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Visualizza versione completa : 17 marzo 2011: 150 anni dall'Unita' d'Italia



Armandillo
18-02-11, 21: 43
Proprio poco fa ho terminato di ascoltare l'intervento di Benigni di ieri sera al festival e parlo della parte riguardante l'esegesi del nostro inno.

Francamente fino a poco fa non mi ero posto la domanda se fosse giusto o meno dichiarare il 17 marzo festa nazionale....ora sono convinto che sia giusto farlo !!

Benigni ha la rara capacita' di penetrare l'animo umano, di far vibrare corde assopite ed io mi sono commosso in lacrime al termine della sua personalissima esecuzione dell'inno (chi volesse ascoltare il suo intervento completo lo puo' trovare su Youtube diviso in 4 parti, questa (http://www.youtube.com/watch?v=7YnTM-U-ukE) e' l'ultima).

Facendo mente locale sull'attualita', sui nostri guai, sulle polemiche, sul momento particolare che attraversiamo, credo che un giorno festivo che rappresenti il collante del paese, oltre che simbolico, debba costringerci ad una auspicabile riflessione sui valori fondanti che hanno reso questo paese unico nel suo genere.

C'e' un clima pesante, che divide.
Divide le parti politiche, divide le regioni, divide i ceti sociali, divide le categorie di lavoratori, divide all'interno persino gli operai costringendoli ad una lotta fra poveri !!

Se questa giornata del 17 verra' proclamata festa nazionale forse costituira' un breve momento di unione, ce lo ricordera' ed anche se io, come tanti, probabilmente non cantero' l'inno di Mameli, sicuramente dentro provero' quella stessa commozione, quella voglia di appartenenza che ieri sera milioni di persone avranno provato !!

Ciao

Kirk78
19-02-11, 14: 51
Ciao Armandillo


Francamente fino a poco fa non mi ero posto la domanda se fosse giusto o meno dichiarare il 17 marzo festa nazionaleIo continuo ad avere ancora dei dubbi, anche se comunque sarà festa (se ho capito bene solo per i dipendenti pubblici, quindi sarebbe una divisione tra lavoratori) ...

A parte che il 17 marzo prenderà il posto della festa soppressa del 4 Novembre, ma non è questo il punto che ancora mi fa dubitare: sinceramente pensi veramente che qualcuno il 17 marzo penserà all'unità d'Italia? Se sarà bel tempo, la gente andrà al mare e se potrà (o altro :oo2) si farà anche il ponte, visto che il 17 è giovedì. Insomma ci sarà poca differenza tra ferragosto, il carnevale o il 150° anniversario dell'unità d'Italia.

Ripeto, anche se la festa ci sarà visto che è stato decretato così, ho ancora alcune perplessità. Quello che è certo, per me, è che neanche l'1% dei cittadini italiani penseranno all'unità d'Italia e continueranno ad essere divisi esattamente come erano il 16. Ovviamente spero vivamente di sbagliare ... ma non ci credo ad una redenzione momentanea!

L'idea, sopratutto nelle scuole, di fare dibattiti, temi, o lezioni sull'unità d'Italia era sicuramente sensata. Nel sondaggio un "non so" o "si ma non festivo" ci poteva stare bene.

Comunque W l'Italia e W CT

P.S. non guardo quasi mai la rai, e sicuramente non sanScemo :ghgh

Armandillo
19-02-11, 18: 50
Ho ma certo Kirk78, non mi aspetto che ci si raduni vestiti tricolore ad inneggiare o magari rifacendo la storia d'Italia a mo' di Benigni :bgg2 ....quello che deve passare e' soprattutto simbolico ed anche chiedersi il "perche'" di questa festa particolare gia' e' qualcosa.

Poi sicuramente vi saranno dibattiti e probabilmente nelle scuole se ne parlera' :sisi

Molto peggio sarebbe stato rimanerne indifferenti a suggello di tante, troppe superficilita'.

