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Visualizza versione completa : Cassazione: Stefano Lucidi non voleva uccidere.



principe andry
24-03-10, 20: 41
Cassazione: Stefano Lucidi non voleva uccidere. Pronto ricorso Corte Europea
Depositate le motivazioni della sentenza. Familiari vittime della strada: decisione illogica, ricorreremo.

ROMA (24 marzo) - continua (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95805&sez=HOME_ROMA)

Sinceramente ho difficoltà a lasciare un commento dove una notizia così lascia senza parole.
Senza patente perchè assumeva cocaina, ubriaco al volante, sfreccia a 90km/h in città, sorpassa una seire di semafori rossi, investe e uccide 2 giovani, scappa.
Per aver tolto la vita a 2 ragazzi in questo modo, questo essere (persona mi pare eccessivo), paga solo 5 anni di carcere?
Una sentenza che fà rabbrividire.
Condivido quanto detto dal padre della ragazza: "Dopo questa sentenza non mi sento più italiano".

Spero davvero che la faccenda non finisca qui.

Lo Zio T
24-03-10, 20: 50
Che cosa si può dire.. A parte il fatto che ci sono voluti ben due anni per arrivare ad una sentenza definitiva (cassazione), dare 5 anni significa uccidere una seconda volta le vittime morte per la sua noncuranza, ignoranza, chiamiamola come vogliamo.

Purtroppo non è il primo e non sarà l'ultimo caso simile a questo

:bai

ginalfa
25-03-10, 19: 03
Era prevedibile in punto di diritto.
Perchè sia configurabile l'omicidio volontario deve essere accertato "oltre ogni ragionevole dubbio" che vi fosse la specifica volontà di uccidere.
Non basta la consapevolezza o la prevedibilità o la sola percezione del rischio e delle conseguenze di un dato comportamento.
Era facile prevedere che non si sarebbe raggiunta la prova del dolo eventuale e che quindi il reato fosse derubricato in omicidio colposo.
Nel nostro ordinamento vige la regola "in dubio pro reo" che è un'irrinunciabile conquista di civiltà; bisogna tenerlo sempre a mente, anche in periodi, come quello attuale, di facili scorciatoie giustizialiste e di processi mediatici.
Questo il diritto attuale, ampiamente consolidato nella giurisprudenza.
Il resto è cronanca.

MarcoStraf
25-03-10, 19: 58
Grazie a ginalfa per il preciso e interessante intervento, che quoto.

Di mio aggiungerei la massiccia politica mediale che e' stata fatta su questo episodio, che ha fatto di tutto per descrivere il colpevole come un maniaco omicida.
Il fatto che assumesse cocaina, che non avesse la patente, che stesse guidando una macchina potente (come se una 500 lanciata a 90 all'ora avrebbe fatto meglio...) che stesse litigando con l'amica mentre guidava, non c'entrano assolutamente nulla con la volonta' o meno dell'omicido, ed e' quello che era in discussione alla Cassazione che, secondo me, non ha fatto altro che applicare la legge senza stare ad ascoltare le richieste di linciaggio, mediatiche o no.

ginalfa
25-03-10, 20: 41
Quello che mi piace sottolineare, invece, è che purtroppo abbiamo assistito ad un processo insolitamente breve. E questo mi accende il sospetto che quando la giustizia sa di essere sotto i riflettori diventa altrettanto insolitamente celere.
In Italia due anni per una sentenza definitiva sono un'inezia, visto che in questo lasso di tempo raramente si riesce a concludere il primo grado.
I comuni mortali devo attendere anni solo per ottenere l'archiviazione di procedimenti totalmente campati in aria e, se si va a giudizio, i tempi si dilatano spaventosamente ed oltre ogni più nera previsione.
Questo per il penale, metre per il civile le cose stanno ancora peggio.
Ho diretto riscontro di gente che attende anche undici anni per il solo primo grado, con il fascicolo che viene allegramente "scaricato" tra i numerosi magistrati che si avvicendano a conoscere della causa e niente e nessuno ci fa nulla.
Quando si arriva ad una sentenza in così tanto tempo, ammesso che la sentenza risponda a diritto, il risultato è sempre una sconfitta di chi ha avuto ragione ed una vittoria di chi ha avuto torto.
Lo è perchè dopo dieci anni il più delle volte il responsabile civile ha avuto tutto il tempo di disfarsi di ogni avere, in modo da rendere praticamente inefficace anche la sentenza più favorevole.
Lo è, sopratutto, perchè quasi mai il giudice che ha istruito la causa sarà quello che redigerà la sentenza e sarà pertanto altamente probabile che la sentenza che ne scaturirà (se e quando scaturirà) si traduca in un coacervo di concetti più o meno incoerenti che costringeranno il malcapitato a ricorrere in appello ed attendere (e sperare) almeno altri cinque anni!
E nessun magistrato, per quanto incapace, e ce ne sono, così come ci sono quelli capaci e responsabili, sarà mai personalmente responsabile dei propri errori, ancorchè grossolani.
E quel che è più grave è che nessuna riforma in questo senso è alle viste, semplicemente perchè non appena si cerca di toccare "la casta" assistiamo a clamorose levate di scudi (puntualmente strumentalizzate politicamente dalle opposizioni di turno), ventilando una pretesa autonomia ed indipendenza che si è di fatto trasformata in totale ed a tratti indolente irresponsabilità dei magistrati per il proprio operato o la propria inazione.
E' questo il vero problema.

