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Visualizza versione completa : Italia, quale futuro per i giovani ?



Armandillo
06-12-10, 14: 13
Le precedenti giornate hanno visto nelle piazze italiane migliaia di giovani protestare contro la riforma scolastica e universitaria.

Non volendo soffermarmi su quest'ultima delle considerazioni generali andrebbero comunque fatte circa lo status di giovane nel nostro paese.

Il lavoro non c'e' e se si trova probabilmente riguarda contratti a tempo definito e sempre precari.

Mancando il lavoro di conseguenza sempre piu' spesso si ricorre alle risorse della famiglia e necessariamente questo induce i ragazzi ad attardarsi in casa fino ad eta' mature, sicuramente anche troppo !

Secondariamente, ma non meno importante, e' anche l'impossibilita' di formare loro stessi famiglie sia per penuria di fondi sia perche' trovare un alloggio alla portata risulta impresa assai ardua tenendo presente che non vi sono incentivi statali o privati (banche) propensi a finanziamenti a tal scopo.

Altro macigno di ostacolo e' l'allungamento dell'eta' pensionabile dovuta in minima parte all'allungamento dell'aspettativa di vita e dall'altro all'enorme peso sulla bilancia dei pagamenti delle pensioni elargite e cio' costringe al lavoro migliaia di lavoratori senza la speranza di un ricambio per le nuove generazioni !

Se poi a tutto questo sommiamo anche la scarsita' di risorse destinate alle borse di studio ed alla ricerca, il quadro si fa drammatico per la cronica mancanza di prospettive e l'impossibilita' di progettare per il futuro !

Quindi un paese vecchio, con sempre piu' vecchi da sostenere (col lavoro degli immigrati !) che a loro volta costituiscono in qualche caso l'unica risorsa di mantenimento per i figli...un paradosso tutto italiano ! :shock

Ciliegina sulla torta....meno lavoratori giovani con idee brillanti e al passo con i tempi significa anche meno competitivita', meno esportazioni, meno entrate, piu' buffi !!

Buffi che si pagano col lavoro...il lavoro dei vecchi che a loro volta debbono sostenere i loro giovani che non lo trovano......un vicolo cieco insomma !!

A questo punto occorrerebbe una risposta alla domanda del titolo.....facile....non fare cio' che stiamo (stanno) facendo....investire sul futuro, al lungo termine senza mirare all'interesse immediato, alla poltrona, alla raccomandazione, lasciare il posto al coraggio delle idee ed alla speranza, caratteristiche queste proprie delle menti fresche !

Ciao

Rodolfo Tatana
07-12-10, 12: 36
Italia, quale futuro per i giovani?: dalle mie parti la soluzione è l'espatrio, fino a 5 anni fa poteva essere qualla di cercare un futuro in continente, ho amici d'infanzia che si sono stabilizzati a bologna, milano, mio fratello ha fatto famiglia a imola, ora non è neanche piu cosi' perchè tanti che hanno lavorato a milano o brescia hanno deciso di tornare nell'isola, perchè dopo aver fatto due conti, tra affitto e cose varie se bisogna fare la fame tanto vale rimanere a casa, qualcuno allora cerca l'esperienza fuori dall'italia, va sempre di moda Londra, e sono almeno una ventina tra ragazzi e ragazze del mio paese che stanno li, altri in olanda (2 miei amici sono partite pochi giorni fa), un altro ha tentato l'irlanda ma con scarsi risultati, quella che sembrava la terra promessa non è piu tale.

fino a qualche anno fa sarei partito anche io, ora mi chiedo perchè devo essere obbligato ad andare via dalla mie terra per colpa dell'inerzie del menefreghismo e incapacita' della classe politica che per prima dovrebbe essere promotriche di iniziative, perchè per quanto una persona possa essere intraprendente e coraggiosa se non la si aiuta c'è poco da fare, ma dubito che la soluzione sia l'espatrio di tutti quanti, quindi la soluzione è rimboccarsi le maniche accettare l'idea che il famoso posto fisso di un tempo, che poteva essere miniera industria o pubblica amministrazione, quello dei nostri genitori, non esiste piu, e occorre puntare su tutto cio che fino ad oggi è stato trascurato, perchè sottovalutato o perchè pesante per la gente di oggigiorno, e parlo di turismo e agricoltura, un ritorno alla terra insomma, un ritorno a cio che l'ambiente e il clima offre e fino ad oggi è stato sfruttato in maniera ridicola per avvantaggiare settori industriali che non danno alcun valore aggiunto ne un futuro, questo per quanto riguarda la mia regione