Comunque credo che questa settimana di polemica abbia reso piu' luce all'argomento quanta non ne avrebbe avuta se fosse stata accolta subito a maggioranza ! :sisi

:bai

MarcoStraf
19-02-11, 18: 53
Ho iniziato a guardare l'intervento su YouTube ma ho dovuto fermarmi perché Mr.B. sarà anche un esperto di Dante Alighieri, ma la sua versione della storia lascia molto a desiderare, diciamo pure che mi sono offeso dalle scemenze che ha detto.
L'Italia come nazione ha sempre fatto schifo. È nata non per movimento popolare ma per volere di un re, un dei Savoia, forse la famiglia reale più pazza d'Europa, e Garibaldi la prima cosa che fece fu di aprire le prigioni siciliane per liberare i prigionieri politici, mettendo nelle strade anche i criminali, che senza un governo stabile praticamente crearono la Mafia. L'itallia appena nata dimostrò subito il suo imperialismo mandando soldati in Africa e fu la prima nazione europea a prenderle di santa ragione nella battaglia di Adua, tornandosene a casa con la coda tra le gambe. Dopo una disastrosa prima guerra mondiale, che vincemmo solo perché eravamo dalla parte dei vincitori, facemmo un bel colpo di stato e mettemmo a capo del governo un dittatore che si fece chiamare il Duce, la prima cosa che fece fu di tornare in Africa e per essere sicuro questa volta di vincere fu il primi a usare i gas nervini, lanciati dagli aerei. Nella seconda guerra mondiale ci alleammo con altri due imperi, occupammo Grecia e Yugoslavia, le prendemmo ancora una volta in Africa, mandammo nelle pianure della Russia le nostre divisioni di Alpini con stivali di cartone e mandammo truppe in Francia trasgredendo un patto di non aggressione fatto con loro. Durante la guerra quando vedemmo che le cose stavano andando male per l'Asse cambiammo faccia e fummo sconvolti da una cruenta guerra civile, e nonostante tutte le scemenze fatte dalla nostra famiglia reale il referendum per avere una repubblica vinse di pochissimo. Lasciamo poi stare quello che accadde dopo, abbiamo avuto una serie di governi uno più corrotto dell'altro, e siamo adesso lo zimbello dell'Europa.
Adoro l'Italia per quello che è, ma non per quello che rappresenta. Mi piace Benigni, ma solo quando fa satira.

jacklostorto
19-02-11, 19: 15
no comment:shock

Armandillo
19-02-11, 19: 19
Adoro l'Italia per quello che è, ma non per quello che rappresenta. Mi piace Benigni, ma solo quando fa satira.

Non mi piace la polemica e rispetto qualsiasi idea diversa dalla mia perche' la liberta' si manifesta anche permettendo di metterla in discussione, pero' mi permetto di dire che forse non hai colto lo spirito di quell'intervento.

Un uomo intelligente come Benigni non credo sia all'oscuro di tutte le malefatte italiane di ogni tempo e quindi penso che tutto cio' che ha detto lo ha fatto con amore e senza ambiguita' di sorta.

L'intervento ha colpito nel segno ed ha risvegliato un po' d'orgoglio sopito da troppo tempo e cancellato dalle schifezze di questi ultimi anni.
Non a caso il suo grido, "svegliatevi" era teso proprio a far mente locale su cio' che di buono l'Italia rappresenta ma soprattutto ha rappresentato.

Come dico sempre, e' troppo facile guardare le cose negative, piu' difficile mettere in luce quelle positive e cio' vale per le persone come per i fatti e le esperienze.

Tra l'altro, se mi focalizzassi sull'attualita' dovrei dirmi rassegnato gia' in partenza e mi chiedo cosa potrei raccontare a dei figli ipotetici !!?

Tutto lo schifo e' storia ma non credo sia il modello corretto da cui prendere spunto.

Va bene criticarlo ma proprio dagli errori si puo' recuperare una dignita' perduta.

