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Armandillo
06-01-12, 09: 57
Li incontro sempre il mattino all'alba.
Li vedo agli angoli delle strade attendere un probabile datore di lavoro.
Imbacuccati e puntuali sono lì nella speranza che la giornata rechi buoni frutti; sono lì alla pompa di benzina infreddoliti sempre gentili e col sorriso stampato che in un improvvisato italiano offrono un servizio per pochi centesimi.
Sempre piu' presenti e' facile incontrarli nei cantieri a faticare spesso poco remunerati o sulla metro con i vestiti logori mezzo addormentati per l'alzataccia.

Nei loro occhi si puo' leggere la speranza e la lontananza dalle loro case in un paese che poco conoscono, che non gli appartiene per cultura e per usi ma che rappresenta una opportunita' di migliorare le condizioni della loro famiglia lontana.
Una vita di sacrifici e disagi per noi inconcepibili e di cui non ci curiamo o preferiamo non pensare.

Mi sono posto una domanda:"Sarei capace io, ora, con il mio sapere, affrontare una tale esperienza, capovolgendo le parti, che so, in Senegal, in India o in Romania, sopportando leggi sconosciute, abitudini completamente diverse, lingua incomprensibile, cibo insopportabile ?"

No....sinceramente e onestamente no !!!

Quindi rispetto per costoro o forse ammirazione.

Tempo fa conobbi un indiano venditore di accendini ed altre piccolonerie.
Un ragazzo a modo gentile e simpatico che col suo lavoro, in un anno, mise da parte 1 milione delle vecchie lire :shock mangiando con 1000 lire al giorno e sacrificando la sua giovane vita.
Un giorno, sempre lì col suo banchetto, mi disse che gli avevano sottratto nottetempo quel piccolo gruzzolo....un anno intero di lavoro !!!

Mi sarei aspettato allora disperazione e pianto.....invece no....col suo accento, col suo volto scuro, con quegli occhi cenere e luminosi pieni ancora di speranza fece spallucce senza commenti mostrando quei denti bianchi in un sorriso come a significare che i suoi sforzi, forse, avevano contribuito a risolvere dei problemi di un suo possibile compaesano e che lui avrebbe ricominciato d'accapo con i suoi accendini......non dissi nulla ma dentro di me un sentimento di pieta' misto ad ammirazione !

Probabilmente qualcuno osservera' che cio' che ho scritto rappresenta solo una meta' della medaglia.....si e vero, ma credo sia sempre piu' difficile vederne questo lato e molto piu' facile vederne quello negativo.



Dedicato a Pupi, mio amico.

jacklostorto
06-01-12, 11: 14
Mi sono posto una domanda:"Sarei capace io, ora, con il mio sapere, affrontare una tale esperienza, capovolgendo le parti, che so, in Senegal, in India o in Romania, sopportando leggi sconosciute, abitudini completamente diverse, lingua incomprensibile, cibo insopportabile ?"

No....sinceramente e onestamente no !!!

beh...mi ripeteva spesso mio Padre"quando l'acqua arriva alla gola vedrai che imparerai a nuotare"ed era vero,mi insegnò a nuotare cosa che ancora oggi pratico volentieri,e poi quelle parole mi hanno aiutato in particolari momenti difficili,insomma credo che come in passato i nostri emigranti fecero all'Estero,oggi se costretti...nulla è impossibile.

@Quindi rispetto per costoro o forse ammirazione.
certamente.

:bai

janet
06-01-12, 18: 44
io invece, la vedo diversamente, vedo che tutti questi simpatici indiani e cinesi vendono merce contraffatta davanti ai supermercati e se ti avvicini, ti offrono sempre gli orologi di marca che hanno nascosti dentro una busta. Vedo che sfruttano bene il pietismo, l'ultima volta me ne se sono accorta molto bene, quando proprio per pietà ho fatto cambiare la pila all'orologio, sono stata mezz'ora al freddo ed ho pagato di più. La prossima volta andrò dal mio amico gioiellere che mi farà lo scontrino, perchè proprio tutti dobbiamo pagare le tasse.

calaf
06-01-12, 18: 49
Ma lo sapevate che a Cortina non ne hanno pizzicato nemmeno uno.
Forse si sono accorti che quelli che la frequentano sono più poveri di loro.:bsh

Armandillo
06-01-12, 19: 44
io invece, la vedo diversamente

Non e' vero.
Tu vedi quel lato del discorso.
Probabilmente vedi anche quelli che spacciano, che rubano, che svaligiano le case, che ubriachi investono i pedoni.
Li vedo anch'io e come te e come tanti potrei essere portato verso sentimenti di avversione o intolleranza ma non accetto la guerra tra poveri e voglio scorgerne il lato piu' umano, quello che spinge alla sopravvivenza ma con onesta'.

Il mio discorso vuole essere uno stimolo alla riflessione e non una provocazione.

Ripeto: troppo facile accorgersi solo dei lati negativi e piu' complesso immedesimarsi noi benestanti o agiati o comunque lontani da quelle situazioni di disperazione entrando nei loro panni non metaforicamente parlando.

Il tema immigrati e' da sempre delicato e scottante ma ineludibile poiche' il paese tendera' sempre piu' alla integrazione e con questo si dovra' fare i conti.
Perche' vedere il "vucompra'" e non l'indiano di turno che vende sulla bancarella ?
Perche' vedere il "lavavetri" e non indignarsi per il parcheggiatore abusivo (italiano) ?
Infine perche' prendersela per il poveraccio che rimedia con chincaglierie e non col politico che ruba alle spalle di noi tutti ?

janet
06-01-12, 20: 53
mi dispiace Armandillo, ma pensavo sinceramente non parlassi con luoghi comuni , non è avversione ed intolleranza perchè il mio lavoro dipende in massima parte dagli emigrati, dal momento che in Italia ormai i figli ne fanno in pochi e poichè, ne conosco tanti, distinguo, fra quelli che portano la famiglia e vogliono inserirsi e quelli che continuano a vivere di espedienti. Il pietismo non aiuterà nè loro nè noi nell'inserimento e nella creazione di una società multiraziale. Non è assolutamente intolleranza chiedere che magari non siano sfruttati in lavori neri e non contribuiscano alla diffusione di prodotti pirata.

Questo non vuol dire che non sia anche contro dentisti, commercianti ed altri italiani che evadono il fisco.

Il fatto che ognuno non vuole vedere il vicino che sbaglia non è giustizia, dovremmo avere il coraggio di denunciare il vicino non lasciar perdere per pietà o amicizia o perchè in Italia siamo sempre troppo abituati a voltarci dall'altra parte.

Andy86
06-01-12, 21: 20
quelli che spacciano, che rubano, che svaligiano le case, che ubriachi investono i pedoni.