janet
08-12-10, 00: 39
Questa discussione mi porta a due opposti pensieri, prima di tutto rabbia per una società che non investe sul futuro dei giovani, l'altra rabbia per chi ancora e sono molti, sta cercando lavoro e non ha voglia di lavorare e fa molto il difficile. Parlo per dati oggettivi, chi lavora tre mesi qua, o un anno qui o lì tende a campare perchè è frustrato, perchè non si attacca al posto di lavoro che sa dovrà lasciare e questo crea ancora più disservizi per chi lavora e paga le tasse e s'incavola con postini che cambiano ogni tre mesi o con sei supplenti che giustamente, essendoci fame di lavoro, incinte prendono il posto e poi lo lasciano con la sicurezza di essere pagate.
Quello che voglio dire che ormai, vince l'idea di fregarsi a vicenda, dall'alto fino in basso, frutto dei tempi, dei pochi soldi, delle frustrazioni, dove arriveremo ?

Armandillo
08-12-10, 07: 59
Quello che voglio dire che ormai, vince l'idea di fregarsi a vicenda, dall'alto fino in basso, frutto dei tempi, dei pochi soldi, delle frustrazioni, dove arriveremo ?

Oh si, quando c'e' poco vige la legge della giungla, della sopravvivenza !

Nel mio piccolo mondo lavorativo, quello operaio (cooperativo), ho osservato due aspetti che stridono assai: i giovani che trovano un ambiente duro e che limitano il loro impegno in attesa di qualche sistemazione migliore o che non sanno accettare alcun sacrificio perche' "loro hanno studiato" ....e i senior che aspettano un ricambio che permetta loro di svolgere mansioni meno impegnative per l'eta' che invece sono costretti a sobbarcarsi il lavoro piu' duro e che quindi, di conseguenza, fanno piu' giornate dei giovani.
Il risultato e' che passato un certo periodo, il giovane se n'e' andato e la ditta resta con lavoratori capaci, si, ma di eta' medio-alta !

Manca un po' d'umilta' !!

janet
09-12-10, 16: 25
Guarda Armandillo non dipende da un discorso vecchi e giovani, credo che l'insicurezza porti a non lavorare, io ad esempio che forse sono più giovane di qualche supplente mi trovo a spolmonarmi con una classe dove l'anno scorso un supplente, quest'anno finito chissà dove oltre a non aver fatto niente metteva i voti sulle ricerche lette in classe e copiate da Wikipedia, quindi convincere ora questi studenti a lavorare è un dramma e una mia collega più anziana che aveva preso dei giorni perchè operavano il marito, è dovuta tornare prima perchè sulla sua cattedra avevano messo due diverse supplenti che non avevano fatto nulla, non corretto i compiti, niente e fra dieci giorni abbiamo le pagelle.Ossia è una questione di coscienza, molti l'hanno, molti no, sia laureati che diplomati.

Armandillo
10-12-10, 17: 35
Guarda Armandillo non dipende da un discorso vecchi e giovani

Janet, io pero' vedo questo rapporto sgretolarsi sempre piu'.
Il gap generazionale si e' accentuato soprattutto per la velocita' delle innovazioni che ha trainato tutto il resto.

Il vecchio fa sempre piu' fatica ad adeguarsi mentre il giovane incalza e freme in attesa di poter esprimere le sue potenzialita'.
Non potendolo fare, per varie ragioni, la frustrazione aumenta e con essa anche questo rapporto si deteriora.

Ormai l'anziano e' visto come un ostacolo e non come una risorsa !

Ecco, in questo senso intendevo lo "scontro".

Poi, da noi, questa "forbice" assume valori quasi scandalosi e le discussioni sull'eta' avanzata a partire dalle alte cariche fin giu' all'ultimo degli uscieri (non me l'abbiano a male) propone un tema scottante sia per i nostri conti pubblici, sia appunto per la mancanza di spazi adeguati per le generazioni future.

:bai