:bai

MarcoStraf
19-02-11, 19: 32
Il problema è che lui non ha affatto parlato degli errori commessi, lo avesse fatto... ma ha bensì elogiato personaggi come Vittorio Emanuele I, Cavour e Garibaldi come se fossero degli eroi, mentre invece non erano altro che imperialisti come gli altri.
C'è molto da vantarsi dell'Italia, io sono il primo ad elogiare i nostri artisti e i nostri scienziati, sono proprio loro chr il mondo ci invidia, non certo i nostri statisti

Kirk
19-02-11, 20: 21
e siamo adesso lo zimbello dell'EuropaD'Europa?? No.. del mondo :eye
Ogni periodo della storia ha i suoi malfattori nel nostro paese, internamente non si riesce a rendercene conto ma basta andare all' estero e sentire cosa hanno da dirci, mi spiace dirlo, ma hanno ragione in tutti i sensi, l' immagine dell' Italia è quella purtroppo, rasenta il ridicolo, e mi spiace assai, perche' all' estero ci sono spesso e certe accuse me le devo sorbire senza obiettare piu' di tanto..


P.s. Quando parliamo con degli stranieri cerchiamo di sviare la nostra situazione politica e la sua storia (della politica) e concentriamoci su quello per cui ci ammirano, come la nostra arte, i nostri geni passati, le nostre città e il nostro territorio, insistiamo pure a dire che Colombo era Genovese, ma senza andare in discorsi politci.. piuttosto di quelli parliamo della.. nostra cucina :-D

MarcoStraf
19-02-11, 21: 00
... concentriamoci su quello per cui ci ammirano, come la nostra arte, i nostri geni passati, le nostre città e il nostro territorio, insistiamo pure a dire che Colombo era Genovese, ma senza andare in discorsi politci.. piuttosto di quelli parliamo della.. nostra cucina :-D
Esattamente!
Pensa che io qui Cristoforo lo chiamo affettuosamente Uncle Chris e lo spaccio per uno dei miei avi con idee un po' strampalate, tipo che era convinto che la terra fosse rotonda o che divenne l'amante di una regina, e alla fine divenne famoso per avere preso la nave sbagliata ed essere finito nei Caraibi invece che in Cina... Un po' di umorismo non guasta mai anche per fare capire agli altri che noi conosciamo benissimo la nostra situazione e siamo anche disposti a scherzarci su

janet
20-02-11, 00: 47
mi ricordo che per i ragazzini per le medie era stato realizzata una storia d'Italia a fumetti con fumetti bruttissimi per altro, ho visto Benigni e ho pensato,ma l'ha pensato anche mio nipote di sedici anni cos'è questo essere non fa ridere, non è uno storico, che cosa è ? Ha riempito la storia d'Italia di luoghi comuni compreso Maramaldo, non ho bisogno di Benigni per sentirmi italiana e non ho bisogno di lui perchè mi spieghi la storia o mi legga Dante, c'è gente che ha studiato una vita per questo. Il problema è che in Italia mai nessuno è al suo posto e da un comico mi aspetterei che mi facesse ridere, possibilmente come facevano i grandi comici del passato, fortuna che si può imparare la vera comicità vedendo i loro film, senza ammiccamenti e motti riferiti al mondo politico.

Ero tanto presa da Benigni che non ho parlato della festa, una festa in più non fa male in un periodo in cui ci sono pochi ponti e feste che serva ad unire di più non credo, però.

Armandillo
20-02-11, 01: 07
Rispettabilissime opinioni....di Benigni ce ne vorrebbero a iosa anche fosse solo per il fatto che sa arrivare dove altri, luminari o meno, non sanno o non possono fare e penso che meriti rispetto, se non apprezzamento, per la foga e l'amore che ha profuso e trasmesso.

Il tema era ed e' la festivita' del 17 e non l'analisi che tutti conosciamo dei vizi e delle malefatte del nostro paese e l'intervento dell'attore toscano era lo spunto di partenza.
Se avessi voluto criticare tutte le storture nostrane probabilmente ci sarebbe voluta un'eternita'.

Mi spiace leggere nei vostri interventi un velo, manco tanto, di amarezza e, direi, quasi di rabbia che non riesco a capire, una veemenza, a ben guardare, che dovrebbe essere indirizzata altrove.

