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Visualizza versione completa : Il web è morto, la rete no ?



janet
19-08-10, 22: 02
Ormai da giorni si discute sui media di due articoli, ben fatti ed approfonditi del direttore di Wired USA Chris Anderson e dell'editorialista Michael Wolff, secondo (http://www.wired.com/magazine/2010/08/ff_webrip/all/1) i quali, il World wild web sarebbe in declino, sostituito dalle applicazioni presenti negli smartphone dove invece di cercare, si ottiene.
Chris Anderson spiega che in tal modo si realizza la naturale evoluzione del capitalismo, mentre Michael Wolff interpreta il fenomeno come provocato da grossi investitori che abbandonano il web per pascoli più redditizi.

Tutti è due concordano (http://ilblogdijanet.blogspot.com/2010/08/il-web-e-morto-la-rete-no.html) che il web non è il culmine della rivoluzione digitale ed ormai l'evoluzione degli smartphone ha provocato una sempre maggiore concentrazione degli utenti in piattaforme chiuse, dove trovano tutto ed anche i produttori possono incontrare i loro clienti, quindi sono tutti felici.
Certo continueranno ad esserci le pagine web, ma il browser web diverrà sempre meno usato, come le cartoline ed i telegrammi e il centro di gravità di tutti i media si sposterà in ambiente post-html.
Oltretutto da ricerche statistiche compiute da Compete risulta che i primi dieci siti web hanno rappresentato il 31% di pagine visualizzate nel 2001 negli USA, il 40% nel 2006 e circa il 75% nel 2010. Ormai non c'è più spazio per i piccoli, tutto il traffico è monopolizzato da grandi siti, secondo Yuri Milner il russo che detiene il 10% di Facebook, alcune persone forti possono avere il controllo di milioni di persone. In effetti Facebook con oltre 500 milioni di iscritti non è più un sito web, bisognerebbe inventare una nuova definizione, per rappresentare qualcosa di così maestoso.

Ma proprio la presenza di affaristi come Milner propensi ad un accaparramento ed una verticalizzazione, sul modello dei media tradizionali, porta l'utopia collettivista del web a morire.
La contrapposizione è ormai fra un sistema aperto come quello di Google, che ha controllato il traffico e le vendite e che ha dominato sul web come Cesare Augusto su Roma e quello dei contenuti, al quale anche Steve Jobs si è votato ed anzi controlla sia i distributori di contenuti (Itunes) che i dispositivi (ipod,iphone,ipad), attraverso i quali il contenuto viene consumato.

Insomma è stato l'utente medio ad uccidere il web, usando apps per iphone ? Oppure Facebook? E Wikileaks e linux e l'open source e tutti quelli che diffondono liberamente i contenuti o fanno ricerche, utilizzando il web ma non vogliono diventare cechi su un telefonino, dove li mettiamo? Ai posteri la risposta ma per me il web è tutt'altro che morto.

MarcoStraf
19-08-10, 23: 05
Janet.... che dire, un bellissimo articolo (anzi: due) me li sono letti in un fiato, volevo pubblicamente ringraziarti per avere pubblicato quel link.
E' un argomento a cui sono molto interessato, e ne volevo parlare da tempo, ma non ne ho mai avuto il tenpo poiche' e' un argomento veramente vasto.
Il web e' morto? Sicuramente no.
il web sta morendo? Forse no, ma sicuramente sta evolvendo.
Quando avro' piu' tempo (e a vedere come sono preso, forse non nelle prossime settimane...) mi piacerebbe parlarne piu' a lungo ed esporre le mie idee.

Mille grazie ancora!

Pegaso
22-08-10, 02: 07
Che ci sia un'evoluzione e che parte delle attività si stia spostando su smartphone è vero.
Ma che stia morendo non me la sento di fare un'affermazione del genere.
Per me è più probabile che si trasformi...

Kirk
22-08-10, 05: 46
Lessi ieri un articolo su un altro forum che frequento, a proposito del cambiamento degli utenti di internet, a grandi linee il problema e' quello, applicazioni chiuse, utenti che si scaricano ciò che gli serve da queste, senza star a interagire o postare blog come prima, a molti di discutere sembra non ne vogliano sapere, pappa pronta e via, a costo di pagarla.

