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vane
13-10-10, 00: 11
http://img151.imageshack.us/img151/5975/senzanomesp.pngPoteva mancare questo thread? Sì, mancava, e allora l'ho aperto. :hap Mi piace molto leggere ma non è un piacere che posso condividere con tante persone (anche per una questione di "generi"), quindi spero che magari attraverso questo thread ci si possa anche consigliare letture.

Proprio oggi ho comprato un libro che mi è stato consigliato da una mia amica, Un giorno (http://www.ibs.it/code/9788854504202/nicholls-david/giorno-david-nicholls.html) di David Nicholls (http://www.ibs.it/code/9788854504202/nicholls-david/giorno-david-nicholls.html). Da amante della chick lit non potevo non cedere alla tentazione di comprare un libro che parla della storia di un uomo e una donna. Sono molto curiosa date anche le recensioni contrastanti, è il primo che leggo di questo scrittore.

:bai

principe andry
13-10-10, 00: 54
Attualmente Il tempo che vorrei di Fabio Volo.

Stavo proprio cercando ora un libro su internet. La mia scelta ricade tra questi:
- Giù la maschera di Paul Ekman
- Non mi freghi di Joe Navarro
- Il Linguaggio del Corpo di James Borg

Propendo per i primi 2 ed in particolare per il primo... Vedremo :tong2

:bai

MarcoStraf
13-10-10, 01: 18
Lo ho appena finito ieri sera (lo ho divorato, e probabilmente lo rileggero'):

The Grand Design: New Answers to the Ultimate Questions of Life
di Stephen Hawking e Leonard Mlodinow

Stephen Hawking, da sempre dichiarato ateo, propone insieme al professore di Caltech Mlodinow la teoria che la forza di gravita' e la M-theory (che al momento e' il migliore candidato per unificare le varie forze della natura) da sole siano sufficienti per permettere e dimostrare che l'universo si sia creato da solo senza quindi nessun intervento "divino". Un libro controverso, che fara' molto parlare di se', di sicuro una lettura tosta.

The Grand Design: New Answers to the Ultimate Questions of Life by Stephen Hawking: review - Telegraph (http://www.telegraph.co.uk/culture/books/bookreviews/8006738/The-Grand-Design-New-Answers-to-the-Ultimate-Questions-of-Life-by-Stephen-Hawking-review.html)

principe andry
13-10-10, 12: 32
Interessante il libro segnalato da Marco...
Se non sbaglio in Italia ancora non è presente...

:bai

deathwish
13-10-10, 22: 30
al momento, ARTEMIS FOWL... molto poco impegnativo (l'ho iniziato ieri in aereo, e credo lo finirò domani nel volo di rientro a casa) ma tutto sommato caruccio!

Lilirose
13-10-10, 22: 40
Bel thread! :eye

Io sto legendo (anzi rileggendo) I segreti di Londra di Corrado Augias

è un buon libro e poi mi piace lo stile sobrio di Augias, dietro l'apparente distacco riesce ad andare a fondo e a cogliere l'essenza dei personaggi che descrive :sisi

comunque insomma è una rilettura di qualche pagina al giorno, un libro proprio tranquillo e rilassante anche perchè vengo dalla lettura di American Psycho e onestamente devo riprendermi :bgg2
(tra l'altro lo consiglio a tutti, anche se la violenza è ad altissimi livelli)

MarcoStraf
13-10-10, 22: 46
al momento, ARTEMIS FOWL... molto poco impegnativo (l'ho iniziato ieri in aereo, e credo lo finirò domani nel volo di rientro a casa) ma tutto sommato caruccio!
Mi ha interessato sempre, perche' mi da' l'idea di essere un anti-Harry Potter :) di cui ho letto tutti i libri, senza nessun entusiasmo.

vane
13-10-10, 22: 48
Lo ho appena finito ieri sera (lo ho divorato, e probabilmente lo rileggero'):

The Grand Design: New Answers to the Ultimate Questions of Life
di Stephen Hawking e Leonard Mlodinow

Stephen Hawking, da sempre dichiarato ateo, propone insieme al professore di Caltech Mlodinow la teoria che la forza di gravita' e la M-theory (che al momento e' il migliore candidato per unificare le varie forze della natura) da sole siano sufficienti per permettere e dimostrare che l'universo si sia creato da solo senza quindi nessun intervento "divino". Un libro controverso, che fara' molto parlare di se', di sicuro una lettura tosta.
Non ho Hawking in gran simpatia, però è un genio. Proprio in questi giorni su Sky sto vedendo un documentario realizzato con la sua collaborazione e dopo aver finalmente capito cos'è (o meglio, cosa non è) un buco nero mi chiedevo cosa ci fosse alla base dell'universo.