Ciao

MarcoStraf
20-02-11, 03: 01
Esiste gia' una festa nazionale, ed e' il 2 giugno. Festa decorosa, perche' il 2 giugno 1946 i cittadini italiani (allora sudditi sabaudi) decisero mediante referendim popolare la nascita della Repubblica Italiana, che e' la nazione in cui viviamo adesso. Quella e' una festa da rispettare.
Il 17 marzo 1861? L' esercito sabaudo entro' di forza in Roma allora in mano dello Stato Vaticano. E' stata una guerra, fatta da un re contro un altro capo di stato, e non ha creato l'Italia, ma il Regno Italiano. Fu un fatto storico importante, ma sarebbe come celebrare Giulio Cesare che attraversa il Rubicone entrando di forza in Roma.

Di Benigni ho gia' parlato. Quello che lui ha fatto e' stata la SUA personale visione della Storia, una visione infarcita di luoghi comuni, una visione che IO non condivido.

Ovviamente questa e' la mia idea, e non mi sorprendo se ci sia chi la condivide e chi no. Non dobbiamo accettare le idee altrui, ma ne possiamo parlare.

Rodolfo Tatana
20-02-11, 07: 48
Mi sono rifiutato di guardare san remo ovviamente ho della musica italiana un concetto diverso e penso che quei 4 baroni che resuscitano ogni anno per sar remo ne rappresentino il peggio, di conseguenza non ho visto benigni e non ho comunque neanche tanta voglia di vederlo su youtube, oltretutto non sono facile alla commozione quando si parla di nazione italiana, la vedo un po come la vede marco, e da sardo mi sento piu che altro un colonizzato, anche se sono piu italiano io di molti continentali, sono esterrefatto nel vedere che i nostri politici riescono a bisticciare anche su una festa dell'unita', orami mi sono perso anche con le date, festa della liberazione, festa della repubblica, unita', abbiamo piu feste noi di tutti gli altri paesi europei, non ci capisco piu niente, sono daccordo per festeggiarla ci mancherebbe qualsiasi nazione seria lo farebbe, ma che non sia l'ennesima festa utile solo a perdere una giornata lavorativa, la festeggerei andando a lavorare, che non significa declassarla a festa di serie b significa solo che in italia abbiamo bisogno di lavorare, di produrre e non ci possiamo permettere di perdere una sola giornata vista la situazione economica, a festeggiare ci penseranno i nostri politici che sono piui bravi sperando che non spendano troppo :ghgh :bai

wrongway
20-02-11, 08: 12
mah... io personalmente sarò eternamente grato a Garibaldi di aver dato un bel calcio nel sedere ai borboni (poi sarò anche liberissimo di rinfacciargli di essere stato un mercenario...) così come sarò eternamente grato agli Americani di aver dato un bel calcio nel sedere ai crucchi (poi sarò anche liberissimo di rinfacciar loro di aver ridotto in schiavitù i neri, di aver sterminato i Nativi Americani, di aver sganciato un paio di bombe atomiche...)

quella di Benigni è filosofia spicciola che fa leva sull'ignoranza, d'altro canto la storia mica ce la insegnano a scuola, e forse ci fa anche comodo non sapere... il fatto che l'italia (e l'ho scritto con la minuscola) si sia unita dopo la spedizione dei mille (e che ci sia un sentimento che ci unisce) viene smentito quotidianente... non ci si può nemmeno vedere tra vicini di casa... per non parlare di alcune pagine nere: i massacri delle foibe (http://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe), l'eccidio di Porzûs (http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Porz%C3%BBs), la strage di Portella della Ginestra (http://it.wikipedia.org/wiki/Portella_della_Ginestra)...

adesso come adesso i 150 anni sono un bello slogan ad hoc per ricordare di rinnovare l'abbonamento alla tv...

