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Visualizza versione completa : Autunno caldo sul fronte lavoro



janet
02-09-12, 02: 12
Si preannuncia un periodo molto difficile per quello che riguarda la crisi lavorativa, con circa 150 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello sviluppo economico per circa 180.000 lavoratori coinvolti e oltre 30.000 esuberi. Oltre a quelle di cui si parla molto sui giornali, come, ad esempio quelle della Carbosulcis e dell'Alcoa, ci sono decine di crisi ancora irrisolte, da quelle del settore elettrodomestici (Electrolux, Indesit, Antonio Merloni) a quelle del settore aereo (da Windjet a Meridiana) passando per la produzione nel comparto ferroviario (Ansaldo Breda e Firema) e la lista ancora molto lunga.
Fonte (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/09/01/150-tavoli-ministero-180-000-lavoratori-coinvolti_7408713.html)

Rodolfo Tatana
02-09-12, 09: 45
Io vivo nel sulcis quindi conosco molto bene la situazione alcoa e carbosulcis, di cui si parla tanto nei tg, aggiungo eurallumina con piu di 500 persone in cassaintegrazione da quasi 4 anni; la crisi economica ma sopratutto una crisi di idee, perch logico che il futuro del territorio non puo' essere ne il carbone (come quello famoso "pulito") ne l'alluminio, ormai siamo fuori mercato, il problema ricollocare le persone in un nuovo modello di sviluppo che passi per il recupero del territorio tramite bonifche e valorizzazione del paesaggio, la miniera potrebbe diventare un museo minerario, l'alcoa un museo industriale etc.. non abbiamo amministratori capaci di fare questo, ne la mentalita'

Armandillo
02-09-12, 11: 43
Di solito mi dicono che sono pessimista ma spesso, come si dice, a pensar male si azzecca.
Qui c'e' poco da azzeccare pero'....solo chi aveva paraocchi non poteva vedere le conseguenze della crisi che ora emergono lampanti e drammatiche.

Accanto ai tanti conflitti menzionati vi sono centinaia e centinaia di situazioni a rischio in piccole aziende e ditte, una delle quali quella in cui lavoro.
Ultimamente abbiamo fatto una riunione per capire i meccanismi che hanno portato, per esempio, alla rateizzazione dello stipendio, della quattordicesima e della tredicesima.

I punti fermi sono:

- il mancato pagamento delle fatture da parte di enti pubblici e di privati che a loro volta non hanno ricevuto il loro

- la limitazione e/o la chiusura del credito delle banche anche in presenza di pagatori sicuri


Questi due punti creano un circolo vizioso che porta spesso all'esubero di personale o al fallimento quando non e' piu' possibile far altro.

Per mia conoscenza diretta questa particolare situazione e' diffusissima ed e' in aumento per cui accanto ai lavoratori in cassa integrazione o in esubero o in attesa del licenziamento ve ne sono tantissimi il cui posto di lavoro e' per ora solo a rischio piu' o meno elevato.

Oltre a cio', mi risulta, vi sono anche vincoli di legge per cui una azienda che intendesse partecipare ad appalti dovrebbe obbligatoriamente disporre di un fondo tale da garantire stipendi e assicurazioni ai dipendenti ma, data la situazione di cui sopra, questo castelletto risulta logorato o ridotto all'osso per cui alla fine costringe a rinunciare all'appalto.

Sono pessimista ?
Come si fa a non esserlo ?

Guardandomi attorno pur concedendo fiducia a questo governo mi interrogo sulle misure gia' varate e non vedo risultati.

Io so solo che se mi pagano a rate e quindi obbligatorio e' economizzare su tutto e quindi meno consumi.
Meno consumo porta inevitabilmente a minore produzione e quest'ultima costringe a disporre diversamente i propri dipendenti quand'anche mettendoli in attesa di collocazione.

Da ignorante credo che le misure strutturali, se tali sono, porteranno vantaggi solo in tempi lunghi, ma quanto si potra' tirare la cinghia ?

La gente e' disperata (Sulcis) e non vorrei che questa disperazione portasse ad atti palesemente terroristici poiche' non credo che sarebbe una efficacie soluzione.

La politica, che a questo punto ci ha portato, ha rinunciato a prendersi le sue responsabilita' lasciando ai tecnici la soluzione ma questi essendo tecnici non possono o non riescono ad agire come vorrebbero dipendendo a loro volta dai partiti e dai loro ricatti.

Mah....

I have a dream .....che un giorno si affacci una classe dirigente che pensi alla gente e al paese che cio' merita per la sua storia e per la sua civilta'.

E' troppo ?