Questo non vedo cosa centri con gli immigrati, visto che lo fanno anche gli italiani, e in maggior misura, giacché ne vogliano propinarci i telegiornali. :sisi



Perche' vedere il "vucompra'" e non l'indiano di turno che vende sulla bancarella ?
Perche' vedere il "lavavetri" e non indignarsi per il parcheggiatore abusivo (italiano) ?
Infine perche' prendersela per il poveraccio che rimedia con chincaglierie e non col politico che ruba alle spalle di noi tutti ?

Concordo al 200%. :sisi



perchè proprio tutti dobbiamo pagare le tasse.

Anche a costo di fare la fame?
Forse bisognerebbe provare a mettersi nei loro panni, prima di vederli come criminali a tutti gli effetti.

Io lavoro due giorni la settimana, faccio sicuramente più fatica di altri, e percepisco circa 100€ al mese, che al netto diventano 80.
E se non fossi mantenuto? Non farei forse carte false per convertire in cibo anche i 20€ mancanti? Preferisco non pensarci. :sisi

Tornando ai poveretti, credo che molti se potessero mettersi in regola lo farebbero, ma sono bloccati da una legge che non consente facilmente l'apertura di attività ex-novo e che impone costi così alti che quelle persone mai potranno permettersi.

Magari non hai avuto un servizio adeguato per un lavoro che potevi fare da sola, ma vedi il lato positivo: hai dato una mancia ad una persona che senza sarebbe potuta morire di fame. :sisi

Già, a proposito di mancia, ormai regalare soldi sembra una cosa da scemi, una volta, almeno da queste parti, era tradizione irrinunciabile: ancora oggi le persone anziane tendono a ricompensare qualunque favore. In altri frangenti è già tanto ricevere un grazie. :triste

janet
06-01-12, 21: 47
Com'è che ci indigniamo tutti per coloro che sono oltre 4 milioni e fra poco diverranno quindici milioni, come è giusto che sia, dal momento che tutte le nazioni europee hanno lavoratori multi-razziali e non ci preoccupiamo per quelli che non hanno avuto lo stipendio o sono saliti sui tetti, per quelli licenziati a 55 anni che hanno famiglia ? Ogni capo contraffatto venduto toglie lavoro ad una famiglia italiana, bisogna pensare sopratutto a questo.

Non mi piacciono questi discorsi sono gli stessi che si sono sempre fatti, come anche quelli ho un figlio e vai dall'amico o dal politico compiacente e che sa fare ? niente, bhè un posto da usciere c'è. Dobbiamo uscire da tanti discorsi sbagliati se vogliamo creare un'Italia diversa.

Mi dispiace per la foga ma chi mi conosce da P2P sa che alcuni temi sono per forza politici e quindi esco dalla discussione, dal momento che qui non si può ma su Google Plus sì, ciao e scusate.

Andy86
06-01-12, 22: 03
:bai



non ci preoccupiamo per quelli che non hanno avuto lo stipendio o sono saliti sui tetti, per quelli licenziati a 55 anni che hanno famiglia ?

Non era questa la discussione e non vedo cosa centri il problema della contraffazione con quello dell'immigrazione, dato che sono principalmente i grandi produttori a spostare la produzione in oriente e non gli orientali a venire a vendere da noi.

La Mivar è in crisi perché, si, ci sono i televisori cinesi, ma non sono certo quelli che compri sulla bancarellina in piazza, bensi quelli di samsung - toshiba - philips e compagnia bella. La gaggia ha chiuso per portare la produzione all'estero per avere tasse minori, non perché la gente compra le macchinette del caffè sulle bancarelle dei poveretti. :sisi

Il problema non l'integrazione razziale, e non lo risolvi mandando via la gente, perché i posti che mancano non sono certo occupati dagli stranieri residenti in italia, ma da quelli che sono rimasti nel loro paese, e questo perché gli altri paesi hanno meno tasse di noi e le grandi aziende preferiscono aprire la per fare più soldi... tanto loro sono ricchi, poverini. :triste

A equazioni fatte, tolgono più lavoro i prodotti in vendita nei centri commerciali che quelli dati per contraffatti solo perché non autorizzati o non uguali al modello disegnato dal proprietario dei marchi. Una maglietta di calcio contraffatta può arrivare dalla cina, ma stai certa che anche una maglietta ufficiale delle nike non è fatta in italia, perciò, parlando di italia forse sono meglio spesi i soldi del cinesino, che forse compra cibo in italia, che quelli al negozio, che compra da nike, e quindi all'estero (e sono soldi che escono). :sisi

Armandillo
06-01-12, 22: 48
mi dispiace Armandillo, ma pensavo sinceramente non parlassi con luoghi comuni

Probabilmente e' stato un mio limite e non sono riuscito a rendere cio' che avevo provato mettendo in risalto il lato umano.
Pietismo ?
No quando affermo di restare ammirato !
Rispetto e comprensione, questi gli aggettivi che sento nei loro confronti sia che vendano merce contraffatta sia che lavorino regolarmente.

Mancati guadagni ?
Ma allora chi scarica illegalmente musica, programmi o film quante famiglie mette sul lastrico ?

Esempio scorretto ?
Si, ma a favore di chi scarica, il livello e' ben diverso.
L'immigrato vende per fame, chi scarica lo fa per hobby !!

Io parlavo della solitudine, della lontananza, della nostalgia, del bisogno, della fame, della disperazione, dei perseguitati, dell'impossibilita' di avere un futuro....non certo di tasse.

Andy86
06-01-12, 22: 52
Esempio scorretto ?

Forse si, ma nel senso che di poveri a lavorare dietro musica e film non c'è ne sono... è tutta gente famosa e con le tasche piene. :lol:

almenolinno
07-01-12, 02: 52
Li incontro sempre il mattino all'alba.
Li vedo agli angoli delle strade attendere un probabile datore di lavoro.
Imbacuccati e puntuali sono lì nella speranza che la giornata rechi buoni frutti; sono lì alla pompa di benzina infreddoliti sempre gentili e col sorriso stampato che in un improvvisato italiano offrono un servizio per pochi centesimi.
Sempre piu' presenti e' facile incontrarli nei cantieri a faticare spesso poco remunerati o sulla metro con i vestiti logori mezzo addormentati per l'alzataccia.


Concordo e quoto in pieno il tuo post Arman e, se nella sua prima parte vi è una sorta di poetica della r realtà, nella sua seconda parte vi è il resoconto di una tragica condizione umana alla quale nessuno dovrebbe essere sottoposto.


Al di là di discorsi politici o sociali che alla fine lasciano il tempo che trovano, io credo Armandillo ci volesse invitare a riflettere sulla condizione umana di chi è costretto ad abbandonare la propria terra, i propri affetti, le sue poche certezze ed affrontare l'ignoto in una terra straniera.