Kirk
20-02-11, 09: 03
di Benigni ce ne vorrebbero a iosa anche fosse solo per il fatto che sa arrivare dove altri, luminari o meno, non sanno o non possono fare e penso che meriti rispetto, se non apprezzamento, per la foga e l'amore che ha profuso e trasmesso.Benigni a me piace anche, ma quanto fa pura satira politica, anzi in quel caso potrebbe andarci piu' pesante che è tutto meritato, pero'.. ho anche provato a guardalo su YT, devo dire che vista anche l' ora mi sono addormentato.. le emozioni quali piangere? Di quelle mi bastano i motivi personali e non per suscitarle, non è uno show sulla storia d' Italia che puo' farmele uscire, Benigni dovrebbe solo farmi ridere, pero' a Sanremo, che non guardo da anni come non guardo piu' la rai, non c'è riuscito.

Poi sul compenso di 250mila euro chiesto e dato in beneficienza stendiamo un velo, dovevano risollevare sanscemo no? Tutti i motivi son buoni per far pagare un canone che per la pietà che si vede non meriterebbe un centesimo.

Strider
20-02-11, 10: 19
buondì :bai

discussione davvero molto interessante :ghgh

dico la mia, sperando di non "offendere" la sensibilità di nessuno. L'intento non è, ovviamente, questo quanto quello di discutere :hap

capitolo Benigni:

conosco bene, artisticamente, il comico toscano sin da quando faceva il ragazzaccio vulcanico dalla lingua tagliente insieme a Renzo Arbore, con una satira becera che spesso sfociava nell'invettiva e nel sensazionalismo scandalistico programmatico.
Adesso tutti lo conoscono da (e per) "La vita è bella", film che (come molti, forse, ricorderanno) non ho mai amato: lo considero ruffiano della peggiore specie, populista perchè costruito ad hoc per piacere a tutti e totalmente inverosimile nella superficiale ed irritante ricostruzione storica. Già so che i (tanti) fans del film mi diranno che trattasi di favola e non di opera biografica, ma allora perchè utilizzare proprio l'Olocausto ? :ghgh :eye

La risposta è nel "sensazionalismo scandalistico programmatico" di cui sopra :ghgh

Insomma, Benigni è bravo come comico ma è assolutamente sopravvalutato, imho, ed i suoi "difetti" sono gli stessi del suo film più famoso e celebrato. Trovo, personalmente, assai triste (ma perfettamente in linea con la deriva dei tempi) che debba essere un Benigni a declamare, e pretendere di insegnare, la cultura o i sentimenti patriottici in Italia. E questo perchè la sua rilettura della storia e dell'arte è, chiaramente, superficiale, edulcorata, manichea, retorica, per non dire "manipolata" :sisi

tra le altre cose la cultura si impara a scuola, sui libri, si può anche imparare qualcosa al Cinema (ma dipende che film ti vedi :eye), ma non la si impara certo in televisione (il mezzo più manipolato ed in cattiva fede che possa esistere) :nono

so già che mi farò dei "nemici" :hap, ma questa è la mia opinione su Benigni, pura e semplice.

capitolo Storia:

non sono uno storico ma qualcosa la conosco perchè ho letto abbastanza del periodo risorgimentale. La mia posizione è molto vicina a quella di Marco che, come sempre, non la manda a dire ma va dritto al cuore del problema :ghgh

c'è ben poco da essere fieri su politici e governanti italiani, questa è una cosa che accomuna tutte le epoche storiche :sisi :triste

le eccellenze italiane sono altrove: arte, cultura, scienza, ed una volta anche nel calcio :lol:

sono sempre stato contrario alle riletture edulcorate, retoriche ed "eroiche" della storia, solitamente vengono fatte per imbonire il "popolo". Non esistono eroi assoluti (ed in generale i veri eroi si possono contare sulle dita di una mano) perchè non esiste la sola luce ma c'è sempre anche il lato oscuro. Il bello del Risorgimento fu il fervore popolare, quello sì spontaneo e genuino, che indubbiamente è esistito nei ceti bassi. Sul resto stendiamo un velo pietoso, come al solito vi sono pochi potenti che muovono le pedine e mandano al massacro i "poveracci" per raggiungere i propri scopi (politici, economici, personali). Ed una volta scacciato il vecchio padrone ne prendono, rapidamente, il posto. Manzoni lo diceva per lo "straniero" ma il principio è universale. Mi piace spesso citare questo spezzone del grande Sergio Leone :forgive

