interpreti hanno pensato che si trattasse di scimmie, mentre altri credono che si riferisse a donne dai lunghi capelli.

Nessun'altro quindi ha visto queste donne, o magari chi le ha viste non sapeva fossero quelle viste da annibale. :m:

iaia
01-02-17, 16: 46
Mangiare a 4 palmenti.

Ho trovato che i palmenti erano o le macine dei mulini o le vasche per la pigiatura dell'uva.
Di solito c'era un palmento per ogni mulino, così mangiare a 2 o 4 palmenti significa triturare e ingurgitare il cibo a una velocità esagerata.

Armandillo
04-02-17, 17: 13
Avere le braccine corte

Lo diciamo spesso per indicare una persona a dir poco parsimoniosa o, estremizzando, avara.
Il termine ha due possibili origini:
- la prima, simpatica, deriva dalla modalita' di antichi venditori di stoffe che usavano il braccio come un contemporaneo metro e talvolta, i furbastri, piegavano leggermente il braccio misurando meno stoffa ma la vendevano a prezzo pieno !! :oo2
- la seconda potrebbe derivare dalla difficolta' di prendere il portafoglio posto nella tasca posteriore dei pantaloni per via di un braccio troppo corto...ma la prima mi piace di piu' :sisi

iaia
04-02-17, 19: 15
Plausibili entrambe!
P.s. Anche io misuro la stoffa a bracciate

Armandillo
02-05-17, 17: 40
Avere uno scheletro nell'armadio

Questo modo di dire l'abbiamo ascoltato tante volte e sappiamo cosa voglia dire ma non ne conosciamo l'origine :sisi
Ho quindi pensato di lasciare questo link (http://Avere uno scheletro nell'armadio) perche' la spiegazione, interessante, e' lunga e non avrebbe avuto senso fare un copia-incolla :hap

Matisse
03-05-17, 10: 34
Non riesco ad aprire il link.

Armandillo
03-05-17, 17: 49
:bai

Vediamo se questo (http://www.paginainizio.com/genio/perch%C3%A9-si-dice-avere-uno-scheletro-nell%27armadio.html) funziona

Matisse
03-05-17, 18: 57
Questo funziona, grazie :sisi