Persone per male e persone per bene ci sono ovunque e a qualsiasi latitudine si guardi. Il vedere il male è un'attitudine mentale così come lo è il vedere il bene. Entrambe sono attitudini giuste ed entrambe ci permettono di vedere la vita quale essa è.

Ma devono coesistere entrambe altrimenti avremmo una visione nell'un caso estremamente pessimistica della vita e nell'altro una visione idilliaca non corrispondente alla realtà.

Se debbo trarre una riflessione da quanto scritto da Arman, Janet, Andy86,ecc. la riflessione sarà sulla nostra condizione umana.

Sulla condizione di chi, come a noi italiani, è stato sottratto lo spirito critico, molte dignità,molte libertà, il diritto ad indignarsi e ad essere ascoltati. Staremo certamente in case più comode,ci vestiremo meglio, vivremo una vita migliore ma tutte le differenze si fermano lì.

Siamo anche noi dei baraccati dell'esistenza!

e per finire cito ciò che mi disse una volta un'immigrato Ruandese: << Preferisco morire di fame in Italia che il dovermi contendere armi in alla mano, un pugno di riso nel mio paese.>>.

Armandillo
07-01-12, 08: 54
Grazie Almen, non avrei trovato mai pensieri piu' puntuali dei tuoi per descrivere le mie sensazioni.

Nella mia esperienza, soprattutto lavorativa, ho avuto la fortuna di stare gomito a gomito con queste persone e come forse l'abitudine e una sorta di diffidenza porta a fare, come tanti, all'inizio ho mantenuto un distacco istintivo probabilmente regolato da pregiudizi o anche semplice malfidenza.
Col tempo ho compreso il mio errore, ho capito che mi fermavo alla superficie notando il colore della pelle, il cattivo odore, quel cibo puzzolente, le strane abitudini e pesavo le loro parole in cerca di offese verso "noi" bianchi ricchi quasi a conforto della mia intolleranza.
Poi ho parlato con loro, ho ascoltato le loro storie ed ho visto la loro vita qui....ho visto il coraggio della disperazione ma anche la determinazione che li spingeva ad affrontare disarmati un futuro incerto per la certezza di un futuro quale che fosse !

Luoghi comuni ?
Realta', amara e dura realta', cruda nelle parole e nei pensieri.

Ho imparato da queste persone ad apprezzare il mio umile lavoro e sono cambiato.
Loro rappresentano pur poveri una ricchezza e sono fiero di ricambiarla con le mie possibilita' quando se ne presenta l'occasione.

Mathew23
08-01-12, 12: 02
Il discorso immigrati porterà sempre opinioni divergenti...
Armadillo c'ha raccontato di episodi positivi, di persone che vengono in italia cercando lavoro....
Qui nasce il primo problema: perchè lavorare in nero al posto di mettersi in regola?
E le prime risposte che mi giungeranno saranno: "gli italiani non assumono immigrati".... personalmente lo ritengo falso...
sono da sempre dell'idea che se c'è volontà il lavoro si trova sempre...:eye

Altro aspetto che ci fa diverge d'opinione è la regione nella quale si abita: alcuni posti sono letteralmente "invasi" da immigrati, mentre altri luoghi sono toccati marginalmente... così alcuni vivono questa "ondata" come un problema, mentre altri sono piu tolleranti...

Aggiungiamoci i media: quando si parla di immigrati, si mette sempre l'accento su di essi; piovono titoloni, come se la nazionalità del soggetto fosse più importante del fatto commesso... viceversa, se il fatto viene compiuto da un italiano contro un immigrato, passa in secondo piano la nazionalità....
discorsi che si sono fatti anche per i nostri italiani quando sono migrati: l'estraneo viene sempre visto come un problema

Qui a padova, il comune ha istituito i cosidetti "Facilitatori Culturali", ex immigrati che si sono riusciti ad integrare, che aiutano altri immigrati a fare lo stesso... li cercano per le case, per le strade, per tutti gli angoli della città cercando di dare loro aiuto.. questo è un piccolo passo...

La rabbia sorge quando il fattore immigrati diventa un problema: sfocia nella criminalità...
Qui a padova abbiamo delle zone della città che sono letteralmente sotto il controllo di immigrati, che spacciano a qualsiasi ora del giorno... e sentire gente che non si sente sicura nella propria città, non esce di casa a certi orari, non frequanta certi luoghi per colpa di questa mandria di ebeti mi fa salire il sangue al cervello....

Da una parte penso sia colpa del comune stesso, che potrebbe fare molto ma molto di piu: se noi comuni cittadini sappiamo benissimo quali sono i luoghi dello spaccio, non vedo per quale motivo non lo possano sapere loro... diciamo che non lo vogliono vedere :eye

Sono favorevole a politiche del tipo: non ti sei messo in regola e trovato un lavoro entro 1 anno? te ne torni IMMEDIATAMENTE NEL TUO PAESE...
Sono contrario a discorsi prettamente moralisti che vogliono vedere solo gli immigrati come gente disperata in cerca di lavoro e sono contro a chi li vuole vedere solamente come minaccia


P.S: Due miei amici sono di origine moldava. venuti qui in italia da immigrati e ora regolari. la loro mamma è una laureata in chimica che ora fa pulizie. il loro padre è un ingegnere che ora fa il camionista: SE SI VUOLE VERAMENTE, IL LAVORO SI TROVA


IMHO

Andy86
08-01-12, 12: 19
diciamo che non lo vogliono vedere :eye

La guerra psicologica: chissà perché quando spaccia un immigrato è sulla bocca di tutti e se invece spaccia un italiano allora è tutto normale. :triste


SE SI VUOLE VERAMENTE, IL LAVORO SI TROVA

Si, ma quale? Se lavori per neanche 100€ lordi al mese, sì, è un lavoro, ma non ci campi se non sei mantenuto. :sisi

Mathew23
08-01-12, 13: 26
chissà perché quando spaccia un immigrato è sulla bocca di tutti e se invece spaccia un italiano allora è tutto normale.
La questione è sempre la stessa: l'immigrato viene visto come un intruso nel territorio, quindi non spaccerebbe qui in italia se stesse a casa sua... questa è la logica di fondo :ghgh


Si, ma quale? Se lavori per neanche 100€ lordi al mese, sì, è un lavoro, ma non ci campi se non sei mantenuto
Non esistono salari cosi bassi... e se uno dovesse incapparci che se ne vada...
Se fai anche solo il cameriere per due sere a settimana ti prendi 100 euro... e solo per due sere...
ci sono un mucchio di lavori, solo che la maggior parte della gente non si vuole abbassare a certi livelli:sisi

Andy86
08-01-12, 14: 10
Non esistono salari cosi bassi... e se uno dovesse incapparci che se ne vada...