principe andry
25-03-10, 20: 52
Premetto che non ho alcuna conoscenza giuridica :tong2
Credo che non abbia fatto quelle "bravate" con l'intenzione di uccidere, ma c'era comunque l'eventualità che potesse accadere. Questo viene definito "dolo eventuale" vero?

Ora è giusto, valutando i fatti, che il soggetto sconti 5 anni di pena?
Non dico che i giudici non abbiano rispettato leggi o quant'altro, ma che la pena non è paragonabile al fatto accaduto.

Ginalfa il tuo ultimo commento è purtroppo tristemente vero :triste

:bai

silverado
25-03-10, 21: 01
[..]
Di mio aggiungerei la massiccia politica mediale che e' stata fatta su questo episodio, che ha fatto di tutto per descrivere il colpevole come un maniaco omicida.
non sarà un "maniaco omicida" ma è pur sempre un omicida. e non trattasi di un fatale errore ma della condotta di un irresponsabile recidivo che ha dimostrato un'assoluta mancanza di rispetto delle basilari regole della strada.
lo so, sto parlando da uomo della strada e non da avvocato ma il "favor rei" è un principio che a volte si dimostra tremendamente iniquo.

MarcoStraf
25-03-10, 21: 03
... Ora è giusto, valutando i fatti, che il soggetto sconti 5 anni di pena? ...
Dipende da chi ascolti, c'e' chi dice di si, chi no.

Io ti faccio questa domanda: hai mai guidato a 90 all'ora in citta'? Io si, un mucchio di volte, specie quando ero giovane e sveglio (e direi stupido, adesso le multe per eccesso di velocita' le prendo solo in autostrada, e continuo a prenderle) A quella velocita' in citta' non puoi fermarti se un pedone esce tra due auto, e a quella velocita' lo mandi al creatore (o chi per lui, dipende da cosa credi tu) Bene, se hai mai guidato in quelle situazioni, e ci scappa un morto, diresti che hai volontariamente e con pre intenzione voluto uccidere quella persona? Questo e' quello che vuole fare credere la stampa e i linciatori da piazza.

In quanto alla lunghezza della pena, fa forse molta differenza cinque o dieci anni?
Se una persona non ha coscienza, puo' stare in carcere anche una vita, la coscienza non cresce tra le sbarre del carcere (anzi, per sopravvivere uno la coscienza se la scorda)
Se una persona ha coscienza, quel delitto se lo portera' per sempre con lei.

PS tanto per capirci, non sto cercando di proteggere Lucidi, che considero colpevole. Ma c'e' modo e modo di essere colpevoli, come dice il nostro ginalfa il problema non e' nella legge, ma di come viene gestita (ed e' vero da tutte le parti, non solo in Italia)

Lo Zio T
25-03-10, 21: 49
A quella velocita' in citta' non puoi fermarti se un pedone esce tra due auto, e a quella velocita' lo mandi al creatore (o chi per lui, dipende da cosa credi tu) Bene, se hai mai guidato in quelle situazioni, e ci scappa un morto, diresti che hai volontariamente e con pre intenzione voluto uccidere quella persona?
Non rispettando un limite stradale sei anche consapevole dei rischi che la tua decisione comporterà: sai che se vai molto veloce in Paese rischi di stirare una persona che attraversa la strada. Con la tua scelta decidi di correre il rischio, mettere in gioco una vita umana diversa dalla tua. Stesso discorso anche per la moto e la macchina. Tu non dimostri di voler uccidere una persona, ma dimostri allo stesso modo di non avere la lucidità mentale per evitare una morte "accidentale" di persone. Ma il rischio di uccidere le persone lo hai preso te.. COn la tua scelta di non rispettare il codice della strada, i semafori rossi, i limiti di velocità.
Ed è pure scappato dopo averli investiti.


