16 settembre 2011
Manhattan Skyline
La notte trascorre veloce e stavolta la sveglia mi coglie un po' impreparato, sarà tutta la strada macinata il giorno precedente ma mi sento un po' a pezzi, le gambe soprattutto, faccio quasi fatica a scendere dal letto. Basterà però qualche chilometro per rimettere tutto a posto!
Questa mattina decido di scendere subito verso la parte bassa di Midtown per visitare la Public Library (l'ingresso è gratuito, l'apertura al pubblico avviene al 10 di mattina in punto). La giornata è splendida e lungo il tragitto che collega la non distante fermata della metropolitana con Bryant Park (parco situato immediatamente dietro la Public Library) non posso fare a meno che rimanere a bocca aperta davanti ai grattacieli che scintillano illuminati dalla luce del sole (dalle foto si può intuire qualcosa).
Sono in anticipo rispetto l'orario di apertura e ne approfitto per scattare qualche foto all'esterno. L'edificio, dall'aspetto antico (credo vi dovrete accontentare di questa descrizione, non sono molto bravo nell'attribuire stili architettonici), si distingue immediatamente dai moderni grattacieli che lo circondano. Anche l'interno non è da meno, le scalinate portano verso le sale principali popolate di tavoli in legno massiccio e scaffali stracolmi di libri disposti lungo le pareti perimetrali. Ci sono due sale di lettura in una è possibile fotografare, nell'altra no, tutto è indicato da cartelli che si incontrano prima di entrare.
Dopo un breve giro decido di spostarmi verso nord, questa volta a piedi, lungo la 6th Avenue (chiamata anche Avenue of Americas); attraverso il Diamond District dove più di una persona cerca di convincermi a comprare oro o diamanti, mi dicono anche che se non ho contanti con me posso lasciare la mia macchina fotografica (o almeno mi sembra di capire questo), non mi sembra decisamente il caso; proseguo quindi fino ad arrivare ai piedi del Rockfeller Center, la visuale dal basso (nonostante non sia il più alto grattacielo di Manhattan) è abbastanza impressionante, ci ritornerò per una visita dall'alto!
Mi fermo una decina di minuti nel vicino negozio Lego, qui in Italia non ne avevo mai visti. All'interno si possono scegliere tra le più svariate scatole di costruzioni, quello che mi colpisce di più però è il lungo drago (costruito rigorosamente con migliaia di mattoncini) che si snoda tra i soffitti e le pareti che collegano le varie stanze del negozio, non so come abbiano fatto a costruirlo, ma complimenti!
Ogni tanto ho bisogno di qualche breve sosta, dalla cartina non sembra, ma le distanze sono enormi, soprattutto se ci si muove a piedi. Arrivato all'estremità sud di Central Park ne approfitto per farmi un giro nell'Apple Store sulla 5th Avenue, bello non c'è che dire, purtroppo però le impalcature (che dovrebbero andarsene per fine novembre) limitavano un po' la vista.
Ho fame. Molta fame.
Do una rapida occhiata alla guida (una Lonely Planet regalatami qualche mese fa dai miei amici; devo dire che è stata molto utile anche perchè mi ha permesso di scoprire posti non proprio turistici che difficilmente si sarebbero visitati) e mi lascio convincere per una bakery (credo sia così che si chiami) nei pressi di Columbus Circle. Dopo una bella camminata arrivo di fronte l'enorme rotonda da cui penso prenda derivi il "Circle". Entro all'interno del Time Warner Center, cerco la bakery, la trovo, do una rapida occhiata ai prezzi ed in meno di 5 secondi sono di nuovo in strada alla ricerca di un posto dove poter mettere qualcosa sotto i denti! Per carità buona sarà stata buona, ma i prezzi mi sembravano davvero alti! Presto imparerò però che una media di 10/15$ a pasto sono indispensabili se ci si siede (non che mi lamenti, ma probabilmente non avevo fatto bene i conti).
Proprio sulla rotonda di Columbus Circle stanno girando uno spot (immagino) dove la protagonista sembra essere la "nostra" nuova 500, che in mezzo a taxi gialli, Crown Victoria (che sbucano da ogni parte) e pick-up si fa notare e non poco!
Dunque, il cibo. Per ora l'esigenza primaria è trovare qualcosa di veloce da mangiare, inizio a camminare verso la costa ovest di Manhattan raggiungendo la zone di Hell's Kitchen, scendo la 10th Avenue e mi infilo in un Deli dove mi accaparro una sorta di panino con dentro due uova, pancetta e formaggio! Buono! Certo saranno state giusto quelle 3000 calorie ma dopotutto di chilometri da stamattina ne avevo fatti.