Sono troppo ottimista se spero che esca una versione del libro italiana "semplificata" per chi ha un livello poco più che scolastico della fisica e dell'astrofisica? E' un argomento che mi interessa però certi concetti sono difficili da capire senza le basi.


Io sto legendo (anzi rileggendo) I segreti di Londra di Corrado Augias
Ah ah io invece, sempre di Augias, ho letto "I segreti di New York". American Psycho non riuscirò mai leggerlo, odio la violenza nei film, figuriamoci nei libri, i thriller non fanno per me.

MarcoStraf
13-10-10, 23: 05
... Sono troppo ottimista se spero che esca una versione del libro italiana "semplificata" per chi ha un livello poco più che scolastico della fisica e dell'astrofisica? E' un argomento che mi interessa però certi concetti sono difficili da capire senza le basi
Come tutti i libri di Hawking scritti "per le masse", anche questo per leggerlo non occorre avere nessuna conoscenza di scienza, non contiene nemmeno una formula, pensa tu. Sono libri "divulgativi" che servono solo a dare una idea di cio' che quelle menti stanno sfornando, e i due autori scrivono molto bene, inserendo battutine qua e la'. Il libro in questione tratta della teoria "dell'universo senza Dio" solo nell'ultimo capitolo, tutto il resto e' dedicato a come le varie teorie scientifiche si sono succedute nel corso della storia umana, e le varie difficolta' che hanno avuto nel essere accettate, specie quando sfuggono alla normale comprensione a cominciare dall'idea che sia la Terra a ruotare attorno al Sole, e non viceversa. Un libro che mi sarebbe piaciuto scrivere io stesso ;-)

deathwish
13-10-10, 23: 10
Mi ha interessato sempre, perche' mi da' l'idea di essere un anti-Harry Potter :) di cui ho letto tutti i libri, senza nessun entusiasmo.

sì, questo è vero. :)

io l'ho preso spunto per iniziare a leggere questa saga solamente in tempi recenti dopo aver "scoperto" che Colfer ha scritto il sesto capitolo della saga de "La Guida Galattica" in vece di Adams... :)

MarcoStraf
14-10-10, 01: 23
.... dopo aver "scoperto" che Colfer ha scritto il sesto capitolo della saga de "La Guida Galattica" in vece di Adams... :)
Avrebbero dovuto commissionare il sesto capitolo a Neil Gaiman o Terry Pratchett... che probabilmente avrebbero entrambi avuto il buon senso di dire di no

Brujo
14-10-10, 14: 36
Bel thread, complimenti.
Io ho appena finito di leggere Vaticano spa di Gianluigi Nuzzi - verità sugli scandali finanziari e politici della chiesa.

Ora ho da poco iniziato Crypto di Dan Brown. Di solito alterno un mattone da uno leggero :bgg2

deathwish
14-10-10, 19: 32
Avrebbero dovuto commissionare il sesto capitolo a Neil Gaiman o Terry Pratchett... che probabilmente avrebbero entrambi avuto il buon senso di dire di no

devo ancora leggere questo "sesto capitolo" della saga... sicuramente lo farò a breve, essendo un appassionato da sempre. ma non mi aspetto nulla più che un manieristico esercizio di stile fine a se stesso.

riguardo ad ARTEMIS FOWL, come da attese, ho terminato la lettura stamane in aereo. piacevole, piuttosto "scontato" (beh, considerato anche il target cui è destinato), ma credo leggerò anche il prossimo capitolo. :)

LorPan87
06-11-10, 18: 01
In questo periodo sto leggendo tre libri:
- "Fontamara" di Ignazio Silone
- "Trattato sulla tolleranza" di Voltaire
- "Il contratto sociale" di Rousseau

deathwish
06-11-10, 20: 51
proseguendo con le letture, dopo aver terminato

i) il secondo episodio, e
ii) IL BIZZARRO MUSEO DEGLI ORRORI di Dan Rhodes (veramente molto carino)

ho iniziato ALICE NEL PAESE DELLE VAPORITA'... promette bene, anche se ancora non mi ha preso del tutto.

