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Visualizza versione completa : USA: il 15% degli utenti che utilizzano programmi p2p, nasconde il proprio IP



janet
30-12-11, 16: 47
Qualche tempo fa un forum chiamato “The American Assembly” affiliato con la Columbia University ha rilasciato una pubblicazione intitolata “ “Copyright Infringement and Enforcement in the US”.

Tale studio è stato effettuato intervistando telefonicamente circa 2303 utenti, e alla fine si è scoperto, che circa la metà degli intervistati potrebbe essere definito un pirata.

Sopratutto è molto comune la condivisione di contenuti fra amici e conoscenti, anche se una buona percentuale di intervistati ha ammesso di utilizzare BitTorrent per scaricare contenuti.

Come si può vedere (http://torrentfreak.com/15-percent-of-us-file-sharers-hide-their-ip-address-111229/)nell'immagine, risulta che la fascia più giovane dal punto di vista demografico, usa di più i programmi di file-sharing.
http://img840.imageshack.us/img840/7001/copyculture.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/840/copyculture.jpg/)

Altro dato sicuramente interessante, è quello che dimostra come un 15% di tutti gli utenti che utilizzano programmi per condividere i propri contenuti, si serve di una navigazione anonima.

Quindi ciò vuol dire che un utente su sette, utilizzando questi programmi, nasconde il proprio IP.
Anche varie aziende che offrono servizi VPN e proxy hanno dichiarato di aver visto nel corso del 2011, pressochè raddoppiata la loro base di utenti.

Lo stesso Ceo di BitGuard ha detto di aver avuto nel corso del 2011 un incremento del 200% dei clienti, rispetto al 2010.

Anche la paura che sta provocando la possibile approvazione della legge SOPA, spinge sempre più persone a cercare una navigazione anonima.

Del resto, circa 250.000 utenti di BitTorrent sono stati denunciati per presunte violazioni del copyright, una volta individuato il loro indirizzo IP.

Ci si aspetta che la situazione peggiori ancora nel corso del 2011, in seguito ad accordi raggiunti fra gli ISP e le aziende detentrici dei copyright. Quindi ci sarà sicuramente un numero maggiore di utenti che ricorrerà ad aziende fornitrici di servizi VPN e proxy, nel corso del prossimo anno.
Bisognerà invece, vedere se tutta questa repressione, servirà realmente ad eliminare la pirateria.