Ciao

Rodolfo Tatana
02-09-12, 13: 10
oggigiorno un po tutto troppo lasciato al libero mercato e all'iniziativa personale, alla finanza, vale per il privato e vale per la singola banca, non c' sinergia tra i poteri, tra i protagonisti della vita economica, enel banche e industria, ogniuno fa per conto suo e si arrangia a discapito del sistema nel complesso, secondo me bisogna fare qualche passo indietro e avere piu stato, nelle decisioni e negli investimenti, un indirizzo economico industriale, diverso ovviamento da quello degli anni 60-70 (ormai per certe produzioni non possiamo piu essere competitivi) essere capaci di innovarsi, ma la classe dirigente i sindacati e anche troppi lavoratori credono ancora che si possa tirare avanti a carbone petrolio alluminio auto e acciaierie per sempre: noi possiamo puntare solo su energie rinnovabili, patrimonio storico culturale, industria enogastronomica e turismo e piccola media impresa manufatturiera che produce prodotti unici di alta qualita (non di massa) tutto il resto destinato a spegnersi

janet
04-09-12, 21: 32
Debbo ringraziare Armandillo per aver nominato le tante piccole e medie aziende in difficolt, in effetti in altre discussioni si parlato della cultura e dei laureati come se fossero di serie A rispetto agli operai, ma anche fra questi esistono quelli di serie A e di serie B. Non credo che l'assistenzialismo possa giustificare il fatto che pi strilla, pi ottiene e sono contro la cassa integrazione, forse perch vedo la situazione nella mia regione, il Lazio, in cui ci sono tante ma tante piccole imprese con meno di dieci dipendenti, proprio con l'acqua alla gola. In tal senso non mi piacciono le minacce dei minatori che sono andati in fondo alla miniera con l'esplosivo e la logica del fatto che chi strilla di pi, ottiene. Allora forse sarebbe meglio arrivare in fondo alla crisi e ripartire perch come vivere tutti, da mesi, sull'orlo di un precipizio.

Rodolfo Tatana
05-09-12, 10: 35
L'Informazione riesce a minipolare le situazioni e far credere cose che non esistono, se la gente conoscesse davvero la situazione della miniera dagli anni 50 in poi e tutti i soldi pubblici buttati per tenere aperta un'attivita' in costante perdita probabilmente non sarebbe dalla parte dei minatori (basti pensare che a fronte di contributi pubblici per 35 milioni hanno chiuso in perdita per 25, che il carbone cinese costa 32 euro quello della miniera 80, ed di qualita' pessima) mi stupisco anche che il ministero si stia impegnando in tal senso, anche con il progetto carbone pulito, una spesa da 1,6 miliardi, ma quanti posti di lavoro e quante aziende in attivo potrebbero aiutare con quei soldi? a me sembra davvero che il mondo giri alla rovescia

Armandillo
06-09-12, 14: 44
a me sembra davvero che il mondo giri alla rovescia

Come darti torto ?
Io ho la fortuna-sfortuna di poter essere a contatto con varie situazioni che non posso menzionare per ovvie ragioni e il panorama che mi si offre rivela quanto enorme sia lo spreco di nostri soldi !!
Vi assicuro inimmaginabile !!

Se qualcuno avesse la liberta' e il potere per indagare a fondo, ne sono certo, con il ricavato potrebbe risanare senza problemi il deficit del paese senza alzare le tasse, senza una patrimoniale e addirittura senza i fondi recuperati per l'evasione fiscale !

I meandri in cui scorrono i quattrini sono infiniti e riguardano al 90% gli enti pubblici per cui, di questo, concordo con le critiche leghiste.

Se si facesse pulizia un prezzo da pagare comunque vi sarebbe in termini di lavoro piu' o meno per ogni settore (dall'edilizia all'informatica, dagli approvvigionamenti alle spese superflue) ma sono convinto che alla fine non ricadrebbe sulle nostre teste come invece accade ora.

La notizia recente in cui si afferma che attualmente la fascia dei 50-55enni e' quella prevalente in ambiente lavorativo non mi meraviglia sia perche' vi appartengo sia perche' e' la realta' che vedo ogni giorno quasi dappertutto.
Certo, e' triste constatare che il ricambio generazionale e' saltato e che ormai i "fantasmi", cos si possono definire, si aggirano in Italia con zero prospettive ma e' anche vero che i lavoratori di cui sopra spesso sono quelli che ancora riescono a sostentare i loro figli, la famiglia, il mutuo, ecc......e cosa ne facciamo ?
Li prepensioniamo in blocco ? Ci si doveva pensare prima !

Mi sono fatto mille domande in questo periodo ascoltando e leggendo tanto attorno ai problemi portati dalla crisi ed ho cercato anche, per cio' che potevo, di immedesimarmi in drammatiche situazioni per cui al termine, sconfortato dall'impotenza, ho desistito dall'arzigogolare una ricetta poiche' sarebbe dolorosa assai e comporterebbe dei sacrifici enormi magari solo per una parte di italiani e prevederebbe una classe politica in grado di effettuarla con coraggio senza guardare in faccia nessuno.

L'unica alternativa possibile per me resta una continua inarrestabile lunghissima serie di riforme ad ogni livello che modifichi prima di tutto il nostro vetusto ed obsoleto modo di guardare al mercato e contemporaneamente che educhi i cittadini ad atteggiamenti piu' solidali ed altruistici.