Genzo83
02-02-15, 17: 32
Spero di non fare cosa sgradita rispolverando questa discussione, che mi pare molto bella. :clap

Io ho appena terminato di leggere il mattone di Stephen King, The Dome. Un lilbro da 1036 pagine che certamente poteva essere più breve e con meno attimi di vuoto. Per quanto ami SK e per quanto mi sia piaciuto questo libro, ci sono stati degli attimi lungo i quali ho faticato a portare avanti la lettura, ma tutto sommato l'idea è geniale e gli eventi sono sempre narrati maestralmente. La serie tv tratta dal libro, Under The Dome, segue invece una linea totalmente differente da quella del libro: diversi sono l'80% degli eventi e tali le sorti dei personaggi, nonché le loro personlità.

Ora ho tra le mani Un'idea di felicità, scritto da Luis Sepúlveda, che lungo le pagine di questo linbro racconta aneddoti, eventi storici e idee per una ritrovata felicità all'insegna di un ritmo di vita meno frenetico lungo il quale apprezzare maggiormente le cose semplici che la vita ci può offrire, che spesso bistrattiamo e diamo per scontato. L'autore è lo stesso di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e di Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza -libri che conosco per titolo ma che non ho ancora avuto il piacere di leggere.

Mnemosyne
03-02-15, 11: 01
Accidenti, m'ero dimenticata di questo thread :shock Bravo Genzo che l'hai riesumato :clap

Premessa: da un paio d'anni a questa parte mi sono data alla letteratura sci-fi e in particolare sto recuperando tutta la produzione di Philip K. Dick e di Isaac Asimov. Due autori che più diversi tra loro non si può :lol: ma che mi piacciono molto entrambi :sisi

In questi giorni sto finendo di leggere la cosiddetta Trilogia di Valis di Dick, cioè Valis, Divina invasione, e La trasmigrazione di Timothy Archer. Per gli amanti di Dick questo trittico è imprescindibile e molto bello, ma io dico... bah :boh Non mi ha convinta del tutto. Il primo libro è quello più ostico per me, dove lo scrittore ha riversato senza troppe metafore una parte della sua vita, ricca di inquietudini e di ricerca di un senso più alto. Il secondo mischia la fantascienza con la metafisica e riprende tanti temi ricorrenti nei lavori precedenti di Dick, in particolare la contrapposizione tra reale/irreale. Il terzo lo sto finendo ed è incentrato sulla figura del vescoco Archer, che altri non è che il reale vescovo Pike (http://en.wikipedia.org/wiki/James_Pike) e devo ancora capire dove vuole andare a parare :lol:

Pronti al via ci sono poi Neanche gli dei di Asimov e il sempreverde La guerra dei mondi di H. G. Welles :sisi

:bai

Lo Zio T
09-02-15, 17: 05
In questo periodo leggo (o rileggo a seconda del libro) dei "classici", basilari per chiunque, indipendentemente dalla passione per la lettura.

Attualmente ho terminato "Il sergente nella neve" e "il ritorno sul Don", entrambi di Mario Rigoni Stern. Libro più "canonico" il primo, che pone l'accento soprattutto sul rapporto tra i soldati durante la guerra, sul legame che si viene a creare in quel contesto di disumanità fino all'inesorabile "punto di non ritorno", quando disperazione, fame, freddo e morte svuotano completamente l'essere umano, trasformato in un corpo che si muove per inerzia, senza più sentimenti e segnato per sempre dalle tragedie vissute.