Tanto per specificare, quello è il mio di salario... e uno più alto non l'ho trovato. Conosco gente che ha fatto l'estate in gelateria o a far l'animatrice... e non prendeva quello che tu chiami minimo, anzi, quello è il prezzo che ti danno per fare le pulizie tutti i giorni per mezzo mese. :sisi

Armandillo
08-01-12, 14: 22
Ringrazio per i vostri contributi ma speravo di leggere qualcosa che avesse attinenza piu' alle storie, alle aspettative, ai sogni di queste persone e non per nascondere i problemi gravi e delicati che la convivenza comporta ma come stimolo alla riflessione su un argomento oggettivamente piu' ostico a cui spesso non si pensa.

L'integrazione, laddove esiste, tale sara' solo se riusciremo veramente a comprendere ed accettare le diversita' con sincerita' poiche' il futuro, volenti o nolenti, ci vedra' tutti compartecipi e la societa' che si sviluppera' avra' bisogno del sostegno convinto di ognuno.

:bai

janet
08-01-12, 16: 32
Ma allora chi scarica illegalmente musica, programmi o film quante famiglie mette sul lastrico ?
qui stiamo parlando anche di prodotti cinesi, si sa come sono le condizioni di lavoro in quelle zone, mi sembra molto diverso il caso di chi scarica magari un film per uso personale.
L'Italia è piena di piccole industrie che sono state schiacciate da tutti questi prodotti ed il made in Italy alla fine rimane l'alta moda che nessuno si può permettere.
Comunque il buonismo non aiuta nè noi, nè loro, se sono colpevoli gli evasori di Cortina, lo sono anche i centinaia di vu comprà perchè entrambi non pagano le tasse. Dare prima la cittadinanza italiana ed inserirli in realtà lavorative, ce ne sono già tanti nei mercati che hanno i loro banchi e rilasciano gli scontrini, quindi bisogna solo aggiustare le cose.

Armandillo
08-01-12, 16: 49
L'Italia è piena di piccole industrie che sono state schiacciate da tutti questi prodotti ed il made in Italy alla fine rimane l'alta moda che nessuno si può permettere.

Ci sarebbe da discutere.
Imprenditori italiani che si sono rivolti a quel mercato sono aumentati poiche' alla fine a loro interessa solo il profitto e la' il costo-lavoro e' bassissimo e per fargli concorrenza c'e' solo la qualita', la particolarita' e la riforma del lavoro qui da noi.


Comunque il buonismo non aiuta nè noi, nè loro, se sono colpevoli gli evasori di Cortina, lo sono anche i centinaia di vu comprà perchè entrambi non pagano le tasse.

Non parlavo di buonismo.
Se si comprende a fondo il dramma di questa gente li si puo' aiutare ad integrarsi e la conseguenza diviene la piena accettazione delle nostre leggi compresa quella fiscale.

janet
08-01-12, 17: 02
l'integrazione passa per le leggi, gli diamo la sanità pubblica ed i buoni per i libri e non li rendiamo cittadini in grado di avere diritti e doveri rispetto allo stato che li ospita ? E' quello che fanno altre nazioni, molto meglio di noi, il buonismo è quello di permettere che vivano alla giornata per anni come fantasmi, senza uno status sociale
Chiediamo quindi politicamente che vengano fatte leggi in tal senso e non pensiamo al singolo che li tratta bene, altrimenti ci saranno sempre molte altre persone che li vedono come invasori e parassiti.

Una mia amica moldava non avendo la cittadinanza non ha potuto partecipare a molti concorsi pubblici e si è trasferita a Milano dove ora prende mille e settecento euro. Molti sono più in gamba degli italiani e si sono riusciti ad inserire anche con mille difficoltà. Come si diceva anche in televisione, ieri sera ci sono giovani italiani che preferiscono avere l'aiuto dei famigliari piuttosto di trasferirsi e l'Italia ha bisogno di meritocrazia e di gente che ha voglia di lavorare.
Non come quel caso della figlia che a 27 anni ha avuto riconosciuto dal giudice il diritto di essere mantenuta dal padre pensionato all'università. Questi sono i paradossi dell'Italia e come detto, bisogna risolverli politicamente.

Armandillo
08-01-12, 17: 11
Chiediamo quindi politicamente che vengano fatte leggi in tal senso e non pensiamo al singolo che li tratta bene, altrimenti ci saranno sempre molte altre persone che li vedono come invasori e parassiti.

Quegli ultimi vi saranno comunque se non c'e' uno sforzo di piena consapevolezza tanto e' vero che anche verso immigrati regolarizzati con lavoro e casa la diffidenza, per non dire altro, e' tangibile ed e' sufficiente una controversia per far insorgere gli aspetti piu' fastidiosi, antipatici e talvolta brutali.

Mathew23
08-01-12, 17: 21
Tanto per specificare, quello è il mio di salario... e uno più alto non l'ho trovato

In primis mi dispiace... ma che razza di lavoro è? per fare un centro estivo come animatore questa estate ho preso 515 euro mensili! quando ho fatto il cameriere prendevo 50 euro a serata più mancia... ora sto facendo uno stage in una testata giornalistica, su consiglio dell'università, per imparare il lavoro e prendo un rimborso spese di 560 euro mensili!
Andy ce ne sono di lavori!


SCUSATE L'O.T:bgg2

Andy86
08-01-12, 17: 44
In primis mi dispiace... ma che razza di lavoro è?

Consegno giornali. Avete presente il ragazzo-bicicletta dei film americani? La differenza è che io non li posso lanciare, devo recapitare casella per casella. :triste

A volte alcuni stranieri che portano le pubblicità vogliono sapere se guadagno più di loro, e quasi sempre vien fuori che è così, salvo che io pago la ritenuta d'acconto. :sisi

janet
08-01-12, 19: 23
un amico del mio uomo faceva il gruista ed ora per la crisi dei cantieri è senza lavoro e fa il cameriere, piuttosto che morire di fame, perchè ha famiglia, si accetta di fare qualunque cosa anche molto diversa da quella in cui si è specializzati . Certo sarebbe stato più facile per lui prendere la strada dei vu comprà, aprire un banchetto, mettersi d'accordo con la mafia cinese e vendere per strada

Comunque c'è sempre da distinguere fra gli emigranti che arrivano disperati e lo fanno per breve periodo, a quelli che conosciamo tutti e non dite che non è vero perchè sono quattro o cinque anni almeno che li vediamo sempre davanti allo stesso centro commerciale e supermercato, magari hanno portato pure la famiglia ma continuano a lavorare così.

Come fa uno stato, pronto a mettere le ganasce ad una macchina per pochi euro di multa non pagata e sappiamo tutti cosa fa Equitalia e non vedere queste altre situazioni a me sembra proprio incredibile.

