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Visualizza versione completa : Piangere



Armandillo
23-09-11, 18: 16
Il pianto che sia dovuto a dolore o gioia e' sempre legato alle nostre emozioni ed ha ancora un velo di mistero poiche' la scienza avanza diverse teorie sulla sua origine.

Piu' veritiero e' che dopo il pianto vi sia una fase di rilassamento sia fisico che psicologico.

Perche' ne voglio parlare ?
Semplice....perche' non rammentavo piu' questa condizione.

In effetti non mi accadeva da quando ero bambino, se escludo quelle lacrimucce da commozione generica, e debbo dire che son rimasto scioccato piu' dal "modo" che dalla sua motivazione.
Un pianto "brutto", di quelli irruenti e brevi.

Certo non voglio qui fare un resoconto delle possibili varie tipologie ma sarei curioso di sapere quanto sia frequente il fenomeno e se veramente questo "sfogo" produca in seguito uno stato di relax, se funga cioe' da antistress.

Quindi, piangete spesso ?
Cercate di trattenere le lacrime o vi lasciate andare ?

Se vi va....come al solito :bai

marcella36
24-09-11, 16: 36
Piangere, poter piangere è un dono.
Proprio un pianto “brutto” di quelli irruenti e brevi , lo giudico “liberatorio”, una sorta di valvola di sicurezza della nostra psiche. Una specie di reset. Ma non è detto, potrebbe essere segnale di tutt’altro.
Da bambina e ragazzetta piangevo molto e la commozione era pronta all’angolo dell’occhio. Vi sembrerà curioso, ma un anno, avevo una comitiva numerosa ed affezionata, mi regalarono: un “LACRIMATOIO”! piangevo in tantissime occasioni, al cinema poi era la regola, lo facevano anche le mie amiche ma il mio pianto era disperato e rumoroso. Un giorno assistevo al film sulla vita di Bernadette, il mio pianto (perché non le credevano) era così accorato che spinse una signora che sedeva dietro di me a regalarmi delle carammelle, nel tentativo di consolarmi.
Colpita da una grande perdita, non ho pianto. Quelle lacrime non sgorgate ancora mi pungono la gola, sono passati quasi 50 anni.
Da qualche anno, il pianto è interiore, e se proprio devono sgorgare le lacrime, sgorgano da sole, un rubinetto che perde.
Vorrei piangere e singhiozzare. Proprio un pianto brutto di quelli irruenti, ma non potrà essere breve, sono troppo in arretrato.

Kraig
25-09-11, 13: 11
giorni fa (30 agosto) ho perso la mia cara nonna ("la nonna" di definizione, visto che si è comportata tale fino all'età di 87 anni) materna che ha vissuto per tanti anni con noi nella mia famiglia. questa è stata una particolare perdita che mi provoca sporadici pianti irruenti molto brevi, cioè non pianti che in genere si considerano di normale routine verso la persona deceduta. ho capito che questo tipo di pianto (sfogo? direi di si!) dipende dal rapporto (non esageratamente felice per varie piccole ragioni) che si ha avuto con quella persona.

Armandillo
25-09-11, 18: 56
ho capito che questo tipo di pianto (sfogo? direi di si!) dipende dal rapporto (non esageratamente felice per varie piccole ragioni) che si ha avuto con quella persona.

Si, c'e' del vero in questa osservazione.
In effetti i contrasti che si tengono dentro e le incomprensioni poi, nel momento topico, possono influire anche sullo sfogo del pianto in forma, come dire, nervosa o appunto quasi isterica come vi fosse un mix di rabbia e dolore che in precedenza non si era potuto esprimere.

Grazie delle vostre risposte :bai

Rodolfo Tatana
25-09-11, 19: 05
Posso confermare la funzione rilassante e sfogatoia del pianto, immagino sia quella la sua funzione biologica, scaricare un dolore..e funziona pure bene. Non sono un piagnone ma sono molto sensibile per cui a volte il pianto si risolve in un semplice arrossamento degli occhi. Ho pianto mltissimo quando è morta mia nonna, era un pianto isterico infatti in un anno e passa di malattia ero rimasto piuttosto indifferente, ho pianto per amore ovviamente, come sara' successo a tutti, e non mi ha mai fatto bene, ho pianto tre giorni fa perchè è morto il cane di un mio amico, avvelenato, era molto bello e simpatico e non meritava quella fine, e mi dispiace molto per il mio amico, un pianto di rabbia verso l'ignoranza e la crudelta' umana...credo di non aver mai pianto per un motivo serio per davvero, sempre disgrazie o malumori che mi sfiorano ma non incidono sulla mia vita, per questo credo di essere fortunato, non mi è ancora successo niente che meritasse tanto pianto e tanta tristezza pero' credo di essere in grado di piangere

Kraig
25-09-11, 20: 47
come vi fosse un mix di rabbia e dolore che in precedenza non si era potuto esprimere.
la maggior parte dei casi, in cui la mia pultroppo, è che la rabbia (infierire contro da vero bastardo e per questo mi dispiace tanto anche se i motivi erano validi) accoppiandola con la diffidenza durata nel tempo, la esprimi fino all'ultimo giorno prima della morte della persona cara e dopo tutto il tempo passato (gli ultimi quasi 4 anni) del mal comportamento che si ha avuto, non hai più la possibilità di scusarti con la persona che ha subito queste angherie, da non credente come sono, fa piuttosto male sapere che non si ha più occasione di scusarsi (chiedere umilmente comprensione più che perdonare) personalmente tra persone coscienti, cioè alla deceduta.:cry3


Piu' veritiero e' che dopo il pianto vi sia una fase di rilassamento sia fisico che psicologico.
vero per il fisico, ma non psicologico che rimane invariato.