Il secondo libro, invece, è una "raccolta" di episodi, sempre inerenti alla seconda guerra dei mondiali. Il toccante capitolo conclusivo, in particolare, racconta il ritorno dell'autore nei luoghi in cui ha combattuto, riuscendo, per un attimo, anche a lasciarsi andare e voler davvero dare libero sfogo al suo tormento interiore. In particolare, trovo questo passaggio molto rappresentativo, personalmente mi ha colpito molto:

Vorrei dire a Boris di fermare la macchina pe farmi scendere, a Larissa di accompagnare mia moglie a Charkov e farla ripartire per l'Italia e io restarmene qui solo, per tutto l'inverno in questi villaggi, e camminare dall'uno all'altro. In silenzio, sulla neve. Fino a primavera, fino al disgelo, e dopo riprendere il treno per casa. Ma questo non lo posso chiedere; posso solamente pensarlo e immaginarlo; nemmeno accennarlo, a loro. E' già molto così. Quanti di quelli che siamo usciti dalla sacca, dai Lager, dalla Resistenza, dalla guerra degli alpini, insomma, vorrebbero essere qui stasera con me?

Inoltre menziono anche i capitoli intitolati "In un villaggio sepolto nella balca" e "Tre patate lesse", due storie che per umanità non possono lasciare indifferenti.

A breve inizierò "Lord Jim", di Joseph Conrad".

Mnemosyne
10-02-15, 10: 04
Ammetto di aver letto Il sergente nella neve dopo aver visto lo spettacolo di Marco Paolini :ehmm Il ritorno sul Don mi manca, ma penso che lo recupererò :sisi

Intanto ho finito La trilogia di Valis di Dick e confermo la mia perplessità sull'opera. Probabilmente sono io che non ho capito una beata :lol:
I temi "metafisici" dei diversi piani di realtà, della divinità, del libero arbitrio e della relatività del tempo sono un leit motif per lo scrittore, ma sinceramente ho preferito altre sue opere :sisi Ubik ad esempio

E ora ho attaccato Neanche gli dei di Asimov, romanzo di fantascienza scritto dopo anni di "inattività" nel settore per una scommessa/gioco con Silverberg, altro autore di genere, solo per dimostrare che l'isotopo Plutonio 186 non può esistere nel nostro universo :bgg2

:bai

Genzo83
13-02-15, 20: 07
Ho iniziato a leggere un classico che ho letto in modo frammentario ai tempi delle scuole e che già da allora trovavo molto gradevole, con grande stupore dei più: I promessi sposi. Voglio sentire l'effetto che avrà su di me ora che ho 31 anni e lo prendo in mano di mia iniziativa.

Mnemosyne
23-02-15, 14: 50
Voglio sentire l'effetto che avrà su di me ora che ho 31 anni e lo prendo in mano di mia iniziativa.
Sicuramente molto diverso rispetto a quando avevi 15 anni :sisi anche se all'epoca l'avessi letto di tua spontanea volotà :bgg2

Io non impazzisco per Manzoni, ma più per una sorta di antipatia di pelle che per le sue qualità di scrittore. I Promessi sposi è di sicuro un gran romanzo, nulla da dire, molto ricco di spunti di riflessione, ma ritengo che per comprenderlo e apprezzarlo fino in fondo lo si debba leggere da adulti. Bisogna anche dire che a scuola te lo mandano in odio :tap

Forse tu sei troppo giovane per ricordartelo, ma ai tempi facevo i compiti sui promessi sposi con questa pietra miliare della tv (http://www.dvd.it/locandine/grande/3665110.jpg) di sottofondo :lol:

Io ho concluso Neanche gli Dei :sisi Rispetto ai suoi precedenti viene fuori molto l'esperienza di divulgatore scientifico: ci sono molti accenni a principi e teorie fisiche e matematiche, ma senza mai scadere nel noioso o troppo tecnico. Mi è piaciuta particolarmente la parte centrale del romanzo, ambientata nel cosiddetto "para-universo", un universo parallelo con leggi fisiche diverse dalle nostre. Mi è piaciuto lo sforzo di immaginare come può essere un ambiente che non può funzionare come il nostro e di conseguenza che forme di vita possono svilupparsi.

Merita un citazione la scelta dei titoli delle tre parti in cui è strutturato il romanzo:


Contro la stupidità...
... Neanche gli Dei...
... Possono nulla?