MarcoStraf
08-01-12, 20: 55
Innanzi tutto occorre definire cosa sia un immigrato. Quando ero un ragazzino ed era ancora possibile giocare per strada (non che ci fossero alternative) bisognava stare attenti a stare all'interno del proprio rione, altrimenti erano botte. Altro che nazionalità, qui si parla di ragazzini che sono nati nella stessa città. Andiamo a vedere poi cosa succede quando si gioca il derby (soccer, no equitazione), le città italiane sono in stato di assedio. E poi ci stupiamo che vediamo di cattivo occhio chi viene dall'estero?

Quando l'economia di una nazione va bene nessuno fa caso agli immigranti, poiché fanno i lavori che nessuno vuole fare. Gli italiani del secolo scorso immigravano in Svizzera, Germania e Stati Uniti per lavorare in miniera o raccogliere immondizia. Quando le cose vanno male per tutti, diventa facile darecla colpa agli "altri". E questo lo fanno i nostri politici in primis.

janet
08-01-12, 21: 33
Appunto per questo bisogna facilitare il fatto della cittadinanza non la diamo neanche a chi è figlio di immigrato, come si può pensare ad una piena integrazione, altrimenti ? Dopo di che, bisogna lavorare su chi approfitta di questa situazione per avere manovalanza a basso costo.

Ma il problema degli immigrati è legato al fatto che la classe dirigente in Italia fa pena e magari il governo tecnico è fatto da professori, bravissimi in teoria, ma Yahoo ha preferito prendere un Ceo, famoso, che già era fra i presidenti senior di PayPal e gli darà 27 milioni di dollari in un anno, noi ce l'abbiamo dirigenti che valgono 27 milioni di dollari, politici o no ?

Rodolfo Tatana
09-01-12, 16: 33
Io conosco mustafa'. Un giorno stavo davanti al caminetto e sento bussare alla finestra, mi giro e vedo un ragazzo di colore, stavo per mandarlo via quando la badante di mia nonna mi dice che lo conosce e lo vede ogni settimana, apre la finestra, bacio di saluto, con 4 euro mi sono comprato tre paia di calze, buone, prodotte in italia (questo per i prodotti "contraffatti", che spesso non sono contraffatti e quando lo sono sono prodotti in italia da ditte italiane con manodopera clandestina, ma i titolari sono italianissimi), due chiacchere, mustafa' è un ingegniere scappato dalla nigeria perchè contro il governo, lo volevano fare fuori, mi ha fatto gli auguri di natale, per loro cristo è un grande profeta, stretta di mano, ci vediamo la prossima volta, io penso che mustafa' sia stato fortunato a capitare in sardegna. Devo dire che nutro parecchia simpatia nei confronti degli africani, dei filippini, invece con i cinesi non sono ancora riuscito ad avere un qualche rapporto, ma in sardegna il fenomeno immigrazione praticamente non esiste quindi posso offrire un punto di vista relativo alla mia situazione, capisco benissimo i discorsi di mat e di janet, capisco che ci sono citta' ormai invivibili dove è permessa qualsiasi cosa, dallo spaccio per strada fino ad arrivare alla signora italiana che affitta due stanze a 10 persone, clandestine, a 600 euro al mese, facendosi 6000 euro. Diciamolo che il problema è che manca una legge seria che disciplini la materia in maniera appropriata. Diciamolo che ci fa comodo avere dei lavoratori in nero a raccogliere pomodori riso clementini carciofi per 10 euro al giorno, che ci fa comodo che a lavara il culetto alla mamma ormai demente ci sia una filippina che prende 700 euro in nero, e se regolarizzata forse ne prende 800, chiedete a un italiano se lo farebbe.

da poco cercavamo un infermiere per cambiare il catetere a nonna, non lo si trovava, alla fine a casa è venuta una brasiliana, un0altra volta un ragazzo di colore, regolari con tanto di corso sulle spalle, 10 euro per 15 minuti di lavoro, italiani che fanno ste cose non ce ne sono

janet
11-01-12, 18: 01
Diciamo che non è a noi che fa comodo, perchè ora nelle grandi città anche gli emigranti fanno prezzi diversi. Ad esempio la donna delle pulizie se gli paghi i contributi o ci deve pensare da sola,cambia i prezzi, perchè anch'essi debbono pensare al loro futuro e tutti al momento di pagare di più, sopratutto se ci fossero multe grosse per chi non lo fa, preferirebbe pagarle allo stato piuttosto che al singolo. Sto però notando con piacere che la paura alla fine costringe anche gli occasionali nei mercati a rilasciarti ricevuta, scritta a mano, giustamente, perchè non è che debbano poi tutti per forza avere le macchine che rilasciano scontrini.

Il discorso è sicuramente diverso per le grandi aziende o per i grandi proprietari terrieri ma alla fine può darsi che la paura arrivi anche lì, del resto si è visto ad esempio con Marchionni e la Fiat, pronto ad andare in America e in Brasile, che il lavoratore regolare alle aziende costa troppo e lì rientra sempre un problema di tassazione, di sostegno alle imprese e sempre politico.

Armandillo
13-01-12, 00: 04
Leggendo i post non mi meraviglio che ci si divida nell'interpretare questo fenomeno e tutto sommato ritengo sia anche naturale sia per attitudini personali che per le particolari situazioni locali dove variando l'impatto sulla cittadinanza variano anche le problematiche e quindi le considerazioni.

Probabilmente questo e' lo scotto che si deve e dovra' pagare all'integrazione a cui ancora siamo poco abituati e che si soffre sulla pelle non tanto per la crisi quanto per mancanza di apertura mentale, ignoranza se vogliamo, ma che nei decenni a venire sara' sempre piu' marcata in ogni ambito.

L'immigrato e' ancora un "diverso" agli occhi della gente e sappiamo quanto questo voglia significare diffidenza.
Viene visto talvolta dal lato folkloristico o perche' ci vende l'oggettino a buon prezzo ma raramente ci si sofferma sull'individuo e se capita, ne sono certo, si scopre un mondo sconosciuto e percorsi di vita a volte inimmaginabili.

Non c'e' forse piu' tempo per queste riflessioni ?
I ritmi cui siamo abituati non ci permettono analisi piu' profonde ?
I problemi della societa' sono tali da costringere all'intransigenza costi quel che costi ?

Io penso che si debba trovare il tempo....non tanto per "loro", ma per noi stessi, per dare senso ai pensieri e non perdere il lato umano di una societa' spesso disumanizzata.

