Quando poco meno di tre mesi fa la notizia era rimbalzata nel web, non aveva destato il dovuto interesse (chiedo venia, anch'io lo avevo accantonato e dimenticato), ed era stata abbastanza dimenticata, anche perché tutte le testate riportavano un rischio assolutamente limitato di infezione, circoscrivendo il rootkit all'area asiatica e più precisamente alla Cina, da dove proviene.
Purtroppo ad oggi devo riportare a galla il problema, visto che in 10 giorni ho avuto sotto mano due notebook (+ un terzo, ma questa è altra storia), infetti al 99% dal Mebromi.
Per chi non vuole approfondire basti sapere che il rootkit è l'unico, attualmente conosciuto, che attacca fisicamente i Bios, nello specifico pare per adesso solo il Bios della Phoenix.
L'infezione per propagarsi necessita dei permessi di amministratore sul PC per lavorare a livello kernel, e per quanto ho capito, inizia un loop di infezione PC/MBR del disco fisso/Bios, ma a boomerang, ovvero, una volta che il Bios è infetto, reinfetta l'MBR e conseguentemente la macchina.
Da qui si evince che in linea di massima si può tentare ("tentare" perché possono sorgere altri problemucci) di ripulire PC e MBR del disco quanto si vuole, ma finchè il Bios rimane infetto tutto ricomincia da capo e non c'è scampo: e all'infezione del Bios pare non sia ancora stato trovato rimedio.
Nel mio caso ai due notebook era apparsa improvvisamente una password per il bios, che nessun software è riuscito ad eliminare o rilevare (ma forse in realtà, neppure esiste) e i sistemi operativi non si avviavano più. Di fatto l'impossibilità di accedere al bios preclude poter cambiare sequenza di boot per tentare qualche operazione e per le schede madri che hanno il menù di boot da tasto funzione, questo sembra sia disabilitato.
La terza macchina infetta è stato un incidente di percorso, che ci ha permesso di capire meglio il meccanismo: per cercare di far avviare uno dei primi due notebook è stato montato l'hard disk di un notebook "buono"… risultato: avviato con lentezza anche se al primo tentativo, infettato suppongo in quel momento l'MBR dell'hard disk, che poi è stato disgraziatamente passato al Bios del PC "buono" una volta che l'hard disk è stato rimesso al suo posto, prima purtroppo che il proprietario mangiasse la foglia, cosicchè anche questo notebook adesso si ritrova la sua bella password per accedere al Bios: Mebromi-utenti 3 a 0
Sui PC infetti è impossibile installare qualsiasi versione di Windows, Linux si installa, ma ha delle defaillance: il notebook che era stato buono attualmente si avvia con il suo vecchio sistema operativo un po' rallentato ma l'AV è stato preso a calci così come le impostazioni di sicurezza del browser (ma ancora si stanno contando i danni e non si sa neppure se o quanto resisterà)
Sull'unico PC infetto che ho ancora fra le mani il sistema operativo si installa (solo se il disco fisso è formattato, e quindi c'è la costrizione a dirottare l'avvio su CD), ma al primo riavvio (quindi non appena riesce ad infettare l'MBR del disco fisso), tutto muore: dopo un quarto d'ora riesce ad appare il desktop ma è tutto bloccato.
Abbiamo provato a togliere la batteria tampone, ma non è servito a nulla: il rootkit evidentemente si è inoculato al livello più profondo del Bios e purtroppo ho difficoltà a tentare l'aggiornamento e quindi la sovrascrittura perché questo maledetto modello di Acer dispone solo di un'utility che lavora da Windows e non da Dos: stò studiando come aggirare gli ostacoli.
La morale di tutta questa storia è che se non si trova una soluzione al Bios infettato, non basta la solita formattazione, ma in pratica il PC è da buttare o quanto meno lavorerà con Linux in condizioni disastrate, quindi in primis verificate se avete un Bios Phoenix e metteteci voi una password: nessuno nel web ne dice nulla ma chissà che trovando un qualche sbarramento si possa almeno fermare a livello Bios (non ci conto, ma tentare non costa nulla); evitate software asiatici, compresi i molti web-streaming e scannerizzate con l'antivirus ogni file che scaricate da fonti dubbie prima di avviarlo o scompattarlo; attivate eventuali difese in tempo reale del vostro antivirus.
Attualmente ho trovato solo questo tool della Symantec che pare faccia qualcosa (ma non parla di Bios) Norton NPE: io non ho potuto provarlo senza S.O. funzionante
:ct:



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, quindi non voglio fare altri esperimenti senza prima l'autorizzazione del proprietario, che deve essere messo al corrente dei rischi
, magari ne riparliamo.
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