Ora ho attaccata Le tre stimmate di Palmer Eldritch di Philip K. Dick. Non so nulla del romanzo se non che ritornano i temi chiave di tutta l'opera di Dick: i diversi piani di realtà spazio-temporale, la forte ingerenza delle droghe, la presenza di una "divinità" non propriamente benevola, i difficili rapporti con le donne.

Insomma non era un tipo facile :bgg2

Mnemosyne
07-05-15, 16: 34
:bai Ciao!
Me la suono e me la canto da sola e porto avanti questo thread :tong2

Allora, complice la primavera (:ghgh per chi la capisce), la messa in onda della 5° stagione di Game of thrones e della conseguente riscoperta dei vari "fan-forum" della saga di Martin, ho parcheggiato per il momento la sci-fi per il fantasy e ho riesumato per la :m: 3° volta (sì 3... almeno, forse anche 4 :ehmm) A game of thrones per l'appunto, nella versione spezzatino italica Il trono di spade e Il grande inverno (seguiranno gli altri :oo2).

Ho approcciato questa saga qualche anno fa, prima della serie tv, ma molto dopo l'uscita in libreria e proprio per caso, perché io faccio parte di quel nutrito gruppo che ritiene la maggioranza del fantasy una scopiazzatura de Il Signore degli Anelli (ok, vi autorizzo all'insulto :lol:).

E invece il buon vecchio Zio Martin mi ha stupito e ho avuto modo di appassionarmi a una storia che è un fantasy-non fantasy, dove i nani sono solo persone affette da nanismo e soprattutto ci sono sì i figli della foresta, ma non sono elfi! :bgg2

Se avete anche solo intravisto la serie tv, saprete che non è una storia per educande :ehmm e, cosa che personalmente mi piace molto, non c'è l'eroe senza macchia e l'incarnazione del male, ma un variegato pantone di grigi, dove ogni personaggio evolve nel bene e nel male :sisi

Detto ciò, non sto ad entrare nello specifico della storia, ma volevo condividere un paio di considerazioni.

Secondo voi, perché in generale i racconti epici, al di là del genere letterario (e anche del media direi) in cui sono calati, piacciono così tanto? Abbiamo così bisogno di "avventura", nel senso più generale del termine? Non conosco una saga che non abbia uno stuolo di appassionati al limite del patologico :ghgh
Per quanto riguarda il mondo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco praticamente ogni nazione ha il proprio forum di riferimento dove i libri sono stati sviscerati parola per parola, con annesse ipotesi sull'evoluzione della storia. Li ammiro per la dedizione che hanno, mi hanno permesso di notare sottigliezze che altrimenti mi sarebbero sfuggite nelle mile mila pagine pubblicate.
Mi chiedo cosa ne pensi in realtà l'autore, se sta maledicendo l'avvento di internet e dei fan nerd che non hanno meglio da fare che fare le pulci al suo lavoro :lol:

Una cosa invece di cui ho capito l'importanza grazie a questi libri e ai relativi commenti è il lavoro di traduzione affidato alle/dalle case editrici. La prima edizione di questi libri, quella che ho io tra l'altro, contiene diverse scelte di traduzione molto discutibili (una su tutte: auburn hair, cioè capelli ramati, che sono magicamente :ohoh diventati fiammanti (FIAMMANTI?) capelli corvini. In un testo dove le descrizioni fisiche dei personaggi hanno un certo peso, questa scelta diventa un bel problema).
Giustamente un traduttore non può semplicemente riportare alla lettera tutto, perché molte espressioni di una lingua non hanno il medesimo peso e significato in un'altra, ma. MA. Dove si deve fermare la fantasia del traduttore? Quando finisce per predere il sopravvento sull'autore?
Ovvio che l'ideale sarebbe leggere l'originale (l'ho recuperato), ma per chi come me ha dei grossi limiti con l'inglese :tong2 diventa un problema. Sicuramente è un buon motivo per migliorare le mie conoscenze :eye

Ho sproloquiato a sufficienza e siccome sono una Stark (non una mela :tong2) nel profondo, winter is coming :lol:

p.s. e speriamo che quel benedetto uomo finisca di scrivere gli ultimi due libri!

