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Visualizza versione completa : Gli estremi in natura: la vita agli opposti



Armandillo
16-07-11, 10: 28
Girovagando in rete come faccio spesso mi sono imbattuto in un trafiletto interessante che mi ha fatto riflettere e che potrei riassumere così: dall'effimera alla cozza.

L'aggettivo "effimero" che noi usiamo e che potremmo tradurre in "che ha vita breve", trae origine proprio dall'effimera (o efemera), un piccolo insetto acquatico che campa solo 90 minuti ! :shock

Vita grama, diremo.
In effetti questo animaletto, prima di divenire una larva, ha solo un compito ben preciso: cercare di accoppiarsi.

Vi sono poi altri invertebrati che condensano la loro vita in 3 giorni; da questi valori minimi si giunge man mano al top di sopravvivenza raggiunto da un tipo di cozza bivalve, la cozza artica, che puo' arrivare ai 220 anni.

L'essere umano, da questo punto di vista, non puo' certo lamentarsi poiche' tra i 90 minuti e i 220 anni egli si assesta ad un massimo di 123 anni raggiunto da una signora francese (Jeanne Calmet (http://it.wikipedia.org/wiki/Jeanne_Calment)).

Queste "vite estreme" mi hanno fatto pensare in particolare al ruolo che ogni essere vivente svolge sul pianeta in relazione a tutti gli altri e se l'uomo, con la sua intelligenza o con la sua stupidita', dipende dal come si giudica, non stia svolgendo una parte che, forse, non gli appartiene.

Alterare un corso di vita e' lecito, e' intelligente, e' inevitabile ?
Alterarlo in relazione a chi non puo' farlo, e' lecito ?
Quanto in tutto cio' l'evoluzione perde di valore o viene falsata ?

La natura ha provveduto, nei millenni, ad adattamenti e modifiche atte alla conservazione della specie nell'eterno gioco della catena alimentare ma senza sconvolgimenti sacrificando il piu' debole a vantaggio del piu' forte pero' nel rispetto dei ruoli degli scalini evolutivi.
Mi chiedo: riusciremo a non rompere questi equilibri ?

Domanda: cosa accadra' quando l'uomo raggiungera' o superera' l'aspettativa di vita della cozza ?

Risposta: chissa'....forse ripartira' dall'inizio....da una effimera !!!

:bai

MarcoStraf
16-07-11, 16: 26
... La natura ha provveduto, nei millenni, ad adattamenti e modifiche atte alla conservazione della specie nell'eterno gioco della catena alimentare ma senza sconvolgimenti sacrificando il piu' debole a vantaggio del piu' forte pero' ...
In realtà è molto più complicato di quello. Se lasciassimo fare alla natura il sottoscritto ci avrebbe lasciato le penne più di una volta, eppure a cinquanta anni sono ancora vivo e vegeto, ricorda che la natura ci ha dato un cervello, è nostro dovere usarlo.

Armandillo
16-07-11, 17: 55
ricorda che la natura ci ha dato un cervello, è nostro dovere usarlo.

Si, mi interrogavo proprio su come usarlo e fino a quale limite, se c'e', spingersi.
Curare e tentare di migliorare la qualita' della vita e' una cosa, voler alterare corsi "naturali" credo sia un'altra.
Per "alterare" intendo porre in essere meccanismi artificiali le cui conseguenze a lungo termine potrebbero non essere quelle sperate.

Le zanzare vengono combattute con gli insetticidi....le zanzare mutano in modo tale da contrastarli....l'uomo deve sperimentare quindi altri metodi....questo un esempio banale di cio' che sottintendeva tutto il discorso.

Kirk
17-07-11, 02: 56
In effetti questo animaletto, prima di divenire una larva, ha solo un compito ben preciso: cercare di accoppiarsiSolo per puntualizzare: lo stadio di larva di un insetto precede quello di adulto, cioè a quando si deve accoppiare in 90 minuti.
Anzi da larva vive un anno..
Ad ogni modo è tutto relativo, un insetto che vive un giorno si presume che, molto probabilmente, ha la stessa sensazione di un uomo che campa una cinquantina d' anni, sono come i giorni di un bambino (e su questo ci siam passati tutti), sembrano interminabili, mentre dopo decenni volano via come se niente fosse.

Armandillo
17-07-11, 10: 27
Si Kirk, tutto e' relativo e noi, forse sbagliando, lo ammetto, tendiamo a paragonare vite completamente diverse che hanno un loro senso e scopo poiche' a quello l'evoluzione ha portato.

Ho scelto quell'insetto soprattutto per il nome (effimera) perche' rendeva bene l'idea di una vita breve ma intensa come stimolo per parlare della nostra e per interrogarmi, magari inutilmente, sul nostro futuro di esseri intelligenti confrontandoci col mondo circostante e dovendo con esso interagire.

Probabilmente un limite oltre cui non andare l'uomo non se lo porra' mai ma sicuramente dovra' fare i conti con tanti fattori - alimentazione, malattie, ambiente, ecc...- ed i continui sforzi per trovare soluzione ai problemi, credo, potranno rivelarsi vani dato che esso stesso ne e' fonte.

Non e' forse illogico curare una persona per radiazioni ricevute, ad esempio, quando sarebbe piu' saggio evitare di riceverle ?

Per questo motivo parlavo di qualita' della vita, una vita il cui ritmo non puo' essere quello dell'effimera ne' quello della cozza.

:bai

janet
25-07-11, 19: 40
interessante discussione che mi ha fatto pensare ad un libro di fantascienza appena letto, in cui il genere umano veniva distrutto da pulitori spaziali perchè consideravano gli uomini una minaccia per il pianeta, in quanto lo avevano solo inquinato e un uomo che riusciva ad andarsene incontrava varie terre in cui l'evoluzione aveva preso strade diverse, riuscendo a vivere oltre 10.000 anni-

In effetti cos'è la vita dell'uomo paragonata a quella di una stella ? Eppure anch'esse nascono, crescono e poi muoiono, il concetto di morte anche per creare nuova vita è un concetto comune alla natura, l'uomo non lo accetta come non accetta l'invecchiamento e o con le religioni o con la chirurgia plastica cerca di evitare l'inevitabile