Cercate di trattenere le lacrime o vi lasciate andare ?
non trattengo le lacrime, ma semplicemente non piango, o se succede si nota.

marcella36
25-09-11, 21: 04
Chiedo scusa per quanto sto per scrivere, potrebbe sembrare un pistolotto, un predicozzo per far vedere quanto sono "brava". Ma l'intervento di Kraig mi spinge comunque a farlo.
Proprio riflettendo così come ha fatto Kraig, guardando fin da giovani alcune persone fare mea culpa, decisi e l'ho fatto di non finire mai la giornata in collera con qualcuno. Per rispetto o perché proprio non me la sentivo di dire il fatto suo a qualcuno, implicando magari altre persone, ho mandato giù bocconi amari, tanto amari, ma avevo "deciso" di agire così e non ho rimpianti. Non ho rancori. Comunque capita ai più giovani di avere un comportamento sconsideratoo poco paziente con chi ha molti più anni. Ma noi madri anziane e nonne lo sappiamo, non è cattiveria è impazienza per l'ineguatezza data dalla nostra età.
spero di non aver scritto troppo e fuori luogo.

silverado
25-09-11, 22: 20
[..]Cercate di trattenere le lacrime o vi lasciate andare ?
no, non mi trattengo mai dal piangere. se il mio stato d'animo lo richiede non nascondo mai la mia commozione.
nel corso di questi ultimi anni mi è capitato molto più spesso di quanto immaginassi pensando a persone care, a ricordi lontani o anche solo davanti ad un film. a dire il vero, nel dopo, non trovo alcun senso di relax ma ugualmente assecondo ciò che il mio animo prova in quel momento.
:bai2

Armandillo
26-09-11, 15: 11
da non credente come sono, fa piuttosto male sapere che non si ha più occasione di scusarsi (chiedere umilmente comprensione più che perdonare) personalmente tra persone coscienti, cioè alla deceduta.:cry3

Concordo....come spesso accade ce ne rendiamo conto spesso troppo tardi e il rimorso di non aver espresso quell'amore che ora sentiamo ci procura dolore e pentimento.
Non di rado la crudezza della vita coinvolge anche i sentimenti a far sì che piccole incomprensioni generino distacco appena sufficiente per allontanarci e chiuderci talvolta con rancore.

Superarlo, come dice Marcella, non e' da tutti e non e' facile e forse e' una caratteristica che accomuna esperienza, intelligenza e saggezza.
Purtroppo, lo ammetto, perdonare non mi riesce così facile poiche' nella mia di esperienza ho potuto constatare quanta ipocrisia si puo' nascondere dietro delle lacrime !

janet
26-09-11, 15: 20
piangere penso che sia una liberazione della tensione ed anche dal dolore eccessivo, infatti ho rivisto alcuni film di terminator in cui come robot non sapeva cosa fossero le lacrime ma questo sempre preso da un punto di vista personale, dal pubblico ho imparato ad odiare le lacrime e chi riesce a piangere a comando perchè ho visto troppe interrogazioni ed esami di maturità salvati da un bel piantarello, sono altri i ragazzi che mi piacciono di più non quelli con la lacrima in tasca ma io ho sempre una predilezione per chi sceglie la via più dura ed in mondo di "Grande fratello " tutto sommato i perdenti

Kirk
27-09-11, 06: 01
A dire il vero da ragazzo piangevo molto per motivi futili, mentre non mi rendevo conto a quell'età di cose più gravi di quello che stava passando ad esempio a dei familiari, seppur non ai più stretti in assoluto.
Poi quando cose gravi hanno bruciato direttamente la mia pelle in genere non riesco a piangere più, nè da solo che di fronte agli altri, dunque non è questione nè di lacrime da coccodrillo (mai riuscito) o di voler far il duro, sembra una tempra o un'abitudine a cose dolorose non saprei esattamente perchè, di certo non sono diventato insensibile tutto a un tratto, il dolore dentro è un'altra cosa rispetto all'esternazione del pianto.

Comunque talvolta mi commuovo ancora, soprattutto da solo perchè in quei momenti i pensieri e i ricordi viaggiano veloci, tutto è istintivo e non c'è un motivo più o meno importante (può essere anche un film), dipende anche dal mio stato d'animo in quel momento.
Sarà che negli ultimi 10 anni la sfiga mi ha perseguitato e incomincio anche a pensare che il peggio non ha limiti e deve ancora arrivare :bgg2
:bai

needforspeed
07-10-11, 18: 53
Beh, il pianto oltre al suo essere naturale è, come detto da molti di voi, l'unico modo per scaricarsi in momenti delicati e particolari. Non risolve niente ma almeno regala attimi di pace interiore. Alcuni dicono che sia un segno di debolezza...specie se a farlo è un uomo...ma è una cosa del tutto normale, anzi.