In quanto alla lunghezza della pena, fa forse molta differenza cinque o dieci anni?
Da 5 a dieci anni non c'è molta differenza, verissimo. Infatti gente come Lucidi deve marcire in galera per sempre: è cocainomane, gli era già stata ritirata la patente.. Non deve mettere più il naso fuori da un carcere.


Questo passaggio è vergognoso:

Invece, sussiste - come nel caso di Lucidi - «la colpa cosciente, aggravata dalla previsione dell'evento, quando il guidatore, pur rappresentandosi l'incidente come possibile risultato della sua condotta, agisca, tuttavia, nella previsione e prospettazione che esso non si verifichi».
In pratica la Cassazione dice che non è omicidio colposo perchè lui agisce sperando di avere un colpo di fortuna di non fare incidenti con nessuno pur non rispettando nessuna striscia pedonale e nessun semaforo.

Sempre riprendendo l'articolo:

sussiste il dolo eventuale quando il guidatore accetta il rischio che l'incidente si verifichi come risultato della sua condotta, comportandosi, di conseguenza, anche a costo di determinarlo»Questo è il nostro caso: lui accetta il rischio che l'incidente si verifichi quando decide di non rispettare nessun semaforo e nessun limite di velocità e si comporta anche a costo di determinarlo, perchè continua a guidare come un pazzo e non rispettare niente.

Tu mi dici che non è volontario.. Ti dico anche che non ha neanche la lucidità mentale per non farsi del male. Perchè poteva morire anche lui se si fosse scontrato con una macchina: è un pericolo per se stesso e per la comunità e tra 5 anni sarà di nuovo libero di investire altri pedoni o motociclisti. Un cocainomane che ha già ucciso due persone e guidato senza patente.

Ma chissà magari la prossima volta gli andrà di fortuna come dice la Cassazione e non ci scapperà nessun morto..

:bai

MarcoStraf
25-03-10, 21: 56
zioT, c'e' una bella differemza tra il "sapere di potere uccidere qualcuno" e invece "volere uccidere qualcuno"
Si e' colpevoli in entrambi i casi, ma le pene devono essere diverse

Potenzialmente qualunque autista, anche cosciente, ha la possibilita' di "potere" uccidere

principe andry
25-03-10, 22: 19
Dipende da chi ascolti, c'e' chi dice di si, chi no.
Per te è adeguata quella pena? Valutando solo i fatti che sono inoppugnabili.


Bene, se hai mai guidato in quelle situazioni, e ci scappa un morto, diresti che hai volontariamente e con pre intenzione voluto uccidere quella persona? Questo e' quello che vuole fare credere la stampa e i linciatori da piazza.
Si è esclusa l'intenzione esplicita dell'omicidio, ma rimane, come detto anche da Silverado, un omocida.


In quanto alla lunghezza della pena, fa forse molta differenza cinque o dieci anni?
Se una persona non ha coscienza, puo' stare in carcere anche una vita, la coscienza non cresce tra le sbarre del carcere (anzi, per sopravvivere uno la coscienza se la scorda)
Se una persona ha coscienza, quel delitto se lo portera' per sempre con lei.

Certo che fa differenza. Per questo fatto per me 10 anni non sono neanche tanti (infatti all'inizio erano stati chiesti 14 anni). Se non ha una coscienza allora è meglio non mettercelo per niente e rinchiuderlo una clinica?? Sinceramente della coscienza di Lucidi non mi interessa. Se ce l'ha è meglio per lui.


Potenzialmente qualunque autista, anche cosciente, ha la possibilita' di "potere" uccidere
Si, ma cerca di non farlo fermandosi al rosso e rispettando i limiti.

Lo Zio T
25-03-10, 22: 26
Potenzialmente qualunque autista, anche cosciente, ha la possibilita' di "potere" uccidere
Ogni volta che guidi devi essere sempre molto concentrato e attento perchè può sempre capitare di trovare qualche pedone che sbuca dove meno te lo aspetti. Il rischio c'è sempre. Ed è per quello che è stato imposto un limite minimo di 50 Km/h per il Paese che se lo rispetti riduci di molto le possibilità di uccidere qualche persona. Ed è per quello che bisogna rispettare i semafori rossi.