Nel tratto di strada che mi porta al molo dove è ancorata l'Interpid (che sarà la mia prossima tappa) mi imbatto in uno strano meccanismo di parcheggio per le auto, in pratica sono come impilate le une sulle altre e piazzate all'interno di una specie di box in metallo. Una bella idea, senza dubbio! Anche se mi immagino quanto si debba faticare ogni volta se l'auto da tirare giù è sopra ad altre 4 o 5 macchine... A proposito di parcheggio, non vorrei sbagliarmi ma la prima mezz'ora di sosta a downtown (Manhattan) costa la bellezza di 12$ (così giusto per dare un'idea)!
La zona intorno al molo dov'è ancorata la portaerei Intrepid, mi sembra un po' dismessa, è quasi deserta a confronto della folla che popola le strade che ho dovuto attraversare qualche istante prima. Poco male, faccio una fila praticamente inesistente e inizio la visita.
La portaerei è grande, si può visitare l'interno, dove si può scegliere se fare una visita guidata, vedere dei filmati, fare piccoli esperimenti, ecc... e il ponte principale, dove sono esposti diversi modelli di caccia, elicotteri, aerei delle pattuglie acrobatiche tra cui quella americana (i Blue Angels) e le Frecce Tricolori. E' anche possibile visitare la torre di comando (il termine l'ho appena coniato, non ho idea di come si chiami) dove sono collocate le stanze del comandante.
Poco distante, all'interno del molo, c'è anche un Concorde (che attualmente non è possibile visitare) e un sottomarino. Una visita all'interno del sottomarino (compreso nel biglietto d'entrata che viene intorno ai 24$, senza considerare lo sconto) è sicuramente divertente, soprattutto perchè si riesce a capire quanto possa essere dura vivere settimane la sotto! Lo spazio a disposizione è pochissimo, per passare attraverso le porte bisogna spesso accucciarsi, camminare nei corridoi non è cosa semplice e anche i letti a castello sono veramente appiccicati, tra l'uno e l'altro ci saranno meno di 50 cm!
La visita mi porta via due ore buone, ma devo dire che ne è valsa la pena, considerando anche il fatto che dal ponte della portaerei è possibile avere delle vedute niente male su Manhattan.
Poichè non riuscivo a trovare una fermata della metropolitanaPoichè avevo voglia di camminare ancora un po', inizio a scendere ancora verso sud, sempre lungo la 10th Avenue, fino ad arrivare al quartiere di Chelsea, l'atmosfera cambia rapidamente; passo da una zona quasi deserta ad una baraonda di persone, locali ed auto. Avrei voluto visitare meglio questa parte di Manhattan, ma pensando ci sarei ritornato sono andato dritto verso la fermata della metropolitana, un peccato!
Sono ora nel pieno del Financial District. Decido quindi di visitare meglio Ground Zero, fortunatamente il tempo regge ancora piuttosto bene, inizio quindi a passeggiare attorno all'enorme cantiere dove decine di gru lavorano senza sosta. La Freedom Tower inizia già a prendere forma, gli 84 dei suoi 108 piani sono decisamente visibili, anche se i pannelli di vetro che la ricoprono sono fermi intorno al 60°. Di notte la torre in costruzione si illumina di blu, rosso e bianco per ricordare il 10° anniversario dell'11 settembre, uno spettacolo, credo non ci siano altre parole per descriverlo!
Sarebbe anche possibile andare a visitare il Memorial dell'11 settembre appena inaugurato, solamente che per poter entrare bisogna richiedere una sorta di permesso, il mio tempo non è molto, decido quindi di passare.
La mattina dopo essere arrivato a New York, appena uscito dall'ostello, un signore mi ferma e, vedendomi con la cartina in mano, mi chiede che cosa ci facessi a New York. Scambiate due parole mi dice: "Sai quali sono le due cose che devi assolutamente fare se sei a New York per la prima volta? Attraversare a piedi il Brooklyn Bridge e visitare Staten Island".
Bene, è il momento di seguire il suo primo consiglio. Purtroppo non riuscirò a visitare Staten Island (raggiungibile dalla punta sud di Manhattan con un traghetto gratuito in un ora e qualcosa, credo), sarà per la prossima volta!