L'Italia, credo, abbia le carte in regola e le risorse (ancora non sfruttate in pieno) per concedere una visione di speranza per il futuro a patto che si metta in testa di crescere abbandonando il provincialismo e l'odioso atteggiamento di vittimismo.

Non sono giovane e non ho figli ma ugualmente "i have a dream" come nel post precedente immaginando un paese moderno che improntasse la sua economia sull'arte, sul turismo e sull'inventiva, che concedesse risorse alla ricerca sfornando laureati in grado di competere nel mondo, che riservasse ai giovani la possibilita' di mettere in pratica idee nuove e iniziative al passo con i tempi, che desse la possibilta' ai non-lavoratori di continuare una degna vita senza costringerli a mendicare, che sviluppasse una vera politica culturale di accoglienza fornendo ai cittadini la visione d'un mondo emancipato ed interrazziale.

Sogno ? Utopia ?

Beh, almeno questi non li possono tassare !!

:bai

Rodolfo Tatana
10-09-12, 19: 21
ragazzi guardate a roma cosa sta succedendo oggi, 500 operai con familiari al seguito circondati da 1000 poliziotti fanno sentire le loro ragioni, disposti a tutto, anche con metodi un po forti, e dire che questo solo l'inizio, sta esplodeneo la rabbia contro una politica industriale che latita da almeno 15 anni, il mio toerritorio devastato e agonizzante; ma io dico che se tutti quelli che hanno da manifestare in tutta italia facessero lo stesso casino che si sta facendo oggi forse qualcuno avrebbe mosso il sederino dalla sedia prima di oggi per provare a risolvere qualche situazione e ascoltare anche chi parla di alternative come la bonifica (per noi), che provino a chiamarli banditi a questi operai quando per decenni abbiamo regalato lavoro e miliardi a banche e industriali

Armandillo
10-09-12, 19: 34
ma io dico che se tutti quelli che hanno da manifestare in tutta italia facessero lo stesso casino che si sta facendo oggi forse qualcuno avrebbe mosso il sederino dalla sedia prima di oggi per provare a risolvere qualche situazione

Eh quante volte l'ho pensato !
Ma chi lo farebbe ?

L'Italia e' piena di vecchi (figli non se ne fanno) e i giovani si sono allontanati da tempo dalla politica inoltre c'e' una certa parte di italiani che ha goduto e gode ancora di privilegi elargiti dai partiti (che poi sono lo "zoccolo duro" che non ha cambiato idea nemmeno ora), poi c'e' una fetta di meno giovani che spesso riescono a tirare avanti grazie all'aiuto dei loro vecchi e che non essendo ne' carne ne' pesce non sperano gli cada sul capo dal cielo una occasione di impiego.

Chi resta ?

Restano gli operai, gli agricoltori, gli artigiani che sbarcano il lunario a fatica ma che ancora (per poco ?) ce la fanno.

Non so se si aspetti che la corda si spezzi per muoversi....ma gli italiani non sono i greci !

Mah....

Rodolfo Tatana
10-09-12, 21: 11
Eh quante volte l'ho pensato !
Ma chi lo farebbe ?

le persone interessate ovviamnte, oggi a roma c'erano sopratutto 50enni, lo stesso fervore vorrei vederlo da altre regioni, marchionne e simili hanno spostato produzioni da 3000 operai in altri paesi senza che nessuno dicesse mezzo BA, con operai a roma in manifestazione seduti per terra in attesa della manna dal cielo, se non si fa casino non si ottiene niente!! ci vuole piu focosita' solo cosi' si ottiene intersse mediatico e si muovono le persone che dovrebbero risolovere le questioni!

dicevo che solo l'inizio, arriveranno poi eurallumina ila sms, operai da ottana, pastori e popolo delle partite iva, questo solo dalla sardegna, si sveglino anche le altre regioni!!

Armandillo
12-09-12, 19: 35
dicevo che solo l'inizio, arriveranno poi eurallumina ila sms, operai da ottana, pastori e popolo delle partite iva, questo solo dalla sardegna, si sveglino anche le altre regioni!!

Hai ragione ma e' difficile.
Giusto ieri sera a Ballaro' un intervenuto spiegava bene la situazione delle aziende italiane ma piu' in generale di tutti i settori soffermandosi sui conflitti tra giovani e vecchi, tra aziende che continuano a lavorare abbastanza bene e aziende assolutamente in crisi e tra regioni e regioni.
Una Italia di contrasti profondi che impedisce di fatto la solidarieta' nella lotta, una Italia di corporazioni che tutelano solo i loro interessi non curandosi di quelli altrui.

Gli ultimi sondaggi sulle preferenze politiche mi conferma l'ipotesi di questa nazione spaccata quasi in due dove non esiste piu' un ceto medio ma solo molto ricchi e molto poveri e poi pensionati da una parte e giovani disoccupati dall'altra.

Un quadro sconfortante :boh