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Visualizza versione completa : Genitori dal giudice per costringere la figlia sedicenne ad abortire



janet
09-12-11, 16: 57
Non si tratta di razzismo ma la vicenda colpisce lo stesso, in quanto due genitori di Trento sono andati dal giudice per costringere, attraverso il tribunale dei minori la figlia ad abortire e anche a far sì che il suo fidanzato maggiorenne ed albanese non possa più rivederla.
Secondo i genitori il ragazzo non sarebbe in grado di garantire un futuro alla loro figlia.
Fonte (http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/12/08/visualizza_new.html_8289992.html)

Armandillo
09-12-11, 18: 28
Una storia che non mi piace.
Non mi piace l'atteggiamento dei genitori
Non mi piace quello della figlia
Non mi piace che un tribunale debba decidere il destino di una persona....anzi due

Una faccenda delicata che tocca varie corde e che forse nasconde ragioni razziali.
Non conoscendo altri particolari (lui ha un lavoro ?) io mi sento di stare dalla parte dei due giovani con cui, come si dice, mi sarei messo al tavolino parlandone guardandoli negli occhi.

Ciao

Rodolfo Tatana
10-12-11, 10: 16
Secondo me si tratta sopratutto di razzismo, se il ragazzo fosse stato italiano? e non solo razzismo, anche disprezzo verso i sentimenti della figlia, genitori che credono di poter decidere del futuro della prole, il tribunale gli ha detto no chiaro e tondo, la legge prevede per i minorenni il permesso obbligatorio di abortire da parte dei genitori e non l'obbligo di farla abortire contro i suoi desideri a seconda di quelli dei genitori

marcella36
10-12-11, 11: 47
I genitori dovrebbero dare corpo al significato di "amore". I figli sbagliano, ma rimangono figli e si presume frutto d'amore.
Compito dei genitori è rimanere accanto ai figli, sostenerli se deboli, supportarli se sbagliano. Agire contro i figli è agire contro la vita.
Mi sento vicina a quella ragazza, deve soffrire per la confusione dei sentimenti e per la carenza di questi, proprio nel momento in cui ha bisogno d'amore e di sostegno. E' portatrice di vita.

marcella36
13-12-11, 12: 35
Hanno vinto i genitori, i nonni del bimbo non nato. Non per decisione del giudice ma per sfinimento e coercizione e paura e solitudine della ragazza, giovane e inesperta e ingenua, che pensava di ottenere con la maternità il riconoscimento del suo amore. Non è il primo caso e non sarà l'ultimo, una volta di più vince la non comunicazione e la solitudine. Se permettere di portare avanti una gravidanza era una preoccupazione per quegli amorevoli genitori, adesso che la figlia "è libera" sono sicuri che l'accaduto non abbia risvolti nella vita futura?
Non posso fare a meno di pensarci.

Rodolfo Tatana
13-12-11, 17: 11
L'importante è che non sia passato il principio che un giudice possa obbligare un minorenne ad abortire, per il resto non voglio giudicare una situazione che non vivo e quindi non posso capire

Kirk78
16-12-11, 21: 47
Neanche io posso esprimermi perché la faccenda oltre che delicata, scrivono che ci siano diversi lividi sulla ragazza - La ragazza ha rinunciato al bimbo | Trentino (http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/12/10/news/la-ragazza-ha-rinunciato-al-bimbo-5394220) -

Spesso il giudice arbitro avvocato Tina Lagostena Bassi (che difese tante vittime di abusi e una delle fondatrici di Telefono Rosa) citava Gibran Kahlil Gibran che parla proprio dei rapporti genitori figli. In memoria sua lo citerò anche io perché mi sembra appropriato nella situazione:


I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi, e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri, poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro, poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi, poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende, affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere, poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
Ciao Tina.