MarcoStraf
08-05-15, 00: 13
Ho letto i primi quattro romanzi della serie di RR Martin (che il inglese e' Song Of Ice And Fire), non che il Fantasy sia il mio genere preferito, ma il primo romanzo mi e' piaciuto, il secondo mi e' piaciuto molto. Poi la caduta. Il terzo e quarto per niente. Inizia il quinto e mi fermai, mi sono messo a leggere altro. La stessa cosa che mi capito' con la serie Wheel Of Time di Robert Jordan, quando ci sono troppi personaggi e troppe trame la lettura diventa troppo spezzettata e si finisce (almeno per me) che l'interessa vada scemando. Cosa che non mi capito' con Lord Of The Rings.

In preparazione della mia prossima vacanza sto leggendo due romanzi --non vi chiedo dove vado, come enigmisti per voi sarebbe un giochino :)
Into This Air di Jon Krakauer (cronaca della spedizione del monte Everest del 1996)
Shopping for Buddhas di Jeff Greenwald

Per divertirmi sto leggendo The Martian, primo romanzo di Andy Weir, per gli appasionati di fantascienza (hard) come me, assolutamente affascinante.

Mnemosyne
11-05-15, 10: 49
Ho letto i primi quattro romanzi della serie di RR Martin (che il inglese e' Song Of Ice And Fire), non che il Fantasy sia il mio genere preferito, ma il primo romanzo mi e' piaciuto, il secondo mi e' piaciuto molto. Poi la caduta. Il terzo e quarto per niente. Inizia il quinto e mi fermai, mi sono messo a leggere altro. La stessa cosa che mi capito' con la serie Wheel Of Time di Robert Jordan, quando ci sono troppi personaggi e troppe trame la lettura diventa troppo spezzettata e si finisce (almeno per me) che l'interessa vada scemando. Cosa che non mi capito' con Lord Of The Rings.

Io ritengo che abbia "aperto troppe parentesi" e ora chiuderle diventa un problema :sisi Una cosa che mi piace della struttura di ASOIAF (:lol: passatemela dai) è l'impostazione dei capitoli come punti di vista dei diversi personaggi, che dà modo di descrivere nel dettaglio eventi lontani nel tempo e nello spazio e contemporaneamente di delineare psicologicmante i personaggi. Se però nei primi 3 libri i cosiddetti POV, point of view, erano solo dei personaggi principali, negli ultimi due libri gli è scappata un po' la mano e ha introdotto un po' troppa gente.

Mi chiedo se questa deriva non sia in parte il frutto delle innumerevoli teorie che girano in rete sui possibili intrecci della trama. O semplicemente non sa come chiudere decentemente ciò che ha cominciato :tong2

Concordo sul fatto che il 4° e il 5° libro siano meno efficaci dei primi 3, ma ormai sono in ballo e voglio sapere come va a finire. A tal proposito ce l'ho un po' con la casa editrice, che ci sta marciando un po' sopra: edizioni spezzatino (1 volume in originale ---> 3 in italiano, ergo pago per 3 :tap) oltre a svariate versioni nate sulla scia della serie tv.

Genzo83
28-12-15, 12: 39
In questo periodo cerco di terminare Se una notte d'inverno un viaggiatore, di Italo Calvino (mancano ancora 90 pagine). Un libro che, per quanto grande sia nel panorama della letteratura italiana, non mi ha rapito più di tanto. Sarò all'antica, ma preferisco i romanzi strutturati con un certo ordine. Quest'opera, per quanto geniale sia, mi lascia l'amaro in bocca sul più bello, quando oramai mi sto appassionando alle vicende, e io, da buon ''figlio di settembre'' sotto il segno della vergine, non reggo l'impatto dell'incompletezza e dell'entropia. :ghgh

Attendo con ansia di leggere il libro che mi ha regalato la madre del mio ragazzo per natale. Un libro che ho desiderato con trepidazione e che nelle librerie locali non sono riuscito a reperire. Così, quando ormai stavo per acquistarlo in rete, eccolo lì incartato, tra le mie mani: Il ragazzo in Soffitta, di Pupi Avati. :clap