PDA

Visualizza versione completa : L'intelligenza non si studia ?



janet
20-08-12, 18: 26
Capisco perfettamente che sul forum ci siano molte persone preparate e sopratutto in grado di poter giudicare criticamente gli input che si ricevono dall'ambiente esterno ma la massa è ben diversa.
Volevo un vostro commento su questo messaggio visivo, che postato più volte sui social network, riscuote consensi e condivisioni
http://images.collectiontricks.it/images/49582800999867919141.jpg (http://images.collectiontricks.it/)
Cosa vuol dire che l'italiano medio è pronto a dequalificarsi ancora di più? Nel momento in cui ci sarebbe bisogno di maggiore impegno e studio, si vuole ritornare ad una cultura elementare ? Oltretutto ogni tipo di intelligenza è come una pianta, ha bisogno di essere nutrita.

Armandillo
20-08-12, 19: 36
Beh, letto così Janet mi sembra un cartello chiaramente provocatorio che nasconde amare verita' !

E' un dato di fatto che spesso il potere sia in mano a persone non qualificate che non lo meritano e che lo hanno ottenuto talvolta soverchiando chi invece era piu' preparato.
Visto così si spiega il richiamo alla concretezza.

M'e' capitato sovente di avere a che fare con individui veramente ignoranti che occupavano posti e li mantenevano solo grazie alle capacita' altrui così come, al contrario, ho trovato persone intelligenti lavorare in posti meno qualificati.

Poi c'e' da dire che puntare il dito contro quelli definiti "professori con 3 lauree" non mi sembra proprio corretto nel senso che si sa che lì l'intelligenza c'entra poco in quanto subentrano interessi e cinismo che non guardano tanto per il sottile quando c'e' da fare cassa o c'e' il timore del fallimento.

:bai

LadyHawke
20-08-12, 19: 48
Capisco il tuo punto di vista a caldo verso un messaggio del genere, ma, parafrasando un tormentone del momento, ci sono sempre molte sfumature di grigio... tutto dipende come si assimila il messaggio, o meglio, come ci si predispone ad interpretarlo:
Intanto è un messaggio arrabbiato, di chi in due parole vorrebbe gridare e spiegare la sua disperazione e senza turpiloqui... prendiamone atto :boh

Ho visto uomini con la terza elementare[...]... E' vero, magari soprattutto in tempi più remoti ma anche oggi, non è possibile negare alcune realtà slegate da un fattore "studio": sono le capacità individuali che non si possono reprimere perché il titolo di studio non è teoricamente adeguato

Poi ho visto professori con tre lauree in tasca [...] Ineccepibile anche questo purtroppo: una laurea ha il giusto valore quando chi la consegue la onora...

L'intelligenza non si studia... Chissà se chi ha scritto quel cartello voleva dire proprio questo: però comunque no, l'intelligenza non la puoi imparare, o ce l'hai non ce l'hai.. chi ha studiato=istruito e preparato mi sta bene, ma chi ha studiato=intelligente mi spiace ma non mi torna per nulla... l'intelligenza è una cosa, la capacità e l'ingegnosità umana sono un'altra e possono vivere tranquillamente separate.

Ovvio che il massimo del "cult" sarebbe l'individuo colto, intelligente e capace (magari ci mettiamo anche muscoloso o con un bel paio di gambe? ^^), ma siamo esseri umani che nel loro ambito sociale magari si sono dovuti adattare alla loro realtà, sviluppando capacità diverse in base alle necessità o alle attitudini.
Se fosse stato scritto "le capacità e le ingegnosità non si studiano" forse avrei parzialmente contraddetto anch'io perché lo studio può in taluni casi sopperire laddove non arriva l'intelligenza: esasperando, lo spappagallare una poesia a memoria non indica certo che se ne sia afferrata l'essenza, ma di certo ti fa "apparire", la conoscenza perfetta di un impianto studiato a tavolino può portare ad individuare abbastanza prontamente un problema (ma allo stesso modo magari di chi su quell'impianto ci ha passato una vita…)

Nessuno vuole negare l'importanza dello studio, anzi, è sempre sotto gli occhi di tutti a livello mondiale quanto questo sia importante, ma occhio a non calcare troppo la mano perché è spiacevole pensare che qualcuno possa sentirsi cittadino di serie A o di serie B magari per quello…

Però no: l'intelligenza non si studia proprio

:bai

MarcoStraf
20-08-12, 20: 27
Direi che sia una delle piu' grosse baggianate che io abbia mai letto.

Intelligenza, studio, educazione, capacita' imprenditoriali (e potrei continuare) sono cose ben diverse tra loro.

L'educazione si puo' quantificare (diploma, una o piu' lauree). L'intelligenza no.