Gli stessi social network, che ormai hanno al proprio interno applicazioni di tutti i tipi, stanno effettivamente facendo un po' morire i forum tipicamente come noi li conosciamo, si dice anche che, forse, vogliano ridurre la possibilità a parlare liberamente nel web a chicchessia, ritenendolo in alcuni casi (a loro dire) pericoloso, e' , e questo lo penso io, anche una questione commerciale, esempio si pagherà probabilmente anche solo per saper l' indice di borsa o il meteo del giorno dopo, l' Iphone come certi servizi che già da anni valgono per la telefonia cellulare, anche se non sotto forma di applicazioni ma di messagistica.

Penso anch' io che è l' uso degli utenti che porta a certe cose, come i softwares open source e a pagamento..se tutti usassero software open source, quelli a pagamento non guadagnerebbero soldi facili da un utenza che non gli va ormai nemmeno di perdere 3 minuti a buscare un' alternativa, e probabilmente chiuderebbero bottega, e invece molti prosperano, anche mediante accordi con Microsoft e altri venditori di computers.

ercoppa
22-08-10, 15: 16
Qui (http://robertodadda.blogspot.com/2010/08/wired-quando-parla-lignoranza.html) un parere controvento.

Saluti.

MarcoStraf
23-08-10, 05: 04
Qui (http://robertodadda.blogspot.com/2010/08/wired-quando-parla-lignoranza.html) un parere controvento.
Da quello che ho letto, mi sembra che l'autore non abbia capito bene l'articolo, che in effetti sono due articoli, scritti da due persone diverse, con diverse idee, che discutono il loro punto di vista sull'argomento dell'evoluzione del web. Molto interessante anche la successiva serie di articoli, che sono un diretto scambio di idee tra di loro. Non direi che l'articolo oroginale faccia nessuna tesi, piuttosto propone alcune possibili scenari.


... Penso anch' io che è l' uso degli utenti che porta a certe cose, come i softwares open source e a pagamento..se tutti usassero software open source, quelli a pagamento non guadagnerebbero soldi facili da un utenza che non gli va ormai nemmeno di perdere 3 minuti a buscare un' alternativa, e probabilmente chiuderebbero bottega, e invece molti prosperano, anche mediante accordi con Microsoft e altri venditori di computers.
Beh, ma questo discorso c'entra ben poco... A parte che Open Source non significa assolutamente freeware, sono due cose diverse. Secondo, il software freeware non avrá mai il predominio nelle aziende e dove i programmi richiedano assistenza continua. Occorre ricordare che quando si compra un programma, si compra anche l'assistenza. Scrivere un programma non è poi così difficile. Scriverne uno che funzioni, è un'altra cosa.

Pegaso
23-08-10, 07: 22
Scrivere un programma non è poi così difficile. Scriverne uno che funzioni, è un'altra cosa.

Una finezza, un dettaglio, un piccolo particolare, che fa la differenza tra giorno e notte.

P.S. Scusate l'OT, ma quando ho letto la frase mi sono venute in mente tutte quelle volte che si da per scontato che se uno ha creato un software allora deve funzionare e essere ok in tutto e per tutto.

Kirk
23-08-10, 08: 31
A parte che Open Source non significa assolutamente freeware, sono due cose diverse. Secondo, il software freeware non avrá mai il predominio nelle aziende e dove i programmi richiedano assistenza continua. Occorre ricordare che quando si compra un programma, si compra anche l'assistenza.Questo vale per programmi ad uso lavorativo, non per il tempo libero da chi usa il pc da casa.
Con vari software a pagamento puoi scrivere all' assistenza 10000 volte e non ti risponde nessuno, come privato, non parlo di società commerciali.
Nero e' un software a pagamento ma va peggio di un' altra decina che conosco che sono open source.