Il ponte di Brooklyn è maestoso, credo sia la parola giusta per descriverlo, e fin quando non si raggiungono le due torri che lo ancorano al fondale è difficile da capire. La passeggiata è lunga ma piacevole, soprattutto per le vedute su Manhattan ed il Manhattan Bridge che si scorgono man mano che si prosegue verso Brooklyn. Occhio alla corsia per le bici, cercate di non invaderla per fare foto, altrimenti i ciclisti (giustamente) si arrabbieranno e non poco!
Arrivato a Brooklyn decido di fare una "rapida" (almeno nelle intenzioni) passeggiata nella zona subito sotto il ponte, chiamato Dumbo. Il posto è bello, particolare direi, gli edifici (che sembrano quasi fabbriche abbandonate) sono tutti in mattoni rossi con scale in metallo che si arrampicano sulle loro facciate. Spostandosi verso il fiume si incontra un parco con una giostra (una di quelle che uno si immagina quando pensa ad una giostra), camminando arrivo fino al Brooklyn Bridge Park, un altro parco, tenuto tra l'altro molto bene, che si snoda verso la parte sud di Brooklyn.
Anche se non era proprio nei programmi, va a finire che camminando arrivo fino alla sua estremità sud. Mi guardo intorno e l'unica cosa che vedo è la trafficatissima Brooklyn-Queens Expressway che collega i due quartieri e nessun modo per attraversala. Dopo una manciata di minuti un attraversamento pedonale mi riporta sulla Brooklyn Heights Promenade, una passeggiata di qualche centinaio di metri sopraelevata lungo la quale, da un parte si sondano dei costosissimi appartamenti, dall'altra la vista si apre completamente sull'intero skyline di Manhattan.
Ormai il sole sta tramontando ed è qui che vedo una dei panorami che più mi sono rimasti impressi dell'intera vacanza, qualcosa di davvero spettacolare! I grattacieli cominciano ad accendersi ed il bagliore rossastro del cielo lascia piano il posto alla notte. La distesa di luci si estende ora a perdita d'occhio ed io rimango un'ora abbondante a fare foto.
E' ormai ora di cena, devo trovare una fermata della metropolitana per raggiungere Williamsburg, una zona parecchio frequentata di sera e caratterizzata da un'impronta piuttosto "indie-rock", dove tra un paio d'ore dovrò incontrarmi con gli altri per trascorrere la serata.
A Manhattan non avevo mai avuto problemi a trovare una fermata da cui poter prendere la metro, qui a Brooklyn invece le cose mi sembrano parecchio più difficili, vago per una ventina di minuti di buoni, ma di fermate neanche l'ombra, incontro così un ragazzo che ha il mio stesso problema, cerchiamo insieme ma ancora niente, alla fine le indicazioni di una signora ci mettono sulla strada giusta, riuscendo così ad arrivare a destinazione.
Camminando lungo Metropolitan Ave mi fermo incuriosito di fronte a quella che sembra (ed in effetti è) una officina per moto, la cosa curiosa è che all'interno di questo garage (in perfetta attività) c'è anche un pub a tutti gli effetti! Il locale è chiamato The Shop ed è veramente caratteristico, mi siedo di fronte al bancone e praticamente circondato da moto semi-smontate, pezzi di motore e attrezzi ordino una Brooklyn Lager ed una abbondante porzione di ribs (sono delle costolette e le mie erano piccanti, molto piccanti, ma buone), me la cavo con 12$.
Il tipo dietro il bancone è simpatico e (come quasi tutti) molto amichevole, mi chiede un documento di riconoscimento (come accadrà praticamente tutte le volte che prenderò una birra) e mi serve le costolette (da mangiare rigorosamente con le mani) e la birra in un vaso di marmellata... lo so è strano, ma sembra che sia così che funzioni!
Una volta finito di mangiare mi incontro con le mie amiche e ci incamminiamo verso la parte centrale di Williamsburg per un giro in qualcuno tra i tantissimi locali che si possono trovare. La serata trascorre velocemente, mi rendo conto (e poi lo testerò anche di persona, che New York non è la faccia dell'America, anzi) ma ora è tutto bello, tutto divertente, ogni cosa è diversa e ogni cosa mi incuriosisce lasciandomi stupito. E' questo il bello di viaggiare, di vedere posti nuovi!
E' ormai notte inoltrata quando riprendo la metropolitana che in una quarantina di minuti mi riporta in ostello. Stanotte le ore per dormire saranno poche e io sono ancora più distrutto del giorno prima, ma contento!
Per chi se lo chiedesse, la metropolitana anche alle 2/3/4 di mattina è davvero tranquilla, basta un po' di buon senso e molto difficilmente si avranno dei problemi.
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In lunghi voli la cosa migliore sarebbe dormire, o non passa più..

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