XyyL3I3rnPk

:forgive :forgive :forgive :forgive :forgive

c'è più vis politica (sincera) qui che in mille discorsi di Benigni :sisi


capitolo festa dei 150 anni dell'Unità d'Italia:

io penso che la festa sia giusta come concetto e come principio. Viviamo in un'epoca strana, di pericolosa deriva culturale ed ideologica, di inquietante menefreghismo egoistico. Sembra che tutti pensino solo al divertimento personale, alle "gioie" del consumismo mentre tutto va a rotoli, ma tanto a noi non ci tocca perchè abbiamo la macchina, il cellulare, la Tv in alta definizione, il computer e ci facciamo i weekend fuori :sisi

si, lo so, adesso sto facendo retorica anch'io :ghgh

http://static.reelmovienews.com/images/gallery/tyler-durden-pic.jpg

:lol::lol::lol::lol::lol::lol:


E' importante recuperare certi valori e quello di unità nazionale, che invero non c'è mai stato, è uno di questi :sisi

Non basterà di certo una festa a farlo ma bisogna pur partire da qualcosa ed un atto istituzionale ed ufficiale mi sembra pertinente. Come molti hanno già detto l'Italia è stata fatta, adesso bisogna fare gli italiani. Da quello che si sente in giro siamo ancora all'inizio di questo processo di costruzione :triste

personalmente sono orgoglioso di essere italiano, per le eccellenze dette prima e per certi valori genuini ancora riscontrabili nella gente comune, per fortuna c'è ancora qualcosa da salvare. Come padre sono molto preoccupato per quello che sta accadendo nell'età del "benessere", soprattutto per la deriva culturale e per il disinteresse generale verso i temi importanti. Penso che la strada sia quella di tenere in vita i valori alti e semplici: cultura (libri), onestà, educazione, attaccamento al lavoro ed alla famiglia, ....

su questo ognuno può e deve fare il suo nel proprio piccolo e nel proprio quotidiano, a casa propria e con le persone che conosce.

E ora mi fermo perchè sto divagando senza meta :ghgh :bgg2

MarcoStraf
20-02-11, 12: 54
... Il bello del Risorgimento fu il fervore popolare, quello sì . Mi piace spesso citare questo spezzone del grande Sergio Leone ...
Che tra l'altro la frase finale è presa dal Gattopardo, del nostro grande Giuseppe Tomasi di Lampedusa, romanzo che scrisse negli anni '50 ed è ambientato nella Sicilia borbonica ai tempi dello sbarco dei mille: "tutto cambia per rimanere lo stesso", cito a memoria (eccellente anche l'adattamento cinematografico, come ricorderai), una delle mie frasi preferite perché a distanza di 150 anni continua a rispecchiare perfettamente la realtà italiana. Gli italiani dovrebbero leggere di più e guardare meno la tv. O almeno, non dovrebbero usare la tv per istruirsi. La tv al massimo può fare informazione, quella italiana ormai fa solo pena.

Ma Strider, io ci andrei cauto con il dire che il Risorgimento fu un momento di fervore popolare. La gente che scendeva in piazza a quei tempi (e non è che ce ne fosse molta) non lo faceva per la riunificazione dell'Italia, ma per protestare contro governanti corrotti. Pensi poi forse che in Sicilia i Savoia siano stati meglio dei Borboni? L'unico a capirlo al tempo forse fu il repubblicano Mazzini, che fu tacciato di utopia, anche se dall'altre parte dell'oceano gli Stati Uniti erano ormai una Repubblica da più di cento anni (ma non voglio fare paragoni, sono due situazioni completamente diverse)

Armandillo
20-02-11, 13: 03
Armandillo contro tutti vedo :hap

Mi e' sempre piaciuto discutere di ogni argomento e di confrontare le mie idee, le mie vedute con quelle degli altri, soprattutto se contrarie alle mie e questo per verificare se vi fossero verita' nascoste o sfuggite per ignoranza o inesperienza.

Ho letto tutti i post ed ho colto commenti precisi e veritieri ma anche convinzioni che non condivido...e questo rientra nel dialogo civile.