Poi parli di aziende, ma io non trovo il nesso con quelle, se si parla di Iphone o facebook, premesso che trovo anch'io ciò che e' scritto dal tizio o tizi in questione quell' articolo un po' indecifrabile.
Ora per favore non rispondermi che tu usi l' Iphone per lavoro, portato in Italia, il concetto sicuramente non vale, anzi, ti dirò di più, qui un 'azienda con problemi di software non fa altro che chiamare uno tecnico che ne sappia qualcosa di computers, non certo la casa madre del software.. dell' assistenza di questa non se ne fa niente, spesso ho visto anche tecnici che se ne approfittano facendosi pagare menandola che il software costava 1000 euro e loro avevano la licenza quando la loro copia era craccata, però questo lo dicono alle segretarie, le bollette non le pagano loro, e il capo milionario se ne frega, che sta a guardare di risparmiare 100 euro d'assistenza??.

A proposito di open source, visto che ne parli, e' comunque il contrario di software proprietario, e se uno sa come fare un programma, tu stesso puoi fartene una versione personalizzata o migliore. Certo che open source e free non sono la stessa cosa, non ho detto questo, poi magari trovami (non solo 1 eccezione però) dove un open source e' a pagamento.

Scriverne uno che funzioni, è un'altra cosa. Non sono d'accordo, o perlomeno, se uno sa scrivere un programma.
Le versioni stabili di software free ed open source funzionano meglio di tante altre a pagamento, non parlo di versioni alpha o beta, i softwares a pagamento mediamente hanno il vantaggio di essere più intuitive per chi non ha dimestichezza col computer, di questo te ne do atto.

Io parlo di utenza privata comunque, non di aziende, e dal quel poco che si capisce dall' articolo non credo sia riferito all' uso lavorativo.

janet
23-08-10, 14: 07
Comunque non mi ricordo dove ho letto che stanno nascendo anche molte imprese basate sull'assistenza ai programmi open source, che poi vengono scelti da sempre più aziende in base alle statistiche anche per la loro possibilità di implementazione.
Mentre sul fronte Internet Apple, lanciando l'ITV darà una nuova scossa all'uso di internet come veicolo di contenuti e la gente usando solo i prodotti Apple, ipod,iphone, ipad,iTV può praticamente fare quello che vuole, diverrà un mondo completamente autonomo.

Dall'altra parte Facebook, con "Places" lancia un'altro attacco ad intenet, perchè sei iscritto a Facebook, puoi fare alcune cose e condividerle, altrimenti non potrai farlo.

MarcoStraf
23-08-10, 20: 48
... Le versioni stabili di software free ed open source funzionano meglio di tante altre a pagamento, ...
mai detto il contrario, io da privato uso un sacco di Open Source e freeware, con il quale mi trovo benissimo.

Ma io non sono solo un privato, sono anche uno che lavora nel settore. Quando si compra un software, si compra anche l'assistenza e gli updates. Che tipo di assistenza dipende dall'azienda da cui si scegli di comprare, se si cerca di risparmiare e' ovvio che poi l'assistenza faccia schifo, e' quello che succede normalmente. Ma ci sono aziende che NON si possono permettere di non potere usare certo software per neanche 24 ore, per cui quando comprono si assicurano della serieta' del produttore e del tipo dell'assistenza che possono dare. La mia azienda per esempio ha un team di supporto che lavora 24 ore al giorno, e sviluppatori che lavorano in diverse zone orarie per assicurare continua assistenza. Logico che e' un servizio che costa caro, ma quanto perde un nostro cliente se non puo' usare i nostri sistemi costerebbe molto di piu'.

Ad ogni buon conto, ripeto: questo non ha nulla a che fare con l'evoluzione del web. Open Source, shareware e freeware continueranno ad esistere, indipendentemente dal futuro internet.


poi magari trovami (non solo 1 eccezione però) dove un open source e' a pagamento.
Vuoi scherzare, vero? Ce ne sono a centinaia...
Commercial open source applications - Wikipedia, the free encyclopedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Commercial_open_source_applications#List_of_Commer cial_Open_Source_Applications_and_Services)

Eres
23-08-10, 21: 52
Da qui a dire che sia morto mi sembra eccessivo, comunque è vero che gran parte della nuova e giovane utenza è orientata verso altre piattaforme, però credo che alla fine la vastità del web resisterà a questa moda, magari anche per strade nuove, ma non credo che sia morto, tutt'altro