Un pluri-laureato puo' iniziare una azienda e fallire miseramente, come potrebbe accadere con uno con la sola terza elementare, in quanto la capacita' imprenditoriale non dipende dalla educazione ma da capacita' intrinsiche. E' pero' vero che per ogni persona che ha successo con la sola terza elementare, ce ne sono mille che invece hanno una laurea. Lo studio non e' tutto, ma aiuta. Se non avessi studiato, a quest'ora non sarei un fisico.

"L'intelligenza non si studia". Ma una educazione di certo aiuterebbe ad evitare certi strafalcioni grammaticali.

Mathew23
20-08-12, 20: 51
pensandola egoisticamente, meglio se la pensano così...
Mi agevolano solo il lavoro :lol:

scherzi a parte,
i titoli contano eccome... io sono stato "ingaggiato" da un'azienda ancora prima di laurearmi.. vorrà dire qualcosa :sisi

sono anche dell'idea che discorsi di quel tipo forse si potevano fare un tempo, quando dal nulla si poteva inventare qualcosa..
ora c'è troppa competizione... specializzarsi in qualche ambito è essenziale

janet
23-08-12, 16: 53
tutto dipende come si assimila il messaggio, o meglio, come ci si predispone ad interpretarlo:
Molto probabilmente è vero, dipende da una certa interpretazione della vita e della realtà circostante che porta proprio a rifiutare un messaggio del genere e porsi molte, ma molte domande, su tutta la gente che gli ha dato il più uno o l'ha condiviso.
Ad esempio penso ad altri articoli riguardanti il fatto che nella Silicon Valley se a meno di 30 anni non si ha successo, si è falliti ed a una gerontocrazia dominante invece in Italia, come si è parlato ieri sera alla 7. Questo sposta indubbiamente l'età in cui gli sforzi fatti negli studi portano a dei risultati e questo sistema è sicuramente da combattere. Poi c'è sicuramente una cosidetta intelligenza pratica che può portare magari una persona a creare un'attività produttiva ed in grado di dare lavoro, ma poi per mandarla avanti, ha bisogno di tutta una serie di professionisti, commercialisti, avvocati, esperti di marketing. Capacità che la persona che non ha studiato, o ha studiato altro, non potrà mai avere. I superuomini non esistono, quello che secondo me potrebbe creare qualcosa di vincente è un team preparato e capace di cooperare, e se non funziona tutti a casa. Lo abbiamo visto fare più volte da grosse ditte americane, Yahoo, HP, lo stesso Steve Jobs fu allontanato per un lungo periodo, è quello a cui si deve arrivare anche in Italia.

MarcoStraf
23-08-12, 18: 54
... I superuomini non esistono, quello che secondo me potrebbe creare qualcosa di vincente è un team preparato e capace di cooperare, ...
Esatto.
I superuomini non esistono, ma esistono i "geni" capaci di "creare" il team di successo. Steve Jobs era uno di quelli, non avrebbe fatto nulla se non avesse scelto la gente adatta, ed e' quello che sempre detto: per avere successo si ha bisogno di un team con solo A-player (ossia il meglio del meglio), perche' gli A-player giocano bene solo con altri A-player. E per creare un A-team occorre favorire la meritocrazia, quello che e' impossibile fare in Italia, dove l'unico modo per sbarazzarsi di persone incompetenti e' di promuoverli (a cariche dove non possono fare molto danno) o mandarli in politica (vedi le varie trote e salmoni)

Armandillo
24-08-12, 11: 40
Cosa vuol dire che l'italiano medio è pronto a dequalificarsi ancora di più? Nel momento in cui ci sarebbe bisogno di maggiore impegno e studio, si vuole ritornare ad una cultura elementare ? Oltretutto ogni tipo di intelligenza è come una pianta, ha bisogno di essere nutrita.

Credo che calandosi nella triste realta' italiana un ragazzo, magari diplomato, che guardandosi attorno non vede prospettive per il futuro e che non abbia la possibilita' di andarsene altrove, alla fine, accetti di restare soprattutto se in famiglia si ha una attivita' e quindi rinunci al proseguo degli studi.
Questo vuol dire dequalificarsi ?
Beh si se si considera che gia' oggi si rimane in famiglia anche sugli "anta" e il circolo vizioso "mancanza di lavoro-impossibilita' di vita autonoma" uccide la volonta' di sacrificio e le speranze di progetto.
Credo anche che vi sia stato e vi sia un cedimento culturale durato decenni per cui si pensava che alla fine qualcosa di buono sarebbe comunque uscito fuori sia per conoscenza sia per eredita' genitoriale....e si e' riposati sugli allori.