Io mi accontento di essere in compagnia col Capo dello Stato e non perche' sia tanto ingenuo da aver dimenticato chi siamo stati e chi siamo tutt'ora, ma per assonanza di sentimenti, seppur farciti di luoghi comuni, nell'intento di scuotere coscienze sopite.

Questa credo sia la cosa fondamentale in un clima di divisioni che, al contrario, tende a contrapporci gli uni agli altri e che non porta da nessuna parte !

Certo, probabilmente l'effetto sortito non mutera' le cose ma meglio dell'inerzia e della rassegnazione lo sara' !

Ringrazio infine ognuno per il contributo dato al thread che mi conferma ancora una volta come il tema sia delicato e induca a riflessioni complesse ed articolate.

:bai

Kirk
20-02-11, 13: 33
A proposito della festa del 17 comunque spiego perche' ho votato si.. anche se poi nessuno pensera' a quel giorno del 1861..
Ma io perche' devo celebrare una Repubblica il 2 giugno?? Repubblica è bene e Regno è male? Non credo, basta guardare i Regni europei oggigiorno, è vero che per il dopo della fine seconda guerra, 2 feste come la Liberazione e la Repubblica son troppe rispetto ad altri paesi, dove al massimo si arriva 2 feste nazionali, i Re e i regnanti in genere nel mondo occidentale non sono e non erano quelli che gestivano il popolo, ma lo erano i capi di stato, cosi' è per Spagna, Inghilterra, Olanda, Belgio Svezia ecc. ecc., dunque visto che tutti di solito indicono la festa nel giorno dell' unione, perche' no??

Che poi abbiamo avuto re da 2 soldi è un altro discorso, ma perche' festeggiare la Repubblica perche' ha vinto un referendum, non ha senso, se è festa il 2 giugno che lo sia anche il 17 marzo.

E anche prima della guerra non era il Re che ci comandava, ci sono Repubbliche che è meglio non prendere d' esempio..

Strider
20-02-11, 14: 24
Ma Strider, io ci andrei cauto con il dire che il Risorgimento fu un momento di fervore popolare. La gente che scendeva in piazza a quei tempi (e non è che ce ne fosse molta) non lo faceva per la riunificazione dell'Italia, ma per protestare contro governanti corrotti.
più che altro lo facevano per disperazione e per ... fame :sisi

come diceva l'insigne intellettuale del '700, Vincenzo Cuoco, nel suo "Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799": il popolo si muove solo per bisogno, una cosa del genere più o meno :sisi

E' altresì evidente che i potenti e gli affabulatori di turno riescono spesso, ahimè, a sfruttare questi "bisogni", irretendo le masse e "muovendole" a loro vantaggio :triste, quasi sempre ad un prezzo altissimo (per le masse, si intende! :eye)

però, da tante cose che ho letto (e da fonti diverse), esisteva davvero quel "fervore" popolare di cui tanto si vagheggia, cantato da poeti, musicato dal Verdi ed oggi rimpianto dagli idealisti. Magari non era patriottismo in senso lato, sicuramente la spinta maggiore era quella che ho detto prima, ma in associazioni "clandestine" come la Carboneria o la Giovane Italia c'era davvero un sentimento sincero e genuino di "unirsi" per ribellarsi ad un nemico comune. Che poi fosse manipolato dall'alto questo si sa e fa parte delle crudeli "leggi" della storia :sisi

nè voglio dire che fosse "coscienza di nazione" visto che non l'abbiamo neanche adesso dopo 150 anni, purtroppo ...

janet
20-02-11, 16: 55
io sulla vera storia del risorgimento mi leggerei questo libro, (http://www.lafeltrinelli.it/products/9788820049119/1861/Giovanni_Fasanella.html) lavoro di ricerca fatto fra l'altro soprattutto da una insegnante di lettere che ovviamente se non avesse avuto per il suo lavoro una firma potente non avrebbe mai potuto pubblicarlo perchè questa è l'Italia, del resto non tutti sono fortunati come Benigni, il libro è stato scritto usando in gran parte documenti presenti in archivi segreti da poco aperti al pubblico
Per il resto trovo molto giusti ed equilibrati ed interessanti gli interventi di tutti.