Rodolfo Tatana
13-01-12, 09: 26
ieri a Servizio Pubblico hanno fatto vedere un servizio su Rosarno. Non so se ricordate ma piu o meno uno o due anni fa avevano scoperto una fabbrica dove vivevamo qualche migliaia di neri, irregolari in tantissimi casi, che vivevano aspettando che imprenditori agricoli li prendessero a lavorare, in nero, per 15-20 euro al giorno, vivevano in condizioni igieniche assurde, mancanza di qualsiasi servizio. Era scoppiato una specie di rivolta, adesso la fabbrica non c'è piu ma la situazione non è stata sanata, gli immigrati hanno occupato vecchiebaracche abbandonate, anche in centro, e continuano a vivere in condizioni pessime, al gelo, e lavorano in nero, per 10-15-20 euro al giorno, in campagna, un paese civile non dovrebbe permettere queste cose, li vedono tutti eppure nessuno fa niente, a parte i clandestini c'è l'evasione e lo sfruttamento da da parte di noi italiani, ecco cosa stanno aspettando a intervenire? come mai vengono accettate queste situazioni da parte delle istituzioni e si fa finta di intervenire solo quando succede qualcosa di grave, salvo poi rigirare la faccia quando le acqua si sono calmate e ricominciare quindi come se niente fosse successo? solo in italia succedono queste cose, e si chiama schiavismo e sfruttamento e mancati diritti minimi per le persone


il video


http://www.youtube.com/watch?v=HAgKUY60B3g

janet
13-01-12, 17: 47
il fatto è che le promesse sono tante ma poi non cambia mai niente, compresa la legge elettorale, prendendo in giro, un milione e 200.000 persone, perchè politicamente non vogliono risolvere il problema immigrati, si creerebbero troppe antipatie da parte di varie caste.

Armandillo
13-01-12, 18: 48
il fatto è che le promesse sono tante ma poi non cambia mai niente

L'insensibilita' politica e' nota a tutti ma non e' la sola ragione.
La questione e' culturale.
Per anni il problema e' stato volutamente o peggio, ritengo, ignorantemente accantonato per incapacita' e s'e' preferito profittare di questi stati poveri per fare affari e spedirgli i nostri scarti e le nostre derrate scadute in cambio di progetti in loco.
E' mancata lungimiranza e previsione e la conseguenza e' stata cattiva informazione terra fertile per i pregiudizi.

La gente ha continuato a vedere gli immigrati come poveracci da sfruttare per i lavori umili senza pero' concedere loro quel minimo di accoglienza civile.....hanno fatto comodo, diciamo la verita' !!
Poi si sa, quando c'e' crisi la parola d'ordine diviene "mors tua vita mea" ed allora ecco che questi poveretti ci portano via il lavoro, le case, spacciano e quant'altro.

Credo alla fine che prendere atto della loro vera situazione e vederli per esseri umani, oltre essere una operazione coraggiosa, ci pesa sulla coscienza poiche' rivelerebbe quanto non si e' fatto e quanto si e' stati poco attenti al lato umano.

Ora, probabilmente, anche loro in minima parte si sono organizzati e se prima raccoglievano solo pomodori adesso gestiscono negozi, bancarelle e possono permettersi appartamenti anche se in condizioni alquanto disagiate e, come giustamente affermato, hanno presto imparato come vanno le cose da noi profittandone.

Dire percio' che la colpa e' solo della politica e' sminuire il problema perche' noi tutti facciamo scelte e come dimostra il post di Rodolfo possono aggravare una situazione gia' precaria.

Dovranno pagare le tasse ? Certo.
Dovranno accettare le nostre leggi ? Certamente
Prima pero' mettiamoli in condizione di farlo ma non per forza come italiani....come cittadini del mondo.

:bai

janet
13-01-12, 19: 00
a me Armandillo sembra come nel post sulle prostitute che le autorità ufficiali non vogliano vedere anzi come è dimostrato spendono soldi in attività inutili. Il singolo cosa può fare, ogni volta che vede una prostituta minorenne, perchè non mi dire che non le vedi anche tu, cercare il protettore e usare i suoi stessi mezzi per fargli capire, che non lo deve fare? Questa sarebbe l'unica soluzione, quando le autorità preposte non vogliono vedere, oppure magari dà un contributo alla Caritas per aprire un 'altra mensa o un'altro ostello ?
Anche sul lato aziende, non ci vuole molto, dal momento che esistono i vigili urbani, le guardie provinciali e non so chi altro ad andare a fare controlli a tappeto nelle aziende e vedere quanti lavoratori hanno segnati e quanti in nero.

La stessa cosa si potrebbe fare con chi affitta la casa a parecchi immigranti in condizioni disumane, possibile che nessuno dei vicini ma anche delle forze dell'ordine nota nulla ?
E' solo con un forte movimento popolare di pressione che le cose possono cambiare, non solo per gli emigranti, anche per noi.

Armandillo
13-01-12, 19: 15
@Janet

I tuoi esempi fanno riferimento ad attivita' illegali e lì bisogna intervenire esattamente premendo sulla coscienza della gente ed obbligando le autorita' con denunce ma parlando dei regolari o disposti alla regolarizzazione si puo' far parecchio per integrarli e far emergere proprio i casi citati.
La mia compagna lavora con due cittadini rumeni che a piu' riprese si sono vergognati degli episodi accaduti nel paese avendo giustamente paura di essere catalogati come il loro concittadini criminali e cio' dimostra che se sei onesto lo sei a qualunque latitudine vivi e opererai per rimanere tale (IMHO)

:bai

Rodolfo Tatana
13-01-12, 19: 43
Il caso di rosarno e il caso di appartamenti affittati a 10 persone sono esempi di quello che è l'ampia illegalita' e corruzione che esiste in italia, mafia camorra etc.. evasione fiscale.. immigrazione clandestina sono tutti collegati tra loro

janet
14-01-12, 13: 55
due cittadini rumeni
insomma non possiamo giustamente come ha detto Rodolfo, preoccuparsi della sensibilità di due, quando ci sono tanti gravi casi, lo sappiamo perfettamente che ci sono emigrati onesti e che soffrono ma anche per loro, dobbiamo pretendere che non esistano limbi di illegalità su cui le autorità chiudono un occhio od anche tutti e due.

Armandillo
14-01-12, 16: 03
dobbiamo pretendere che non esistano limbi di illegalità su cui le autorità chiudono un occhio od anche tutti e due.

Si ma dovremmo anche metterli in condizione di avere una vita decente altrimenti li spingeremmo a delinquere per sopravvivere.