Lui sa di poter uccidere qualcuno. E quando sai di poter uccidere quel qualcuno, se sei una persona con razionalità che cosa fai? Continui ad andare ai 90 Km/h sapendo di poter uccidere qualcuno e non ti interessi dei rischi, oppure riduci la velocità proprio perchè hai capito il rischio di spezzare una vita umana?

Non sarà come un colpo di pistola in testa, ma di certo se sai di poter uccidere e ti disinteressi di questo rischio allora ti devi moralmente assumere la responsabilità della morte di quelle persone: tu sai di poter uccidere, vai avanti lo stesso ed alla fine uccidi. Implicitamente ti disinteressi della vita degli altri, la metti in pericolo. Insomma non è di certo una differenza cosi notevole a parer mio. Perchè alla fine c'è sempre la morte.

Continuo a ripetere che il caso Lucidi coincide perfettamente con questa descrizione:

sussiste il dolo eventuale quando il guidatore accetta il rischio che l'incidente si verifichi come risultato della sua condotta, comportandosi, di conseguenza, anche a costo di determinarlo»

IMHO :bai

MarcoStraf
25-03-10, 22: 29
Per te è adeguata quella pena? Valutando solo i fatti che sono inoppugnabili ...
Qui di fatti ce ne e' uno solo: quel ragazzo ha ucciso due persone.
Tutto il resto sono solo notizie che si leggono sulla stampa, che non hanno alcun valore giuridico (infatti un giurato deve basare la propria decisione solo ed esclusivamente dai fatti che vengono ratificati durante il processo, che sono solo quelli che gli avvocati giudicano attendibili)
Quindi per rispondere alla tua domanda: non lo so, infatti non mi sono mai pronunciato ne' a favore, ne' contro. Ho detto che sia colpevole, su questo non ci sono dubbi, ma su "quanto" sia colpevole non spetta me (che l'unica cosa che so e' quello che leggo sui giornali, e non lo ritengo valido) a decidere, ma al tribunale.

Riquoto quanto detto da ginalfa:
Nel nostro ordinamento vige la regola "in dubio pro reo" che è un'irrinunciabile conquista di civiltà; bisogna tenerlo sempre a mente, anche in periodi, come quello attuale, di facili scorciatoie giustizialiste e di processi mediatici.


Ogni volta che guidi devi essere sempre molto concentrato e attento perchè può sempre capitare di trovare qualche pedone che sbuca dove meno te lo aspetti. Il rischio c'è sempre. ...
che e' esattamente quello che ho detto io. Anche se guido piano, posso mettere sotto qualcuno. Quanti genitori hanno ucciso i loro figli che giocavano in giardino, semplicemente facendo retro marcia dal garage? Quanti anni di galera vuuoi dare a a loro?

principe andry
26-03-10, 11: 31
Buongiorno...
@Marco; credo che sia più che rilevante il come le abbia uccise.

Nel tuo ultimo esempio, che ricordo, il genitore non ha commesso alcuna infrazione, anche se non c'è l'assoluta volontà di fare del male.
Le infrazioni che hanno portato a l'omicidio di 2 giovani, è punibile con 5 anni? Non credo che sia giusto.

Altrimenti reati inferiori (in cui non ci sia stato alcun morto) dovrebbero essere punibili con meno anni di reclusione (e non parliamo di furti di caramelle).

"in dubio pro reo" ovvero "nel dubbio giudica in favore del colpevole": ma qual'è il dubbio? La volontarietà di uccidere? Fatto stà che ha ucciso, infrangendo diverse leggi (o quello che sono) ripetutamente ed è scappato.
Deve essere condannato per quello che è successo.
Che poi la stampa esageri ok (come indicare il fatto che l'auto sia di dimensioni superiori alla media) ma che per legge sia punibile solo per 5 anni, è una vergogna.

Non riesco nemmeno ad immaginare cosa stiano passando i familiari ed amici dei 2 ragazzi...

MarcoStraf
26-03-10, 15: 30
Buongiorno...
@Marco; credo che sia più che rilevante il come le abbia uccise. ....
Ma sai, anche questa e' una cosa che la stampa ci sguazza. Prendi per esempio il fatto che sia cocainomane: hanno forse detto se stesse guidando sotto l'influenza di droghe o altro? Essere un tossicodipendente, o non avere la patente, per se non crea un criminale. Se una persona si ubriaca spesso e commette un incidente ma non era ubriaco, non lo si puo' condannare solo perche' sia un ubriacone. Lo stesso per la Mercedes, non si puo' condannare qualcuno solo perche' guida una macchina grossa. Quanti pirati della strada si vedono in giro a guidare una macchinetta da due porte?