Porto il mio caso:
diplomato, dopo tanti tentativi con concorsi e deluso sono approdato al lavoro di mio padre che mi ha consentito di vivere per una decina di anni abbastanza bene.
Poi, per varie vicissitudini, ho abbandonato quel lavoro ed ho dovuto scegliere cosa fare da grande (ma ne avevo gia' 42) e alla fine mi sono adeguato (terribile parola !) ad un nuovo lavoro (operaio) consapevole della mancanza di un possibile miglioramento....insomma mi sono rassegnato.

Penso che ora, nella situazione attuale, di casi simili ve ne siano migliaia e che ci voglia tanta forza di volonta' ma comprendo chi, nonostante tutti gli sforzi, veda porte chiuse, ostacoli, assenza di occasioni.

In questo ambito, e solo in questo, si spiega quel cartello "disperato" col riferimento al "saper fare" molto concreto, il che pero' non vuol dire denigrare lo studio....e' un alzare bandiera bianca !

:bai

janet
24-08-12, 12: 55
Sinceramente Armandillo, capisco il tuo discorso ma vedo una realtà ben diversa e come era per me uno specchio sul mondo P2P forum, ora sono contenta sempre di confrontarmi su CT, dove vedo sempre gente preparata e concreta.

E' ovvio che già nel mio piccolo io mi confronto sempre con tanta gioventù e vedo delle differenze abissali rispetto al mondo dei miei nonni che avevano origini contadine. Solo il duro lavoro loro ha permesso poi ai miei genitori di studiare e permettere poi a noi di farlo.
Se si perde di vista questo concetto e si cerca un adagiamento, una vita senza impegno, poi alla fine si arriva alla situazione attuale. Sposto il discorso dal tema principale perchè per me non è un problema di studio o di intelligenza ma di voglia di impegnarsi fino in fondo.
Ad esempio una persona che ho conosciuto on line sarebbe un ottimo disegnatore molto portato per le arti grafiche ma sta studiando da fisioterapista, perchè ovviamente è una laurea che consente ancora di trovare lavoro. Ma questo arrangiarsi, questo cercare altro non porterà mai alla famosa classe A di cui parla Marco. Forse è sopratutto in questo, in Italia, che bisogna creare una contro-tendenza.

Armandillo
24-08-12, 13: 58
Ma questo arrangiarsi, questo cercare altro non porterà mai alla famosa classe A di cui parla Marco. Forse è sopratutto in questo, in Italia, che bisogna creare una contro-tendenza.

Verissimo....io ho portato il mio caso "datato" proprio per confrontarlo con la realta' attuale....ed e' cambiato poco o nulla...amara constatazione !

Ieri sera SuperQuark ha trasmesso un interessante servizio sul Brasile che sappiamo aver passato momenti come i nostri attuali.
Ebbene lì c'e' stata intelligenza ed imprenditorialita'.
Hanno riversato quantita' enormi di fondi alla ricerca che ora da' i suoi frutti elevando quel paese alla stregua della Cina - che e' tutto dire - esattamente l'opposto di come s'e' agito e si agisce purtroppo qui da noi.

L'impegno e' fondamentale e non voglio "scusare" chi non ha la forza di impiegarlo ma mi sforzo di capire quali meccanismi intervengono a "segare le gambe" a chi volenteroso intenda affacciarsi sul mondo del lavoro.
Sappiamo che tanti laureati emigrano in cerca di occasioni all'estero e spesso con risultati positivi ma quando devono confrontarsi con consimili, che so, cinesi o indiani la partita e' persa in partenza.

Dico questo perche' allora c'e' qualcosa di fondamentale che non funziona e che non riguarda nemmeno la buona volonta' del singolo.
Credo siano gravi mancanze in molti settori a partire dalla scuola (e tu dovresti conoscerle) passando dall'universita' fin all'organizzazione stessa del lavoro (accesso, contratti, ecc...).
In Cina o in India uno studente sa che il suo impegno lo ripaghera' quasi sicuramente tanto che da cio' che ho letto sembra che le aziende o le industrie "prenotino" i singoli piu' capaci e questo da' stimoli a noi sconosciuti.
In Brasile, grazie alla ricerca, sta emergendo una giovane classe di manager ed operai altamente specializzati che hanno ricevuto rinomanza internazionale.