Rodolfo Tatana
15-01-12, 18: 41
Sono daccordo con entrambi e l'importante è capire che l'illegalita' é da ambo le parti, il discorso integrazione è ancora piu comlesso e mi ha colpito vedere le interviste a quei neri di firenze (dopo il doppio omicidio) spesso persone che sono in italia da 8-10 anni sono nelle stesse condizioni di chi è appena arrivato, e se fa un figlio questo non è neanche cittadino italiano, in italia l'integrazione è difficile

Armandillo
15-01-12, 22: 42
in italia l'integrazione è difficile

Si, ma penso non basti la politica se alle spalle non c'e' la consapevolezza dei cittadini.
L'integrazione credo passi prima dall'accettazione sincera di un popolo.
Se lo straniero viene visto come uno di noi, con gli stessi problemi affettivi, con eguali bisogni, con medesimi obiettivi allora i rapporti saranno aperti e quel "pietismo" diverra' solidarieta'.

janet
15-01-12, 22: 44
Si ma dovremmo anche metterli in condizione di avere una vita decente altrimenti li spingeremmo a delinquere per sopravvivere.
Questo deve avvenire secondo le leggi, basta con il buonismo, come ho detto, o con il fatto che se non sei d'accordo con loro si è razzista. Perchè questo alla fine diventa un alibi. Parlo ovviamente delle mie esperienze nell'Italia centrale dove di stranieri ce ne sono tanti e non c'è proprio, tutta questa intolleranza. Però ci sono lavoratori più bravi e meno bravi, come avviene da tutte le parti e se si fa una critica non si è razzisti.
Ad esempio a me è capitata una donna delle pulizie rumena e mi sono fidata a lasciargli le chiavi e a lasciarla da sola. Quando al ritorno, ho visto che aveva in sei ore pulito praticamente solo una stanza ed in più, cosa che odio, mi aveva lasciato tutto in giro, panni sporchi, prodotti, tappeti solo messi di fuori, non sono esplosa, come avrei fatto con un'italiana, le ho solo detto che poichè non trovavamo ore in cui lei poteva venire ed io ero a casa, non mi potevo permettere le 240 euro di spesa al mese.

Lei ha detto lo stesso che non la volevo perchè era rumena e non mi fidavo, quindi è assolutamente impossibile, in queste condizioni, avere un rapporto sincero e normale con gente simile, troppo prevenuta.

Ossia, perchè in effetti manca la fine del discorso se il concetto è che io avrei dovuto regalare 240 euro a quella signora per evitare che potesse delinquere, non ci penso per niente e non lo giudico un mio problema.

Armandillo
15-01-12, 23: 22
Questo deve avvenire secondo le leggi, basta con il buonismo, come ho detto, o con il fatto che se non sei d'accordo con loro si è razzista.

Casomai intollerante che e' tutta un'altra cosa.
Intolleranti come lo si puo' essere con chi ci infastidisce qualsiasi sia la persona e il motivo.
Il razzismo prevede odio e superiorita' e pure se esiste credo che la gran parte della gente non lo sia.

Il mio "metterli in condizione di..." attiene al principio, ovviamente personale, per cui prima ti do' le stesse possibilita' degli altri (i diritti) e poi posso pretenderne i doveri.

Si puo' dire che uno straniero nel momento stesso che mette un piede in Italia debba necessariamente e giustamente accettarne le regole e le leggi ma contemporaneamente metterlo in condizioni di farlo.
Se così non e' la conclusione e' che qui non puo' vivere e deve essere rispedito al suo paese ma siccome questo non avviene non si puo' pretendere che non trovi i mezzi per sopravvivere....leciti o illeciti.

Insomma, detto in generale, li accogliamo (o li dobbiamo accogliere) ma non vorremmo farlo e non ci sta bene il modo in cui si arrangiano ma non li cacciamo oppure accogliendoli speriamo che se ne vadano altrove oppure speriamo ci causino meno danni possibile....mi pare un modo schizofrenico di procedere !

Rodolfo Tatana
16-01-12, 11: 35
Il discorso rumeni è ben diverso da quello immigrati/integrazione, perchè i rumeni essendo cittadini europei possono andare dove vogliono, poi volendo possiamo fare il discorso del perchè nonostante possano girare tutta l'europa i peggiori criminali ce li abbiamo noi, i campi nomadi abbandonati a se stessi ce li abbiamo solo noi, i mendicanti ai semafori ce li abbiamo solo noi, forse l'italia è il paese migliore per mettere le persone in condizione di delinqueere, il problema innanzitutto è nostro, della nostra legislazione.

sul discorso integrazione è vero che in italia è molto difficile per chi arriva dall'africa, ad esempio nella tragedia di firenze dove sono stati uccisi due neri mi ha stupito guardare interviste a immigrati che stanno a firenze da 8-10 anni e vedere che sono nelle stesse condizioni di quando sono arrivati, nonostante la lingua la conoscano perfettamente, perchè è cosi' difficile'? perchè?

il discorso illegalita' é da ambo le parti, nel momento in cui mancano leggi serie, nel momento in cui gli italiani sono i primi ad approfittarne, credo che sia sbagliato parlare di criminalitas' sono da parte degli immigrati, siamo noi che creiamo questo ambiente dove è possibile la proliferazione di certi fenomeni, dai barconi pieni di disperati, alle stanze affittate in nero a 10 persone, alla prostituzione, al lavoro in nero nei campi, non possiamo dare la colpa solo a loro

janet
16-01-12, 14: 49
Avete mai pensato che il pazzo di Firenze magari sia impazzito, proprio perchè pagava il posteggio per il mercato, il mezzo e la merce e davanti a lui si trovava tanti banchetti con persone che lavoravano nell'illegalità ? Ovviamente magari era già pazzo di suo ma questo avrebbe potuto dargli la spinta finale nel compiere un gesto così tragico ed efferato ?
Questo lo dico perchè oggi passando davanti ad un mercato, ho preferito comprare del prosciutto cotto da un banco di alimentari, mi ha colpito il fatto che ci fosse un settantenne che ovviamente non riesce a vivere con la pensione e alla fine mi ha dato altra roba, tipo mozzarella di bufala e ricotta a metà prezzo, perchè l'indomani non avrebbe lavorato.
Questo è anche un segno della crisi, meglio guadagnare meno subito. Ora se il governo non si sbriga a risolvere legalmente la situazione degli emigranti, questa necessità di guadagno, indispensabile per il sostentamento di sè e della propria famiglia, può realmente creare problemi.