MarcoStraf
20-02-11, 18: 37
Grazie Janet, io consiglio anche questo (Controstoria dell'Unità d'Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento)
Controstoria dell'Unità d'Italia - Gigi Di Fiore (http://libri.rizzoli.rcslibri.it/sclibro.php?isbn=1701846)

Purtroppo i libri di storia scolastici ci mostrano solo la parte "patriottica" del Risorgimento, a leggere quelli c'e' da mettersi le mani nei capelli, per fortuna ho avuto un insegnante che, sottovoce, ci disse che non e' tutt'oro quello che luccica. Per carita', non voglio fare del revisionismo, non voglio dire che il Risorgimento non sia esistito, ma certe domande bisogna porsele.

jacklostorto
20-02-11, 19: 37
non so se avete seguito le cronache dell'ultima settimana della provincia altoatesina nelle quali si ponevano gli accenti sulle esternazioni del presidente della provincia Kaiser Franz,il quale,parole testuali sue"non festeggerò i 150anni dell'unita d'Italia perchè non c'è niente da festeggiare"insomma in parole povere non si sente italiano,però ci rappresenta e incassa un lautissimo stipendio pagato colle tasse degli italiani,ora qui ci sarebbe una storia lunga da raccontare(annessione del sudtirolo,barattato colla ora Slovenia ecc.ecc.dal patto DeGasperi-Gruber)e mi riallaccio al discorso della storia raccontata sui libri di testo,premetto che io qui ci sono nato, qui ho studiato il risorgimento,qui ho lavorato ecc.ma perchè non ci hanno insegnato la vera storia di questa regione,di come è stata venduta o barattata che dir si voglia,ci hanno nascosto l'orrenda verità delle foibe e tanto altro ancora,concludo qui.

janet
20-02-11, 22: 45
io credo che questo forum in piccolo sia una rappresentativa delle persone migliori che ci sono in Italia, veniamo da regioni diverse con radici culturali ed esperienze lavorative diverse, eppure nessuno ha espresso sentimenti anti-nazionalistici, grande forum sono felice di farne parte

MarcoStraf
21-02-11, 03: 25
Concordo
Indipendentemente dal fatto se siamo d'accordo o no nel celebrare questa festa, quello che conta e' sentirsi italiani, ossia rispettare le istituzioni e principalmente la Costituzione.

Armandillo
21-02-11, 14: 43
Concordando con Janet volevo sottolineare, e non credo sia solo una mia sensazione, che nonostante alcuni "mal di pancia", ben espressi e motivati, nel profondo il legame che ci unisce tutti sia l'impotenza di non poter contare come vorremmo.

Forse potrei tradurre in una insofferenza comune che viene a galla ogni volta che si e' esposti a scelte importanti o veniamo chiamati a schierarci sapendo bene che questa parola contempla appunto una "parte" a noi contrapposta !
Il solo fatto che non si possa stare, una volta tanto, tutti da un lato e' sconfortante.

Importante pero' e' sapere che sui principi non si puo' transigere soprattutto quando questi vengono messi in discussione e la Costituzione, come dice Marco, ne rappresenta l'apice.

Il forum come una Italia in miniatura ?
Probabilmente si.
Non penso pero' che noi si faccia eccezione. Di brava gente ce n'e' ; il rispetto che in questo thread s'e' manifestato credo sia il punto fondamentale per dialogare senza opporre pregiudizi e l'umilta' di ascoltare e cercare di comprendere il punto di vista degli altri crea la base di rapporti civili ed onesti.

Quindi rispetto, umilta' e valori condivisi rappresentano l'ossatura di una societa' libera e democratica.
Noi, nel nostro piccolo mondo virtuale, ne abbiamo avuto riprova (e non e' la prima volta) quindi reputo giusto credere che cio' possa avvenire anche fuori, nella realta', con l'illusione che un giorno si possa dire: non "schierarsi contro", ma "schierarsi per"..."

:bai