Quindi, secondo me, il "come" non conta. Il "come" conterebbe se ci fosse la volonta' di uccidere. Ma questo processo non era per dimostrare se Lucidi fosse colpevole o meno, ma se ci fosse la volonta'. Come ho gia' detto, sul verdetto non mi pronuncio perche' non ho abbastanza informazioni. Posso solo commentarlo: se i giudici hanno ragione, ossia non c'era volonta' di uccidere, cinque anni mi sembra una pena ragionevole. Dalle mie parti e' successa una cosa simile proprio recentemente: una persona si e' addormentata al volante, ha sbandato, e' uscita dalla corsia investendo due ciclisti, che sono morti sul posto. C'era la colpa ma non la volonta', e la persona (che non aveva assunto ne' alcol ne' droghe prima dell'incidente) ha dimostrato di avere avuto rimorso, la comunita' locale (cosi' come la stampa) all'inizio si stupi' per quanto corta fosse la pena (mi sembra che fosse solo cinque mesi, piu' qualche anno di servizi civili), ma e' quanto prevede la legge.
Ho trovato la notizia:
http://fugitive.com/archives/7825

principe andry
26-03-10, 17: 49
Quell'uomo che dici (prendo in esame solo quello che hai postato) non ha commesso nessuna infrazione (come il genitore detto prima).
Il "come" che intendevo era riferito al fatto che la morte dei giovani è sopraggiunta perchè ci sono state più infrazioni (al volante senza patente, semafori rossi non rispettati, limiti superati ed omissione di soccorso).

Nella notizia c'è scritto che non aveva la patente perchè assumeva cocaina. Forse perchè risultò positivo tempo fa alla guida.

Il "non avere la patente" non crea un criminale certo, ma evita che la persona si rimetta alla guida vista la sua incoscienza (o quello che preferisci).

:bai

ginalfa
26-03-10, 17: 53
sussiste il dolo eventuale quando il guidatore accetta il rischio che l'incidente si verifichi come risultato della sua condotta, comportandosi, di conseguenza, anche a costo di determinarlo». Invece, sussiste «la colpa cosciente, aggravata dalla previsione dell'evento, quando il guidatore, pur rappresentandosi l'incidente come possibile risultato della sua condotta, agisca, tuttavia, nella previsione e prospettazione che esso non si verifichi».
La ragazza con la quale Lucidi stava litigando in macchina, nel momento dell'investimento dello scooter l'imputato dimostrò sorpresa e stupore. Inoltre, dal momento che andava a più 90 chilometri orari, oltrepassando una serie di semafori rossi, Lucidi avrebbe anche potuto far del male a se stesso e alla sua compagna, se si fosse scontrato con un veicolo potente e grande come il suo. E lo stupore manifestato da Lucidi dimostrerebbe, appunto, l'assenza di una volontà di provocare un incidente stradale
La cassazione ha risposto: non si tratta di dolo eventuale, ma di colpa cosciente.

L'infrazione al codice della strada determina una snazione amministrativa, la commissione di un delitto determina la pena.
Sono due illeciti diversi con diverso trattamento nell'ordinamento.
Confonderli è un errore.

Al di sopra ed al di là della legge c'è la coscienza, ma questo è un altro discorso, che esula dal diritto.
Il diritto è forza giusta e giustizia forte e deve necessariamente fare riferimento a criteri generali ed astratti per non trasformarsi in arbitrio.

MarcoStraf
26-03-10, 19: 03
Quell'uomo che dici (prendo in esame solo quello che hai postato) non ha commesso nessuna infrazione
Come no: guidare nella corsia opposta (passando oltre una linea doppia di demarcazione) che cosa e' secondo te?
Ma direi che l'ultimo messaggio di ginalfa esprime benissimo quello che io (non essendo un legale) non riesco ad esprimere.

principe andry
26-03-10, 19: 18
Come no: guidare nella corsia opposta (passando oltre una linea doppia di demarcazione) che cosa e' secondo te?
Ma direi che l'ultimo messaggio di ginalfa esprime benissimo quello che io (non essendo un legale) non riesco ad esprimere.