Rodolfo Tatana
16-01-12, 15: 08
Il pazzo di firenze era un burattino in mano a chi lo ha mandato e poi ha cancellato le prove a casa sua non per altro c'è una bella indagine dietro, non era un pazzo qualsiasi, era un pazzo "pilotato" da qualcuno, che frequentava certi ambienti, pero' cosi' mi stai sviando il discorso, ho accennato a questo episodio per ricollegarmi alle interviste fatte a persone che stanno in italia da 10 anni ma sono integrati tanto quanto quelli che sono arrivati ieri

janet
16-01-12, 15: 48
il fatto di Firenze è emblematico di come alcuni gruppi possano far presa anche sull'insoddisfazione della gente proprio a causa della crisi, se ne parla ad esempio qui (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/figlinevaldarno/2012/01/comunicato-politico-28-riparliamo-delluccisione-dei-due-senegalesi-e-delle-cause-di-questo-attacco-r.html)

ma è interessante anche una risposta che è l'altra faccia che appare ai più

se non ricordo male il numero degli italiani è di circa 60milioni mentre gli stranieri in italia è di circa 2.441.465 eppure sono oltre il 30% del totale dei reclusi in carcere, in pratica manteniamo 67.961 detenuti, di cui 5.279 di nazionalità marocchina, 3.494 romena, 3.105 tunisini, 2.880 albanesi... ecc...non sono considerati quelli che entrano ed escono per spaccio, rapine, furti, contrabbando...attenzione non sono i centri di accoglienza dove per ogni detenuto spendiamo 200euro al giorno ove di sigarette si è già speso solo a lampedusa 240mila euro
...pensate poi che dalle mie parti c'è il mercato abusivo di merce contrafatta ogni settimana e tutte le domeniche, alcuni fanno concorrenza ai commercianti italiani

Rodolfo Tatana
16-01-12, 18: 06
il numero degli italiani è di circa 60milioni mentre gli stranieri in italia è di circa 2.441.465 eppure sono oltre il 30% del totale dei reclusi in carcere

senza scadere nel qualunquismo delle statistiche e dei dati, gli evasori fiscali in italia sono 10 milioni eppure in carcere non ce n'è neanche uno..allora dovremo iniziare a capire che c'è qualcosa che non va nella nostra legislazione, abbiamo le carceri piene di gente fermata per 50 grammi di hashish ma poi il parlamento vota contro l'arresto a cosentino, una indagine che riguarda 57 persone, di cui 56 sono in carcere, il 57° ha avuto la furbizia di farsi eleggere in parlamento, insomma il problema è a monte, non a valle, èì faciule vederlo a valle, piu complicato risolverlo a monte

Armandillo
16-01-12, 19: 23
sul discorso integrazione è vero che in italia è molto difficile per chi arriva dall'africa, ad esempio nella tragedia di firenze dove sono stati uccisi due neri mi ha stupito guardare interviste a immigrati che stanno a firenze da 8-10 anni e vedere che sono nelle stesse condizioni di quando sono arrivati, nonostante la lingua la conoscano perfettamente, perchè è cosi' difficile'? perchè?


Beh al primo posto metterei la difficolta' di trovare un lavoro e quasi alla pari la discriminazione palese o strisciante che pure esiste e che fa' sì che un alloggio, per esempio, difficilmente venga affittato ad un immigrato e se accade e' in nero.
Questo comporta che in un appartamento debbano vivere in parecchi per sostentare la spesa e poter vivere decentemente.
A Roma sono numerose per esempio le licenze di ambulanti affittate ad extracomunitari che sbarcano il lunario aprendo tutta la giornata e vendendo merce importata anche dal loro paese.

Un altro aspetto credo riguardi anche la loro capacita' di creare una solida comunita'.
Cinesi e Filippini penso siano quelli che piu' di tutti hanno saputo gestirsi aiutandosi sia circa il lavoro che per il ricongiungimento con le famiglie.
Gli Indiani mi risulta abbiano fatto altrettanto nel commercio spicciolo e ambulante.
I Marocchini sono riusciti ad organizzarsi per il settore ortofrutticolo gestendo negozi e facendo prezzi molto vantaggiosi.

Credo abbia giocato anche una parte fondamentale l'istruzione laddove e' stata messa a buon profitto ed ora sempre piu' e' facile notare la nuova generazione nelle nostre scuole.

Quanto di tutto questo sia dovuto alle istituzioni, a noi stessi o ai loro mezzi sarebbe da verificare ed analizzare.
Da pessimista penso che moltissimo sia dipeso dalla loro forza di volonta' con sacrifici enormi e dalla capacita' di organizzarsi magari con l'apporto di qualche sindacato o associazione ad hoc.

In questo senso penso che la gente si dovrebbere rendere conto che ora e lo sara' piu' in futuro, questa gente rappresenta anche una risorsa, per esempio, per le pensioni da erogare se e' vero che gia' adesso e' presente un loro consistente contributo.

janet
17-01-12, 00: 54
In questo senso penso che la gente si dovrebbere rendere conto che ora e lo sara' piu' in futuro, questa gente rappresenta anche una risorsa, per esempio, per le pensioni da erogare se e' vero che gia' adesso e' presente un loro consistente contributo.
Bhè vedi che alla fine si gira in tondo ma si si viene al quid, ossia se lavora in nero non potrà pagare le pensioni degli italiani, il passaggio è per forza sul fatto che deve essere data prima la cittadinanza, sopratutto ai figli che hanno frequentato magari fino all'università la scuola italiana. E' inconcepibile come dice Rodolfo che uno che sta qui da dieci anni sia nelle stesse condizioni di uno appena arrivato.
Comunque, vedendo stasera il sondaggio della 7 siamo al 50% delle persone che non andrebbero a votare o sono incerte, queste potrebbero appoggiare altre persone, con nuove proposte anche riguardanti gli immigrati, ma tanto disgraziatamente anche se più del 50% degli italiani sono scontenti, persone diverse all'orizzonte politico non si vedono

janet
19-01-12, 15: 41
Comunque il concetto di "buonismo" o intransigenza all'inverso secondo me è espresso chiaramente qui, (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/19/bocconi-chi-di-omofobia-ferisce-di-tar-perisce/184939/) dove non si rispetta che si può essere garantisti e nello stesso tempo chiedere chiare leggi oppure essere contrari a manifestazioni estreme e questo assolutamente non vuol dire essere intolleranti o razzisti

Credo francamente che non si possa, senza cadere in un’insanabile contraddizione, pensare di punire discorsi omofobici e razzisti, ma poi ammettere gravi discriminazioni solo perchè nel discorso si inseriscono parole magiche come “matrimonio”, “famiglia”, “adozione” e via dicendo, oppure in base all’identità di chi parla (che sia il Papa, un deputato, un assessore…). Come chi dice di non essere contro gli stranieri ma poi se ne esce con frasi del tipo: “Insomma, mica possiamo accoglierli tutti“. Lo stesso vale per quelli che dicono di non avere nulla contro i gay, “però il Gay Pride…“.Un paese è tanto più civile quanto più la gente considera moralmente irrilevanti le differenze tra esseri umani. Su questa convinzione non sono ammesse esitazioni. Già altre volte ho ricordato la frase di Arturo Carlo Jemolo, riferita a colleghi giudici e avvocati all’epoca delle leggi razziali: “Sospirano, ma non s’indignano“.