Lo studio aiuta, come diceva Marco, l'impegno e la volonta' accelerano ma se non si sa ( o si puo') dove impiegarli l'alternativa e' cambiar strada arrangiandosi come il tuo utente disegnatore.

janet
25-08-12, 02: 44
Credo siano gravi mancanze in molti settori a partire dalla scuola (e tu dovresti conoscerle) Sono d'accordo con tutto quello che hai detto e sono contenta per chi troverà lavoro ma non sono affatto soddisfatta che i problemi della scuola, infiniti si possano risolvere solo con nuove assunzioni eppure il governo sbandiera 21.000 posti di lavoro a settembre e l'indizione di concorsi per altri 9000.
Lo sai chi entrerà fra i precari, gente che ha già un lavoro come libero professionista, architetto, avvocato e nello stesso tempo vogliono guadagnare il pomeriggio ed avere la sicurezza del posto fisso. Questo gli ha permesso per anni di continuare a fare supplenze ed accumulare punti ma i giovani non entreranno. Sarebbe stato giusto mettere anche questi 21.000 posti a concorso dove doveva vincere la meritocrazia e crearsi così una valida classe insegnante, non un lavoro di ripiego, ma tanto non cambierà mai nulla in Italia.

Rodolfo Tatana
28-08-12, 19: 59
Direi che sia una delle piu' grosse baggianate che io abbia mai letto.

mi pare una posizione un po forte, al di la del discorso lessicale e della differenza tra intelligenza a capacita' imprenditoriali, perchè questa è una frase ad effetto e non ha alcuna pretesa di inquadrare la societa' attuale alla perfezione, secondo me è pura verita', anche io ho visto gente con la quinta elementare creare occupazione e benessere e persone con tre lauree in tasca far fallire un intero polo industriale, cosi' come è vero che ci sono persone con tre aluree che fanno bene il loro lavoro e quello che ha la prima elementare farlo male, diciamo che inquadra la situazione attuale italiana dove classe politica e imprenditoriale (forse peggiori della storia d'italia) ci ha portato al fallimento e spesso dobbiamo ringraziare i nonni i padri che hanno la quinta elementare e che lavorano se riusciamo ancora a tirare avanti

janet
28-08-12, 21: 05
ma per me Marco parlava di baggianate in quanto si tratta di frasi ad effetto tipo quelle dei cioccolatini o i momenti di pubblicità che colpiscono magari più di messaggi seri e rimangono come tormentoni e postata, dico io, da uno poco intelligente perchè allora sarebbe capace di scrivere un articolo e frustrato perchè gli bastano gli effimeri più uno su un social network, ma vada a lavorare e dia lui o lei l'esempio.
Scusate, il mio era solo sgomento, vedendo quello che ha successo in rete, ma il nostro forum è molto meglio, mettiamo sempre le fonti, continuiamo così e non saliamo sugli specchi perchè la crisi può essere benissimo causata da uno anche con dieci lauree, anche molto intelligente ma interamente disonesto e a noi non servono solo le persone intelligenti con laurea o meno ma sopratutto gente onesta, che metta il tornaconto della nazione rispetto al suo, in qualunque grado di dirigenza operi.

MarcoStraf
04-09-12, 20: 12
mi pare una posizione un po forte, ...
Esatto, e' proprio la mia posizione.
Qualche volta bisogna prendere il coraggio a due mani e dire quello che si pensa, anche a costo di lasciare malcontenti.

La situazione e' brutta, e sembra che tutti puntino il dito agli altri, nella classica corsa allo scaricabarile. Come dice Janet, qui non e' un discorso di lauree, educazione ed intelligenza. Quel cartello e' una delle tante frasi populiste "ad effetto", alla Beppe Grillo, dire alla gente quello che la gente "vuole" sentire, invece di quello che la gente "dovrebbe" ascoltare. Troppo facile, e controproducente.

Che e' quello che poi vedo succede anche dove vivo, negli States. I politici invece che "proporre" le proprie piattaforme e dire "come" pensano di risolvere i problemi, si limitano a puntare il dito agli altri partiti, dicendo come "abbiano" sbagliato, senza specificare il come e il perche'. Vota per me, dicono, e io vi risolvero' tutti i problemi. E' disgustoso.

Ecco perche' in questo momento la mia posizione e' "forte", sono stanco del marcio.

Lo Zio T
27-12-12, 01: 59
Il riassunto di intelligenza sta nella frase: "so di non sapere". Solo chi è consapevole del significato di questa frase e soprattutto del fatto che si applica in maniera uniforme a tutti le persone, può avere le basi per poter essere intelligente a 360°.

Sì, io credo che non esista una definizione univoca di intelligenza. Penso che rappresenta un insieme di varie componenti. Ne cito alcune: capacità di comunicare, capacità di apprendere le nozioni e di saperle applicare, capacità di ragionare, volontà di apprendere e migliorarsi continuamente.

Pensare di essere intelligenti significa sfociare nella saccenza, decidere automaticamente di fermarsi ad un certo limite, smettere di apprendere.