Si ma non è che ha pensato "ora schiaccio un pisolino". L'altro l'ha fatto di proposito (passare con il rosso ecc)

L'infrazione al codice della strada determina una snazione amministrativa, la commissione di un delitto determina la pena.
Sono due illeciti diversi con diverso trattamento nell'ordinamento.
Confonderli è un errore.
Di certo si tratta di cose diverse, ma pur sempre collegate (in questa vicenda).
La spregiudicatezza dimostrata ha portato alla morte di 2 persone.

Non essendo del campo, forse mi sono spiegato male.:ehmm

:bai

MarcoStraf
26-03-10, 19: 40
... La spregiudicatezza dimostrata ha portato alla morte di 2 persone. ...
Si, ma vedi, quale e' la differenza tra la "spregiudicatezza" di Lucidi e l'"incoscenza" del poliziotto che nonostante non avesse dormito la notte si e' messo a guidare l'auto per un turno di otto ore ed e' finito con l'addormentarsi al volante? Entrambe hanno avuto conseguenze catastrofiche.
Il messaggio di ginalfa spiega bene il concetto: la legge va fatta in base a "criteri astratti" in modo che non possano essere "interpretati" a proprio arbitrio, io non riesco a dirla meglio.

principe andry
26-03-10, 20: 43
Non l'avevo vista su questo aspetto. In entrambi i casi si potrebbe riassumere con un: "lo faccio ugualmente sperando che non succeda un'incidente".
Sarà, ma non riesco a vederla simile anche perchè l'accaduto non è del tutto confrontabile. Esempio: da quello che ho letto non sembra ci sia scritto che il poliziotto sia fuggito dopo l'incidente.
Ma così starei immischiando l'"amministrativo" al "penale".

Stiamo entrando un pò troppo nel tecnico, e non sono assolutamente preparato in materia.

:bai

Armandillo
28-03-10, 15: 51
Veramente interessante come discussione.

Purtroppo la nostra ignoranza delle leggi e della loro profonda comprensione spesso porta al prevalere di una logica vendicativa, comprensibile sia chiaro, ma non equilibrata.

Anche io, come molti, ho rimarcato piu' volte l'apparente disuguaglianza dell'applicazione di leggi in casi, come questo, dove altrettanto appare evidente una pena non adeguata al danno.
Si potrebbe dire questo anche in tanti altri casi quando siano sconvolte vite giovani e giovanissime (vedi pedofilia, stupri) pur in mancanza di perdita della vita fisica, con la morte di quella psichica !

Come essere umano, i sentimenti di rabbia provati, ammetto, non conoscono la giurisdizione ma solo il proprio personale giudizio morale che talvolta non coincide con quello penale.
Leggendo qui (http://www.dirittoeprocesso.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1050:la-difficile-sostenibilita-dellomicidio-volontario-nelle-ipotesi-dinvestimento-del-pedone&catid=63:reati-contro-la-persona&Itemid=93) , a parte il linguaggio tecnico che non facilita, sono riuscito a comprendere l'intento del legislatore che, e non lo dimentico, deve sempre mirare all'equilibrio ed alla proporzionalita' d'una legge.
Nonostante cio' la mia parte meno raziocinante si rifiuta di concepire come "colposo" un atteggiamento e una modalita' che , a priori, poteva e doveva indurre a maggiore responsabilita' !

Riflettendoci meglio e leggendo i vostri interventi, la mia parte razionale, invece, ha ben compreso questa apparente ingiustizia.
Mi sono ricordato, ad esempio, d'una volta che ho guidato in evidente stato di stanchezza, di quelli con "gli occhi che ti si chiudono dal sonno", ed ero consapevole che quello stato poteva essere pericoloso per me e per gli altri.... eppure ho rischiato andando al lavoro....e se avessi investito qualcuno ?
Sarebbe stato omicidio volontario ?
No di certo ! Ma cosa avrebbero pensato i parenti dell'ipotetica vittima ?

Da cui una domanda retorica: puo' una legge "adeguare" la pena secondo certi parametri variabili e diversissime condizioni ?
Io sarei stato piu' o meno colpevole di quel ragazzo ?

In effetti i ragionamenti sono diversi tra vittima e carnefice ma una legge non puo' fare distinzioni (o non dovrebbe) ; casomai potrebbe inasprire la pena in determinati casi ma senza snaturare il principio di fondamento.

Certo e' che purtroppo dubbie interpretazioni, nel tempo, hanno reso meno fiduciosi e di conseguenza l'istinto di vendetta e' cresciuto nei cuori e nelle menti portandoci, me compreso, delle volte al limite della barbarie e dell'incivilta'.

:bai